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<title>forchecaudine.com - novità quotidiane (28.07.2009)</title>
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<description>Aggiornamenti quotidiani dalla comunità molisana residente a Roma</description>
<language>it</language>
<copyright>Copyright 1989-2009 forchecaudine.com</copyright>
<lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2009 06:22:16 +0200</lastBuildDate>
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<managingEditor>info@forchecaudine.com (Giampiero Castellotti)</managingEditor>
<webMaster>grafica@sectio.it (sectio)</webMaster>
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<title>forchecaudine.com - novità quotidiane (28.07.2009)</title>
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<title><![CDATA[ I 20 anni di "Forche Caudine" APPUNTAMENTI AUTUNNALI ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1485</link>
<description><![CDATA[ Con un sito rinnovato, potenziato, tecnologicamente avanzato, frutto di ulteriori sforzi e investimenti (puntiamo ad oltrepassare gli oltre 20mila visitatori mensili certificati della scorsa primavera), ci prepariamo ad affrontare la prossima stagione autunnale con grandi progetti. Tra cui un'assemblea al teatro Orione con rappresentanti comunali, il convegno "Il segno, il territorio" con i massimi esponenti del mondo della grafica e della comunicazione e una serie di importanti eventi, non ultimo il progetto di rimettere in piedi una manifestazione sullo stile del Molisedays a Villa Lazzaroni che resta - pur con le immancabili componenti da migliorare - una delle pi&ugrave; valide espressioni di promozione molisana oltre i confini regionali. In linea con quanto fin qui costruito.Festeggeremo cos&igrave; i nostri primi 20 anni. Un traguardo importante specie per una regione dove le cose belle, purtroppo, hanno quasi sempre vita troppo corta.Poi ci sarà "l'ordinaria amministrazione": le presentazioni librarie, le mostre, gli eventi di un giorno.Chiamiamo a raccolta tutte le forze che hanno a cuore la nostra terra d'origine per dar vita, coralmente, al sogno di una rinascita, soprattutto culturale. Forche Caudine c'è - come sempre - e ci crede fermamente. ]]></description>
<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 06:20:54 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ "Decoder"a iosa PECUNIA NON OLET ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1580</link>
<description><![CDATA[ Dopo le superstrombazzate mediatiche sul digitale terrestre, dal 31 luglio parte, abbastanza in sordina, la piattaforma Tiv&ugrave;Sat che riunisce 22 canali fra Rai, Mediaset e La 7. Il rischio, come rileva non senza fondatezze l'Adiconsum, è che una famiglia abbastanza teledipendente - e non sono poche - possa utilizzare ben tre decoder per televisore: uno per il digitale terrestre, uno per Sky e uno appunto per Tiv&ugrave;Sat. Secondo l'associazione sarebbero ben tre milioni le famiglie costrette a ricorrere a Sky per vedere i canali Rai del servizio universale. Ci&ograve; equivale a dire che oltre tre milioni di famiglie non saranno in grado di vedere la tv digitale terrestre e che dovranno acquistare un nuovo decoder al costo di 100-150 euro, con Tiv&ugrave;sat che si aggiunge a Sky, Contotv e al digitale terrestre.Le delibere dell'Agcom prevedono un unico decoder - ricorda l'Adiconsum - ma gli interessi e il business stanno violando apertamente le regole con pesanti conseguenze in termini di costi e disagi per le famiglie. L'associazione chiede dunque all'Autorità "il rispetto della delibera (216/00CONS) sulle specifiche del decoder unico che permetterebbe ai possessori di decoder satellitari di vedere i programmi sia a pagamento sia gratuiti senza dover acquistare ulteriori decoder" e di garantire la vendita e la distribuzione solo di decoder satellitari compatibili per la visione di tutte le trasmissioni da satellite.Insomma, altro che miglioramenti tecnologici quale priorità. Qui c'è ben altro...(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Regaliamo a Galeazziun camicione verde TERRONIA ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1544</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Galeazzi come Borghezio? La stazza c'è ed ora - a quanto sembra - anche una certa insofferenza per i meridionali. Lui, il giornalista, che certo non è nato in Val Brembana ma sotto il Cupolone. La notizia è di quelle originali e, come tali, decisamente ghiotte.Giampiero Galeazzi, 63 anni, avrebbe dato del "terrone" al portiere del suo stabile e per questo è stato condannato a mille euro di multa dal giudice di pace Luciana Mameli, cognome per fortuna benaugurale in fatto di patriottismo e nazione unica.La sentenza è stata emessa lo scorso 2 luglio, ma se n'è avuta notizia solo qualche giorno dopo. Per il giudice, il giornalista è responsabile di ingiuria aggravata per aver offeso l'onore e il decoro della parte lesa, cioè del portinaio. Galeazzi è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore del custode del palazzo.Insomma, una bella camiciona verde, maxitaglia, potrebbe essere consigliata per un prossimo regalo al noto "Bisteccone" della tv. Sull'onda di quelle continue "perle" anti-meridionali degli esponenti leghisti. Ad esempio l'insofferenza per il dialetto romanesco nel cinema e in tv espressa dal vice ministro per le Infrastrutture, Roberto Castelli, il quale forse si augura una Cinecittà lombarda, anche se eredi lumbard di Tognazzi senior (i figli sono ormai romanissimi) non se ne vedono in giro.Precedentemente esponenti della Lega criticarono proprio la Domenica Sportiva di Galeazzi e i giornalisti sportivi Rai per quel parlare "all'amatriciana" - era il 2003 - e persino il Papa, era Karol WojtyÅ‚a, per le sue note esternazioni in dialetto romanesco (in quel caso le uscite furono di un altro campione di bon ton, il leghista Calderoli).Eppure, senza i "terroni", Galeazzi non avrebbe firmato con il suo caratteristico pathos la sua telecronaca pi&ugrave; nota, quella in occasione delle medaglie d'oro nel canottaggio di Giuseppe e Carmine Abbagnale.Ma il pensiero prevalente va al portinaio, che "umanizza" questi presunti Vip. Della serie: anche i Vip anche un portiere (o forse, visti i costi dei contributi, solo loro hanno un portiere e per giunta hanno con lui un cattivo rapporto). Chissà cosa deve aver combinato il portinaio al giornalista per mandarlo su tutte le furie. Chissà se, mentre lui stava pulendo le scale, il telecronista se ne sia infischiato e abbia insozzato i pavimenti. O se ci sia una drammatica questione di mancetta. O se il fatto che non lo chiami dottore sia letto come una provocazione. Non lo sapremo mai. Nemmeno ci aiutano a dipanare la matassa le dichiarazioni dell'avvocato Carlo Bonzano, legale di Galeazzi: "Sicuramente impugneremo la sentenza perch&eacute; Giampiero Galeazzi si è sempre ritenuto estraneo ai fatti e, anzi, egli stesso si è considerato fin dall'inizio offeso da un comportamento irriguardoso e provocatorio".Comportamento "irriguardoso e provocatorio"? E che mai avrebbe fatto il portinaio meridionale, che ce lo immaginiamo piccolo e lucano (o molisano), e non certo sprovveduto visto che è arrivato alla denuncia, chissà se aizzato da altri condomini...Per noi, comunque, come vittima è naturalmente un eroe. Capace di vendicare anni di "Domenica in".(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Fuochi fatuiper il re del pop JACKO SHOW ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1553</link>
<description><![CDATA[ Una serie infinita, uno show senza fine. Dalla scomparsa di Michael Jackson il circo mediatico sta offrendo il meglio di s&eacute;. Come era prevedibile, è un parto continuo di sorprese offerte da un'umanità davvero variegata, di colpi di scena garantiti dall'immancabile star in vena di protagonismo, di interviste pi&ugrave; o meno utili alla causa, di raffinatezze artistiche.Jacko, in fondo, è doppiamente vittima di quel mondo stravagante ed eccentrico (arricchito da diverse appendici) cui ha dedicato l'intera esistenza.I medici, innanzitutto. Il dottor Conrad Murray, proposto in tutte le salse, sarebbe indagato dalla polizia di Los Angeles per la somministrazione dell'anestetico Propofol, probabile causa principale del decesso. Un medico dello staff, secondo altre indiscrezioni, avrebbe addirittura precedenti con la giustizia. Poi la 41enne Kathryn Buschelle, infermiera dello staff medico chirurgico di Jacko, la quale sottolinea al "The Sun" che Michael era ossessionato dai trattamenti per schiarire la pelle "e assumeva sempre di pi&ugrave; il sedativo Diprivan per alleviare il dolore. Ma c'erano giorni in cui esagerava e sembrava uno zombie che vagava senza meta". Bel quadretto, non c'è che dire. Arricchito dalle foto in cui si vedono le gambe di Jackson martoriate dalle iniezioni e con addirittura un inizio di necrosi.I gettatori di fango, capitolo secondo. Il biografo Ian Halperin, che ha intervistato diverse persone che hanno avuto a che fare con il re del pop, racconta che Michael Jackson non solo faceva abitualmente sesso con gli uomini, amando sedurre i ragazzi con la cantilena "The king of pop is going to lick your lollipop", ossia "Il re del pop leccherà il tuo...", ma adorava travestirsi da donna durante gli incontri erotici omosessuali. La conferma viene da un cameriere di Hollywood e da un aspirante attore di nome Lawrence, il quale conferma: "Sembrava tanto fragile, era molto timido ma a letto si scatenava ed era insaziabile". La biografia non autorizzata "Unmasked: the final years of Michael Jackson" si preannuncia naturalmente una miniera di soldi. Alla faccia del re del pop.Non proprio edificante il fronte familiare. Secondo quanto riporta l'emittente televisiva Abc News Debbie Rowe, l'ex infermiera ex moglie di Michael Jackson e madre dei suoi primi due figli, sarebbe pronta a lasciare la custodia di Prince Michael, 12 anni, e di Paris, 11 anni, alla nonna Katherine in cambio di 4 milioni di dollari. Poco dopo la loro nascita, la Rowe aveva rinunciato una prima volta ai suoi diritti, cedendoli a Jacko, in cambio di 8 milioni pi&ugrave; cinque rate da 900 mila ciascuna. Nel 2001 sarebbe riuscita ad ottenere altri 4 milioni. L'indiscrezione, per&ograve;, è smentita da Eric George, legale di Rowe, con una lettera al quotidiano statunitense "The New York Post". Un fratello di Michael Jackson, Tito, ha invece raccontato al "Daily Mail" di un'irruzione a sorpresa da parte di alcuni membri della famiglia nell'abitazione californiana di Neverland del cantante per accertare la presunta dipendenza da farmaci. A causa di discussioni, la sicurezza del cantante avrebbe poi sempre tenuto lontano la famiglia. La star, tuttavia, avrebbe sempre negato la vicenda. Sul fronte artistico cominciano a spuntare inediti. S'è parlato molto di "A place with no name", quasi una cover di "A horse with no name" degli America, celebre brano del 1971.Ma il meglio l'ha offerto il video dello spot Pepsi Cola, quando un fuoco d'artificio esplode in anticipo, provocando un incendio nella capigliatura della star. Tragedia mista a roba da "Scherzi a parte". Non è che l'inizio, ne siamo certi.(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Romitaggiovacanziero INFLUENZATI ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1567</link>
<description><![CDATA[ Rammentate la psicosi da polli generata dall'aviaria? Le immagini, cos&igrave; lontane, provenienti dagli sfigati villaggi asiatici annientati dalla moria di gallinacei di ogni sorta, precedentemente falcidiati pure dalla Sars di primo tipo? O le immancabili interviste ai nerboruti macellai di casa nostra, meglio se della Val di Chiana, propinate dai telegiornali di Stato? E gli inflazionati interventi dell'allora ministro della Sanità (alias, della Salute), Francesco Storace, prima delle sue dimissioni? Insomma, una grande cagnara. Poi, per&ograve;, improvvisamente e inspiegabilmente dissoltasi. Anche perch&eacute; dall'Asia, seppur sporadicamente, continuano ad arrivare notizie di casi di aviaria. Nonostante ci&ograve;, il polletto, contornato dalle sue belle patate al forno, ha ripreso il suo posto nel piatto domenicale degli italiani.Da allora, questo allarme-pandemie è diventato quasi ciclico. E ossessivo. Generando un effetto-assuefazione pi&ugrave; pericoloso degli stessi allarmi. Anche perch&eacute;, a parte le solite e banali raccomandazioni igieniste che accompagnano i bollettini d'oltrefrontiera, le informazioni di puntale hanno soltanto la contraddittorietà.Un giorno ci dicono che non c'è da preoccuparsi e basta seguire alcune semplici regole. Il giorno dopo la Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou, spiega che - per cominciare - è necessario vaccinare 60 milioni di persone, secondo appunto le stime della Commissione europea. Per cominciare. Aggiunge per&ograve;, tanto per tranquillizzare, che "non ci saranno vaccini per tutti", ricordando tuttavia che diversi Paesi europei hanno già pre-acquistato dei lotti importanti di vaccini dai fabbricanti che lavorano alla loro messa a punto. E' facile prevedere allora il prossimo slogan elettorale del Popolo delle libertà: pi&ugrave; vaccini per tutti.Se molti esperti dichiarano come non sia facile prevedere gli effetti della nuova epidemia (fino a qualche tempo fa denominata "influenza suina" e ora promossa quale "influenza A"), l'Oxford Economics ha già quantizzato la perdita a livello di Pil, che potrebbe raggiungere circa il 5% in Gran Bretagna, prolungando di altri due anni la crisi mondiale. Insomma, se saltano le possibilità di una ripresa dell'economia mondiale dal prossimo autunno, date pure la colpa alla nuova influenza, cataclisma con effetti di deflazione.Tanto per aggiungere limpidezza, i consigli del nostro ministero della Salute tranquillizzano tutti: i nostri esperti ministeriali raccomandano ai turisti di "evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa", come se per raggiungere le coste spagnole o i fiordi norvegesi si possa volare su un aliante e non su un normale affollato aereo che raggiungerà un altrettanto affollato aeroporto. Poi niente vita sociale, feste, riti ma rigoroso eremitaggio. Salutare.(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Salvate Minzolini (Tg1)dallo scontato supplizio (IN)FORMAZIONE DELLE COSCIENZE ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1523</link>
<description><![CDATA[ Polemiche sempre pi&ugrave; roventi investono ci&ograve; che viene bonariamente definito "il mondo dell'informazione". Sotto accusa, in particolare, il servizio pubblico televisivo. Quello, cioè, che dovrebbe essere "super partes" per antonomasia. Ma che, di fatto, non lo è dalla notte dei tempi, oggetto delle costanti e radicate attenzioni delle segreterie politiche.La lottizzazione costituisce prassi antica in questo Belpaese. E le testate giornalistiche non ne sono certo esenti: da sempre si parla del Tg1 filogovernativo o del Tg3 "telekabul", soprattutto nella fase della direzione di Sandro Curzi. Non dovrebbe, allora, scandalizzare pi&ugrave; di tanto un'informazione subordinata ancor oggi alle voci dei "padroni".Del resto c'è una corrente di pensiero che legittima non solo la palese appartenenza ad un'idea a senso unico o ad un padrone, ma ne fa oggetto di meritevole trasparenza. Cioè so come la pensa Santoro e da lui mi aspetto ci&ograve;. E' la logica dei giornali-partito, negli ultimi anni i pi&ugrave; premiati dai lettori (da Repubblica a Libero al Giornale).Tuttavia sotto le "forche caudine" finisce il nuovo direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Di lui si riesuma, soprattutto in questi giorni, un pezzo scritto nel 1994 sul quotidiano "La Repubblica" quando ammoniva: "La distinzione tra pubblico e privato è manichea: un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico". L'affermazione trovava conferma nel suo modo di fare giornalismo, definito anche "minzolinismo": frequentando i salotti della politica, raccoglieva indiscrezioni anche informali che poi costituivano l'ossatura delle notizie. Oggi, per&ograve;, quella "perla" scolpita nel 1994 è un boomerang: brucia il riferimento alle vicende "rosa" del premier, opportunamente alleggerite nei notiziari.Accusa senza mezzi termini Massimo Donadi dell'Italia dei Valori, che dal suo blog invita a boicottare il telegiornale del primo canale: "Augusto Minzolini, colui che scriveva che ogni aspetto della vita di un politico è pubblico, ha trasformato il Tg1 nel megafono del governo, mettendolo al servizio del padrone, come neanche il Tg4 di Emilio Fede è mai riuscito a fare. Il neo-direttore del Tg1, nasconde, manipola, cancella ogni notizia e ogni voce scomoda al governo. Ha bandito la verità e la notizia. Passa solo ci&ograve; che serve ed è utile al sovrano".Il problema, per&ograve;, non è Minzolini. La questione è pi&ugrave; complessa. La destrutturazione del mondo del lavoro anche sul fronte dell'informazione (dove il precariato ha raggiunto livelli da primato), l'esplosione di nuovi media spesso non regolamentati che "formano" e partoriscono i nuovi operatori dell'informazione (negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero degli iscritti all'albo, i pi&ugrave; provenienti proprio dalla Rete, parallelamente a quello dei non garantiti), la mancanza di tutele che facilita i ricatti (anche ideologici) nonch&eacute; le clientele e il marchettismo, la totale perdita di controllo dei mezzi di produzione da parte di chi scrive, la scomparsa dell'apprendistato e di chi insegna il mestiere sul campo, un Ordine dei giornalisti totalmente inadeguato nella sua staticità e anacronistico nel ruolo e nell'organizzazione, rappresentano alcuni dei molteplici aspetti del problema. E in generale l'involuzione del comparto, culturale, etica e strutturale, finisce per inficiare la qualità.Qui non c'è solo un nodo di asservimento, parola che dovrebbe essere bandita dal vocabolario di un giornalista. A questo atteggiamento sempre pi&ugrave; diffuso si accompagna una caduta deontologica e culturale, per cui l'agenda del G8 passa (volutamente?) in secondo piano rispetto alla melliflua descrizione dello shopping della signora Obama o al minuzioso elenco delle ditte italiane che arredano le dimore degli ospiti. A ci&ograve; si aggiungono l'approssimazione a 360 gradi (che dalla mancanza di verifiche spesso sfocia in un doloso taroccamento), il divismo di bassa lega (il monitoraggio delle vacanze dei soliti noti è esemplare in tal senso), il sensazionalismo fino a quella pornografia edulcorata, da "escort", oggi tanto di moda.(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:45:00 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Milanisti molto rossi(e molto neri) CALCI &amp; PEDATE ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1522</link>
<description><![CDATA[ Da diverso tempo il popolo rossonero, quello che tifa Milan (per i pochi che non masticano calcio e godono di passioni probabilmente pi&ugrave; nobili), è sufficientemente imbestialito. I continui traguardi raggiunti dai cugini nerazzurri - con i tanti denari spesi, ma anche con un bel po' di fondoschiena - certamente non fanno bene all'ambiente. Perlomeno un paio di anni ci fu una coppa europea - e che coppa - a rimettere le cose a posto. Ma da allora i continui bocconi amari, specie per chi è stato a lungo abituato a quelli dolci, se non dolcissimi, non vanno proprio gi&ugrave;. Ci si è messa anche la cessione del gioiellino Kakà e quel putiferio di orgasmi che hanno scatenato i tifosi del Real Madrid, club di destinazione del fuoriclasse brasiliano, per rendere ancora pi&ugrave; duro il distacco.Il calcio, del resto, è strano. Da una parte si criticano le spese folli, gli ingaggi sempre pi&ugrave; cari, la finanza creativa, i procuratori e si promuovono campagne moralizzatrici; ma dall'altra guai a non spendere sul mercato, alla ricerca del fuoriclasse che quasi sempre pu&ograve; fare la differenza. Ecco allora che anche a Milano, sulla sponda rossonera, si assiste alla contestazione organizzata, condita di fumogeni, petardi, cori contro la dirigenza e soprattutto di striscioni anti-Berlusconi. Per il granitico presidente del Consiglio, alle prese già con un bel po' di gatte da pelare (e che gatte), il fronte calcistico è senza dubbio una novità. I tifosi del Milan, squadra tra le pi&ugrave; titolate del mondo (Berlusconi ne ha fatto spesso uno dei suoi tanti punti di forza), sono stati sempre degli scolaretti ben disciplinati. Anche perch&eacute; la baracca, tra pi&ugrave; alti che bassi, ha offerto belle soddisfazioni. Ma il momento appare delicato: la prossima stagione potrebbe rappresentare un fondamentale banco di prova per i nervi del tifo organizzato e per la dirigenza. Non a caso i vertici fanno quadrato intorno al presidente, con l'amministratore delegato Galliani che scolpisce una delle sue storiche dichiarazioni: "Il nostro fuoriclasse è il premier".Vedremo se anche questa volta il premier saprà offrire i colpi di coda cui ci ha abituato. O se coloro che gufano da tempo e che intravedono l'eclisse avranno ragione. Di certo, in questo Paese, pu&ograve; fare pi&ugrave; l'allontanamento di un giocatore di football che un manipolo di parlamentare dai banchi dell'opposizione.(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 11:15:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ A mezzanotte vala ronda del dovere... MUSCOLI CONTEMPORANEI ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1521</link>
<description><![CDATA[ Occorre preoccuparsi maggiormente di questa parata di pittoresche ronde nazionali che della microcriminalità quotidiana? La domanda è legittima. Non tanto perch&eacute; questo drappello di esaltati con la panzetta da commenda - i pi&ugrave; richiamano alla mente il personaggio di Vito Catozzo - possa riattizzare ricorsi storici, i cui focolai risiedono altrove (e molto pi&ugrave; in alto). Bens&igrave; perch&eacute; anche questo fenomeno denota il livello di degenerazione cui questo Paese si sta assuefacendo (e questa è un'altra realtà, ancora pi&ugrave; preoccupante).Le ronde "originali", quelle degli anni venti, non nascevano - almeno unicamente - come strumento di ordine pubblico, cioè a metà strada tra vigile urbano e guardia notturna. Avevano una componente ideologica dominante. Costituivano il braccio di un preciso programma politico. L'avversario non era lo sfigato extracomunitario che si rabatta per alzare la giornata, ma l'oppositore politico. Che, allora, faceva pi&ugrave; paura.Altra cosa sono queste squadre da seconda categoria che, almeno nelle intenzioni infiocchettate davanti alle telecamere, pretendono di affiancare le regolari forze dell'ordine nella lotta alla microcriminalità. Creando probabilmente pi&ugrave; confusione che ordine. Anche perch&eacute; nessuno l'ha chiesto. E probabilmente nessuno le vuole.Rimane per&ograve; un dilemma sconcertante: per affrontare la delinquenza dei "soliti quattro rumeni", a furia di spray urticante, che bisogno c'è di ostentare divise ocra, saluti dei legionari, braccia distese con tre dita aperte e aquile appuntate al petto con su scritto Spqr? Probabilmente anche gli originali dell'Antica Roma si stanno rivoltando nei nobili mausolei: la guerra, duemila anni fa, era una cosa seria.Pi&ugrave; che questi "machi" della sicurezza collettiva, a preoccupare dovrebbe essere l'istituzionalizzazione delle squadre, inutili sul fronte della sicurezza, ma certo strumento di proselitismo, auto-organizzazione e con aspirazioni di rispettabilità sociale. Non a caso a promuoverle sono esponenti di forze politiche marginali, ad esempio quel Msi-Destra Nazionale che spera di fare breccia nei "doppiamente" nostalgici.Il problema vero è che molti rispettabili militanti di destra, quelli appartenenti alla cosiddetta "base", insomma i "duri e puri", si sentono disorientati da ci&ograve; che sta avvenendo ai piani superiori. Da tempo sono costretti a votare Berlusconi ma fanno sempre pi&ugrave; fatica a dire che sono berlusconiani. Fino a ieri hanno predicato valori quali l'onestà, la lealtà, la morale e oggi assistono - con i fatti - alla continua profanazione del proprio bagaglio ideale. Il loro leader, Fini, è ingessato nella presidenza della Camera, rilasciando dichiarazioni che spesso confondono anzich&eacute; aiutare. Mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno s'è perfino messo in testa di intitolare una strada a Bettino Craxi. Allora pu&ograve; essere persino utile, per qualcuno di loro, accendere qualche sogno con la ronda del piacere.(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 11:16:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Cosa c'azzeccanoIdv (e Udc) con Vendola? COCKTAIL D'AMORE ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1520</link>
<description><![CDATA[ "A me interessa andare a interloquire con tutte le forze disponibili a fare una battaglia a difesa del Sud". E' quanto ha letteralmente dichiarato il governatore della Puglia, Nichi Vendola, in occasione dell'azzeramento della sua giunta regionale per fatti relativi alla "questione morale". Cioè lo scandalo che ha coinvolto il mondo sanitario pugliese, facendo già saltare lo stesso assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, e il direttore generale dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, manager legata al Pd.La frase del cinquantenne presidente della Puglia accompagna il suo invito ad entrare in giunta per Idv, Udc e addirittura per il movimento meridionalista "Io Sud" dell'ex sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone.D'accordo che la politica pu&ograve; tutto. Ma che c'azzecca Casini con quel miracolo delle primarie pugliesi del 2005 quando l'attuale leader di Sinistra e Libertà s'impose a sorpresa quale icona di una nuova sinistra plurale, riformista, ambientalista? Davvero il laicismo professato da Vendola pu&ograve; coniugarsi con quell'ossessivo culto della famiglia (tradizionale, almeno a parole) impersonato anche sui manifesti elettorali da Casini, con il placet del Vaticano?Qualcuno parla di trasformismo. O di poltronismo. Nichi smentisce e, con la sua eleganza lessicale, parla di "laboratorio". Ma anche un suo compagno di cordata mostra il fianco.Infatti, le sorprese sulla linea dei nuovi protagonisti della sinistra radicale non finiscono qui. Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione e attuale direttore-fondatore dell'Altro, il giornale di Sinistra e Libertà, spiega al quotidiano "Il Foglio" che Sinistra e Libertà dovrebbe entrare nel Pd. E lo fa rinnegando palesemente la sua opposizione al bipartitismo."Ho cambiato idea e non ho problemi ad ammetterlo - sottolinea. "Dalle scorse elezioni politiche a oggi è cambiato il mondo, un nero democratico è stato eletto alla Casa Bianca battendo il clan dei Clinton mentre in Italia la sinistra radicale è uscita dal Parlamento. Insomma, il corso democratico è vincente nel mondo e il bipartitismo è una realtà innegabile in Italia". Chiede di pi&ugrave;: che Vendola si candidi alla segreteria del Pd. "Lui si deve candidare per vincerle queste primarie. E pu&ograve; vincerle, questa è la cosa incredibile. Nichi piace, ha un seguito enorme, ha una storia alle spalle. E' perfetto per la segreteria del Pd - afferma Sansonetti. Inguaribili sognatori.L'altra sorpresa viene dalle dichiarazioni degli "invitati". I rifiuti hanno diverse sfumature. Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc: "Apprezziamo il gesto ma non siamo tappabuchi. Non intendiamo andare al governo di città, province e regioni percorrendo scorciatoie". Che lezione, ragazzi.Antonio Di Pietro: "Non siamo interessati alle poltrone". Sarà cos&igrave;? Pi&ugrave; caustica Adriana Poli Bortone, ex ministro di An, oggi "Io Sud": "Se la sua giunta è ingovernabile dovrebbe dimettersi anche lui. Sarebbe questo il vero atto di coerenza".(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 11:16:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Il gossip "piccante"commentato da un prete SEXYCRAZIA ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1454</link>
<description><![CDATA[ Una lettera scritta da un prete genovese al suo vescovo: "Avete fatto il diavolo a quattro sulle convivenze e sul caso Englaro. Ma assolvete il premier da ogni immoralità".Don Farinella, questo il nome del sacerdote, scrive al cardinal Bagnasco "Io e molti credenti crediamo che cos&igrave; avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica. Perch&eacute; trattate cos&igrave; bene Berlusconi?".Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet.Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote."Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi" scrive Pollice, nostro corrispondente in Germania. Ecco il testo della lettera.&laquo;Egregio sig. Cardinale, viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale.Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perch&eacute; le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città. Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009.Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica. Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento.Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1&deg; grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale. Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure n&eacute; lei n&eacute; i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello pi&ugrave; basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perch&eacute; avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro.Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno. Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perch&eacute; non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"?Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da s&eacute; in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, per&ograve;, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo. I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perch&eacute; concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora pi&ugrave; grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco.Perch&eacute; parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perch&eacute; non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perch&eacute; non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perch&eacute; continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perch&eacute; non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perch&eacute; non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perch&eacute; non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna?Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 imped&igrave; a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perch&eacute; "anche l'imperatore &eacute; nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro. Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perch&eacute; agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo.La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perch&eacute; nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare". Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo pi&ugrave; un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora pi&ugrave; insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci cos&igrave; la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavit&ugrave; invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5). Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non pu&ograve; farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile. Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra pi&ugrave; servizievole, specialmente se donne.Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perch&eacute; temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, pu&ograve; continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna cost&ograve; la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna. In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.Paolo Farinella, prete(luglio 2009) ]]></description>
<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 08:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Meritocraziain mutande "CHICCHE" DALLA STAMPA ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1525</link>
<description><![CDATA[ Riprendiamo un articolo di Alessandro Robecchi pubblicato sul quotidiano "Il Manifesto" di domenica 28 giugno. L'autore firma sul quotidiano la rubrica domenicale "Voi siete qui".La cosa tragica di Berlusconi è che persino come barzelletta nazionale arriva secondo. D'accordo, il priapismo ultrasettantenne al potere resta esilarante. Ma la vera barzelletta italiana è un'altra. E' la famosa "meritocrazia", invocata un giorno s&igrave; e l'altro pure. Merito! Merito! Merito!E' il mantra nazionale, l'inno, la predica quotidiana. Poi, per&ograve;, all'apparir del vero, cosa sia il merito in questo paese lo si vede al volo. Basta accompagnarsi a papi, andare a una festa, fare la ola, cantare in coro intorno al tavolo da pranzo "meno male che Silvio c'è" per arraffare un posto in tiv&ugrave;, una candidatura (dalle europee al consiglio comunale), un provino, un affaruccio, un appaltino.Ormai è evidente che sedendosi sulle ginocchia giuste (sempre quelle, peraltro) puoi ambire ad alti incarichi, finanche puoi diventare - come scrivono i giornali - "la lesbica del Grande Fratello", o ministra, o meteorina (!), o deputata. E pi&ugrave; risulta evidente a tutti che ci si fa strada a colpi di favori, sviolinate, piaggeria, prestazioni hot, leccaculismo, e pi&ugrave; aumenta il volume della solfa: merito! Pi&ugrave; merito! Viva il merito! Intanto, vedi i telegiornali di papi e scopri la figlia del grande banchiere che passa la linea alla figlia del grande immobiliarista, che passa la linea al figlio del governatore di regione (peraltro indagato per corruzione). Non importa, il ritornello continua: merito! Merito! E poi vedi i giovani imprenditori che si chiamano tutti come i vecchi imprenditori, cioè i papà ricchi, e non è un caso che battono le mani a Silvio proprio mentre indignati urlano: merito! Merito! Che diamine, ci vuole pi&ugrave; merito in questo paese! E' con il merito che ci si fa strada. Se proprio non avete decine di signorine da presentare al presidente, o il papà industriale, o banchiere, o se non siete disposte a venire alla festa in Sardegna, o a smutandarvi a Palazzo Grazioli, o a censurare le notizie sgradite a papi, o a paragonarlo a Catilina, beh, provate con il merito. &Egrave; l'ultima spiagga, ma chissà, magari funziona ! ]]></description>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ L'amorale del 5 in condotta BUSSOLE ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1570</link>
<description><![CDATA[ Riportiamo un pezzo dell'eccellente Ilvo Diamanti, curatore della rubrica "Bussole" sul quotidiano "La Repubblica". L'articolo è di giugno 2009.Finito l'anno scolastico, arrivano le pagelle e gli esami. Con alcune importanti novità, dopo anni e anni durante i quali il passaggio da una classe a quella successiva avveniva in modo quasi automatico. Pochi voti, molti giudizi. E poi crediti e debiti. Da saldare con corsi di recupero pi&ugrave; ipotetici che reali.Quest'anno si assiste a una brusca sterzata. Il percorso scolastico sembra all'improvviso tornato pi&ugrave; aspro. Quasi come un tempo. (Quasi). Quando le bocciature o i rinvii ad ottobre erano frequenti. Lo ricordano bene quelli della mia generazione. Quelli del Sessantotto, che avevano protestato "anche" contro la selezione, considerata rigorosamente e rigidamente classista. (Lo è anche oggi, ma si riflette nella scelta dell'indirizzo e soprattutto dopo, nel lavoro). Ci si opponeva contro la bocciatura in s&eacute;, prescindere: perch&eacute; "promuovere" - nel senso di insegnare, sostenere, ridurre le disuguaglianze - era il compito della scuola. Come recitavano Don Milani e gli allievi - divenuti a loro volta maestri - della scuola di Barbiana. Ebbene, da quest'anno Barbiana è pi&ugrave; distante. Nel tempo e nella memoria. Il numero dei bocciati quest'anno pare in aumento.Dalle proiezioni su un campione di scuole, si parla di circa 380 mila studenti, pari al 15,4% nel complesso. Anche la cifra dei non ammessi agli esami di maturità sembra aver sfondato ogni record. Il 6% sul totale, circa 28 mila giovani. Si assiste, peraltro, anche se al proposito non vi sono ancora cifre, a una crescente sensibilità al voto in condotta. In generale, spinto verso il basso. D'altronde, se si va sotto il 6 è prevista la bocciatura oppure la non ammissione agli esami.&Egrave; una sorta di marchio di fabbrica del governo e in particolare della ministra Gelmini. Dolce di aspetto, ma dura e inflessibile nelle scelte e nel linguaggio. Insieme a Brunetta e Maroni - che tuttavia interpreta il messaggio securitario della Lega - la pi&ugrave; rappresentativa esponente del governo. Perch&eacute; indica una cultura, oseremmo dire: un'ideologia. Fondata sul rigore. Un Sessantotto alla rovescia. Una marcia con gli occhi rivolti al passato. Per riportare il futuro prima di quella "frattura storica". Anche se c'è molto mito in questa rievocazione. Perch&eacute; ai tempi nostri, ben prima del Sessantotto, a fine anni Cinquanta, quando io frequentavo le elementari, il voto di condotta era l'ultima delle preoccupazioni. Anzi: prendere 10 in condotta era quasi un segno spregiativo. Perch&eacute; marchiava i "buoni buoni". (Nell'argot veneto: "un poco mona"). Quelli che non parlavano, non copiavano e non facevano copiare. Il 10 in condotta toccava, non a caso, perlopi&ugrave; alle bambine e alle ragazze. Alle donne. Abituate alla disciplina, per ruolo sociale e familiare. L'insufficienza in condotta, peraltro, veniva adottata in casi estremi. Per punire i giovani teppisti. Quelli che le maestre e i professori non riuscivano proprio a contenere. Quelli che picchiavano i compagni e insultavano le maestre e i professori. Quelli, infine, che inanellavano pi&ugrave; assenze che presenze. Insomma: i devianti.Rispetto a un'idea di condotta che richiamava il rispetto dell'autorità e della disciplina. Esattamente ci&ograve; che teorizza la ministra quando sostiene che "l'aumento delle bocciature sta a significare il ritorno ad una scuola dell'impegno, ad una scuola del rigore, ad una scuola che prepara i ragazzi alla vita". Appunto: la scuola del "rigore ... che prepara i ragazzi alla vita". Che insegna e indica loro la linea di condotta da seguire. Appunto. Ma i modelli, i valori e le regole in base a cui orientare la condotta, chi li dà? Chi li esprime? Chi li interpreta e chi li propone? La scuola da sola? I professori e i maestri da soli? La scuola. A quale vita e a quale modello di società dovrebbe educare i ragazzi? A quali stili di vita, a quali linguaggi? Secondo quali valori? Oggi, in fondo, conta apparire. Comunque e in ogni modo. Apparire. Veline o amici, famosi o sedicenti tali. E per apparire devi scandalizzare, fregare gli altri, sfidare e schiantare il senso del "pudore" (una parola perduta, come tante altre). Se vai a un dibattito, devi insultare chi ti sta vicino, magari aggredirlo, lanciare minacce e usare il turpiloquio. Devi esibire in pubblico il tuo privato. Meglio se ascoltano le tue comunicazioni personali. Se sei un impotente (se invece sei un potente allora non ti possono intercettare). Perch&eacute; questa società è tutta piegata a spiare dal buco della serratura. E le tecnologie della comunicazione - cellulari, videofonini, internet, you tube, social network - offrono a tutti infinite opportunità "private" di adeguarsi a questo imperativo. La scuola che boccia di pi&ugrave;, che eleva il voto in condotta come simbolo del ritorno al rigore educativo appare, per questo, quanto meno singolare. E un po' ipocrita. D'altra parte, coloro che dovrebbero trasmettere il messaggio educativo, gli insegnanti : i maestri, i professori, siano puntualmente apostrofati e stigmatizzati da autorevoli membri del governo come "fannulloni". Incapaci. Impreparati. Come pretendere di possibile affidare agli insegnanti - poveri sfigati che si smazzano per uno stipendio modesto e pensano che un cellulare sia un telefono portatile - nientemeno che la "cura morale" delle giovani generazioni? La loro "educazione"? Il loro futuro?Anche la pretesa di affidare agli insegnanti un ruolo esemplare - e un messaggio esemplare: educare è punire. Fa sorridere un poco. Nessuna punizione pu&ograve; davvero preoccupare quando è comminata da figure che hanno perso autorità. Quando le vittime delle punizioni esemplari sono spalleggiati e protetti dai genitori. D'accordo sul rigore solo quando viene esercitato sui figli altrui. Per questo il ritorno del rigore, dell'inflessibilità, suscita molti dubbi. Deve aver suggerito prudenza anche ai filosofi che hanno ispirato questo disegno, ai tecnici che l'hanno tradotto in legge. Come, in fondo, suggerisce il cambiamento subito dal metro di misura adottato, rispetto a un tempo. La soglia critica, che produce la bocciatura, è il 5 di condotta. Ai miei tempi bastava il 7. Il limite è stato, quindi, abbassato. Per realismo. Un realismo, tuttavia, ancora irrealista. Perch&eacute; se la scuola dovesse aiutare davvero i ragazzi ad affrontare la vita, come afferma la ministra Gelmini, il valore del voto di condotta andrebbe rovesciato. Occorrerebbe, cioè, bocciare ed escludere dagli esami non gli studenti che ottengono meno di 6 in condotta ma, al contrario, quelli che superano il 5. Perch&eacute; loro, pi&ugrave; degli altri sono coerenti con la condotta e con l'amorale pubblica del nostro tempo. ]]></description>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ L'Enoteca della Provinciaed i fondi del Comune SOTTO IL SOLE CAPITOLINO ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1571</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Due notizie che ci giungono tramite comunicati-stampa e che necessitano di qualche commento.La prima: "Provincia Romana" è il nome dell'enoteca della Provincia di Roma, nuovo luogo di incontro che nasce all'interno di Palazzo Valentini, sede dell'amministrazione, di fronte alla colonna Traiana in una delle aree pi&ugrave; suggestive della Capitale e di tutto il mondo. Il progetto, sul modello dell'enoteca lanciata qualche anno fa con successo (ma con un bel po' di soldi) dalla Regione Lazio in via Frattina, nasce da una collaborazione tra la Provincia di Roma, l'Arsial e, appunto, l'enoteca regionale "Palatium" di via Frattina. "Intende coniugare l'esperienza dell'enoteca come esercizio commerciale con la presentazione, la valorizzazione e la divulgazione di prodotti tipici della Regione Lazio e del territorio provinciale in particolare - come recita il comunicato della Provincia.L'enoteca della Provincia insomma vuole essere un nuovo punto di riferimento per i cittadini e i turisti, ma soprattutto una vetrina istituzionale dove ospitare eventi di enogastronomia, organizzare conferenze sul tema, offrire informazioni e favorire appuntamenti nel cuore della città.Si potranno degustare oltre 120 vini (nel comunicato si citano anche vini "doc" ma, a quanto ne sappiamo, il "doc" a livello europeo non esiste pi&ugrave;, sostituito dal Docg) nonch&eacute; consumare piatti freschi con salumi, formaggi, verdure e pesce."Le ampie vetrate, la struttura ad archi dei locali interni, il percorso archeologico nei sotterranei di Palazzo Valentini, un ambiente sobrio ed elegante che prevede l'uso di pochi materiali e di una gamma ristretta di colorazioni (che tendono al bianco e al nero), lastre di ardesia graffite a pavimento, lavagne a parete, smalto grigio-salvia su pareti e soffitto, tavoli e sedie, un sistema differenziato di illuminazione piuttosto delicato, quasi domestico, sono le caratteristiche fondamentali della nuova struttura - prosegue la nota. L'enoteca pu&ograve; contenere fino a cento posti dei quali circa 60 a sedere e sarà aperta al pubblico a partire dal prossimo settembre. "Questa iniziativa - spiega il presidente Zingaretti - rappresenta la volontà della Provincia per il rilancio dei prodotti tipici del nostro territorio, partendo dalla consapevolezza del fatto che ci sono imprese straordinarie che sono in grande sintonia con la nostra idea di sviluppo, che deve essere legato non alla distruzione ma alla valorizzazione dei centri storici e dell'enogastronomia. Per questo abbiamo pensato di far loro un regalo donando una vetrina in uno dei luoghi pi&ugrave; belli del mondo per valorizzare e presentare i propri prodotti". Il primo Comune che ha prenotato lo spazio è quello di Velletri, che presenterà la sua festa dell' uva.Tutto bene e molto bello, quindi. Ma sorge una domanda: perch&eacute; il negozio con i prodotti di Libera, la nota associazione di don Luigi Ciotti in prima fila contro le mafie (vende il frutto delle produzioni effettuate sui terreni confiscati alla criminalità organizzata), che troneggiava proprio l&igrave; dove sorgerà l'enoteca, cioè di fronte ai Fori traianei, è stato trasferito in altri locali della Provincia, nei pi&ugrave; decentrati e nascosti di Palazzo Incontro, in via dei Prefetti? Zingaretti ci potrebbe dare una risposta?Dalla Provincia al Comune di Roma. Il comunicato stampa, stavolta pepato, è firmato dal Sagri, onlus di associazioni di agricoltori e società scientifiche a favore delle biotecnologie vegetali.Riporta un commento di Roberto Defez, ricercatore del Cnr di Napoli e coordinatore del Sagri, riguardo alla delibera con cui il Comune di Roma ha assegnato 400 mila euro alla Fondazione dei Diritti Genetici, quella dell'ex parlamentare Mario Capanna, particolarmente dinamica nella battaglia contro gli ogm."In un momento di crisi come questo, che rende ancora pi&ugrave; difficile ottenere stanziamenti per la ricerca, è disarmante vedere come fondi pubblici vengano attribuiti con disinvoltura a fondazioni che di ricerca non ne hanno mai fatta - osserva Defez. "In rappresentanza di un'associazione che raccoglie diverse società scientifiche, agricoltori e ricercatori che lavorano ogni giorno nella ricerca applicata facendo spesso i conti con la scarsità dei fondi - continua il testo - abbiamo il dovere di vigilare sulla destinazione dei finanziamenti pubblici. Tutto il nostro appoggio va a chi ha cercato di opporsi sottolineando le numerose incongruenze di una simile decisione". La delibera varata dal consiglio comunale di Roma, spiega la nota del Sagri, non pi&ugrave; di qualche settimana fa aveva subito un deciso stop in seno alla Commissione Salute presieduta dal professor Ferdinando Aiuti: contestate le finalità - ossia la destinazione di 300 mila euro per il restauro di un immobile e per giunta al di fuori del territorio comunale - e per certi versi anche l'assegnazione - notando il difficile periodo per le casse comunali che ha costretto a penalizzare altri enti di ricerca ben pi&ugrave; caratterizzanti per il contesto romano, come il Bioparco.Durante la riunione di consiglio comunale, presieduta dallo stesso sindaco di Roma Alemanno, è stata per&ograve; ribaltaltata la decisione presa, approvando la delibera."Per giudicare meglio, e non solo sulle basi dei resoconti di agenzie, bisognerebbe leggere il progetto presentato dalla Fondazione, cosa che ci apprestiamo a fare per darne conto sul sito web www.salmone.org/ - conclude Defez. "Comunque alcune considerazioni di base sono già sicuramente condivisibili. Rilanciare la ricerca sulle biotecnologie vegetali è una necessità impellente per cui gli scienziati italiani si battono da anni: dopo dieci anni di stop, vedere fondi assegnati a una Fondazione che finora si è distinta per progetti di comunicazione di massa è una grande beffa per chi lotta tutti i giorni per fare ricerca sperimentale. Se invece l'intenzione è di dar vita a un nuovo polo di ricerca scientifica, non si comprende perch&eacute; si debba partire - proprio in un simile momento di scarsità economica - dal fondarne uno ad hoc quando gli stessi investimenti potrebbero già essere operativi in uno dei numerosi centri di ricerca pubblica già esistenti. A meno che non ci sia la volontà di far nascere un nuovo polo con una connotazione rispetto al tema ogm già ben definita prima ancora che le ricerche comincino: ma allora questa non è ricerca, perch&eacute; non è indipendente bens&igrave; schiava della propria ideologia di partenza".Il Sagri (SAlute, AGRicoltura, Ricerca) è un coordinamento tra ricercatori, società italiana di genetica agraria, società italiana di tossicologia, associazione di imprenditori agricoli Futuragra, Associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni. A questa iniziativa hanno aderito: Fondazione Umberto Veronesi, Associazione Galileo 2001, Istituto Bruno Leoni, Associazione dei Cristiani per l'Ambiente.Si attende l'intervento dell'altra campana. ]]></description>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 08:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Il "segno"dell'Accademia dei Sartori Cultura ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1519</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La sartoria italiana, patrimonio di valori, ribadisce con forza la centralità del "made in Italy" nel settore della moda internazionale. Occasione per riaffermare l'importanza di un comparto vitale non solo per l'intera economia italiana, ma anche per l'immagine del nostro Paese nel mondo è la tradizionale kermesse annuale "Stile Accademia" promossa dall'Accademia nazionale dei sartori, storico organismo associativo che riunisce i maggiori rappresentanti della sartoria su misura. L'edizione 2009 ha avuto luogo sabato scorso presso gli affollati saloni dell'hotel Parco dei Principi di Roma.Tra i padroni di casa, immancabile uno dei maggiori esponenti della sartoria internazionale, il molisano Sebastiano Di Rienzo, segretario generale e instancabile animatore dell'Accademia nonch&eacute; membro d'onore del comitato scientifico dell'associazione "Forche Caudine".La serata, che ha visto come al solito un'affluenza record di ospiti e la presenza di numerosi nomi noti del mondo dell'arte, dello spettacolo e del giornalismo, ha avuto per protagonista il fashion a tutto tondo. Sono sfilate le migliori collezioni messe a punto dai sarti pi&ugrave; qualificati del "made in Italy".In passerella il frutto dell'artigianato, cioè quell'alta capacità artistica sartoriale, mix mai banale di rigore e di creatività nonch&eacute; spina dorsale della genialità nostrana. Nella collezione 2009 domina il classico, ma sempre attento all'evoluzione delle linee e dei volumi, capace di coniugare manualità e progettualità in una sintesi creativa che pone quale obiettivo l'eccellenza.Tra i numerosi maestri sartori protagonisti della serata, oltre allo stesso Di Rienzo (atelier in via Sistina), il quale ha presentato, con i suoi modelli femminili, uno straordinario omaggio ai simboli monumentali di Roma (come testimoniano alcune delle nostre immagini), ricordiamo anche i romani Antonio &amp; Luciano di via Manfredi, Candido di via Noto, Caraceni di via Sardegna, Carbone di via Leone IV, Di Pietro di via Imperia, Gabrielli di via Val d'Aosta, Gerbino di via Imperia, Girolamo di via Cardinal Caprara, Graneri di via Sant'Andrea delle Fratte, Gulino di via Ezio, Litrico di piazza Campitelli, Luzzi di via del Babuino, Meo di via Gandino, Meschino di via della Tecnica, Napolitano di via Laurentina, Panetta di via Puglia, Parisi di via degli Scipioni, Perri di via Boncompagni, Piscioneri di via del Babuino. Tra gli altri soci romani dell'Accademia ricordiamo Fiorese di via Veneto, Gasbarrone di via Marche, Perrone di via Barberini, Pisano di via Frattina, Sagripanti di via Fontanella Borghese, Veterini di via Lombardia e Villani di via Sicilia. Particolarmente numerose, tra le altre, le delegazioni toscane, abruzzesi e campane.Gli storici rappresentanti della sartoria sono stati chiamati sul palco all'inizio della manifestazione, anche per confrontarsi e dare qualche consiglio ai tanti giovani che stanno intraprendendo questa professione le cui origini si perdono nella storia. Non a caso l'attuale Accademia, oggi presieduta da Vito Panetta, trae origine dall'ultrasecolare Università dei Sartori, fondata per volontà di Papa Gregorio XIII nel 1575, e che ha avuto la sua prima sede in via della Consolazione (allora "vicus Jugarius"), alle falde del Campidoglio, dove la chiesa di Santo Omobono è rimasta il luogo di culto degli attuali Sartori.Nel corso delle sfilate, presentate da Paolo Notari, non sono mancati momenti di spettacolo e diverse premiazioni. Il concorso "Manichino d'oro" dedicato alla sartoria femminile, giunto alla quinta edizione, ha visto una giovane vincitrice friulana, mentre per il consueto spazio dedicato agli Junior, hanno sfilato i giovani accademici, con età compresa tra i 20 ed i 40 anni, che i vertici di largo dei Lombardi intendono inserire nel proprio organico allo scopo di avviarli alla professione. Il maestro Giuseppe Schembari ha ricevuto il riconoscimento "Vita di sarto" edizione 2009. Ha portato il saluto della Rai il giornalista Augusto Giordano."Siamo i depositari di un grande patrimonio non solo tecnico e professionale ma anche umano e culturale - sottolinea il maestro Di Rienzo. "Tradizione e formazione rappresentano i due punti fermi del nostro impegno quotidiano. La promozione del prezioso lavoro artigianale della sartoria su misura passa anche attraverso serate come questa".(Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 08:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Reagisce a rapina: accoltellato a Roma Attualità ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1453</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La reazione ad una rapina di notte a Roma e un ragazzo di 15 anni lotta contro la morte all'ospedale San Giovanni Addolorata. Il ragazzo era in compagnia di due amici, di 17 e 18 anni, intorno a mezzanotte e quaranta, quando in via Matteucci, al quartiere Ostiense, è stato avvicinato da tre persone, armate di coltelli, due delle quali con il volto coperto. Dopo aver minacciato i tre, i rapinatori si sono fatti consegnare dal pi&ugrave; grande il portafoglio ed un cellulare e sono scappati. Due dei ragazzi vittime della rapina non sono rimasti inerti e si sono messi all'inseguimento dei rapinatori. Il quindicenne è riuscito a raggiungerne uno ma questo, durante la colluttazione, si è girato di scatto e gli ha inferto una coltellata al ventre, riuscendo poi a fuggire. Il ferito è ricoverato all'ospedale San Giovanni Addolorata ed i medici si riservano la prognosi.  Indagano i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Eur e la stazione Garbatella. (A. N.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 02:14:20 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma, 25 aprile con manifesti fascisti Attualità ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1452</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Roma, per l'ennesima volta, si risveglia il 25 aprile piena di scritte e manifesti che esaltano il fascismo e la Repubblica di Sal&ograve;. Alcuni manifesti sono anonimi, altri portano la firma di Militia, il movimento di estrema destra che da mesi firma slogan nostalgici. Il manifesto di Militia affisso la scorsa notte attacca direttamente i partigiani: "Foibe, via Rasella, Triangolo Rosso, questa è la vostra Resistenza. Onore ai Camerati del Rsi". Alcuni versi sono tratti dalla canzone fascista "Il reduce": "Continuano a fissarti dal fantasma di un portone fai paura anche da vinto sono vigliacchi senza nome. Perch&eacute; ora che il tuo mondo lo han bruciato gli imboscati tu ricordi ancora sogni che non saran dimenticati. Ti sei portato dietro la tua primavera quegli anni ancora verdi nella tua camicia nera'", il testo stampato nei manifesti che riportano anche un'immagine repubblichina. Tra gli slogan: "Oltre il fascismo niente". Poi inneggiamenti al fascismo e ai combattenti della Repubblica sociale.  Tra le zone pi&ugrave; colpite c'è l'asse Salario-Nomentano, piazza Bologna e il quartiere Africano, (piazza Annibaliano e viale Eritrea) e il quartiere Prati (da via Crescenzio a piazza Cavour), da sempre feudi dell'estrema destra, ma anche il quartiere Equilino, simbolo della cultura multietnica e a ridosso del "carcere" di via Tasso, simbolo delle persecuzioni nazifasciste. Il sindaco Alemanno ha condannato "nella maniera pi&ugrave; ferma i manifesti che sono stati affissi a Roma". E ha annunciato: "Garantisco che il nostro servizio antidegrado sta intervenendo per rimuoverli". La promessa a margine di una visita alla sede dell'Associazione nazionale famiglie italiane martiri (Anfim).  Ovviamente è ferma la condanna da parte degli esponenti della sinistra. "&Egrave; veramente doloroso celebrare il 25 aprile con i muri imbrattati di manifesti neofascisti - ha detto l'assessore provinciale alla Cultura, Cecilia D'Elia (Sinistra democratica). "Particolarmente preso di mira il quartiere Esquilino che ospita il Museo Storico della Liberazione di via Tasso. &Egrave; doveroso che siano subito ripuliti i muri della città da un simile oltraggio alla coscienza civile e democratica delle cittadine e dei cittadini romani".  Il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi: "Alla vigilia dalla Giornata della Liberazione, è grave che sia possibile svegliarsi nella capitale e trovare piazza Bologna tappezzata da manifesti vergognosi alcuni senza firma e altri firmati Militia. Oltre a chiederne la rimozione immediata, vorremmo soprattutto che si individuassero e perseguissero legalmente gli autori di questo scempio. Parliamoci chiaro, nomi e cognomi ci sono già, che cosa dobbiamo ancora aspettare per far cessare questo obbrobrio? Le forze dell'ordine ci diano delle risposte". Giovanni Barbera (Prc), presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII Municipio: "Riteniamo tale fatto una cosa di inaudita gravità anche perch&eacute;, a Roma, da alcuni mesi, si stanno susseguendo, con una certa frequenza e regolarità, azioni dimostrative e minacciose da parte dell'estrema destra che rischiano di alimentare nuovamente un clima di violenza e di intimidazione nella nostra città". Fabio Nobile, segretario del Pdci di Roma, denuncia "i vergognosi manifesti che imbrattano oggi Roma". E aggiunge: "Tali affissioni contro la Resistenza e inneggianti alla Rsi offendono la città di Roma, medaglia d'oro alla Resistenza, e sono il segno dei tempi. Sono il frutto avvelenato dello squallore culturale con cui la destra al governo nazionale e della città vive il 25 aprile e la Liberazione. Il clima che si respira - aggiunge l'esponente comunista - è dei peggiori. Ora pi&ugrave; che mai serve una seria e attenta vigilanza democratica. Chiediamo agli organi competenti di fare luce sulle vicenda e di procedere nei confronti dei responsabili di questa bruttura civile. Non sarà difficile scovarli, dal momento che in città - conclude Nobile - pullulano e operano indisturbati gruppuscoli di chiaro stampo fascista e razzista". Un corteo studentesco da Porta San Paolo, all'Ostiense, è partito alle 10.30 per arrivare a piazza Vittorio, all'Esquilino, alle 13, dopo aver percorso viale Aventino, Circo Massimo, Colosseo, via Labicana e viale Manzoni. Come ogni anno studenti e partigiani sono uniti per celebrare il 25 aprile di Roma, città medaglia d'oro alla Resistenza, partendo dal luogo dove è iniziata la resistenza romana. A loro si uniscono realtà antifasciste, collettivi femministi e centri sociali. (A. N.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 10:07:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Le "due dita in gola" degli Apachekipe Il nuovo album musicale con 18 brani del duo larinese ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1451</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Diciotto tracce nel solco profondo della cultura hiphop nostrana. Gli Apachekipe (Ciki Vinz, M.C. e Beatmaker, e Brush M.C.), ovvero i due fratelli larinesi Stefano e Vincenzo Parisi, hanno raccolto nel cd "Due dita in gola" le proprie graffianti schegge di dissenso sociale, confezionando sistematiche "intrusioni" in una società sempre pi&ugrave; estranea agli status giovanili, dove i Dna offrono "geni sempre pi&ugrave; marci", i politici somigliano a "gabbiani in una discarica", la Chiesa "nasconde abusi dietro l'angolo", le donne ideali vivono soltanto nelle canzoni rispetto ad un mondo fatto ormai di bambole. Se il rifiuto dell'autorità è uno dei leit-motiv storici del genere freestyle, l'indice degli Apachekipe è piuttosto puntato contro la decomposizione sociale a 360 gradi, il disfacimento di certi ruoli, l'attualità dissoluta dei Lele Mora, dei Ricucci, dei Moggi, prorompente nel brano "Nulla di normale". Una "modernità" amara protagonista di un palcoscenico nazionale da cui si aspira di scendere presto. Sotto accusa soprattutto la politica degli interessi, quella con "le braccia dappertutto come le massaie". Quella con "le cravatte sullo sterno", delle parole senza fatti, delle verità scomparse, dei protagonisti che non trovano di meglio che andare con puttane e con trans. "Metà di voi dovrebbe stare in galera" sentenziano gli Apachekipe. E le tematiche spaziano in tutti gli ambiti del sociale, dal mondo del lavoro (e soprattutto del non-lavoro), alle questioni sentimentali e familiari, con incursioni nel divorzio. C'è insomma materiale intimo, cultura suburbana che diventa rancore giovanile, rabbia sociale, animosità collettiva. Il tutto vissuto in prima persona, sulla propria pelle. Frutto di verità offuscate, di spazi sottratti, di ideali che cadono a pezzi, di anime messe inesorabilmente all'asta per sopravvivere. Perch&eacute; è un mondo proibito a chi "non ha la voce &lsquo;avere' nel vocabolario". Nel brano "Buoni" è scolpita la sintesi: "Ci vogliono buoni e ci lasciano fuori, ci tengono buoni e ci lasciano fuori". La penna diventa allora un ariete per lanciare il proprio "inchiostro nello stomaco", come era intitolato il precedente ed efficace album in free download del duo molisano. Le vie d'uscita, seppur ideali, passano attraverso il rifugiarsi in "soluzioni fuori clich&eacute;", nello scrivere che diventa petrolio, nel volume acustico di un rap che riesce a "saturare le teste". Il diktat: "Indosso un casco e devo solo camminare", incalza il duo. Le sonorità ritmiche e i tricks accompagnano le assonanze nei testi. Le atmosfere richiamano i momenti pi&ugrave; classici della cultura hiphop alternate a synth e batteria che sorride alle tendenze.                                                                                                                                                     (G.C.) ]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:19:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Agnone: addio all'albero centenario Probabilmente il sale anti-neve ha danneggiato le radici ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1450</link>
<description><![CDATA[ AGNONE (ISERNIA) - Sparirà uno dei simboli della cittadina altomolisana. Parliamo del centenario abete che era ormai come un monumento in piazza del Popolo pi&ugrave; conosciuto come slargo di Maiella. Posto alle spalle della scuola elementare la pianta aveva superato le intemperie del tempo e le guerre ma nulla ha potuto davanti alla scellerata mano dell'uomo. Da quanto di sa, alla base del tronco dell'enorme albero, che faceva ombra ad un parco giochi per bambini, nel corso dell'autunno sono stati deposti circa quattro bancali di sacchi di sale che sarebbero serviti contro la formazione di ghiaccio per il gelo invernale. Un deposito provvisorio che poi sarebbe dovuto essere spostato nei depositi o nei garages Comunali. E come sempre accade le cose provvisorie, soprattutto nel Molise, diventano definitive. I sacchi di sale sono stati lasciati sotto le intemperie e alla mercè anche dei cani randagi e dei giochi dei bambini. Col passare dei mesi gli involucri delle sacchette da cinquanta chili l'una hanno ceduto facendo sperdere nel terreno il contenuto. La terra, grazie all'acqua piovana e ai persistenti temporali prima, e poi alle nevicate successive, si è completamente intrisa di sale fino alle radici del secolare albero compromettendo la vita della pianta. A scoprire i danni gli abitanti del luogo che, con l'avvento delle belle giornate primaverili di queste settimane hanno notato l'ingiallirsi della chioma del sempreverde e quindi la perdita degli aghi dai rami. Sul posto si sono recati gli uomini della Guardia Forestale insieme all'assessore comunale Scampamorte ed all'agronomo Emidio Mastronardi per fare un sopralluogo ed analizzare da vicino lo stato del centenario albero. "Sono davvero affranto - ha dichiarato Scampamorte - ma la gente del luogo ha visto giusto. L'albero è ormai compromesso. Il sale è arrivato fino alle radici "bruciandole". Allo stato - ha aggiunto l'assessore-  anche dal parere tecnico degli esperti, sembra proprio che per l'albero non ci sia nulla da fare". Un vero delitto. Ed ora toccherà scovare chi ha deciso di lasciare nel parco giochi ed alla base dell'abete di Maiella i quattro pallet o bancali contenenti le decine e decine di quintali di sale. La pianta è presente in tutte le foto d'epoca di Agnone ed apparteneva ormai alla storia del centro altomolisano. "Per il momento - ha concluso Scampamorte - anche se va man mano seccandosi ogni giorno di pi&ugrave;, l'albero non verrà abbattuto. Se poi dovesse arrivare a compromettere anche la pubblica incolumità, allora verrà segato e fatto a pezzi". Un vero peccato per l'abbellimento di Agnone ed un attentato contro la natura e al verde cittadino E come sempre le responsabilità in merito si perderanno nei meandri di palazzo Verdi. In fondo è solo un albero. Anche se tutti ormai sanno che le piante, a modo loro "respirano". E sono i simboli imperituri del tempo che passa.  (V.L.) ]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:19:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Smottamenti a Poggio Sannita Situazione di pericolo in tutta l'area. Problemi alla viabilità ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1449</link>
<description><![CDATA[ POGGIO SANNITA (ISERNIA) - Ancora smottamenti in Alto Molise. Dopo circa tre giorni di piogge torrenziali sono stati moltissimi i movimenti franosi registrati nell'intero comprensorio. Ma soprattutto a Poggio Sannita dove il sindaco Tonino Palomba, si è visto costretto ad emettere un'ordinanza di chiusura per la strada di collegamento che dal paese porta alla Fondovalle Verrino. Sul segmento viario, appena fuori dal centro abitato del comune altomolisano, la terra ha invaso la superficie stradale che avrebbe ceduto a causa dell'infiltrazione dell'abbondante acqua. Un bel guaio, soprattutto per i pendolari che ora per raggiungere l'importante super strada sono costretti ad un lungo giro tortuoso con perdita di tempo. "Altre situazioni di dissesto idrogeologico e smottamenti si segnalano nel centro abitato di Poggio Sannita -afferma il sindaco Palomba - in particolare in via Roma, via Santa Lucia, via Castellano, via Marconi, salita Regina Margherita, via Edifici Scolastici con pericolo per le abitazioni". Una situazione non rosea che ha costretto il primo cittadino di Poggio Sannita al grido di aiuto verso le istituzioni e la Regione Molise. Soprattutto quando in gioco ci sono dei fabbricati la situazione per un sindaco supera la soglia del mero allarme. Ma gli smottamenti ai quali necessita dare priorità d'interventi sono certamente quelli che riguardano gli assi viari. "Sul territorio - continua Palomba - oltre al dissesto lungo la strada di collegamento alla Fondovalle Verrino che costituisce l'accesso principale al paese, si segnalano fenomeni franosi nelle contrade contrade Quarto II&deg;, Rimanci, Castel di Croce-Scuola, Castel di Croce-Macchiabovino, Castel di Croce-Scalzavacca, anche qui con pericolo per le abitazioni e la pubblica e privata incolumità". Palomba non sorride. Anzi già da pi&ugrave; di un mese aveva segnalato a chi di dovere la precarietà e l'instabilità del terreno in alcuni punti dell'agro. Quasi l'avesse previsto, l&igrave; dove aveva puntato l'indice, dopo il nubifragio dei giorni scorsi il terreno non ha retto scivolando a valle. "Il 22 gennaio scorso - commenta Palomba - il Comune aveva segnalato alla Presidenza della Regione Molise ed al servizio regionale di PP.CC. le situazioni di rischio idrogeologico sul territorio richiedendo il riconoscimento dello stato di calamità naturale". Ci&ograve; avrebbe comportato stanziamenti di fondi e l'inizio dei lavori in tempi ragionevolmente rapidi. Ma fino ad oggi nessun comunicato, nessuna risposta è giunta presso il Municipio di Poggio Sannita. Ora che le frane sono pi&ugrave; incidenti, che hanno costretto la chiusura delle strade e che mettono a rischio anche alcune abitazioni la richiesta di aiuto, dello stato di calamità, sarà ancora pi&ugrave; vibrato da parte dell'intero centro altomolisano che certamente non potrà rimanere in uno stato di precarietà. Intanto dopo il break di ieri mattina, il cielo plumbeo minaccia ancora pioggia. Davvero una iattura per tutti i centri altomolisani e per un circondario dove le frane ormai sono all'ordine del giorno.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          (Vittorio Labanca) ]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:21:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Festival internazionale a Termoli "Due sponde un mare" nel Basso Molise e alle Tremiti. Fino al 2 maggio. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1448</link>
<description><![CDATA[ TERMOLI (CAMPOBASSO) - Prende il via oggi nella cittadina adriatica e in alcuni centri del Basso Molise, oltre che alle isole Tremiti, il festival culturale del Mare Adriatico "Due sponde un mare". Appuntamenti fino al 2 maggio, con circa 50 eventi in cartellone. In arrivo un centinaio di artisti provenienti da tutti i Paesi dal bacino Adriatico. In cartellone musica, danza, letteratura, arti visive, teatro, cinema, corti d'animazione, cultura del mare, gastronomia; un Festival internazionale multidisciplinare che promuove la "cultura adriatica" a 360 gradi, con una forte attenzione verso la nuova creatività. Tra i protagonisti il cantastorie bosniaco Adnan Hozic, collaboratore di Bregovic e Daniele Sepe. Poi Michele Lobaccaro &amp; Anila Bodini dei Radiodervish, la formazione salentina BandAdriatica e quella mediterranea dei Nakaira. In programma anche un concerto ambientale dedicato alla città di Pola. L'attore Giuseppe Cucco presenterà "In/Onda", dedicato alla poesia e alla letteratura del mare mentre la danzatrice pescarese Ilaria Sacchetta si cimenterà in "H20: video arte in movimento", performance di danza contemporanea &amp; video arte di artisti dell'Adratico.  Non mancherà la gastronomia con i sapori della cucina termolese, molisana ed adriatica. Maggiori informazioni sul sito del Festival, www.duesponde-unmare.net. ]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 10:19:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ "La Molisana" tornerà ai molisani? Il pastificio, reduce da crisi, potrebbe finire alla famiglia molisana Ferro ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1447</link>
<description><![CDATA[ CAMPOBASSO - La pasta &laquo;La Molisana&raquo;, da sempre immagine identitaria della regione, si avvia verso il Gruppo molisano Ferro, in grado di offrire garanzie produttive e occupazionali. Un'offerta da 27 milioni di euro, che il giudice fallimentare dovrà valutare entro sessanta giorni, con buone possibilità di placet per uscire da una situazione sempre pi&ugrave; negativa.  In prospettiva un aumento della produzione, una grande campagna promozionale e un evento musical-gastronomico a Campobasso, con la presenza di Lucio Dalla.  Al di là dell'immagine e degli spettacoli, è importante la prevista conferma degli attuali livelli occupazionali, con i 90 lavoratori che da anni attendono garanzie,  Attualmente l'azienda ha la gestione commissariale. &laquo;Finalmente una buona notizia per Campobasso e per il Molise - è il commento del consigliere regionale del Pd Michele Petraroia. "In un epoca di globalizzazione, crollo delle borse, crisi dei mercati finanziari e chiusura di aziende, si profila un'operazione economica significativa a casa nostra, con operatori molisani seri e credibili, che ci aiuta a guardare con maggior ottimismo al futuro&raquo;.  Il pastificio &laquo;La Molisana&raquo; nacque a Campodipietra nel 1912, per trasferirsi a Campobasso nel 1946, impegnato anche nella produzione del ghiaccio. La famiglia che ha dato vita all'impresa è quella dei Carlone di Campodipietra, che per 90 anni l'amministrarono con figure di prestigio internazionale, a partire da Gianfranco Carlone, a lungo presidente dei Pastai italinai ed europei. Gruppo al quale si un&igrave; Giuseppe Ferro, il capostipite della famiglia pronta ora a rilevare il marchio, &laquo;con intuito imprenditoriale - scrive Petraroia - unito alla forza economica di chi già in quegli anni aveva una banca a Campodipietra, oltre che mulini ed altre attività&raquo;. ]]></description>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 09:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Ladispoli: 2 morti in sparatoia presso studio legale (23 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1446</link>
<description><![CDATA[ LADISPOLI (ROMA) - Due persone sono morte ed una terza è rimasta gravemente ferita in una sparatoria avvenuta in uno studio legale a Ladispoli, città di 40mila abitanti del litorale tirrenico ad una ventina di chilometri a nord dalla periferia romana lungo la via Aurelia. L'agguato sarebbe avvenuto intorno alle 17 nello studio legale di corso Italia 110. Uno dei morti è l'avvocato Francesco Terracciano, di 73 anni, titolare dello studio. L'altro è un avvocato romano che si trovava nello studio casualmente. Il ferito è il figlio di 33 anni, Marco Terracciano, delegato del sindaco per la chiusura del consorzio Cerreto, un quartiere della cittadina retta da una giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Crescenzio Paliotta. Il ferito è stato colpito da tre colpi d'arma da fuoco, ha perso molto sangue ed è stato trasferito in eliambulanza nell'ospedale San Camillo a Roma. E' in gravi condizioni, avrebbe perso molto sangue. La notizia ha raggiunto Civitavecchia, dove i sindaci di Ladispoli e Cerveteri, Crescenzo Paliotta e Gino Ciogli, si trovavano per partecipare ad un convegno organizzato dall'associazione Spazio Libero. I due sindaci hanno immediatamente lasciato l'aula Pucci per raggiungere le cittadine. ]]></description>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 05:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ L'Aquila, il vicesindaco: "Non ci sarà alcuna new town" Nostra intervista con Roberto Riga, vicesindaco del capoluogo abruzzese ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1445</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Una postazione mobile delle Poste Italiane. Di fronte alla tendopoli di piazza D'Armi. Tanto per ricordarci che ormai a L'Aquila la parola normalità ha tutto un altro significato rispetto al resto d'Italia. E' qui che incontriamo Roberto Riga, vicesindaco del capoluogo abruzzese. Nonostante l'emergenza e le continue telefonate, con gentilezza non si sottrae alle domande che gli rivolgiamo.                                                                                                              - Dottor Riga, dopo la prima fase dell'emergenza cosa si andrà a fare per le persone nelle tendopoli? "Stiamo organizzando varie attività da affiancare a quelle già attive. Prossima è l'attivazione di proiezioni cinematografiche nelle varie tendopoli. Inoltre sono state istituite una serie di postazioni mobili: nove delle Poste Italiane, tre di banche, una per il Pubblico registro automobilistico". - Girando per la città, si vedono i vigili del fuoco molto impegnati nelle verifiche di stabilità ed agibilità delle case. Come siamo messi a riguardo? "Al giorno d'oggi abbiamo i seguenti dati: il 58% delle abitazioni è agibile, il 25% è agibile con prescrizione e il restante 17% , purtroppo, inagibile". - E come si pensa di gestire la situazione degli aquilani che non potranno o non faranno in tempo a tornare nelle loro abitazioni prima di settembre, quando in montagna tornerà il freddo? "Abbiamo chiesto ai costruttori aquilani di mettere a disposizione duemila alloggi invenduti. In pi&ugrave; la Protezione civile sta approntando dei prefabbricati antisismici per i restanti cittadini". - E la vera ricostruzione? Sarà nella new town? "Su questo voglio essere categorico: non ci sarà alcuna new town. L'Aquila sarà ricostruita e il centro storico rimesso in piedi, per quanto possibile. Recupereremo il nostro patrimonio artistico. E la città rimarrà qui. Ripeto: nessuna new town". - Le esperienze di gestione del dopo-sisma del passato, specialmente quella irpina, oltre a voci sempre pi&ugrave; insistenti sul business della ricostruzione, preoccupano non poco l'opinione pubblica. A chi pensate di affidare la ricostruzione? "Anche su questo punto voglio essere chiaro: la ricostruzione sarà gestita dal mondo professionale ed imprenditoriale aquilano, quindi sarà affidata agli aquilani. Non permetteremo che situazioni imprenditoriali esterne alla nostra città gestiscano la rinascita dell'Aquila". - L'Ospedale San Salvatore parzialmente crollato e comunque inagibile, la Casa dello Studente ripiegatasi su se stessa, il Palazzo del Governo ridotto in macerie, per non parlare delle case di Pettino ancora "in vendita" con crepe e lesioni dappertutto. E i responsabili? "I responsabili devono essere puniti, senza se e ma. Senza eccezioni. La Procura dell'Aquila sta indagando e noi siamo convinti che chi ha compiuto questi scempi dovrà pagarne le conseguenze legali". - Una delle preoccupazioni riguarda l'ateneo della città. Era un gioiellino nel suo genere, sia per i corsi offerti sia per la qualità dell'insegnamento. Inoltre è importante ricordare che apparteneva alle università "virtuose", cioè gestite i maniera corretta e senza sprechi. Voci sempre pi&ugrave; insistenti la danno in chiusura... "Anche qui vorrei rassicurare l'opinione pubblica e in particolare gli aquilani: l'università non chiuderà". - Cosa ne sarà degli sfollati alloggiati negli hotel della costa abruzzese? Gli albergatori hanno dichiarato di poterli accogliere solo fino al 10 maggio... "No, non è proprio cos&igrave;. Abbiamo ottenuto una proroga e quindi le persone negli hotel non hanno di che preoccuparsi. Gli albergatori stanno bloccando le prenotazioni e quindi gli aquilani potranno rimanere l&igrave; fino al ritorno nelle loro case o nei prefabbricati".  (Maria Piera D'Alessandro) ]]></description>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 05:29:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ REPORTAGE/ Abruzzo, il sisma dentro "Forche Caudine" a L'Aquila. Città che non si pu&ograve; vedere...  testo e foto di PIERA D'ALESSANDRO ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1444</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Piazza d'Armi è un vasto spiazzo proprio all'uscita dell'autostrada. In genere era una zona tranquilla. Un po' squallida, diciamocelo pure. Ora è il centro pulsante della città, con la grande tendopoli e i mezzi di soccorso e privati che girano vorticosamente intorno a questo spazio. Quando si torna a L'Aquila, città natale di chi scrive, prevale un senso di straniamento. Come se ci si trovasse in un luogo diverso. Oggi, con il sisma dentro, è un'altra città. Le facce sono quelle aquilane ma i volti hanno il segno del terremoto. Sia dal punto di vista fisico, tutti scottati dal sole e in tute da ginnastica. Sia negli occhi, impauriti e sofferenti.  Incontriamo persone che conoscevamo già. Ora vivono in una roulotte. In una tenda. In un hotel. Frotte di persone attendono i vigili per la verifica di agibilità delle case. Sentiamo frammenti di discorsi, tutti uguali. Vogliono tornare nelle proprie case il pi&ugrave; presto possibile. Ci avviamo verso la tendopoli. Entriamo con l'autorizzazione e ci facciamo un giro. Non possiamo fare a meno di notare la dignità della gente che è l&igrave;. La compostezza. E non possiamo evitare di rilevare l'instancabile lavoro dei volontari, della protezione civile, dei vigili del fuoco, della guardia di finanza, dei carabinieri, dei vigili urbani. Qui nessuno è fermo. Tutti si danno da fare. Chi pu&ograve; è già tornato al lavoro. Come il commesso del reparto salumeria del supermercato di fronte alla tendopoli. Entriamo. Gli scaffali sono pieni, ma le luci quasi tutte spente. Non c'è allegria, nonostante l'afflusso regolare di clienti. Ci dirigiamo verso la teca per farci fare un panino. Il nostro pranzo.  Salutiamo il signore al lavoro. Spiega di essere fortunato perch&eacute; "i suoi" sono tutti vivi. Aveva due case, una a Fossa e una su via Fontesecco (via XX Settembre). Sono crollate tutte e due. Per fortuna, ci dice, non eravamo l&igrave; quella notte. Aggiunge che la moglie e i figli sono nella casetta al mare di Roseto. Lui di giorno lavora. E di notte dorme in macchina. Ripete di essere stato molto fortunato. Gentilmente ci prepara i panini. Lo salutiamo e usciamo. Ci sediamo su una panchina con, alle spalle, la tendopoli. Sentiamo i bambini che giocano. Stanno cucinando nella mensa. Arriva l'odore. Sono state installate postazioni mobili delle Poste e di banche. Il parrucchiere di fronte alla tendopoli non s'è perso d'animo: adesso il suo studio è all'interno di un gazebo. Anche questo è un segnale. Non arrendersi. Dappertutto ci sono case sventrate, lesioni. Poi i cumuli delle macerie ancora non rimosse e quelli che vengono raccolti in un campo adiacente piazza D'Armi per poi essere sminuzzati. La sera, ci dicono, è tutto un via vai di camion che le vanno a caricare in centro e nei paesi devastati intorno alla città. E' difficile far conciliare questa immagine de L'Aquila, della città natale di chi scrive, con quella che uno ha dentro. Non ci si riesce.  La parte della città che percorriamo, come tutta la periferia, è accessibile. Ma vorremmo andare in centro, nella città che non si pu&ograve; vedere, nella città fantasma. Serve un permesso speciale, ci dicono. Ci avviamo comunque. Passiamo per via Strinella, e ci arrampichiamo su, tramite stradine secondarie, note solo a noi aquilani. Arriviamo a Porta Leone. Ha retto, ma intorno è tutto lesionato. Iniziamo ad avvertire una sensazione di deserto, di non vita, di spazio vuoto. Siamo soli. Oltrepassiamo Porta Leone, siamo nella città proibita, a due passi da San Bernardino. Area di ricordi.  Ci sentiamo a disagio. Questa non è L'Aquila, questa è la sua ricostruzione in uno di quei film catastrofici, dove il vento sibila e gli unici rumori sono dei cani randagi e degli uccelli. Alziamo gli occhi: una pattuglia della Finanza presidia la strada. Ci vedono subito, ci bloccano. Chiediamo di poter andare. No, impossibile, E' troppo pericoloso. Cade ancora di tutto, anche senza scosse, e stamattina ce n'è stata un'altra. Il finanziere è fermo ma gentilissimo. Quando capisce che vorremmo guardare la città martoriata, ce la fa vedere, ma solo attraverso le foto che ha scattato lui personalmente. Sono immagini che la tv non manda. Sono terrificanti. Quasi lo ringraziamo mentalmente per averci "beccati" e fermati.  Stiamo l&igrave; a parlare per un bel po' di tempo: in ogni caso da quell'avamposto sono visibili i Portici Nuovi, la scalinata e la facciata di San Bernardino. Ma non li guardiamo a lungo, non li possiamo guardare. Sono senza vita, sono terremotati anche loro. I discorsi si fanno pi&ugrave; personali, pi&ugrave; privati. E' un peccato non avere tempo, non avere neanche la possibilità di sederci da qualche parte, l&igrave;, e continuare a riflettere su quello che è e che sarà. Non si pu&ograve;, perch&eacute; l&igrave; non c'è pi&ugrave; nulla.  Lo salutiamo e torniamo indietro. Andiamo a trovare una persona che ha la roulotte in via Strinella. Ce la mostra, orgoglioso della sistemazione. Ha ragione: possono dormire in un letto degno di questo nome. Hanno la loro privacy. Parliamo delle case, del fatto che non valgono pi&ugrave; una cicca. Che chi ha investito nel mattone, perch&eacute; è sicuro, è rimasto fregato pure con quello. Tanto valeva buttare tutto nei titoli tossici. Parliamo dei mutui da pagare, dei giovani che a Pettino avevano comprato case per 200mila euro, nuove di zecca, e sono crollate tutte. Tutte. Parliamo del futuro che non si pu&ograve; vedere, come la città. Vogliamo andare verso la Fontana Luminosa, sempre al limite della città fantasma, e al Castello. Il Forte Spagnolo di cui parla il nostro presidente del Consiglio.  Saliamo su per la strada che fiancheggia lo stadio. Gli impianti sportivi - piscina appena ristrutturata con circolo tennis - tutto finito. La città che non si pu&ograve; vedere perch&eacute; non c'è pi&ugrave;.  Arriviamo quasi alla Fontana Luminosa. Cercano di fermarci. Facciamo finta di niente e ci avviciniamo dall'altra parte. Arriviamo sotto le statue e guardiamo il Corso. Vuoto, nulla anche qui. Nulla da vedere... Ci avviamo verso il Castello. Passiamo attraverso il Parco. Da qui, pensiamo, sarebbe semplicissimo infilarsi in un vicoletto e raggiungere San Bernardino. Poi rammentiamo il colloquio con il finanziere, la pericolosità di quei pertugi medievali dove i tetti sono scivolati. E allora desistiamo.  Ci avviamo verso il ponte e l'entrata. Il tetto è crollato sul museo d'arte contemporanea e i vigili stanno facendo un'operazione di recupero e messa in sicurezza.  L&igrave; dentro c'erano opere d'arte di grande valore e lo scheletro del Mammuth. Chissà se esiste ancora. Ma non si pu&ograve; vedere. Nessuno sa come sia messo dentro. Non si pu&ograve; ancora accedere.  Restiamo l&igrave; per una mezz'oretta. Poi decidiamo di fare un salto a Santa Maria di Collemaggio, l&igrave; dove c'è un'altra tendopoli. La chiesa è inagibile, ma la facciata, per fortuna, è rimasta in piedi. La tendopoli è piccola ma decente. Forse meno dispersiva di quella in piazza D'Armi. Da l&igrave; possiamo guardare la zona di via XX Settembre: le case sembrano in piedi, ma sappiamo che per terra c'è un faglia larga pi&ugrave; di un metro. Il terremoto inganna i sensi. Quello che vedi non è quello che è. E comunque noi non possiamo vedere... Sta facendosi sera e cominciamo ad avvertire la stanchezza. Ci sentiamo vuoti, senza passato - è andato distrutto in 20 secondi - e con un futuro ridotto a "cosa facciamo stasera". Il terremoto ti stravolge fuori e dentro: cambiano i parametri con cui si misurano le vicende della vita. Cambiano le priorità e cambi anche tu, da un giorno all'altro. Giorno dopo giorno. I punti di riferimento sono altri, ormai, per chi è l&igrave; e per chi l&igrave; ci è nato e cresciuto.  Ma in una situazione come questa siamo contenti di avere un futuro che non si pu&ograve; vedere. Il nostro futuro è molto prossimo e molto focalizzato. Come quello degli aquilani. Poche idee ma chiare. Tanto il resto non si pu&ograve; vedere...  (Maria Piera D'Alessandro) ]]></description>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 09:29:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Ai Fori il fantasma del duce (21 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1443</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Abbiamo assistito alla kermesse "Romagnificat", promossa domenica sera dall'amministrazione comunale per festeggiare il 2762&deg; anniversario del Natale di Roma. Lo spettacolo è andato in scena in due tempi. Nel primo sono stati illuminati, in sequenza, i monumenti legati alla Roma imperiale. La "cronaca" in diretta delle varie illuminazioni veniva proposta, attraverso una proiezione, sugli edifici dei mercati traianei, nel tratto di via dei Fori imperiali che sfocia in piazza Venezia. In tutto un quarto d'ora di accensioni, dalle 21,30 in poi. Tanta la gente assiepata lungo le transenne, ma grazie ai grandi spazi naturali è stato possibile osservare bene e senza problemi lo spettacolo da diversi punti dei Fori.  La seconda parte, andata in scena fino alle 22,10, è stata pi&ugrave; suggestiva. Sempre i mercati traianei hanno costituito la scenografia della storia di Roma dalla nascita ai giorni nostri. Particolarmente spettacolare l'incendio di Roma, con l'accensione di alcuni fuochi e la proiezione di un crollo di edifici e del celebre Nerone interpretato da Petrolini. Poi le arringhe degli imperatori e la sfilata di legioni romane. Quindi le immagini della celebre scena della corsa delle bighe tratta da "Ben Hur" e via via quelle di altri film, da "Il marchese del grillo" fino alla "Dolce vita". Non sono mancati riferimenti all'Unità d'Italia, con scene di film ambientati nel Risorgimento e una rappresentazione dal vivo di comparse con il tricolore in mano. Poi l'ultimo conflitto mondiale, con le immagini della dichiarazione di guerra che Benito Mussolini lanci&ograve; da piazza Venezia (con il duce accostato a Nerone), cui hanno fatto seguito le distruzioni causate dai bombardamenti e la celebre scena dell'uccisione di Anna Magnani da "Roma città aperta" di Rossellini. Il tutto in un crescendo fino ai giorni nostri, che ha toccato anche la vittoria degli azzurri del 2006 ai mondiali di calcio in Germania con i festeggiamenti al Circo Massimo. Tutto è filato liscio. Tanti consensi per lo spettacolo, anche da parte dei numerosi stranieri, e applausi fragorosi, nell'ordine, per le apparizioni di Alberto Sordi, Karol Woityla e Francesco Totti. Crediamo pertanto siano davvero fuori luogo e pretestuose le polemiche alimentate da tale Walter Verini, deputato del Pd ed ex braccio destro di Veltroni, per l'inserimento dell'immagine di Mussolini (ripetiamo, accostata a quella della guerra) tra i filmati scelti per ricostruire la storia millenaria dell'Urbe. Non sappiamo se Verini fosse presente o meno allo spettacolo. Ma la polemica, lasciatecelo dire, appare davvero strumentale e cavillosa. Finendo per rappresentare l'ennesimo boomerang per una sinistra che continua a cercare visibilità attraverso pretesti, polemiche e dissenso su tutto lo scibile umano (il caso delle polemiche per il concerto di Califano in IX Municipio lo scorso 8 marzo vanno in tal senso). Significativa la dichiarazione di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana: "Coreografia stupenda, musiche molto belle, non ho visto nessuna esaltazione di Mussolini n&eacute; del fascismo". Del resto, durante l'apparizione di Mussolini, non c'è stata alcuna contestazione. Qualche isolato fischio e qualche scanzonato richiamo al duce. La gente, insomma, s'è dimostrata pi&ugrave; matura di alcune dichiarazioni. ]]></description>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 11:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Lieve scossa di terremoto tra Genzano e Lanuvio (20 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1442</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Una scossa di terremoto senza conseguenze è stata registrata questa mattina poco dopo le sei nella zona limitrofa a Roma. L'epicentro è stato localizzato tra Lanuvio e Genzano, a ridosso dei Castelli romani. Non si registrano danni. Nella giornata di ieri sono state registrate diverse scosse di terremoto non solo in Abruzzo ma anche nell'area della provincia di Frosinone, in particolare presso Cassino e nella provincia di Asti e Torino, per fortuna senza conseguenze. ]]></description>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Uomo di Pietrabbondante investito a Pozzilli Alessandro Di Carlo aveva 45 anni. Era sindacalista Uil. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1441</link>
<description><![CDATA[ PIETRABBONDANTE (ISERNIA) - Alessandro Di Carlo, 45anni, originario di Pietrabbondante (Isernia) è stato investito in pieno da un'automobile mentre stava entrando in fabbrica a Pozzilli (Isernia), presso la Astec, azienda del nucleo industriale. L'uomo è deceduto a seguito delle ferite riportate. Era molto noto nel posto di lavoro in quanto sindacalista della Uil. Di Carlo è stato centrato da una Smart guidata da una donna del posto, titolare di una ditta di pulizie. Anche lei si stava recando nella stessa azienda. Dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri, il sindacalista era appena sceso da un autobus e si era diretto a piedi verso i cancelli dell'industria metalmeccanica quando è stato investito. Era stato proprio Di Carlo, quale rappresentante sindacale della Uil, a denunciare circa un mese fa ai vertici del nucleo industriale la mancanza dei servizi minimi di sicurezza per gli operai pendolari, in particolare attraversamenti pedonali. Qualche giorno fa aveva avviato anche una raccolta firme. L'uomo lascia la moglie e due figli.                                                                                                                                        (Alex Neumann) ]]></description>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 07:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Termoli: 300 evacuati per palazzo lesionato di ALEX NEUMANN ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1440</link>
<description><![CDATA[ TERMOLI (CAMPOBASSO) - Ha rischiato di trasformarsi in tragedia il cedimento di alcuni pilastri portanti di un edificio a Termoli. Poco dopo le 21 un palazzo nel pieno centro della città, in via Saverio Cannarsa, è stato evacuato in seguito al collasso degli assi portanti, seminando il terrore tra i numerosi condomini. Gli evidenti segni di cedimento hanno allarmato le ottanta famiglie che vivono nello stabile. Dopo le verifiche dei vigili del fuoco, il sindaco Vincenzo Greco, ha emesso l'ordinanza di sgombero. I trecento abitanti evacuati sono ora ospitati negli alberghi della città adriatica. (Alex Neumann) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Lieve scossa di terremoto tra Genzano e Lanuvio (20 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1439</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Una scossa di terremoto senza conseguenze è stata registrata questa mattina poco dopo le sei nella zona limitrofa a Roma. L'epicentro è stato localizzato tra Lanuvio e Genzano, a ridosso dei Castelli romani. Non si registrano danni. Nella giornata di ieri sono state registrate diverse scosse di terremoto non solo in Abruzzo ma anche nell'area della provincia di Frosinone, in particolare presso Cassino e nella provincia di Asti e Torino, per fortuna senza conseguenze. ]]></description>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 07:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ I 90 anni dell'icona Nilla Pizzi (17 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1438</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' una vera e propria icona della musica italiana. Dotata di una vocalità particolare, nel periodo fascista fu allontanata dalla radio perch&eacute; si ritenne avesse una voce troppo conturbante. Adionilla Pizzi, detta Nilla, compie 90 anni. Nonostante un ictus che l'ha colpita quattro anni fa, continua ad esibirsi con la classica verve emiliana. E oggi afferma: "In realtà sono nata nel 1951, con il Festival di Sanremo. Prima non esistevo". In quell'anno, con la celebre "Grazie dei fiori", vinse il primo Festival. Nasce a Sant'Agata Bolognese il 16 aprile 1919 da Angelo, contadino che cura anche la manutenzione stradale per conto del comune e Maria, sarta a domicilio. Due sorelle maggiori, Liliana e Denisia, danno vita ad un laboratorio di maglieria molto rinomato in paese. Lavora come collaudatrice di apparecchi radio alla Ducati di Bologna ma partecipa anche, con successo, ai primi concorsi di bellezza italiani. Vince il concorso "Cinquemila lire per un sorriso", futuro "Miss Italia". Il 24 settembre 1940 sposa Guido Pizzi ma il marito viene richiamato alle armi e la coppia si separerà per sempre. Nello stesso anno inizia a esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi addirittura eleggere mascotte del 35.mo reggimento Fanteria di Bologna. Nel 1942 vince, su 10 mila concorrenti, un concorso per voci nuove indetto dall'Eiar, la futura Rai e nel 1944, dopo un'esperienza di successo con l'orchestra Zeme, passa nella mitica formazione di Cinico Angelini pubblica il suo primo disco per La Voce del Padrone, con Bruna Rattani in "Valzer di primavera" e con Elsa Peyrone in "Ronda solitaria" e incide la sua prima canzone solista, "Alba della vita". Tra i successi anche "Casetta fra le rose", composto da Guido Cergoli. Hanno cos&igrave; inizio i tour nei teatri e nelle sale da ballo di tutta Italia al seguito dell'orchestra del maestro Cinico Angelini, al quale si lega anche sentimentalmente. Torna alla radio nel 1946 e diventata popolarissima. Ma per questioni contrattuali (passa alla Cetra) è costretta fino al 1949 ad incidere utilizzando alcuni pseudonimi quali Isa Marletti, Ilda Tulli, Conchita Velez, Carmen Isa. Lancia successi come "Chico Chico", "Maria de Bahia", "Donde vas?", "La raspa", "Il samba del tranvai" e "Cocoric&ograve;", una delle prime composizioni di Renato Carosone. Lasciato Angelini, si lega sentimentalmente con il cantante Luciano Benevene con il quale duetta nei celebri "Bongo Bongo", "Che si fa con le fanciulle?" e "Avanti e indrè". Nel 1951 vince Sanremo con "Grazie dei fiori", che vende 36 mila copie a 78 giri, un primato. L'anno dopo trionfa ancora a Sanremo vincendo il primo, il secondo e il terzo posto ("Vola colomba", "Papaveri e papere", tradotta in 40 lingue, e "Una donna prega"). Diventa la cantante per eccellenza, la "Regina" della canzone italiana, grazie ad una fortunata definizione di Luca Goldoni. "Vola colomba" di Cherubini e Concina, che accompagna il ritorno di Trieste all'Italia, accende anche polemiche politiche. E lo stesso fa "Papaveri e papere" di Mascheroni e Rastelli, causa di doppi sensi. Quest'ultimo brano vende 600 mila copie in Inghilterra ed è inciso, tra gli altri, da Yves Montand, Beniamino Gigli e Bing Crosby. Dal celebre motivo viene anche tratto anche un film con Walter Chiari dal titolo "Lo sai che i papaveri...". Nel 1952 vince anche il Festival di Napoli, con "Desiderio 'e sole". Nel 1953 torna a Sanremo, e giunge seconda con "Campanaro", cantata in coppia con Teddy Reno. La sua love story con il cantante Gino Latilla (che tenterà il suicidio l'anno dopo) riempie le pagine dei giornali. Dedicato a lei, nasce a Torino il primo fan club della storia della canzone italiana (denominato "Il Salottino di Nilla"), e anche la moda delle "cartonille" che i suoi ammiratori si scambiano come figurine. Tra gli altri successi del periodo: "Anema e core", "Eternamente", "Canzone appassionata". E' la volta di una straordinaria tournee in America e in Russia, di numerose trasmissioni in radio e in tv, e del matrimonio segreto ad Acapulco con il chitarrista Carlo Porti, da cui si separa pochi mesi dopo. Si fa bionda e interpreta alcuni film. Di questo periodo è "Luna caprese", che ottiene otto richieste di bis. Nel 1958 è ancora a Sanremo, dove canta "Edera", successo straordinario, e "Amare un altro", insidiando il vincitore Modugno che canta "Nel blu dipinto di blu".  Nel 1959 vince Canzonissima, sempre con "Edera", il Festival di Barcellona e giunge terza al Festival di Napoli. Negli anni Sessanta apre un night ad Acapulco che chiama "Portofino" in omaggio all'amico Fred Buscaglione, frequentato da Frank Sinatra e Sammy Davis Jr. Nel 1968, durante un'altra fortunata tourn&eacute;e americana, si esibisce insiene a Rosemary Clooney, Perry Como, Ella Fitzgerald e Frank Sinatra. A Sanremo torna nel 1981 come presentatrice accanto a Claudio Cecchetto e nel 1994 come cantante, parte del gruppo Squadra Italia, che canta "Una vecchia canzone italiana". Segue per un decennio un sodalizio televisivo con Paolo Limiti in tv. Nel 2001 reinterpreta "Grazie dei fiori" in chiave rap, confermando la sua poliedricità, e nel 2002 viene nominata Grande Ufficiale dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2003 sempre a Sanremo riceve il premio alla carriera e nello stesso anno è in tour con Platinette.  Nel 2005 è ospite di varie trasmissioni tv, incidendo anche un duetto con Michele Paulicelli, "Vicino a chi se non a te", la sua ultima incisione. Ma è poi colpita da ictus che per&ograve; supera in un paio d'anni. Nel 2008 si esibisce a Ozzano e a Capannori.. Di questa brillante artista abbiamo oltre cinquecento incisioni. Tra le altre: "Quel mazzolin di fiori", "La barchetta in mezzo al mare", "Chimera", "Gelosia", "Voglio amarti cos&igrave;", cover di "Solamente una vez", "Dove stà Zazà" (poi ripresa da Gabriella Ferri), "Finestra a marechiaro", "Manana por la manana", "La vita è rosa""cover di "La via en rose" di Edith Piaf, "O mama o mama", "Il monello","La ultima noche","Sul mare luccica","Sospiratella", "Acquarello napoletano", "I sogni son desideri", "Il piccolo naviglio", "A spingola", "Core n'grato", "Colpa del bajon", "Col tricche-ballacche", "El bajon", "Amico tango", "Accarezzame", "'Na voce, &lsquo;na chitarra", "Souvenir d'Italie", "Sempre con te" composta da Roberto Murolo Tra le "chicche" il duetto con Mina in "Milleluci" del 1974 con "Papaveri e papere". ]]></description>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 12:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Annozero: Santoro non graffia (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1437</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Si rivolge ai lettori del "Giornale", Michele Santoro, per ironizzare sul fatto che sono costretti a leggersi quotidianamente quattro-cinque pagine su di lui e per questo dice che "li adora". E' l'apertura del conduttore salernitano della ventiseiesima puntata di Annozero dopo le polemiche seguenti alla trasmissione della scorsa settimana sul terremoto abruzzese. Dopo aver ringraziato i colleghi, in particolare quelli del sindacato e del Tg2, per la solidarietà ricevuta, Santoro insiste sul quotidiano berlusconiano ricordando che è stato promotore di numerose battaglie per la libertà di satira in particolare in occasione della vicenda delle vignette relative a Maometto. "Io vi adoro perch&eacute; faccio grandissimi sforzi per capirvi - spiega il giornalista ex europarlamentare. Poi chiude con una battuta: "Siamo un Tg4 fatto bene" riferendosi al fatto che a destra si sostenga che Annozero porti consensi a Berlusconi. "E allora torni Vauro cos&igrave; Berlusconi vincerà - conclude un Santoro un po' sottotono. ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ D'Orazio abbandona i Pooh (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1436</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dopo 38 anni i Pooh perdono il loro batterista. Se ne va Stefano D'Orazio, romano, 61 anni, parte del complesso dal 1971, quando sostitu&igrave; Valerio Negrini. Un divorzio non immediato: prima di dirsi addio parteciperà ancora ad un disco, in uscita l'8 maggio 2009, e ad un tour, che debutterà il 24 luglio 2009. Nella storia dei Pooh ci sono stati altri divorzi: Gilberto Faggioli e Bob Gillot nel 1966, Mauro Bertoli nel 1967, Mario Goretti nel 1968, Valerio Negrini nel 1971 fino a quello pi&ugrave; noto che ha riguardato Riccardo Fogli, che 1972 ha intrapreso una fortunata carriera da solista. Stefano D'Orazio ha iniziato a suonare la batteria durante gli anni del liceo. Forma un gruppo di matrice beat chiamato "I Kings", dal nome riportato sulla cassa della batteria usata che aveva comprato. Poi si chiameranno "The Sunshines" esibendosi soprattutto nella periferia romana. Quindi passa ai "The Planets", ai "Pataxo and the Others" a "Il Punto", collaborando alla colonna sonora di un film, da cui viene estratto un 45 giri e ai "Naufraghi". Dopo questa lunga gavetta viene assorbito dai "Pooh" nel 1971, sostituendo Valerio Negrini. Esordisce nell'album "Alessandra" del 1972. La sua prima esperienza come paroliere è datata 1975 quando firma "Eleonora mia madre", inclusa nell'lp "Un po' del nostro tempo migliore". E' voce solista nel brano "Fare, sfare, dire, indovinare" del 1976, incluso nell'album "Poohlover". Il duo Canzian-D'Orazio firma molti brani di successo e lo stesso D'Orazio cura anche l'area manageriale della band e nel 1983 si occupa di produrre dischi di giovani emergenti tra cui Roberta Voltolini e Lena Biolcati (che è stata anche sua compagna). Dal 2002 si dedica anche al musical (ha scritto la maggior parte dei testi di "Pinocchio" dei Pooh). Grande attesa, ora, per la conferenza stampa dove spiegheranno i motivi delle strade diverse. ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Addio ad Accame, memoria della destra (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1435</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Giano Accame, giornalista, storico e intellettuale di spicco della destra italiana, direttore del quotidiano "Il Secolo d'Italia" tra il 1988 e il 1991, si è spento ieri a Roma. La notizia della morte dello scrittore nato a Stoccarda il 30 luglio 1928 è stata data dal figlio Nicol&ograve;. La camera ardente, allestita presso la casa-studio di Giano Accame in lungotevere dei Mellini 10 a Roma, verrà aperta questo pomeriggio a partire dalle ore 15. Di origini liguri, il 25 aprile 1945, quando non aveva ancora 17 anni, si arruol&ograve; nella marina militare della Repubblica sociale italiana e fu catturato dai partigiani a Brescia. Fino al 1968 fu dirigente del Movimento sociale italiano, uscendone per divergenze sulla linea politica in particolare dopo la presa di posizione del partito contro la contestazione giovanile. Giornalista di punta della destra italiana, è stato redattore de Il Borghese, Il Fiorino, L'Italia settimanale, direttore del Secolo d'Italia, collaboratore di quotidiani quali Il Tempo, Lo Specchio, Vita e di numerose riviste tra cui Il Sabato, Lo Stato, Pagine Libere, Letteratura-Tradizione, La Meta Sociale, Area. Attualmente era direttore della rivista online "Passare al bosco". E' stato ricercatore per gli Annali dell'economia italiana (Ipsoa). E' considerato un pensatore "eretico" per le posizioni controcorrente che hanno trovato apprezzamenti anche a sinistra. &Egrave; noto anche per essere stato, probabilmente, il primo intellettuale di destra ad avere posizioni filoisraeliane. Recentemente è stato molto critico verso la politica di Gianfranco Fini.  "Quella di Giano Accame è veramente una scomparsa gravissima perch&eacute; per me è stato un maestro - ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "&Egrave; stato un intellettuale di grandissimo spessore che ha attraversato tutta la storia del dopoguerra con posizioni sempre molto ricche e significative. &Egrave; stato uno dei grandi maestri della cultura di destra". Lascia in eredità un'enorme mole di scritti. Tra i libri alcuni sul fascismo, sulla destra sociale, su Ezra Pound, su Giuseppe Mazzini. ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:32:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Susanna Agnelli ricoverata al Gemelli (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1434</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Susanna Agnelli, , sorella dell'avvocato Gianni Agnelli e presidente della Fondazione Telethon, è stata ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma a causa dei postumi di un intervento chirurgico traumatologico subito prima di Pasqua, in seguito a una caduta e alla conseguente rottura del femore. La Agnelli, che ha 86 anni, è stata ministro degli Esteri durante il governo di Lamberto Dini tra il 1995 e il 1996 ed è presidente del Comitato Telethon dal 1990, anno in cui la nota maratona televisiva benefica è giunta in Italia. ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:22:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Diabete: speranza dalle staminali per tipo 1 (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1433</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Notizia che accende una speranza per chi dipende dalle iniezioni di insulina. Negli Usa ventitre pazienti malati di diabete di tipo 1, quello comunemente detto "giovanile", di età compresa tra i 13 e i 31 anni e dipendenti da somministrazioni quotidiane di insulina, sono ritornati a produrla spontaneamente dopo essere stati sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche prelevate dal loro midollo osseo. Si tratta, cioè, dell'autotrapianto di cellule estratte dal midollo spinale del paziente stesso.  I risultati dello studio realizzato dalla Northwestern University di Chicago e del brasiliano Regional Blood Centre, sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association (Jama). Gli scienziati tengono per&ograve; a sottolineare che il trattamento non va bene per tutti. Non è efficace, ad esempio, per coloro cui è stato diagnosticato il diabete da pi&ugrave; di tre mesi, perch&eacute; a questo stadio della malattia il sistema immunitario ha già distrutto le cellule beta delle isole del Langerhans nonch&eacute; per chi ha il diabete di tipo 2 associato all'obesità.  Iain Frame, direttore del Diabetes UK, è per&ograve; cauto. "Questo trattamento - ha sottolineato - non è una cura per il diabete di tipo 1. Sarebbe meglio continuare la sperimentazione utilizzando anche un gruppo di controllo per il confronto dei risultati e tenere sotto controllo i pazienti, preferibilmente un gruppo molto pi&ugrave; numeroso, con un "follow-up a lungo termine". Questo perch&eacute; è importante che i medici indaghino sulle cause di un apparente miglioramento o ripresa della produzione dell'insulina e del ripristino dei livelli dei peptidi C in alcuni pazienti. In particolare è cruciale scoprire se tutto questo è associato al trattamento o sia, invece, un effetto collaterale , piuttosto che l'effetto del trapianto stesso. Sarebbe sbagliato far nascere speranze su questa nuova terapia, in persone che convivono da anni con il diabete, prima che lo studio sia ulteriormente confermato con altre evidenze sperimentali". ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:12:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: ucciso per parcheggio conteso (16 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1432</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Morire per una lite riguardante un parcheggio. &Egrave; accaduto ieri sera intorno alle 20.30 a Roma, in via Costantino, una traversa di via Cristoforo Colombo all'altezza dell'ex Fiera di Roma. Un uomo di 45 anni è stato accoltellato da un altro automobilista, il quale è scappato subito dopo. Motivo del contendere un parcheggio. Secondo una prima ricostruzione delle forze dell'ordine, i due automobilisti, entrambi romani e senza precedenti penali, erano a bordo delle loro auto con le rispettive famiglie. Hanno cominciato a contendersi un parcheggio, poi sono scesi entrambi dalle auto e improvvisamente uno dei due con un coltello in mano, ha inseguito l&acute;altro per una ventina di metri, l&acute;ha colpito due volte ed è fuggito. Secondo alcuni testimoni, l'automobilista che s'è dileguato si trovava in pizzeria poco prima dell'aggressione e viaggiava con una donna e un bambino. L'uomo accoltellato tornava a casa con moglie e figlia, ed è morto subito dopo il ricovero in ospedale. Roma non è nuova a episodi del genere. Due anni fa cinque uomini furono condannati al carcere tra i 12 e i 17 anni per l'omicidio di Giuseppe Silvestri, imprenditore edile di 42 anni, a cena con tutta la famiglia per festeggiare i quarant'anni della moglie. Venne ucciso a colpi di pistola in via della Magliana dopo una lite per un parcheggio davanti al ristorante "Re per una notte". ]]></description>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:02:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ "Forche Caudine", sta arrivando il nuovo look Cultura ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1431</link>
<description><![CDATA[ E' in fase di progettazione e di elaborazione la nuova immagine del sito di "Forche Caudine". A sei mesi dalla partenza del nuovo portale dell'associazione, a causa dei significativi risultati raggiunti (circa 22mila visitatori lo scorso marzo), lo staff tecnico è al lavoro per ottimizzare lo strumento e renderlo pi&ugrave; idoneo all'accresciuto "movimento" del sito. I contenuti rimarranno pi&ugrave; o meno gli stessi ma sarà diversa la collocazione delle notizie: l'apertura sarà dedicata a quelle nazionali (e internazionali) e a quelle molisane di rilievo, mentre il Molise avrà una sezione apposita in basso a destra, con un taglio prevalentemente promozionale-informativo. Aumenterà il numero dei video e dei blog dei collaboratori. Una curiosità: i colori dominanti, per la gioia dei tifosi laziali e napoletani, saranno l'azzurro e il bianco. Per par condicio dedicheremo qualche notizia in pi&ugrave; alla Roma... Avendo già visto le prime bozze, sono doverosi i ringraziamenti allo staff tecnico (Alberto ed Enrico in primis), che pur essendo composto da non molisani, sta offrendo a questa regione energie e passioni encomiabili. Il giornale intende catturare non solo le tante persone d'origine molisana sparse per il mondo, offrendo un'informazione "ripulita" dalle solite sterili polemiche locali, ma soprattutto i non molisani che hanno cos&igrave; modo di avvicinarsi e di approfondire la conoscenza del territorio molisano. Ci scusiamo, pertanto, per i disagi tecnici che si potrebbero verificare in questi giorni di prove e di nuovi collegamenti nel sito, ma soprattutto di natura grafica (spiegato perch&eacute; ci sono meno fotografie). Un po' di pazienza e grazie per la fiducia che ci assegnate quotidianamente in tantissimi.                                                                                                                                                                                                                        (La redazione) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Terremoti: Lazio, Molise e Toscana regioni-modello di ALEX NEUMANN ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1430</link>
<description><![CDATA[ FIRENZE - Lazio, Molise (dopo il sisma del 2002) e Toscana sono le tre regioni italiane che applicano alla lettera la classificazione antisismica pi&ugrave; recente. Lo ha detto Marco Betti, assessore regionale alla difesa del suolo, alla protezione civile e al rischio sismico della Regione Toscana, intervenendo durante la seduta della commissione territorio e ambiente del Consiglio regionale. L'assessore ha sottolineato come, in questa materia, le classifiche non siano determinanti, ribadendo come sia essenziale la sicurezza, ma ha fornito il dato per dare la misura degli interventi realizzati.
L'assessore toscano ha sottolineato come dopo il territorio molisano sia cresciuta l'attenzione alla prevenzione. La Toscana dispone, infatti, di uno staff di circa 100 tecnici specializzati, tra ingegneri, architetti e geologi, adibiti al controllo del rischio sismico, e 41 di questi sono stati assunti proprio dopo l'ultimo terremoto che ha investito San Giuliano di Puglia.
L'assessore, in relazione al terremoto abruzzese, ha parlato anche della visita che lo ha portato, insieme al presidente della Regione, a Castelnuovo, nel comune di San Pio delle Camere, la località sulla quale si concentrano gli aiuti coordinati dalla Toscana, esprimendo un giudizio positivo, sottolineando l'efficacia e la tempestività dei soccorsi portati alle popolazioni colpite e definendo eccellente la risposta data dalla macchina statale e regionale.
Dal 1986 ad oggi la Regione Toscana ha investito circa 150 milioni di euro nell'adeguamento di strutture pubbliche alle pi&ugrave; recenti normative antisismiche. Attualmente la consistenza dei fondi per l'intervento in questa materia è di circa 6 milioni all'anno, dei quali quattro provenienti da fondi dell'Unione europea e due finanziati dalla legge regionale. Sono 506 gli edifici per i quali è stato completato l'adeguamento alle pi&ugrave; recenti normative antisismiche, mentre 450 sono oggetto di verifiche e indagini. 





























































































































































































































































































































































