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Romeo Iurescia

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Lo incontriamo nel suo studio, tra colori e tempere, tele quasi concluse e libri sparsi sulla scrivania. Una personalità eclettica quella di Romeo Iurescia, che non avremmo potuto comprendere fino in fondo se non addentrandoci tra gli oggetti della sua quotidianità.
Commendatore della Repubblica Italiana, presidente del centro artistico culturale molisano "La Conca", una lunga esperienza nella politica del suo quartiere, Montesacro, Iurescia ricorda gli anni duri della sua infanzia a Petacciato, nel dopoguerra, e l'inizio del suo impegno in politica nelle file della Democrazia cristiana.
"Sono andato via da Petacciato a 14 anni, per frequentare un collegio vicino Ascoli Piceno e diventare un missionario. In missione mi avrebbero mandato in Mozambico, ma presi la febbre maltese e rinunciai. Da lì mi sono trasferito a Vasto per frequentare le scuole magistrali e dove ho conosciuto monsignor Spataro, uno dei fondatori della Dc. Da diplomato ho iniziato la mia avventura a Roma assaporando a poco a poco l'entusiasmo della politica, frequentando i comitati dei giovani democristiani. Ho avuto modo di toccare con mano i problemi della gente".
Pur essendosi sposato, la religione e la fede sono sempre state il fil rouge della vita umana e professionale di Romeo Iurescia, oggi cooperatore salesiano. Funzionario delle ferrovie dopo essere stato portiere per dieci anni, è entrato in politica a quarant'anni come consigliere della Dc al IV Municipio nel 1980, sempre con discreti risultati, fino all'allontanamento per dieci lunghi anni dalla politica in seguito allo sfaldamento della Dc. Il ritorno sulla scena politica è avvenuto nel 2000 ma non si è concretizzato con la elezione fino al 2003, anno in cui Iurescia è diventato capogruppo e delegato al commercio, anche se la sua predisposizione alle attività culturali gli avrebbe fatto preferire la delega allo sport e alla cultura.
Il percorso di Romeo Iurescia è costellato di vittorie, non ultima quella di laurearsi da pensionato in Lettere. Un'altra soddisfazione grande gliela regala l'associazione La Conca, che ha fondato nel 1986 che raccoglie soprattutto molisani con l'obiettivo di far conoscere valori e tradizioni del Molise ai romani in uno scambio culturale che si concretizza in mostre, convegni dibattiti, incontri enogastronomici.
- La Democrazia cristiana ha fatto la storia della politica italiana e la sua carriera politica ha attraversato anche il difficile momento del suo disfacimento....
"Ho avuto modo di assaporare tutti i risvolti e le sfaccettature dei vecchi democristiani che poi si sono rifugiati chi in An, chi in Forza Italia. Anche io per un momento ho pensato di credere in Forza Italia, perché credevo che Berlusconi potesse fare il bene degli italiani. In realtà Berlusconi non è mai stato un democristiano pur accollandosi in più di un'occasione tutta l'eredità della Dc. Ho voluto inizialmente dargli fiducia, visto che era stato capace di far funzionare le sue aziende, forse sarebbe stato capace di far funzionare l'Italia ma mi sbagliavo. L'Italia si è indebitata ancora di più".
- Che bilancio fa del suo operato nel IV Municipio (Montesacro, Talenti)?
"Ho realizzato la copertura del mercato di via Conti, detto "di Val Melaina" e quello di via Colli della Serpentara. Ho portato a termine la realizzazione del mercato di via Grazia Deledda e ho fatto stanziare i soldi (500 mila euro) alla ragioneria comunale per coprire il mercato di via Sacchetti e per ristrutturare il mercato di Tufello. Ho portato a termine il parco di piazza Lambertenghi, quello di piazza Stampalia, quelli recintati di via Suvereto e di via Ateneo Salesiani".
- Quali sono le idee che porta avanti per migliorare le condizioni di vita del IV Municipio?
"Intanto, bisogna rendere il Municipio più sereno attraverso un miglioramento della qualità dei servizi sociali. Non bisogna sradicare l'anziano e il disabile dalla propria casa ma ottimizzare i servizi di assistenza domiciliare facendo un'efficace politica di sostegno alla famiglia, l'attivazione di politiche di prevenzione della droga basate sulla promozione umana e sull'educazione dei giovani. Creare un security day, cercando di sensibilizzare i cittadini ad avere scuole e asili sicuri. Lo sviluppo sociale ed edilizio deve essere sempre in armonia con l'ambiente. Abbiamo tanti spazi da poter utilizzare, la cosa più urgente è quella di realizzare parchi giochi per i bambini. Bisogna incrementare i centri sportivi per i bambini ma anche spazi dedicati alla cultura e allo sport, luoghi che difficilmente si prestano allo spaccio o al degrado congiuntamente all'abbassamento dei fattori inquinanti che agiscono sull'acqua, sulla terra e sull'aria compresi quelli elettromagnetici, acustici e luminosi. Finora nel IV Municipio è stato fatto poco per la cultura. Manca un teatro, manca un museo, uno spazio espositivo. Abbiamo concesso molte aree del quartiere ad imprenditori che hanno creato Ikea, Auchan, con la promessa che avrebbero assunto i giovani del nostro municipio. Non solo non hanno mantenuto la promessa ma in cambio non hanno fatto niente per il municipio. Avrebbero potuto fornire degli spazi per la realizzazione di un centro ricreativo. È assurdo che una circoscrizione di 250 mila abitanti non abbia un luogo per dibattiti, convegni".
- Lei ha ancora la residenza in Molise. Cosa dovrebbe fare il Molise secondo lei per inserirsi nel circuito produttivo e quindi rendersi visibile in Italia?
"I politici dovrebbero tornare a farsi tutori della ricchezza del territorio. Dovrebbero farsi meno guerre e pensare di agire in modo più coeso per il bene della regione. La Democrazia cristiana ha dato un grande impulso allo sviluppo produttivo del Molise, penso alla Molisana, alla rete stradale ma ancora tanto resta da fare. Mi è stata fatta la proposta di candidarmi a Tavenna, un comune vicino al mio ma ho preferito fare il consigliere a Roma. Sono tornato al mio paese dopo trent'anni perché avrei voluto tornare da vincitore e posso dire che da vincitore sono tornato. Mi sono preso la soddisfazione di aver conseguito una laurea, di aver formato una bella famiglia e di aver fatto tanto per la gente del mio quartiere".
Pittore, critico d'arte e poeta, Iurescia ha pubblicato tredici libri tra cui "La barba", "I giardini della mia mente", "Ad est della memoria", "Nella valle dell'io", "Na sferziate de viente", "Marcofane coppe a la lune", "Il sorriso del girasole", "Frulli d'ali".

(Ida Santilli)

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