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Il Molise, quale identità?

Riportiamo l'interessante intervento dell'illustre professor Filippo Salvatore, Ph.D. Harvard Prof. Emerito alla Concordia University di Montreal, tenuto presso il convegno dal titolo "Il Molise e la sua identità" promosso dal Lions Club e dal Comune di Larino (Campobasso), con la partecipazione, in veste di relatori, dell'arch. Franco Valente, del prof. Antonio D'Ambrosio e del prof. Sergio Sammartino

Nel 2017 ricorre il 53° anno della nascita dell'autonomia della Regione Molise. Amo tanto la terra dove sono venuto al mondo. L'autonomia amministrativa del Molise 53 anni fa, avvenuta per vanità e sete di potere di alcuni politici, senza referendum e senza rispettare l'obbligo costituzionale secondo cui una regione a statuto ordinario non può essere costituita se non ha almeno un milione di abitanti, si è rivelata col senno di poi un errore gravissimo.
L'autonomia amministrativa del Molise ha sancito la sua meridionalizzazione, con tutte le connotazioni negative che il termine implica. Il Molise, un territorio che avrebbe potuto e dovuto appartenere all'Italia centrale, come è stato il caso per l'Abruzzo, si è condannato a diventare parte del Mezzogiorno.
L'autonomia amministrativa ha permesso alla piccolezza di spirito di imporsi, alla mediocrità di diventare norma, di ergere un muro mentale che ha impedito il confronto leale e necessario con il resto dell'Italia che conta, ha fatto dei Molisani, i pochi che sono rimasti sul territorio, degli assistiti.
C'è poco o nulla da celebrare dopo 53 anni d'esistenza.
Mi auguro che il Molise scompaia come ente amministrativo autonomo al più presto. Questo NON significa che l'identità territoriale scomparirà, anzi, se si torna all'unificazione degli Abruzzi, la molisanità sarà fortificata.
Dopo 53 anni di autonomia regionale molisana il bilancio è semplicemente fallimentare da ogni punto di vista. Il Molise è ormai sull'orlo del baratro. Anzi, è nel baratro.
Il Presidente della Regione ed alcuni suoi amici stanno consumando le ultime risorse pubbliche a disposizione dello sviluppo del territorio.E qual è stato un risultato eclatante? La chiusura dello zuccherificio, per limitarmi ad un esempio recente.
E questo avviene nel più totale silenzio del sistema regionale della disinformazione, pagata con i soldi dei contribuenti, che continua a raccontare un Molise che non esiste.
Il principio del ritorno agli Abruzzi corrisponde ad una necessità fortemente sentita dalla popolazione che abita la Frentania, la fascia costiera, e da Agnone, i comuni della Pentria e delle valli del Trigno e dell'Alto Sangro. Aspettiamoci discorsi demogogici sull'autonomia regionale e sulla Molisanità da chi ha tutto da perdere.
Ricordate come a Prato Gentile un certo signor IORIO si è eretto a difensore della Molisanità e se ne servirà ad ogni possibile occasione?
Ci sono momenti nella storia di un popolo e di un territorio quando chi possiede la chiaroveggenza necessaria, e noi di Majella Madre affermiamo di possederla, e NON è motivato da ambizioni personali e meschine (la lezione degli illuministi abruzzesi/molisani docet!) deve prendere l'iniziativa e proporre in termini semplici, chiari, precisi e concisi, modelli identitari e sociali nuovi. Bene, va riaffermata ad alta voce qual è la vera identità degli abitanti del nostro territorio, dell'Abruzzo e del Molise, degli Abruzzi.
È una stessa identità che per errore è stata divisa e che deve essere riunificata al più presto. Occorre mettere al centro della prossima campagna elettorale regionale come tema centrale la riunificazione degli Abruzzi. E battersi a livello nazionale affinché la si faccia .Un territorio che non sa dare spazio ai suoi figli migliori (preparati ed onesti) è condannato ad essere COLONIA.
La separazione del Molise dagli Abruzzi il 17 dicembre 1963 è stato un errore storico gravissimo.
Oggi, dopo oltre mezzo secolo, c'è tanto da rimpiangere. Il Molise è campione di malamministrazione e di malasanità, cenerentola e maglia nera in quasi tutti i settori che definiscono civile e parte del mondo che conta un territorio. Il Molise, da polmone verde d'Italia, è stato ridotto a discarica di prodotti tossici della camorra, a territorio che non conta. C'è addirittura chi afferma che il Molise non esiste...
Il Molise nel 2016 ha 310.000 abitanti (61 milioni d'abitanti in Italia). Nel 1861, con l'unità d'Italia, ne aveva 352.000 su una popolazione di 24 milioni. Ha continuato a perdere i migliori figli/e tramite il dissanguamento della emigrazione che continua ancora ed ha reso degli ASSISTITI il resto dei residenti.
Il tempo ha dimostrato che il VERO problema del MOLISE, ripeto una realtà di poco più di 300.000 (trecentomila) abitanti, è la sua esistenza come regione amministrativa autonoma. È la mangiatoia di pochi mediocri (e dei loro clientes) ed un partito vale un altro, come l'elezione di Iorio e di Frattura ha dimostrato.
Il mio convincimento profondo è questo: occorre ricongiungere al piu' presto uno stesso popolo, quello degli Abruzzi, e distruggere l'auto-isolamento prevalente.

(Prof. Filippo Salvatore)