(Alex Neumann) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Natale del 21 aprile: Roma torna Urbe di ALEX NEUMANN ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1429</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Saranno oltre quaranta gli eventi distribuiti tra musica, danza e teatro per celebrare degnamente il 2763&deg; Natale di Roma. In due intere giornate, il 19 e il 21 aprile, si renderà omaggio alla Città eterna nei suoi luoghi simbolici, dal Campidoglio alla piazza del Colosseo, dai musei capitolini ai Fori Imperiali, illuminati "ad hoc" per le celebrazioni, dal Vittoriano al museo delle Terme di Diocleziano, da Ponte Sant'Angelo al Teatro Valle.
Nella giornata di apertura in programma il Corteo storico che sfilerà per via dei Fori Imperiali. Poi lo spettacolo di danza dalla piazza del Campidoglio, Roma Chorea Mundi, mentre a partire dalle ore 21 "Romagnificat dai Fori... la luce", che si preannuncia il momento-clou della stagione. 
Il 21 aprile, giorno ufficiale della ricorrenza, dopo la deposizione della corona di alloro al Milite ignoto, il sindaco Gianni Alemanno aprirà le celebrazioni ufficiali del Natale di Roma nell'Aula Giulio Cesare. Tra gli appuntamenti il Premio Cultori di Roma al maestro Antonio Pappano, la presentazione della medaglia per il Natale di Roma, realizzata dalla Scuola dell'Arte della Medaglia-Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, la premiazione del vincitore del concorso per la realizzazione del Manifesto per il Natale, promosso dall'assessorato alle Politiche educative, scolastiche, della famiglia e della giovent&ugrave;. Alle ore 21 concerto-omaggio a Gabriella Ferri nell'interpretazione di Alberto Laurenti. Il programma del Natale di Roma prevede anche incontri, convegni, mostre ("La storia racconta il Natale di Roma" al Vittoriano), installazioni ("Forme di lupa nel tempo" a cura di Kristin Jones), danza (Raffaele Paganini), spettacoli di musiche e parole ("Romantica. Accenti sulle storie di Roma" con Gigi Proietti, il concerto di Elena Bonelli con la sua New Band, l'Ensemble Roma Collegium Musicum, le Bande dell'Arma, il Roma Barocca Ensemble diretto da Lorenzo Tozzi..
Non mancheranno occasioni di solidarietà. Ad esempio verrà presentata l'emissione del terzo francobollo dedicato a Roma Capitale per la raccolta fondi a favore della popolazione della Regione Abruzzo colpita dal terremoto. 






























































































































































































































































































































































(Alex Neumann) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 06:59:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Franceschini "il Federale" di FABIO SCACCIAVILLANI ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1428</link>
<description><![CDATA[ Uno degli episodi pi&ugrave; gustosi che un caro amico d'università amava raccontare riguardava un suo zio paterno che verso il 20 aprile del 1945 ricevette una telefonata dai gerarchi fascisti locali che si onoravano di nominarlo Federale di Bergamo. Costui sbatt&eacute; metaforicamente (ma forse nemmeno tanto) i tacchi, trepido d'orgoglio indoss&ograve; l'alta uniforme e si rec&ograve; (petto in fuori, pancia in dentro) alla Casa del Fascio per assumere la carica. Non è chiaro chi trov&ograve; nella sede visto che i repubblichini pi&ugrave; furbi, Mussolini e la Petacci inclusi, si stavano involando verso la Svizzera o il Sud America.
L'idea che la fine fosse questione di giorni, che le bande partigiane ormai fossero alle porte non lo sfiorava. Lui intimamente credeva ancora di vincere la guerra. Forse era sicuro che esistessero armi segrete o superiori strategie che avrebbero resuscitato la Blitzkrieg. Probabilmente credeva che fosse finalmente giunta la sua ora tanto agognata, il momento in cui avrebbe fatto vedere a tutti che tempra d'uomo si nascondesse sotto la sua camicia ben stirata per l'occasione. Sarebbe stato lui finalmente a decidere e non a subire.
Per fortuna sua quando lo catturarono si resero conto di che pasta fosse fatto e invece di fucilarlo lo tennero in galera alcuni mesi e poi con l'amnistia di Togliatti lo tirarono fuori. Non lasci&ograve; traccia nella vita pubblica e nella memoria di nessuno.
Questa storia torna in mente spesso da quando per puro caso ci siamo trovati a guardare la diretta dell'elezione di Franceschini a segretario del Pd. I tempi sono diversi, meno drammatici e non ci si spara addosso tra italiani, ma le analogie rimuginano in testa. Se il Pd si sfracella alle prossime elezioni europee, si ricorderanno improvvisamente tutti che lui era il Vice Disastro (come lo ha definito graziosamente il nuovo enfant prodige fiorentino Renzi). E le premesse per lo smottamento elettorale le stanno predisponendo con grande dedizione i cacicchi orfani di Veltroni che si aggrovigliano intorno al SegreDario come mosche sul miele. Qualora l'elettorato dovesse trovare in lista nomi come Bassolino o Del Turco, la giornata elettorale nel CalenDario segnerà il 26 aprile, anche se saremo in giugno. 








































































































































(Fabio Scacciavillani) ]]></description>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 06:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il terremoto e l'aziendalizzazione della solidarietà Un post sisma caratterizzato dalle diversità ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1426</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Non è tempo per le polemiche, d'accordo. Al limite, ma proprio al limite, si pu&ograve; solo ipotizzare che a L'Aquila qualcuno ha messo non "sacchi di sabbia sotto alla finestra", come cantava Lucio Dalla in una celebre canzone ma, cosa ben pi&ugrave; grave, nelle fondamenta di ospedali, case degli studenti e uffici pubblici. E che, ma proprio al limite, altri sapevano e hanno fatto finta di nulla. Mentre in edifici senza autorizzazioni si continuava a vivere. E soprattutto a rischiare. Speriamo che l'efficientismo dell'emergenza non venga meno nell'individuare le gravi responsabilità macchiate di sangue innocente.
Che dire: straordinario l'impegno delle migliaia di operatori e volontari che hanno riesumato vite e sepolto ricordi di ritardi e inefficienze di precedenti emergenze; palpabile la solidarietà nazionale, dove a sbriciolarsi, stavolta per fortuna, sono i confini e i preconcetti geografici; esemplare la reazione "dignitosa" (finalmente abusiamo di un bell'aggettivo) del popolo abruzzese "forte e gentile" e dei suoi riservati simboli culturali; enorme l'attenzione mediatica, con qualche sbavatura nella spettacolarizzazione della tragedia e del dolore o di qualche inevitabile passerella. Insomma, la memoria collettiva incassa un'immagine di puntualità e di efficienza, che fa indubbiamente onore - una volta tanto - al nostro Paese.
Indigniamoci pure, allora, per Santoro che stavolta, a quanto pare, l'ha fatta grossa: abituale, per lui, partire con una tesi e calcarci la mano. Polemista e faziosetto. Ma avrebbe fatto meglio a fermarsi sui dubbi per il cemento, lasciando perdere quelle minime percentuali che fisiologicamente non sono andate per il verso giusto. Ma dal Belice, da Vermicino e dall'Irpinia per fortuna ne è passato di tempo.
Tuttavia, anche qui, fatti i complimenti a chi di dovere, permetteteci qualche considerazione un po' fuori dal coro. 
Innanzitutto sulle diversità evidenti. Cioè su quelle differenze, per quanto pretestuosamente celate, che stanno caratterizzando, per occhi attenti, questo post sisma. Difformità che non costituiscono pi&ugrave; un fattore di arricchimento sociale ma purtroppo di drammatica frattura in questo nostro Belpaese. 
Da una parte la semplicità decorosa e pragmatica della gente d'Abruzzo, che equivale all'umanizzazione del dramma, all'interiorità del dolore, all'armonia con la terra, al legame indissolubile con i valori antropici. E dall'altra, in forte contrasto, un esercito di osservatori e analisti televisivi appiattiti nella stancante e logorroica prevedibilità e nell'ossessiva ostentazione. Differenze anche fisiche tra un mondo ordinario, comune e naturale e uno sempre pi&ugrave; artificiale, secolarizzato e autoreferenziale. 
Altre differenze di tipo verticale. Alla base, le migliaia di volontari dalle facce sporche di polvere, operatori instancabili nell'offrirsi agli altri con sacrificio, nel vivere l'aiuto come missione, nell'affrontare maratone di lavoro per alleviare le sofferenze altrui, per assistere anziani e infermi, per garantire pasti caldi e coperte. Di contro, occorre dirlo, organismi di appartenenza che "istituzionalizzando" la solidarietà continuano ad essere al centro di polemiche, scalfiti da statuti e da gestioni discutibili, degradati da deficit stratosferici frutto della gestione "allegra" di vari commissari e di dirigenti con lauti stipendi da molti zeri, di assegnazioni d'urgenza, senza quindi alcun bando e gara d'appalto, di scandali clamorosi che ne hanno scalfito l'immagine, come quello della Missione Arcobaleno del 1999. Legittima qualche preoccupazione di fronte a questi nuovi flussi di denaro.
Ci sono poi altre differenze, soprattutto di metodo, che riguardano beneficenza e pratiche assistenziali. Da una parte la miriade di raccolte di denaro, dove non c'è mai chiarezza tra lordo, netto e tara, dove non manca l'aziendalizzazione dell'impegno sociale (è un continuo di comunicati stampa per informare che la tale azienda ha fatto partire una raccolta per l'Abruzzo, naturalmente con il proprio marchio ma con i soldi dei propri clienti) e dove, in sostanza, l'intervento standardizzato tende a disperdere il valore imprescindibile della gratuità. Dall'altra parte, invece e per fortuna, chiari e specifici progetti in loco, sul territorio, in microaree. Puntualmente rendicontati. Affinch&eacute; l'Abruzzo non diventi l'ennesima Irpinia. 

















































































(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ In Molise città "bassamente urbanizzate" I risultati del V Rapporto sulla qualità esistente nelle aree metropolitane, promosso dall'Ispra. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1425</link>
<description><![CDATA[ CAMPOBASSO - Le città italiane continuano ad allargarsi, quasi sempre in modo "progressivo, confuso e sregolato", sottraendo spazio alle campagne. E' quanto emerge dal V Rapporto sulla qualità esistente nelle aree metropolitane, promosso dall'Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Un processo di urbanizzazione essenzialmente di tipo residenziale. Le pi&ugrave; elevate percentuali di superfici impermeabilizzate (perdita di suolo irreversibile per via del processo di urbanizzazione) si trovano in Lombardia, Puglia, Veneto e Campania. In Lombardia le superfici urbanizzate si attestano al 13,7% del territorio e sono cresciute, negli ultimi 10 anni, con un ritmo di 10,2 ettari al giorno, prevalentemente a scapito di aree agricole ad elevato valore agronomico.
La situazione meno compromessa è in Molise. Campobasso, dopo Foggia, ha la minore percentuale di territorio ad alta urbanizzazione (circa 669 ettari che corrispondono al 12% di territorio comunale). Inoltre presenta un processo di crescita per lo pi&ugrave; a carattere industriale e commerciale (come Brescia, Verona, Prato e Ancona).
E' Roma è la città con il maggior numero di ettari di territorio comunale ad alta urbanizzazione (circa 27mila ettari, pari al 21% del territorio comunale), anche se dispone di alte concentrazioni di verde e di territorio agricolo. In percentuale la situazione peggiore è a Pescara e a Napoli che hanno circa il 56% di territorio ad alta urbanizzazione (circa 2.000 ettari per Pescara e pi&ugrave; di 6.600 ha per Napoli). ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:46:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Treno strapieno: rissa per posto a sedere (14 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1424</link>
<description><![CDATA[ CAMPOBASSO - Il classico problema del posto a sedere conteso e la furibonda litigata finisce in rissa. E' successo stamani sul treno tra Campobasso e Roma, come sempre strapieno nel periodo dopo le feste. Molte persone hanno quindi dovuto viaggiare in piedi. Due donne hanno cominciato prima a discutere animatamente, poi è volato qualche schiaffo tanto che alla stazione di Venafro (Isernia) sul treno sono dovuti salire i carabinieri per far tornare la calma. ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:02:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Alzheimer: convegno a Bagni di Tivoli Tavola rotonda con la partecipazione dei molisani Colozza e Di Pilla ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1423</link>
<description><![CDATA[ ROMA - In Italia sono 500mila le persone malate di Alzheimer. Ogni anno si aggiungono 80mila nuovi casi. Nel mondo ne sono colpiti oltre 24 milioni di persone di cui sei milioni in Europa. Numeri destinati a raddoppiarsi nei prossimi 10-15 anni.
Ecco perch&eacute; è grande l'interesse per ogni informazione che accende una seppur minima speranza nella prevenzione e nella cura di questa malattia non a caso amaramente denominata "il funerale perenne".
Dal Regno Unito è giunta la notizia di un nuovo farmaco che sarebbe in grado di rimuovere una proteina chiave dal sangue dei malati di Alzheimer. I primi risultati della ricerca, effettuata su cinque pazienti e guidata dal professor Mark Pepys dell'University College di Londra, sono stati pubblicati sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences" (Pnas). 
Il farmaco, conosciuto con la sigla Cphpc, sarebbe in grado di rimuovere dopo tre mesi di trattamento la proteina amiloide P del siero (Sap), presente nelle placche e nelle strutture che si formano a livello delle cellule nervose e che provocano la degenerazione dei neuroni tipica del malato di Alzheimer.
Anche la ricerca inglese, insieme ai pi&ugrave; recenti studi sulla materia, è stata al centro della giornata sull'Alzheimer promossa da una serie di organismi sanitari (tra cui Asl RmG, San Filippo Onlus, AlzheimerAnzianoFragile Onlus, Libersind, Centro demenze-Unità Alzheimer dell'Italian Hospital Group di Guidonia) presso l'hotel Duca d'Este a Guidonia. Alla tavola rotonda del pomeriggio (ore 15,30) sono intervenuti, tra gli altri, i senatori Gramazio e Massidda, promotori di un disegno di legge per la "prevenzione e cura del morbo di e delle patologie correlate", i professori Di Pilla (di Campobasso) e Gremigni della Asl RMG, i professori Bellomo e Carbone dell'Italian Hospital Group. Per l'associazione dei familiari malati d'Alzheimer è intervenuto Giuseppe Colozza, membro del direttivo dell'associazione "Forche Caudine" (nella foto). ]]></description>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 08:16:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Pezzettini di associazionismo
con la moda di federarsi A proposito della creazione di ulteriori organismi... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1422</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Abbiamo sempre apprezzato il dinamismo, ad onor del vero pi&ugrave; abruzzese che molisano, degli amici dell'associazione "La Maiella" di Rho, vicino Milano. In particolare del presidente, l'abruzzese D'Amico.
Tuttavia, dopo anni di esperienza nell'associazionismo molisano, non soltanto all'interno di "Forche Caudine" (alcuni di noi hanno avuto trascorsi in altri sodalizi), siamo sempre pi&ugrave; convinti che i tentativi di federare o di unificare organismi e strutture molisane - ennesimo proclama lanciato in una recente riunione di sodalizi a Bologna - finiscano per sortire l'effetto opposto. Cioè si creino altre sovrastrutture che anzich&eacute; rafforzare i movimenti ne consumano l'efficacia e, talvolta, la credibilità.
In fondo, la tendenza somiglia a quella in atto nei territori d'origine, dove le fratture sono tante e dolorose. Ad iniziare dalle parentele, passando per il "buon vicinato" per finire a quegli estenuanti conflitti che vedono in campo maggioranze, opposizioni, pro loco, comitati feste, associazioni e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta.
Ecco perch&eacute;, pur essendoci riconosciuto un ruolo importante nell'ambito dell'associazione molisano "fuori regione" e nonostante i reiterati inviti ricevuti, abbiamo sempre nutrito - non per scortesia ma per pragmatismo - una certa diffidenza per questi tentativi federativi che vanno avanti da diversi decenni. Regolarmente con scarsi risultati e strascichi di polemiche. Anzi, visto che sovente la storia si ripete, registriamo che la vigilia di queste "manovre" venga quasi sempre accompagnata da conflitti a distanza tra associazioni o gruppi di associazioni (nel caso pi&ugrave; recente sull'asse Lombardia-Veneto).
Si potrebbe obiettare che un atteggiamento di chiusura alimenti logiche di frazionamento. Non è cos&igrave;. Noi da sempre abbiamo la nostra idea: siamo convinti che la migliore strada sia quella di garantire autonomia operativa ai singoli sodalizi (ognuno caratterizzato da una propria storia e da identità specifiche) e, nel contempo, di favorire collaborazioni a distanza, cosa che a Roma già avviene tra diverse organizzazioni. 
Certo, ci&ograve; dovrebbe partire da quelle istituzioni preposte, che, invece, ignorando quasi sempre le caratteristiche d'insieme di ogni organismo (cioè l'organizzazione, la logistica, il ruolo, il peso, le peculiarità, i rapporti tessuti nel territorio di riferimento, le potenzialità, le competenze del direttivo, persino gli stessi esponenti del direttivo, ecc.) operano in modo estemporaneo e improduttivo, o non agendo in forma egualitaria (cioè favorendo uno anzich&eacute; l'altro ma non con logiche di merito) oppure, al contrario, non attuando scelte selettive, orientate a sostenere chi opera meglio e pu&ograve; garantire i migliori risultati.
Lo scenario di fondo, poi, non è dei migliori. L'attuale accorpamento di Abruzzo e Molise in buona parte dell'associazionismo, a 46 anni dalla divisione amministrativa dei due territori, accende qualche interrogativo e provoca non pochi problemi nei rapporti con le regioni di riferimento (dove giustamente è un non senso, oltre che un problema amministrativo, finanziare ad esempio un'associazione che poi attua un'iniziativa favorente l'altrui territorio o includere un presidente molisano in una consulta abruzzese).
Altre polemiche, soprattutto di carattere economico, accompagnano la consulta delle associazioni all'estero: ci si chiede se i tanti soldi investiti, soprattutto in passato (oggi i tagli sono drastici), abbiamo dato frutti sostanziosi.
C'è poi il neonato albo delle associazioni "fuori regione", partito in Molise (con ingiustificati anni di ritardo) non solo con ambiguità riguardanti le autentiche della certificazione da produrre (la patata bollente è passata all'avvocatura regionale) ma soprattutto senza copertura finanziaria.
Ecco perch&eacute;, di fronte a questo panorama, se la collaborazione tra le associazioni è importante per dare forza all'intero movimento, anche su un piano internazionale, l'attivazione di ulteriori sovra organismi - senza prima aver garantito la compattezza degli attori in campo - accende pi&ugrave; di qualche interrogativo.
Cioè, nel dettaglio, nella pur meritoria riunione svoltasi a Bologna lo scorso 28 marzo (con appena due associazioni abruzzesi-molisane presenti, cioè i piemontesi e i lombardi della Maiella, e due deleghe), s'è proceduto a lanciare l'ennesima idea di federazione di associazioni molisane con la speranza di coinvolgere a posteriori qualche altro organismo. 
Recita testualmente con enfasi il comunicato: "Allo scopo di riunire sotto un unico vessillo tutte le associazioni molisane italiane...". Evidentemente non si tiene conto della realtà passata e presente dell'arcipelago associazionistico dove, solo in provincia di Roma, esistono - almeno sulla carta - una decina di sodalizi che fanno riferimento al Molise, di cui quattro di "ambito municipale", tutti di comunità di "compaesani" della provincia di Isernia (Bagnoli del Trigno, Isernia, Poggio Sannita, Sant'Elena Sannita). Realtà probabilmente ignorata dagli stessi promotori della "federazione", che avrebbero fatto bene ad informarsi preventivamente. 
Non cercare prima un'unanimità indispensabile per prendere decisioni rischia di accentuare quelle fratture di cui abbiamo avuto notizia alla vigilia della riunione. 


LETTERA

Alla Presidenza dell'Associazione "Le Forche Caudine" Roma. 
h 16 del 15/4/09 
Ringrazio ancora per la compiacenza di avermi partecipato l'articolo a proposito della "moda di federarsi" da parte delle associazioni miste (abruzzesi/molisane) o delle associazioni abruzzesi e/o delle associazioni molisane.
Allego una scheda che riporta, in sintesi, le attività del rappresentato Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova, che abitualmente svolge nel territorio padovano e nel Veneto ininterrottamente da trent'anni. Infatti nell'autunno scorso (10 e 11 ottobre 2008) abbiamo festeggiato il trentennale di fondazione con una mostra di pittura dell'Artista abruzzese Gigino Falconi (sabato 18 aprile apre una mostra a Bologna), seguita da una serata di gala, e da un convegno nell'aula consiliare della Provincia di Padova. Il cui volume che ne è conseguito Vi sarà rimesso presto.
Nei trent'anni di attività una sola volta, ripeto una sola volta, abbiamo avuto un sostegno della Provincia di Isernia per una conferenza sui Sanniti, con l'invio gratuito di un relatore.
Le attività sono state sempre sostenute in autofinanziamento; dall'entrata in vigore della legge regionale n&deg; 47 della Regione Abruzzo il Sodalizio ha ricevuto modestissimi contributi rispetto agli oneri finanziari sostenuti. Con la recente emanazione della paritetica legge della Regione Molise, il Sodalizio a breve predisporrà il programma delle iniziative per una pi&ugrave; ampia diffusione dell'immagine molisana nel Veneto.
Da segnalare che, dopo i ripetuti fallimenti delle iniziative di giunta per dotare la Regione Molise di una legge a favore delle comunità nazionali operanti fuori regione, meno di un anno fa abbiamo interessato il Presidente del Consiglio Regionale, in visita nel Friuli, a prendere in mano la iniziativa attesa da anni dalle associazioni, comprese quelle miste. Il risultato, in parte osteggiato da chi oggi ne vanta il merito, è sul bollettino regionale.
Dopo questa presentazione, vengo alla "moda di federarsi".
Già nel 1996, in quello di Rho (l&igrave; convenuti per una manifestazione de "La Maiella"), una sera si convenne con entusiasmo di creare un Coordinamento delle associazioni, che nel 2000 si è trasformato in Federazione. Il Presidente di questa Federazione mostr&ograve; subito poca attenzione alle associazioni aderenti in sede di stesura dello statuto e poi alle aspettative delle stesse associazioni in sede di indirizzo e, in particolare, di rinnovo delle cariche statutarie, dribblate per ben due volte. Da qui sono cominciati gli allontanamenti delle associazioni; alcune di queste nell'aprile 2008 hanno costituito il Consiglio delle associazioni. Se si costituisce un raggruppamento di associazioni, qualunque sia il nome, le regole messe in atto debbono essere rispettate. Se manca la dialettica o se si diventa sordi non c'è motivo di stare assieme, a meno che non si accetti passivamente le prevaricazioni di parte. Questa è in sintesi la evoluzione del Coordinamento prima e della Federazione dopo. Se capitasse l'occasione, questa sintesi sarà ampliata e arricchita con la produzione di documentazione.
Nel mese di luglio 2007 a L'Aquila si sono trovate undici associazioni su tredici, su invito della Regione Abruzzo, per la designazione del delegato al Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo delle associazioni nazionali iscritte all'Albo Regionale. Al termine della votazione (che meriterebbe una illustra-zione per il sistema delle deleghe non viste) il Presidente de "La Maiella", senza la preventiva informazione, tira fuori un foglio da sottoscrivere per la costituzione di una nuova federazione, accolta da due presidenti presenti e quattro delegati (?) sicuramente senza alcun mandato dei rispettivi presidenti. I restanti cinque presidenti non raccolsero l'invito alla adesione.
La riunione di Bologna del 28 marzo è stata preceduta da una riunione tenuta a Padova il 21 marzo, su invito del Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova, per la designazione del delegato al CRAM delle associazioni iscritte all'albo della Regione Abruzzo. Gli intervenuti, tutti presidenti, hanno verbalizzato, fra l'altro, che "sarebbero stati d'accordo a intervenire alla riunione di Bologna del 28 marzo 2009 se fosse stata convocata dal delegato CRAM uscente soltanto per la designazione del delegato al CRAM e non per la trattazione di altri argomenti" (costituzione di federazioni). 
Non si conosce a Padova il verbale fatto a Bologna, richiesto, per ora invano, a Rho da un legale incaricato dal Sodalizio (se invitato, si ha titolo di conoscere l'esito della riunione).
Si spera di avere soddisfatto la informazione per colmare, almeno per ora, la notizia avuta alla vigilia della riunione di Bologna.
Con i migliori saluti
Armando Traini
Presidente del Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova





























P.S. E' bene aggiungere che le aggregazioni di associazioni non vengono riconosciute dalle Regioni, che vogliono, invece, rapporti diretti con le associazioni da loro censite come soggetto giuridico. ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Incidente: in coma il filosofo Volpi (14 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1421</link>
<description><![CDATA[ VICENZA - Franco Volpi, uno dei maggiori filosofi contemporanei, è in coma all'ospedale di Vicenza in seguito a un incidente stradale. Volpi era uscito ieri pomeriggio per un giro in bicicletta e a San Germano sui Berici (Vicenza) si è scontrato ad un incrocio con un'auto. Il professore ha battuto la testa sull' asfalto riportando un gravissimo trauma cranico. Volpi, 57 anni, vicentino, è docente all'università di Padova dove insegna storia della filosofia. &Egrave; stato visiting professor nell'Università Laval di Qu&eacute;bec (1989) e in quelle di Poitiers (1990) e di Nizza (1993). Ha tenuto conferenze e seminari in numerose altre università europee e americane. &Egrave; membro della consulta scientifica delle riviste: "Philosophischer Literaturanzeiger", "Brentano Studien", "Husserl Studien", "Les Etudes Philosophiques", "Internationale Zeitschrift f&uuml;r Philosophie", "Iride", "Filosofia politica", "Informazione filosofica". &Egrave; consulente per la filosofia della casa editrice Adelphi, come specialista del pensiero tedesco contemporaneo. Nel 1989 gli è stato assegnato il premio Montecchio per la traduzione letteraria. Collabora al quotidiano "La Repubblica". ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 12:02:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Bagnasco: "Dalla Cei cinque milioni di euro" (14 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1420</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, in visita a L'Aquila tra i terremotati, annuncia che "ai tre milioni di euro già stanziati, la Cei ne aggiunge altri due per alcune realizzazioni di tipo caritative come una casa di accoglienza e la sede nuova della Caritas, andata interamente distrutta". Dopo aver visitato l'ospedale da campo, ha sottolineato come "questa nostra gente aquilana mostra una grande voglia di resistere e di superare questo evento drammatico all'insegna di una energia e di una grande ispirazione di fede, di religiosità che sprigiona dalle loro parole e dai loro volti". Ha poi aggiunto: "Sentendo alcune battute dei degenti di questo piccolo ma efficiente ospedale, ho sentito il senso positivo di quello che hanno ancora dentro e di quello che vogliono fare per il domani; assolutamente non adagiarsi ma reagire". Il presidente della Cei s'è anche soffermato sulla prossima visita di Benedetto XVI in Abruzzo: "E'una bella notizia che crea speranza per questa gente. Il Papa verrà, l'ha ufficialmente annunciato lui, ma sui tempi non si sa ancora". ]]></description>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 11:52:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Morti: 290. Ma si spera in un superstite (10 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1419</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Mentre il bilancio ufficiale delle vittime è salito a 290, in via Gabriele D'Annunzio, nel centro de L'Aquila, si sta scavando perch&eacute; alcuni segnali darebbero la presenza di una vita sotto le macerie. Le apparecchiature dei vigili del fuoco e i cani hanno acceso la speranza di poter recuperare un essere vivente. Gli uomini sono impegnati nell'ennesima opera di scavo. Oggi il numero delle vittime è passato da 287 a 290. In un appartamento sono state ritrovate le salme di mamma e figlia: dapprima sembrava che potessero essere morte a seguito delle ultime scosse mentre è stato poi accertato che sono decedute con la scossa pi&ugrave; imponente, quella di luned&igrave; mattina.  ]]></description>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 07:02:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Nuova forte scossa di terremoto (10 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1418</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Ancora una forte scossa di terremoto in Abruzzo, con epicentro tra i Comuni di Campotosto, Capitignano e Barete. La zona centrale del sisma s'è quindi spostata pi&ugrave; a nord rispetto all'Aquila. E' accaduta alle ore 21,38 ed è stata di magnitudo 4,9 della scala Richter. E' stata avvertita in tutto l'Abruzzo, nel Lazio, in Umbria e nella Marche. In particolare sono scesi in strada molti abitanti della provincia di Rieti. 
L'ultima scossa ha provocato il crollo di un ulteriore abitazione in via Roma, nel centro storico della città de L'Aquila. Il bilancio ufficiale delle vittime è salito a 287. ]]></description>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 12:02:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Terremoto: l'esperienza del 2002 L'importanza di promuovere progetti circoscritti... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1417</link>
<description><![CDATA[ L'esperienza del terremoto molisano ci ha insegnato che, al di là dell'emergenza immediata costituita soprattutto dai beni di prima necessità, è importante promuovere la realizzazione di progetti localizzati, circoscritti e specifici anzich&eacute; consegnare denari di cui spesso si perdono le tracce. E' un ragionamento un po' drastico in tempi di bisogni ma sappiamo bene quante polemiche e soprattutto "distorsioni" abbiano alimentato le tragedie nel nostro Paese, dal Belice e dall'Irpinia in poi, toccando anche lo stesso Molise.
Nel 2002 la nostra associazione "Forche Caudine" si mosse in questo modo:
1) Considerato il forte spirito campanilista delle singole comunità interne alla nostra associazione, per cui ogni gruppo originario di un paese chiedeva di mettere in atto iniziative finalizzate a raccogliere fondi "unicamente" per il proprio borgo, abbiamo deciso di chiedere direttamente all'Istituzione, cioè alla Regione Molise, d'indicarci un Comune da "adottare". Ci venne "affidato" Guardialfiera (Cb);
2) Dopo aver effettuato un'analisi dei bisogni direttamente con l'amministrazione locale, coinvolgendo alcuni imprenditori romani e incontrando i vertici di una multinazionale francese specializzata in costruzioni prefabbricate (Algeco), ci siamo subito preposti la fornitura del nuovo plesso scolastico prefabbricato di Guardialfiera (Cb), che abbiamo consegnato a meno di due mesi dal terremoto (prima delle vacanze di Natale), procedendo anche a pianificare i lavori di predisposizione dell'intera area. La struttura, per fattezze e per caratteristiche termiche, è stata giudicata tra le migliori di quelle installate in zona, considerate in particolare le temperature invernali del Molise. Per l'inaugurazione ufficiale siamo andati a Guardialfiera (Cb) con il sindaco di Roma. Walter Veltroni e con numerosi assessori capitolini;
3) A Guardialfiera (Cb), tramite altre collaborazioni, abbiamo fornito una decina di computer per la scuola, l'incasso di una partita di calcio (poco pi&ugrave; di 30mila euro), una serie di servizi collaterali. Coinvolgendo poi alcuni enti locali romani abbiamo assicurato la cura del verde pubblico e la fornitura delle pensiline per gli autobus scolastici. Inoltre, in collaborazione con la Residenza Farnese di Roma, abbiamo ospitato a Roma gli studenti molisani in occasione del Natale, promuovendo visite guidate culturali in luoghi-simbolo della Capitale e presso i musei capitolini e inserendoli in iniziative scolastiche romane (gemellaggi e altro);
4) Con il Comune di Roma e con la Diocesi romana abbiamo promosso una messa per le vittime del terremoto presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, presenti numerose scuole romane;
5) Parallelamente, in collaborazione con la Provincia di Roma e con la Rai, abbiamo collaborato nella raccolta di numerosi plichi di materiali scolastici presso le scuole del IX Municipio di Roma, poi convogliati a Santa Croce di Magliano (Cb);
6) Abbiamo contribuito alla sensibilizzazione dei problemi, specie a distanza di tempo dal terremoto, presso organi d'informazioni ed emittenti televisive locali e nazionali.
Con tale esperienza, ci muoveremo dando il nostro piccolo contribuito anche ai fratelli abruzzesi. 
























































Gennaro Di Cicco (responsabile area "Gesti solidali" associazione Forche Caudine)
Giampiero Castellotti (presidente associazione Forche Caudine)
Donato Iannone (vicepresidente associazione Forche Caudine)
Gabriele Di Nucci (segretario associazione Forche Caudine) ]]></description>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 11:16:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Da Madonna 500mila dollari per l'Abruzzo (8 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1416</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Veronica Ciccone, in arte Madonna, non dimentica le origini abruzzesi e dona mezzo milione di dollari ai terremotati. La portavoce di Madonna, Liz Rosemberg, ha raccontato che la popstar è rimasta molto colpita dalle immagini di distruzione che sono arrivate anche sulle tv americane. &laquo;Sono felice di tendere una mano alla terra da cui provengono i miei nonni&raquo;, ha detto Madonna a "People". &laquo;Il mio cuore è vicino alle famiglie che hanno perso i loro cari e le loro case&raquo;, ha aggiunto. 
Luned&igrave; Fernando Caparso, sindaco di Pacentro, il borgo da dove partirono i nonni Ciccone per l'America, aveva lanciato a Madonna l'appello attraverso l'Adnkronos: &laquo;Voglio fare un appello ad una star internazionale come Madonna perchè ci aiuti a reperire in tutto il mondo i fondi per aiutare la popolazione abruzzese&raquo;, aveva detto il sindaco. 


&laquo;Se Madonna utilizzasse la sua popolarità per attirare l'attenzione del mondo sulla tragedia degli abruzzesi sarebbe una cosa bellissima. Ci darebbe una grande mano. Chi meglio di lei, che si chiama Ciccone di cognome, potrebbe aiutare questa terra? - aveva sottolineato il sindaco. 


Pacentro, che si trova a circa 10 chilometri da Sulmona, non ha avuto n&eacute; morti n&eacute; feriti ma solo danni agli edifici pi&ugrave; vecchi e alla Chiesa madre. ]]></description>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 02:49:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Berlusconi: 100 microaree per la ricostruzione (8 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1415</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - Dividere la ricostruzione delle zone terremotate in cento microaree ed affidarne ognuna ad una provincia italiana. E' la proposta che lancia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, presentandola in conferenza stampa. Secondo Berlusconi ogni provincia dispone di un patrimonio di competenze tecniche in grado di essere valorizzato ed anche le aziende ne trarrebbero benefici. La realizzazione avverrebbe attraverso bandi pubblici dove la data di consegna dei lavori costituirebbe una garanzia. "Chi non la rispetta sarebbe esposto al pubblico ludibrio - ha detto il presidente del Consiglio. Il premier sottolinea la perplessità espressa dal sottosegretario Bertolaso riguardo a questa proposta, ma spera di poterlo convincere. ]]></description>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 02:19:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il Molise piange Danilo Ciolli Lo studente morto sotto le macerie a L'Aquila ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1414</link>
<description><![CDATA[ CAROVILLI (ISERNIA) - Nessun fiore. Nessun manifesto. Hanno rifiutato anche i funerali di Stato la famiglia della giovane vittima altomolisana del terremoto de L'Aquila.
Don Mario Fangio ha celebrato i funerali nella chiesa Santa Maria Assunta, sottolineando solamente il dolore, lo sgomento, l'incredulità. Tanta la tristezza che ha pervaso tutta la popolazione per la scomparsa del 25enne studente in fisioterapia Danilo Ciolli di Carovilli rimasto luned&igrave; scorso sotto le macerie della palazzina dove abitava.
Il centro altomolisano sembra appartere ad un'altra realtà. In tutti un senso di vuoto ed un dolore racchiusi in un mutismo difficili da penetrare. A nessuno va di parlare, di raccontare, di ricordare un ragazzo portato via da un evento impossibile da prevedere. Il terremoto è pi&ugrave; di un incidente stradale. Una fatalità che si amplifica in una tragedia per le centinaia di morti improvvise.
Antonio Conti parla a voce bassa. Il sindaco di Carovilli è commosso ed incredulo. Dentro di s&eacute; l'onda straziante anche come padre. Fra i primi ad essere avvertito dalla Protezione Civile che il corpo del giovane estratto dalle macerie intorno alle 21 e trenta di luned&igrave; era proprio quello di Danilo di cui non si sapeva nulla dal momento della devastante scossa tellurica delle 3 e 32.
Carovilli piange un figlio che è di tutta la comunità, dell'intero paese.
"Si rischia di banalizzare tutto, di cadere nel retorico se si volesse parlare in questo momento di Danilo. Il dolore è grande..credetemi.."
Il giovane venticinquenne si sarebbe dovuto laureare fra qualche mese.
Antonio Conti fa lunghe pause, cerca di trattenere la commozione. "Era tornato a L'Aquila perch&eacute;, da quanto ne so, avrebbe dovuto avere un colloquio con un professore universitario" aggiunge il sindaco. "Era nel suo alloggio ad una cinquantina di metri dalla casa dello studente - continua Conti - Una palazzina che si è accartocciata su se stessa e che le immagini televisive inquadrano spesso come sintesi del disastro che L'Aquila ha subito da questo maledetto terremoto".
Un ragazzo schietto e buono, Danilo. Amava la musica. A Carovilli aveva una sua band. La sorella, universitaria sempre a L'Aquila era rientrata qualche giorno fa per il break di Pasqua. "Danilo doveva parlare assolutamente col prof. prima di trascorrere la Pasqua in famiglia - commenta il sindaco - il suo senso del dovere, l'attaccamento agli studi gli imponevano che nulla potesse essere rimandato a domani".
Una famiglia distrutta. Il papà Stefano responsabile dell'Ufficio Postale di San Pietro Avellana, la mamma Maria maestra. "Ho proclamato il lutto cittadino" conclude il sindaco. Una Pasqua davvero triste per Carovilli. Dove tutti hanno dato l'estremo saluto a Danilo che riposerà per sempre nella sua terra natia. 




























(Vittorio Labanca) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ La speranza si chiama Eleonora, estratta dopo 42 ore (7 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1413</link>
<description><![CDATA[ L'AQUILA - La pi&ugrave; bella notizia di questa seconda infinita giornata di post-terremoto abruzzese, caratterizzata dal ritrovamento di molti corpi senza vita sotto le macerie, è quella di una ragazza estratta viva dopo quarantadue ore. Eleonora Calesini, questo il nome della giovane, originaria di Mondaino, paese di millecinquecento abitanti a quindici chilometri da Cattolica al confine con le Marche, ha circa 20 anni ed ha resistito per quarantadue ore sotto le macerie di una palazzina di quattro piani nella zona di La Gioia a L'Aquila. I vigili del fuoco di Venezia e Cuneo stavano scavando per rimuovere i detriti quando hanno sentito i suoi lamenti. E' successo verso le ore 20. La giovane era incastrata in un vano all'interno del quale si era creata per fortuna una bolla d'aria che le ha permesso di respirare. Era in pigiama, in stato confusionale, ma in breve tempo è tornata lucida. Quando è stata estratta, poco prima delle 22, un applauso l'ha accompagnata all'ambulanza. Immensa gioia è stata espressa da tutta la comunità del paese d'origine, in testa il sindaco Luigino Casadei. Il padre della studentessa, Luigi Calesini, responsabile dell'Ufficio di ragioneria del Comune di Mondaino, appena appresa la notizia si è messo in viaggio verso l'Abruzzo. ]]></description>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 11:10:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Io, aquilana a Roma... Le riflessioni di Maria Piera D'Alessandro sul terremoto... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1401</link>
<description><![CDATA[ Maria Piera D'Alessandro, "colonna" della nostra associazione, è nata a L'Aquila, città dove vive gran parte della sua famiglia.
Ci ha scritto poche ma significative righe che riassumono in modo impeccabile il dramma che stanno vivendo i nostri "cugini" abruzzesi.
...Si iniziano a contare i morti e noi iniziamo a renderci conto di quello che è successo.
Dopo la giornata di ieri, convulsa e nella quale ci si muoveva per inerzia, ieri sera è iniziata ad arrivare la consapevolezza, la certezza dell'enormità della cosa.
Alle famiglie colpite dal lutto se ne aggiungono tantissime altre spezzettate. Ormai chi pu&ograve; va via da L'Aquila, almeno finchè il "mostro" morde ancora. 
Ieri sera sono giunti a casa mia mia madre, mia sorella, mio cognato e la mia nipotina. Sfollati anche loro. Poche cose raccolte nella fretta della fuga, tanto sollievo nel poterci riabbracciare, tanta sofferenza man mano che arrivavano le notizie di chi non ce l'aveva fatta. 
Stavolta non si è trattato del solito sciame sismico, quello che regolarmente veniva a farci visita ogni 10-15 anni per un paio di mesi. Non si è trattato di piatti rotti, mobili che "camminano", di sedie che saltellano un pochino. Quello era parte della nostra vita e non ci faceva paura. No, questo ha rubato le case alle famiglie, il lavoro agli adulti, la gioia di andare a scuola ai bambini, l'orgoglio di vivere in una zona aspra e dura e di averla fatta diventare un posto pieno di natura, arte e buon cibo.
Alla disperazione si aggiungono lo sgomento, il vuoto dentro, la sensazione di smarrimento e i ricordi di quello che fino a 48 ore fa erano quei luoghi, il loro "materiale umano", le case -- s&igrave; sempre quelle -- in cui si entrava ed usciva. In cui si dormiva, mangiava, rideva, scherzava, in cui si moriva anche, ma in pace.
Scrivo queste righe con le lacrime agli occhi -- senza retorica -- con un nodo alla gola e allo stomaco.
Scrivo con tanta rabbia dentro verso qualcosa che abbiamo trattato sempre con rispetto e che ci ha strappato l'anima...



(Maria Piera D'Alessandro) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Terremoto: l'elenco dei morti Nomi e cognomi delle vittime ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1400</link>
<description><![CDATA[ Aggiornato al 10 aprile 2009

1 Abdija Nurije 1968 F
2 Airulai Alena 07/02/1998 F
3 Alessandri Carmine 55/65 anni M
4 Alloggia Silvana 09/11/1942 F
5 Alviani Marco 11/08/1967 M
6 Andreassi Irma 27/09/1936 F
7 Andreassi Maria Antonella 03/11/1958 F
8 Andreassi Loreto 22/04/1931 M
9 Antonacci Giuseppa 31/01/1924 F
10 Antonini Giusy 09/07/1984 F
11 Antonini Maurizio 02/03/1971 M
12 Antonini Genny 17/11/1986 F
13 Antonini Stefano 11/08/1999 M
14 Antonucci Maria Assunta 16/09/1947 F
15 Bafile Vittorio 22/02/1928 M
16 Balassone Silvana 17/07/1936 F
17 Basile Anna 24/11/1960 F
18 Bassi Agata 06/12/1940 F
19 Battista Ines 31/01/1933 F
20 Battista Martina Benedetta 14/08/1987 F
21 Belfatto Angela 02/10/1919 F
22 Berardi Achille F
23 Bernardi Maria 16/06/1949 F
24 Bernardi Gaetano 26/10/1928 M
25 Bernardini Giovanna 28/09/1978 F
26 Berti Valentina 11/02/1975 F
27 Bianchi Nicola 08/08/1986 M
28 Biasini Giovanni 1946 M
29 Biondi Elisabetta 19/07/1936 F
30 Bobu Darinca Mirandoli 29/09/1973 F
31 Bonanni Anna Bernardina 16/11/1936 F
32 Bortoletti Daniela 09/01/1987 F
33 Bronico Sara 06/07/1997 F
34 Brunelli Giulio 10/01/1937 M
35 Bruno Filippo Maria 10/11/1992 F
36 Bruno Berardino 23/04/1982 M
37 Brusco Luisa 28/02/1913 F
38 Calvi Bolognese Angela 04/05/1976 F
39 Calvisi Maria 31/05/1926 F
40 Calvitti Massimo 08/06/1959 M
41 Canu Antonika 27/01/1931 F
42 Capasso Iolanda 15/02/1963 F
43 Capuano Luciana Pia 25/07/1989 F
44 Carletto Lidia 30/01/1933 F
45Carli Anna Maria 18/01/1944 F
46 Carli Augusto 03/01/1931 M
47 Carnevale Giulia 10/07/1986 F
48 Carosi Claudia 25/05/1979 F
49 Carpente Giovannino 01/01/1953 M
50 Cellini Luigi 17/11/1993 M
51 Centi Ludovica 28/09/2008 F
52 Centi Antonio 21/06/1947 M
53 Centi Pizzutilli Rocco M
54 Centofanti Davide 12/09/1989 M
55 Cepparulo Teresa 08/05/1948 F
56 Cervo Francesca 06/08/1945 F
57 Chernova Marija 07/01/2001 F
58 Chiarelli Achille 17/07/1934 M
59 Cialone Katia 09/06/1975 F
60 Ciancarella Elvezia 13/12/1958 F
61 Cicchetti Adalgisa 08/05/1932 F
62 Cimini Anna 27/04/1928 F
63 Cimorroni Concetta 28/11/1945 F
64 Cin&igrave; Lorenzo 01/06/1986 M
65 Cinque Matteo 05/08/1999 M
66 Cinque Davide 22/10/1997 M
67 Ciocca Elena 03/10/1919 F
68 Ciolfi Loris M
69 Ciolli Danilo 25/10/1983 M
70 Cirella Chiarina 16/04/1921 F
71 Ciuffini Dario 16/04/1983 M
72 Ciuffini Nadia 21/09/1952 F
73 Ciuffoletti Fernanda 09/03/1919 F
74 Cocco Anna 15/08/1928 F
75 Colaianni Ada Emma 11/12/1926 F
76 Colaianni Antonina 30/09/1926 F
77 Colaianni Daniele 1933 M
78 Colaianni Elisa 10/10/1933 F
79 Compagni Giovanni 11/03/1982 M
80 Cora Alessandra 08/01/1986 F
81 Corridore Rocco 05/04/1946 M
82 Cosenza Giovanni 20/12/1926 M
83 Costantini Luigia 07/01/1932 F
84 Cristiani Armando 24 anni M
85 Cruciano Angela Antonia 13/06/1987 F
86 Cupillari Andrea 11/01/1978 M
87 Dal Brollo Alice 24/12/1988 F
88 Damiani Giovanna 04/04/1923 F
89 D'amore Osvaldo 22/05/1951 M
90 D'Andrea Vinicio 14/06/1926 M
91 D'Antonio Giannina 60/70 anni F
92 De Angelis Lisa 03/02/1939 F
93 De Angelis Jenny 18/03/1983 F
94 De Felice Fabio 09/08/1987 M
95 De Felice Antonio 14/01/1966 M
96 De Felice Alexandro 30/01/2005 M
97 De Felice Lorenzo 14/01/2006 M
98 De Iulis Luigi 05/02/1927 M
99 De La Cruz Cursina Roberta 04/02/1952 F
100 De Nuntiis Maria Giuseppa 01/01/1925 F
101 De Paolis Anna Maria 17/04/1949 F
102 De Santis Angelina 20/04/1927 F
103 De Vecchis Panfilo 25/10/1922 M
104 De Vecchis Sara 01/02/1987 F
105 De Vecchis Pasquale 12/12/1938 M
106 Del Beato Maria Laura 08/03/1933 F
107 Del Beato Marisa 04/07/1935 F
108 Deli Serafina 18/11/1925 F
109 Della Loggia Lorenzo 02/12/1983 M
110 D'Ercole Alfredo 17/05/1942 M
111 D'Ercole Simona 23/05/1979 F
112 Di Battista Giuliana 04/03/1932 F
113 Di Cesare Luca 50 anni M
114 Di Filippo Rosina 26/02/1924 F
115 Di Giacobbe Maria 01/11/1947 F
116 Di Marco Stefania 12/02/1952 F
117 Di Marco Paolo 30/03/1987 M
118 Di Pasquale Alessio 14/10/1988 M
119 Di Pasquale Alessia 10/08/1986 F
120 Di Silvestre Gabriele 10/08/1989 M
121 Di Simone Alessio 13/09/1984 M
122 Di Stefano Domenica 23/01/1943 F
123 Di Stefano Odolinda 05/07/1937 F
124 Di Vincenzo Caterina 55/65 anni F
125 D'Ignazio Assunta 11/11/1937 F
126 Dottore Corrado 03/04/1963 M
127 El Sajet Boshti 09/12/2005 M
128 Elleboro Liliana 17/02/1933 F
129 Enesoiu Adriana 11/05/1961 F
130 Esposito Andrea 12/04/2006 M
131 Esposito Francesco Maria 16/02/1985 M
132 Fabi Domenica 12/02/1934 F
133 Ferella Delia Solidea 05/05/1928 F
134 Ferrauto Filippo 19/04/1932 M
135 Fioravanti Claudio 28/03/1943 M
136 Fiorentini Liliana 12/07/1931 F
137 Fiorenza Elpidio 26/10/1983 M
138 Franco Rosalba F
139 Frat&igrave; Mauran 13/01/1997 F
140 Gasperini Wilma 29/08/1926 F
141 Germinelli Giuseppina 2002 F
142 Germinelli Chiara 1998 F
143 Germinelli Micaela 16/08/1995 F
144 Germinelli Rosa 29/03/1992 F
145 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968 M
146 Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008 M
147 Giallonardo Aurelio 16/06/1930 M
148 Giannangeli Salvatore 25/09/1934 M
149 Giannangeli Vincenzo 09/10/1973 M
150 Giannangeli Riccardo 13/05/1977 M
151 Gioia Piervincenzo 07/06/1963 M
152 Giugno Luigi 01/08/1974 M
153 Giugno Francesco 20/09/2007 M
154 Giustiniani Armando 30/04/1916 M
155 Grec Kristina o Marina 3-5 anni F
156 Guercioni Alberto 16/08/1973 M
157 Hasani Demal 15/12/1967 M
158 Hasani Refik 01/05/1965 M
159 Husein Hamade 28/07/1987 M
160 Ianni Franca 17/03/1948 F
161 Iavagnilio Michele 20/09/1983 M
162 Iberis Maria Incoronata 02/04/1927 F
163 Innocenzi Pierina 03/09/1952 F
164 Iovine Carmelina 15/12/1986 F
165 Italia Giuseppe 02/08/1963 M
166 Koufolias Vassilis 08/09/1981 M
167 Lannutti Ivana 03/07/1986 F
168 Leonetti Maria 21/03/1928 F
169 Liberati Vezio 12/06/1946 M
170 Liberati Vincenzo 06/11/1941 M
171 Lippi Giovanna 01/01/1955 F
172 Lippi Giuseppe 03/12/1918 M
173 Lisi Pasqualina 03/03/1950 F
174 Longhi Laura 10/05/1935 F
175 Lopardi Lidia 18/03/1917 F
176 Lunari Luca 15/03/1989 M
177 Magno Ada 05/10/1916 F
178 Marchione Francesca 08/08/1984 F
179 Marcotullio Elide 11/02/1939 F
180 Marcotullio Maria 06/11/1939 F
181 Marcotullio Bruno 13/05/1942 M
182 Marotta Carmine 13/01/1962 M
183 Marrone Maria Gilda 24/07/1920 F
184 Marrone Lina Loreta 15/04/1927 F
185 Marrone Maria Fina 29/10/1923 F
186 Marzolo Giuseppe 11/04/1976 M
187 Massimino Patrizia 19/08/1954 F
188 Mastracci Luana 05/12/1961 F
189 Mastropietro Luisa 16/01/1935 F
190 Mazzarella Anna 06/09/1929 F
191 Mazzeschi Valeria 23/09/1924 F
192 Miconi Giuseppe 19/03/1920
193 Migliarini Roberto 06/12/1966 M
194 Mignano Maria Civita 20/08/1984 F
195 Milani Francesca 10/01/2000 F
196 Monti Vicentini Erminia 11/11/1945 F
197 Moscardelli Federica 19/04/1984 F
198 Muntean Silviu Daniel 22/11/2002 M
199 Muzi Liberio 26/04/1920 M
200 Muzi Lucilla 13/12/1961 F
201 Nardis Cesira Pietrina 03/04/1934 F
202 Natale Maurizio 07/12/1987 M
203 Negrini Vincenza 25/02/1929 F
204 Nouzovsky Ondrey 25/05/1991 M
205 Olivieri Francesca 03/08/1986 F
206 Olivieri Francesco 19/02/1951 M
207 Orlandi Argenis Valentina 01/01/1986 F
208 Osmani Valbona 13/04/1996 F
209 Pacini Arianna 30/07/1982 F
210 Palumbo Anna 09/06/1947 F
211 Paolucci Maria Gabriella 03/03/1959 F
212 Papola Arturo 09/05/1942 M
213 Papola Elena 24/02/1935 F
214 Parisse Maria Paola 10/05/1993 F
215 Parisse Domenico jr 07/08/1991 M
216 Parisse Domenico sr 31/10/1934 M
217 Parobok Anna 25/07/1990 F
218 Passamonti Fabiana Andrea 06/07/1970 F
219 Pastorelli Sonia 18/07/1964 F
220 Pastorelli Aleandro 19/07/1921 M
221 Persichetti Sara 02/01/1986 F
222 Pezzopane Tommaso 05/02/1928 M
223 Pezzopane Iole 13/06/1918 F
224 Pezzopane Susanna M. Celes 04/10/1983 F
225 Pezzopane Benedetta 16/08/1982 F
226 Placentino Ilaria 10/11/1989 F
227 Puglisi Paola 18/12/1940 F
228 Puliti Andrea 30-40 anni M
229 Rambaldi Ilaria 24/01/1984 F
230 Ranalletta Rossella 22/10/1984 F
231 Ranieri Oreste 24/04/1932 M
232 Romano Carmen 24/05/1988 F
233 Romano Giustino 06/09/1984 M
234 Romano Elvio 31/08/1984 M
235 Romualdo Maurizio Rocco 06/10/1920 M
236 Rosa Antonina 07/12/1925 F
237 Rossi Michela 27/04/1971 F
238 Rossi Valentina 22/04/1975 F
239 Rotellini Silvana 11/19/1933 F
240 Russo Annamaria 24/01/1970 F
241 Sabatini Serenella 07/09/1960 F
242 Salcuni Martina 31/03/1988 F
243 Salvatore Antonio 10/02/1931 M
244 Santilli Anna 09/07/1934 F
245 Santosuosso Marco 05/09/1988 M
246 Sbroglia Edvige 45/50 anni F
247 Scimia Maria Santa 12/01/1935 F
248 Scipione Serena 05/05/1984 F
249 Sebastiani Lorenzo 28/09/1988 M
250 Semperlotti Maria Grazia 17/09/1965 F
251 Sferra Ernesto 26/10/1925 M
252 Sidoni Emidio 08/01/1922 M
253 Sidoni Emanuele 10/06/1948 M
254 Silvestrone Vittoria 20/11/1917 F
255 Smargiassi Francesco 26/02/1944 M
256 Spagnoli Flavia 04/04/1989 F
257 Spagnoli Sandro 25/12/1957 M
258 Spagnoli Assunta 04/02/1949 F
259 Spaziani Claudia 1963 F
260 Sponta Aurora 25/02/1936 F
261 Strazzella Michele 22/01/1981 M
262 Suor Lucia Ricci Rosina 03/11/1926 F
263 Tagliente Vittorio 11/07/1983 M
264 Tamburro Marino 18/12/1930 M
265 Tamburro Giuliana 09/01/1963 F
266 Terzini Enza 02/02/1988 F
267 Testa Ivana 06/10/1930 F
268 Testa Evandro 07/06/1913 M
269 Tiberio Noemi 02/02/1975 F
270 Tomei Paola 28/05/1960 F
271 Troiani Raffaele 19/01/1975 M
272 Turco Giuliana 55-65 anni F
273 Urbano Maria 23/03/1989 F
274 Valente Mario 26/03/1926 M
275 Vannucci Matteo 21/06/1986 M
276 Vasarelli Vittoria 01/01/1924 F
277 Vasarelli Giuseppina 02/09/1929 F
278 Verzilli Paolo 11/04/1982 M
279 Visione Daniela 20/03/1966 F
280 Vittorini Fabrizia F
281 Zaccagno Armedio 07/09/1923 M
282 Zaninotto Sergio 04/09/1940 M
283 Zavarella Roberta 23/12/1983 F
284 Zelena Marta 15/07/1992 F
285 Zingari Guido 17/01/1949 M
286 Zugaro Giuseppina 17/06/1956 F
1 Non identificato
TOTALE VITTIME 287 ]]></description>
<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 09:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Idv: ammutinamento anti-Piredda (7 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1399</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ormai la rivolta è anche interna. Sono in molti a storcere il naso per le candidature alle prossime elezioni europee dell'Italia dei valori. Finora emerse soprattutto a livello mediatico. Per rendersene conto dell'ammutinamento, basta leggere gli stessi blog del partito di Di Pietro. La prima candidata ad essere poco digerita è proprio l'hostess dell'ex Alitalia Maruska Piredda. Scrive Guido Gazzoli, capocabina dell'ex Alitalia: "Siete liberi di candidare chi vi pare, ma la vostra indicazione della "cosiddetta" hostess pasionaria contrasta fortemente non solo con l'etica del vostro partito ma anche con la nostra categoria. Delegata Cisl è ora passata ad Avia, due organizzazioni sindacali che hanno firmato tutto il firmabile e portato la nostra beneamata Compagnia e categoria al disastro attuale. Poi rispetto alle nostre lotte, la tizia in questione ha avuto la sola fortuna di essere immortalata in un gesto di giubilo, ma non è dotata di nessuna cultura del lavoro, di cui si dimostra pessima conoscente (andatevi a guardare l'intervista a Matrix). Insomma, come ripeto, metterla nelle vostre liste è un controsenso gigantesco rispetto alla vostra linea di supposta etica". Lorenzo Lombardi rivolto alla hostess: "Sulla tua pelle hai vissuto la precarietà. Come il sottoscritto, assistente di volo precario dal 5 agosto 2000. Hai avuto la fortuna della stabilizzazione, che io non ho assaporato per una manciata di persone. Ma hai avuto anche la possibilità di militare in Cisl, sindacato che ha sottoscritto ed appoggiato le leggi vergogna sul precariato, compresa la famigerata 368. Ritengo sia abbastanza incompatibile con la battaglia e gli obiettivi che ti sei prefissa. La contromanifestazione a favore delle leggi sul precariato il 25 ottobre 2008 al Teatro Capranica (con i precari in piazza) è il simbolo di questa ipocrisia. Per questi motivi il mio voto, che ormai era certamente destinato ad IdV, andrà necessariamente altrove". Scrive Sandro Spinetti rivolto direttamente a Di Pietro: "Io dal 1992 sono un tuo ammiratore, non cadere nelle berlusconate e nella politica da audience e da avanspettacolo. I candidati si formano dal basso e nel tempo, non paracadutati dall'alto perch&eacute; la televisione ne ha parlato e sono popolari. Non è la tv che fa le persone capaci ed oneste, ma la loro cultura, la loro esperienza e la loro educazione: Maruska ha tutte queste doti? Che mangi altro pane e sale e poi torni a presentarsi". E rivolto a Maruska: "In Italia di ragazze come te ce ne sono a migliaia, ma non hanno la tua faccia tosta. Tu avevi ed hai un posto di lavoro e parli di precari e di padroni. Sei solo alla ricerca del tuo interesse". Giuseppe Leone si augura: "Prescindendo dalla Maruska, non nascano troppi candidati da situazioni casuali che nulla dimostrano sulle capacità politiche ed umane delle persone coinvolte. Ci vogliono persone, anche giovani, con trascorsi politici e professionali che ne determinano già lo spessore. Non si diventa parlamentari per poi imparare sul campo. Io non assumerei in una grande azienda un amministratore delegato od un alto dirigente che non mi abbia presentato un curriculum adeguato". Nicola Fanfoni: "Da insegnante precario non mi sento rappresentato dalla signora Piredda nemmeno quando parla del suo lavoro in Alitalia. La questione della disoccupazione dell'Alitalia, il privilegio di avere sette anni di disoccupazione all'80% (quindi calcolato su uno stipendio già alto), è un sopruso. Personalmente pretendo che chi vada in Europa per esprimere il mio parere sul lavoro in Italia per prima cosa denunci questa ineguaglianza, se è un dipendente Alitalia. E poi parli del resto. Diversamente è troppo facile indicare le cose sbagliate fatte del premier (tutte, comprese quelle che farà domani mattina perch&eacute; Berlusconi è strutturalmente un errore politico), senza prendere posizione contro i propri privilegi, che si tratti di un trattamento di disoccupazione inspiegabile come di uno stipendio da parlamentare europeo che grida vendetta non solo a chi fa la fame, ma a chi con le tasse contribuisce a quell'arricchimento improprio... Lo scrivo chiaramente: questo è il primo errore di Di Pietro da quando lo seguo come elettore. Ma per me è un errore fondamentale. Non vengo a patti con chi ha cercato fortuna in Mediaset in quel tipo di programmazione oscena e obnubilante... Che poi la Piredda sia bella o brutta, giovane/vecchia, non me ne importa nulla. Se è giovane e carina, buon per lei. Ma davvero: buon per lei e basta!". Francesco Bonacci: "Si scelgono i candidati in base all'effetto che hanno sul "tubo catodico" e non per un puro ideale politico... Ci&ograve; potrebbe essere anche controproducente, non parlo per me, ma per tutti quei militanti che forse avrebbero pi&ugrave; degnamente meritato una candidatura frutto del loro lavoro per il partito, mentre io da elettore vedo solo gente nota per tanti eventi che viene candidata dal vertice. Non dar&ograve; il mio voto a nessuno di questi candidati... e a nessun ex politico emigrato ora con Idv... ma dar&ograve; la preferenza forse all'ultimo della lista se andr&ograve; a votare". Ivano Annoni: "Lasciamo che venga candidata dal Pdl o magari da Casini: l&igrave; troverà la collocazione pi&ugrave; idonea". Edoardo Borghi: "Gentile Signora Piredda, lavoro da 32 anni e in media prendo 40 voli in un anno. Diverse volte ho sperimentato l'arroganza e il menefreghismo delle maestranze Alitalia, soprattutto dei piloti, anche quando il solo problema di questa società erano gli scioperi dei suoi dipendenti. Ricordo quando partivo da Zurigo per essere sicuro di viaggiare. Un cambiamento nel mondo del lavoro in Italia non pu&ograve; partire solo dalla lista dei soprusi (ne esistono parecchi) subiti dalla classe lavoratrice ma anche quella della sua responsabilità nella crisi attuale dell' economia del nostro Paese. Le dar&ograve; la mia fiducia solo dopo che avrà fatto un'analisi coraggiosa e precisa degli errori dei sindacati e della classe lavoratrice, che sta pagando il conto pi&ugrave; salato per questa crisi". Marco Rossi: "Ho sempre votato per Di Pietro e per l'Idv, ma se questa candidatura andrà avanti, penso proprio che alle prossime elezioni ci sarà un votante in meno... di personaggi senza alcun merito particolare sono già pieni gli scranni degli altri partiti, speravo che almeno quello di Di Pietro potesse fare eccezione! Perch&eacute; allora non candidare un qualunque disoccupato, magari di una piccola impresa o di settori che non possono godere di ammortizzatori sociali? L'impressione è che si cerchi solamente di ottenere qualche voto in pi&ugrave;, ma i risultati, temo, non saranno quelli auspicati...". Scrive Mario da Taranto. "Di Pietro sta rifacendo gli errori di Veltroni che, per piazzare i giovani, prendeva il figlio di Colannino e quell'altra siciliana figlia di. Sono liste messe insieme in qualche modo, con il preciso intento di racimolare voti. Come già aveva fatto Veltroni. Ecco Di Pietro si sta assicurando la fine, come Veltroni. La candidatura di Maruska è la prova lampante della demagogia di Di Pietro che come al solito predica bene e razzola male". Franco Muro: "Non credo sia una scelta molto "azzeccata", L'Alitalia ed i suoi resti rappresentano "L'Italia delle cicale" anche nei trattamenti di favore dei lavoratori estromessi. Se ci si vuole distinguere, evitiamo "nani e ballerine". Mario Brandani: "E Bravo Antonio!!! Non vorrai mica fare la concorrenza a Berlusconi??? Speriamo in bene. Non vorrei Tu riproponessi una figuretta come il De Gregorio. Le novità sono belle, ma bisogna stare attenti, Dio non lo voglia. Non vorrei finisse nell'Harem di Silvio. Per il resto, fa pure come credi, anche tu, Ti giochi la credibilità". Giovanna Stacchiotti: "Ma come si fa a candidare una persona del genere solo perch&eacute; estromessa da Cai, dimostri prima le sue competenze! Chi crede di rappresentare? Sarebbe soltanto l'ennesimo burattino incapace e incompetente a cui viene chiesto di schiacciare un bottone. Che delusione Di Pietro! In gara come tutti gli altri per avere il suo briciolo di visibilità...". Fernando: "La signorina Piredda non mi appassiona cos&igrave; come non mi appassion&ograve; il superstite delle Tyssen che fu candidato in Forza Italia, cos&igrave; come non mi appassion&ograve; la candidatura dell'avvocato Bongiorno divenuta famosa perch&eacute; difensore di Andreotti, cos&igrave; come non mi appassion&ograve; la candidatura della Meloni, figlia di Meloni o di Gerry Scotti o di Ilona Staller o di Luxuria o delle varie Carlucci e potrei andare avanti. Faccio comunque tanti auguri alla Piredda. che io non voter&ograve;, ma che spero divenga un politico d'eccezione". Gianluigi: "La Piredda esordisce "Sono attualmente assistente di volo" quindi non disoccupata, ma soprattutto non competente per la proposta di Di Pietro. A meno che non si tratti del solito specchietto per le allodole... (anche se non comprendo di quali). Ah, caro Di Pietro, ultimamente accumuli errori. Mi sa che alle prossime elezioni l'alta percentuale a cui aspiri resterà soltanto un'aspirazione". La "base" ha ancora un ruolo in un partito politico? ]]></description>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 02:53:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Protezione "civile"? A proposito di previsioni e di controprevisioni... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1398</link>
<description><![CDATA[ Spesso per capire meglio la realtà è meglio leggere i giornali del giorno prima o della settimana prima. Prendete il Corriere della Sera on line del 1 aprile 2009 e troverete un articolo che include il seguente paragrafo:
Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino, Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l'arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere &laquo;disastroso&raquo;, ha scatenato tra domenica e luned&igrave; una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia &laquo;per rassicurare la popolazione che non c'è alcun pericolo in corso&raquo;, che &laquo;la situazione è monitorata ora per ora&raquo; e che &laquo;non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma&raquo;. Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro &laquo;quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false&raquo;, chiedendo una punizione esemplare. 
Ma se secondo la Commissione Grandi Rischi non si pu&ograve; prevedere un terremoto come faceva tale Commissione ad asserire che "non c'è alcun pericolo in corso"? In base a quale modello o intuizione scientifica aveva previsto che non ci sarebbe stato nessun sisma? E a che serve monitorare ora per ora la situazione?
Per rassicurare gli imbecilli presumibilmente. Imbecilli diversi da quelli che si divertono a diffondere notizie false? O gli imbecilli che nonostante le continue scosse di terremoto asseriscono che non c'&eacute; alcun pericolo? 


































































(Fabio Scacciavillani) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ La rete delle associazioni
abruzzesi e molisane Le iniziative già in atto e quelle in fase di avviamento ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1397</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' scattata anche l'imponente macchina delle associazioni di emigrati abruzzesi e molisani, sparse in tutto il mondo, per mettere in campo iniziative a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.
ROMA. L'associazione "Forche Caudine" è stata contattata da numerose associazioni italiane ed estere per attuare iniziative corali che si stanno mettendo a punto. E' stato investito della questione il dottor Gennaro Di Cicco, responsabile "gesti solidali" dell'associazione e funzionario della Caritas. Si sceglierà un progetto da sostenere, ha assicurato Di Cicco.
ROMA. Il Sodalizio degli Abruzzesi "San Camillo de Lellis", via di Santa Costanza 7, 00198 Roma, tel. 06-8605495 sta raccogliendo qualsiasi forma di aiuto (denaro, indumenti e quanto altro utilizzabile) e per poi farlo avere al Vescovo dell'Aquila con propria spedizione;
MILANO. L'Associazione Abruzzese "Raffaele Mattioli", via Leopardi 14, 20123 Milano, ha attivato in tutta la Lombardia una raccolta di fondi con versamenti sul conto postale n&deg; 14076251 intestato alla stessa associazione (Iban IT81 X076 010160000014076251), con l'intenzione di fare pervenire la somma raccolta direttamente al presidente della Giunta Gianni Chiodi.
BOLOGNA: Giampaolo Di Marco, presidente dell'associazione "VabB&ograve;" di Bologna (che riunisce soprattutto gli abruzzesi di Vasto e della costa adriatica), ha lanciato un appello ai sodalizi italiani ed esteri per attuare iniziative comuni a favore delle popolazioni colpite. Inoltre ha messo a disposizione un conto per le popolazioni terremotate in Abruzzo (IBAN: IT 77 K 01030 02430 000010357122);
TORINO: Carlo Di Giambattista, presidente dell'associazione degli abruzzesi e molisani di Piemonte e Valle d'Aosta, sta avviando "una catena di solidarietà con eventuale raccolta fondi".
PADOVA: Armando Traini, presidente del Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova ha partecipato ad una diretta dell'emittente televisiva Triveneta alle ore 23,30 per la solidarietà agli abruzzesi, con collegamenti da L'Aquila e interviste a varie personalità. Il Comune di Padova ha già chiesto all'associazione una collaborazione per la raccolta di fondi su conto corrente.
ALTRE INIZIATIVE: Tra le associazioni pi&ugrave; note che stanno per attuare iniziative: "La Maiella" di Rho (Milano), la Libera associazione degli abruzzesi del Trentino-Alto Adige, Amici abruzzesi di Verona, l'associazione abruzzesi di Firenze, l'associazione abruzzese-molisana di Roma. 
Soltanto nella Capitale vivono 300mila persone d'origine abruzzese, in particolare della provincia dell'Aquila. ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Terremoto: sei i molisani morti Cinque erano della provincia di Isernia ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1396</link>
<description><![CDATA[ La prima vittima è Luana Paglione, 40 anni, sposata con un capracottese, l'ingegner Erri Paglione. E' rimasta sepolta dalle macerie del crollo della sua abitazione di Onna, il piccolo paese dove viveva con il marito e la figlia di quattro anni. Entrambi si sono salvati, ma lei non ce l'ha fatta.
La seconda vittima è Ernesto Sferra, 80 anni, nato a Carovilli ma da sempre residente a Forli del Sannio. L'uomo, rimasto solo e con qualche problema di salute, aveva deciso qualche mese fa di trasferirsi a casa della figlia e del genero a L'Aquila. La casa è crollata e per l'80enne non c'è stato nulla da fare. Salvi invece la figlia e il genero.
Quella che tocca di pi&ugrave; è la morte del giovane Danilo Ciolli di Carovilli. Studente universitario in fisioterapia. E' rimasto sepolto dalle macerie in una palazzina adiacente a quella dell'ostello della giovent&ugrave;.
L'intero Alto Molise piange i suoi morti. Ma sono tanti gli studenti universitari scampati alla violenta scossa delle 3 e trenta di luned&igrave;.
"Mio figlio - ci dice il papà agnonese di un giovane ricercatore dell'Università de L'Aquila - dopo aver avvertito due forti scosse intorno alle 20 ed alle 23 di ieri l'altro ha preferito dormire in macchina in una zona pi&ugrave; ampia della città. Alle 3 e trenta il sisma ha colpito con tutta la violenza che si sa, e proprio la casa dove alloggiava ha avuto danni davvero ingenti e crolli di strutture".
"Le immagini che vedete i tv sono riduttive rispetto ai danni che il terremoto ha provocato - ci dice uno studente agnonese raggiunto sul suo cellulare a L'Aquila. "Noi dell'Alto Molise, quasi come in una tacita intesa ci siamo ritrovati in piazza a contarci e contare i danni che ognuno di noi ha subito nei propri alloggi. Stiamo bene ma abbiamo tutti tanta paura. C'è chi non ha potuto vestirsi per fuggire al pi&ugrave; presto, ed è ancora in pigiama. Alcuni sono senza scarpe. La paura ora è soprattutto per le scosse di assestamento che stiamo avvertendo. Ci stiamo organizzando per tornare a casa". 
Fra questi anche il fratello del sindaco di Pescopennataro Pompilio Sciulli che per impegni universitari aveva raggiunto L'Aquila. 
La quarta vittima, che si è aggiunta mercoled&igrave; al triste elenco, è Vittorio Tagliente di Isernia, 26 anni. Era a L'Aquila dove si era laureato in ingegneria.
Non ce l'hanno fatta gli ultimi due ragazzi molisani dispersi nel terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
Elvio Romano, studente ventiduenne di Bojano, trovato senza vita sotto le macerie della palazzina di piazza Rossi dove viveva per studiare.
Nulla da fare anche per Michele Iavaglilio, 26 anni, di Isernia. Era sepolto nello stesso edificio, a poche centinaia di metri dalla casa dello studente. La notte del crollo era in camera con l'altro ventiseienne di Isernia, Vittorio Tagliente, recuperato senza vita dai vigili del fuoco. 



Sarebbe poi in coma irreversibile, secondo fonti di agenzia, una studentessa di Campobasso, che si era lanciata dal balcone della sua casa dell'Aquila durante il sisma. La ragazza, che avrebbe agito cos&igrave; in preda al panico, è ricoverata in fin di vita all'ospedale di Pescara. 
Per quanto riguarda i danni, in Molise per fortuna non se ne registrano di significativi. Ad aver accusato la scossa di terremoto durata oltre trenta secondi ad Agnone è stato soprattutto l'antico Palazzo San Francesco, sede delle Biblioteche Riunite Comunali-Labanca. Nella parte pi&ugrave; vecchia dell'ex convento, e non esposta al pubblico, l'antica struttura sembra presentare diverse crepe sulle volte e sullo scalone d'ingresso. Nulla, certamente che ne pu&ograve; comprometterne l'uso, ma che dimostra come l'onda sismica abbia attraversato l'Alto Molise. Oltre alle scuole chiuse in anticipo fino a dopo Pasqua dal Prefetto, hanno tenuto abbassate le saracinesche anche gli Uffici Postali e quelli aperti al pubblico. 























































(V.L.) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Broccoli, "odorosa" salute  (6 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1389</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Non costituiscono certamente il massimo in termine di aroma. Ma i broccoli hanno proprietà imbattibili nella prevenzione del cancro nonch&eacute; nella cura di ulcera e gastrite.

La conferma viene dallo studio pubblicato sulla rivista "Cancer prevention research". La ricerca ha differenziato in due gruppi 48 pazienti giapponesi con una infezione da Helicobacter pylori. Al primo gruppo è stata assegnata una dieta che prevedeva 70 grammi di germogli di broccoli al giorno per otto settimane; per il secondo gruppo, invece, il men&ugrave; includeva le stesse dosi di germogli di erba medica. I risultati non lasciano dubbi: diminuzione degli indici di Helicobacter pylori del 40% tra coloro che avevano mangiato broccoli, mentre l'erba medica non ha prodotto alcun effetto. 
Va aggiunto, per&ograve;, che con la fine del trattamento a base di germogli di broccoli i valori di Helicobacter sono tornati a crescere, segno che i broccoli non sarebbero in grado di distruggere l'Helicobacter pylori, ma solo di tenerlo sotto controllo e di reprimerlo. 

Insomma i broccoli costituiscono una fonte inesauribile di benessere. Le loro proprietà protettive sarebbero dovute al sulforafane, sostanza conosciuta già da tempo come antitumorale, ma che adesso conferma scientificamente il suo ruolo nella lotta all`Helicobacter pylori. 
































































"&Egrave; la prova - evidenzia Jed Fahey, uno degli autori della ricerca - che i germogli di broccoli, se assunti regolarmente, possono essere in grado di prevenire il cancro allo stomaco". L'infezione batterica da Helicobacter pylori è infatti strettamente correlata all'insorgenza di questo carcinoma, al secondo posto nel mondo per diffusione e per mortalità. ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 02:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Terremoto in Abruzzo (6 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1387</link>
<description><![CDATA[ (ore 3.40) - ROMA - Una forte scossa di terremoto ha colpito verso le ore 3,32 l'Abruzzo aquilano. E' stata avvertita distintamente in tutta l'Italia centrale, in particolare a Roma. Dalle prime notizie sarebbe non inferiore ai 6 gradi della scala Richter. A L'Aquila ci sarebbero danni. Nei giorni scorsi il capoluogo abruzzese è stato interessato da diverse scosse di terremoto di minore intensità, tanto da rendersi necessaria la chiusura delle scuole a seguire di danni registrati presso l'istituto De Amicis. Poche ore prima dell'evento di questa mattina un'altra scossa era stata avvertita anche in Emilia-Romagna e Toscana. 

(aggiornamenti) - Il numero delle vittime accertate, alle ore 8,00 di oggi, è di 278. 
Vittime a L'Aquila (molti i bambini), a Castelnuovo, a Fossa, a Paganica, a Poggio Picenze, a Tornimparte, a Totani, a Villa Sant'Angelo. Ma il numero delle vittime è probabilmente destinato ad aumentare perch&eacute; sono molti gli edifici del centro storico dell'Aquila crollati e vi sono numerose persone intrappolate. Oltre un centinaio di persone risultano disperse. E' crollato l'edificio che ospita la farmacia dell'Ospedale "San Salvatore" e quello della Casa dello Studente. Non mancano, purtroppo, tentativi di sciacallaggio nei centri commerciali.
Danni anche al ricco patrimonio artistico e storico del capoluogo abruzzese. E' crollata completamente la cupola della chiesa delle Anime Sante nel centro storico della città. Anche la Cattedrale ha subito danni strutturali. A Rovere, sull'Altopiano delle Rocche, è crollato il campanile.
Rinforzi dei Vigili de Fuoco sono partiti soprattutto da Teramo e da Roma. Volontari da tutta Italia.
E' stato "un terremoto molto importante: ci sono migliaia di sfollati e migliaia di edifici crollati e lesionati - ha detto il dirigente della Protezione civile, Agostino Miotto, presente al comitato operativo riunito nella sede del Dipartimento. 

































































E' stato interdetto dalla Protezione civile l'accesso all'autostrada Roma-L'Aquila (A24) da Roma. Il traffico non pu&ograve; transitare in direzione dell'Abruzzo a partire dal Grande Raccordo anulare (Gra) della capitale.
Non mancano polemiche che investono soprattutto la Commissione nazionale grandi rischi, massimo organo del settore, che s'è riunita proprio la scorsa settimana all'Aquila a seguito delle continue piccole scosse in Abruzzo. I responsabili replicano che "non si sarebbe potuto evacuare l'intero Abruzzo". 


"Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non era possibile prevedere la scossa che ha colpito oggi l'Italia centrale". Lo ha detto il dirigente della Protezione civile Agostino Miozzo.

Il presidente del Consiglio Berlusconi ha firmato il decreto per lo stato d'emergenza. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, ha detto il premier, potrà disporre "dei fondi messi a disposizione". Berlusconi ha anche sorvolato il capoluogo abruzzese per rendersi conto personalmente dell'accaduto.

Vittime molisane
Articolo specifico in home page sulle vittime molisane.

Forche Caudine con associazioni abruzzesi
Contattati dalle principali associazioni abruzzesi ramificate in Italia, l'associazione Forche Caudine ha assicurato la propria disponibilità per iniziative corali a favore della popolazione abruzzese.

Studenti molisani dispersi
Ci sarebbero anche diversi giovani studenti molisani tra i dispersi in seguito al terremoto dell'Aquila. Si tratta soprattutto di giovani della provincia di Isernia e di uno della provincia di Campobasso che frequentavano corsi universitari nel capoluogo abruzzese. Alcuni alloggiavano presso la Casa dello Studente, altri in abitazioni del centro storico.

L'appello di Piera D'Alessandro
La professoressa Piera D'Alessandro, colonna della nostra associazione Forche Caudine, ha parte della propria famiglia a L'Aquila (e anche in Protezione civile) ed è in contatto costante con il capoluogo abruzzese. Questo il suo appello che invita a diffondere:
"Per volontari da tutta italia: telefonare allo 06.68201 Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627. Abbiamo bisogno di posti letto...chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiamate 0854308309....amici, vi prego di copiare e incollare sul vostro profilo...grazie". ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 02:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ DIVE FUTURE/
Aridatece Cicciolina di PIERINO VAGO
fustigatore ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1383</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Quando quell'estroso di Marco Pannella butt&ograve; nell'agone politico Ilona Staller, anno 1987, perlomeno c'era la solita furbesca provocazione del leader radicale: la signora pu&ograve; far meglio di tanti uomini. Anche perch&eacute;, in fatto di esperienza nel genere "essere viventi", la superavano davvero in pochi. Meglio di una schiera di anatomisti e di etologi. E poi vuoi mettere l'affondo alla bacchettoneria di facciata di piazza Montecitorio, quella per cui la difesa della famiglia cattolica è spesso in mano a chi il proprio nucleo familiare ce l'ha parecchio ramificato?
Cicciolina fu un colpo di teatro. E da maestro. In tempi di liste non ancora bloccate, la talentuosa artista si sud&ograve; 20mila preferenze. Una deflagrazione di moralismi. Con risvolti internazionali. Di lei restano - competenza settoriale - le battaglie di costume. Ma, al di là della facile ironia, anche quelle contro l'energia nucleare e per i diritti umani. Perch&eacute; alle virt&ugrave; estetiche la signora indubbiamente univa della buona materia grigia. 
Qualche tempo dopo, le scuderie del settore provarono il bis con il Partito dell'amore. In termini mobiliari, si tent&ograve; d'istituzionalizzare il connubio "letti &amp; Poltrone". Ma la Pozzi non ce la fece, pur eternizzando la sua icona. Finita persino nel pi&ugrave; noto motivo del rapper Piotta: vota Moana pe' cambia' la società.
Oggi, ci dicono, la crisi da globalizzazione e da iperliberismo non ha risparmiato nemmeno questo fervido comparto. Prima l'onda con un esercito di anonime giovanissime dell'Est (Ilona Staller ed Eva Henger del resto sono state delle avanguardiste, ma quando il Muro di Berlino era ancora in piedi). Ora il mercato asiatico. Ma è robetta rispetto al professionismo di quegli anni. Diventa infatti davvero difficile ricordare oggi il nome di qualche giovane star del settore. Anche nel mondo delle pornostar italiane domina la gerontologia. La generazione delle Jessiche Rizzo, delle Milly D'Abraccio, delle Barbarelle, sulla scena da diversi anni, continua ad avere la propria nutrita schiera di adepti elettrizzati.
Con buona pace delle femministe, forse la crisi di nuove protagoniste nel settore delle luci rosse non è dovuto al rispetto della donna (o al trionfo dei moralismi) quanto all'estensione di un certo gossip "cafonal", per dirla alla D'Agostino. Laddove l'esplosione di divette da calendari e da reality, dove non manca la naturale ostentazione anatomica, ha compensato certi appetiti maschili.
Se lo choc-Cicciolina fu favorito anche da un Parlamento che ospitava poche donne (e le cui esponenti pi&ugrave; note si chiamavano Nilde Iotti e Tina Anselmi), oggi probabilmente l'innesto-Cicciolina avrebbe effetti meno clamorosi. Certo, abbiamo ancora - e per fortuna - donne di notevole esperienza politica come Rosy Bindi, Paola Binetti, Anna Finocchiaro, Eugenia Roccella, Marina Sereni e tante altre. Al di là di singole idee e posizioni. Ma l'andazzo, che si conferma anche in queste europee, di pescare donne idonee pi&ugrave; a finire (o a tornare) sui giornali che non meritevoli per curricula particolarmente brillanti è l'ennesimo segnale preoccupante.
Se davvero vogliamo rappresentare la "società civile", qualche "dichiarata" pornostar in Parlamento non ci starebbe male anche oggi. Alla faccia delle ipocrisie. 







































































(Pierino Vago) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ ESEMPI / Voci e storia dell'Amiata In Toscana gli ex minatori, sindaco di Santa Fiora in testa, da tempo hanno dato vita ad un coro che rivaluta il proprio patrimonio storico e musicale. E' ora un successo mediatico grazie anche al connubio con Simone Cristicchi. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1381</link>
<description><![CDATA[ SANTA FIORA (GROSSETO) - Tutto comincia un po' per caso. Il cantautore Antonio Pascuzzo, direttore artistico del The Place, uno dei locali pi&ugrave; interessanti dove si fa musica nella Capitale, invita Simone Cristicchi nel novembre scorso al concerto dei Rossoantico che ospitano il Coro dei Minatori di Santa Fiora, piccolo paese alle pendici del monte Amiata (vicino Grosseto in Toscana). Qui Pascuzzo da anni trascorre le vacanze.
L'ex vincitore del festival di Sanremo, particolarmente ammirato nell'ambiente per la sua versatilità e genialità, rimane fulminato da questo coro toscano (con lunga esperienza alle spalle nel solco della musica folk, tra cui la partecipazione al festival di Charleroi, in Belgio, tra i pi&ugrave; importanti eventi del settore in Europa ). Ma anche dal noto repertorio della musica popolare maremmana. Cos&igrave; ha inizio un lavoro di collaborazione per riesumare le gemme musicali amiatine. Ne nasce uno spettacolo ("Canti di Maremme e di miniere, d'amore, vino e anarchia") che sta girando l'Italia con grande successo, fino all'approdo alla discografia nazionale con "Volemo le bambole", motivo estremamente orecchiabile e che ormai è una vera e propria hit anche televisiva.
Oltre alla classica "Maremma amara", resa famosa da Caterina Bueno e interpretata recentemente anche da Nada e Gianna Nannini, lo spettacolo offre monologhi sulla vita dei minatori "che come bruchi scavano le montagne", motivi di Cristicchi (tra cui "La filastrocca della Morlacca" tratta dal suo primo disco, "Fabbricante di canzoni", "Senza" e la pi&ugrave; celebre "Ti regaler&ograve; una rosa"), alternati a quelli della tradizione popolare toscana, fino al commovente "Sante Caserio", che racconta la storia di un anarchico italiano che pugnal&ograve; a morte il presidente francese alla fine dell'800 e fu ghigliottinato o alle note "L'amore si fa" (Rosina) e "L'uccellin".
"Nel corso degli ultimi due anni - ha dichiarato Cristicchi - ho avuto occasione di conoscere da vicino l'affascinante mondo della musica popolare, grazie all'incontro con Ambrogio Sparagna e l'Orchestra Popolare Italiana. Il frutto di questo innamoramento ha portato a volte anche a stravolgere il mio repertorio, chiamando a suonare con me, in alcuni concerti "speciali", suonatori di organetto, zampogne e percussionisti. Una sera di pochi mesi fa Antonio Pascuzzo, anima del The Place, mi raccont&ograve; di Santa Fiora e di un gruppo di musica popolare che ripropone il vasto e originale repertorio di canzoni tradizionali locali, tramandato proprio dai minatori santafioresi, che erano soliti interpretarlo nelle occasioni di festa e di lotta, nelle osterie o nelle piazze del paese".
Il Coro dei Minatori di Santa Fiora, i cui componenti indossano tutti una camicia bianca e un fazzoletto rosso al collo, è composto da Renzo Verdi (il sindaco di Santa Fiora), Piero D'Amario, Giuliano Martellini (prima voce), Lucio Niccolai (chitarra), Lino Nucciotti (82 anni !), Ennio Sensi, Alex Travi, Giuliano Travi e Osvaldo (fisarmoniche). La formazione ha all'attivo anche un cd allegato ad un libro dedicato ai canti delle miniere e curato da uno dei componenti del gruppo. Il coro ha il merito di recuperare e salvaguardare la tradizione musicale e storica dell'area, parlando non solo di vicende storiche e temi sociali (citando anche Ernesto Balducci, scrittore e intellettuale nativo proprio di Santa Fiora), ma anche di amori sfortunati, vino e osterie, all'insegna della spensieratezza e dell'ironia toscana. Insomma, un esempio su cui meditare. ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Di Pietro e la politica "pasionaria" I "valori" della "compagnia dei Tonini". E quelli di tanti altri molisani... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1374</link>
<description><![CDATA[ Si avvicinano le elezioni europee e i telefoni diventano bollenti. Ci contattano in tanti. Ci scappa pure qualche cena. Ma la vicenda pi&ugrave; emblematica ha per protagonista l'Italia dei valori. Che perlomeno ci serve a far capire - qualora non lo avessimo già compreso prima - quali "valori" professano anche i signori di questa "giovane" formazione politica degli Arlacchi e dei Vattimo.
Ci contatta un senatore. Vuole un nome per le Europee. E' prassi, dice. Non è un'attività che ci esalta particolarmente. Ma un'associazione è anche questo. Aperti a tutti, da destra a sinistra. Un pezzo di società. Facciamo un giro di telefonate e gli mandiamo una persona pi&ugrave; che degna per curriculum professionale e per doti umane. Una bottiglia nell'oceano. O meglio, una mosca bianca.
Capiamo - ma non ce lo dicono - che c'è un problema: è un dipendente dell'ex Alitalia. E loro, a Fiumicino, stanno puntando sulla hostess "pasionaria" che porta in dote il merito di essere stata fotografata con il gesto di vittoria. E di qualche primo piano televisivo. Chissà, se dovesse arrivare a Strasburgo da passeggera e non spiegando le uscite di sicurezza dell'aereo, cosa racconterà ai colleghi. In che lingue lo spiegherà. Quali competenti battaglie condurrà su quote latte, energie alternative e frequenze televisive. Per&ograve;, in tv, fa ascolti da prima serata. Lo insegna Berlusconi. Vuoi mettere?
Ovviamente il nostro amico viene messo da parte. Ma è il sistema "valoriale" che colpisce. Motivano, all'associazione, il dietro-front con la scusa che avrebbe "problemi con l'azienda". Ridicolo. Alla giusta richiesta di spiegazioni da parte dell'interessato, che non ha mai avuto problemi con l'azienda, nuova versione: "E' dipendente, potrebbe avere ripercussioni sul lavoro. Metteremo in lista un cassaintegrato dell'Alitalia" (come se questi non possa avere problemi dopo un'esposizione del genere nel cercare lavoro presso altre compagnie). In realtà già sapevamo della "pasionaria", la quale tra l'altro ha un contratto a tempo indeterminato, mentre tanti colleghi stanno a spasso. Il finale? Propongono all'escluso un posto nelle liste per le regionali. Lui, che è una persona seria, osserva che per fortuna nemmeno è stato incluso in quelle per le Europee. Specie con l'Idv.
Nessun preconcetto verso il corregionale Di Pietro. Ci mancherebbe. Ma "Tonino" farebbe bene a dire la sua su certi episodi, su tanti episodi, che avvengono nella sua creatura politica.
L'anno scorso, alle comunali di Roma, l'Idv candid&ograve; Oscar Tortosa, politico "socialista" di lungo corso negli anni ottanta. Come presidente dell'ex Asilo Savoia, questo signore ha autorizzato di recente una strage di alberi - da noi fotografata - per edificare quattro piani di parcheggi a qualche centinaio di metri da piazza San Giovanni. La strada, ironia della sorte, si chiama via Isernia. Qui la nostra associazione ha moltissimi iscritti e simpatizzanti. Ebbene, su Tortosa abbiamo promosso una campagna informativa ad hoc in zona (condominio per condominio, negozio per negozio, con un coinvolgimento davvero straordinario) che ha portato i suoi frutti. Non solo Tortosa non ce l'ha fatta per pochi voti (lasciatecelo dire: che soddisfazione...) e l'Idv ha rimediato a Roma un risultato non certo esaltante, ma l'unico eletto dell'Idv è passato al centrodestra. Per cui il partito di Di Pietro non ha alcun consigliere comunale a Roma. Per la cronaca, Tortosa è ora vicesegretario all'interno del partito dei "valori". E Di Pietro questo lo sa.
Su questa nuova vicenda delle Europee non c'è nemmeno bisogno di attivare un'analoga campagna informativa. Il tam tam in Alitalia e negli Aeroporti di Roma è partito naturalmente. Quello, specie su Facebook, nelle rete dei molisani "pasionari" e dei non molisani è davvero commovente. Ton&igrave;, facce nu penziere... 





























(Erennio Ponzio)


Siamo stati preveggenti... CLICCARE QUI  ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:56:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ "Plein Air" di aprile La bella rivista diretta dal molisano Raffaele Jannucci dedica ben tre servizi al Molise. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1369</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' in edicola il numero di aprile di "PleinAir", rivista di turismo all'aria aperta diretta dal molisano Raffaele Jannucci.
Sul numero, tre ampi servizi dedicati al Molise. 
Attraverso otto escursioni adatte a tutti, il giornalista Stefano Ardito, ci porta alla scoperta di natura, paesaggi e centri storici della nostra regione. Una mappa disegnata per i lettori passo dopo passo. Una proposta da vivere subito con il camper, la caravan, la tenda e gli scarponi per incontrare un territorio che accoglie il pleinair con antica semplicità. 
Luigi Alberto Pucci e Ivana Ricci raccontano, invece, una settimana in camper sul filo della memoria dalla costa adriatica alle pendici del Matese. Un'idea stuzzicante per una breve vacanza primaverile dalle molte opportunità.
Paolo Simoncelli ci porta al seguito delle mandrie guidate dalla famiglia Colantuono di Frosolone (l'unica famiglia italiana che da cinque generazioni effettua ancora la transumanza alla vecchia maniera) lungo i tratturi della Puglia e del Molise. Non dimentichiamo che ogni anno, nel mese di maggio, si rievoca l'antichissimo rito della transumanza. 
Inoltre, allegato allo stesso numero della rivista, in omaggio la quinta edizione di AgriPleinAir, la prima e pi&ugrave; diffusa pubblicazione italiana dedicata al turismo rurale itinerante. Al suo interno sono pi&ugrave; di 400 le aziende agricole e agrituristiche che hanno confermato la loro disponibilità ad accogliere ospiti all'aria aperta.
La guida AgriPleinAir è a cura di Michela Bagatella, con la collaborazione di Ida Santilli.








(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:50:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ La "società civile" alla Di Pietro (1 aprile 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1367</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La parola magica è "società civile". La formuletta è in grande spolvero. Soprattutto per le prossime elezioni europee. Perch&eacute; la caratteristica principale della competizione comunitaria è il ritorno delle preferenze. Un tempo, nella cosiddetta "Prima Repubblica", erano tanto demonizzate, tra pratiche di "voti di scambio" e infinite filiere di correnti e sottocorrenti. Oggi vengono agognate quale balsamo miracoloso per la politica in suppurazione. Ecco allora, un po' mezzanamente, che dopo le frenesie da segreterie di partiti, l'attenzione torna a spostarsi sulla "umanizzazione" dei candidati da votare. Il massimo per presentarli? Indicarli come espressione, appunto, della "società civile".
In realtà, cosa voglia dire appartenere al mito della "società civile" secondo noi non è del tutto chiaro. Probabilmente non lo è nemmeno per chi usa ripeterlo dalla mattina alla sera. Chissà, ad esempio, se ce lo spiegherà Tonino Di Pietro, uno dei pi&ugrave; loquaci utilizzatori della "formula magica".
Sarà utile allora ricordare (e ricordargli) che l'espressione "società civile" nasce tra quei filosofi naturalisti settecenteschi che ritenevano lo Stato quasi d'ingombro allo sviluppo fisiologico di una collettività, appunto, "civile". Questi romantici cultori della Politica con la "P" maiuscola, razza in via d'estinzione, ritenevano una società capace di evolvere in modo naturale grazie agli interessi dei singoli. Cioè ognuno produce ci&ograve; che manca all'altro, lo fa per il suo interesse ma anche per quello dell'altro. E la società cresce. L'unica funzione dello Stato dovrebbe essere quella di rimuovere ci&ograve; che ne ostacola l'evoluzione spontanea. Insomma, meno Stato, pi&ugrave; mercato. Trasferito all'oggi, il ragionamento pi&ugrave; che figlio del dipietrismo appare in puro berlusconismo. Perlomeno sul piano delle parole. 
C'è di pi&ugrave;. Questi filosofi, tra cui lo scozzese Adam Ferguson cui è attribuito il conio dell'espressione "società civile" oggi tanto di moda, ponevano l'origine del diritto nella ragione. Cioè nella dimensione umana e non in quella religiosa. Ma ritenevano inalienabili alcuni diritti "naturali", ("razionalmente giusti") come quello alla vita e alla proprietà, non modificabili dalle leggi. Insomma, moderatamente laici e liberali. Ancora una volta il Di Pietro che si appella alla "società civile" si ritroverebbe pi&ugrave; nel centrodestra che non a braccetto delle signore Fo e Guzzanti.
Certo, di "società civile" hanno poi parlato altri filosofi. Hegel, ad esempio. Ma nell'accezione contemporanea, maturata con Bobbio, Irti e Sartori, s'è rafforzato soprattutto il significato di "anti-Stato", o pi&ugrave; propriamente di "para-Stato", cioè di ci&ograve; che è fuori dai meccanismi soffocanti della politica, pur producendo idee, opinioni, sollecitazioni, pressioni. Anche in questo caso l'Idv dei Formisano, degli Orlando o dei Pedica non sembra proprio un anti-Stato.
Dilatando il concetto, la "società civile" è rappresentata fondamentalmente dall'ordinario che produce e pensa contro l'extraordinario dei gruppi di potere e delle oligarchie; dal nuovo accomunato da analoghe finalità rispetto al vecchio delle consumate cerchie dei salotti e degli apparati; dall'umile e dal sommerso rispetto al teatrino degli eterni protagonisti; dalla prorompente - ma purtroppo mai decisiva - forza dell'associazionismo libero e spontaneo, del volontariato, dei movimenti rispetto a ci&ograve; che è istituzionalizzato. Cioè, principalmente, dai tanti che si alzano la mattina per andare a lavorare, che prendono l'automobile o un mezzo pubblico, che vivono sulla propria pelle i disagi e i disservizi della quotidianità e che hanno ancora le energie per fare, per sperare, per credere, per aiutare il prossimo, per influire nel cambiamento. Razza amaramente in via d'estinzione.
A ben vedere, quindi, in epoche di crisi generalizzate anche la "società civile" non ne è esente. Il mondo degli slanci, delle speranze, delle "piazze" s'è molto assottigliato. Uno Stato arroccato e oligarchico ha finito per uccidere anche i possibili competitori. Lo smarrimento di fronte agli "esempi non esemplari", alla sottrazione dell'etica, al sistematico scarto delle regole, alla finanza creativa, agli atteggiamenti spudorati e ai comportamenti immorali sta gettando interi sistemi nel regno dell'irrazionale. 
Certo, è rimasta la cosiddetta "società altra". Ma occorre capire fino a che punto è davvero "civile". E soprattutto che caratteristiche, che qualità, che peso esprima o sia in grado di esprimere. Anche perch&eacute;, spesso, a furia di "aspirare a" o di "emulare" finisce per rappresentare il lato minoritario di una stessa medaglia. 
La discrasia tra "società civile" e politica appare allora ancora pi&ugrave; marcata. Estendendo la frattura da un piano squisitamente filosofico ad uno empirico. Perch&eacute; nel nostro Paese è radicalmente mutato soprattutto il rapporto tra sistema politico e "società civile". 
Proprio su questo terreno, bench&eacute; ovviamente non l'unico, il centrosinistra ha pagato forse il dazio pi&ugrave; pesante al centrodestra, tanto a livello nazionale quanto nelle realtà locali. La sinistra, infatti, è stata incapace di coltivare e puntellare soprattutto quei settori elettorali storicamente collocati sotto la propria influenza, finendo per far alterare e scivolare veri e propri pezzi di "società civile" verso altre sponde.
Il centrodestra, invece, ha saputo, con la diabolica regia del suo leader, mutare i significati di quelle storiche "appartenenze" dell'avversario, acquisendo appunto una sorta di imprimatur su termini quali "democrazia", "libertà", "solidarietà" e, appunto, "società civile" e adeguandoli ai propri bisogni. In questo, paradosso dei paradossi, c'è pi&ugrave; coerenza in un Berlusconi che sa leggere, legittimare e tenere insieme una "società civile" in decomposizione e che riesce a semplificarla e a compattare nel virtualismo egualitario e plebiscitario delle nuove tecnologie e delle formalità, che non un centrosinistra - Di Pietro in primis - che pretende di farsi interprete di ci&ograve; che non solo ha perso di significato ma soprattutto di sostanza.
In realtà i partiti, specie negli ultimi anni, hanno pescato strumentalmente i propri rappresentanti pi&ugrave; funzionali non in maglie "significative" della "società civile" ma in quelle qualitativamente pi&ugrave; contigue alla politica e pi&ugrave; efficaci per la sua apparente, eternamente "apparente", autorigenerazione. In questa amara consuetudine, radicalizzatasi con il sistema elettorale di Calderoli che ha addirittura sottratto al cittadino la preferenza, il centrosinistra s'è dimostrato pi&ugrave; conservatore del centrodestra, evidenziando la dolosa incapacità di superare se stesso, cioè di favorire il ricambio generazionale. Atto che equivale - ma non sempre - al salutare rinnovo degli strumenti e dei linguaggi (e sappiamo in un Paese veteropatico come il nostro quanto ce ne sarebbe bisogno).
Appellarsi alla "società civile" appare quindi niente pi&ugrave; che una frase di pura propaganda. Addirittura ipocrita perch&eacute; priva di ogni sostanza effettiva. Denota, persino, una crisi di rappresentanza, in quanto la "società civile" è tutto, perch&eacute; è la totalità meno la politica, ed è il nulla in quanto tale "totalità" è talmente stratificata e complessa che pretendere di rappresentarla tutta non vuol dire niente.
Di Pietro riesce ad andare oltre, rendendola addirittura incongruente. L'ex pm molisano ripete infatti da tempo: "Non candido politici ma solo esponenti della società civile". Accentuando il divario tra le due categorie, mette su un piano superiore la solita "società civile" rispetto alla dignità di "essere politici". L'amara contraddizione è palese: gli eletti della "società civile" non diventano forse politici di professione? E in fondo, in Parlamento, non seggono rappresentanti di una "società civile" sempre pi&ugrave; in crisi?
Ecco allora che occorrerebbe decidersi: se per il centrosinistra la soluzione è questa benedetta "società civile", non si capisce perch&eacute; siano proprio i partiti di sinistra ad essere zeppi di politici di professione (ad iniziare proprio dall'Idv, carico di politici navigati e che lo scorso anno a Roma è arrivato a candidare un amministratore socialista dell'età di tangentopoli). Non solo. Sul fronte della "società civile" è proprio il berlusconismo "dei nani e delle ballerine", delle soubrette ministre e dei commercialisti guru dell'economia a compiere un discutibile miracolo. Se, viceversa, il male è annidato anche e soprattutto nel ventre della "società civile", Di Pietro farebbe bene a scegliersi con molta cura i propri candidati, evitando proprio quei settori pi&ugrave; collusi con la politica: sindacati, magistratura, giornalismo. Per i particolari, alla prossima puntata. 
Riassume bene Gian Enrico Rusconi: "L'ultimo mito cui si aggrappa la sinistra è quello della società civile, da cui trarre forza e impulso per resistere all'involuzione del sistema politico. Come se il berlusconismo non nascesse dalle viscere della società civile italiana".
































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































(Pierino Vago) ]]></description>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:00:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Aranciata senza arance:
è polemica Il Senato "liberalizza" la produzione di aranciate senza percetuale minima di arance. Basteranno aromi e coloranti. Il provvedimento passa ora alla Camera dove, si spera, possa trovare qualche oppositore... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1362</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Mentre, da una parte, Unione europea e governo italiano sottolineano l'importanza di un'alimentazione sana per prevenire patologie e disturbi, dall'altra passano provvedimenti che rischiano di mandare in soffitta ogni buon proposito.
L'ultima stramberia è l'arrivo legalizzato sul mercato europeo di "aranciate" senza arancia. Si tratta di bibite che hanno il gusto e il colore del prezioso agrume senza contenerne per&ograve; nemmeno una goccia. In genere utilizzano aromi e coloranti per richiamarne l'essenza, il tutto rafforzato da nomi che richiamano i frutti tipici del nostro Mezzogiorno.
L'incredibile e preoccupante novità è prevista dal progetto di legge comunitaria che taglia l'obbligo del contenuto minimo del 12% di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande. Il testo prevede infatti l'abrogazione dell'articolo 1 della legge numero 286 del 1961 secondo il quale "le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi, non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12%".
La norma, in realtà, rappresenta una spada di Damocle da diverso tempo. Annualmente il momento critico è il passaggio in Parlamento del disegno di legge delega comunitaria che recepisce le norme europee. Finora i nostri deputati, abbastanza sensibili alla difesa delle produzioni del "made in Italy" grazie anche al peso dell'industria alimentare nostrana, hanno fatto da diga contro queste pericolose innovazioni che nuocciono soprattutto alla salute dei bambini, i principali consumatori di aranciate e limonate. Ora, per&ograve;, il Senato non ha resistito al vento europeo e cos&igrave;, mentre il mondo agricolo era alle prese con le quote latte in discussione alla Camera, ha pensato bene di dare il via libera all'aranciata senza arance abrogando l'articolo 1 della legge cosiddetta "salva vitamina C". Un vero e proprio paradosso visto che la stessa Unione europea, Italia compresa, è poi impegnata ad investire risorse per promuovere frutta e verdura nelle scuole e cibi di qualità.
Facciamoci del male insomma. Proprio noi che vantiamo i prodotti della tanto esaltata dieta mediterranea, arance comprese.
Le conseguenze potrebbero interessare non soltanto la salute dei consumatori, specie dei pi&ugrave; giovani, ma anche i produttori che vedrebbero ridurre il mercato degli agrumi (secondo una ricerca potrebbero essere 120mila milioni di chili le arance in meno vendute all'industria delle bibite).
e anzi sanziona chi le vende. Ogni anno per&ograve; si rischia di ritrovarsele anche in Italia: 
La polemica rischia di infuocarsi. "Il via libera alle bevande 'al gusto' o 'al sapore' di arancia senza arance è un evidente inganno nei confronti dei consumatori, calpesta il sacrosanto diritto a un'informazione corretta e trasparente sugli alimenti acquistati, permette l'utilizzo di coloranti come 'specchietto per le allodole' ingannevole sui contenuti del prodotto e spinge verso un'ulteriore preoccupante riduzione del consumo nazionale di frutta. Una situazione che danneggia anche i produttori e i commercianti onesti e causa anche un grave danno alle produzioni ortofrutticole italiane - sottolinea Coldiretti. 
La sostituzione del succo con aromi e coloranti - continua la Coldiretti - pone seri dubbi sugli effetti per la salute considerato che molte di queste sostanze sono oggetto di studi e verifiche per il loro supposto effetto negativo sui bambini. D'altra parte l'elevato contenuto di zuccheri - precisa la Coldiretti - ha sicuramente effetti negativi sul preoccupante aumento della percentuale di casi di obesità e sovrappeso tra i giovani che in Italia ha raggiunto il 30 per cento". 
"Le bevande senza frutta ingannano i consumatori e danneggiano i produttori agricoli - fa eco la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Per fortuna la palla passa alla Camera e in particolare alla Commissione Agricoltura che se ne dovrebbe occupare mercoled&igrave; prossimo.



(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 04:50:29 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Caserta: operazione anti-droga (30 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1361</link>
<description><![CDATA[ CASERTA - Da stamattina è in corso nelle province di Caserta e Napoli, ma anche nelle province di Milano, Ferrara e Reggio Emilia, una vasta operazione antidroga condotta dai carabinieri di Mondragone coordinati dalla direzione distrettuale antimafia. Quaranta le persone arrestate - molte appartenenti al clan dei Casalesi (tra cui Alessandro Cirillo detto "'O Sergente", killer del gruppo Setola, Alfonso Cesarano, Daniela Cante,  moglie di Giovanni Letizia considerato vicino al gruppo Setola, e Mario Cavaliere), per associazione per delinquere finalizzata all'importazione e spaccio di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. Il gruppo trafficava cocaina e hashish sul litorale domitio, in particolare nei comuni di Castelvolturno, Mondragone e Giugliano in Campania. A gestire il traffico in quest'area era una donna, Angela Incandela. Sono stati sequestrati complessivamente quarantacinque chilogrammi di droga. ]]></description>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 09:00:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Pallavolo: Bergamo campione d'Europa (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1360</link>
<description><![CDATA[ BERGAMO - La Foppapedretti Bergamo di pallavolo femminile, battendo al tie break la Dinamo Mosca dell'italiana Gioli per 3-2, conquista la European Champions League 2008/09, la coppa dei campioni, salendo per la sesta volta nella propria storia sul tetto d'Europa (ed è la quinta Champions League di fila conquistata da un club azzurro). La squadra di Colussi Perugia, che proprio alle lombarde si era dovuta arrendere in semifinale, è riuscita a conquistare la terza piazza nel prestigioso trofeo battendo 3-1 l'Eczacibasi Zentiva Istanbul.
Si tratta di un momento d'oro per la pallavolo italiana che ha vinto le tre competizioni europee con Foppapedretti Bergamo in Champions League, Asystel Volley Novara in Cev Cup e Monte Schiavo Banca Marche Jesi in Challenge Cup.
La squadra bergamasca, allenata da Lorenzo Micelli, ha giocato s'è imposta nella Champions League schierando solo italiane in campo. 
L'esito della partita finale non è stato cos&igrave; scontato. Dopo il primo set finito 25-21, con una Serena Ortolani a fare la differenza (non a caso eletta MVP della Final Four), le russe hanno ribaltato l'andamento della gara imponendosi nei due parziali successivi 22-25 e 14-25 ispirate da una grande Kirillova. Paura nel quarto set, con la Dinamo spesso in vantaggio, ma le orobiche annullano un match point alle russe sul 23-24, poi un ace di Del Core fa la differenza e porta al 26-24 per Bergamo, che sull'onda dell'entusiasmo incassa anche il tie break 15-10 con Ortolani superstar e una palla finale messa a terra da Del Core. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 11:00:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Turchia: per Erdogan vittoria amara (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1359</link>
<description><![CDATA[ ANKARA - E' una vittoria amara quella dell'Akp, il partito del premier turco Tayyip Erdogan, che pur vincendo le difficili elezioni amministrative in Turchia, retrocede sia rispetto alle politiche del 2007 sia nel confronto con le amministrative del 2004. Dovrebbe ottenere il 42% dei voti, stando agli ultimi dati sui voti scrutinati, rispetto al 48% di due anni fa. Lo stesso Erdogan, in un'intervista di pochi giorni fa, sperava un risultato sopra il 47%, considerando un "fallimento" un dato sotto tale quota.  Sul calo del primo partito turco potrebbe aver pesato la crisi economica che fa sentire i suoi effetti anche qui e che Erdogan avrebbe sottovalutato. Nel contempo la base islamica riterrebbe troppo filo-europea la formazione governativa: non a caso i partiti fondamentalisti islamici risultano in crescita. Bene anche i movimenti nazionalisti e di estrema destra. Per quanto riguarda l'assegnazione dei sindaci, l'Akp dovrebbe mantenere Istanbul e Ankara. La giornata elettorale è funestata da gravi scontri tra sostenitori di opposti partiti politici in varie località, soprattutto nella parte sudorientale della Turchia, che hanno provocato almeno sei morti ed oltre cinquanta feriti. Anche nelle elezioni del 2004 ci furono otto morti e oltre un centinaio di feriti. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 10:10:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Montenegro: ancora Djukanovic (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1358</link>
<description><![CDATA[ PODGORICA - Il Partito democratico socialista (Dps) del primo ministro Milo Djukanovic si confermerebbe prima forza del Montenegro dove oggi circa mezzo milione di montenegrini è stato chiamato alle urne per le elezioni anticipate per scegliere 81 deputati tra sedici partiti politici. Dopo la proclamata indipendenza del giugno 2006 da Belgrado, per la seconda volta sono stati aperti i seggi. La coalizione ''Per un Montenegro europeo'' di Djukanovic, al potere, è favorita rispetto ad un'opposizione divisa, composta soprattutto da partiti filo-serbi. Djukanovic domina la vita politica montenegrina da quasi un ventennio. Punta ad un nuovo mandato di quattro anni. Ha promesso di far avvicinare la piccola repubblica adriatica verso l'Unione europea e la Nato. Circa 1.200 osservatori, di cui 200 della comunità internazionale, hanno sorvegliato le elezioni.  Il Paese adriatico sta vivendo pesantemente gli effetti della crisi. Si prevede soprattutto un rilevante calo di turisti per la prossima estate. Il prossimo governo dovrebbe negoziare con il Fondo Monetario Internazionale un credito di almeno duecento milioni di euro. Le opposizioni accusano il governo di aver voluto le elezioni anticipate proprio per evitare di finire alle urne tra qualche mese, quando il picco della recessione si farà maggiormente sentire. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 10:00:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Montenegro: ancora Djukanovic  (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1357</link>
<description><![CDATA[ PODGORICA - Il Partito democratico socialista (Dps) del primo ministro Milo Djukanovic si confermerebbe prima forza del Montenegro dove oggi circa mezzo milione di montenegrini è stato chiamato alle urne per le elezioni anticipate per scegliere 81 deputati tra sedici partiti politici. Dopo la proclamata indipendenza del giugno 2006 da Belgrado, per la seconda volta sono stati aperti i seggi.
La coalizione ''Per un Montenegro europeo'' di Djukanovic, al potere, è favorita rispetto ad un'opposizione divisa, composta soprattutto da partiti filo-serbi. Djukanovic domina la vita politica montenegrina da quasi un ventennio. Punta ad un nuovo mandato di quattro anni. Ha promesso di far avvicinare la piccola repubblica adriatica verso l'Unione europea e la Nato. Circa 1.200 osservatori, di cui 200 della comunità internazionale, hanno sorvegliato le elezioni. 
Il Paese adriatico sta vivendo pesantemente gli effetti della crisi. Si prevede soprattutto un rilevante calo di turisti per la prossima estate. Il prossimo governo dovrebbe negoziare con il Fondo Monetario Internazionale un credito di almeno duecento milioni di euro. Le opposizioni accusano il governo di aver voluto le elezioni anticipate proprio per evitare di finire alle urne tra qualche mese, quando il picco della recessione si farà maggiormente sentire. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 10:00:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Nuovi sbarchi di migrati a Lampedusa (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1356</link>
<description><![CDATA[ LAMPEDUSA - Ancora arrivi di immigrati in Sicilia, proprio mentre il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, denuncia una situazione insostenibile per l'isola dove ci sono tante unità delle forze dell'ordine ma pochi medici per il primo soccorso. Un'imbarcazione con duecentoquaranta persone, tra cui dieci minorenni e quaranta donne, segnalata alla Capitaneria di porto, è stata soccorsa con il mare in tempesta a sud di Lampedusa. I migranti sono stati trasferiti con la motovedetta Cp408-Grabar al molo di Punta Favarolo, quindi nel centro di identificazione di Contrada Imbriacola dove sono ospitate 770 persone, molte delle quali richiedenti asilo. Secondo il sindaco, un centinaio di ospiti, tutti tunisini, starebbero creando problemi nel Cie.
Il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio spiega che a tutti sono state prestate le cure necessarie. Da Lampedusa, continua il questore, già oggi sono stati trasferiti 100 immigrati con un volo aereo, e alcuni di loro saranno subito rimpatriati, mentre altri 122, tra cui alcune donne, saranno trasferiti domani in nave verso la Sicilia e da qui in altri centri. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 09:50:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Pirati della strada: un morto e una ferita (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1355</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - Ancora vittime di pirati della strada. A Ottaviano, in provincia di Napoli, un romeno di 16 anni è stato investito e ucciso sul colpo mentre stava percorrendo via Vecchia Sarno a bordo del proprio scooter. L'investitore, un automobilista di 19 anni, si è allontanato dal luogo del fatto, si è poi recato sotto choc all'ospedale di Sarno dove è stato rintracciato dalle forze dell'ordine che lo hanno arrestato. Ora è in carcere con l'accusa di omicidio colposo ed omissione di soccorso. 
A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) un cittadino della Repubblica Ceca di 31 anni, residente a Cupra Marittima, sempre in provincia di Ascoli Piceno, ha investito con la sua Wolkswagen Polo in via dei Tigli una ragazza abruzzese di 18 anni che, insieme al fidanzato, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali, ferendola gravemente e dandosi alla fuga. E' stato quindi rintracciato poco dopo dalla polizia, grazie ad una testimonianza, e arrestato. Guidava ubriaco, senza patente, che gli era stata sospesa per un episodio analogo. E' stato arrestato per lesioni colpose, fuga e omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, con ritiro del documento di guida e confisca dell'auto. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 12:50:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: rissa davanti a un bar, un morto (29 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1354</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Tre uomini, tutti di nazionalità italiana e con precedenti penali, sono stati accoltellati questa mattina intorno alle 5,30 a Roma, davanti al bar "Imperiale" in via del Gazometro 42 nel quartiere Ostiense, probabilmente nel corso di un regolamento di conti tra la malavita locale. Uno dei feriti, trasportato all'ospedale San Camillo, è deceduto per la gravità dei fendenti ricevuti. L'altra ipotesi è una rissa per futili motivi cui avrebbero partecipato una decina di persone. Gli investigatori attraverso gli interrogatori dei due pregiudicati rimasti feriti cercheranno di ricostruire quanto avvenuto. ]]></description>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 12:10:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Maradona deve 37 milioni al nostro fisco (28 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1353</link>
<description><![CDATA[ CAPRI (NAPOLI) - Diego Armando Maradona deve ancora al fisco italiano ancora 37 milioni di euro, avendone versati appena 42mila di quanto dovuto. E' la denuncia di Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani rilasciata al termine del seminario tenutosi a Capri dal titolo "Equità fiscale in Italia". L'associazione ricorda che Equitalia Polis spa, agente della riscossione per la provincia di Napoli, ha ottenuto, fino ad oggi, da Maradona solo 42 mila euro (con esattezza 42.051,05 euro) oltre a 2 preziosi orologi, praticamente lo 0,10%.
"La riscossione in Italia non funziona - continua polemico Carlomagno, originario di Agnone (Isernia) - per colpa dei politici che hanno occupato tutti i posti nei consigli di amministrazione. Si mostra forte con i deboli e debole con i forti".
Francesco D'Errico, dirigente di Equitalia, si difende: "Maradona &eacute; in continua osservazione: l'ultima volta avevamo saputo che sarebbe andato a Roma per vedere la partita Lazio-Juve. Ci siamo attivati tramite l'agenzia su Roma per notificare a Maradona, personalmente, degli avvisi di intimazione. Ma Maradona non si è pi&ugrave; visto a Roma e se ne è tornato in Argentina. Noi continuiamo a sorvegliarlo". Insomma, ci sarebbe difficoltà ad avvicinarlo nel nostro Paese. Al di là di Maradona, il dirigente ci tiene a far sapere che Equitalia grazie all'attività contro i "grandi morosi" (con debiti oltre 500mila euro) è riuscita l'anno scorso a riportare in cassa 162 milioni di euro. ]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 06:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: è il giorno dei pirati informatici Kermesse alla Garbatella sul fenomeno del "file-sharing", cioè della condivisione di materiali informatici anche coperti da copyright. Semplice ladrocinio o evoluzione sociale, culturale e della creatività individuale? ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1352</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Fanno inorridire i difensori del diritto d'autore e della proprietà privata. Ma i cosiddetti "pirati informatici" costituiscono ormai una folta comunità pi&ugrave; reale che virtuale della nostra quotidianità. Che va, per&ograve;, da chi è un professionista della materia, a chi si muove per ragioni ideologiche, a chi per motivi di profitto, a chi infine si limita a scaricare con un po' di dilettantismo la canzone del cuore. Oggi, per loro, per gli alfieri della "Rete aperta", per gli habitu&eacute; dell'upload, cioè della condivisione di musica, video, file in genere, si svolge a Roma al teatro delle Arti in piazza Giovanni da Triora, alla Garbatella (dove c'è un set della fiction "Cesaroni") la "festa dei pirati", giornata di dibattiti sulla materia (www.no-copyright.net). A quanto pare sono proprio loro a generare i due terzi del traffico internet a livello mondiale, tramite protocolli p2p. 

Occasione del simposio è l'uscita del libro "La Baia dei pirati - Assalto al copyright" di Luca Neri. Tra i promotori la rivista Loop, Frontiere Digitali, Partito Pirata, Comunità di p2p Tnt Village, Linux Club Italia, Free Hardware Foundation, Reef, Artisti Open Source, Cooper editore, Lpm e FlxEr. Ospiti d'onore gli svedesi Magnus Eriksson e Johan Allgoth, cofondatori di The Pirate Bay, comunità di pirati divenuta anche partito politico nel loro Paese. 


In realtà, come spiegano i promotori dell'evento, lo scambio e la condivisione senza vincoli di materiali in internet, anche coperti da copyright, pur costituendo a volte un'attività illegale ha anche risvolti positivi in termini di evoluzione culturale, giustizia sociale e promozione del talento. Luca Neri ne è sicuro: "Il p2p è una rivoluzione simile a quella della stampa e risponde alla caratteristica di internet di rendere tutti uguali. La Rete è per sua natura egualitaria. In Italia, dove si sta pensando di mettere delle restrizioni alla Rete, non si capisce che cos&igrave; facendo si limitano le potenzialità della Rete stessa che nasce libera". 


I due pirati svedesi, protagonisti della kermesse romana, sostengono che il file-sharing è un espediente per avvicinarsi direttamente a chi la cultura la produce. ]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 04:50:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Messico, Manu Chao sotto inchiesta per dichiarazioni (27 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1349</link>
<description><![CDATA[ CITTA' DEL MESSICO - Potrebbero costare care a Manu Chao, cantautore 47enne francese idolo della sinistra antagonista, le dichiarazioni rese in conferenza stampa contro le autorità messicane ree, secondo l'artista, di aver compiuto "terrorismo di Stato" reprimendo le proteste a San Salvador de Atenco, uno dei poveri tra i 125 municipi che costituiscono il Paese. Le esternazioni dell'autore di "Clandestino" si riferiscono, in particolare, agli scontri del maggio 2006 quando circa duemila poliziotti in tenuta anti-sommossa hanno fatto irruzione nella località alla periferia di Città del Messico per liberare undici agenti sequestrati dai residenti. Nell'occasione ci furono due vittime. L'area è una delle pi&ugrave; calde del Paese da quando, nel 2001, il governo decise di espropriare terreni per costruirvi un aeroporto internazionale. Centinaia di contadini di terre comunitarie hanno dato vita ad un movimento denominato Frente de los pueblos en defensa de la tierra (Fpdt), che è diventato uno dei simboli nazionali e internazionali di lotta. Il blocco della strada Lecherìa-Texcoco ha rappresentato l'inizio di lunghe battaglie per vedere riconosciuti i propri diritti, fino al dietro-front del governo, che ha annullato l'intenzione di costruire l&igrave; l'aeroporto. Qualche anno dopo nella zona s'accende una nuova scintilla. Le autorità di Texcoco impediscono ai floricoltori di commercializzare i propri prodotti sulla strada, fuori dal mercato, limitando l'unica fonte di reddito e di sussistenza per centinaia di lavoratori. Il 10 aprile un centinaio di poliziotti municipali respinge i contadini che portano le merci al mercato Belisario Domìnguez. E' l'inizio di una serie di giornate di tensione che sfociano, il 3 maggio, in una vera e propria guerriglia con l'uccisione di un ragazzo di 14 anni da parte della polizia e il sequestro di undici poliziotti nell'auditorio "Emiliano Zapata" da parte del Fpdt. I contadini di San Salvador de Atenco ricevono la solidarietà del movimento zapatista e del subcomandante Marcos, che annuncia una manifestazione pubblica nella piazza delle Tre Culture a Tlatelolco fino al ritiro della forza pubblica dalla località. Il 4 maggio la polizia decide d'intervenire con la forza. Oltre tremila poliziotti irrompono a San Salvador Atenco. Vengono arrestate oltre duecento persone e numerose donne denunciano stupri. Si moltiplicano anche le denunce per torture. Il cantautore francese Manu Chao, da sempre vicino ai movimenti antagonisti messicani, ha voluto gettare luce su quei fatti. E ora è ufficialmente sotto inchiesta per le sue dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo. L'articolo 33 della Costituzione messicana prevede che gli stranieri non possono in alcun modo intervenire negli affari politici propri del Paese e che il governo ha il potere esclusivo di far lasciare il territorio nazionale immediatamente e senza processo. Ed è ci&ograve; che rischia il cantautore. ]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: boom turistico per Pasqua Secondo i dati di un sito internet, la Capitale registrerebbe un picco di prenotazioni alberghiere sia da parte di villeggianti italiani sia stranieri. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1348</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Secondo un sito internet commerciale di turismo con 300mila hotel aggregati è Roma la meta preferita per le prossime vacanze pasquali. Il sito, community europea di viaggiatori, colloca in testa la città eterna, seguita da Parigi e Londra. La capitale italiana è in testa per le prenotazioni degli hotel, registrando per Pasqua non solo un boom di visitatori italiani, ma anche internazionali. La richiesta alberghiera per Roma giunge soprattutto da Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania. Per il periodo pasquale l'offerta alberghiera si aggira attualmente intorno ai 122 euro a notte in camera doppia. Nella classifica segue Londra con una spesa media di 134 euro per notte e Barcellona (104 euro). Per i paesi extraeuropei, sempre secondo la ricerca del sito, le prime tre destinazioni per questa Pasqua saranno: il Mar Rosso in Egitto (Sharm El Sheik e Marsa Alam), la Turchia (Istanbul) e il Marocco (Marrakech). 


(Alessandro Neumann) ]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 10:30:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Macchiagodena   ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1346</link>
<description><![CDATA[ MACCHIAGODENA (ISERNIA) - Giungere a Macchiagodena è un po' toccare il cielo. Si lascia una vallata anonima, dove la spianata concede licenze discutibili all'uomo, cemento inopportuno, colori diventati palazzine, ristoranti trasandati e distese di auto in perenne vendita.
Finalmente ci si arrampica su una stretta carreggiata che il progresso ha reso pi&ugrave; sicura ma meno suggestiva. Qui, un tempo, le curve e i ponticelli avevano commoventi ringhiere di ferro. Parapetti devoti all'emigrato che tornava villeggiante. Si partiva e li si ritrovava l&igrave;. Immutabili. Come tutto il resto, d'altronde. Le pietre miliari costituivano la certezza di un tempo tenace e fedele.
Oggi la strada, pi&ugrave; comoda, continua comunque a salire. E, curva dopo curva, si libera il vero volto del Molise. La roccia, innanzitutto. Grigia, senza colore, quasi a sottolineare l'austerità del luogo e della gente. Gli alberi dell'altura, che sono pi&ugrave; alti e solenni. I tornanti, la salita, il vento, la fatica, il rigore. Luoghi affascinanti nella loro semplicità, nella natura ancora prevalente, nella strenue resistenza all'omologazione.
Chissà ancora per quanto.
Macchiagodena, suggestiva sin dal nome, è posta sul versante settentrionale della piana di Bojano. Qui i metri sul livello del mare sono quasi novecento. Montagna vera. Da una parte la si raggiunge da Cantalupo del Sannio, presso Bojano, anima sannita ai massimi livelli. Pi&ugrave; corta e parallela la strada da Santa Maria del Molise. C'è per&ograve; un tragitto pi&ugrave; lungo e suggestivo che da Carpinone e Castelpetroso, attraverso Sant'Angelo in Grotte, s'infila a Macchiagodena dove aver controllato l'intero Matese. Tutto il paesaggio è dominato da questo massiccio che segna il confine tra Molise e Campania, che si erge dall'altra parte della valle. Ecco spiegata, allora, la denominazione di "Terrazza sul Matese" per questo paese d'altura con un migliaio di residenti.
Dall'altra parte, verso est, la viabilità la collega a Sant'Elena Sannita, borgo degli ex arrotini oggi profumieri disseminati in tutta l'Italia centrale. E a Frosolone, a dieci chilometri, la patria della produzione di coltelli e forbici. Da qui un tempo si passava anche per raggiungere Bagnoli del Trigno, Duronia, Salcito, Torella del Sannio, patrie dei tassisti romani.
Il paese, analogamente a tanti altri del territorio, conserva ancora i suoi caratteri medievali, con le case arroccate intorno al castello, di origine longobarda, costruito su uno sperone di roccia calcarea. L'edificio a pianta poligonale presenta le basi dei muri perimetrali e due robuste torri realizzate con blocchi di pietra squadrata a vista. E' tra le fortificazioni meglio conservate in regione.
Il territorio è coperto di boschi ricchi di funghi, fragole, frutti di bosco e soprattutto tartufi, per lo pi&ugrave; il bianco e lo scorzone nero. Diversi gli habitat: imboschimenti di conifere, macchie di boscaglie cedue, ripide pareti rocciose, dolci declivi a prato, pascoli sui versanti dei colli, divenuti il regno delle farfalle.
Un vero paradiso tanto che la Lipu, intorno al selvaggio vallone Vallefredda, inserito nella zona "La Montagnola", ha costituito una riserva che presenta ambienti molto differenti tra loro.
Macchiagodena, per il suo futuro, punta ad armonizzare al meglio le preziose e radicate tradizioni con una recettività al passo con i tempi. Un forte legame con la cultura e con le usanze del passato è tenuto vivo grazie all'artigianato locale. Tra le attività ancora presenti in paese un posto di rilievo è occupato dall'arte di modellare la creta in ceramica. Per non disperdere tale patrimonio, di recente è stato aperta una scuola-laboratorio di ceramica. Altra lavorazione tipica è quella del ferro battuto.
Il paese, inoltre, recuperando la sua identità gastronomica, ma anche culturale, in quanto legata alla tradizione pastorale, si è ritagliata uno spazio di eccellenza nei prodotti di nicchia.
Biglietto da visita è la polenta. Piatto certamente povero ma ricco di tradizioni, che è possibile degustare nelle due varianti: rossa, con salsiccia e peperoni, e bianca, con baccalà e cipolle. Quest'ultima ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dall'Accademia italiana della cucina con il deposito della ricetta presso la Camera di commercio di Isernia. La particolarità della ricetta, tra gli altri ingredienti sempre di qualità, prevede l'utilizzo del granturco autoctono e non già della farina di mais.
Altro prodotto di eccellenza è il tartufo, divenuto protagonista dei piatti della tradizione, ma anche ingrediente per altri specialità locali, quali salumi e formaggi che hanno ereditato dalla transumanza l'alta qualità delle materie prime, oltre che gli antichi metodi di lavorazione.
La carne e i suoi derivati sono da considerarsi altri prodotti di eccellenza per la selezione delle razze. Non è un caso che l'Università del Molise, in collaborazione con il Parco scientifico e in convenzione con il comune di Macchiagodena, conduca un progetto di ricerca sul "maialino nero". Razza suina autoctona, dalla carne pregiata, ma purtroppo in via di estinzione. Il progetto tende non solo a recuperare la razza, ma anche a definirne criteri di allevamento eco-compatibili e metodi di trasformazione che conservino le peculiari caratteristiche organolettiche della carne macellata.
Un'altra tradizione che si è tramandata con successo è quella della lavorazione del pane e dei prodotti da forno.
Intorno a queste eccellenze del territorio sono sorte iniziative di pregio nella ristorazione. In particolare numerosi agriturismi hanno aperto i battenti negli ultimi anni. 




La storia: parto medievale con anima sannita 



Macchiagodena è stata fondata probabilmente nel X secolo - ma di recente sono venuti alla luce nell'agro reperti del periodo arcaico (tra gli altri, un'oinochoe di bronzo, databile tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.) - se ne hanno le prime notizie nel 964, quando il toponimo era Maccla de Godino, evoluto nel Duecento in Maccla Godina quando erano i Cantelmo a dominare su questa parte della regione. 
Il feudo pass&ograve; a varie famiglie; l'ultima casata nobiliare, cui si deve il restauro del castello fu quella della famiglia Centomani.
Con le riforme del 1799 fu inserita nel dipartimento del Sangro, cantone di Baranello; otto anni pi&ugrave; tardi pass&ograve; al distretto di Isernia, governo di Castelpetroso, e nel 1815 fu aggregata al circondario di Cantalupo nel Sannio. Il castello costituisce la principale testimonianza del passato storico della comunità: costruito sulla roccia, è dotato di torrioni cilindrici ed ha subito numerosi interventi, alcuni dei quali ne hanno modificato in parte la struttura. 
Nel campo dell'architettura sacra c'è da vedere la chiesa di S. Nicola, anche questa origine incerta ma senz'altro antecedente al XVII secolo, la chiesa di Sant'Antonio che si apre sulla piazza principale e che fa parte del complesso del convento, attualmente adibito a casa comunale e la chiesetta di San Lorenzo, nel cuore del centro storico, che ha uno degli organi pi&ugrave; antichi della Provincia di Isernia. 
Andando pi&ugrave; indietro nel tempo, gli insediamenti archeologici finora individuati in agro di Macchiagodena sono due: quello sito in località ValleFredda e quello di località Fosso Pampalone-Piana d'Achille.
Essi legano la loro presenza al territorio per le numerose sorgenti di acqua, come nel caso del tempio italico di Vallefredda, posto nei pressi dell'omonima sorgente lungo il braccio del tratturello che collegava l'Alto Molise al tratturo Pescasseroli-Candela.
Nell'area dell'insediamento di ValleFredda è stata individuata una grande quantità di materiale fittile, comprendente tegole e ceramica a vernice nera, nonch&eacute; una brocca di bronzo di fine VI inizi V secolo a.C. e due tegami della prima età imperiale romana, ora al Museo Provinciale Sannitico di Campobasso.
Si ritiene che, pur avendo carattere di insediamento secondario rispetto ai principali centri sannitici, quello di ValleFredda rappresentava un luogo fondamentale per il trasferimento degli armenti dall'altura alla pianura e viceversa.
L'area archeologica di Fosso Pampalone-Piana d'Achille assume un ruolo primario nello studio degli insediamenti preromani in quanto la sua posizione di mezza costa (860 m. s.l.m.) pone l'accento sui siti prima delle guerre sannitiche ed il suo rapporto con una viabilità fino ad oggi sconosciuta.
Durante dei lavori agricoli nella località Fosso Pampalone sono stati rinvenuti, da alcuni privati, numerosi reperti ceramici e da l&igrave; è iniziata la ricerca archeologica che ha già messo in evidenza il pavimento di un ambiente, con orientamento est-ovest, dotato probabilmente di un banco in legno con base in muratura lungo il muro nord, con pavimento in calce su solido supporto di preparazione, decorato all'intorno da una fascia di tessere di mosaico nere, contornata da linee di tessere bianche.
I reperti rinvenuti sono numerosi, tra essi c'è anche un guttus miniaturistico a vernice nera e altro materiale ceramico dei IV-III secolo a.C. che sembra testimoniare la presenza di un luogo di culto all'aperto. 
Le ipotesi intorno all'area sono dunque moltiplici, ci&ograve; che è certo è che solo lo scavo sistematico dell'insediamento permetterà di acquisire dati e informazioni riguardante il popolamento della zona e la relativa viabilità. 




Gli eventi 



MAGGIO: "Io Project"- Investigation about ontology 


Io Project è un progetto artistico-culturale, che nasce nel 2006, non un festival ma un momento dove artisti internazionali, musicisti, danzatori, e film makers, si trovano nello stesso luogo e confrontano le loro esperienze e le loro poetiche. 
L'obiettivo è quello di trasformare Macchiagodena nel "Borgo delle Arti Visive" dove sviluppare una industria della cultura. 
Macchiagodena è il posto ideale per un progetto tanto ambizioso, capace di ricettività turistica, consapevole dell'importanza delle vecchie tradizioni e pronto ad avventurarsi nella creazione di nuove. La geografia del Molise è l'ideale per lo sviluppo di progetti simili, dove il borgo rappresenta non pi&ugrave; decentramento (isolamento) ma il luogo ideale per riflettere, studiare e produrre arte; luogo che catalizza e pone lo studio del passato (in senso lato) come propulsore per meglio comprendere il tempo che viviamo.
Il borgo diventa cos&igrave; luogo di studio e di approfondimento delle tematiche vecchie e nuove intorno all'arte, e luogo di incontro, per sopperire alla mancanza di spazi dove gli artisti possano condividere percorsi, progetti e poetiche.
Lo scenario che si apre è rafforzato dalle tante risorse di cui gode il comune di Macchiagodena: il castello (mostre, seminari, dibattiti), le infrastrutture del comune (uffici, didattica, spettacoli), le case del borgo ed il "Villaggio San Nicola" (ospitalità) e le attività produttive (ricettività turistica, artigianato e prodotti tipici).
Per maggiori informazioni: www.ioproject.eu. 



MAGGIO (terza domenica): Festa del santo Patrono San Nicola 



AGOSTO (primo fine settimana): Sagra del tartufo 

Il Comune sta perseguendo da qualche anno l'obiettivo di tutelare e valorizzare il tartufo locale. 
Macchiagodena fa parte dei 25 Comuni della provincia che hanno costituito il Consorzio per la valorizzazione del tartufo molisano, con lo scopo principale d'intraprende azioni di salvaguardia del territorio.
La sagra del tartufo si inquadra proprio in questa azione di tutela e valorizzazione del pregiato tubero. 





AGOSTO (terzo fine settimana): Sagra della polenta 

La polenta rappresenta uno dei piatti tipici della tradizione contadina. I suoi sapori autentici rivivono nella sagra che si tiene ogni anno a Caporio, frazione di Macchiagodena, nel terzo fine settimana di agosto.
La ricetta della Polenta, prevista in due varianti (bianca e rossa), ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dall'Accademia Italiana della Cucina con il deposito della ricetta presso la Camera di Commercio di Isernia. 





DICEMBRE: Presepe vivente nel borgo antico
Durante il periodo natalizio. 




(Giampiero Castellotti e Anna Palermo)  






  



Macchiagodena 


da Franco Valente, Luoghi antichi della provincia di Isernia, Bari 2003 



Il documento pi&ugrave; antico che parli di Maccla de Godino è conservato ad Isernia perch&eacute; Macchiagodena era tra le terre che nel 964 appartenevano ai conti longobardi Pandolfo e Landolfo che a Isernia avevano il loro castello. Quaranta anni dopo, ai tempi dell'abate Maraldo di S. Vincenzo al Volturno, poco prima della fine dell'anno 1003, Maria, figlia del defunto conte Roffredo e moglie di Potefredo, donava all'abbazia vulturnense una chiesa dedicata a S. Apollinare, in diocesi di Boiano, situata ad Maccla Godini.
Il documento della donazione parla anche di altri beni posti infra ipso castello de Maccla Godani. Di questa chiesa non si ha traccia nei documenti successivi. Un elemento importante per capire che la chiesa doveva essere piuttosto importante è costituito da un possente leone romano che da parecchi secoli si trova a fianco della fontana sotto il Castello. Non ci vuole molto per capire che si tratta di un pezzo proveniente da un mausoleo funerario romano e riutilizzato, secondo una diffusa consuetudine benedettina, per ornare il portale di una chiesa o di un monastero.
Quindi è molto probabile che in origine stesse a fare la guardia al portale della chiesa di S. Apollinare, dovunque essa si trovasse. Macchiagodena ha una strana conformazione urbana. Sembra che nel corso del tempo vi sia stato un ripensamento nella strutturazione della cinta difensiva o semplicemente un ampliamento inaspettato intorno al XIV secolo. Il castello, come al solito, occupa la parte apicale del paese e si appoggia su uno spuntone di roccia che scende a strapiombo sul lato occidentale a godere di una naturale protezione. Su quel lato perci&ograve; non vi sono le torri che invece appaiono sui lati pi&ugrave; facilmente attaccabili. Il castello, per questo, ha una forma irregolare, vagamente trapezoidale, con due torri d'angolo ed un poderoso torrione dalla forma ellittica che una volta sicuramente era il mastio. Nel tempo ha perso il carattere difensivo e le torri intorno al XVII secolo furono mozzate per essere adattate alla residenza. Poi il terremoto del 1805 ne mise in crisi la struttura e da allora fu sostanzialmente modificato per garantire almeno la sopravvivenza statica.
E' un castello che conserva il suo fascino antico perch&eacute; la famiglia De Salvio che lo possiede ha avuto la sensibilità di non arrecarvi inutili modernità, anche se un suo restauro appare sicuramente necessario. Anna Maria De Salvio, nell'altra bella casa palaziata di Macchiagodena, conserva la memoria storica dell'antica fortezza e delle sue traversie feudali nel cartulario dove sono raccolti gli apprezzi che il tavolario Orazio Guidotti fece nel 1777. Costui veniva da Napoli e aveva deciso di dimorare, per tutto il periodo della elencazione e della valutazione dei beni, presso la Taverna di Cantalupo ed ogni giorno era trasportato con la carrozza a Macchiagodena dove procedeva ad una sistematica ricognizione dei fondi e degli immobili urbani facendosi accompagnare dalle persone pi&ugrave; responsabili del paese che, a fine giornata, dovevano sottoscrivere con giuramento il verbale che conteneva le loro dichiarazioni.
Cos&igrave;, da un verbale sottoscritto il 18 maggio 1777 dal sindaco Giovanni Noviello (sottosegnato con la croce dagli altri amministratori dell'epoca che non sapevano leggere e scrivere) sappiamo che a Macchiagodena: vi sono tre porte, cioè la Porta Maggiore denominata del Mercato, la Porta Nuova, e la porta vecchia. Vi sono le seguenti pubbliche strade, cioè la strada denominata Piedo Castello, seguendo per la Chiesa Arcipretale, ed indi per quella denominata il Ballyolo, seguendo per lo gradone, l'altra detta vitale si viene alla Porta Vecchia di dove salendo si passa per la piazza, detta la Guardia, cos&igrave; salendo si giugne alla Porta del Mercato, dove vi è il largo con una teglia, un ulmo, due pioppi con una fontana manufatta di acque perende, per dove s'inoltra la strada pubblica detta della Taverna, e s'incamina per quella chiamata la Ciurcia, e Croce. Che in fede del vero vi abbiamo formata la presente, e cos&igrave; riferimo con giuramento noi qui sotti, e croce segnati Governanti di questa università di Macchiagodena.
Da un altro verbale, sottoscritto allo stesso modo, sappiamo che nel territorio di Macchiagodena vi erano la chiesa arcipretale sotto il titolo di S. Nicol&ograve; di Bari dove vi sono iscritti il rev.do sig. don Giuseppe di Cesare arciprete, e cinque altri partecipanti con due altri sacerdoti cappellani extra clero con quattro altri sacerdoti semplici. Vi è la chiesa di S. Leonardo confraternita, vi è ancora la chiesa di S. Rocco unita col pio ospidale, vi è la chiesa di S. Lorenzo, e dette chiese sono situate dentro il ristretto d'essa terra. Extra moenia vi sono l'infrascritte chiese, cioè la chiesa di S. Stefano... la chiesa di S. Giovanni Battista, ...la chiesa di S. Matteo,e S. Antonio Abbate,...la chiesa di S. Domenico, ...la chiesa di S. Vito, ...la chiesa di S. Maria a Pantano... Vi è in essa terra la confraternita della Santissima Concezione eretta dentro la Chiesa dell Spirito Santo di detto Monistero. Vi è la confraternita del SS. Rosario, e Corpo di Cristo eretta dentro la chiesa arcipretale. Davanti alla chiesa di S. Lorenzo sta ferma una bella croce stazionaria.
La data del 1719, che si legge sul dado che regge la colonna, probabilmente si riferisce ad un suo rimontaggio, perch&eacute; il carattere stilistico del Cristo Crocifisso e delle terminazioni trilobate farebbero pensare ad un'epoca molto pi&ugrave; antica. La particolarità di questa croce, per&ograve;, sta nel fatto che nella parte retrostante, verso la chiesa, non vi è la solita immagine del Cristo Trionfante o della Madonna Regina, ma quella del diacono Lorenzo che regge la graticola che serv&igrave; per il suo martirio. Vado spesso a Macchiagodena per il piacere di incontrare Fausto Gianfranceschi che da Roma ha trasferito la residenza estiva nella casa che tiene insieme a sua moglie Rosetta.
E' un piacere la conversazione che necessariamente si trasforma in una ricerca di cose poco conosciute del territorio, dai Sanniti ad oggi. Cos&igrave; ho scoperto che Macchiagodena è una preziosa postazione per visitare il resto del Molise perch&eacute; si trova non molto lontano dalla statale che porta anche a Sepino, sulla strada che va a Benevento, ma nello stesso tempo è anche il passaggio quasi obbligato per raggiungere, dalla Valle del Biferno, Frosolone e l'interno poco frequentato del territorio dell'Alto Molise. 


LE CROCI STAZIONARIE DI MACCHIAGODENA


   

Davanti alla chiesa di S. Lorenzo sta ferma una bella croce stazionaria. La data del 1719, che si legge sul dado che regge la colonna, probabilmente si riferisce ad un suo rimontaggio, perch&eacute; il carattere stilistico del Cristo Crocifisso e delle terminazioni trilobate farebbero pensare ad un'epoca pi&ugrave; antica. La particolarità di questa croce, per&ograve;, sta nel fatto che nella parte retrostante, verso la chiesa, non vi è la solita immagine del Cristo Trionfante o della Madonna Regina, ma quella del diacono Lorenzo che regge la graticola che serv&igrave; per il suo martirio.  (Franco Valente) 



LE IMMAGINI  

Le tre foto del castello di Macchiagodena sono di Giovanni Lattanzi.
Le tre immagini in bianco e nero fanno parte del progetto "Io Project" e del calendario 2008 a cura dell'amministrazione comunale.
Le foto del campanile e della polenta sono di Anna Palermo.
La foto del casolare è dell'Arsiam Molise.
All'interno degli eventi di agosto (Sagra del tartufo) due foto dell'agriturismo "La Sorgente".
Le foto all'interno del saggio dell'architetto Franco Valente sono dell'autore. ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Santoro: le mutande sono un'arma (26 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1345</link>
<description><![CDATA[ ROMA - "Caro Berlusconi, lei mi ha dato la certezza di possedere un'arma: quando io minaccio di denudarmi lei è costretto a fare le cose". Lo ha detto Michele Santoro ad "Annozero" riferendosi alla sua minaccia di mettersi in mutande se il governo fosse riuscito a far partire il termovalorizzatore di Acerra in otto mesi. "I mesi sono stati dieci per fortuna e vi siete risparmiati questo spettacolo - ha ironizzato il conduttore, riprendendo una battuta della deputata Nunzia De Girolamo del Pdl, la quale durante la cerimonia d'inaugurazione, a proposito della promessa del conduttore, aveva dichiarato che si sono impiegati "dieci e non otto mesi proprio per evitare all'Italia lo spettacolo di un Santoro in mutande".
Il giornalista ha poi ricordato che prima dell'inaugurazione dell'impianto di Acerra è stato proiettato, strumentalmente, un filmato della trasmissione di "Annozero" che testimoniava la fase acuta dell'emergenza immondizia in Campania. "Con quella proiezione s'è dimostrato che l'informazione ha un ruolo e serve - ha sottolineato il giornalista riabilitato anche dalla sentenza della Corte d'Appello di Roma, sezione lavoro, che nei giorni scorsi ha respinto il ricorso della Rai sulla vicenda del reintegro in azienda. ]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 11:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Acerra: parte il termovalorizzatore (26 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1343</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - Il termovalorizzatore di Acerra è stato inaugurato stamattina dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dal sottosegretario alla Protezione civile con delega all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. 
Forte di tre linee di produzione, tre forni e tre camini alti oltre cento metri, brucerà poco meno di 2 mila tonnellate di rifiuti al giorno, per un totale di oltre 600 mila l'anno, pari a circa un terzo di tutta la spazzatura prodotta in Campania. 
Oggi è entrata in funzione la prima linea di produzione, entro giugno partiranno anche le altre due.
"Lo Stato c'è e continuerà ad esserci - ha dichiarato il premier. "Avevamo un sogno, vedere Napoli pulita: credo che ci stiamo riuscendo. Noi siamo qui e abbiamo la possibilità di inaugurare questo termovalorizzatore perch&eacute; lo Stato è tornato. Questo non è arrivo ma è partenza".
La cerimonia di inaugurazione ha visto l'esibizione della fanfara dei bersaglieri e la proiezione di un filmato tratto dalla puntata di "Annozero" del 22 maggio 2008 in cui si testimonia la fase acuta dell'emergenza rifiuti. Di contro un corteo contro il termovalorizzatore.
Illustrando il termovalorizzatore, Bertolaso ha spiegato che la raccolta differenziata in Campania è arrivata ad una media del 20% e che l'impianto permetterà di produrre energia elettrica pulita". ]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 12:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Nuovo album "a metà" per Pino Daniele (26 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1340</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Esce domani, 27 marzo, "Electric Jam", il nuovo album di inediti di Pino Daniele. Il lavoro, in anteprima, sarà presentato al Blue Note di Milano, via Borsieri 37, tempio milanese della musica jazz, sabato 28 e domenica 29 marzo, mercoled&igrave; 1 e gioved&igrave; 2 aprile, con un biglietto d'ingresso a 70 euro (già esaurite le prime due date). Il singolo si chiama "Il sole dentro te", cantato insieme al rapper J-Ax, all'anagrafe Alessandro Aleotti, vocalist milanese 37enne del gruppo hip hop Articolo 31. J-Ax dovrebbe intervenire in una delle quattro serate milanesi. In tutto sei canzoni, una sorta di prima parte di una secondo lavoro che uscirà a novembre con il titolo "Acoustic Jam".
"Questo doppio lavoro nasce dall'esigenza di un progetto unico e particolare legato alla mia cultura e al mio modo di fare canzoni - ha dichiarato l'artista partenopeo. "Le parole, i testi e le melodie lasciano spazio ai musicisti per dialogare fra di loro e cogliere cos&igrave; la spontaneità dell'improvvisazione". 
Il lavoro giunge dopo la raccolta "Ricomincio da 30" dello scorso anno che ha celebrato tre decenni di carriera. 
Il nuovo tour, "Electric Jam 2009", partirà ufficialmente il 19 aprile da Genova. Con lui i musicisti Alfredo Golino (batteria), Matt Garrison (basso) e Gianluca Podio (piano, tastiere). A seguire il 27 aprile al PalaCarnera di Udine, quindi il 29 aprile al teatro Colosseo di Torino, il 2 maggio al Palais di Saint Vincent (Aosta), il 5 maggio al Saschall di Firenze, il 7 maggio al teatro dell'Aquila di Fermo, il 12 maggio a Cesena al teatro Carisport, quindi il 14 maggio a Zurigo e il 21 a Monaco. ]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Uno su quattro ha vissuto la depressione (25 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1338</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un italiano - o meglio, un romano - su quattro, esattamente il 26%, si è curato almeno una volta per sintomi depressivi, ma soltanto l'1,6% ha scelto di rivolgersi al Sistema sanitario nazionale, preferendo invece strutture private o il fai da te (che spesso equivale a non affrontare il problema). Sono alcuni dei dati presentati dall'associazione StraDe-Studio e trattamenti della depressione onlus di Roma, che si occupa dello studio e del trattamento della depressione. 
Il 46% del campione intervistato nel gennaio 2008, composto da 1.209 persone della provincia di Roma, ha affermato di aver avvertito "come sensazione personale" i sintomi della depressione almeno una volta nella vita, il 26% di essersi rivolto ad uno specialista per la terapia dopo una diagnosi, mentre soltanto l'1,6% si è rivolto a strutture pubbliche. Per Antonio Picano, presidente della onlus, la ragione è che "il disturbo è ancora ghettizzato". Oltre alle difficoltà dei pazienti, ci sono quelle del Servizio sanitario nazionale che "riesce a prendere in carico solo 485 mila pazienti dei 7 milioni stimati dall'Organizzazione mondiale della sanità".
L'associazione StraDe-Studio e trattamenti della depressione onlus, con un proprio autorevole comitato scientifico, da tempo si batte perch&eacute; la depressione sia riconosciuta e trattata come tutte le altre malattie, non generi povertà psichica e materiale, non sia causa di discriminazione anche nelle fasce sociali pi&ugrave; povere, sia curata con efficacia
"La depressione è una malattia da cui si pu&ograve; guarire - sostiene l'associazione - e lo Stato deve farsi carico di garantire trattamenti differenziati in funzione delle caratteristiche della depressione, dell' educazione delle famiglie affinch&eacute; possano comprendere la reale sofferenza della persona depressa e di una corretta informazione sociale sul problema della depressione.
Tra i punti che stanno a cuore all'onlus, lo sviluppo di modelli di prevenzione e di riconoscimento precoce della depressione, ma anche favorire la conoscenza di se stessi eliminando gli aspetti magici e superstiziosi, promuovendo la consapevolezza che la depressione è una malattia guaribile. ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Piano casa? Potrebbe creare 745mila posti di lavoro (25 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1337</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il "piano casa" elaborato dal governo in materia di ristrutturazione ed ampliamenti dell'edilizia residenziale privata, finalizzato a rilanciare il settore, potrebbe creare 745mila posti di lavoro. E' la stima redatta dalla Cgia di Mestre, la confederazione degli artigiani nota soprattutto per i suoi studi settoriali. Secondo il calcolo previsionale almeno un terzo dei nuovi posti sarà appannaggio di stranieri. La valutazione parte dalla stima che il provvedimento potrebbe dare origine ad un giro di affari, spalmato in pi&ugrave; anni, di 79 miliardi di euro. 
I calcoli sono stati effettuati dall'organizzazione veneta partendo dall'analisi storica della produttività per addetto del settore casa e di tutta la filiera registrata negli ultimi anni. Grazie a questi dati di riferimento i conteggi determinerebbero addetti per 745mila unità.
Tra le professionalità richieste, anticipa Giuseppe Bortolussi della Cgia, ci sono "muratori semplici, capi cantiere e progettisti nella misura complessiva di 350mila unità. Poi gli installatori di impianti elettrici per circa 104mila unità e a seguire gli idraulici con altri 79mila nuovi posti di lavoro. Altre 69mila saranno figure generiche e 27mila riguarderanno imbianchini, posatori di vetrate e installatori generici, ad esempio i bruciatoristi. Essendo il settore delle costruzioni ad alta concentrazione di lavoratori non italiani, - prosegue Bortolussi - ipotizziamo che almeno un terzo di questi 745mila nuovi posti di lavoro saranno occupati da maestranze straniere. Sia chiaro la nostra stima è stata realizzata presupponendo che tutte le Regioni italiane adotteranno questo provvedimento e che le nuove assunzioni avverranno secondo le disposizioni di legge oggi in vigore". 
Posti di lavoro, assicurano i detrattori, che pagheremo a caro prezzo sul fronte del decoro ambientale. ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 04:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Arte "supersensoriale" Una mostra promossa all'Eur dall'associazione "Profumo d'arte" di Maria Grazia Iannone, romana originaria di Sant'Elena Sannita. Quando una profumeria diventa un luogo di alta cultura... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1336</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'associazione culturale "Profumo d'Arte" è frutto della sensibilità artistica e dello spessore culturale di Maria Grazia Iannone, originaria di Sant'Elena Sannita (Isernia), capace di trasformare un punto vendita di profumi - uno dei tanti gestiti da persone d'origine molisana a Roma - in un luogo culturale. Quindi non un semplice spazio espositivo attivo in un quartiere, come l'Eur, quasi privo di questi luoghi, ma un luogo dove conoscere oltre all'arte contemporanea anche l'arte dei sensi. Infatti ad ogni mostra Grazia Iannone associa un percorso olfattivo al percorso visivo in una sottile contaminazione culturale che arricchisce le nostre capacità di viaggio e di conoscenza.
La mostra "Mutazione", che s'inaugura il 27 marzo, parte dalla considerazione che nella trasformazione continua del paesaggio moderno l'uomo sopravanza la natura imponendo una rotta nel processo vitale. Nel caos di questo sviluppo gli elementi architettonici che escono dal controllo vengono congelati appena dopo il loro concepimento. Rimangono gli scheletri abortiti di una burocrazia che contraddice se stessa ed il potere da cui prende forza. Il paesaggio porta i segni di questa trasformazione, un cancro che ne sfigura l'originario equilibrio. N&eacute; natura, n&eacute; città organica, ma paesaggio surreale ed illogico. Il processo produttivo imporrà un riciclo dei materiali, dal cemento si avrà polvere e dal metallo in esso contenuto ferro da riciclare. 
Nel processo del riciclo si svela il ciclo vitale che trasforma la materia inanimata, ed in un preciso momento di questo sviluppo - attimo decisivo ma non nel senso bressoniano - la materia implosa assume una forma nuova dalla sua mutazione.
Mostra la sua inquietante regolarità, la sua bellezza nel caos della vita. La burocrazia a volte porta una contro-trasformazione (come con gli eco-mostri abbattuti in virt&ugrave; di leggi e norme che tentano di contenere la bulimia umana) il paesaggio pu&ograve; riprendere la sua trasfigurazione, e cerca innaturalmente di tornare "naturale".
Alle esplosioni che cancellano gli scheletri si susseguono le implosioni che ne riciclano i materiali, dal cemento si avrà polvere e dal metallo in esso contenuto ferro da riciclare. Ed è nel processo del riciclo, che esiste non, per un utopico senso civico, ma in quanto fonte di reddito, che si svela il ciclo vitale che implacabilmente trasforma la materia inanimata. 
L'indagine fotografica nasce con lo scopo di portare la testimonianza del ciclo vitale di quell'elemento stravolgendo le regole prospettiche in un gioco caleidoscopico di duplicazioni: il negativo viene riprodotto e ribaltato - metafora della scomparsa dell'originale nell'era digitale- sino a confondere il soggetto in un mostro multiforme che incarna infinite rappresentazioni emotive, una per ogni spettatore. 
Nel ciclo delle vita la materia esplosa ed implosa assume allora una nuova forma dalla sua mutazione, mostra la sua inquietante regolarità e la sua bellezza nel caos dello sviluppo. 






La mostra è curata da Laura Scaringella e Mariagrazia Iannone, originaria di Sant'Elena Sannita (Isernia).
Titolo: "Mutazione", opere di Carlo Pettinelli.
Inaugurazione: venerd&igrave; 27 marzo 2009 dalle ore 19. Fino al 22 aprile 2009. 


Sede: Associazione culturale "Profumo d'arte", via Andrea Mantegna 10, 00147 Roma (Eur). Tel. 06-5138587, e-mail: info@arteprofumi.it. 







(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 03:15:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Uomo si dà fuoco davanti al Campidoglio (25 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1335</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un uomo, Vincenzo Cesaretti, 38 anni, si è dato fuoco stamattina intorno alle 9 in piazza del Campidoglio a Roma, cospargendosi con alcol etilico. Il fatto è avvenuto sotto le scale di palazzo Senatorio, tra il colonnato e l'entrata Sisto IV, quella usata da tutti i dipendenti comunali per entrare nel palazzo del Campidoglio. A soccorrerlo immediatamente è stato un poliziotto in servizio per la visita del re svedese Carl XVI Gustaf e della consorte Silvia Renate Sommerlath di Heidelberg. L'agente si è tolto il giubbotto e lo ha gettato sull'uomo a terra per spegnere le fiamme. Ad aiutarlo anche alcuni dipendenti del Comune di Roma.  Cesaretti, ricoverato nel reparto grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio, ha ustioni di secondo grado sul 10 per cento del corpo, in particolare volto, collo, orecchie, braccia e torace. Le sue condizioni non sono comunque gravi. L'autore dell'insano gesto ha un lungo elenco di precedenti per reati contro patrimonio, rapina, violenza privata e riciclaggio. Si è fatto due mesi di carcere e un anno e mezzo di arresti domiciliari. Ha vissuto per alcuni anni in uno stabile occupato di via Pelizzi, insieme ad un comitato di lotta, e poi ha ottenuto un alloggio popolare a Ponte di Nona. Ha due figli piccoli, l'ultimo di quattro anni.  Ignoti ancora i motivi del gesto anche se possono essere collegati alla precarietà lavorativa della vittima. Secondo la sua compagna, proprio ieri gli è stato comunicato che non percepirà alcun indennizzo di disoccupazione dopo il licenziamento dalla cooperativa di servizi Euroservice dove lavorava fino allo scorso ottobre. Ai primi soccorritori l'uomo avrebbe detto "sono disperato e senza soldi". C'è un precedente del genere in Campidoglio. Nel dicembre 2007 una senegalese di 41 anni si è dato fuoco in occasione della visita del presidente del Senegal a Roma. ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Scuola, pesanti tagli al Sud Riduzioni consistenti soprattutto in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Per quanto riguarda il Molise la Flc Cgil parla di 334 insegnanti e 110 addetti Ata in meno per il prossimo anno. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1334</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Conferma dei tagli nella scuola, soprattutto al Sud. Il 40% dei tagli sull'organico docente sarà effettuato infatti in quattro regioni meridionali: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. E' quanto emerge dalla bozza del decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.101 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i circa 42mila posti in meno decisi con la manovra Finanziaria. Le cifre nel dettaglio: meno 9.968 posti nella primaria, 15.542 nella scuola di primo grado, 11.347 nella scuola secondaria, meno 245 dirigenti scolastici (per la riduzione delle autonomie scolastiche). La bozza del provvedimento, una ventina di pagine, potrebbe subire piccole ma non sostanziali modifiche nei prossimi giorni.
Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente invariato a circa 90.500 unità. 
Nel testo si richiama l'esigenza che le Regioni e gli enti locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità "anche nell'ottica, ove possibile, dell'estensione del tempo pieno... realizzata nei limiti dell'organico assegnato per l'anno scolastico 2009-2009". Per quanto riguarda il potenziamento dell'inglese, potrà essere autorizzato "compatibilmente con le disponibilità di organico" e "solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell'ambito della scuola interessata che a livello provinciale". 
La Flc Cgil ribadisce la propria contrarietà rispetto alla scelta di ridurre 87mila docenti, di cui 42.100, quasi la metà, già dal prossimo anno scolastico. "Inaccettabile la forte penalizzazione di alcune regioni, in particolare del sud, e di tutti quei territori, spesso all'interno anche della stessa regione, che già oggi sono disagiati e carenti dal punto di vista delle strutture e dei servizi di supporto (trasporti, mensa, edilizia scolastica) - sottolinea il sindacato. "La manovra colpisce soprattutto chi già oggi è maggiormente privato di risorse rispetto ad altri. E questo comporterà un inevitabile peggioramento della qualità dell'istruzione e del diritto allo studio".
La Flc Cgil ribadisce i propri punti cardine: rispettare e garantire con organico certo le scelte delle famiglie in particolare per quanto riguarda il tempo scuola (30 ore e tempo pieno nella scuola primaria); riconoscere la piena autonomia didattica e organizzativa, come del resto prevista dal Dpr 275/1999; garantire i modelli orari e organizzativi esistenti nelle classi successive alla prima della scuola primaria e nel tempo prolungato della media. 
"Sia dal testo della bozza di circolare, che, soprattutto, dalle tabelle allegate al Decreto, non ci sono tali assicurazioni e garanzie - continua la nota sindacale. "Al contrario si lasciano le scuole nella difficoltà di gestire queste complesse procedure senza alcuna certezza e trasparenza e con la responsabilità di dover rispondere alle richieste delle famiglie senza avere l'organico sufficiente". 
Il sindacato, sulla scuola primaria, si sofferma in particolare sulla previsione della circolare che fa affidamento sulle ore di insegnamento recuperate a seguito dell'istituzione di classi a 24 ore per quanto riguarda il tempo scuola, dalle compresenze derivanti dall'insegnamento esterno della religione cattolica o della L2 "evidenziando quindi soluzioni occasionali e disomogenee sul territorio nazionale e finanche nella stessa istituzione scolastica". 
Ritiene inoltre inaccettabile che "per le classi successive alle prime si indichino come prescrittivi modelli orari senza tenere conto della situazione reale e del tempo scuola attualmente praticato nelle scuole, ivi incluso il tempo mensa in presenza di rientri pomeridiani". 
Per quanto riguarda la secondaria di primo grado, per le classi a tempo prolungato e nel caso del tempo scuola a 40 ore settimanali, la Cgil rileva che le 2 ore aggiuntive (da 38 a 40) "dovrebbero essere in organico di diritto e dunque stabili". Critiche anche sulla costituzione delle classi per l'insegnamento di italiano, storia e geografia all'interno del modello organizzativo del tempo prolungato, "modalità che ne snaturano il ruolo producendo, fra l'altro, una frammentazione eccessiva della cattedra con conseguenze gravi dal punto di vista didattico, oltre a rendere ingestibile l'organizzazione degli orari - sottolinea il sindacato.
Per la secondaria di secondo grado il sindacato pone l'accento sull'aumento da 20 a 25 alunni nelle prime classi di sezioni staccate, scuole coordinate, sezioni di diverso indirizzo funzionanti con un solo corso, che - secondo la Cgil - rischierebbe la cancellazione di molti indirizzi ancor prima dell'emanazione dei nuovi regolamenti. 
Ultime preoccupazioni per l'aumento degli alunni per classe, in particolare in relazione alla capienza degli ambienti scolastici, causa le condizioni delle aule in termini di capienza e/o in termini di rispetto della normativa antincendio e sulla sicurezza.
Per quanto riguarda il Molise la Flc Cgil parla di 334 insegnanti e 110 addetti Ata in meno per il prossimo anno.
"Un taglio enorme su primaria e secondaria di primo e secondo grado - sostiene il segretario regionale Sergio Sorella - che mortifica la scuola pubblica, toglie risorse alla qualità della didattica e per la stessa funzionalità del servizio. Un colpo mortale all'autonomia organizzativa delle stesse istituzioni scolastiche strette nella morsa dei tagli all'organico e dall'azzeramento dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo". 







(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 11:15:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ "Effluvio" da elezioni a cura del direttivo 
dell'associazione "Forche Caudine" ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1329</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La storia si ripete. All'infinito. Alla vigilia di ogni tornata elettorale, riemergono consumati atteggiamenti che mirano a pescare voti pi&ugrave; o meno "etnici" anche all'interno dell'associazione "Forche Caudine".
La prima fase dell'intraprendenza politica avviene alla vigilia della formazione delle liste elettorali. Pur di essere inserito, non manca chi - di fronte al politico di turno che bazzica "le stanze dei bottoni" - millanta entrature nella nostra associazione, assicurando di poter contare sui voti dei propri corregionali. Parallelamente, dopo lunghi periodi di silenzi, è tutto un fiorire di telefonate ai vertici della nostra associazione, in cui si rinnovano "disponibilità" non proprio disinteressate.
Fatte le liste, una seconda fase scatta nel periodo elettorale vero e proprio. Anche qui, da anni, alle vigilie elettorali è un emergere di molisani con il proprio partito di riferimento, talvolta con il candidato amico o con la candidatura in pectore. Lo sappiamo già, ne siamo vaccinati e fa quasi parte delle regole del gioco.
Noi, per&ograve;, non siamo mai stati unilaterali. E' la principale caratteristica - ed anche la forza - di "Forche Caudine". Già dai vertici dell'associazione - e figuriamoci tra centinaia e centinaia di associati - le convivenze politiche differenti, da destra a sinistra, costituiscono il nostro patrimonio. "Coabitazione", non qualunquismo. Per cui è consolidata tradizione indicare candidati molisani o vicini al Molise di differenti schieramenti.
Per le prossime elezioni europee probabilmente faremo lo stesso: un candidato per il centrodestra e uno per il centrosinistra. Sia per il collegio del centro Italia (quello con Roma) sia per il collegio del Sud (quello con il Molise). Gente di cui acquisiremo massime garanzie. Non lo faremo perch&eacute; la cosa ci entusiasmi particolarmente o perch&eacute; operiamo per fare ci&ograve;: tutt'altro. Ma sappiamo bene che la politica coinvolge moltissime persone e pezzi determinanti di società. Rimanerne completamente estranei significherebbe ignorare un pezzo rilevante di realtà.
Per ora - questo il punto - non abbiamo nomi certi, anche perch&eacute; saranno frutto di indicazioni concordate e collegiali da parte del direttivo. Per cui i tanti (e le tante) che attualmente si ergono a referenti o a paladini della nostra associazione per ritagliarsi subdolamente un po' di gloria politica e un possibile spazio elettorale possono andarsi a cercare altrove i propri consensi. Sono davvero gli ultimi, anche con il loro agire, a poterci rappresentare. ]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 11:55:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il cervello "al top" nell'adolescenza (24 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1328</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Tra gli undici e i sedici anni e mezzo il cervello è nella massima attività: matura, si riorganizza, ottimizza le informazioni. Un periodo che si conferma, quindi, come età "critica" in quanto avviene lo sviluppo cognitivo e ogni dato ha massima incidenza. Sono le conclusioni di uno studio compiuto da un gruppo di scienziati del dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali dell'Università californiana di Davis e pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze "PNAS" (Proceedings of National Academy of Sciences).
Gli studiosi hanno analizzando per cinque anni le onde cerebrali di gruppi di adolescenti emesse durante il sonno (Eeg, cioè l'elettroencefalogramma). Gli autori della ricerca, tra cui Ian Campbell e Irwin Feinberg, hanno scoperto che tra gli 11 e i 16 anni e mezzo i soggetti mostrano una riduzione significativa delle onde cerebrali durante il sonno profondo. Ci&ograve; sarebbe dovuto al cosiddetto "autosfrondamento" delle sinapsi ridondanti cerebrali, cioè una sorta di modellamento, riorganizzazione e ottimizzazione dei circuiti neuronali che in quella fascia d'età sarebbero pi&ugrave; flessibili. In sostanza in quella griglia d'età, l'attività cerebrale si riduce al minimo di notte, per dar spazio all'opera formativa del cervello. ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ La parola, l'informazione,
la lettura Riceviamo dall'amico Umberto Berardo di Duronia (Campobasso) un acuto intervento che volentieri sottoponiamo all'attenzione dei nostri lettori. A seguire un commento di Attilio Di Sanza, docente molisano a Roma... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1326</link>
<description><![CDATA[ In un'indagine condotta dal Censis sulle risorse d'informazione e comunicazione in cinque paesi europei (Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna, Spagna) risulta con evidenza come la televisione sia lo strumento pi&ugrave; largamente utilizzato, mentre in ordine decrescente di diffusione appaiono radio, quotidiani, telefono cellulare, libri, internet, settimanali e mensili.
L'Italia poi nella graduatoria di uso di tali strumenti, se si esclude il telefono cellulare e la televisione, appare in genere all'ultimo o penultimo posto.
Noi Italiani, tra i citati paesi europei, siamo in coda soprattutto per la lettura di libri e giornali.
Anche l'uso della rete internet cresce in tutta l'Europa, specialmente tra i giovani, con percentuali di utenti che superano anche l'80% in paesi come Islanda, Olanda, Norvegia e Svezia, ma la posizione dell'Italia, con il 35%, risulta debole e molto al di sotto della media europea. 
Per la lettura poi, come dicevamo, siamo agli ultimi posti in Europa.
Nel Molise la situazione non varia di molto, ma la media dei lettori è al di sotto di quella nazionale ed il 44% della popolazione dichiara di non aver mai letto un libro nel corso dell'ultimo anno.
Soprattutto la televisione, dunque, assorbe gran parte del tempo che una volta si dedicava alla lettura ed è allora l'immagine e la comunicazione orale a prevalere su quella scritta, come dimostra anche l'uso sempre pi&ugrave; in ascesa del telefono cellulare.
Quali siano le ragioni prevalenti di un tale fenomeno non è cosa facile da individuare e tuttavia crediamo sia importante condurre una tale analisi preliminare per ridare centralità alla parola ed al suo uso corretto in tutti i sistemi d'informazione e quindi anche nella lettura, sulla propensione alla quale incidono diversi fattori.
Noi pensiamo che la scarsa diffusione dell'esercizio del leggere vada ricercata nell'insufficienza di seri processi educativi a livello familiare e scolastico, nella carenza di strutture diffuse sul territorio, in una editoria che fa fatica a rinnovarsi, in una mancata politica di contenimento del prezzo dei libri, nell'assenza di abitudine al prestito ed all'uso di scambio degli stessi, cos&igrave; come nella scarsa relazione tra lettura e scrittura, ma anche nella pigrizia di molti che ricercano fonti d'informazione veloci e come tali anche superficiali.
Leggere per noi è importante perch&eacute; rappresenta forse lo strumento pi&ugrave; importante per ragionare, pensare, acquisire forme concettuali diversificate, confrontarsi con la ricchezza culturale di altri, elaborare idee e quindi stare dentro i problemi comuni in modo attivo. Tutto questo permette di allargare il campo di osservazione, di aprirsi alla ricerca culturale, ma anche di acquisire nuove forme espressive che arricchiscono il modo di comunicare.
Lo stesso risultato si pu&ograve; ottenere anche con strumenti pi&ugrave; veloci e snelli, ma l'orizzonte che ci apre un libro o un giornale è davvero molto ampio.
Quali strumenti abbiamo per convincere di questo soprattutto i giovani?
La struttura familiare, intanto, con l'abitudine alla lettura e la presenza di uno scaffale di libri in casa pu&ograve; rappresentare un primo tassello.
La scuola poi deve attivare corsi interattivi di educazione alla lettura ed alla scrittura servendosi di tutti i mezzi scientifici, tecnici e didattici pi&ugrave; innovativi, ma rinnovando anche la dotazione delle proprie biblioteche che spesso risultano antidiluviane.
Lo strumento dei premi letterari, della lettura espressiva e della recitazione, sempre pi&ugrave; adottato anche nel Molise da molti istituti scolastici, pu&ograve; sicuramente avvicinare i giovani alla fruizione dei libri, ma anche alle prime esperienze di scrittura.
Rendere didatticamente la lettura e l'espressione funzionali alla vita ed alla gratificazione personale significa allontanarle a scuola dai logori e banali obblighi della lettura del testo di narrativa o del compito in classe d'italiano per rendere tali esercizi interessanti ed associabili ad esigenze reali della vita di ognuno.
La lettura ed il confronto su testi comuni pu&ograve; servire di sicuro a rafforzare l'interesse.
Le biblioteche provinciali e comunali, come i centri socio-culturali devono essere riorganizzati negli ambienti, nelle tecniche, nella funzionalità e nei mezzi in maniera da attrarre sempre pi&ugrave; lettori.
Utile è sicuramente promuovere sempre pi&ugrave; l'incontro tra lettori ed autori per rendere viva ed interessante la lettura.
Anche a chi sostiene di avere poco tempo a disposizione oggi un nuovo tipo di editoria elettronica, collegata all'informatica, mette a disposizione strumenti davvero molto innovativi quali l'audiolibro ed i book-reader che consentono di accedere alla lettura in qualsiasi condizione di vita e momento della giornata.
N&eacute; gli uni n&eacute; gli altri sono ancora presenti nelle librerie della nostra regione, ma per molti aspetti rappresentano il futuro.
Inizialmente avevano un ruolo importante soprattutto per i non vedenti, mentre oggi sono usati per migliorare l'apprendimento delle lingue e per la lettura in viaggio o all'aperto.
Presto con la stessa modalità potremo accedere anche ai giornali.
Ovviamente tali sistemi innovativi di editoria porteranno ad un abbattimento notevole dei prezzi e quindi faciliteranno in tutti i sensi l'accesso alla lettura ed allo studio per quanti non possono sedersi sempre ad una scrivania ed aprire uno strumento cartaceo.
Quello che ci sembra di dover sottolineare è come il mezzo di comunicazione cartacea permette ancora, pi&ugrave; di ogni altro, di maturare acquisizioni ampie, approfondite ed analitiche sui temi da conoscere e studiare con la possibilità oltretutto di fermarsi sugli stessi con proprie sottolineature e considerazioni.
Quello che in ogni caso ci appare urgente e necessario è sviluppare per tutta la popolazione l'accesso a forme di comunicazione che diano ad una percentuale sempre pi&ugrave; alta di soggetti libertà di pensiero e spirito critico.

















































































































(Umberto Berardo) 




























































































































































































































































































































Ho letto con molta attenzione quanto scritto da Umberto Berardo, credetemi in molte case gli scaffali sono pieni di libri che fanno arredo, non basta avere libri in casa perch&eacute; i figli li leggano. Mi sembra riduttivo scaricare le responsabilità unicamente su famiglia e scuola.
Mi spiego: la nostra scuola elementare (quella che per intenderci insegna a leggere e scrivere) risulta essere tra le migliori al mondo. Indagini condotte a livello mondiale confermano lÂ’eccellenza di questo segmento educativo. Le stesse indagini indicano per&ograve; che a 14 anni molti bambini e preadolescenti fanno fatica a comprendere un testo, una lettura.
Bisogna chiedersi come mai questo scollamento, questa separazione netta tra le competenze acquisite nella scuola primaria e quelle riconducibili ai successivi ordini di studio?.
Ancora le indagini di cui sopra evidenziano un sensibile peggioramento della situazione negli ordini di studi superiori e universitari.
La domanda da porsi dunque è: come mai la politica vuole distruggere ci&ograve; che c'è di buono (la scuola elementare) invece di intervenire con riforme strutturali e condivise là dove c'è realmente da riformare?
Si torna al maestro unico (è una riforma tornare al passato?) dimenticando che oggi le competenze di un docente sono altre e complesse, che la società richiede tempi e spazi di apprendimento pi&ugrave; adeguati, non tagli.
La logica dei tagli fa gli interessi solo di alcuni settori della nostra economia. Non meravigliamoci se poi in Europa, come evidenzia Umberto Berardo, l'Italia occupa gli ultimi posti nei settori chiave della cultura; la Svezia, in periodo di crisi, ha aumentato gli investimenti nelle scuole, cioè nel futuro, cos&igrave; si appresta a fare l'America, ma noi pensiamo che una scuola di eccellenza non ce la possiamo permettere e vengono sciorinati dati falsi e bugiardi per giustificare lo scempio. A volte mi viene da pensare che siamo tutti allenatori della nazionale di calcio, ci scopriamo tutti realmente competenti su tutto; i veri competenti, quelli che la cultura la praticano, quelli che la scuola la vivono e la creano, quelli no, non vengono consultati, ci si affida alle "competenze " di un economista o di un avvocato poco pi&ugrave; che trentenne che non ha il polso della situazione scolastica se afferma che nelle scuole elementari italiane in ogni classe ci sono tre docenti, di cui uno è in aula e gli altri fuori a perder tempo!
Grazie per l'attenzione
Attilio Di Sanza docente di scuola primaria a Roma ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 03:55:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Parmalat: Grillo testimone e comico (23 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1323</link>
<description><![CDATA[ PARMA - E' durata una decina di minuti la deposizione di Beppe Grillo al processo per il crac Parmalat. Il genovese ha ricostruito di fronte ai giudici come è venuto a conoscenza dei debiti dell'azienda un anno prima della bancarotta. Ha raccontato di aver appreso le informazioni a Parma, nel 2001, durante una cena dopo un suo spettacolo, da Domenico Barili, ex direttore generale della multinazionale di Collecchio. Aveva conosciuto il manager qualche anno prima perch&eacute; invitato dall'azienda parmense a Montecarlo per seguire il gran premio di formula uno dai box sponsorizzati Parmalat. L'ex dirigente Barili, nel corso dell'amichevole conversazione in cui - ricorda Grillo - "mi disse due o tre cose vaghe" e "ricordo con precisione la frase sul fallimento", gli fece la confessione: l'azienda aveva 13mila miliardi di lire di debiti. Il manager, prosegue Grillo, si sofferm&ograve; sul fatto che in un Paese normale un'azienda in quello stato sarebbe fallita da tempo. "Non fu una battuta scherzosa - spiega Grillo ai giudici - mi raccontava cose serie, era spontaneo e sincero". Grillo si domandava come mai non uscisse niente tramite i media normali, e s'è dato la risposta con il palese conflitto d'interessi.  Indagando su quel debito, Grillo ricorda di aver controllato l'elenco dei debiti delle società quotate in Borsa sul sito web di Banca d'Italia. Non solo trov&ograve; conferme alle parole di Barili, ma si accorse che l'azienda di Collecchio era al terzo posto: "La Fiat aveva il doppio dei debiti di Parmalat, mentre Telecom arrivava addirittura al triplo".  A domanda, il comico genovese ha detto di aver dato divulgazione, nei suoi spettacoli, dei profili di falsità dei bilanci Parmalat e di altre società, senza per&ograve; citare la fonte delle sue informazioni "sia perch&eacute; Barili aveva già dato le dimissioni sia per correttezza". Ha ricordato inoltre che nessuna iniziativa di protesta ha mai ricevuto da parte Parmalat, nemmeno querele. Il comico s'è reso protagonista di veri e propri show anche fuori dal tribunale. Uno dei legali di Tanzi, Fabio Belloni, ha disapprovato il comportamento del comico perch&eacute;, prima di presentarsi in tribunale, s'è presentato insieme a una troupe televisiva davanti alla villa del suo assistito per intervistarlo.  Sollecitato dai numerosi giornalisti, Grillo ha parlato anche fuori dal tribunale. "Nel mio spettacolo mettevo in ridicolo che dal latte si potesse costruire un'azienda come la Coca Cola - ha ricordato. Poi ha lanciato la sua battuta: "Il crac Parmalat? Dovrebbero risarcire le mucche. In quell'azienda invece di fare il latte, infatti, si facevano altre cose". Ha quindi detto che andrebbe chiusa  Poi è andato a ruota libera. Ha parlato dei media ("L'informazione finanziaria era criminosa. Con i giornalisti comprati dalle banche e le banche nei cda dei giornali"), della Borsa italiana ("Se provassimo a far quotare presso Borse estere le aziende italiane tutte le 280 società verrebbero rifiutate"), della Consob ("Andrebbe chiusa, se negli Stati Uniti fai una cosa cos&igrave; ti becchi 25 anni di carcere"), del Papa ("Abbiamo un Papa alla deriva, questa poteva davvero evitarsela. Gira con quattro guardie del corpo... sono io che dovrei avere quattro bodyguard! Si è perso il senso del Vangelo"), della figlia di Ligresti ("Non è possibile che una persona sia consigliere in sette società"), del capitalismo ("Questo capitalismo è morto, dal disastro si sono salvate solo le banche musulmane perch&eacute; hanno l'etica"). ]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 05:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ E' morto a Frosinone Giuseppe Bonaviri (23 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1322</link>
<description><![CDATA[ FROSINONE - E' morto a Frosinone a 84 anni il poeta e scrittore Giuseppe Bonaviri, pi&ugrave; volte entrato nella cinquina finale dei candidati al premio Nobel, sin dal 1984.  Nato a Mineo, in provincia di Catania nel 1924. Laureato in medicina e specializzato in cardiochirurgia, pubblica numerosi libri tradotti in molte lingue e viene recensito dai maggiori letterati italiani del Novecento. Il suo esordio letterario è legato al romanzo "Il sarto della stradalunga", scritto in Sicilia e portato a termine a Casalmonferrato, dove Bonaviri svolge il servizio militare. Viene pubblicato nel 1954 da Einaudi, nella prestigiosa collana "I gettoni" curata da Elio Vittorini, il quale scrive a proposito dell'opera: "Il valore poetico del romanzo è nel senso delicatamente cosmico col quale l'autore rappresenta il piccolo mondo paesano su cui c'intrattiene, trovando anche nelle erbe e negli animali, nei sassi, nella polvere, nella luce della luna o del sole, un moto o un grido di partecipazione alle povere peripezie del sarto e dei suoi". Tra le recensioni quella di Italo Calvino: "E' un puro arabesco che parte da un materiale neorealistico ma non lo compone in romanzo, lo arzigogola in un affresco statico e continuo, o in una specie di soliloquio". Bonaviri confesserà sempre che proprio il primo romanzo è quello cui è pi&ugrave; legato. Nel dopoguerra Bonaviri si trasferisce a Frosinone dove esercita la professione medica. Firma numerosi romanzi, pubblicati, tra gli altri, da Editori Riuniti, Einaudi, Guanda, Manni, Mondadori, Rizzoli e Sellerio. Vi dove riporta le atmosfere siciliane, sublimandole e sottolineando la dimensione magica e arcaica della natura. Tra i pi&ugrave; celebri: "Il fiume di pietra" del 1964, "La divina foresta" del 1969, "Notti sull'altura" del 1971, "L'isola amorosa" del 1973, "L'enorme tempo" del 1976, "Novelle saracene" del 1980, "L'incominciamento" del 1983, "&Egrave; un rosseggiar di peschi e d'albicocchi" del 1986, "Ghig&ograve;" del 1990, "Il vicolo blu" del 2003. Ha anche pubblicato raccolte di poesie: "Il dire celeste" nel 1976, "O corpo sospiroso" nel 1982, "L'asprura" nel 1986, "I cavalli lunari" nel 2004. Nel 1988 ottiene la laurea in lettere "honoris causa" dall'Università di Cassino, nel 1999 da quella di Catania. Qualche anno fa Massimiliano Perrotta ha realizzato un documentario biografico su Giuseppe Bonaviri, incontrandolo nella sua casa di Frosinone. Alle parole dello scrittore si alternano quelle dei critici Walter Mauro, Salvatore Silvano Nigro, Walter Pedullà, Sarah Zappulla Muscarà e una testimonianza del compositore Ennio Morricone, che ha collaborato con Bonaviri per l'opera "Ode", commissionata per l'inaugurazione della nuova sede del Conservatorio di Frosinone. ]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 08:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Sclerosi multipla: scoperta scientifica italo-svizzera (23 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1321</link>
<description><![CDATA[ BELLINZONA - Importante scoperta scientifica sul fronte della lotta alla sclerosi multipla, malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale di circa una persona su mille. I ricercatori dell'Istituto svizzero per la ricerca in biomedicina (Irb) di Bellinzona, diretto da Antonio Lanzavecchia, dopo due anni di studi coordinati con l'istituto bernese Theodor Kocher e l'università di Genova, hanno provato l'esistenza di una porta d'ingresso al cervello utilizzata dalle cellule responsabili della sclerosi multipla, un canale finora ritenuto d'importanza secondaria, chiamato "plesso coroideo" (dove si produce il liquido spinale). Vi penetrerebbero cellule immunitarie, aprendo la strada ad una seconda ondata di cellule pericolose, capaci di scatenare malattie autoimmunitarie, come appunto la sclerosi multipla. La scoperta, effettuata per lo pi&ugrave; da ricercatori italiani, è stata pubblicata sulla rivista "Nature Immunology" e potrebbe consentire qualche passo avanti nella lotta non soltanto contro la sclerosi multipla ma anche contro altre malattie autoimmuni, ad esempio l'artrite reumatoide, come sottolinea la coordinatrice dello studio, l'italiana Federica Sallusto che opera a Bellinzona, la quale s'è servita, tra gli altri, dei connazionali Andrea Reboldi dell'Irb e di Antonio Uccelli dell'università di Genova. La ricerca è stata realizzata anche grazie al finanziamento della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism). ]]></description>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 08:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Slavina in Abruzzo: dispersi (22 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1320</link>
<description><![CDATA[ RIVISONDOLI (L'AQUILA) - Una slavina con un fronte di circa 150 metri si è abbattuta nel primo pomeriggio, intorno alle 14, sul monte Pratello, a Rivisondoli, tra i 1.400 e i duemila metri. Nonostante la chiusura di diverse piste di sci per il rischio slavine, segnalato ieri dal Corpo forestale, alcuni sciatori a causa della tanta neve e della bella giornata si sono ugualmente avventurati. Forse uno snowboard avrebbe provocato la slavina che ha travolto alcune persone che stavano sciando fuoripista. Tre marchigiani sono stati tratti in salvo dai soccorritori. Il primo di loro è stato ritrovato dopo mezz'ora, altri due in seguito. Sono stati trasportati per precauzione all'ospedale di Sulmona. Al loro salvataggio hanno lavorato gli uomini del soccorso, cani antivalanghe e due elicotteri. Si cercano altri eventuali dispersi in quanto sono circolate notizie in tal senso ma probabilmente prive di fondamento. ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 04:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma: partita la carica dei 15mila (22 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1319</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sotto un cielo terso è partita da via dei Fori Imperiali con il tradizionale colpo di pistola sparato in aria dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, la quindicesima edizione della Maratona di Roma. Circa 15mila gli atleti in gara, poco meno della metà gli stranieri, provenienti da 78 Paesi tra i quali, per la prima volta, il Kenya. Il percorso è di 42 chilometri con ritorno in via dei Fori Imperiali. Per i comuni cittadini c'è la possibilità, con il pagamento di un biglietto, di seguire i maratoneti nelle corsie del percorso. Si prevedono circa 100mila spettatori lungo il percorso. Poco prima è partita la maratona dei disabili.  Dal punto di vista agonistico, sotto osservazione i soliti atleti africani tra cui i keniani Paul Kiprop Kirui (personale 2'06"44), Hosea Rotich Kiprop, (2'07"24), Philip Manyim Kipkurgat (2'07"41) e Francis Kiprop (2'08"30). Tra gli etiopi Jufar Robi Tariku (2'08"10). Sul fronte femminile le africane dovranno vedersela con le russe. Tra le italiane attenzione alla palermitana Anna Incerti. Vigili urbani e Protezione civile hanno fatto scattare il piano di sicurezza dalle sei di stamani. Ovviamente il traffico cittadino risentirà della manifestazione. Nel pomeriggio, pur non essendo previste partite di calcio (Roma e Lazio hanno giocato ieri, perdendo entrambe), al Palatiziano di piazza Apollodoro al Flaminio è prevista alle 18,30 la partita di pallavolo tra Roma e Isernia che richiamerà molti supporters provenienti dal Molise. ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 10:30:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il dolore del Papa per le morti di ieri (22 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1318</link>
<description><![CDATA[ LUANDA (ANGOLA) - La morte di due giovani schiacciati nella calca al momento dell'apertura dello stadio, quattro ore e mezzo prima dell'arrivo del Papa, ha funestato la visita in Angola di Benedetto XVI. Un'altra trentina di persone hanno avuto bisogno delle cure dei sanitari, anche per il caldo. Il Papa ha appreso della tragedia solo in tarda serata, causa i ritardi con cui le autorità angolane hanno diffuso la notizia, peraltro nemmeno data dalla televisione locale nel pomeriggio. Il fatto - ha detto padre Lombardi - ha provocato ovviamente "dolore e sconcerto" sia per il Papa sia per i suoi collaboratori. Ratzinger era giunto in uno stadio gremito intorno alle 16,30. La speranza è stata al centro del suo discorso. "Io vi dico coraggio - ha detto il Papa dal palco coperto da una tenda gialla - osate decisioni definitive, perch&eacute; in verità queste sono le sole che non distruggono la libertà. Non è difficile immaginare le nubi grigie che coprono ancora il cielo dei vostri sogni migliori. Sapremo uscire da questa situazione difficile. Amici miei voi siete il seme gettato da Dio nella terra". Davanti a lui, nelle prime file, orfani e mutilati, vittime del conflitto che ha lasciato mezzo milione di morti, tre milioni di sfollati, 70 mila mutilati, di cui diecimila bambini, terminato con l'accordo di pace del 2002. Incontrando i vescovi nella Cappella della Nunziatura apostolica di Luanda, il Papa ha sottolineato per l'indirizzo globale della vita della nazione l'importanza della cultura "in cui la Chiesa gode di rinomate istituzioni accademiche, le quali devono proporsi come punto d'onore di far s&igrave; che la voce dei cattolici sia sempre presente nel dibattito culturale della nazione, perch&eacute; si rafforzino le capacità di elaborare razionalmente, alla luce della fede, le tante questioni che sorgono nei diversi ambiti della scienza e della vita", sottolineando la necessità di "un'interpretazione cristiana degli eventi, dei problemi e delle realtà umane" contro il diffuso relativismo che "tende ad erigere a misura ultima l'io personale e i suoi capricci". Oggi terza e ultima giornata di visita. Il Papa celebrerà la grande messa domenicale nella spianata di Cimangola, a ridosso del cementificio di Luanda e di fronte all'Oceano Atlantico. Sono attese centinaia di migliaia di persone. Nel pomeriggio incontrerà invece le rappresentanti delle donne africane, nella parrocchia di Sant'Antonio, in un quartiere popolare della capitale. ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 10:00:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Acqua: dal Forum attenzione all'agricoltura (21 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1317</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Acqua, risorsa del futuro, da cui dipendono anche i destini di intere popolazioni. Per cui occorre assicurarne una migliore gestione, soprattutto in agricoltura. Lo ribadisce il direttore generale della Fao, Jacques Diouf nel suo intervento al quinto Forum mondiale dell'Acqua a Istanbul, in Turchia, sottolineando che "l'avvenire dell'acqua è in un'agricoltura pi&ugrave; efficiente, laddove bisogna produrre pi&ugrave; cibo consumando meno quantità del prezioso liquido". "L'agricoltura ha una responsabilità basilare nel soddisfare la domanda corrente e futura di cibo, ma anche nel gestire l'impatto ambientale della produzione - ha continuato Diouf. "Al centro dei processi di cambiamento vanno posti i milioni di agricoltori che in tutto il mondo producono il cibo che noi mangiamo: hanno bisogno di essere incoraggiati e indirizzati a produrre di pi&ugrave; con meno acqua. Ci&ograve; richiede investimenti e incentivi ben finalizzati, oltre ad un contesto politico adeguato". Diouf ha ricordato che l'agricoltura incide per il 70% di tutto il consumo di acqua potabile a livello mondiale, pur esistendo differenze a seconda dei diversi livelli di sviluppo dei Paesi. Bastano dai due ai tre litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno giornaliero di liquidi di un individuo, ma ne occorrono tremila per produrre l'equivalente del nostro fabbisogno quotidiano di cibo. Ecco perch&eacute; il problema dell'acqua è strettamente collegato agli squilibri economici di un pianeta che si trova ad affrontare cambiamenti globali senza precedenti, tra cui la crescita della popolazione, le migrazioni, l'urbanizzazione, il cambiamento climatico, la desertificazione, le siccità, il degrado del suolo e serie modifiche delle preferenze alimentari. Il direttore generale Fao ha spiegato che il problema della fame crescente nel mondo, con quasi un miliardo di esseri umani non in grado di procurarsi cibo a sufficienza, potrebbe peggiorare "se non saranno prese decisioni coraggiose e attuate misure concrete ed urgenti". Ecco quindi perch&eacute; "Il ruolo dell'agricoltura oggi è duplice: deve ridurre il divario tra offerta e domanda, tanto nel breve che nel lungo periodo, e deve anche prevenire gli shock futuri, aumentare la capacità di ripresa dei pi&ugrave; vulnerabili e mitigare l'impatto ambientale - ha concluso Diouf, ribadendo che occorre concentrarsi sulla gestione dell'acqua nell'agricoltura, aumentando il sostegno e l'aiuto ai contadini nei Paesi in via di sviluppo. Ci&ograve; anche per mitigare il suo impatto ambientale e per prevenire future crisi. In parallelo al Forum ufficiale (World Water Forum) si svolge sempre ad instanbul un Forum alternativo che ha per tema "L'acqua come diritto universale" e che vede la partecipazione di un centinaio di gruppi ambientalisti internazionali con circa 600 delegati. ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 11:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ "Mimmo" dei Cesaroni: non è grave (21 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1316</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Non sono gravi, come s'è temuto in un primo momento, le condizioni di Federico Russo, otto anni, il "Mimmo" della serie tv di successo che è rimasto vittima intorno alle ore 11,30 di un incidente stradale lungo la via Aurelia, al chilometro 36,600, nei pressi di Ladispoli (Roma). Dai primi esami le condizioni del bambino non sarebbero preoccupanti, come invece si era temuto subito dopo il sinistro. Il piccolo attore ha una ferita lacero contusa sulla fronte che è stata suturata, rimane in osservazione ma le sue condizioni non destano particolare preoccupazione.  In realtà negli attimi susseguenti allo spettacolare incidente ci si era preoccupati per le sue condizioni, tanto da trasportarlo con l'elisoccorso al Policlinico Gemelli di Roma. Gli altri componenti della famiglia, il padre Emiliano e le due sorelle Eleonora e Veronica, che erano con lui in macchina, sono stati accompagnati all'ospedale San Paolo di Civitavecchia dove per&ograve; le condizioni sono apparse subito buone. La famiglia è rimasta ferita dopo che l'auto, una Fiat Marea, è andata fuori strada, rovesciandosi e finendo sotto un ponticello un paio di chilometri dopo l'uscita di Marina San Nicola della via Aurelia, a ridosso di Ladispoli, in direzione Civitavecchia. Federico, le sorelle e il padre sono rimasti imprigionati nel veicolo fino all'arrivo di una squadra dei Vigili del Fuoco. Il piccolo Federico Russo, nonostante l'età, calca le scene televisive da cinque anni e nel 2007 ha recitato per la serie "I Cesaroni 2" con Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci. Tra le altre partecipazioni, le serie tv "Incantesimo" (sette ed otto), la fiction "Carabinieri" su Canale 5, il film-tv "De Gasperi, l'uomo della speranza" e "Provaci ancora prof", terza serie, diretto da Rossella Izzo. Nel 2005 ha vinto "Ballando con le stelline", categoria per bambini del programma di Rai Uno condotto da Milly Carlucci. ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 03:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Cig: 563mila nei primi due mesi (21 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1314</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sarebbero circa 563 mila i lavoratori in cassa integrazione nei primi due mesi dell'anno in corso. Oltre 483 mila sarebbero le unità coinvolte nei mesi di gennaio e febbraio dai processi di cassa integrazione nei settori industria, commercio e edilizia. A queste vanno aggiunti i lavoratori interessati dalla cassa integrazione in deroga, stimabili in circa 80 mila unità. A febbraio 2009, rispetto al 2008, l'aumento sarebbe stato del 201,63% pari ad un volume di 38.754.180 ore. E' quanto si legge nell'ultimo rapporto a cura dell'Osservatorio della Cgil sulla cassa integrazione del Dipartimento settori produttivi, in cui si sottolinea che "la realtà è peggio della immaginazione" e che l'aumento è "disastroso".  Lo stesso Osservatorio aveva quantizzato in quasi 189 milioni le ore totali di cassa integrazione nei settori industriali e nel commercio nel 2008, con un aumento di oltre 40 milioni di ore (+27%) rispetto all'anno precedente. Nel solo mese di dicembre l'aumento era stato del 130%. Aumenti collegati soprattutto alla caduta della domanda interna ed internazionale. I settori che registrano il pi&ugrave; forte peggioramento produttivo continuano ad essere il legno, il metallurgico, il meccanico, ma anche chimico e tessile. ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 01:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Alemanno: il 21 aprile tutti a Roma (21 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1313</link>
<description><![CDATA[ ROMA - "Ho un invito da farvi: venite tutti a Roma il 21 aprile perch&eacute; avrete modo di ammirare uno spettacolo unico: illumineremo i Fori imperiali portandoli fuori dal degrado in cui erano stati lasciati". E' l'appello del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ai 1.800 delegati presenti al terzo congresso di An. Il primo cittadino della Capitale ha confessato alla platea che avrebbe voluto partecipare al congresso con la fascia tricolore di sindaco ma il cerimoniale gli ha fatto presente che non è consentito farlo in un congresso di partito.  Alemanno, nel suo saluto da sindaco (domani terrà al congresso la sua relazione politica) ha sottolineato la gioia e l'onore di partecipare come primo cittadino di Roma, città che "tornerà ad essere luogo di cui essere orgogliosi" ha detto l'esponente di An. Ha chiuso con una promessa: "Oggi ci dobbiamo confrontare con le mille emergenze lasciate dalla giunta precedente. Io vi prometto - ha concluso il sindaco - che Roma non sarà pi&ugrave; il luogo dei ministeri e della burocrazia ma città rinata. E gli italiani saranno orgogliosi di avere Roma come Capitale". ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 12:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: voci e immagini
contro il razzismo Presentata all'Ambra Jovinelli un'iniziativa contro il razzismo che riunisce 26 organismi anche internazionali. S'è esibito, tra l'altro, il corso "Se... sta voce" diretto dal maestro molisano Attilio Di Sanza, originario di San Pietro Avellana. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1312</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' stata presentata a Roma una campagna nazionale per combattere il razzismo e la paura dell'altro. Promossa da un elenco di ventisei organismi tra associazioni laiche e religiose, organizzazioni sindacali fino all'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), è stata presentata al teatro Ambra Jovinelli. Logo della campagna un fantasmino giallo, simbolo delle paure, ideato da Viorel Samuel Cirpaciu, un bambino rom. E Viorel è anche l'interprete, insieme agli attori Lello Arena, Francesca Reggiani, Salvatore Marino e Cumba Sall, di uno spot realizzato dal regista Mimmo Calopresti e che sarà trasmesso sulle reti tv.
La campagna "Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti" si rivolge in primis ai cittadini, cui viene chiesto di firmare un manifesto. L'elenco delle firme sarà consegnato al presidente della Repubblica in occasione della Giornata mondiale del rifugiato il 20 giugno.
Al termine della presentazione anche una presenza molisana: il maestro Attilio Di Sanza, originario di San Pietro Avellana, ha diretto il coro multietnico di bambini "Se...sta voce", che ha nel proprio repertorio anche canti popolari del Molise, pur esibendosi principalmente a Roma. Il coro ha proposto tre brani magnificamente interpretati tra cui "Ederlezi", un canto popolare zingaro a tre voci recentemente ripreso da Goran Bregovic.
Il coro il 9 maggio sarà nuovamente in scena ad Assisi al tavolo internazionale della pace. 


















































































































(Susanna S.) ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 07:50:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Processo D'Antona: 14 condanne (20 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1311</link>
<description><![CDATA[ BARI - I giudici della terza sezione penale della corte d'appello di Bari hanno inflitto quattordici condanne ad altrettanti esponenti delle Brigate Rosse ritenuti responsabili di istigazione a delinquere, per aver rivendicato l'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, avvenuto a Roma il 20 maggio 1999. Giuseppe Armante, Maria Cappello, Tiziana Cherubini, Antonino Fosso, Franco Galloni, Enzo e Franco Grilli, Franco Lamaestra, Flavio Lori, Rossella Lupo, Fausto Marini, Michele Mazzei, Fabio Ravalli e Vincenza Vaccaro sono stati condannati ad un anno e nove mesi di reclusione ciascuno. Altri due imputati, Francesco Donati e Giuseppe May, direttore del bollettino dell'associazione "Solidarietà proletaria" sono stati invece assolti. Riformando la sentenza di primo grado, i giudici hanno ritenuto non pi&ugrave; previsto dalla legge il reato di apologia sovversiva antinazionale (articolo 272 del Codice penale), abrogato nel 2006.
Alcuni brigatisti, prima della sentenza, hanno letto stralci di documenti con i quali hanno sostanzialmente dichiarato la legittimità della strategia per la lotta armata. I documenti sono stati acquisiti dal presidente della Corte d'Appello, Giovanni Giorgio. Anche una decina di persone tra il pubblico ha mostrato cartelli e urlato slogan di solidarietà ai detenuti ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 04:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Italiani sempre pi&ugrave; longevi (20 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1310</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Gli europei - e gli italiani in particolare - vantano aspettative di vita da record. E' quanto emerge dal rapporto realizzato nell'ambito del progetto Eugloreh 2007, avviato nel 2005 con il finanziamento dell'Unione europea, coordinato dai ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e dall'Istituto superiore di sanità. Una fotografia molto dettagliata cui hanno collaborato i 27 Stati membri dell'Unione europea pi&ugrave; altri quattro.  In un decennio in Europa l'aspettativa di vita è aumentata di tre anni per gli uomini, toccando ormai i 75 anni e mezzo, e per le donne che sfiorano gli 82 anni. I cittadini comunitari sono battuti soltanto dai giapponesi, primatisti mondiali di longevità con aspettative maschili di 78,5 anni e femminili 85,5 anni. I dati, almeno in questo caso, premiano l'Italia, ai vertici della classifica insieme a Svezia, Francia e Finlandia.  A far crescere il numero degli anziani sono soprattutto i progressi della medicina, che hanno permesso un maggiore controllo delle malattie infettive, la riduzione della mortalità associata alle malattie cardio-vascolari e respiratorie, una minore mortalità per i soggetti colpiti dal cancro (eccetto il tumore al polmone), specie negli ultimissimi anni. Decresce anche la mortalità infantile. Tuttavia le malattie continuano a rappresentare la spada di Damocle. Patologie cardiovascolari, tumori, traumi e avvelenamenti rappresentano le principali cause di morte in età lavorativa. Aumentano anche i mali invalidanti come il diabete, l'obesità e la depressione. Per quanto riguarda le differenze tra uomini e donne, i tassi di mortalità sono simili fino a 15 anni, mentre tra 15 e 65 anni i maschi hanno un tasso di mortalità molto pi&ugrave; alto di quello delle femmine per tutte le principali cause di morte, che arriva fino a quattro volte per gli incidenti associati al trasporto. Gli uomini sviluppano il cancro pi&ugrave; presto e muoiono prima, analogamente alle malattie cardio-vascolari. Le donne soffrono maggiormente per la fragilità ossea. Un terzo del peso sulla salute nell'Unione europea viene attribuito a fattori di rischio come il fumo, l'alcol, il sovrappeso e l'obesità e i livelli elevati di colesterolo nel sangue. A seguire la scarsa attività fisica, il basso consumo di frutta e verdura e l'uso di droghe. Una panoramica che evidenzia come azioni di prevenzione e la promozione di stili di vita pi&ugrave; sani producono notevoli benefici per la salute. ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 03:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Italiani sempre pi&ugrave; longevi (20 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1309</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Gli europei - e gli italiani in particolare - vantano aspettative di vita da record. E' quanto emerge dal rapporto realizzato nell'ambito del progetto Eugloreh 2007, avviato nel 2005 con il finanziamento dell'Unione europea, coordinato dai ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e dall'Istituto superiore di sanità. Una fotografia molto dettagliata cui hanno collaborato i 27 Stati membri dell'Unione europea pi&ugrave; altri quattro.  In un decennio in Europa l'aspettativa di vita è aumentata di tre anni per gli uomini, toccando ormai i 75 anni e mezzo, e per le donne che sfiorano gli 82 anni. I cittadini comunitari sono battuti soltanto dai giapponesi, primatisti mondiali di longevità con aspettative maschili di 78,5 anni e femminili 85,5 anni. I dati, almeno in questo caso, premiano l'Italia, ai vertici della classifica insieme a Svezia, Francia e Finlandia.  A far crescere il numero degli anziani sono soprattutto i progressi della medicina, che hanno permesso un maggiore controllo delle malattie infettive, la riduzione della mortalità associata alle malattie cardio-vascolari e respiratorie, una minore mortalità per i soggetti colpiti dal cancro (eccetto il tumore al polmone), specie negli ultimissimi anni. Decresce anche la mortalità infantile. Tuttavia le malattie continuano a rappresentare la spada di Damocle. Patologie cardiovascolari, tumori, traumi e avvelenamenti rappresentano le principali cause di morte in età lavorativa. Aumentano anche i mali invalidanti come il diabete, l'obesità e la depressione. Per quanto riguarda le differenze tra uomini e donne, i tassi di mortalità sono simili fino a 15 anni, mentre tra 15 e 65 anni i maschi hanno un tasso di mortalità molto pi&ugrave; alto di quello delle femmine per tutte le principali cause di morte, che arriva fino a quattro volte per gli incidenti associati al trasporto. Gli uomini sviluppano il cancro pi&ugrave; presto e muoiono prima, analogamente alle malattie cardio-vascolari. Le donne soffrono maggiormente per la fragilità ossea. Un terzo del peso sulla salute nell'Unione europea viene attribuito a fattori di rischio come il fumo, l'alcol, il sovrappeso e l'obesità e i livelli elevati di colesterolo nel sangue. A seguire la scarsa attività fisica, il basso consumo di frutta e verdura e l'uso di droghe. Una panoramica che evidenzia come azioni di prevenzione e la promozione di stili di vita pi&ugrave; sani producono notevoli benefici per la salute. ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 03:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Dopo 9 anni cresce la disoccupazione (20 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1305</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dopo nove anni di costante diminuzione, il numero dei disoccupati torna a crescere. Nella media del 2008, fa sapere l'Istat, il tasso di disoccupazione si attesta al 6,7 per cento, dal 6,1 per cento nel 2007, e le persone in cerca di occupazione aumentano, in confronto ad un anno prima, del 12,3%. Nel breve periodo il tasso di disoccupazione passa dal 6,6 per cento del quarto trimestre 2007 all'attuale 7,1 per cento. Rispetto al terzo trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta di due decimi di punto.
La rilevazione dell'Istituto nazionale di statistica sulle forze di lavoro fa riferimento al periodo che va dal 29 settembre al 28 dicembre 2008.
Nel quarto trimestre 2008 l'offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2007, un incremento dello 0,6 per cento (144.000 unità). Rispetto al terzo trimestre 2008, per&ograve;, al netto dei fattori stagionali, l'offerta di lavoro rimane invariata.
Nel quarto trimestre 2008 il numero di occupati risulta pari a 23.349.000 unità segnalando una sostanziale interruzione della crescita su base annua (0,1 per cento, pari a 24mila unità). Il risultato è sintesi di una dinamica ancora positiva nel Nord e nel Centro, dove risulta determinante il contributo fornito dai lavoratori stranieri, ma fortemente negativa nel Mezzogiorno con una discesa tendenziale dell'1,9 per cento, pari a -126mila unità. In termini destagionalizzati e in confronto al terzo trimestre 2008, l'occupazione nell'insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,2 per cento. 
Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di tre decimi di punto rispetto al quarto trimestre 2007, portandosi al 58,5 per cento.
Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quarto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.775.000 unità (+ 120mila unità, pari al +7,3 per cento rispetto al quarto trimestre 2007). Insomma, dati tutti in negativo per l'economia e il lavoro nazionali. ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 11:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Feeling Capanna e Vaticano sull'ogm (19 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1303</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Inedito "placet" di Mario Capanna, ex leader dei movimenti studenteschi del Sessantotto, alle posizioni della Chiesa sugli organismi geneticamente modificati.
"Esprimiamo apprezzamento per la posizione del Vaticano sugli ogm - ha sottolineato Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici, commentando il passaggio sugli organismi modificati contenuto nel documento vaticano "Instrumentum laboris", realizzato in vista del Sinodo speciale africano che si terrà in autunno in Vaticano e consegnato oggi dal Papa a Yaounde.
Precisa l'ex parlamentare comunista: "Apprezziamo il fatto che il Vaticano abbia ricordato come le campagne di semina di ogm in Africa finiscano per rovinare i piccoli coltivatori". 
Il documento della Chiesa attacca duramente le multinazionali che "invadono" l'Africa, "si appropriano delle risorse naturali" e "deturpano il creato".
L'Instrumentum laboris spiega: "Le multinazionali continuano ad invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali". Il documento ricorda inoltre che le multinazionali schiacciano le compagnie locali con la complicità dei dirigenti africani, recando danno all'ambiente e deturpando il creato. L'Africa è "in pericolo" di fronte a nuovi seduttori immorali che "cercano di imporre il regno del denaro disprezzando i pi&ugrave; indigenti", e costringendoli persino all'esodo, evidenzia il testo cattolico. 
"Come si evince dal documento - prosegue Capanna - secondo il Vaticano la coltivazione di ogm in Africa è soltanto uno strumento di sopraffazione utilizzato dalle multinazionali per indurre i contadini a sopprimere le loro semine tradizionali e a dipendere sempre di pi&ugrave; dalle società produttrici di ogm. E' la verità. Niente a che vedere, dunque, con la risoluzione del problema della fame e dell'insicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo, argomento cavalcato dai fautori del biotech come obiettivo delle coltivazioni transgeniche". ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 02:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Estate Romana: bando biennale Il Comune finanzierà con 3 milioni di euro globali le proposte per gli spettacoli inseriti nella celebre rassegna. Domande entro il 15 aprile. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1301</link>
<description><![CDATA[ ROMA - &Egrave; stato pubblicato il nuovo bando comunale per proposte di rassegne e festival di spettacolo dal vivo e cinematografici da realizzarsi a Roma. L'assessorato alle Politiche culturali del Campidoglio ha approvato un programma biennale, finanziato con 1 milione e mezzo di euro per ognuno dei due periodi interessati: giugno-dicembre 2009 e gennaio-dicembre 2010. 

























































L'amministrazione capitolina concorrerà alla realizzazione dei progetti prescelti con un finanziamento non inferiore a 25mila euro e non superiore a 150mila.
"Quest'anno per la prima volta abbiamo reso il bando biennale - sottolinea l'assessore alle Politiche culturali Umberto Croppi - e introdotto l'istituzionalizzazione, per un triennio, delle rassegne storiche che, per qualità dell'offerta culturale e presenza di pubblico, non saranno oggetto di bando ma vedranno riconosciuta la loro attività attraverso un'apposita delibera di giunta".
L'avviso pubblico pu&ograve; essere ritirato presso il Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi dell'Assessorato alla Cultura - all'Ufficio Relazioni con il Pubblico ed è scaricabile dagli indirizzi internet www.comune.roma.it/cultura e www.culturaroma.it . 


Per informazioni telefonare ai numeri: 
Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi - 06/67103168 - 06/67102744 - 06/67104583 - 06/6795920 - 06/67102476 
Ufficio Relazioni con il Pubblico - 06/67104817 - 06/67105568 - 06/67105569 



Avviso Pubblico per reperire proposte di rassegne e festival di spettacolo dal vivo, anche sotto forma di interventi urbani e performance, e/o cinematografici da realizzarsi nella Città di Roma nel periodo giugno / dicembre dell'anno 2009 e nel periodo gennaio / dicembre dell'anno 2010. 


























































COMUNE DI ROMA - ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI
DIPARTIMENTO IV - POLITICHE CULTURALI
Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi
AVVISO PUBBLICO 



L'Amministrazione Comunale intende reperire proposte di rassegne e festival di spettacolo dal vivo, anche sotto forma di interventi urbani e performance, e/o cinematografici da realizzarsi nella Città di Roma nel periodo giugno / dicembre dell'anno 2009 e nel periodo gennaio / dicembre dell'anno 2010.
Requisiti 



Le proposte dovranno avere i seguenti requisiti:
A) Essere rassegne e festival di spettacolo dal vivo, anche sotto forma di interventi urbani e performance, /o
cinematografici, anche intedisciplinari, riconducibili ad un'idea coerente ed unitaria sviluppata nelle due annualità;
B) Essere compatibili con lo spazio / gli spazi individuati, anche in relazione alla normativa vigente disciplinante la realizzazione di manifestazioni di pubblico spettacolo; 
C) Avere una capacità di autofinanziamento, pari almeno al disavanzo preventivato per ogni anno di riferimento, anche con l'apporto di altri enti e/o sponsor reperiti nel rispetto dei principi enunciati all' art. 6 del " Regolamento 
per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni", approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n&deg; 214 del 15/11/2004;
I progetti devono essere presentati da Enti, Associazioni e Società legalmente costituite da almeno un anno alla data di scadenza del presente A.P., anche riunite e che abbiano conferito mandato con rappresentanza ad una di esse detta " Capogruppo", che non svolgano attività partitiche in qualunque forma, o non diano vita ad iniziative politiche.
Ogni proponente potrà presentare un solo progetto.
Non saranno ammesse proposte riferite a: 


Premi o concorsi 


Attività ordinaria dell'ente o dell'associazione proponente. 


Titoli preferenziali
Saranno valutati quali titoli preferenziali: 


Carattere innovativo del progetto anche in relazione ad attività di ricerca e sperimentazione, qualità del cast artistico e coerente sviluppo dell'idea proposta nei due anni di riferimento; 


Compatibilità e coerenza del progetto in relazione allo spazio/i individuato/i; 


Affluenza di pubblico ipotizzata; 



Documentazione richiesta in doppia copia
I soggetti interessati all'iniziativa dovranno presentare domanda corredata dalla seguente documentazione,in doppia copia, firmata in ogni sua parte dal legale rappresentante:
1) Relazione generale indicante le finalità e i contenuti artistici della proposta,con specifico riferimento al coerente sviluppo dell'idea nelle due annate di riferimento;
2) Progetto per ogni anno di riferimento contenente i seguenti elementi ;
&middot; Programma della manifestazione con indicazione del periodo di svolgimento ;
&middot; Cast artistico con scheda descrittiva di ogni artista;
&middot; Luogo/luoghi di svolgimento e relativa ipotesi di utilizzo, con descrizione dell'allestimento previsto per l'area/e prescelta/e, con planimetria, formato A4, che evidenzi la quantità, la localizzazione e la tipologia di eventuali stand commerciali;
&middot; Ipotesi di affluenza di pubblico.
3) Relazione sulle attività svolte dal proponente/i negli ultimi anni.
4) Preventivo economico riportante:
&middot; Voci di uscita
&middot; Voci di entrata 
&middot; Costo totale della manifestazione
&middot; Prezzo medio e massimo del biglietto, ove previsto. 
5) Descrizione dell'autofinanziamento, pari al disavanzo preventivato per ogni anno, secondo le seguenti 
indicazioni:
&middot; Quote presuntive provenienti da attività commerciali.
&middot; Quote certe provenienti da alti enti o sponsor reperiti nel rispetto dei principi enunciati dall'art. 6 del " Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni", approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n&deg;214 del 15 novembre 2004. 
6) Piano di comunicazione con indicazione dei mezzi che s'intendono utilizzare per far risaltare l'immagine dell'Amministrazione Comunale e promuovere la partecipazione del pubblico. La quota d'investimento per il piano  di comunicazione dovrà essere almeno pari al 10% del costo totale annuo del progetto.
7) Dichiarazione con la quale il proponente, preso atto del finanziamento concesso dal'Amministrazione, accetta di concordare con i competenti uffici l'eventuale rimodulazione del progetto che, in ogni caso, dovrà tener conto e mantenere le sue caratteristiche fondamentali. 
In caso di controversia, il progetto rielaborato verrà sottoposto al parere della Commissione di Valutazione.
8) Copia dell'Atto Costitutivo e dello Statuto del proponente e, nel caso, di tutti gli Enti/Associazioni/Società riuniti e fotocopia del documento di riconoscimento del legale rappresentante, in corso di validità.
9) Dichiarazione con la quale si attesti che il proponente è dotato di Partita I.V.A. e indicazione del numero relativo o dichiarazione d'impegno ad aprire Partita I.V.A. in caso di finanziamento del progetto.
10) Dichiarazione con la quale il rappresentante legale attesti che l'ente / associazione /società o uno dei suoi componenti non versino in alcuna delle condizioni ostative prescritte dall' art. 38 del Decreto Legislativo n&deg; 163 del 12/04/2006 (Codice degli Appalti)
11) Dichiarazione con la quale il proponente assume l'obbligo del reperimento di tutti i permessi di legge previsti per lo svolgimento di pubblico spettacolo ed il corretto uso dei luoghi; 
12) Schede identificative e riassuntive riempite in ogni loro parte e sottoscritta dal legale rappresentante (le Schede sono allegate al presente Avviso Pubblico)
13) Elenco riepilogativo di tutta la documentazione presentata.

Commissione di Valutazione
Gli elaborati saranno valutati da apposita commissione composta da esperti interni/esterni all'Amministrazione.
Criteri di valutazione
La Commissione di Valutazione giudicherà gli elaborati secondo i seguenti criteri e punteggi:
A) Qualità artistica della proposta - max 50 punti
B) Compatibilità e coerenza delle iniziative in relazione al luogo e/o ai luoghi individuati , al periodo di 
svolgimento indicato e all'affluenza di pubblico ipotizzata - max 15 punti
C) Coerente sviluppo del progetto nelle due annualità - max 15 punti
D)Valutazione delle attività svolte dall'associazione proponente negli ultimi anni - max 15 punti
E) Autofinanziamento - max 5 punti.
La Commissione, nella valutazione delle proposte, terrà conto del parere espresso dal Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi in ordine all'attendibilità dei preventivi presentati e alla compatibilità degli allestimenti con il progetto presentato e con il luogo/i e periodi individuati.
Le valutazioni espresse dalla Commissione di esperti consentiranno la formazione di una graduatoria.

Motivi di esclusione 


I progetti pervenuti entro i termini previsti, saranno esaminati preventivamente sotto il profilo amministrativo da parte degli uffici competenti al fine di verificarne l'adeguatezza ai requisiti formali richiesti dal presente Avviso Pubblico.
Non saranno sottoposti alla valutazione della Commissione i progetti che incorrano in uno o pi&ugrave; dei seguenti motivi di esclusione:
1. Mancanza della relazione generale indicante le finalità e i contenuti artistici della proposta,con specifico riferimento al coerente sviluppo dell'idea nelle due annate di riferimento;
2. Aver presentato pi&ugrave; di un progetto o lo stesso progetto con ragione sociale diversa;
3. Non aver allegato relazione sulle attività svolte dal proponente/i negli ultimi anni;
4. Considerato che per " Interventi Urbani" s'intendono solo attività temporanee, saranno esclusi i progetti a carattere permanente o strutturale;
5. Non aver indicato, per ogni anno di riferimento, il periodo di svolgimento e durata della manifestazione;
6. Non aver indicato, per ogni anno di riferimento, il luogo/i di svolgimento e la previsione di affluenza di pubblico;
7. Non aver presentato il bilancio delle entrate e delle uscite;
8. Non aver indicato il cast artistico e relativa scheda riferita ad ogni artista;
9. Non aver allegato dichiarazione con la quale il proponente, preso atto del finanziamento concesso dall'Amministrazione, accetta di concordare con i competenti uffici l'eventuale rimodulazione del progetto che, in ogni caso, dovrà tener conto e mantenere le sue caratteristiche fondamentali.
In caso di controversia il progetto rielaborato verrà sottoposto al parere insindacabile della Commissione di Valutazione. 
10. Non aver dichiarato, per ogni anno di riferimento, un autofinanziamento a copertura del disavanzo preventivato; 
11. Non aver presentato dichiarazione con la quale il proponente assume l'obbligo del reperimento di tutti i permessi di legge previsti per lo svolgimento di pubblico spettacolo ed il corretto uso dei luoghi; 
12. Aver presentato un progetto riferito alla produzione di premio o concorso;
13. Aver presentato un progetto riferito all'attività ordinaria del proponente/i;
14. Non aver allegato copia dell'Atto Costitutivo e dello Statuto del proponente o, nel caso, di tutti gli enti/associazioni/società riuniti.
15. Non aver allegato dichiarazione con la quale si attesti che il proponente e dotato di partita I.V.A. e indicazione del numero relativo, o dichiarazione d'impegno ad aprire Partita I.V.A. in caso di finanziamento del progetto.
16. Mancanza della dichiarazione con la quale il legale rappresentante attesti che l'ente/associazione/società, o uno dei suoi componenti, non versino in alcuna delle condizioni ostative prescritte dall' art. 38 del Decreto Legislativo n&deg; 163 del 12/04/2006 (Codice degli Appalti)
17.Mancata sottoscrizione da parte del legale rappresentante di tutta la documentazione presentata.

Modalità di finanziamento
L'Amministrazione impegna per il finanziamento dei progetti scelti la somma complessiva di &euro; 1.500.000,00 I.V.A. inclusa per ogni singolo anno. 
Nel caso della disponibilità di nuove risorse economiche, l'Amministrazione si riserva la facoltà di utilizzare le stesse per il finanziamento di ulteriori progetti collocatisi in posizione utile nella graduatoria scaturita dal presente Avviso Pubblico. 
L'amministrazione concorrerà finanziariamente alla realizzazione dei progetti prescelti con un finanziamento non inferiore a &euro; 25.000,00 e non superiore a &euro; 150.000,00 I.V.A. inclusa per ogni singolo anno.
L'Amministrazione ed il proponente, alla luce del finanziamento concesso, potranno concordare l'eventuale rimodulazione del progetto che, in ogni caso, dovrà tener conto e mantenere le sue caratteristiche fondamentali.
In caso di controversia il progetto rielaborato verrà sottoposto al parere della Commissione di Valutazione.
I progetti prescelti, per la loro realizzazione, saranno oggetto di specifico Disciplinare e Atto Dirigenziale di Affidamento che disciplinerà lo svolgimento delle attività ed il rapporto contrattuale con il Comune di Roma - Dipartimento IV.
Il finanziamento previsto potrà essere revocato e/o sospeso nei seguenti casi: 


Inadempienza totale degli obblighi contrattuali scaturenti dal Disciplinare e dalla Determinazione Dirigenziale di Affidamento; 


Violazione della normativa vigente in materia di sicurezza e tutela del lavoro e dei lavoratori; 


Mancato adempimento degli obblighi di legge relativi alle autorizzazioni necessarie per lo svolgimento di attività di spettacolo. 


Inoltre, nel caso in cui una delle prestazioni indicate in preventivo non sia adempiuta secondo le prescrizioni contrattuali e/o si ravvisi una violazione del Regolamento delle Pubbliche Affissioni, il finanziamento concesso sarà ridotto dell' importo relativo.
Il pagamento del dovuto per la realizzazione delle manifestazioni avverrà su presentazione di fattura descrittiva delle voci valutate ed approvate preventivamente dalla Commissione Consultiva di Congruità e previo accertamento del corretto svolgimento delle attività previste.

Modalità concorsuali
I progetti, presentati in busta/confezione chiusa non trasparente e riportanti la dicitura "AVVISO PUBBLICO - proposte di rassegne e festival di spettacolo dal vivo, anche sotto forma di interventi urbani e performance, e/o cinematografici da realizzarsi nella Città di Roma nel periodo giugno / dicembre dell'anno 2009 e nel periodo gennaio / dicembre dell' anno 2010" dovranno essere consegnate esclusivamente a mano presso il Comune di Roma DIPARTIMENTO IV Politiche Culturali - Ufficio Protocollo - (Tel. 06/6793774 - 06/69790574) Piazza di Campitelli n&deg; 7 - 00186 Roma, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 15 aprile 2009. Farà fede la data del protocollo del IV Dipartimento.
N.B. - NON VERRANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE LE PROPOSTE PRESENTATE DA SOGGETTI AMMESSI PRESSO LA SEDE DEL DIPARTIMENTO DOPO LA DATA E L'ORARIO DI SCADENZA INDICATI.
Eventuali ricorsi potranno essere presentati dagli interessati entro e non oltre 30 (trenta) giorni dall'affissione della graduatoria presso la sede del Dipartimento IV del Comune di Roma - Piazza di Campitelli n&deg; 7 e sui siti internet www.comune.roma.it/cultura e www.culturaroma.it.
Non potrà essere chiesta la restituzione o copia della documentazione presentata.
Il presente Avviso Pubblico pu&ograve; essere ritirato presso il Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi e presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Dipartimento IV - Piazza di Campitelli7,e disponibile presso i seguenti indirizzi internet. www.comune.roma.it/cultura e www.culturaroma.it
Per informazioni telefonare ai numeri: 
Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi - 06/67103168 - 06/67102744 - 06/67104583 - 06/6795920 - 06/67102476
Ufficio Relazioni con il Pubblico - 06/67104817 - 06/67105568 - 06/67105569

IL DIRETTORE
Dott. Alessandro Voglino ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 02:50:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Marocchina trovata morta nel Foggiano (19 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1300</link>
<description><![CDATA[ LESINA (FOGGIA) - Una ragazza marocchina di 25 anni, Merim Lmoh, è stata trovata morta nel sottoscala di uno stabile in via D'Annunzio a Lesina, centro di oltre 6mila abitanti in provincia di Foggia, a pochi chilometri dal confine molisano. Qualcuno l'ha sgozzata, ricoperta di biancheria sporca e buttata in una vasca per la raccolta dell'acqua piovana. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e la morte risalirebbe a circa un mese fa. Un coltello sarebbe stato recuperato accanto al cadavere, probabilmente l'arma usata per sgozzare la vittima. Della donna, giunta in Italia cinque mesi fa, apprendista saltuaria in una pizzeria, non si avevano tracce da diversi giorni. Il 4 marzo scorso i coinquilini nordafricani della vittima ne avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri. Gli stessi coinquilini della donna, mentre preparavano i bagagli per lasciare l'appartamento a seguito di uno sfratto, hanno ritrovato il cadavere. La vittima si sarebbe unita in matrimonio con un italiano per ottenere il permesso di soggiorno. Gli investigatori intendono inoltre accertare se la donna si prostituisse. Elementi che potrebbero essere eventualmente collegati al movente dell'omicidio. ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 02:43:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Brunetta: "Gli studenti dell'Onda? Guerriglieri" (19 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1299</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sfogo polemico del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta contro lo stato di agitazione della scuola. Al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, il ministro Brunetta, parlando degli studenti dell'Onda, li ha definiti "guerriglieri", aggiungendo che "verranno trattati come guerriglieri".  Il ministro veneziano s'è soffermato soprattutto sul fatto che questo movimento non abbia rappresentanza democratica e non si sia presentato alle elezioni studentesche. "L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti. Rilevo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto pi&ugrave; al voto che alle azioni di guerriglia - ha sottolineato Brunetta, evidenziando che "sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri".  Il ministro, sollecitato dalle domande dei giornalisti, ha minimizzato sulle azioni di protesta in atto nella scuola: "Non vedo molta protesta - ha insistito Brunetta. "Vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione Onda". ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 01:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Molise: sequestri di alimenti in 4 hotel (19 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1297</link>
<description><![CDATA[ CAMPOBASSO - Il turismo molisano, già flebile, rischia di subire l'ennesimo contraccolpo. La Guardia di finanza ha scoperto cibi avariati, scaduti addirittura tra il 2004 ed il 2006, in tre hotel della stazione sciistica di Campitello Matese, uno delle due della regione, ed in uno di Campobasso. Sono stati in particolare rinvenuti pesci andati a male e alimenti scaduti per terra o nelle celle frigorifere. Sono stati trovati anche escrementi di ratti e condizioni igieniche generali altamente precarie. In tutto sono state sequestrate tre tonnellate e mezzo di alimenti che sarebbero probabilmente finite sulle tavole dei villeggianti. Non è escluso che ci&ograve; sia già successo. Sequestrate anche partite di pasta, riso, carne, salumi, formaggi, legumi, pepe, frutta sciroppata, zucchero, acqua minerale, vino, aceto e persino prodotti dolciari. In un albergo le ispezioni hanno permesso di recuperare carne e salumi conservati in una cella frigorifera ricavata in una stanza da letto. Le strutture alberghiere sono di proprietà dello stesso imprenditore, M.S., che è stato denunciato alla Procura della Repubblica nonch&eacute; alla direzione sanitaria della Asrem. L'imprenditore, rischia una sanzione per centinaia di migliaia di euro, per avere anche impiegato in varie mansioni lavoratori in nero di diverse nazionalità. La stazione di Campitello Matese, tra l'altro, ha già una storia recente travagliata, causa gli interventi regionali per tamponare i bilanci fortemente in rosso. Le indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Campobasso, coordinate dalla locale autorità giudiziaria, si orientano anche verso gli ambienti della criminalità organizzata, per la quale il settore del commercio di prodotti scaduti è diventato un vero e proprio business. ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 07:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Pista romena per Angela Celentano? (18 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1296</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - Una nuova pista, tutta da verificare, riaccende i riflettori sul caso di Angela Celentano, la bambina scomparsa il 10 agosto 1996, quando aveva tre anni, sul Monte Faito vicino a Napoli. I genitori erano in gita con la Comunità evangelica di Vico Equense quando, intorno alle 11 di mattina, si resero conto della scomparsa. Aveva seguito un bambino della comitiva intento a riportare il pallone verso il parcheggio delle auto. Ma nel bosco era svanita nel nulla. Nel corso della trasmissione di Raitre "Chi l'ha visto?" un telespettatore ha raccontato che all'epoca dei fatti, sul raccordo che, dall'uscita dell'autostrada A3 di Castellammare, porta verso Sorrento, ha incrociato la Fiat 131 marrone di un restauratore romeno che conosceva. L'auto correva a forte velocità, nonostante il traffico, verso l'autostrada. Ha riconosciuto al volante il restauratore. Andatolo poi a cercare, una parente gli disse che non c'era perch&eacute; "era arrivata una sua nipotina che lui doveva portare in Romania". Il restauratore, che all'epoca aveva 49 anni e viveva a Gragnano, in provincia di Napoli, è stato arrestato il 5 dicembre 1996 e condannato per pedofilia. Nella sua casa furono trovate foto e indumenti di bambini e fotocopie di passaporti di minori. Ad accusarlo i racconti di una bambina di 10 anni, figlia di due tossicodipendenti, costretta ad avere rapporti sessuali con lui. Una storia inquietante che - è solo un'ipotesi - potrebbe intrecciarsi con la vicenda della piccola Celentano. ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 10:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Tutti diversi, tutti uguali Dalla Germania una storia di discrimazione contro gli stranieri. Raccolta da un molisano e proposta ai nostri lettori. Un invito a riflettere...  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1293</link>
<description><![CDATA[ COLONIA (GERMANIA) - Ci segnala l'amico Giovanni Pollice, molisano di Capracotta da anni residente in Germania dove è vicepresidente dell'Interkultureller Rat, una notizia che invita a riflettere.
Scrive Pollice: "Cercare una casa non è facile. Quando si è stranieri la ricerca pu&ograve; risultare impossibile. Lo ha sperimentato una famiglia tedesca originaria dell'Africa che si è vista negare l'affitto di un appartamento ad Aquisgrana.
I fatti risalgono al 2007. Una famiglia tedesca di origini africane vuole trasferirsi ad Aquisgrana. Dall'ufficio comunale delle abitazioni ricevono un indirizzo. Bussano alla porta e dall'amministratore dello stabile si sentono dire "il proprietario non affitta ad africani". La discriminazione era evidente ma per averne conferma, l'ufficio per le pari opportunità di Aquisgrana invi&ograve; un'altra persona di colore allo stesso indirizzo. La risposta dell'amministratore è stata la stessa: "il proprietario non affitta ad africani".
Non disposti ad accettare passivamente la discriminazione, i due coniugi sono ricorsi in tribunale, ma oggi, con loro meraviglia si sono sentiti respingere l'accusa dai giudici di Aquisgrana. Secondo il tribunale la denuncia non adava rivolta all'amministratore ma al proprietario dell'appartamento. La sentenza ha lasciato perplessi gli avvocati della difesa. Il nome del proprietario, infatti, non è noto e l'amministratore dell'edificio non è tenuto a comunicarlo. Per Giovanni Pollice, vicepresidente del "Interkultureller Rat", si tratta di una palese violazione della legge contro le discriminazioni. ha lanciato di recente una campagna contro le discriminazioni. Il caso della famiglia africana ad Aquisgrana non sembra comunque essere isolato.




























































(A.N.)  ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:10:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ A "PleinAir" atmosfere pasquali La bella rivista dedicata ai camperisti (e non solo) offre nel prossimo numero uno speciale sulla Pasqua. Il mensile è diretto dal molisano Raffaele Iannucci. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1292</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Processioni agresti e addobbi barocchi, rievocazioni nelle gravine o all'ombra di fortezze, cortei a cavallo e in antichi costumi, musiche antichissime eseguite con strumenti del folklore o cori composti da centinaia di elementi: sono innumerevoli e tutti da scoprire i riti che caratterizzano le celebrazioni della Settimana Santa in tutta Italia, con elementi a volte simili, a volte estremamente diversificati, ma tutti accomunati dal connubio fra fede e tradizione popolare.
Per conoscerli con gli strumenti dell'abitar viaggiando si possono seguire le segnalazioni che il mensile "PleinAir", diretto dal molisano Raffaele Iannucci, propone nello speciale Pasqua in camper su www.pleinair.it/speciali/eventi/pasqua/index.php: vi si possono trovare pi&ugrave; di 120 appuntamenti in tutte le regioni, come sempre corredati di informazioni per la sosta e decine di itinerari per viaggiare all'insegna di vacanza itinerante in Italia e all'estero.
Dalle rappresentazioni drammatizzate della Via Crucis in Piemonte ai sontuosi gruppi statuari in cartapesta della Sicilia, dai ritmi travolgenti delle celebrazioni ortodosse a Corf&ugrave; ai meravigliosi trionfi floreali che addobbano le località della Polonia, sono tante le occasioni per mettere in pratica la voglia di pleinair.
Non mancano, inoltre, i suggerimenti per esplorare le tradizioni pasquali anche a tavola, con un'apposita sezione che illustra i piatti tipici della ricorrenza da assaggiare direttamente in loco. Immancabile lo spazio dedicato al Molise. Buon viaggio! 




























































(I.S.)  ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 06:10:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Di Pietro: s&igrave; al testamento biologico Il leader dell'Idv, dopo le polemiche accese con il Pd nel suo tour elettorale in Molise a sostegno dei propri candidati, ha parlato ai microfoni di "Radio anch'io". ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1290</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Antonio Di Pietro conferma la posizione fortemente laica del suo partito, intervenendo a proposito della vicenda Englaro ai microfoni di "Radio anch'io". "Crediamo che ogni persona umana abbia il diritto di vivere dignitosamente e di chiudere gli occhi e affidare l'anima al Signore dignitosamente e che non ci pu&ograve; essere nessuna legge che impedisca ad una persona di scegliere quando chiudere gli occhi e come chiudere gli occhi - ha detto il leader dell'Italia dei valori. "Per questa ragione riteniamo che il testamento biologico debba rappresentare una possibilità data in concreto ad ogni persona di dire come vorrebbe che si comportasse chi gli sta vicino nel momento in cui lui non pu&ograve; pi&ugrave; dire alcunch&eacute;". 
Di Pietro, reduce da un tour nel suo Molise a sostegno dei propri candidati per le prossime amministrative, dove ha pesantemente polemizzato con il Pd, ha aggiunto ai microfoni di "Radio anch'io". "Una persona pu&ograve; dire, quando è in grado di intendere di volere, lasciate che la natura faccia il suo corso piuttosto che lasciarmi marcire in un letto per 10-20-30 anni soltanto perch&eacute; c'è una macchina che sta dietro un corpo senza che ci sia pi&ugrave; un'anima".
Insomma l'Italia dei valori è "favorevole alla libertà di staccare il sondino" che considera "un diritto". 
Il politico molisano ha anche accennato al disegno di legge sulle intercettazioni, invitando "tutti gli italiani ad aprire". Incalza: "Solo formalmente i reati che possono essere intercettati rimangono gli stessi. Ma se uno è colpevole non lo arresto, lo metto direttamente in galera. O sono io che dico il falso o lo dice quell'altro signore!". 
































































































































(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 11:50:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Carne e tumori, rapporto complesso (16 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1289</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Tenere lontana la carne dalla tavola aiuterebbe a prevenire il cancro. E' uno dei risultati di un importante studio inglese sul collegamento tra il consumo di determinati cibi e l'insorgere di patologie, condotto da un gruppo di ricercatori dell`Oxford University (Cancer Epidemiology Unit), guidati da Timothy Key (tim.key@ceu.ox.ac.uk), con il supporto del Cancer Research UK, Medical Research Council.
La ricerca è stata effettuata su un significativo campione di 63.550 individui tra i 20 e gli 89 anni. In particolare i ricercatori si sono soffermati sulla correlazione tra alimentazione e insorgenza di tumori. Le abitudini alimentari del campione sono state analizzate in un lungo periodo, dal 1990 a oggi. L'incidenza del cancro è stata seguita a livello nazionale attraverso il registro dei tumori. I risultati dello studio sono stati quindi presentati al quinto congresso internazionale sulla nutrizione vegetariana, svoltosi lo scorso anno a Loma Linda di San Bernardino, in California, poi pubblicati sul prestigioso "American Journal of Clinical Nutrition".
I soggetti sottoposti allo studio sono stati divisi tra mangiatori di carne, consumatori di pesce, vegetariani e vegani (che non mangiano neanche latte e uova, considerati stretti derivati degli animali). E' risultato che chi mangia minori quantità di carne rischia molto meno di contrarre tumori in generale. Cioè minore incidenza di tutti i tipi di cancro tra i vegetariani e tra quanti prediligono il pesce. Con un'eccezione: è pi&ugrave; alto il tasso di cancro colon-rettale tra i vegetariani (102 contro 84 dei non vegetariani), mentre radicata letteratura ha sempre sostenuto il contrario. Quindi il dato è risultato sorprendente anche per i ricercatori, visto che contraddice le ricerche finora eseguite. Una possibile spiegazione, secondo gli studiosi, è legata alla complessità della malattia e delle sue cause, non dipendenti unicamente da ci&ograve; che si mangia a tavola. Tuttavia il dato che i mangiatori abituali di pesce e i vegetariani siano pi&ugrave; protetti dal cancro rispetto ad altri individui, sottolinea Key, è un risultato che non pu&ograve; essere sottovalutato e che andrà approfondito in ulteriori studi.
Va aggiunto, come rileva la stessa ricerca, che ad oggi pochi studi prospettici hanno esaminato l'incidenza del cancro tra i vegetariani, indirizzandosi maggiormente sui mangiatori di carne, soprattutto rossa, proprio per confermare o smentire ci&ograve; che sembra assodato. La complessità dei tumori tende comunque a non prendere per oro colato o a leggere in modo assoluto i risultati delle ricerche di questo genere, utili soprattutto ai fini di un orientamento.
Un dato si rafforza: la bontà della dieta vegetariana e di quella a base di pesce, che si confermano le migliori nella prevenzione del cancro in generale: tra gli individui sottoposti allo studio, infatti, i vegetariani e i consumatori di pesce sono risultati pi&ugrave; sani, in media, degli individui che consumano carne. Insomma, frutta e verdura costituiscono le migliori "medicine" per mantenere il pi&ugrave; a lungo possibile un organismo in salute. ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 09:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: torna la pi&ugrave; celebre
pedana dei vigili A piazza Venezia torna in servizio la piattaforma dei vigili per l'incontro di fronte a via del Corso. In servizio da cinquant'anni, elettronica da tre, vedrà ora anche le vigilesse... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1288</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sembra di vederci ancora Alberto Sordi, il mitico "Otello Celletti", nell'immortale pellicola "Il Vigile" di Luigi Zampa. La pedana dei vigili urbani di piazza Venezia di fronte a via del Corso, "a scomparsa" tecnologica dal 2006, torna in servizio dopo un periodo di riposo per ragioni tecniche. A settembre scorso era stata chiusa perch&eacute; il funzionamento risultata difettoso.
Per evitare che fosse causa di incidenti soprattutto notturni, il celebre "piedistallo" era stato adattato ad un comando elettroidraulico, progettato dall'Atac, che ne permetteva la scomparsa a livello dell'asfalto elettrico. La pedana è posta in un corpo di cemento armato posto sotto il manto stradale. Il meccanismo si aziona grazie ad un pistone che solleva un cilindro di acciaio del diametro di circa un metro e mezzo. Tuttavia l'ingegnoso meccanismo è stato causa di diversi problemi. 
La postazione, reintrodotta dal comandante del primo gruppo della polizia municipale, è stata voluta non soltanto per salvaguardare una tradizione, ma anche per garantire informazioni ai numerosi turisti.
In realtà, oltre a Sordi, a quella pedana è legato il nome di Mario Buffone, vigile andato in pensione a 59 anni, appena due anni fa, dopo 32 anni di onorato servizio legato per lo pi&ugrave; a quell'incrocio. Buffone sottolineava la difficoltà di dirigere quell'incrocio particolare, "uno dei nodi districabili solo da quella pedana, visto che non ci si pu&ograve; mettere un semaforo".
Ora, grazie alle pari opportunità, cade anche il monopolio maschile. La storica piattaforma in servizio da oltre mezzo secolo, ripresa in foto d'epoca (una dell'Adnkronos di fine anni sessanta immortala un vigile vestito di bianco) e in celebri film (anche con Nino Manfredi) torna infatti in servizio con una novità: il debutto di vigilesse in guanti bianchi a dirigere il traffico in uno degli incroci pi&ugrave; celebri di Roma. Le prime sono state Alessia Negri, 27enne di Napoli, e Alessandra Zappia, 32enne di Roma, in rappresentanza delle 2.500 donne impiegate nel corpo dei "pizzardoni" romani. Presenti anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il comandante dei vigili urbani della Capitale Angelo Giuliani e il comandante del I Gruppo Cesario Caioni.
Per le due vigilesse naturale bagno di folla e di fotografi. Nonch&eacute; rituali e un po' scontate dichiarazioni: "Ci avevano proposto se volevamo salire in pedana e io e la mia collega abbiamo accettato volentieri. E' stato molto emozionante, è la prima volta che una donna sale sulla pedana di piazza Venezia, da sempre presidio degli uomini - ha dichiarato la pi&ugrave; giovane delle due, Alessia Negri.
Sui commenti degli automobilisti passati nella piazza durante il loro turno di servizio, sono state spiritose: "Meglio non ripeterli - hanno sentenziato. 



















































(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 04:50:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Mobilità "sostenibile" Il prossimo 2 aprile a Roma un seminario sulle politiche per la mobilità urbana sostenibile, promosso dall'Isfort. Tra i relatori il professor Guido Meloni dell'Università del Molise. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1285</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un seminario di approfondimento sulle politiche per la mobilità urbana sostenibile. Lo promuove a Roma l'Isfort, organismo nato nel 2005 con l'obiettivo di animare il dibattito scientifico e istituzionale, contribuire ad aumentare le conoscenze e sviluppare strumenti tecnici di supporto all'elaborazione di nuove e pi&ugrave; efficaci politiche urbane dei trasporti. L'iniziativa avrà luogo il prossimo 2 aprile, dalle ore 9, presso la sede dell'Isfort in via Savoia 19 a Roma.
Il seminario di approfondimento intende fare il punto sulle attività dell'Osservatorio e proporre una riflessione comune sui due principali temi di studio sviluppati nel 2008 e tuttora in corso.
Una prima parte del seminario è dedicata agli indicatori di valutazione delle politiche per la mobilità urbana sostenibile. L'Osservatorio ha avviato da oltre un anno un lavoro di approfondimento metodologico e concettuale per l'elaborazione di una griglia di riferimento (macro-obiettivi, azioni, indicatori di valutazione) per le politiche urbane. 
In collaborazione con la Facoltà di Economia dell'Università di Sassari è stato completato l'affinamento metodologico del percorso di definizione della griglia, alla luce dei contributi di riflessione raccolti e degli approfondimenti di letteratura, ed è stato svolto un lavoro di pesatura e calibrazione dei macro obiettivi e delle azioni, i cui risultati verranno presentati e discussi nell'ambito del seminario.
La seconda sessione muove invece dai primi risultati di una ricognizione sui sistemi di governo della mobilità nelle grandi capitali europee (Londra, Parigi, Berlino, Stoccolma e Madrid, cui si aggiunge Barcellona): un'occasione per trarre spunti analitici e suggerimenti per il percorso di ri-definizione dei poteri di intervento sulla mobilità urbana da compiere nel nostro Paese. La scelta di confronto ricade principalmente sugli assetti, i processi decisionali, le modalità organizzative del settore a livello di area metropolitana, ovvero la scala territoriale ritenuta pi&ugrave; idonea a formulare risposte adeguate in chiave di sostenibilità.
Specifiche indicazioni e spunti di riflessione dovrebbero emergere dall'accostamento con la situazione attuale di Roma e con i progetti che la riguardano (legge sullo status di Capitale, evoluzione amministrativa della città metropolitana e possibili ripercussioni sulle funzioni di governo mobilità).
Il programma prevede l'apertura dei lavori a cura di Giuseppe Trippanera, presidente Isfort, cui farà seguito una discussione sugli indicatori di valutazione delle politiche per la mobilità urbana sostenibile, con relazioni di Gerardo Marletto (Università di Sassari e OPMUS/Isfort), Alberto Fiorillo (Legambiente - Responsabile di Ecosistema urbano), Paolo Gandolfi (Assessore a Mobilità, Traffico e Infrastrutture del Comune di Reggio Emilia)
La seconda sessione riguarda il governo dei trasporti nelle aree metropolitane europee: competenze, attori e risorse. Relatori: Luca Trepiedi (Ricercatore Isfort), Guido Meloni (Università del Molise e LUISS), Patrizia Malgieri (TRT Trasporti e Territorio), Sergio Marchi (Assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Roma), Amalia Colaceci (Assessore alle Politiche della Mobilità e Trasporti della Provincia di Roma). Chiuderà i lavori Carlo Carminucci (Direttore Isfort). 















(Alessandro Neumann) ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 04:20:30 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Cassino: giallo su un cadavere (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1280</link>
<description><![CDATA[ CASSINO (FROSINONE) - Si tinge di giallo la vicenda di un uomo di 49 anni, Erasmo Bevilacqua, carrozziere a San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, che in un primo momento ha confessato di aver ucciso la convivente Rossella Rossetti, 44 anni, romana ma da anni residente a Cassino, indicando il posto dove avrebbe sistemato il cadavere. In realtà la donna indicata come vittima, la Rossetti, è viva, ma nella zona impervia di Esperia superiore, in località San Martino di Rocca Guglielma, sempre in Ciociaria, è stato trovato il corpo di una straniera, una cittadina di Capoverde di 55 anni.  Secondo le prime informazioni, la donna potrebbe essere morta proprio durante un rapporto sessuale con l carrozziere e lui, per paura, avrebbe sistemato il cadavere nel dirupo. La morte della donna risalirebbe per&ograve; a qualche giorno fa. Il cadavere è stato comunque ritrovato grazie al fatto che il carrozziere si è presentato al Commissariato di Cassino per costituirsi, raccontando la vicenda. Indagano il magistrato della Procura, Carla Canaia, la Polizia scientifica e il dirigente del Commissariato di Cassino, il vice questore Gianfranco Simeone su un episodio dai contorni ancora oscuri, causa soprattutto la doppia versione resa ai poliziotti dal Bevilacqua. Per i prossimi giorni è atteso l'esame dell'autopsia. ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 04:53:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Ancora un bimbo ucciso dai cani (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1279</link>
<description><![CDATA[ MODICA (RAGUSA) - Ancora cani killer. Stavolta in Sicilia. Vittima Giuseppe Brafa, un bambino di 10 anni di Modica, in provincia di Ragusa, ucciso da un branco di cani alla periferia di Marina di Modica. Il piccolo, che era in bici insieme al padre, è caduto ed è stato azzannato alla testa e ad una gamba da un branco di cani randagi in contrada Pisciotto, sul litorale tra Marina di Modica e Sampieri, nei pressi della cosiddetta "terza piazzetta". E' morto pochi minuti dopo il decollo dell'elicottero che lo stava trasportando dall'ospedale di Modica e quello di Catania, causa la gravità delle condizioni. Con il piccolo, a quanto pare, c'era anche il padre, che, morso a sua volta, non ha potuto fare nulla per allontanare i cani inferociti.
Un altro bambino di nove anni è stato anche lui aggredito da un cane, probabilmente dello stesso branco. Il piccolo stava giovando nei pressi dell'abitazione e, alla vista degli animali, ha avuto l'accortezza di correre verso casa. Solo un cane è riuscito ad azzannarlo ad una gamba, provocandogli ferite superficiali. I genitori hanno messo in fuga i randagi e condotto il figlio al pronto soccorso. Si trova ricoverato all'ospedale Maggiore di Modica, reparto pediatria. Le sue condizioni, per fortuna, non sono gravi. L'aggressione del branco di randagi ha causato un altro ferito, un quarantenne. Indagano i carabinieri e la gente non si dà pace per il fenomeno del randagismo, già pi&ugrave; volte denunciato alle autorità. ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 04:36:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Ulster: sarebbero 300 i "nuovi" terroristi (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1276</link>
<description><![CDATA[ BELFAST - La polizia nordirlandese ha annunciato di avere arrestato tre uomini nell'ambito dell'inchiesta sull'uccisione dei due soldati inglesi avvenuta lo scorso 7 marzo ad Antrim per mano di un commando di estremisti repubblicani della "Real Ira". L'arrestato pi&ugrave; di rilievo è Colin Duffy, 41 anni, già detenuto in passato per la sua appartenenza all'Ira (Irish republican army) da cui si è dissociato per contrasti con le politiche del Sinn Fein. Il "Times" ricorda come negli anni novanta Duffy divenne noto dopo essere stato assolto dall'accusa di omicidio di un soldato quando si seppe che il testimone chiave contro di lui era un paramilitare lealista. E' stato poi arrestato tempo dopo per l'uccisione di due agenti di polizia, ma il caso è stato poi archiviato. Il suo avvocato di allora, Rosemary Nelson, è stata uccisa con un'autobomba nel 1999 nei pressi della sua abitazione a Lurgan, nella contea di Armagh, ad ovest di Belfast, cittadina dove nei giorni scorsi si sono verificati disordini a seguito dell'arresto delle tre persone per l'agguato di una settimana fa.
Sarebbero circa trecento i dissidenti repubblicani dell'Ira che mirano a riaccendere il focolaio delle tensioni etnico-religiose nell'Ulster, interrompendo il lungo processo di pace in Irlanda del Nord. Il dato è fornito dal capo della polizia nordirlandese, Hugh Orde, sottolineando per&ograve; come la Real Ira e la Continuity Ira, le due organizzazioni responsabili degli attacchi della settimana scorsa, siano una minoranza "infiltrata e disorganizzata". ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 03:56:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Per Piero Pel&ugrave; un tour "sociale" (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1275</link>
<description><![CDATA[ CIVITANOVA MARCHE (MACERATA) - Biglietti d'ingresso gratuiti, decisamente simbolici, a cinque lavoratori marchigiani in difficoltà, licenziati, cassintegrati o con contratti a orario ridotto. Li ha offerti Piero Pel&ugrave; al debutto del tour "Fenomeni Tour Teatrale 2009" a Civitanova Marche (Macerata).
L'ex leader dei Litfiba aveva annunciato il gesto pochi giorni prima dello show."Leggendo le cronache - ha spiegato Pel&ugrave; - mi sono posto il problema di fare qualcosa per aiutare i lavoratori, senza cadere nella retorica. Cos&igrave; ho deciso di offrire loro una serata di svago che si ripeterà in tutte le tappe del tour". 
I lavoratori hanno apprezzato il segno di solidarietà: "E' molto importante che un personaggio famoso come Pel&ugrave; si faccia portatore dei nostri problemi - ha sottolineato Elisabetta Ballini, dipendente con contratto di solidarietà di una ditta di abbigliamento. 
La Cgil di Macerata ha allestito un banchetto nell'atrio del teatro, per raccogliere adesioni per il referendum nazionale della riforma del contratto di lavoro. 
Per&ugrave; non dà vita solo ad un concerto. Il suo è un vero e proprio spettacolo dove la musica si fonde con pezzi di teatro e di forte denuncia sociale. Tra i 21 brani cantati, sunto della decennale carriera del cantante, da quelli del periodo dei Litfiba, come "Pierrot e la luna" e "No frontiere", eseguiti per la prima volta dal vivo, alle canzoni soliste "Amor diablo" e "Toro loco", Pel&ugrave; offre riflessioni su ci&ograve; che sta accadendo nella nostra società, dalla satira sulle politiche portate avanti dalla destra alle denunce contro le malefatte di una "sinistra al caviale". C'è ovviamente spazio anche ai temi del lavoro e al problema dei licenziamenti. Un filo logico unisce musica e singole storie, il tutto accompagnato da una scenografia futurista. La sceneggiatura è firmata dallo scrittore e regista Sergio Bini, in arte Bustric.
Prossime tappe: 18 marzo al teatro Colosseo di Torino; 21 marzo al teatro Apollonio di Varese; 24 marzo al teatro Creberg di Bergamo; 26 marzo al teatro Ambra Jovinelli di Roma; 28 marzo al Nuovo teatro Carisport di Cesena; 30 marzo al teatro Ciak di Milano; 31 marzo al teatro comunale di Carpi; 3 aprile al teatro Politeama di Prato; 11 maggio al teatro Metropolitan di Piombino; 25 maggio al teatro Politeama Rossetti di Trieste. ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 03:55:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Bin Laden contro i leader arabi (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1274</link>
<description><![CDATA[ DUBAI - Un nuovo messaggio audio attribuito al leader di Al Qaida, Osama Bin Laden, è stato diffuso da alcuni siti e dalla tv satellitare Al Jazeera. A due mesi dalla sua ultima esternazione, il terrorista pi&ugrave; ricercato al mondo accusa alcuni leader arabi di complottare con l'Occidente contro i musulmani. "E' chiaro che alcuni dirigenti arabi sono stati complici dell'alleanza crociata e sionista contro il nostro popolo. Sono dirigenti che l'America definisce 'moderati'", dice Bin Laden nella registrazione senza per&ograve; citare i leader ai quali si riferisce.
Un appello è quindi rivolto ai leader jihadisti, a quelli che definisce "mujaheddin in Iraq" per "creare una nuova leadership araba". Chiede ai credenti di sostenere i mujaheddin in Iraq affinch&eacute; "possano liberare la terra di Mesopotamia". In tal modo, sottolinea, si potranno compiere "due missioni", cioè "sconfiggere la grande alleanza dei sionisti e in seguito lanciarsi dall'Iraq verso la Giordania, dove ci sono i migliori e maggiori fronti", e quindi, in una fase successiva, verso la regione della Cisgiordania e "aprire i confini con la forza, per poter liberare tutta la Palestina attaccando Israele dalla Giordania". E' necessario, evidenzia, "preparare le liste degli ipocriti, di coloro che spingono gli altri al tradimento e dei loro mezzi di informazione", nonch&eacute; ammonire "la Nazione" araba e islamica "sul pericolo che essi rappresentano". 
Esorta: "Chiedo agli Ulema islamici di agire e dare vita a un comitato in modo da stabilire che al giorno d'oggi il Jihad è un dovere per tutti, bisogna smentire le fatwa emesse durante la guerra di Gaza da chi ha aiutato il nemico alle spalle dei musulmani".
Dice ancora Bin Laden: "I Paesi del mondo musulmano, dall'Indonesia alla Mauritania, si dividono in due categorie: alcuni sono disonesti, altri lo sono ancora di pi&ugrave;". E cita quello che definisce "l'olocausto di Gaza", inquadrandolo come "evento storico di rilievo e doloroso che ha confermato l'importanza della distinzione tra musulmani e ipocriti", aggiungendo che la strada per la liberazione della moschea di Al Aqsa, che si trova a Gerusalemme sulla spianata delle moschee, "ha bisogno di comandanti sinceri". ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 03:54:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ A Roma il primo G8 degli agricoltori (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1273</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' stato convocato il primo vertice mondiale di tutti i leader delle maggiori organizzazioni agricole dei Paesi appartenenti al G8 per discutere di agricoltura, alimentazione, ambiente e energie alternative nel tempo della crisi.  Lo rende noto il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che il "G8 Farmers' Union" si svolgerà in vista del vertice dei Capi di Stato e di governo del prossimo luglio alla Maddalena e coinvolgerà i rappresentanti delle agricolture di Giappone, Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Inghilterra, Russia e Italia, per la prima volta tutti insieme nel nostro Paese.  Un incontro che sarà determinante per la definizione delle dinamiche della produzione agricola mondiale con evidenti effetti sulle disponibilità alimentari e quindi sui redditi di cittadini ed imprese.  Al centro dello storico appuntamento, fissato per gioved&igrave; 19 marzo nei saloni di Palazzo Rospigliosi a Roma in via XXIV Maggio 43, il confronto sui temi della sicurezza alimentare, dei prezzi, della fame e della salvaguardia dell'ambiente con l'obiettivo di fermare le speculazioni e garantire cibo sicuro al giusto prezzo alla comunità internazionale.  Numerosi illustri ospiti saranno presenti tra esponenti delle istituzioni nazionali, europee ed internazionali a partire dai rappresentanti delle Ambasciate, della Fao, dell'Ifad, del Copa, del Ceja, oltre naturalmente al ministro delle Politiche agricole Luca Zaia.  I lavori si concluderanno con la firma della dichiarazione comune che verrà presentata ai ministri agricoli dei singoli Paesi e ai Capi di Stato e di governo del vertice del G8. ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 03:44:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ I vip scoprono l'agricoltura (15 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1272</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Oltre all'ex leader dei Police Sting sono molti i personaggi del mondo dello spettacolo che hanno scelto di investire nelle campagne italiane per assumere le vesti di agricoltori: attori (Gerard Depardieu, Ornella Muti, Stefania Sandrelli, Carole Bouquet), cantanti (Adriano Celentano, Lucio Dalla, Gianna Nannini), stilisti (Ottavio Missoni, Roberto Cavalli), sportivi (Paolo Rossi, Francesco Moser). E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla presentazione da parte del cantante Sting della sua esperienza di agricoltore a Valdarno (Firenze) presso il Teatro Garibaldi. 
La coltivazione delle uve e la produzione del vino è il settore che sembra coinvolgere maggiormente i vip che hanno deciso di dedicare parte del proprio tempo all'attività agricola. 
Con una vendemmia nazionale attorno ai 45 milioni di ettolitri (+ 5%) si è verificato nel 2008 uno storico sorpasso quantitativo dell'Italia sulla Francia dove la raccolta dell'uva è stata stimata in calo del 5% per un quantitativo di 44 milioni di ettolitri. Un risultato che - precisa la Coldiretti - è il frutto anche di una crescita qualitativa della produzione "made in Italy" con circa il 60% dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt). 
Dal cinema alle vigne, Gerard Depardieu produce ottimi zibibbi e moscati nel suo vigneto di Pantelleria, cos&igrave; come Carole Bouquet. Stefania Sandrelli ha puntato sul Chianti Docg, mentre Ornella Muti ha scelto il Dolcetto d'Ovada doc. Folto anche il gruppo dei cantanti-viticoltori, da Lucio Dalla col suo vino bianco e rosso "Stronzetto dell'Etna" a Gianna Nannini ("Baccano"), da Adriano Celentano a Ron, che ha scelto l'Oltrep&ograve; Pavese. Al fascino del vino - conclude la Coldiretti - non hanno saputo resistere neppure stilisti del calibro di Roberto Cavalli, Ottavio Missoni, e Renzo Rosso. Buona anche la presenza di ex sportivi, da Paolo "Pablito" Rossi a Francesco Moser. ]]></description>
<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 03:34:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Juve in rimonta supera il Bologna (14 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1268</link>
<description><![CDATA[ TORINO - Grazie ad un secondo tempo esemplare e trascinata da un Giovinco irresistibile, la Juventus riesce ad incassare i tre punti nella problematica partita contro il Bologna. Dopo il primo tempo, infatti, i bianconeri erano sotto di un gol grazie ad una prodezza di Mutarelli al 24', che illude gli emiliani. La Juve soffre lo svantaggio, chiude in modo opaco il primo tempo ma riesce a recuperare nella ripresa grazie ad una prova impeccabile della squadra, trascinata da Giovinco. Dopo appena quattro minuti va in gol Salihamidzic su angolo del solito Giovinco. Ed è proprio il 22enne torinese a firmare il secondo gol al 26'. Quindi Del Piero fissa il risultato al 30' e al 42'. I bianconeri chiudono nel migliore dei modi una ventiseiesima giornata che sembrava mettersi male. Ora sono a -4 dall'Inter, in attesa della difficile partita di domani sera dei nerazzurri contro la Fiorentina. Quando mancano dieci partite alla fine del campionato. ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:34:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Esistenza umana
tra eccezioni e regole di RICCARDO ALFONSO
(giornalista) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1266</link>
<description><![CDATA[ Il percorso esistenziale di tutti gli esseri viventi si fonda su una logica che considera le aspettative di vita entro due precisi parametri: quello delle eccezioni e quello delle regole.
Se si è giovani e si muore è un'eccezione. Se si è anziani e si muore è una regola. Se questi sono i paletti entro i quali dobbiamo procedere la logica vuole che per i primi occorre disporre il massimo delle risorse e per i secondi quello che resta.
E' cos&igrave; connaturato tale convincimento che le nostre coscienze si ribellano se un giovane muore privato dell'assistenza ma ci lascia meno risentiti, se non indifferenti, se ci&ograve; accade ad un anziano a prescindere dall'ipocrisia "pietistica" di alcuni "moralisti".
In passato tale pensiero era stemperato dalla ridotta presenza degli anziani e dall'idea che la sfida da essi ingaggiata contro le "regole" ben valesse d'ospitarli e d'ascoltarli. Oggi l'evoluzione della scienza medica e biologica ci ha aperto nuovi scenari dilatando l'arco delle eccezioni, rispetto alle generazioni passate. In pratica se all'inizio del XX secolo si considerava vecchio un sessantenne oggi lo è per un ottantenne e forse oltre.
E' un bene, quindi, per la scienza vivere pi&ugrave; a lungo ma non lo è altrettanto se non interveniamo con adeguati correttivi a una reale ridistribuzione delle risorse e alla limitazione delle nascite. Il XXI secolo deve essere, quindi, anche il secolo che ponga seriamente questo problema all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e la renda consapevole che se si allunga il ricambio generazione dobbiamo anche limitare in qualche modo il numero delle presenze complessive per ogni generazione e che tutti insieme dobbiamo convenire che se le risorse non sono illimitate è necessario fare delle scelte di merito.
Pensiamo ai costi in vite umane, in sacrifici, sprechi, distruzioni che provocano le guerre, i conflitti, tribali e razziali e quanto sia pi&ugrave; saggio evitarle per impiegare tali mezzi in chiave solidaristica. E', ovviamente, una svolta di ardua impresa, considerate le conflittualità che hanno costellato ogni generazione dai millenni trascorsi ad oggi. Eppure dobbiamo arrivarci se non vogliamo distruggere ci&ograve; che ci resta di buono dentro di noi nel rispetto del prossimo, nella mano che stendiamo alla ricerca di un altro calore umano. 






(Riccardo Alfonso fidest@gmail.com) ]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 07:50:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Genchi, perquisiti casa e uffici (13 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1261</link>
<description><![CDATA[ PALERMO - I carabinieri del Ros, su disposizione della Procura della Repubblica di Roma, hanno perquisito gli uffici di piazza Principe Camporeale, a Palermo e l'abitazione di Gioacchino Genchi, il consulente del pm De Magistris nell'inchiesta "Why not", indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy.
Genchi, superesperto informatico, in pi&ugrave; occasioni ha respinto le accuse secondo cui avrebbe "tracciato" milioni di utenze, ribadendo che in realtà erano "poco pi&ugrave; di settecento" e di "non aver mai fatto un'intercettazione".
"Si sono voluti pulire i coltelli perch&eacute; è dal 1989 che mi imbatto in porcherie fatte dal Ros - dichiara il consulente nel corso di un'intervista al settimanale "Left". "Mi hanno voluto colpire per quello che rappresento e ho rappresentato, e per il ruolo che ho avuto all'interno della polizia di stato". Quindi, riprendendo anche dichiarazioni fatte di recente da De Magistris, collega la persecuzione all'aver individuato logge e consorterie massoniche". Parla anche della sua partecipazione alla trasmissione televisiva Matrix: "Sarà un caso ma dopo la mia partecipazione a Matrix, Mentana è stato costretto a dimettersi - evidenzia.
Un'altra intervista di Genchi è pubblicata sul blog di Beppe Grillo. Il consulente accusa collusioni tra ambienti dei servizi e ditte fornitrici per milioni di euro. ]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 04:59:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Alzheimer, ricerca italiana (13 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1260</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Una piccola speranza nella lotta contro l'Alzheimer, la pi&ugrave; diffusa forma di demenza cos&igrave; chiamata dal neuropatologo tedesco Alois Alzheimer, il primo studioso della demenza senile. E' stata pubblicata sulla prestigiosa rivista "Science" una ricerca, finanziata dal ministero della Salute e dalla Fondazione Cariplo, effettuata dall'Istituto Besta di Milano, eseguita in collaborazione con il "Mario Negri", l'Università di Milano e il Nathan Kline Institute di Orangeburg (New York). 
Tutto nasce dalla constatazione di una condizione in cui si altera un solo gene (che produce la proteina anomala alla base della malattia) su due: la proteina normale prodotta da quello sano "neutralizza" quella malata. Cos&igrave; la persona non si ammala. I ricercatori italiani hanno identificato tale forma mutata di beta-proteina in grado di bloccare, in vitro, la produzione delle placche amiloidi alla base della malattia di Alzheimer. 
Si tratta di una scoperta alle fasi embrionali, che dovrà essere verificata sugli animali prima ancora che sull'uomo.
"Se tutto va bene - sottolinea Fabrizio Tagliavini, direttore del Dipartimento di malattie neurodegenerative dell'Istituto Besta - dovranno passare almeno cinque anni prima di poter avere un farmaco. Ma questo è già un inizio promettente per una malattia attualmente incurabile".
L'Alzheimer, definito amaramente "il funerale perenne", è un morbo che determina una patologia degenerativa. E' attualmente inguaribile. La malattia è tipica dei Paesi industrializzati. Il fenomeno è causato dall'accumulo nel cervello di un frammento proteico chiamato "beta-proteina" che si aggrega generando depositi insolubili: le placche amiloidi. Le persone colpite cominciano a perdere la memoria, fino a smarrire le funzioni vitali: un processo che pu&ograve; durare anche oltre un decennio. Non mancano fasi violente.
In Italia l'Alzheimer interessa 450 mila persone, sei milioni in Europa. Una cifra purtroppo destinata a raddoppiare entro il 2050, causa soprattutto l'aumento di numero degli anziani, i pi&ugrave; colpiti.
"La ricerca - continua Tagliavini - ha identificato una forma mutata di beta-proteina la quale ha un comportamento sorprendente: si lega alla beta-proteina normale e blocca la formazione di amiloide e di conseguenza lo sviluppo dell'Alzheimer. Quando la malattia è familiare - continua Tagliavini - si incontrano, nell'albero genealogico, diverse persone malate e il gene che viene trasmesso è "dominante", cioè basta ereditarlo da un solo genitore e ci si ammala. Noi invece abbiamo scoperto la mutazione di un gene - evidenzia Tagliavini - che fa ammalare soltanto quando viene ereditato da entrambi i genitori: loro sono sani, anzi, abbiamo osservato che chi ha una sola copia del gene mutato pu&ograve; arrivare a tarda età con un cervello che funziona benissimo".
La ricerca, come spiega Mario Salmona, direttore del Dipartimento di Biochimica molecolare e Farmacologia molecolare dell' Istituto Mario Negri, apre una nuova prospettiva terapeutica sia per le forme genetiche sia per quelle sporadiche di Alzheimer, basata sull'uso di frammenti proteici contenenti questa mutazione. ]]></description>
<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 04:55:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Per Mourinho anche l'accusa di un pugno (12 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1256</link>
<description><![CDATA[ LONDRA - Per l'allenatore dell'Inter, il portoghese Jose Mourinho, un'altra tegola dall'Inghilterra. Un tifoso  del Manchester United si è recato in nottata presso un commissariato della città inglese per denunciare di aver ricevuto un pugno dal tecnico interista. Mouri&igrave;nho, secondo l'accusa, avrebbe sferrato un pugno al tifoso del Manchester United al termine della sfida dell'Old Trafford finita due a zero per i padroni di casa. Il fatto sarebbe avvenuto poco dopo la mezzanotte quando l'allenatore del'Inter stava per salire sul pullman della squadra nerazzurra.                                                                        La conferma dalla Greater Manchester Police, che in una nota scritta riferisce di un tifoso inglese recatosi nel pi&ugrave; vicino commissariato per denunciare l'aggressione all'esterno dell'Old Trafford. La polizia di Manchester ha chiesto i filmati dell'Old Trafford per acquisire elementi. Il tecnico dell'Inter, per&ograve;, al momento non ha ricevuto alcuna comunicazione nè accusa formale. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 03:55:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Madoff si dichiara colpevole (12 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1255</link>
<description><![CDATA[ NEW YORK - Il finanziere Bernard Madoff, ex numero uno del Nasdaq, detto il "grande prestigiatore di Wall Street", si è dichiarato colpevole di tutti e undici i capi di imputazione nella pi&ugrave; vasta truffa della storia di Wall Street. Un atteggiamento largamente previsto dagli osservatori americani. L'ex finanziere è accusato di aver frodato gli investitori per 65 miliardi di dollari. Oltre alla frode, tra i capi d'imputazione c'è lo spergiuro.
In particolare Madoff ha raggirato una vasta categoria di persone tra professionisti, associazioni di beneficenza, attori e perfino sopravvissuti all'Olocausto. Temendo per la sua incolumità fisica, in occasione della sua prima apparizione di fronte al tribunale di Manhattan, Madoff ha indossato un giubbotto antiproiettile. Ora rischia una condanna di 150 anni, cioè il carcere a vita. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 03:40:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Darfur: italiano tra i cinque rapiti (12 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1254</link>
<description><![CDATA[ ROMA - C'è anche un cittadino italiano, oltre a un francese e una canadese, tra i cinque operatori della sezione belga dell'organizzazione umanitaria "Medici senza frontiere" rapiti ieri sera intorno alle 21 in Darfur, teatro dal 2003 di una guerra civile. Gli altre due sarebbero locali. Lo si apprende dalla Farnesina. Il rapimento sarebbe finalizzato alla richiesta di un riscatto in denaro. Il ministero degli Esteri del Belgio ha confermato il rapimento di cinque impiegati della sezione belga di "Medici senza frontiere", precisando che non si tratta di cittadini di nazionalità belga. Il clima nella regione sudanese del Darfur s'è ulteriormente surriscaldato dopo che la Corte penale internazionale dell'Aia ha spiccato un mandato di arresto contro il presidente Omar Al Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità. Il regime ha messo sotto accusa anche le organizzazione umanitarie che da anni operano nel territorio, ritenendole colpevoli di delazioni. Da qui l'ordine di espulsione per alcune di esse (comprese le sezioni francese e olandese dell'organizzazione), che non ha per&ograve; riguardato le sezioni belga, svizzera e spagnola di "Medici senza Frontiere". Il ministero degli Esteri italiano è in contatto con i familiari del rapito ma intende mantenere il pi&ugrave; stretto riserbo, per non intralciare gli sforzi diplomatici e non mettere a rischio l'incolumità dell'ostaggio, come ha sottolineato il ministro Frattini. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 11:40:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Maroni a tutto campo su criminalità e immigrazione (12 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1253</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Mafia, criminalità, immigrazione. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni dice la sua nel corso di un'audizione di fronte alla Commissione parlamentare antimafia e durante la trasmissione "Radio Anch'io" su Radio Uno della Rai. 
"Tra gennaio e febbraio di quest'anno sono stati espulsi oltre tremila clandestini, 25mila dal 2008 a oggi - rileva il ministro in radio. "Vogliamo intensificare quest'azione perch&eacute; chi viene in Italia per lavorare pu&ograve; avere tutti i diritti, tranne il diritto di voto, ma chi viene per non lavorare deve essere espulso".
Il ministro pone poi l'accento sulla Libia, in quanto "il 95% dei clandestini giungono a Lampedusa provenienti dalla Libia, dove abbiamo notizia ci siano ben 2 milioni di persone pronte a partire". 
Riguardo all'accordo bilaterale con la Libia per il controllo dell'immigrazione clandestina, il responsabile del Viminale evidenzia l'arrivo di una delegazione libica per prendere visione delle sei motovedette che l'Italia fornirà per il pattugliamento delle coste libiche. Lo scorso anno, sottolinea il ministro, oltre 30mila immigrati sono giunti dalla Libia sulle coste siciliane. "Appena partirà il pattugliamento - spiega Maroni - credo che potremo liberare Lampedusa da questo peso". 
L'esponente leghista replica anche alle critiche dei sindacati dei medici sulla denuncia dei clandestini negli ospedali. "La norma contenuta nel ddl sicurezza abolisce il divieto di denunciare i clandestini da parte dei medici, ma abolire il divieto non significa introdurre l'obbligo. In nessun Paese europeo - ricorda Maroni - esiste il divieto di denuncia, in Germania c'è addirittura l'obbligo. Noi vogliamo introdurre la norma che c'è in tutta Europa".
Sulla criminalità organizzata il numero uno del Viminale lancia un pesante allarme: sta cercando di ampliare la sua influenza infiltrandosi nel tessuto produttivo. Ma fa un distinguo: mafia, 'ndrangheta e camorra presentano caratteristiche diverse. 
"La mafia - evidenzia il ministro dell'Interno - pur scompaginata negli ultimi tempi dall'azione efficace delle forze di polizia, si sta riorganizzando. Le 'famiglie' rimangono radicate nelle regioni tradizionali ma cercano nuovi spazi in Italia e all'estero. Aumentano i tentativi d'infiltrazione nell'Italia centrale e settentrionale, specie nel Lazio e in Lombardia, mentre, sul fronte delle attività, è sempre importante il traffico di droga, spesso gestito con la 'ndrangheta'. Questa mantiene il controllo del narcotraffico, gestito anche grazie a forti legami internazionali e punta ad estendere le sue attività illecite anche in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna". 
Il ministro illustra poi le caratteristiche della camorra, che registra "estrema polverizzazione dei gruppi sul territorio, che favorisce situazioni di conflitto tra nuovi e vecchi sodalizi elevata", cioè conflittualità tra i clan, ma anche l'intensificazione dei legami con la criminalità straniera. 
Proprio sulle organizzazioni straniere sempre pi&ugrave; emergenti Maroni lancia l'allarme. Costituiscono, sottolinea il ministro, un fenomeno di particolare rilievo: collegamenti con la criminalità organizzata nazionale, violenza dei reati e innalzamento delle potenzialità operative sono le principali peculiarità. Il ministro dell'Interno ne delinea anche una sommaria mappa: le organizzazioni albanesi gestiscono traffico di droga, prostituzione e reati predatori, con le donne spesso in posizioni di vertice; i romeni sono attivi soprattutto con furti e rapine; i clan nigeriani si dedicano soprattutto allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta di esseri umani.
Infine i numeri: Tra il 1 gennaio e il 4 marzo 2009 sono state effettuate 27 operazioni contro la criminalità organizzata sul territorio nazionale, con l'arresto di 432 persone e la cattura di 29 latitanti. L'anno scorso sono state concluse 200 operazioni antimafia che hanno portato all'arresto di 2.583 persone, 177 delle quali latitanti. Nel 2008 le segnalazioni di cittadini stranieri per associazione di stampo mafioso sono state 208; per associazione a delinquere 2688; per immigrazione illegale 4567; per traffico di droga 1385 e 70 per tratta. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 11:20:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Gates pi&ugrave; ricco al mondo, Ferrero in Italia (12 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1252</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Torna ad essere Bill Gates l'uomo pi&ugrave; ricco del mondo, secondo la tradizionale classifica redatta dalla rivista americana Forbes. Il fondatore di Microsoft, con i suoi 40 miliardi di dollari, è in vetta, seguito dall'investitore americano Warren Buffet, con 37 miliardi, e dal magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim con 35 miliardi.  La graduatoria risente per&ograve; della crisi finanziaria. Gates registra 18 miliardi in meno rispetto allo scorso anno, Buffet ha quasi dimezzato il patrimonio (da 60 a 37 miliardi) e Carlos Slim è sceso di 27 miliardi. In generale, secondo il magazine, il numero dei miliardari del pianeta si è ridotto di almeno un terzo nell'ultimo anno (da 1.125 a 793), perdendo complessivamente circa 2mila miliardi di dollari (da 4.400 a 2.400 miliardi). Primo degli italiani è Michele Ferrero (residente per&ograve; nel principato di Monaco), l'imprenditore della Nutella, salito al 40esimo posto. Il patrimonio è di circa 9,5 miliardi di dollari (l'anno scorso la stima della sua ricchezza era pari a 11 miliardi, ma in classifica era 68esimo). Silvio Berlusconi, è 70esimo, secondo tra gli italiani, con 6,5 miliardi di dollari (9,4 nel 2008). Subito dopo, in 71esima posizione, Leonardo del Vecchio di Luxottica (da 10 a 6,3 miliardi). Quindi lo stilista Giorgio Armani (224esimo con 2,8 miliardi), Stefano Pessina (Alliance Boots, 450esimo con 1,6 miliardi), Mario Moretti Polegato (Geox), Carlo, Gilberto, Luciano e Giuliana Benetton sono in 468esima posizione (1,5 miliardi ciascuno). Infine, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone, 522esimo con 1,4 miliardi. La crisi colpisce anche Mosca, che fino all'anno scorso aveva il primato dei miliardari con 87 fortunati, oggi scesi a 32. Per cui è tornata ad essere New York la prima piazza con 55 super ricchi. Qui l'unico che non ha accusato perdite nell'ultimo anno è il sindaco Michael Bloomberg (17esimo al mondo), il cui patrimonio sarebbe cresciuto da 11,5 a 16 miliardi. Molte cancellazioni di miliardari in Russia, India e Turchia. L'amministratore delegato di Forbes, Steve Forbes, ha spiegato che è un brutto segno per l'economia quando i super ricchi hanno problemi."I miliardari non si devono preoccupare per il loro prossimo pasto, ma se la loro ricchezza diminuisce e non si creano nuovo miliardari, significa che il resto del mondo non se la passa molto bene - ha detto ai giornalisti. "E' la prima volta dal 2003 che si perdono miliardari e soprattutto non è mai successo a queste cifre - ha aggiunto Luisa Kroll, giornalista di Forbes. ]]></description>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 11:05:05 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: primo maggio
con Vasco Rossi Il rocker emiliano sarà il superospite del concertone di piazza San Giovanni organizzato dai sindacati. Si prevede un afflusso record di presenze. A presentare il concerto Sergio Castellitto, attore romano d'origine molisana. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1248</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un evento nell'evento. Perch&eacute;, oltre alla conferma dell'eccezionale presenza di Vasco Rossi al tradizionale concertone del primo maggio a piazza San Giovanni in Laterano a Roma, organizzato dai sindacati e giunto alla ventesima edizione, per il rocker emiliano la data romana sarà l'unica uscita live dell'anno 2009, o perlomeno della primavera, come conferma l'entourage del cantante. La notizia circolava in via ufficiosa sui siti e blog dedicati al Blasco finch&eacute; Vincenzo Mollica l'ha confermata al Tg1.
Sicuramente una presenza "storica" per l'evento musicale di San Giovanni, ormai uno dei principali appuntamenti live della scena europea. Non è difficile prevedere un record in fatto di presenze di pubblico, tra l'altro sempre numerosissime, anche oltre le 500mila. C'è un esercito di giovani che segue ovunque la star del rock italiano. E stavolta, tra l'altro, il concerto è gratuito.
Vasco Rossi godrà certamente di un ampio sipario nell'ambito della lunga kermesse musicale: non a caso è uno dei pochi artisti in grado di battere, in fatto di presenze negli stadi italiani, le rockstar internazionali, da Springsteen a Madonna.
Secondo alcune fonti l'intero concertone potrebbe prendere in prestito, in omaggio al cantante di Zocca, il titolo "Il mondo che vorrei" (come il suo ultimo album e il nuovo dvd live). In tal caso la presenza del Blasco rafforzerebbe il segno politico dell'evento, cui lui per&ograve; s'è sempre sottratto, affermando in pi&ugrave; occasioni di essere radicale ma di non fare politica attiva. La manifestazione, organizzata dai tre maggiori sindacati, ha per&ograve; sempre alimentato polemiche politiche perch&eacute; vetrina di artisti non certo filoberlusconiani, ad iniziare dai presentatori: da Claudio Bisio a Paolo Rossi. E quest'anno sarebbe organizzata per la prima volta in una città guidata da una giunta di destra e con un governo nazionale dello stesso colore politico.
Ma al di là delle letture politiche, la presenza di Vasco Rossi premia la scelta di una manifestazione capace di aggregare centinaia di migliaia di giovani sotto il segno della musica. Affiancando ai big (lo scorso anno, tra gli altri, Baustelle, Caparezza, Elio e le Storie Tese, Irene Grandi, Marlene Kuntz, Piero Pel&ugrave;, Subsonica) i giovani emergenti. Per loro, da cinque anni, la rassegna "Primo maggio tutto l'anno" assicura spazi alle nuove proposte indipendenti: quest'anno gli iscritti sono stati 813 con quasi duemila contributi audio e video caricati su Mocambo tv. Dodici di loro potranno esibirsi sul palco di piazza San Giovanni in Laterano. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 09:00:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Taranto: 10 anni, spara a coetaneo (11 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1245</link>
<description><![CDATA[ TARANTO - Un bambino di 10 anni ha sparato per gioco con un fucile ad un amico 14enne, ferendolo in modo grave. E' successo in un'abitazione di Lizzano (Taranto). Il piombino calibro 4.5 è entrato nella testa del ragazzo a pochi millimetri dall'occhio destro. I ragazzi hanno prelevato di nascosto l'arma, regolarmente detenuta dal padrone di casa, utilizzandola come giocattolo. Il ferito è stato sottoposto nella notte a due interventi neurochirurgici all'ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto, dove si trova ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni vengono definite "gravissime". ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 10:00:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ De Magistris: "Avevo scoperto una nuova P2" (10 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1244</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Torna a parlare l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Lo fa in un'intervista al programma "Exit" di La7, dove affonda i colpi sottolineando di aver scoperto, insieme ai suoi pi&ugrave; stretti collaboratori attraverso la ricostruzione dei finanziamenti pubblici in Calabria, "quella che con gergo giornalistico si potrebbe anche definire la nuova P2". 
Riferimento alla loggia di Gelli che l'ex pm di Catanzaro aveva già fatto, seppur in modo diverso, nell'intervista a Klaus Davi per il programma web "Klauscondicio".
In quell'occasione aveva spiegato che "sotto il profilo di alcuni passaggi, come il controllo della magistratura, siamo in piena P2. Per il 60-70% il piano di Rinascita democratica è stato già applicato, anzi lo stanno migliorando nella loro ottica, lo stanno rendendo contemporaneo. Constato che chi ha fatto negli ultimi tempi investigazioni delicate sul tema delle collusioni interne alle istituzioni e, soprattutto, dove il collante è stato quello dei poteri occulti, non credo che abbia avuto un grosso ausilio da parte di chi dovrebbe istituzionalmente stare vicino".
Il magistrato ricorda che il Csm nel passato, se pur in casi simbolici ed isolati, è intervenuto su magistrati iscritti alla P2. Ora si augura che vigili per evitare "che si cada nuovamente in quello che è successo nel 1982, quando addirittura una corrente della magistratura, all'epoca magistratura indipendente, risult&ograve; avere finanziamenti da parte della loggia P2". 
De Magistris non esclude, seppur vagamente, un suo ingresso in politica, pur precisando di non essere "il nuovo Di Pietro".
Su La7 l'ex pm parla dell'indagine Why Not, che gli è stata tolta un anno fa dalla procura di Catanzaro. Riguardava, racconta De Magistris, "la gestione del denaro pubblico e di alcuni pezzi delle istituzioni attraverso il tramite dei poteri occulti". Da qui il richiamo alla loggia di Gelli. "Questo è il cuore del problema - prosegue il magistrato - e non voglio dire altro. Perch&eacute; fatti, nomi, documenti, li ho consegnati".
Sugli strumenti utilizzati per le indagini ricorda di non aver fatto un uso "mai particolarmente impegnativo delle intercettazioni telefoniche" e assicura che nell'inchiesta Why Not non ha fatto nemmeno un'intercettazione telefonica. E spiega: "Ho utilizzato strumenti investigativi che hanno dato molto fastidio agli indagati dei procedimenti. Che si tratta in particolare degli accertamenti bancari, accertamenti patrimoniali. Traffico dei flussi telematici e delle tracce, degli incroci telefonici, le sommarie informazioni testimoniali, l'esame dei documenti. Le indagini tradizionali".
Sul destino delle sue indagini, De Magistris dice: "La mia testimonianza, i miei documenti, il mio sapere doveroso l'ho consegnato all'Autorità giudiziaria di Salerno. Prendo atto che sono stati fermati i magistrati che stavano conducendo questa indagine". ]]></description>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:50:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Uranio: morto soldato "risarcito" (10 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1242</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' morto Gianbattista Marica, di Orbetello (Grosseto), ex militare malato di tumore per presunta contaminazione da uranio impoverito durante la missione Ibis in Somalia, dove era stato dal dicembre 1992 al luglio 1993 come paracadutista di leva. 
Meno di tre mesi fa il tribunale di Firenze gli aveva concesso un risarcimento di 545.061 euro, il primo in Italia. Nel provvedimento, datato 17 dicembre 2008, viene riportato il parere di un consulente tecnico d'ufficio che afferma l'esistenza di un nesso di causalità tra il linfoma di Hodgkin (malattia riportata dal soldato) e l'esposizione all'uranio impoverito.
A seguito di tale accertamento, il tribunale ha condannato al risarcimento il ministero della Difesa per non aver adottato misure protettive per i partecipanti alla missione in Somalia, nonostante fossero "sotto gli occhi dell'opinione pubblica internazionale - si legge nella sentenza - la pericolosità specifica di quel teatro di guerra, sotto il profilo eziopatogenetico che qui interessa, e nonostante l'adozione da parte di altri contingenti di misure di prevenzione particolari".
I giudici hanno evidenziato, in particolare, il raffronto con il contingente americano.
"Al di là delle raccomandazioni che erano o dovevano essere note al ministero, il fatto che ai militari americani fosse imposta l'adozione di particolari protezioni, anche in mancanza di ulteriori conoscenze, doveva allertare le autorità italiane - sottolineano ancora i giudici fiorentini che sottolineano "un atteggiamento non commendevole e non ispirato ai principi di cautela e responsabilità da parte del ministero della Difesa, consistito nell'aver ignorato le informazioni in suo possesso, già da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione ed i pericoli per la salute dei soldati collegati all'utilizzo di tale metallo; nel non aver impiegato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri militari e nell'aver ignorato le cautele adottate da altri Paesi impegnati nella stessa missione, nonostante l'adozione di tali misure di prevenzione fosse stata pi&ugrave; volte segnalata dai militari italiani".
La morte di Marica è stata resa nota da Falco Accame, presidente dell'Anavafaf, Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti, il quale ha seguito l'intera vicenda dell'ex parà sin da quando nel 2001 lo stesso Marica si era rivolto a lui, decidendo di rendere pubblico il caso. Accame ha reso noto anche il contenuto della sentenza.
"Marica denunci&ograve; subito il fatto che i militari Usa in Somalia, anche a 40 gradi all'ombra, operavano con tute, maschere, guanti e occhiali, mentre i soldati italiani erano in calzoncini corti e canottiera - ha ricordato Accame. Rimane invece l'incertezza sul numero delle vittime: si oscilla, a seconda delle rilevazioni, tra i 77 e i 160 morti, e tra i 312 e i 2.500 malati, secondo l'ex presidente della Commissione Difesa. ]]></description>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Presidenza Rai: è totonomine (10 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1240</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il "no" di Ferruccio de Bortoli, direttore del quotidiano "Il Sole 24 Ore", alla presidenza della Rai e il freno del governo all'ipotesi della conferma di Claudio Petruccioli riapre a tutto campo i giochi sul nome del nuovo numero uno di viale Mazzini.
La palla è di nuovo ai piedi di Dario Franceschini, fautore della soluzione de Bortoli e rimasto spiazzato dalla decisione del giornalista. Ora Franceschini è alle prese con diverse soluzioni. E che la strada debba indicarla il leader del Pd è quasi un diktat posto dal premier Berlusconi: "Il nome ce lo devono dare i signori della sinistra". 
Insomma, la Rai continua ad essere teatro di scontri tra maggioranza e opposizione ed ora si è tornati ad una situazione di impasse. Franceschini non dovrebbe avere difficoltà ad individuare un giornalista con un robusto passato professionale, anche non troppo vicino agli schieramenti politici, soluzione che sembra quella pi&ugrave; praticabile.
Tanti i nomi che circolano: in pole position Fabiano Fabiani, giornalista in organico alla Rai per ventitre anni e ora parte del consiglio di amministrazione della Rai in rappresentanza del ministero dell'Economia e delle Finanze (ha sostituito Angelo Maria Petroni), nominato dal settembre 2007; Stefano Folli, editorialista politico del "Sole 24 ore", direttore del "Corriere della Sera" dal 2003 al 2004 e tra i pi&ugrave; apprezzati notisti politici; Gianni Riotta, dal 20 settembre 2006 direttore del Tg1, un passato professionale a "La Stampa", "L'Espresso" e "Corriere della Sera"; Paolo Ruffini, attuale direttore di Raitre, un passato professionale a "Il Mattino" e a "Il Messaggero", poi direttore del giornale radio Rai nel 1996; Marcello Sorgi, ex direttore del Tg1 e della "Stampa".
Tra gli outsider, Pietro Calabrese, ex direttore di "Panorama" e della "Gazzetta dello sport", Pier Luigi Celli, direttore generale dell'università Luiss Guido Carli di Roma, già direttore dell'azienda di viale Mazzini dal 1998 al 2001, l'ex presidente della Consulta Francesco Paolo Casavola, il presidente della Siae Giorgio Assumma, l'ex parlamentare Andrea Manzella, Sergio Mattarella, Giuliano Amato. ]]></description>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:10:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Irlanda del Nord: ucciso poliziotto (10 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1239</link>
<description><![CDATA[ BELFAST - Non si ferma la nuova spirale di sangue in Irlanda del Nord. Un agente di polizia è stato ucciso a Craigavon, città abitata da cattolici e protestanti nella contea di Armagh, con un colpo alla testa mentre stava perlustrando in auto, con un collega, la zona di Lismore Manor. La pattuglia aveva ricevuto una telefonata, probabilmente finalizzata a tendere una trappola. L'episodio è avvenuto vicino a una scuola di Browlow. Due giorni fa l'attacco rivendicato dalla "Real Ira" (vera Ira) contro una base militare a Antrim, a nordovest di Belfast, in cui due soldati britannici di 21 e 23 anni sono rimasti uccisi. In Ulster è rimasto un contingente di circa 5mila soldati britannici.  Alcuni osservatori associano la nuova spirale di violenza alla forte crisi economista che sta attraverso il Paese. A preoccupare sono i cattolici fondamentalisti della "Real Ira" che da anni sono fuoriusciti dall'Esercito repubblicano irlandese rifiutando qualsiasi dialogo con i protestanti. Secondo fonti dell'intelligence britannica, sarebbero un centinaio gli appartenenti alla "Real Ira". I politici locali temono un nuovo accendersi di quella guerra che è costata nel secolo scorso diverse migliaia di vittime. Le dichiarazioni degli esponenti politici sottolineano "la gravità del momento" e temono che l'Irlanda del Nord si trovi "sul ciglio dell'abisso". Dolores Kelly, esponente di un partito cattolico moderato, membro della commissione mista cattolici-protestanti che controlla le forze di polizia nella provincia, ha condannato l'ultimo episodio di violenza lanciando un allarme: &laquo;L'Irlanda del Nord pu&ograve; entrare in una nuova spirale di vendette incrociate se gli estremisti protestanti decideranno di reagire agli omicidi degli ultimi giorni". ]]></description>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 08:40:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Obama sulle staminali: pi&ugrave; ricerca (09 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1236</link>
<description><![CDATA[ WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama ha rimosso, con un ordine esecutivo, i limiti al finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali embrionali che erano stati decisi nell'agosto 2001 da George W.Bush. L'ex presidente americano aveva autorizzato un finanziamento federale in materia molto ristretto, limitato alla ricerca su una sessantina di "linee" di staminali embrionali già esistenti, vietando fondi pubblici per crearne altre. Ha invece sostenuto la ricerca sulle staminali adulte, ritenendola priva delle conseguenze etiche sollevate dalle embrionali. Per due volte, inoltre, Bush ha disposto il veto per fermare iniziative del Congresso finalizzate a cancellare i limiti. Obama mantiene cos&igrave; una promessa fatta in campagna elettorale, va avanti deciso nonostante la complessità del tema e delle posizioni dell'opinione pubblica e riporta" l'integrità scientifica nel campo delle scelte politiche sulla salute". Delegherà poi al National Institutes of Health, il cuore della ricerca scientifica pubblica americana, di adottare nuove regole in materia. "L'America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire - ha detto Obama, annunciando la decisione nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca. "La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta - ha proseguito il presidente - e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle pi&ugrave; devastanti condizioni mediche e malattie". Il presidente in sostanza assicura che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, cercando anche "di recuperare il tempo perduto". Inoltre punta ad una posizione mediatrice tra le posizioni oltranziste di entrambi gli schieramenti. "Come persona di fede, credo che siamo chiamati a prenderci cura l'uno dell'altro e a lavorare per ridurre la sofferenza umana. Credo che ci sia stata data la capacità e la volontà per perseguire questa ricerca, e l'umanità e la coscienza per farlo in modo responsabile".                                                                                                                                              La Consulta di bioetica onlus, diretta da Maurizio Mori, in una nota ha già espresso il proprio plauso per la decisione di Obama. "Il presidente sta finalmente riportando la situazione in termini pi&ugrave; ragionevoli, ed in questa linea benvenuta è la scelta di togliere i vecchi divieti e di aprire alla ricerca a tutto campo, come da sempre abbiamo sostenuto - spiega Mori."A chi critica la scelta fatta accusandola di essere dettata dai poteri occulti che avrebbero sostenuto la sua elezione rispondiamo con la saggezza racchiusa nel tradizionale proverbio chi è in sospetto è in difetto. Ad avanzare simili ipotesi fantastiche sono infatti proprio quei pseudo-ricercatori nostrani abituati a guadagnare popolarità e ricevere finanziamenti dalle lobbies religiose sulla scorta di promesse di esperimenti miracolosi i cui risultati cadono poi nel dimenticatoio". La scelta, siamo in America, è stata dedicata all'attore Christopher Reeve, l'ex 'Superman' morto nel 2004, e a sua moglie Dana, uccisa da un cancro due anni dopo. ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 04:50:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Gioved&igrave; 13, giornata del rene Analisi gratuite, convegni, seminari su temi scientifici e filosofici. In tutta Italia. Informazioni sul sito della Fondazione italiana del rene onlus. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1235</link>
<description><![CDATA[ Un gioved&igrave; dedicato alla salute del rene. Primo obiettivo tenere sotto controllo la pressione arteriosa, questo il consiglio degli esperti in occasione della &laquo;Giornata del rene&raquo; che si celebra in tutto il mondo il Gioved&igrave; dalle 10 alle 18 due postazioni della Fondazione italiana saranno presenti in piazza San Michele a Lucca e in piazza Duomo a Castelnuovo. Il personale medico e infermieristico della nefrologia dell'Azienda Usl in collaborazione con la Croce rossa a Lucca e con la Misericordia a Castelnuovo, sarà disponibile ad effettuare, gratuitamente e nel completo rispetto della privacy delle persone, il controllo della pressione arteriosa e l'esame delle urine per il controllo dell'eventuale presenza di proteinuria (proteine o albumina nelle urine). Grazie agli esami è possibile prevenire il danno renale progressivo e irreversibile, purch&eacute; la diagnosi sia precoce.
Nei convegni collegati alla giornata del rene si affronteranno temi legati alla sopravvivenza e al miglioramento della qualità della vita sul piano scientifico e filosofico. 
A Napoli, gioved&igrave; 12 marzo dalle ore 10 presso Palazzo Serra di Cassano sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Antonio Gargano, segretario dell'Istituto italiano per gli studi filosofici; Giovanni Delrio, preside di Medicina II Università di Napoli; Giovanni Persico, preside di Medicina dell'Università Federico II; Vincenzo Galgano, procuratore generale della Repubblica; Vittorio Andreucci, presidente della Fondazione italiana del rene; Claudio Zullo, presidente dell'Ordine degli psicologi di Napoli.
Sempre gioved&igrave; 12, dalle ore 17 a Koper, in Slovenia, presso l'università, tavola rotonda moderata da Gianfranco Guarnieri, clinico medico dell'Università di Trieste, con gli interventi, tra gli altri, di Rado Bohinc, president University of Primorska di Koper; Armando Savignano dell'Università di Trieste; Radoslav Kveder dell'unità renale dell'University of Lublijana e Antonio Lupo dell'Università di Verona.
Venerd&igrave; 13 marzo dalle ore 14,30 a Milano, Sala Napoleonica dell'Università Statale, tavola rotonda sempre sulla sopravvivenza, moderata da Daniele Cusi. Intervengono: Giuseppe Bianchi dell'Università Vita e Salute, San Raffaele di Milano, Roberto Satolli, Zadig Agenzia di Editoria Scientifica, Elena Cattaneo dell'Università di Milano, Mario Zanone Poma della Fondazione Filarete - Mediocredito Italiano e Gilberto Corbellini dell'Università La Sapienza di Roma.
Venerd&igrave; 13 marzo dalle ore 16 a Foggia presso la Biblioteca provinciale "La Magna Capitana" previsti gli interventi di Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia; Orazio Ciliberti, sindaco di Foggia; Giuliano Volpe, rettore dell'Università di Foggia; Emanuele Altomare, preside della facoltà di Medicina dell'Università di Foggia; Ruggiero Castrignan&ograve;, direttore generale della Asl di Foggia; Tommaso Moretti, direttore generale azienda ospedaliera OO.RR. Foggia; Domenico Francesco Crupi, direttore generale "Casa sollievo della sofferenza" di San Giovanni Rotondo. La tavola rotonda prevede gli interventi, tra gli altri, di monsignor Domenico Cornacchia, vescovo della Diocesi di Lucera e Troia; Ines Crispini dell'Università della Calabria; Giuseppe Acocella, vicepresidente del Cnel.
Infine sabato 14 marzo dalle ore 9,30 a Messina, presso il Palacongressi Policlinico, previsti gli interventi, tra gli altri, di Emanuele Scribano, preside della facoltà di Medicina dell'Università di Messina; Alfredo Carducci, coordinatore del corso di laurea in Medicina dell'Università di Messina; Francesco Trimarchi, direttore del Dipartimento di Medicina e Farmacologia dell'Università di Messina. La tavola rotonda prevede gli interventi, tra gli altri, di Girolamo Cotroneo, Antonio Mallamace, Anna Murdaca e Vincenzo Savica dell'Università di Messina; Valentino Dardanoni dell'Università di Palermo; Rosa Maria De Santo dell'Istituto italiano per gli studi filosofici. ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 03:00:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ L'Italia della Fattoria (09 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1234</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Parlarne male sarebbe scontato. Dire che è trash ancora di pi&ugrave;. Eppure, pur ad essere superbanali (ma poi nemmeno tanto, visto che purtroppo si finisce controcorrente), un atto di difesa della "normalità" va pure fatto di fronte non solo alla nuova edizione del programma "La Fattoria" (quarto appuntamento con la saga!) ma soprattutto allo spazio che questo ottiene negli organi di cosiddetta informazione.
Paginate sull'eliminazione della "ex Grande fratello" Daniela Martani ("con il 75% dei voti"...), ex hostess Alitalia, sul fatto che Fabrizio Corona, Marina Ripa di Meana e Linda Batista siano i "privilegiati della casta" (sic), nel senso che a tutti gli altri contadini tocchi "il lavoro pi&ugrave; duro". L'idea "geniale" del reality (ma chi l'ha avuta?) è infatti la divisione tra classe operaia, cioè contadini comandati dagli altri componenti "privilegiati" che costituiscono appunto l'abusata "casta" che vive nella fattoria tra gli agi dei letti morbidi, dei bagni personali, della vasca idromassaggio.
Tutto questo succede in Brasile, il Paese di Cesare Battisti (e ti pare che non lo citavano?), nazione che registra crescite di Pil mentre da noi il prodotto interno lordo va come un gambero. Ma in compenso abbiamo "La Fattoria" e una schiera di giornali che ne raccontano dettagliatamente le affascinanti cronache tra "donne prorompenti e uomini fascinosi, concorrenti simpatici e compagni odiosi", come scrive La Stampa.
Paola Perego la conduttrice, Mara Venier l'inviata speciale nella "fazenda" brasiliana, Marina Ripa di Meana che munge una mucca, Fabrizio Corona in abito bianco e con discorsetto incluso sul perch&eacute; della partecipazione al programma ("ho bisogno di soldi"). E poi, in ordine rigorosamente alfabetico: Linda Batista, attrice, Barbara Guerra, ex valletta di Teo Mammuccari, Ciro Petrone dal cast del film "Gomorra", Rocco Pietrantonio, fidanzato di Lory Del Santo, Marianne Puglia, ex inviata del programma "Lucignolo", Giovanna Rei, attrice (Marina Rei è invece la cantante di "Primavera" ma non fa parte del cast), Riccardo Sardonè (?), attore di soap-opera, Morena Zapparoli, vedova di Funari. Alvaro Vitali farebbe un figurone.
Sorvoliamo sulle "missione segrete" (ari-sic), i battibecchi, le scintille, le "atmosfere che si infiammano". Se a Gaza ci sono feriti che lottano ancora contro la morte, e Iacona su Raitre ieri ha mandato in onda un toccante servizio dalla Striscia, qui abbiamo le sciabolate a distanza tra Corona e l'attore Sperandeo in studio. Viva l'Italia della tv. ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 09:50:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ De Bortoli verso la presidenza Rai (08 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1233</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dovrebbe essere designato Ferruccio De Bortoli, attuale direttore del Sole 24 Ore, quale nuovo presidente della Rai. Secondo fonti della maggioranza, sul giornalista milanese ci sarebbe il placet del Pd. L'accordo, sempre secondo tali fonti, scaturirebbe da incontri tra il segretario del Pd Dario Franceschini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
L'ufficializzazione è attesa per marted&igrave; prossimo quando si svolgerà l'assemblea dei soci della Rai e il ministero dell'Economia dovrebbe rendere nota l'indicazione per il futuro presidente dell'emittente pubblica, e dell'ottavo componente del consiglio di amministrazione, che dovrebbe essere Angelo Maria Petroni.
Sempre marted&igrave;, in serata, la commissione di vigilanza, presieduta da Sergio Zavoli, si dovrebbe riunire per votare il gradimento al presidente indicato. Per la sua nomina servirà la maggioranza dei due terzi dei componenti. Una volta insediato il presidente, il consiglio di amministrazione della Rai nominerà il direttore generale che, secondo anticipazioni, dovrebbe essere Mauro Masi, attuale segretario generale della presidenza del Consiglio.
De Bortoli, milanese di origini venete, 56 anni, laureato in giurisprudenza, praticante a soli 21 anni, è cresciuto al Corriere della Sera, divenendone caporedattore dell'economia nel 1987, poi nel 1993 vicedirettore e nel 1997 direttore, gestendo la stagione del dopo 11 settembre 2001. Lasciato il Corriere nel 2003, è diventato amministratore delegato di Rcs Libri, poi editorialista della Stampa, quindi, nel gennaio 2005, direttore del Sole 24 Ore. Durante la campagna elettorale 2006 è stato il moderatore del convegno di Confindustria a Vicenza ospitando i due aspiranti premier Romano Prodi e Silvio Berlusconi. ]]></description>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 10:05:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Irlanda: Real Ira rivendica attentato (08 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1232</link>
<description><![CDATA[ DUBLINO - Ha una rivendicazione attendibile l'attentato di sabato sera alla caserma di Massereen, nella contea di Antrim in Irlanda del Nord, provincia popolata da una maggioranza protestante e da una minoranza cattolica. L'azione terroristica è stato rivendicata dalla Real Ira, frangia scissionista dell'Esercito repubblicano irlandese. La rivendicazione è arrivata tramite una telefonata al giornale irlandese "Sunday Tribune", a Dublino. Sabato alcuni sconosciuti, fingendo di dover consegnare pizze, hanno invece sparato da un furgone per la provocando due morti e quattro feriti, di cui due civili.
E' dagli accordi del 10 aprile 1998, noti come "del venerd&igrave; santo", firmati nel palazzo di Stormont, a Belfast, dagli otto partiti politici dell'Irlanda del Nord che avevano partecipato ai negoziati, in presenza del mediatore americano George Mitchell, da Tony Blair, in rappresentanza del governo britannico, e da Bertie Ahern, in rappresentanza del governo di Dublino, che non si verificavano gravi episodi di guerriglia tra militanti dell'Ira e gruppi paramilitari protestanti. Lo scorso anno, per&ograve;, sono suonati alcuni campanelli d'allarme: dissidenti repubblicani hanno tentato di uccidere due agenti di polizia a Derry City e a Dungannon. Lo scorso mese, poi, una bomba da 130 chili è stata rivenuta e disinnescata nei pressi di una base militare a Castelwellan, nella contea di Tyrone. 
Il premier britannico Gordon Brown è intervenuto duramente sull'attacco della scorsa notte, definito dallo stesso premier "codardo", sottolineando che "nessun assassino potrà impedire il processo di pace che gli abitanti dell'Irlanda del Nord appoggiano". Brown ha assicurato: "Queste persone dovranno rispondere delle loro azioni".
Gerry Adams, presidente del partito repubblicano nord-irlandese Sinn F&eacute;in, maggior partito cattolico della provincia, attacca i responsabili dell'azione territoristica. "Non hanno sostegno e non hanno una strategia per arrivare a un'Irlanda unita - evidenzia. "La loro intenzione è riportare i soldati britannici nelle nostre strade. Vogliono distruggere il progresso fatto negli ultimi tempi e far precipitare di nuovo l'Irlanda nel conflitto". ]]></description>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 09:50:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Grillo riparte da Firenze (08 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1229</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Torna in diretta tv Beppe Grillo. Lo fa su Nightline, il programma di seconda serata del Canale 100 di Sky. E toccando i temi della salvaguardia ambientale e delle nuove tecnologie, i suoi cavalli di battaglia preferiti, si scaglia contro le grandi opere, il nucleare, la vecchia idea di mobilità. 
E definisce Tremonti "un Noè senza l'arca".
Il comico genovese biasima gli stanziamenti deliberati dal Cipe e parla di "delirio di questa gente che sta investendo miliardi che non hanno in infrastrutture assurde". Prevede: "Non le faranno mai". E aggiunge: "La mobilità non è far passare i camion sui ponti, n&eacute; realizzare il corridoio 5 per unire la Turchia con l'Ucraina: la mobilità del futuro sarà quella di essere pi&ugrave; fermi possibile, di far girare le idee. La mobilità è la rete".
Non si pu&ograve;, in sostanza, continuare ad investire nelle infrastrutture, spiega Grillo. "Le città devono essere ricostruire, aumentare gli spazi verdi, diminuire il cemento".
Sul nucleare ribadisce come non sia conveniente per la collettività. Spiega: "La Gran Bretagna ha messo in vendita le centrali nel 1992, c'è poco uranio ed è una tecnologia superata". E affonda: "Nessuna centrale ha assicurazioni, questo vuol dire che non è sicura". Ricorda inoltre che novanta centrali statunitensi hanno vicino le centrali al carbone per avere l'energia necessaria (e cita il miliardo di dollari speso da ogni centrale americana per stoccare le scorie) e sostiene che la Francia abbia grossi problemi con il nucleare, esportando le proprie scorie in Italia. In Finlandia si sono fermati. 
Sul fronte della crisi consiglia di non consumare di prendere i soldi e metterli nelle piccole banche. "Le banche sono dentro i consigli di amministrazione delle imprese, mentre dovrebbero invece tornare a fare le banche - sottolinea tornando su un suo vecchio tema. Spiega poi che i Comuni sono al collasso.
Grillo rilancia le liste civiche in tutta Italia (almeno duecento per le prossime elezioni) e, in occasione del raduno nazionale del movimento nel capoluogo toscano, oggi domenica, dalle 9, al Saschall, propone la "Carta di Firenze", un vademecum su come gestire il Paese. Parla di ricreare la politica dal basso, di ridare senso alla parola "partecipazione".
Per le amministrative chiede candidati incensurati, residenza in città e nessuno con pi&ugrave; di due mandati. E mette in campo l'esperienza dei "meet-up" attivi in circa 500 Comuni, forum che lavorano sul territorio su acqua, energie rinnovabili, raccolta differenziata, telelavoro, wi-fi libera e gratuita. Contro nucleare e inceneritori. Per l'uso di acqua piovana per le lavatrici e pannolini lavabili. E spiega: "Da 4-5 anni facciamo cose di cui oggi si occupa Obama". ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 10:50:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Franceschini insiste da paladino dei precari (07 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1228</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Impegno a tutto campo a favore dei precari. E' ci&ograve; che ribadisce Dario Franceschini, segretario del Pd, parlando a Roma, nella gremita sala di piazza Montecitorio 123/a, all'assemblea dell'associazione "A Sinistra", guidata da Famiano Crucianelli, Paolo Nerozzi, Livia Turco e Vincenzo Vita. 
Mentre conferma la bontà della sua proposta di garantire un assegno a quei precari che, se licenziati, non hanno accesso alla cassa integrazione, Franceschini chiede anche al governo una moratoria dei 100 mila licenziamenti di lavoratori a tempo determinato nella pubblica amministrazione.
"Proponiamo al governo una moratoria di un anno - spiega Franceschini - bloccando i provvedimenti che porteranno, se non corretti, al licenziamento di 60 mila lavoratori del pubblico impiego e circa 40 mila della scuola. Creando disagio agli utenti, alle famiglie per il taglio di servizi, per la chiusura delle classi e la chiusura delle scuole nei piccoli paesi".
Il segretario del Pd attacca anche Berlusconi per come ha replicato alla sua proposta dell'assegno ai precari. Il premier in sostanza aveva detto che un provvedimento del genere spingerebbe gli imprenditori a licenziare i dipendenti per riassumerli in nero. "Berlusconi ha dato dell'imbroglione a migliaia di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti - sottolinea Franceschini. "Forse Berlusconi non sa - insiste - che 300 mila persone nel 2008 hanno già perso il lavoro senza avere diritto a un'indennità, e che se ne aggiungeranno migliaia nel 2009; e forse non sa nemmeno che l'indennità di disoccupazione esiste in tutti i Paesi, compresi la Germania della Merkel e la Francia di Sarkozy".
Al neosegretario non va gi&ugrave; la chiusura netta del governo alle sue proposte. "Berlusconi ha detto immediatamente di no alla nostra proposta: avrebbe potuto rilanciare con altre proposte, o chiedere un'altra copertura finanziaria per la nostra idea, invece si è limitato a quel no - ricorda il leader del Pd. "Appena faccio una proposta dicono che è demagogia, non dicono s&igrave; o no nel merito. Per Silvio Berlusconi - continua - l'importante è negare" eppure "non c'è paese al mondo in cui il capo del governo nasconde la crisi". Da qui "un'operazione immagine al giorno", dai soldati per le strade "qualcuno li ha visti?", ai "miliardi per eliminare l'Ici" fino "all'operazione tutta mediatica di Alitalia di cui oggi si vede il tragico fallimento".
Il Pd deve impegnarsi in "un'operazione verita'" contro "l'operazione immagine" del governo per "nascondere la crisi - aggiunge - accusando l'esecutivo di "voler impedire che la percezione individuale della crisi diventi percezione collettiva".
Invita, infine, i delusi e gli arrabbiati tra i sostenitori del Pd a ritrovare l'entusiasmo e lo spirito delle primarie. "Non è il momento dell'astensionismo, dobbiamo mettere in campo delle idee buone". ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 05:31:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Il cemento per "soffocare" la crisi Il Consiglio dei ministri potrebbe varare già la prossima settimana un provvedimento per rilanciare l'edilizia. Ma le norme costituiscono una minaccia per il territorio: liberalizzazioni, elevazioni di edifici, certificazioni pi&ugrave; facili... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1227</link>
<description><![CDATA[ ROMA - "Effetti eccezionali sulla casa". E' quanto promette il premier Berlusconi in relazione al piano per l'edilizia che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare a breve. Secondo indiscrezioni, la parte pi&ugrave; sostanziosa della manovra consisterebbe nel dare il via libera ad un consistente aumento delle cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente. Insomma, per dare nuovo slancio al settore si ricorrerebbe ad una liberalizzazione spinta delle norme per innalzare e costruire, con il risultato di rivestire il nostro territorio con una nuova memorabile colata di cemento. 
Come riporta "Il Corriere della Sera", il piano si svilupperebbe in due fasi. Una bozza di progetto di legge da far approvare a tutte le Regioni del centrodestra, per consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti, sia nel caso di edilizia residenziale sia commerciale. E del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti. Fino al 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico.
La seconda fase sarebbe probabilmente quella con gli "effetti eccezionali" promessi dal presidente del Consiglio: la possibilità di costruire attraverso una sorta di unica "certificazione di conformità" redatta da parte di un tecnico. Cioè un architetto o un ingegnere, su incarico del privato, darebbero il placet all'edificazione assumendosi le responsabilità (anche penali) della dichiarazione, e sostituendosi agli attuali uffici comunali di edilizia. Una norma, che potrebbe essere varata già la prossima settimana, mirata a ridurre drasticamente i tempi per costruire. L'esempio di San Giuliano evidentemente non è servito.
Questa nuova fase di cementificazione è arricchita ulteriormente da un intervento di edilizia popolare attraverso un piano da 550 milioni concordato con le regioni e mediante le cosiddette "grandi opere", pacchetto da 17,8 miliardi che include anche il ponte sullo Stretto di Messina.
Il rischio è che il pretesto della crisi, della stasi di alcuni settori e della scarsità di risorse possa servire per un aggiuntivo saccheggio del territorio, proprio quando servirebbero invece norme non solo per la sua salvaguardia ma per il recupero di aree già compromesse. Gli ecomostri, il pi&ugrave; delle volte, sono ancora l&igrave; proprio per le difficoltà burocratiche a cancellarli dal paesaggio. Mentre ora si torna nella direzione dei condoni e dell'aggiunta di ferite a quei panorami che in tempi ormai irrimediabilmente lontani costituivano uno dei vanti del nostro Paese. 














(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 03:00:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Tir gi&ugrave; dal viadotto: morto l'autista (07 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1226</link>
<description><![CDATA[ FROSINONE - Un Tir della ditta campana "D'Alterio Logistica" è precipitato intorno alle 7 di questa mattina dal viadotto della superstrada Sora-Cassino, nel comune di Sant'Elia Fiumerapido (Frosinone) in direzione mare. Il mezzo si è schiantato al suolo dopo un volo nel vuoto di oltre cento metri. Secondo i primi accertamenti il mezzo, che trasportava centinaia di bottiglie di olio di girasole, stava procedendo ad una velocità piuttosto alta. L'autista, rimasto incastrato tra le lamiere contorte della cabina, è stato poi recuperato senza vita. Sul posto hanno operato sena sosta i vigili del fuoco, il 118 con un elicottero, la polizia e i carabinieri. La superstrada è stata a lungo chiusa al traffico. ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 02:31:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Le caserme si danno al turismo (7 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1224</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Le caserme militari, molte di grande pregio artistico, approdano in massa nel mercato immobiliare. Molte potrebbero presto trasformarsi in hotel di lusso. Un catalogo di queste strutture davvero particolari, spesso vere e proprie residenze patrizie ubicate nei centri storici delle nostre pi&ugrave; belle città, sarà presentato dal 10 al 13 marzo al "Mipim" di Cannes, la principale fiera immobiliare del mondo. I beni non pi&ugrave; funzionali alle esigenze del ministero saranno dati in gestione ai comuni anche per un utilizzo turistico-alberghiero. Insomma, dalle stellette alla possibilità di alberghi a cinque stelle.
Le "perle" immobiliari della Difesa non sono poche. Tra queste, l'Arsenale e l'isola di Sant'Andrea a Venezia, il Castello aragonese di Brindisi (quello del ponte levatoio), Palazzo Brasini di Taranto, l'isola Palmaria di fronte a La Spezia, Punta Cugno ad Augusta dove ci sono i depositi della Marina ma anche strutture ubicate a Torino, Pavia, Bologna e Firenze. Almeno un migliaio di questi gioielli architettonici sparsi in tutt'Italia, di cui duecento considerati di gran pregio, sono destinati all'operazione. Non essendo pi&ugrave; funzionali alle esigenze militari, vengono dichiarati "dismissibili". A favorire il nuovo uso c'è anche una recente legge, la 133 del 6 agosto 2008, che consente al ministero della Difesa di gestire l'attività di alienazione, permuta, valorizzazione e gestione dei beni immobiliari. Da qui il censimento dei possedimenti demaniali e l'individuazione di quelli che potrebbero essere messi sul mercato. 
Il ministro La Russa è entusiasta, e spiega, nel corso di una conferenza stampa a Roma, che si va a Cannes non per vendere ma per far conoscere le opportunità di investimento future su immobili di gran pregio. Insomma una vetrina idonea per promuovere strutture poste in luoghi di grande prestigio, spesso nei centri storici delle città d'arte. Lo slogan che accompagnerà il ministero a Cannes è "un'eredità di valore". 
Le strutture, sottolinea il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, potranno essere messe a disposizione dei Comuni, mentre le aree industriali militari non pi&ugrave; in attività potrebbero rivelarsi utili per il sistema industriale civile. In cambio delle dismissioni dei beni, la Difesa potrà ottenere "lavori di ristrutturazione di caserme, opere di manutenzione, realizzazione di nuovi alloggi per il personale". 
Dal punto di vista dei militari, afferma il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, il flusso di euro che attraverso l'operazione finirà nelle casse dello Stato "potrà incrementare l'efficienza di questa 'macchina' per il bene del Paese". ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 02:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Padre arrestato nel Sannio: 4 anni di abusi sulla figlia (6 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1223</link>
<description><![CDATA[ ARPAIA (BENEVENTO) - Un operaio di 54 anni di Arpaia (Benevento) è stato arrestato per violenza sessuale. Ha abusato della figlia per quattro anni, da quando questa aveva undici anni. Il padre avrebbe costretto la ragazzina minacciandola di non farla uscire di casa e di non farle frequentare gli amici. L'adolescente, la pi&ugrave; piccola di tre sorelle, esasperata dalle violenze si è confidata prima con una sorella, poi con la madre, che alla fine dell'anno scorso si sono rivolte ai carabinieri. L'uomo è stato subito allontanato dalla famiglia e nel contempo sono partite le indagini per accertare il racconto della bimba. "Gli elementi raccolti a carico del padre sono stati particolarmente gravi - spiegano i militari della compagnia di Montesarchio. Da qui, su richiesta della Procura di Benevento, il gip ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. ]]></description>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Califano e 8 marzo:
ecco com'è andata Dopo le polemiche roventi per la partecipazione di Franco Califano ad una manifestazione per l'otto marzo organizzata dal Comune di Roma, il consigliere Giordano Tredicine ci fa sapere com'è andata... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1219</link>
<description><![CDATA[ ROMA - A seguito della "discussa" presenza di Franco Califano alla festa dell'8 marzo a villa Lazzaroni a Roma, promossa dal Comune e dal consigliere comunale Giordano Tredicine, il consigliere d'origine abruzzese-molisana ci fa sapere com'è andata con l'invio di alcune "significative" fotografie. Ne pubblichiamo tre. Il bagno di folla c'è stato...

















IL RETROSCENA  


Mimose con le spine

ROMA - L'otto marzo a Roma, appuntamento con le polemiche. Tanto per non essere banali. La festa delle donne, un tempo emblema di lotte per i diritti sociali, si riduce ad una querelle sull'opportunità o meno della presenza di Franco Califano, il "Califfo", ad un concerto. E' insomma "politicamente corretto" offrire alle platee l'autore di "Tutto il resto è noia", simbolo del machismo all'amatriciana?
L'angosciante dilemma, essenziale per la politica capitolina, è diventato il pretesto per una battaglia pubblica. Che i contendenti giudicano di metodo e di sistema. Sorbole.
Da una parte alcune rappresentanti del centrosinistra. Anzi, pi&ugrave; della sinistra che del centro. In testa la pasionaria Susana Fantino, rifondazione comunista, presidentessa del IX Municipio, territorio dove dovrebbe svolgersi il meeting con l'arte del Califfo. Con lei il consigliere capitolino della Sinistra Gemma Azuni, la quale ci va gi&ugrave; duro: "Le donne unite non si facciano rapinare l'otto marzo dai Califano di turno che grugniscono a villa Lazzaroni foraggiati da Alemanno". Grugniscono? S&igrave;, proprio "gru-gni-sco-no". Allora la cosa è proprio seria.
Dall'altra parte della barricata mentre c'è chi, come la sommaria Daniela Santach&eacute;, propone addirittura di abolire la festa dell'otto marzo ("Non voglio mimose" è il suo motto), gli amministratori del centrodestra si compattano intorno alla "solennità" di domenica prossima a villa Lazzaroni, in fase di organizzazione con il marchio del Comune di Roma. Due gli ospiti previsti: il cabarettista Dado, evidentemente tollerato dall'universo rosa, e, appunto, Franco Califano, invece causa della chiamata alle armi da parte delle quote rosa.
Se la sinistra preannuncia una contromanifestazione e la stessa Fantino invita a disertare la kermesse di villa Lazzaroni, Marco Siclari, vice capogruppo Pdl, definisce le critiche "superficiali", sottolineando che "la sinistra si ferma alla sterile apparenza piuttosto che approfondire la sostanza".
In realtà, per&ograve;, la battaglia che si gioca su villa Lazzaroni nasconde altre motivazioni. Ben pi&ugrave; serie. 
Il IX Municipio, elettoralmente parlando, è rimasto uno degli ultimi feudi del centrosinistra a Roma. Certo, anche qui il crollo dei consensi c'è stato, intorno ad una decina di punti. Ma la destra non è riuscita a scalzare la Fantino dalla poltrona di "sindaco del rione".
Vicino alla minisindachessa dell'Appio, ad esempio, c'è il movimento Action, particolarmente forte in zona, che ha infatti diramato la propria nota sulla questione Califano, artista accusato di "avere delle donne un'idea di oggetti rari da collezionare". E aggiunge il gruppo in una nota: "In un panorama dove stupri e molestie alle donne sono all'ordine del giorno, una scelta machista ci appare davvero inopportuna e poco felice". 
Il Pdl, per&ograve;, non demorde. E punta, per riequilibrare le sorti politiche di questa importante fetta di Roma, su un personaggio dalla rapida crescita politica. Espressione soprattutto della zona intorno a largo dei Colli Albani, nono municipio appunto: Giordano Tredicine. 
Il giovane politico ha appena 26 anni ed è l'attuale presidente della Commissione alle politiche sociali del Comune di Roma. Fa parte di una famiglia numerosa, ramificata nel settore del commercio ambulante, soprattutto furgoni degli hot dog e scaldini per le caldarroste. Dopo anni di battaglie con le giunte di centrosinistra, soprattutto per la collocazione dei chioschi nel centro storico, la decisione di "scendere in campo" con Forza Italia, iniziando proprio dal nono municipio, dove ha raccolto 1.576 voti nel 2006. Un plebiscito. Poi il salto in Campidoglio, dove le preferenze nel 2008 sono diventate 5.035.
L'Appio è il serbatoio di voti per Tredicine, detto Tredici, logo che ha fatto inserire anche nella sua autovettura. Qui, soprattutto tra Tuscolana, Appia e Caffarella, fa politica sul territorio, organizza manifestazioni di massa, apre punti di assistenza al cittadino su strada, recluta schiere di giovanissimi per sostenere le campagne del centrodestra, incontra la gente tutti i mercoled&igrave; pomeriggio nelle sue sezioni personali. Con il manifesto facile.
Lo scorso 18 dicembre, rinnovando la festa del "Natale Azzurro", ha riempito non solo di avvisi il quartiere ma anche di gente il non piccolo teatro Orione, offrendo tra l'altro il concerto di Amedeo Minghi. E appena qualche settimana fa ha animato villa Lazzaroni con una festa di carnevale dalla massiccia partecipazione popolare, dove non è mancato il pourpurr&igrave; di artisti (da Ramona Badescu a Barbara Chiappini, da Giucas Casella a Ivana Spagna), le attrazioni per i bambini e, dulcis in fundo, la presenza del sindaco Alemanno. Baccanale in salsa azzurra. 
"Tredici", poi, per non farsi mancare nulla, conta anche su riserve "etniche". A sostenerlo, infatti, c'è una vera e propria rete di abruzzesi e molisani della zona, specializzata nei rapidi tam tam. Una folta comunità di cui parte anche lui. La famiglia, infatti, è originaria di Schiavi, borgo ai confini tra le due regioni e noto per una schiera di ristoratori, tassisti e gestori di autorimesse trasferiti nella Capitale. Il paese, che nel dopoguerra contava quasi cinquemila abitanti, ne ha oggi poco pi&ugrave; di 1.500. Analoga realtà dei paesi vicini. E gli emigrati, tanti, sono tutti a Roma. E votano.
Proprio a villa Lazzaroni, fino a qualche anno fa, è andato in scena il "Molisedays", kermesse con un centinaio di espositori e dalle 15mila presenze in quattro giorni. Manifestazione che lo stesso giovane neoconsigliere ambisce a riproporre per fidelizzare il rapporto con i suoi elettori originari di Campobasso e Isernia.
Tra la Fantino e Tredicine, ovvio, i rapporti non sono mai stati idilliaci. Questo "movimentismo" del giovane consigliere comunale sta mettendo in seria difficoltà il centrosinistra. E la battaglia si gioca proprio su villa Lazzaroni, lungo via Appia Nuova. Il parco, collocato nel cuore del quartiere, con alle spalle la zona dell'Alberone, costituisce l'emblema del municipio stesso, ospitando in un edificio gli uffici del parlamentino circoscrizionale. E gli emblemi, si sa, a destra come a sinistra alimentano profondi significati.
Proprio a villa Lazzaroni, nel parcheggio lungo via Fortifiocca, si svolgerà la festa dell'otto marzo, una riedizione del carnevale di successo. Adottando una formula affine: auto d'epoca, musica, intrattenimento, bancarelle e gadget. E artisti.
Ma la scelta di Califano apre un altro retroscena. Il Califfo circa sei anni fa, anche lui cittadino del nono municipio, ha avuto in gestione proprio dal Municipio il teatro ristrutturato di villa Lazzaroni. Sei mesi l'anno. Esperienza conclusasi in modo infelice. Ora il teatro è chiuso e alcuni amministratori locali ricordano quell'esperienza come una ferita. Ecco un altro motivo per esporre cartelli con la scritta "8 marzo con Califano? No grazie".
E lui, uno dei simboli della romanità, l'autore di pezzi immortali come "Minuetto", "La nevicata del &lsquo;56", "La musica è finita", "E la chiamano estate", "Un grande amore e niente pi&ugrave;", che vinse il festival di Sanremo del 1973, omaggiato persino di una laurea honoris causa in filosofia dall'università di New York? Lui, che afferma di aver avuto 1.700 donne? Lui, anticomunista, amico di Craxi, candidato nel Psdi alle politiche del 1992, oggi considerato di destra? "Mi attaccano per le mie idee - sentenzia. "Altro che difesa degli interessi delle donne. Probabilmente nessun uomo al mondo ha esaltato le donne pi&ugrave; di me...".
Capito, Susy Fantino? ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 10:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Vanna Marchi, dalla tv al carcere (5 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1216</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Come previsto sin dalla mattinata, i carabinieri hanno prelevato Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile dalla villa di Castel del Rio, sulla collina imolese, per essere portate in carcere e scontare le condanne definitive per la megatruffa nelle televendite.
E' il naturale atto dopo che la seconda sezione penale della Cassazione ha confermato le condanne rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 9 anni e 4 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla truffa. L'indulto invece salva Francesco Campana, ex compagno della Marchi, che ha ricevuto la convalida dei 3 anni. La Cassazione ha dichiarato "inammissibile" il ricorso presentato dalla Marchi contro la sentenza pronunciata dalla quarta Corte d'Appello di Milano il 27 marzo 2008.
Le due, secondo quanto ha fatto sapere l'avvocato Liborio Cataliotti, loro difensore, avevano comunicato alle forze dell'ordine il luogo dove si trovavano per essere prelevate.
La truffa al centro dell'inchiesta riguarda la televendita di pietre dai poteri miracolosi alla quale collaborava anche il sedicente mago Mario Pacheco do Nascimento, latitante in Brasile. Le vittime della venditrice potrebbero essere state circa 300 mila e le richieste di risarcimento ammonterebbero a circa 2 milioni e 300 mila euro. 
Tuttavia mirano ad una riduzione della pena. Sperano, fa sapere l'avvocato "che nel calcolo della pena che dovranno scontare si tengano in considerazione il comportamento tenuto in questi otto anni e anche la malattia di Stefania sulla quale produrremo ulteriore documentazione". Proprio a causa della patologia, tra un anno l'avvocato chiederà la detenzione domiciliare per Stefania.
L'avvocato Cataliotti confida per&ograve; ancora nell'indulto, che aveva già chiesto, e in un ulteriore sconto di tre mesi per la condotta tenuta quando erano agli arresti domiciliari. Benefici che potrebbero ridurre la pena a circa cinque anni. 
Nell'ultimo periodo le due sono state a lavorare come cameriere una in un bar e l'altra in un ristorante di Milano. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ E' morto Samperi, regista di "Malizia" (4 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1215</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Lutto nel cinema italiano. S'è spento a Roma il regista Salvatore Samperi. Era uno degli artisti del nostro cinema pi&ugrave; anticonformisti e contestatori, soprattutto della morale. Noto al grande pubblico soprattutto per il film-cult "Malizia" del 1973, pellicola che consacr&ograve; Laura Antonelli come icona erotica degli anni settanta.
Nato in una famiglia benestante, ha partecipato attivamente al movimento studentesco, che lascerà segni indelebili in tutta la sua produzione. Nel 1971 ha firmato il celebre documento contro il commissario Luigi Calabresi, pubblicato sul settimanale L'Espresso. 
L'impegno sociale, la lotta contro la borghesia, fino alle denunce di costume hanno caratterizzato la sua prima produzione cinematografica che dopo "Malizia" approda a "Peccato veniale del 1974, sempre con la Antonelli e a "Scandalo" del 1976 con Lisa Gastoni, dove spicca l'ottima prova di Vittorio Storaro alla fotografia. Dello stesso anno è l'anti-militarista "Sturmtruppen" con Felice Andreasi, Massimo Boldi, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Umberto Smaila, Teo Teocoli e Lino Toffolo. Quindi tocca il tema dell'omosessualità con "Ernesto" (1979), tratto da un'opera di Umberto Saba, interpretato da Virna Lisi e Michele Placido. Fino a "Liquirizia" (1979) sulla contestazione giovanile con giovanissimi Christian De Sica, Giancarlo Magalli, Teo Teocoli.
Con gli anni ottanta si dedica quasi esclusivamente al genere erotico, passando da "Casta e pura" (1981) con la solita Antonelli insieme a nientemeno che Massimo Ranieri fino a "Fotografando Patrizia" (1985) con Monica Guerritore per arrivare a "Malizia 2000" ancora con l'Antonelli ormai non pi&ugrave; giovanissima, pellicola da dimenticare.
Non si sottrae alle produzioni televisive negli anni pi&ugrave; recenti. "Madame" con Nancy Brilli è del 2004, "L'onore e il rispetto" del 2006. ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Salvate le "botticelle" romane Le carrozzelle trainate dai cavalli rappresentano ormai un simbolo per Roma. I primi a guidarle furono i molisani: abili stallieri, passarono alla guida delle "botticelle" prima di approdare ai taxi. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1214</link>
<description><![CDATA[ ROMA - I primi arrivarono dal Molise. Grazie alla loro esperienza con gli animali, vennero assoldati come stallieri. La principali rimesse di cavalli erano a Borgo e a via Sannio. Poi passarono al ruolo di "botticellari", cioè guidatori delle celebri carrozzelle romane (i pi&ugrave;, poi, sono diventati tassisti). La "botticella" è per&ograve; rimasta simbolo della Città eterna, un po' come le Gondole a Venezia. Una carrozza trainata dai cavalli che porta turisti estasiati in giro per il centro storico di Roma.
Ecco perch&eacute; Alemanno non se l'è proprio sentita di mettere la parola fine ad una tradizione secolare, per quanto poco armonica con il traffico di una metropoli come Roma. Le "botticelle", pertanto, rimangono nel centro storico della Capitale ma con un giro di vite sulle regole che i vetturini dovranno rispettare. Tra le novità, il rinnovo delle stalle, la definizione di percorsi meno faticosi, la diminuzione progressiva delle licenze, le visite veterinarie pi&ugrave; frequenti e il completamento della procedura di identificazione dei cavalli tramite microchip. L'accordo è frutto di una lunga trattativa con le diverse associazioni di settore. Il Campidoglio è insomma riuscito a coniugare la salvaguardia delle carrozzelle simbolo della Capitale con il problema della tutela dei cavalli. 
Nel dettaglio, si lavorerà molto sul benessere degli animali. Innanzitutto le stalle dove sono stati finora ospitati i cavalli (nei vecchi macelli di Testaccio) saranno sostituite da nuove strutture da realizzarsi al galoppatoio di Villa Borghese con una spesa di 500 mila euro. Gli animali, inoltre, saranno sottoposti a visite diagnostiche approfondite ed eventualmente soccorsi grazie all'acquisto di ambulanze specifiche. Poi si lavorerà sui percorsi, dove saranno previste adeguate aree di sosta con zone d'ombra (già identificate una a Villa Borghese e l'altra nei pressi del Circo Massimo) e una sorta di "ricovero" per i cavalli a fine carriera, sul modello del Palio di Siena. 
Il Campidoglio sta anche valutando la riduzione progressiva del numero delle licenze: rievocando gli antesignani provenienti dal Molise, si potrà dismettere la licenza inerente la botticelle per prendere quella del taxi oppure acquisirne una doppia che permetterà l'uso delle carrozzelle nei giorni festivi e nei parchi mentre nei giorni feriali si potrà guidare nel centro storico un'auto d'epoca particolarmente innovativa.
Si tratta di una vettura, ha spiegato l'assessore all'Ambiente, Fabio De Lillo, che veniva utilizzata all'inizio del '900 e che potrebbe tornare sulle strade tra un mese. Il Campidoglio, infatti, ha già commissionato la realizzazione di un prototipo che sarà disponibile tra qualche settimana e nell'arco di qualche mese ne arriveranno altri. "Si tratta di una sperimentazione - spiega Alemanno - vogliamo vedere se il nuovo servizio attecchisce. In questo caso saranno gli stessi vetturini a chiedere di passare a questa formula. Anche le nuove regole rappresentano una sperimentazione. se non dovessero funzionare interverremo con un'ulteriore e definitivo giro di vite - insiste il sindaco.
"Il nuovo regolamento sulle botticelle è un grande passo avanti per la civiltà della città di Roma. E' l'inizio di un percorso storico per la capitale, di una nuova politica rispetto al rapporto uomo-animale e al benessere dell'animale". E' quanto sottolinea Francesca Martini, sottosegretario al Welfare e alla salute, la quale ha lavorato strettamente con il Campidoglio per mettere a punto le nuove linee guida per il regolamento delle carrozzelle. "Si tratta di un giro di vite sulle regole che farà di Roma una delle grandi città europee, di eccellenza, di avanguardia del settore - continua la Martini. "Ho chiesto al sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro una collaborazione tra i ministeri della Salute e del Welfare, dei Beni culturali e Comune di Roma per fare in modo che possa partire nella capitale un progetto economico e culturale, che possa coinvolgere naturalmente le 'botticelle', legato alle ville storiche della capitale".
Soddisfatto il presidente dell'associazione dei vetturini, Gianni Maiocco: "Questa delibera rappresenta una pietra miliare e introduce un regolamento serio, scientifico e tecnico che noi rispetteremo perch&eacute; siamo i primi animalisti, avendo scelto di vivere con i cavalli. Grazie al sindaco per aver mantenuto la parola". 
Insomma, anche l'impegno di Alberto Sordi, che con "Nestore - L'ultima corsa" affront&ograve; per primo il tema, non è stato vano per salvare animali e tradizione. ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Due spot anti-violenza negli stadi (4 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1213</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Per combattere la violenza negli stadi scendono in campo anche due spot. Sono stati presentati a Roma all'università La Sapienza e dai prossimi giorni saranno trasmessi in tv e proiettati sui tabelloni degli stadi italiani in occasione delle partite di calcio. Ma anche nelle scuole e nelle università.
Promossi dal Dipartimento della giovent&ugrave;, sono stati realizzati dall'Ascoms, l'associazione comunicatori e mediatori sociali, con il patrocinio dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale.
Entrambi i video presentato un filmato iniziale e uno slogan finale. Il primo mostra le tribune vuote di uno stadio, quindi le pagine dei giornali che raccontano episodi di violenza legati al calcio, accompagnate da suoni ossessivi e da un ticchettio di macchine da scrivere. Quindi una serie di croci appaiono piano piano sul prato al posto dei giocatori, prima della slogan finale: "Per chi crede che la violenza faccia parte del gioco". 
L'altro, di circa un minuto e mezzo, fa vedere un ragazzo che con l'auto giunge davanti allo stadio. Dal portabagagli tira fuori bottiglie, catene e spranghe, cominciando a distruggere un pallone. Poi, per&ograve;, ci ripensa, prende il pallone sano e si dirige verso lo stadio. La scritta finale: "Senza violenza il calcio torna a essere vero". ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 06:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ In Iran conferenza antiebraica (4 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1212</link>
<description><![CDATA[ TEHRAN - C'è Israele a frapporsi nel processo di avvicinamento degli Usa all'Iran. Lo fa capire l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema del Paese persiano, che definisce lo stato ebraico un "tumore canceroso". L'attuale regime iraniano non ha mai riconosciuto Israele. Inoltre l'ayatollah ammonisce Barack Obama, colpevole di avviarsi stessa "strada sbagliata" di George W. Bush nel suo appoggio a Israele.  Un attacco duro quello di Ali Khamenei, aprendo a Tehran la conferenza internazionale per l'appoggio al popolo palestinese, evento che intende presentare gli atti d'accusa contro politici e militari israeliani per "crimini contro l'umanità". L'ayatollah spiega che "il nuovo presidente dell'America, arrivato al potere con slogan che promettevano il cambiamento delle politiche di Bush, sta difendendo il terrorismo di Stato parlando di impegno incondizionato per la difesa di Israele" e aggiunge che soltanto "la resistenza pu&ograve; salvare il popolo palestinese" e che "l'appoggio e il sostegno ai palestinesi è un dovere assoluto per tutti i musulmani". Quindi sentenzia: "Io dico ai fratelli e alle sorelle musulmane di unire le forze e frantumare l'immunità dei criminali sionisti". Khamanei infine propone di condurre a processo i leader israeliani, "che hanno portato al disastro di Gaza", incriminandoli per crimini di lesa umanità.  Sulla conferenza iraniana pesa la prima visita ufficiale del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, in Israele. ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Italiana la donna pi&ugrave; anziana d'Europa (3 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1211</link>
<description><![CDATA[ PIETRAPERTOSA (POTENZA) - E' lucana la donna pi&ugrave; anziana d'Europa. Si chiama Lucia Lauria, ha 113 anni appena compiuti, è nata a Pietrapertosa (Potenza) ma nella stagione invernale abita a Salerno. La certificazione del primato europeo in fatto di senilità viene dal sito internet del "Gerontology Research Group". A livello planetario è decima. Tra i segreti di questo traguardo i parenti indicano la vita regolare. Ha goduto sempre di ottima salute: una sola operazione alla cistifellea negli anni cinquanta. A precederla, nella classifica mondiale, c'&eacute; soprattutto l'americana Gertrude Baines che ha quasi 115 anni, essendo nata il 6 aprile 1894. Occupa il primo posto di questa speciale classifica.  Presenti anche molti giapponesi, in particolare dell'isola di Okinawa, che vanta la pi&ugrave; alta concentrazione di ultracentenari del pianeta. Un fenomeno studiato dal professor Makoto Suzuki, che ha raccolto le sue conclusioni in un libro. Il segreto degli abitanti di Okinawa sarebbe soprattutto nell'alimentazione, oltre al corredo genetico, alla forza spirituale tipicamente orientale, all'ambiente incontaminato e all'esercizio fisico applicato quotidianamente attraverso grandi camminate. Il professore ha raccolto nel volume un centinaio di ricette gastronomiche locali ad uso di aspiranti longevi di tutto il mondo. Tra gli ingredienti pi&ugrave; usati dagli isolani giapponesi spiccano la patata dolce arancione, il curry, il tè verde, la soia e il pesce. Quindi grande lotta ai radicali liberi e prevenzione naturale del colesterolo. In questa isola la percentuale di centenari è di 50 ogni centomila abitanti, quattro-cinque volte superiore al resto dei Paesi industrializzati. L'Italia, in questo campo, pu&ograve; vantare la Sardegna, terra che continua ad offrire folte schiere di centenari, tra l'altro molti in ottima salute e autonomi. Si calcola una percentuale di 13,5-14 centenari ogni centomila abitanti, lontana da quella orientale ma quasi doppia rispetto al mondo occidentale. Fenomeno oggetto di studi scientifici internazionali. Tra i paesi simbolo dell'isola dei nuraghi c'è Orroli, che nel proprio sito elenca con orgoglio la sua decina di ultracentenari, cui occorre aggiungere un'altra ventina di ultranovantenni con l'aspirazione di superare il secolo. Alcuni ricercatori ritengono che il fenomeno sia legato ad una mutazione genetica, causata dalla malaria e che consiste nella carenza di un enzima o di un segnale chimico.  Se proprio Orroli ricorda un "primatista" locale, Giovanni Frau, scomparso nel 2003 a quasi 113 anni, anche lui con il record europeo, la migliore "prestazione" assoluta italiana resta per&ograve; quella di Virginia Dighero, morta a Lavagna (Genova) il 28 dicembre 2005, all'età di 114 anni e quattro mesi. ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Sondaggio europee: male il Pd Oltre dieci punti in meno per i democratici, a vantaggio di Di Pietro (8%), Casini (8%) e sinistra antagonista, che rischia per&ograve; di rimanere fuori se non supera le divisioni. A destra bene la Lega. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1210</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Per quanto vadano presi con le molle - Sardegna docet - i sondaggi continuano ad animare la scena politica italiana, costituendo perlomeno il termometro delle tendenze. L'ultimo, effettuato dalla Ipr Marketing per Repubblica.it, comincia ad ipotizzare scenari per le prossime europee del 6 e 7 giugno. Il Pdl sarebbe in lieve flessione a vantaggio della Lega, male il Pd a vantaggio di Casini e Di Pietro. Leggera ripresa per la sinistra ma con il rischio di non oltrepassare lo sbarramento del 4%.
La ricerca è datata 26 e 27 febbraio, quando l'istituto ha sentito mille elettori residenti in Italia, per cui il Pd pu&ograve; sperare in una ripresa grazie al recente cambio di segretario. Attualmente sarebbe fermo al 22%, cioè oltre undici punti in meno rispetto al dato delle politiche dello scorso anno, quando aveva raccolto il 33,2%. Il recupero di qualche punto non dovrebbe per&ograve; costituire un problema. La stessa ricerca rivela che un'eventuale ritorno ai due simboli distinti di Ds e Margherita accentuerebbe i problemi, assegnando un 20% globale, 13% ai primi e 7% ai secondi. Nel centrosinistra, secondo i sondaggisti, se ne avvantaggerebbe l'Italia dei valori, che potrebbe toccare l'8%, analoga percentuale attribuita all'Udc di Casini.
Nel centrodestra il Pdl sarebbe al 36%, flessione di 1,4% rispetto alle politiche. Qui il vantaggio andrebbe alla Lega, data in ulteriore crescita: dall'8,3% al 9,5%.
Le forze di sinistra sono date in ripresa rispetto al complessivo 3,1% conquistato alle politiche da Pdci, Prc, Sinistra democratica e Verdi. Ma la frantumazione rischia di annullare la controtendenza: non superare la soglia necessaria del 4% è un'ipotesi da non sottovalutare.Rifondazione comunista di Paolo Ferrero è data al 2,5%; Rifondazione per la sinistra di Nichi Vendola all'1%; Sinistra democratica al 2%; Verdi all'1,5%; Pdci allo 0,5%. L'eventuale unione tra Rifondazione comunista e Pdci darebbe un 3%, mentre quella tra Vendola, Verdi, Sinistra democratica, con l'eventuale aggiunta dei socialisti di Nencini, varrebbe un 6%. 
Infine calo dell'Mpa di Raffaele Lombardo dall'1,1 all'1%, e per di Storace La Destra (dal 2,4 al 2%). ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: operazione "bus sicuri" Da subito una task force di 200 uomini tra vigili urbani, guardie giurate private e verificatori Atac. Entro fine anno saranno installate 300 telecamere sui bus (che a Roma sono oltre 2mila). ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1208</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Almeno 300 telecamere sui bus romani entro fine anno. E da subito capolinea sorvegliati in periferia. Sono i primi provvedimenti messi a punto dal Campidoglio per rendere pi&ugrave; sicura la mobilità della Capitale. La task force è composta da circa 200 operatori tra guardie giurate private, 53 vigili urbani e verificatori. Ad essere interessate saranno 114 linee, in 13 municipi periferici, 92 capolinea e 500 mezzi, per un costo totale di 256mila euro: 50mila a carico di ciascuna azienda e 56 messi a disposizione dal Comune di Roma. 
"Tale misura - spiega Mario Mori, responsabile dell'ufficio sicurezza urbana del Comune di Roma - si inserisce nel "Patto per Roma sicura". E' una prova sperimentale. Se la riterremo valida la protrarremo nel tempo". ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 10:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il governo ora pensa alle pensioni (3 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1207</link>
<description><![CDATA[ ROMA - A breve il governo metterà mano sulle pensioni. E' previsto un aumento graduale dell'età pensionabile delle donne del pubblico impiego a partire dal 2010, per arrivare a quota 65 anni nel 2018. Obiettivo è di parificare l'età tra i due sessi. La bozza governativa di riforma è pronta ed è stata inviata alla Commissione europea per l'esame. Il testo è composto da un solo articolo dal titolo "elevazione dell'età pensionabile per le dipendenti pubbliche", e dovrebbe essere inserito via emendamento al disegno di legge comunitaria all'esame delle commissioni in Senato.
Il testo prevede che "a decorrere dal primo gennaio 2010 per le lavoratrici iscritte alle forme esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, il requisito di età per il conseguimento del trattamento pensionistico di vecchiaia (...) e il requisito anagrafico (...) sono incrementati di un anno. Tale età è ulteriormente incrementata di un anno, a decorrere dal primo gennaio 2012, nonch&eacute; di un ulteriore anno per ogni biennio successivo fino al raggiungimento dell'età di 65 anni''. Ma attenzione: restano ferme la disciplina vigente in materia di decorrenza del trattamento pensionistico e le disposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedono requisiti anagrafici pi&ugrave; elevati, nonch&eacute; le disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, numero 165.
Prevede inoltre l'articolo che "le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della entrata in vigore della presente disposizione ai fini del diritto all'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia conseguono il diritto alla prestazione pensionistica secondo la predetta normativa e possono chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto". L'articolo sostituirà, dal 2010, quanto previsto dalla legge 335 dell'8 agosto 1995.
Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, a margine della firma di un protocollo con il Comune di Lecce, ha sottolineato che nei prossimi giorni ci saranno novità "di origine parlamentare'"sul recepimento della direttiva europea relativa all'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne nel pubblico impiego. "Il percorso - ha sottolineato Brunetta - è quello tracciato dalla Commissione di recepimento delle direttive europee". I tempi, secondo il ministro, sono stretti. Brunetta ha anticipato che ''la Commissione è sensibile a questo tema e, nella sua autonomia, sta elaborando un'ipotesi di soluzione cui il governo guarda con grande attenzione".
Il tema della riforma previdenziale rischia di accendere nuove contrapposizioni all'interno del centrosinistra. Enrico Letta non ha nascosto il suo interesse per una riforma delle pensioni, trovando consensi in una vasta area politica, da Enrico Morando e Nicola Rossi, a Piero Ichino e Marco Follini fino al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che conferma senza giri di parole nel corso di un'intervista al Corriere della sera che "il tema è ineludibile"e che "si deve porre il tema dell'età pensionabile cominciando a innalzare quella delle donne per poi passare a un graduale aumento dell'età per tutti".
Di tutt'altro parere Pier Luigi Bersani, secondo il quale "prima di toccare le pensioni bisogna intervenire sull'evasione reintroducendo quelle misure di lotta eliminate da Tremonti per strizzare l'occhio a qualche milione di contribuenti elettori del Pd". In un'intervista al Corriere della sera interviene direttamente sul tema dell'innalzamento dell'età pensionabile. "Ci pu&ograve; essere un patto tra generazioni sulla previdenza - solo dentro un grande patto sociale dove tutti i ceti sono chiamati a fare la propria parte - dice Bersani. "Perchè non pu&ograve; pi&ugrave; essere che la solidarietà sia cercata solo dentro i ceti medi e bassi, mentre nel nostro paese c'è il record dell'evasione fiscale e si è abolita l'unica tassa sui patrimoni". 
Intanto gioved&igrave; prossimo la Cgil porta in piazza a Roma i pensionati per chiedere al governo l'adeguamento delle pensioni all'inflazione, l'estensione della quattordicesima e una legge per i non autosufficienti. ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 06:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Mario Balotelli: no a prova tv (2 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1206</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Niente prova tv per Mario Balotelli. Pur essendo chiaro che la sua caduta in area non è collegabile n&eacute; al giallorosso Motta, n&eacute; a De Rossi, tuttavia non c'è l'evidenza di aver voluto ingannare l'arbitro. La condotta del giocatore interista di fatto non ricade tra i quattro casi di condotta antisportiva sanzionati dall'articolo 35 del Codice di giustizia sportiva che punisce le simulazioni. Pertanto a San Siro avrebbe sbagliato solo il direttore di gara Rizzoli il quale, interpretando male l'azione e concedendo il rigore, sarà sospeso (probabilmente per un paio di turni) dal designatore Pierluigi Collina. Dopo lo stop per un paio di giornate, ripartirà dalla serie B per poi ritrovare la serie A. 
A differenza del caso Adriano, stavolta, il procuratore federale Stefano Palazzi non ha fatto alcuna segnalazione al giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Il fax sarebbe dovuto arrivare oggi entro le 12. Il quale, probabilmente, non rimarrà insensibile ai "buh" razzisti dei tifosi romanisti nei confronti di Balotelli che, a sua volta, ha risposto con sfott&ograve; alla curva giallorossa. Che potrebbero costargli una multa.
Ai romanisti, oltre al risultato falsato dal penalty inesistente, non va gi&ugrave; che sia stato proprio Rizzoli protagonista della serataccia. Lo scorso anno, durante Udinese-Roma, Totti ebbe forti dissapori con l'arbitro bolognese. E Rizzoli, in un'intervista a un quotidiano sportivo, ha detto che il giocatore giallorosso non gli ha mai chiesto scusa.
Sul rigore di Balotelli, molto contestato dalla Roma, l'allenatore Spalletti è ironico: "Dalla panchina mi è sembrato che si buttasse, rivedendolo ne ho la conferma. Per una partita condotta in questa maniera meritavamo il vantaggio, Balotelli ha buttato la palla avanti e si è messo in mezzo tra due uomini lasciandosi cadere. Non è rigore. Bisogna smettere di far parlare i tesserati allora, perch&eacute; chi non parla poi fa brutta figura. La gara era chiusa, poi c'è stato un episodio particolare e la gara è stata riaperta. In quattro anni che veniamo giocare qui, con me, nella disputa degli episodi siamo stati sempre sfortunati". ]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 02:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ I casin&ograve; contro la crisi (2 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1205</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' stato il tormentone degli ultimi tre decenni: proposte di legge per favorire l'apertura di sale da gioco. Anzio, Fiuggi, Gardone Riviera, Ostuni, San Pellegrino Terme, Stresa, Taormina, Viareggio. Ma anche località meno probabili. Pescate spesso dal politico nel proprio collegio elettorale quali sedi ideali per il business dello svago. Ora il presidente del Senato, Renato Schifani, fa sua la proposta di aprire nuovi casin&ograve; per sostenere il turismo italiano e la lancia alla quinta Conferenza nazionale dagli assessori alla cultura e al turismo, a Torino.
"Le case da gioco costituiscono una nuova risorsa turistica - sottolinea il presidente del Senato. "Oggi l'Italia gode degli effetti positivi di un sistema anticrimine che la rende pi&ugrave; forte che in passato, è ormai possibile quindi scegliere di realizzare un progetto che da decenni non trova attuazione: parlo della creazione nel Centro e nel Sud Italia di nuovi casin&ograve;. I tempi sono maturi e, creando un'ulteriore attrattiva per i turisti, aumenteremo la risposta italiana alla concorrenza degli altri Paesi del Mediterraneo - ha detto ancora Schifani. "Essere contrari, oggi, non si giustifica pi&ugrave;. I casin&ograve; sono una nuova risorsa turistica da promuovere nei territori che ne sono sprovvisti. Costituiranno ulteriore attrattiva per i tradizionali flussi turistici e ne susciteranno di nuovi e interessanti per l'economia di settore". E ha concluso: "E' vero che taluni degli attuali casin&ograve; italiani mostrano qualche segno di crisi, ma è altrettanto vero che le ragioni vanno ricercate al di fuori del venir meno di uno specifico interesse degli utenti". 
Sulla stessa linea il sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, la quale per&ograve; estende la proposta all'intero territorio nazionale, non solo "nel Centro e nel Sud Italia", come indicato da Schifani. La Brambilla propone di utilizzare i nostri hotel a cinque stelle, dotandoli di case da gioco riservate ai clienti. "Potrebbe essere importante - ha continuato il sottosegretario - per garantire alle nostre strutture ricettive di competere con quelle europee". 
Le sale da gioco italiane, tuttavia, lamentano numeri in flessione, un calo medio del 4% nel 2008. Pur avendo totalizzato 562 milioni di introiti con 3,5 milioni visitatori (+15%). Dei quattro casin&ograve; italiani (rispetto ai 188 della Francia, 150 della Repubblica Ceca, 131 della Gran Bretagna, 125 dell'Estonia, i 70 della Germania, 35 della Spagna, 20 della Croazia, 17 della Svizzera, 12 dell'Austria, 11 dell'Olanda, 10 della Slovenia, 9 della Grecia e 8 di Portogallo e Belgio), Campione è l'unico che registra una tendenza positiva negli incassi del 2008: 121 milioni di euro, +6,7% rispetto ai 113 milioni del 2007. Venezia nel 2008 ha registrato pi&ugrave; presenze (1.060.000), ma meno giocate e quindi minori incassi (circa 200 milioni), con un calo del 3,6%. Il calo percentuale maggiore, nel 2008, si è registrato a Saint Vincent: incassi per 102,2 milioni di euro, in flessione del 12,9% rispetto ai 117,4 milioni del 2007. A Sanremo incassi per 83,2 milioni e calo del 10% rispetto al 2007 (92,6 milioni di euro).
I dati dell'European Casin&ograve; Association collocano l'Italia al settimo posto nel mercato europeo, che vale complessivamente 9,3 miliardi di euro. In testa c'è la Francia, con 2,5 miliardi di incassi. 
Insomma, se già stanno sorgendo comitati territoriali contro l'ipotesi di trovarsi una centrale nucleare vicino casa, nel contempo le stesse persone sognano di ritrovarsi roulette, black jack e slot machine nel proprio Comune di residenza.
Ma se le forze politiche tornano alla carica, uno stop arriva dalla Federgioco: "La situazione tra domanda e offerta è equilibrata e dunque un aumento di numero ci sembra davvero inutile". ]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 02:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Franceschini: "Il mio? Compito di servizio" (1 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1203</link>
<description><![CDATA[ MILANO - "Non mi considero un leader. Il mio è un compito di servizio, che finirà con le Europee: lavoro per portare alle elezioni e al congresso un partito non litigioso, con l'obiettivo di superare bene l'esito elettorale e quello congressuale". Parola del segretario del Pd, Dario Franceschini, ospite del programma "Che tempo che fa" di Fabio Fazio.
Il segretario difende il progetto politico del suo partito, sottolineando che il problema non è in una costruzione troppo frettolosa, "semmai tardiva", e riconosce l'importanza dell'esito delle prossime elezioni amministrative ed europee: "La validità dei progetti si misura dal consenso che hanno - sottolinea Franceschini, precisando per&ograve; che non è sufficiente un anno per costruire di una grande formazione riformista, "un partito che deve essere il partito dei nostri figli e dei nostri nipoti".
Il leader del Pd ribadisce la necessità di accantonare la fase delle divisioni e dei litigi. "Ho invitato tutti a rilasciare interviste per contrapporsi ai provvedimenti del governo e non per parlare male l'uno dell'altro". E, pur certo che il partito abbia idee comuni "sul 90% dei temi", indica la ricetta per uscirne: "Imparare ad accettare le diversità" attraverso il dialogo e l'ascolto.
Spiega poi la sua proposta dell'assegno ai disoccupati, rivolta "a quell'esercito di precari che fuoriuscendo dal mondo del lavoro non ha diritto nemmeno alla cassa integrazione". Per i fondi, propone di recuperare parte di quei 110 miliardi di euro che costituiscono, secondo stime, l'attuale evasione fiscale.
Infine ritiene che il terreno di incontro con possibili alleati sia "il campo culturalmente alternativo alla destra". ]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Destinazione Paradiso Il paese del mese è uno dei pi&ugrave; belli del Molise. E' San Pietro Avellana, quasi ai confini con l'Abruzzo. Ambiente naturale d'alta quota.

(fotoservizio di Ida Santilli) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1202</link>
<description><![CDATA[  I reportage di Forche Caudine

(Testo e foto di Ida Santilli) 


Alle falde
del monte Miglio. 
Laddove 
due regioni 
si incontrano.
Scopriamo 
un territorio
selvaggio 
e di rara bellezza 
che conserva 
una delle 245 riserve 
istituite 
in tutto il mondo 
dall'Unesco 

 


 

















SAN PIETRO AVELLANA (ISERNIA) - Quando arriviamo a San Pietro Avellana da Venafro, percorrendo la strada statale SS 652 in direzione Val di Sangro, l'insegna ci avverte che ci troviamo nella "Città del Tartufo", in uno di quei borghi rientrati nella ristretta cerchia dei comuni maggiori produttori. Grazie ai microclimi determinati dall'escursione altimetrica, dall'abbondanza di acqua e dalla natura incontaminata, infatti, San Pietro si è distinta nella produzione del Tuber Magnatum Pico, detto comunemente tartufo bianco pregiato e qualche mese fa è stata accettata la sua candidatura per entrare a far parte della rete Borghi Europei del Gusto.

Alexander Dumas nel Grand Dictionnaire de Cuisine, pubblicato postumo nel 1873, scriveva: "&Egrave; stato chiesto agli uomini pi&ugrave; colti di spiegare la natura di questo tubero, ma dopo duemila anni di discussioni e ragionamenti, la loro risposta è sempre la stessa: non lo sappiamo. La domanda è stata rivolta ai tartufi, che hanno risposto semplicemente: mangiateci e ringraziate il Signore". 

Aveva ragione l'autore de "I tre Moschettieri", grande narratore e grande mangiatore: da oltre due millenni fascino e mistero non hanno mai smesso di circondare il tuber magnatum (come lo chiamavano i Romani), re delle tavole autunnali. Il fungo ipogeo ha retto alla prova del tempo ed è arrivato ai nostri giorni come uno dei capricci della terra pi&ugrave; amati. 

Oggi, oltre alla rinomata Fiera di Alba, insieme a quelle di Acqualagna, San Miniato, Norcia e di tante altre, la Fiera del Tartufo Estivo e la Mostra-Mercato del Tartufo Bianco, che San Pietro Avellana ospita rispettivamente il secondo weekend di agosto e la prima domenica di novembre, richiamano turisti ed estimatori da ogni parte d'Italia e si fregiano del marchio "Rural Fairs - Fiera di Qualità".

Via via che ci avviciniamo al paese non ci è difficile capire perch&eacute; proprio questo comune abbia accettato di promuovere un turismo lento e responsabile, una forma di accoglienza degli ospiti che rispetta l'ambiente e le tipicità. Sembra di stare in un angolo di paradiso non solo per la varietà della vegetazione che fa da sfondo - il profilo delle montagne ricoperte di boschi lussureggianti reso ancora pi&ugrave; spettacolare dall'effetto luce del sole che cala - ma anche per l'aria frizzante che solletica il viso.

Pochi sanno che San Pietro vanta ben due aree "Sic", cioè siti di interesse comunitario, quella di Isola di Fonte della Luna, all'interno del fiume Sangro, che attraversa il territorio comunale per circa sei chilometri, dove la flora e la fauna sono rimaste intatte, e quella di Montedimezzo-MonteMiglio-MonteCapraro. Ed è inoltre attraversata, per circa otto chilometri, dal tratturo Celano-Foggia, il pi&ugrave; grande dei cosiddetti "giganti verdi" largo 111 metri, dove fino agli anni cinquanta transitavano circa un milione di capi di bestiame all'anno, con un conseguente ritorno per l'economia locale. 















In macchina percorriamo il tratto di strada che ci porta alla riserva MAB di Montedimezzo. Lo sguardo scivola per decine di chilometri sulle faggete e sui cerri, tappezzanti rilievi dolci non irrilevanti. Restiamo affascinati dai colori che l'autunno regala al paesaggio:il rosso delle foglie rende armonica la cornice attorno alla macchia verde. Pi&ugrave; in basso, nelle radure, piccole mandrie di bovini al pascolo, segnalate dal cadenzato tintinnio dei campanacci. Poi l'occhio volge altrove: e incappa nel profilo ascendente, indiscutibile del Monte Capraro. La riserva copre un'area di 65 ettari e rientra nel programma dell'Unesco "Man And Biosphere" (MAB), che si propone di tutelare le diversità biologiche e promuovere uno sviluppo sostenibile. La fauna è ricca: cinghiali, lepri, lupi appenninici, donnole, faine, volpi, poiane, gufi, barbagianni, scoiattoli e ghiri si muovono in una foresta di impareggiabile bellezza.

Ci apprestiamo a percorrere uno dei sentieri naturalistici che si estendono su un tracciato di venti chilometri tra il bosco di Feudozzo, Monte Miglio e Monte Capraro, per i quali è disponibile una dettagliata cartografia. Qui è presente anche un sentiero audioguidato per disabili motori e sensoriali, unico esempio in Italia, all'interno del bosco Colle San Biagio.

Scopriamo anche che l'area, che fino al 1825 era una Reale Riserva di Caccia dei Borboni, ospita un museo naturalistico con legni provenienti dai boschi della riserva, reperti geologici ed esemplari della fauna locale. Percorrendo il sentiero, ci imbattiamo in alcuni stranissimi esemplari di fungo: soltanto un occhio attento pu&ograve; notarli fare capolino nel manto di foglie che ricopre il tracciato di ghiaia.















Siamo avvolti dal silenzio, interrotto soltanto dal miagolio nasale della poiana, quando ci troviamo di fronte ad uno dei tanti reperti bellici dell'area: a monte della ferrovia Isernia-Castel di Sangro e della strada Carovillense che delimita la riserva, si notano gli effetti di una esplosione su rotaie ferroviarie rimaste nella foresta.

In questa zona, durante la seconda Guerra Mondiale, passava la cosiddetta "linea Gustav", la linea di difesa Sangro-Volturno-Garigliano lungo la quale nell'autunno del 1943 decisero di attestarsi le armate tedesche per arrestare l'avanzata dell'esercito alleato. Altri reperti rinvenuti sono invece esposti presso il centro visitatori della riserva. Risaliamo in auto e ci spingiamo fino all' Eremo di Sant'Amico che fu completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito grazie alla tenacia dei cittadini sampietresi.

Veniamo catapultati in un'atmosfera di grande suggestione. La nebbia rende tutto pi&ugrave; affascinante mentre percorriamo il sentiero che dalla chiesa porta nell'omonimo bosco dove sono conservate le reliquie del santo, l'unico vissuto e morto nel Molise, e una testa argentea, splendido lavoro sulmonese del XIII secolo. Proveniente da una nobile famiglia di Camerino, il santo lasci&ograve; le ricchezze materiali per dedicarsi alla vita spirituale e fu conosciuto, in particolare, per la guarigione delle ernie. San Pietro Avellana, gli dedica due giornate di festa: il 16 agosto e il 3 novembre (anniversario della morte). Non mancano spunti una volta tornati in paese. Di recente è nato un centro polivalente che è anche un internet point per residenti e turisti (con mediateca), che pu&ograve; ospitare fiere, mostre tematiche e convegni. All'interno del centro abitato, merita una visita il Museo delle Civiltà e del Costume d'epoca e, in località Montagna, l'Osservatorio Astronomico "Leopoldo del Re" con annesso un planetario di oltre 20.000 stelle. Le aree archeologiche di San Benedetto, Piano Fusaro-Fonte della Luna, le fortificazioni sannitiche di Monte Miglio, numerosi resti del monastero di epoca medievale e le Foreste Demaniali Regionali di Monte Capraro e San Martino-Cantalupo completano la ricca offerta turistica del territorio. 



  

UN PO' DI STORIA 
Le origini storiche di San Pietro Avellana risalgono all'epoca italica in quanto molti storici asseriscono che il comune sia nato sul luogo dove sorgeva l'antica città sannitica di Volana, occupata dal console romano Spurio Carvilio nel 459 a.C. (come documentato nel libro X delle Memorie Italiche di Tito Livio) le cui fortificazioni sono tuttora visibili sul Monte Miglio (1350 m s.l.m.) a ridosso del Tratturo (monumento nazionale).

Dopo la distruzione di Volana, il territorio sampietrese fu colonizzato dai romani, lungo il fiume Sangro, dove si possono ancora ammirare i ruderi della Taverna (statio Ad Pyr) e dove di recente sono venute alla luce numerose tombe arcaiche (VII-VIII sec.A.C.) e un'antica strada romana (probabilmente la Via Numicia o Minucia, di cui questa è l'unica testimonianza venuta alla luce) riportata anche sulla famosa Tabula Peutingeriana. Dopo il periodo romano si torna a parlare di San Pietro Avellana nel 1026 quando S. Domenico da Cocullo fonda il monastero benedettino di Fonte de Obellana, uno dei maggiori del territorio, che dipendeva dal monastero di Montecassino ed aveva numerosi possedimenti in Molise e in Abruzzo, i cui ruderi si possono ancora ammirare nei dintorni dell'attuale chiesa madre.

Lo scorso aprile il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al Comune la medaglia d'argento al merito civile, con la seguente motivazione:
"Piccolo centro di circa tremila abitanti, occupato dalle truppe tedesche con l'ordine di far &lsquo;terra bruciata' subiva tanto da essere definito &lsquo;la Cassino del Molise' violenti rastrellamenti e razzie che causarono la morte e la deportazione in campi di concentramento di numerosi cittadini, nonch&eacute; la totale distruzione del patrimonio edilizio.
Con l'arrivo degli alleati l'intera popolazione veniva evacuata e trasferita nella vicina Regione della Puglia e, con il ritorno della pace, per i sopravvissuti, ormai privi di ogni avere, iniziava il triste rito dell'emigrazione nei Paesi europei e del Nord e del Sud America". 



DORMIRE 
Un ottimo approdo per trascorrere il weekend potrebbe essere l'Albergo Ristorante La Torre di Feudozzo (Contrada Feudozzo, Castel di Sangro (AQ) tel. 0865 940636, www.latorredifeudozzo.it) che dispone di 50 posti letto, come l'Albergo Ristorante Capodivandra (Località Capodivandra tel. 0865 940270). Altre soluzioni di alloggio sono Camping, pizzeria con area attrezzata e servizi per circa 40 camper, e l'Ostello che offre 35 posti letto. 




MANGIARE 
Prima di ripartire, vi consigliamo una sosta alla Trattoria Da Perticone (Località Masserie di Cristo tel. 0865 940139). 




L'AGENDA DEL 2009
10 maggio Voler Bene all'Italia
31 maggio Festa Regionale della Transumanza 
28 luglio III Trofeo "Re Fajone" Gara Podistica nella Riserva Mab di Montedimezzo
29 giugno Festa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo
2&deg; week-end di agosto XX Fiera del Tartufo Estivo
16 agosto Festa di Sant'Amico
17 agosto Festa dell'Emigrante
31 ottobre -1&deg; novembre XV Mostra Mercato del Tartufo Bianco Pregiato
3 novembre Festa del patrono Sant'Amico 




NUMERI UTILI
Comune di San Pietro Avellana tel. 0865-940131 - fax. 0865-940291, 
www.comune.sanpietroavellana.is.it, sanpietroavellana@tin.it 


Associazione Culturale Ad Pyr tel. 340-6079692,
www.sanpietroturismo.it, info@sanpietroturismo.it 


Museo demoetnoantropologico, tel.0865-94013, 
www.museosanpietroavellana.it 


Osservatorio Astronomico Leopoldo del Re, tel. 0865-940131 


Corpo forestale San Pietro Avellana tel. 0865-940121
Corpo forestale Montedimezzo tel. 0865-940134
Corpo forestale La Torre di Feudozzo tel. 0865-940147
Vivaio Forestale Regionale tel. 0865-940328
Centro per la Ricerca in Agricoltura tel. 0865-940105
  ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Venezuela: torna ministro l'italiano Giordani (1 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1201</link>
<description><![CDATA[ CARACAS - Suo padre era un muratore romagnolo che scapp&ograve; in Francia al tempo del fascismo, combattendo poi in Spagna e riparando quindi in America. Il figlio Jorge, economista gramsciano e docente universitario, è il braccio economico del presidente venezuelano Hugo Chavez, che ora lo ha nuovamente nominato ministro per la Pianificazione e lo Sviluppo, ruolo che ha già ricoperto dal febbraio 1999 al maggio 2002 e dall'aprile 2003 al gennaio 2008, affiancandolo a quello di capo dell'Osservatorio contro la corruzione.
Ha origini lontane l'amicizia tra l'intellettuale di origine italiana e il presidente venezuelano. Risale ad una visita nella prigione militare di San Francisco de Jare che Giordani, docente all'Università bolivariana di Caracas, ottenne di poter effettuare nel 1993 per incontrare Chavez, l'ufficiale che l'anno prima aveva tentato un colpo di Stato. Da allora è stata intesa costante, messa al servizio della nazione da quando Chavez il potere lo ha conquistato con le urne, il 6 dicembre 1998, vincendo a sorpresa le elezioni presidenziali con il 56% dei voti.
Giordani ha puntato innanzitutto a rompere quei poteri economici, in genere multinazionali, caratterizzati spesso da profonda corruzione, che hanno gestito soprattutto il business del greggio, depauperando le risorse di un Paese potenzialmente ricco come il Venezuela. Lo stato sudamericano non a caso è il principale fornitore di petrolio agli Stati Uniti dopo l'Arabia Saudita e ha immense risorse minerarie. La lotta contro la corruzione, parte integrante della vita pubblica e privata venezuelana, è stata ufficializzata persino con alcuni articoli della nuova Costituzione del Paese, la cosiddetta "Cartamagna", tra l'altro orientata in senso fortemente centralista per limitare i poteri dei governatori provinciali. Insomma un problema di sovranità nazionale, collegato al controllo della rendita petrolifera su cui Giordani è intervenuto facendo pagare il giusto agli investitori esteri e accumulando risorse, circa 6.3 miliardi di dollari.
Altro punto del programma economico-sociale è la strada dell'innovazione di un'agricoltura fortemente arretrata. Nonostante il Venezuela disponga di ampie distese di terra fertile, le importazioni di prodotti alimentari sfiorano il 70%. Tra le creature di Giordani il Fondo per lo sviluppo, diretto a ripartire le risorse in modo equo, rivolto principalmente alle classi popolari in forma di aumento di reddito e servizi.
Jorge Giordani, che è anche presidente del Comitato d'amicizia Italia-Venezuela, ha recentemente dichiarato: "Il Venezuela vive una difficile transizione politica, il nuovo modello produttivo che si deve costruire verso il socialismo non si farà da un giorno all'altro, richiede idee e scelte di vasto respiro. Con quei 4 milioni e mezzo che hanno approvato riforma costituzionale, con quei 5,6 milioni che si sono iscritti al partito e quei 7,3 milioni che hanno approvato questo secondo periodo del presidente abbiamo una forza che non c'è stata mai negli ultimi 50 anni. L'economia venezuelana è la quarta dell'America latina".
Giordani ha profondi legami con l'Italia, dove spesso partecipa a convegni e incontri. Insieme ai presidenti della Fondazione Istituto Gramsci e all'Università bolivariana del Venezuela, ha costituito un "centro di irradiamento" di cultura politica e popolare e una scuola politica itinerante tra Sardegna, Europa e Venezuela. ]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Barberino del Mugello: esplode villino (1 marzo 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1198</link>
<description><![CDATA[ BARBERINO DEL MUGELLO (FIRENZE) - Poco dopo le 9,30 di questa mattina è esploso, probabilmente per una fuga di gas, un edificio di due piani a Barberino del Mugello (Firenze) in via Garibaldi. I vigili del fuoco hanno trovato i cadaveri di tre persone. Si tratta di una donna albanese e dei suoi due figli, una quattordicenne e un tredicenne. Secondo i vigili del fuoco non risultano altri dispersi. Il marito della donna, indicato inizialmente tra i possibili dispersi, si trova in realtà in Albania. ]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Cibi afrodisiaci? Uno su due ci crede (28 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1197</link>
<description><![CDATA[ ABANO TERME (PADOVA) - Un italiano su due crede ai cibi afrodisiaci. Ad esempio le ostriche, che fecero la fortuna di Casanova, i tartufi, il peperoncino, il caviale, le acciughe, la liquirizia, il lardo, il cetriolo, il trasgressivo alcool. E poi, per i pi&ugrave; ricercati, le pinne di pescecane, la saliva e le cosce di rana, la mandragola, il corno di rinoceronte, le punte di asparago, le spezie, dal coriandolo (per le donne) ai chiodi di garofano. Ma gli scienziati non sono dello stesso parere e non attestano gli effetti stimolanti degli alimenti. O perlomeno ne riducono la portata benefica ad un "senso di benessere generale" che pu&ograve; tradursi anche in benessere sessuale. E sono pi&ugrave; orientati quindi a condividere soprattutto gli effetti della loro "offerta sensoriale", cioè del modo come sono presentati e come possono stimolare i sensi. Con qualche eccezione, per&ograve;. Il cioccolato fondente, ad esempio, che migliora la circolazione sanguigna.
Questo emerge, in sintesi, dal convegno congiunto tra la Società italiana di fisiopatologia della riproduzione (Sifr) e la Società italiana di andrologia e medicina (Siam) in corso ad Abano Terme, in provincia di Padova.
"La mente è il primo e vero afrodisiaco - compendia l'endocrinologa Katherine Esposito, della Seconda Università di Napoli. "Indipendentemente dal singolo alimento o cibo, la seduzione a tavola utilizza ben pi&ugrave; che un singolo senso - continua la dottoressa Esposito. "La combinazione di varie relazioni sensoriali, la soddisfazione visuale alla vista di cibi appetitosi, la stimolazione olfattiva dei loro piacevoli odori e la gratificazione tattile che viene offerta ai meccanismi orali da piatti ricchi e saporiti, tende a portare verso uno stato di euforia generale favorevole all'espressione sessuale".
Importante eccezione ai cibi puri e crudi è costituita dal cioccolato fondente, unico afrodisiaco ad avere un avallo scientifico: "Recenti studi hanno dimostrato che il cioccolato nero, ricco di polifenoli, è capace di migliorare il flusso sanguigno, che in teoria potrebbe contribuire a migliorare l'erezione - attesta l'endocrinologa.
Una cosa è certa: "I cibi freschi della cucina mediterranea, favorendo il benessere generale, possono aiutare ad avere anche una buona vita sessuale: le loro proprietà antiossidanti hanno effetti benefici sulla salute delle arterie e, di conseguenza, sulle prestazioni sessuali". Ancora parola di Katherine Esposito, che insieme a Dario Giugliano ha firmnato una ricerca a sostegno della dieta mediterranea, capace di "migliorare la performance sessuale nel maschio e aiutare la donna a sentirsi meglio con la propria sessualità".
C'è per&ograve; chi, forse per contrastare il dominio mediterraneo su questo terreno pruriginoso, s'è persino inventato un cibo erotico, utilizzando la pizza Margherita quale base e arricchendola con aglio, asparagi, banana, carciofi, cioccolato, fragole, gin, peperoncino e zenzero. Si chiama "Pizzagra", è stata ideata in Islanda e lanciata nel Regno Unito. Chissà, per&ograve;, se per accendere la libido sia davvero necessario sacrificare il palato. ]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 08:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Castelli Romani: festini a rischio Hiv (28 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1196</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il contatto iniziale tramite il sito web a luci rosse www.eroticgessica.com. Con l'offerta di organizzare "compleanni" e "feste private a tema". Nonch&eacute; "addii al celibato" e soprattutto "eventi trasgressivi". Poi dal patinato virtuale al movimentato reale: incontri di sesso sfrenato e di gruppo. Una villa nella zona Appia/Castelli romani quale scenario. Ora per&ograve;, dopo il piacere, l'incubo: il rischio di contagio Hiv per chi ha avuto rapporti non protetti. E, a quanto pare, sarebbero stati molti. L'allarme viene lanciato dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, d'intesa con la Procura della Repubblica di Velletri: "Le persone che hanno avuto rapporti in ville nella zona - conseguenti a contatti sul sito con richiamo interno a tali 'Ivano', 'Gessica', 'Luana Trans', 'Lolita' e 'Giorgia' - sono invitati a sottoporsi ad accertamenti sanitari". Un appello finalizzato alla tutela della salute pubblica. Una storiaccia che muove dall'inchiesta condotta dai militari di Velletri e Castel Gandolfo e che nell'ottobre scorso ha portato al fermo di tre uomini accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: sarebbero stati loro ad organizzare incontri sessuali a pagamento tra uomini, "squillo" e trans in una villa dei Castelli Romani. Con un giro d'affari considerevole. I carabinieri, nell'ottobre scorso, si sono finti clienti per introdursi nel giro, prendendo accordi per partecipare ad una festa con "Luana", il transessuale complice dei due agenti. Quella sera ci fu il blitz, il club venne chiuso e per i tre scattarono le manette.  Ad essere arrestati sono stati un transessuale e due agenti penitenziari, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il problema nasce dall'accertamento che uno dei protagonisti degli incontri a luci rosse è risultato sieropositivo. Da qui l'invito a sottoporsi al test dell'Hiv a quanti hanno frequentato la villa dei Castelli, avendo avuto rapporti sessuali non protetti. Un incubo non per pochi, almeno stando ai contatti registrati dal sito gestito da una coppia romana: fino allo scorso ottobre ha registrato quasi 300mila contatti. L'allarme medico, insomma, è pi&ugrave; che giustificato. ]]></description>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 07:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Tremonti: presto banca per il Sud "Oggi ho firmato il decreto che fa ripartire il processo per una banca del Mezzogiorno". Lo ha detto il ministro Tremonti al congresso del Movimento per le autonomie. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1195</link>
<description><![CDATA[ ROMA - "Il problema dell'Italia è il sud. Il Paese diventa sempre pi&ugrave; duale. Non c'&eacute; pi&ugrave; una banca al sud, e quelle che ci sono stanno l&igrave; per portare via i soldi invece che per darli. Ma non è possibile che il sud d'Italia sia l'unica regione d'Italia a non avere una sua banca. Ne aveva, di banche, e sono state portate via. Per questo è necessario fare una banca del Sud. Non è facile farla, ma è necessario". E' quanto ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti al congresso del Movimento per le autonomie di Lombardo, annunciando anche la firma del decreto per far ripartire il processo di una banca per il Mezzogiorno, avviato dallo stesso Tremonti due legislature fa. 
"Noi abbiamo stanziato 100 miliardi di euro per il Sud, ma il problema non è di quantità, ma soprattutto di capacità, velocità, efficienza della spesa. Questo è il punto critico: il problema non è sugli stanziamenti, ma sul loro effettivo utilizzo. E' un problema fondamentale per la vita di questo Paese".
Tremonti ha quindi fatto alcuni riferimenti storici. "L'Italia - ha aggiunto il ministro - non è stata unificata con il federalismo di Carlo Cattaneo, ma con le baionette dei Savoia. Il processo di unificazione è stato subito dal Sud. Le industrie concorrenti con quelle del Nord sono state soffocate, le capitali trasformate in prefetture. La Cassa del Mezzogiorno nella sua storia, ha fatto interventi per sette miliardi di euro. E' stata fondamentale. Il federalismo fiscale consiste nel principio secondo cui non esistono processi democratici fondati sul debito, ma esistono solo processi democratici fondati sulla contribuzione''. ]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 07:20:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Si suicida gioielliere: nel 2003 uccise due ladri (27 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1193</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un gioielliere romano di 65 anni, Massimo Mastrolorenzi, si è tolto la vita nella sua abitazione di via Casalotti, alla periferia di Roma. L'uomo il 9 maggio del 2003 uccise Giampaolo Giampaoli e Roberto Marai, due rapinatori che stavano tentando il colpo nella sua gioielliera di via Aldo Manuzio, nel quartiere Testaccio. Per quell'omicidio nei giorni scorsi il pm ha riformulato l'accusa nei confronti del gioielliere: non pi&ugrave; eccesso di legittima difesa ma duplice omicidio volontario, in quanto avrebbe sparato ai rapinatori mentre erano voltati di spalle e disarmati. Con questa accusa Mastrolorenzi sarebbe dovuto comparire davanti al gup. La formulazione del nuovo reato è stata sollecitata dal giudice monocratico di Roma, Roberto Ranalli, che il 5 gennaio scorso ha restituito al pm Erminio Amelio gli atti relativi alla posizione di Massimo Mastrolorenzi. Il pm, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Mastrolorenzi a otto anni di reclusione senza la concessione delle attenuanti generiche. Un duro colpo per il gioielliere.
Secondo la ricostruzione accusatoria i due ladri entrarono nella gioielleria di Mastrolorenzi con la scusa di esaminare alcuni orologi. Poi hanno minacciato l'uomo, lo hanno immobilizzato e gli hanno legato i polsi, chiudendolo nel retrobottega. Mastrolorenzi riusc&igrave; per&ograve; a liberarsi e spar&ograve; alcuni colpi che uccisero i due banditi. ]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 11:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: nuove regole per la notte Esercizi commerciali aperti fino all'una, salvo alcune deroghe. Giro di vite contro l'inquinamento acustico e l'insicurezza. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1192</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Regolare maggiormente il settore degli esercizi pubblici, prevedendo ad esempio la chiusura delle attività artigianali all'una di notte. E' il giro di vite che il Comune di Roma si appresta a fare per evitare il ripetersi, specie nel centro storico, di problemi di impatto acustico e di ordine pubblico. Tra i provvedimenti allo studio anche il divieto di vendita delle bevande alcoliche tramite i distributori automatici. Ma ci sarà qualche deroga.
"I locali notturni potranno restare aperti oltre le due se aderiranno al protocollo d'intesa con il Comune che li impegnerà ad una verifica sull'impatto acustico, a dotare l'esercizio di vigilanza privata, a installare videocamere e altre misure di sicurezza e a forme di pubblicità contro l'alcol e le droghe - spiega Dino Gasperini, delegato del sindaco al centro storico. Un protocollo che sarà firmato nei prossimi giorni tra il Campidoglio e gli esercenti che fanno capo all'associazione "Roma di notte", una cinquantina in tutto, che hanno licenza per fare intrattenimento musicale.
I problemi, per&ograve;, non riguardano solo il frastuono e la insicurezza. C'è anche una questione di concorrenza sleale tra attività artigianali e altri esercizi pubblici.
Se Confcommercio e Confesercenti sono favorevoli a nuove regole, Cna promette battaglia: "La chiusura all'una di notte per tutti i laboratori artigianali è inaccettabile per tutelare gli interessi delle imprese ricorreremo alla giustizia amministrativa".
C'è infine la proposta di Assovetro, l'associazione confindustriale delle imprese del settore vetrario, che da tempo propone il coinvolgimento degli esercizi commerciali, specie nel centro storico, per lo smaltimento differenziato del vetro tramite appositi contenitori da inserire appena fuori dai negozi. Una proposta intelligente, a sostegno dell'importante riciclaggio del vetro. ]]></description>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 07:20:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ A Montalto una megacentrale solare (26 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1189</link>
<description><![CDATA[ MONTALTO DI CASTRO (VITERBO) - La pi&ugrave; grande centrale solare d'Italia sorgerà a Montalto di Castro, località simbolica dove era previsto il sito di una centrale atomica. Parola di Filiberto Zaratti, 53 anni, assessore all'Ambiente della Regione Lazio, il quale sottolinea a margine dell'inaugurazione del cantiere a Montalto di Castro come "la decisione di partire un cantiere per un impianto fotovoltaico da 24 MWp costituisce la risposta agli accordi italo-francesi voluti del governo per la ripresa del nucleare nel nostro Paese".
"E' singolare che proprio in quest'area, una delle pi&ugrave; indicate per sviluppare le produzioni di energia da fonti rinnovabili - continua Zaratti - possa ricadere nella mappa dei siti dove collocare i nuovi reattori nucleari, oggetto dei futuri progetti del governo. In questa area dell'alto Lazio, che diventerà un polo di eccellenza per la produzione energetica da fonti rinnovabili, stiamo valutando molti progetti, sia eolici sia fotovoltaici per centinaia di megawatt".
"L'impianto che avviamo - illustra Zaratti - sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 15mila famiglie, evitando l'emissione di 22mila tonnellate di CO2 l'anno e sarà operativo già a novembre, producendo energia pulita senza alcun costo aggiuntivo per i cittadini. L'esatto contrario delle centrali nucleari annunciate dal governo Berlusconi, la cui realizzazione ha tempi lunghissimi e costi indeterminati, come dimostrano le esperienze in Finlandia e in Francia, con extracosti tra 20% e il 50%. Tutto il quadro finanziario dell'energia atomica è dominato dall'incertezza: non si conoscono i costi dell'uranio, la cui disponibilità nei prossimi anni è destinata a diminuire; sono ignoti i costi di smantellamento delle centrali e nessuno è in grado di determinare quelli di gestione delle scorie radioattive". 
"Oggi nel Lazio - conclude Zaratti - sono in costruzione impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili per 150 MW e contiamo di arrivare entro il 2010 a 600 MW. Un' importante ricaduta occupazionale per la Regione e un decisivo impulso per le piccole e medie imprese, i veri attori di queste tecnologie pulite". ]]></description>
<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 09:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Inghilterra: trovato corpo di molisana uccisa (25 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1187</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' stato ritrovato in fondo al fiume Avon, nell'inglese Wiltshire, nella zona dove da settimane si concentravano le ricerche, il corpo senza vita di Antonietta Guarino, la donna originaria di Bonefro (Campobasso), ma residente a Trowbridge, nel Wiltshire, in Gran Bretagna. La Guarino, vedova, con due figli, era scomparsa lo scorso 7 gennaio. La sua auto, una Toyota Yaris, era stata trovata cinque giorni dopo la scomparsa. Per l'omicidio della Guarino lo scorso mese erano stati arrestati due giovani inglesi di 19 e 24 anni. Uno dei due viveva in affitto nella casa della donna a Osborne Road. Per scoprire cosa le fosse successo, hanno lavorato un centinaio di agenti. ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Pasta: "cartello" per aumentarne il prezzo Ventisei pastifici, secondo l'Antitrust, hanno posto in essere "un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola". Coinvolta anche La Molisana: multa da 60mila euro. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1185</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un "cartello" per concertare gli aumenti del prezzo della pasta. E' quanto ha accertato l'Antitrust, che ha multato ventisei pastifici per complessivi 12,5 milioni. Le multesono state determinate, spiega l'organismo, "tenendo conto dell'eccezionale incremento del costo della materia prima e della situazione di difficoltà del settore". Sono stati inoltre valutati, caso per caso, il ruolo specifico svolto dalle aziende nella realizzazione degli accordi, le iniziative tese a contenere gli aumenti, le perdite di bilancio registrate nell'ultimo triennio. 
Il Garante ha quindi deliberato che le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestl&eacute;, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, hanno posto in essere "un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo". Sono invece risultate estranee all'intesa, a diverso titolo, le società Felicetti, Gazzola e Mantovanelle, nei confronti delle quali era stata ugualmente avviata l'istruttoria. 
I produttori sanzionati - fa sapere l'Antitrust con una nota - sono rappresentativi della stragrande maggioranza del mercato nazionale della pasta (circa il 90%) e Unipi è l'associazione di categoria pi&ugrave; rappresentativa del settore. L'Autorità ha sanzionato, con 1.000 euro, anche l'intesa realizzata da Unionalimentari, Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare che, in quanto associazione d'impresa, ha divulgato una propria circolare per indirizzare gli associati verso un aumento uniforme di prezzo.
"Le due intese - sottolinea l'Antitrust - hanno di fatto interessato l'intero mercato della produzione della pasta ed hanno avuto effetti evidenti sul mercato in termini di aumento medio dei prezzi di cessione alla grande distribuzione organizzata e, conseguentemente, del prezzo finale praticato dai distributori ai consumatori". 
In particolare l'intesa realizzata da Unipi e dai 26 produttori è durata dall'ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008. Dal maggio 2006 al maggio 2008 il prezzo di vendita della pasta al canale distributivo ha registrato un incremento medio pari al 51,8%, in buona parte trasferito al consumatore, visto che il prezzo finale è cresciuto nello stesso periodo del 36%. 
L'intesa è stata realizzata attraverso diverse condotte, racconta ancora il Garante, tra le quali la partecipazione alle riunioni presso l'Unipi, la quale ha concorso alla realizzazione dell'accordo anti-concorrenziale comunicando al settore pastaio, ai clienti e alla pubblica opinione gli aumenti prestabiliti, facilitandone la realizzazione. Una volta raggiunta l'intesa sull'aumento da praticare al settore distributivo, ciascuna impresa, tenendo conto dei valori di riferimento concordati, ha deciso la propria politica di prezzo, secondo le proprie caratteristiche di posizionamento sul mercato e di struttura dei costi. Nell'istruttoria l'Antitrust non ha dunque contestato la necessità delle singole aziende di procedere ad autonomi aumenti di prezzo, a fronte di un incremento del costo della materia prima, ma la decisione congiunta e le modalità anticoncorrenziali con le quali si è arrivati agli aumenti stessi. 
Secondo l'Antitrust i copiosi documenti rinvenuti nel corso dell'istruttoria dimostrano inequivocabilmente che le imprese hanno concertato una comune strategia di aumenti dei prezzi. Questo ha permesso alle aziende di piccole dimensioni, caratterizzate da costi produttivi pi&ugrave; elevati (dovuti a una minore efficienza produttiva) di aumentare i prezzi: le catene distributive, in presenza di incrementi generalizzati, sono state infatti costrette ad accettare i nuovi listini. Da parte loro le imprese maggiori, che non volevano essere le sole ad aumentare i prezzi, hanno azzerato il rischio di perdere significative quote di mercato. 
L'istruttoria ha dimostrato che alcune società (Amato, Barilla, Divella, Garofalo, Rummo e Zara) hanno inoltre svolto un particolare ruolo di coordinamento dell'organizzazione dell'intesa, operando anche in stretta connessione con Unipi, con riunioni ristrette finalizzate a monitorare l'andamento dei listini e la &lsquo;tenuta' dell'intesa. 
Unionalimentari ha divulgato, il 31 agosto 2007, una propria determinazione volta ad indirizzare gli associati verso un aumento uniforme di prezzo, fornendo loro, in un settore in cui l'offerta è frazionata in oltre un centinaio di imprese, un evidente punto di riferimento per l'aumento del prezzo del prodotto finito. 
L'Antitrust ha applicato una riduzione dell'importo per le società che hanno registrato perdite d'esercizio (Amato, Berruto, Cellino, Chirico, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Granoro, La Molisana, Liguori, Nestl&eacute;, Riscossa, Rummo, Russo, Tamma e Valdigrano). Le iniziative assunte da alcune delle parti, segnatamente le società Barilla, De Cecco, Divella, Garofalo, Amato, Rummo, in corso di istruttoria, finalizzate a limitare l'incremento del prezzo di cessione della pasta, sono state valutate dall'Autorità come attenuanti.
La multa maggiore alla Barilla, 5,7 milioni di euro. Per la De Cecco 1,4 milioni. Poi la Divella a 1,2. A seguire Colussi (748.002), Rummo (476.591), Garofalo (474.401), Amato (364.824), Tandoi (359.159), Granoro (280.844), Ferrara (166.978), Chirico (152.811), Delverde (149.121), De Matteis (143.360), Zara (124.774), Russo (101.529). Le altre sotto i 100mila euro. ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 05:20:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Mille minori scomparsi in un anno (25 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1182</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Riferendo alla commissione bicamerale parlamentare per l'Infanzia, il ministro dell'Interno Roberto Maroni traccia il quadro della situazione dei minori nel nostro Paese, con particolare riferimento agli stranieri.
Il ministro propone di aumentare il numero dei centri di accoglienza per gli immigrati, dotando ogni territorio di strutture adeguate in quanto "molte regioni non hanno strutture per l'accoglienza degli immigrati e bisogna fare in modo che ci siano pi&ugrave; strutture, pi&ugrave; adeguate e pi&ugrave; capillari, sul territorio".
Il ministro sintetizza come sia "meglio avere due unità da mille persone che una che ne accoglie 1.500, in modo tale da sistemare come meritano di essere trattate delle persone umane".
Maroni ha quindi tracciato un bilancio degli stranieri minorenni giunti negli ultimi anni in Italia.
"Nel 2008 sono approdati sulle coste italiane 2.751 ragazzi stranieri. Di questi, 2.124 non accompagnati. Un trend in aumento rispetto al 2007 quando arrivarono 2.180 minorenni, di cui 1.700 non accompagnati - ha sottolineato il ministro.
La maggioranza dei minori sbarcati nel 2008 (2.327) sono arrivati a Lampedusa. In questo inizio di 2009 sono arrivati 154 minori, 138 dei quali non accompagnati. I pi&ugrave; provengono da Egitto, Nigeria, Eritrea, Somalia, Tunisia e Ghana.
"Nessun minore è stato espulso dai centri di accoglienza - ha tenuto a precisare il ministro. "Per tutti sono stati avviati percorsi di prima accoglienza".
Impressionante il numero dei minori scomparsi dal 1974 ad oggi: sarebbero 10.267, di cui 1.810 italiani. Nel 2008 ne sono scomparsi 1.008, di cui 322 italiani. Di questi, 740 si sono allontanati da istituti e comunità, 82 sono rimasti vittime di reati (tratta, riduzione in schiavit&ugrave;, sfruttamento della prostituzione).
Maroni ha poi sottolineato il problema della spesa. Il Viminale nel corso dello scorso anno ha rimborsato alle regioni 5,4 milioni di euro, e nel 2009 sono giunte al ministero dell'Interno richieste per altri 3 milioni di euro. 
Tra le proposte, il "diritto all'identità", un documento per i minori di 14 anni. Nel disegno di legge sulla sicurezza approdato alla Camera, infatti, sarà inserito un emendamento che prevede l'obbligo di un documento di identità anche per i minori di 14 anni. Ha spiegato Maroni: "Bisogna garantire a ciascun minore italiano il diritto all'identità, con tutti i mezzi che la scienza mette a disposizione, anche per la sicurezza dello stesso minore. Si pu&ograve; studiare un'iniziativa, ad esempio inserendo la norma nel ddl sicurezza come emendamento del governo". ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Napoli: un fermo per il 12enne violentato (25 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1179</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - E' un italiano di 53 anni, Pasquale Modestino, dipendente comunale, l'uomo arrestato dalla Sezione minori della Squadra mobile per lo stupro con un bastone (ritrovato sporco di sangue) di un dodicenne, avvenuto nella serata di luned&igrave; in piazza Poderico, a metà strada tra piazza Nazionale e piazza Carlo III, nei pressi della Stazione centrale di Napoli.
L'uomo era stato denunciato nel 2005 per violenza sessuale nei confronti di una sua nipote acquisita: una bambina di sei anni. 
La vittima della violenza di luned&igrave; scorso, un bambino di 12 anni, sarebbe ora apparentemente tranquilla. Ha mangiato regolarmente, ha incontrato una psicologa e starebbe tutto il giorno con il padre. I medici dell'ospedale pediatrico &laquo;Santobono&raquo;, lo hanno dichiarato guaribile in sette giorni: il referto parla di lesioni nella zona perianale ed ecchimosi in quella dorsale. Il ragazzino frequenta la seconda media in una scuola dell'Arenaccia. ]]></description>
<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Frosinone maglia nera per lo smog L'Unione europea ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per gli alti livelli d'inquinamento, in particolare per il superamento dei limiti di concentrazione previsti per il Pm10 e per la mancanza di interventi per il risanamento della situazione. Dai prmi dati di Legambiente quest'anno va pure peggio... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1178</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'inquinamento continua ad affliggere le città italiane. A neanche due mesi dall'inizio del 2009 (il rilevamento è al 22 febbraio) sono già sei le città capoluogo che hanno oltrepassato il limite di 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10, giudicato dall'attuale normativa quale tetto massimo. La conferma viene dai dati del dossier "Mal'aria" di Legambiente che ha monitorato 77 capoluoghi di provincia.
A guidare la classifica dello smog con 41 giorni di superamenti ci sono Frosinone (che si conferma città con la pi&ugrave; alta concentrazione di polveri sottili in Italia) e Torino, seguite da Brescia, Sondrio e Alessandria con 38 e Milano con 35. Napoli è a 30, Firenze a 24. Roma a 17 giorni. Oltre il 70% delle città hanno registrato oltre 20 giorni di superamento.
Un trend pericoloso non solo per salute dei cittadini. L'Unione europea, infatti, a fine gennaio ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per gli alti livelli d'inquinamento, in particolare per il superamento dei limiti di concentrazione previsti per il Pm10 negli anni passati, in alcune aree del Paese, e per la mancanza di interventi per il risanamento della situazione. "Il provvedimento ha riportato l'attenzione su un problema di primaria importanza soprattutto per le gravi conseguenze che ha sulla salute dei cittadini, e ha ricordato come in Italia, nonostante le elevate concentrazioni di polveri sottili nell'aria delle città le politiche messe in campo fino ad oggi non hanno ancora risolto il problema - scrive Legambiente.
"I dati emersi dal dossier relativi ai primi due mesi dell'anno sono un chiaro campanello d'allarme - ha ribadito Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, nel corso della presentazione della ricerca a Roma, alla stazione Termini. "Purtroppo il traffico veicolare resta il maggior responsabile e quanto emerso dal dossier dimostra che le misure adottate dalle amministrazioni locali non sono state sufficienti per affrontare concretamente il problema dell'inquinamento atmosferico e le possibili alternative alla mobilità privata su strada, in un Paese che vanta un'altissima media di automobili in circolazione: 62 su 100 abitanti". 
Con questi dati, insomma, si prospetta anche per il 2009 un'aria piena di polveri sottili. 






(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 05:20:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Milano, cinese ucciso in discoteca (24 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1174</link>
<description><![CDATA[ MILANO - C'è quasi certamente un regolamento di conti alla base della spedizione punitiva di un gruppo di cinesi ai danni di connazionali avvenuta in una discoteca di Milano. Un giovane orientale è stato ucciso e altri quattro cinesi sono rimasti feriti, di cui due in gravi condizioni, a colpi di machete. 
Il fatto è avvenuto intorno all'una di notte nella discoteca Parenthesis, club privato che si trova in via Gargano, con ingresso in via privata Scalarini, nella zona sud della città. Il locale è un club priv&eacute; aperto tutti i pomeriggi e dal mercoled&igrave; alla domenica fino a notte fonda. Ieri era stato prenotato per una festa privata della comunità cinese.
Era in pieno svolgimento la festa di orientali, circa un centinaio i presenti, quando un gruppo di cinesi, probabilmente composto da una decina di persone, armato di machete e coltelli è entrato nel locale seminando il panico tra i presenti. I killer hanno puntato verso alcuni ragazzi, li hanno aggrediti cominciando a colpirli e lasciandone a terra cinque. Uno di loro, di cui non si conoscono ancora le generalità, è deceduto, altri quattro sono ricoverati all'ospedale e per due i medici si sono riservati la prognosi. ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 09:11:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: suicida in piazza Venezia (24 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1173</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un uomo italiano di 70 anni, R.P., che gli inquirenti descrivono come "distinto", si è tolto la vita ieri sera intorno alle 23 a Roma, sparandosi un colpo di arma da fuoco alla tempia in piazza Madonna di Loreto, a poche centinaia di metri dall'Altare della Patria. E' morto sul colpo. Non sono stati scoperti messaggi e biglietti intorno al luogo del suicidio per chiarire le ragioni del gesto. 
Non è la prima volta che l'Altare della Patria è teatro di un suicidio. Il 18 gennaio 2000, un giovane marinaio calabrese in servizio di leva a Roma, abitante in via Fidenza, nel quartiere San Giovanni, si spar&ograve; mentre era in servizio di guardia al monumento. Sui motivi si parl&ograve; di una delusione d'amore o di un gesto dovuto ad episodi di nonnismo. Il primo giugno 2005 una ragazza anoressica di 24 anni si è lanciata dalla terrazza del monumento: era scomparsa da casa il giorno prima. Tra i pi&ugrave; recenti episodi di cronaca quello che ha visto protagonista un turista francese, Julien Monit, che in preda ad un raptus ha ridotto in fin di vita la figlia di 4 anni sbattendole la testa sul marmo del monumento. ]]></description>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Beppe Grillo star di Chiaiano (22 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1170</link>
<description><![CDATA[ CHIAIANO (NAPOLI) - "E' notte e ci vogliono far credere che sia mezzogiorno. Che brilla sempre &lsquo;o sole mio. Vi hanno tolto anche la nottata. Neppure la possibilità di dire "A da passà a nuttata" vi hanno lasciato. La spazzatura è diventata uno spot pubblicitario. La Camorra un business dell'informazione, del cinema, fa vendere libri, copie dei giornali. La Camorra è ormai letteratura. I nomi dei suoi capi sono diventati popolari come quelli degli indiani. Leggendari, lontani, rassicuranti. Toro Seduto, Sandokan, Cavallo Pazzo, Cicciotto è mezzanotte, Geronimo". 
Beppe Grillo dedica l'apertura del suo popolarissimo blog alla Campania. La giudica "nuova riserva indiana", "terra dei fuochi", "reality show", "film in prima visione permanente", "neorealismo governativo che ha superato Rossellini". Insomma "una non regione", in quanto "esiste, ma non esiste" poichè "la spazzatura, le discariche abusive con rifiuti radioattivi non sono pi&ugrave; un problema, mentre lo sono i no global, gli irresponsabili, gli incivili abitanti di Chiaiano e quelli del Triangolo della Morte di Acerra, Nola e Marigliano. Se devono morire di tumore, lo facciano senza disturbare, senza esporre in modo osceno il loro dolore". E chiosa: "Cosa rimane se non si pu&ograve; gridare la propria disperazione?". 
L'occasione dell'attenzione al Sud è la sua presenza in provincia di Napoli. Oggi è stato a Marano, al presidio di Rotonda Titanic (via Cupa del Cane), accolto con entusiasmo da circa un migliaio di cittadini, per dire che l'apertura della discarica di Chiaiano "è una delle strategie pi&ugrave; inquietanti di questo governo". Domani sarà all'Augusteo di Napoli con il suo spettacolo "Delirio".
Ne ha per tutti, come suo solito. Per "l'indagato Bassolino" che andrà in Europa, "premiato per il suo silenzio", ma anche per la Iervolino che "continua a fare il sindaco", definendola "una scimmietta che non sente e non vede e che purtroppo parla".
I temi sono quelli di sempre: mentre le scelte economiche, secondo Grillo, dovrebbero orientarsi verso le nuove tecnologie e le energie rinnovabili, invece in Italia si continuano a finanziare industrie di auto in perenne crisi, si salva l'Alitalia mentre "ci sono altre 30 compagnie aeree che sono fallite e almeno 150 aeroporti negli Usa che hanno chiuso". Cita Swarzenegger: "Ha bloccato tutte le licenze per costruire. Ha detto: &laquo;Qui non si costruirà pi&ugrave; nulla. Ora si aiutano le famiglie pi&ugrave; povere&raquo;. Si deve cominciare dal basso, dalle famiglie. Obama fa discutere le leggi dal basso e poi le approva. Qui è tutto il contrario. Fanno una legge e 15 minuti prima di approvarla fanno un emendamento".
L'idea di democrazia dal basso la applica anche al territorio campano. "So che qui a Chiaiano in questi dieci mesi è nato un grande esempio di democrazia dal basso, le persone hanno fatto rete stavolta non sul web ma in questo presidio per la strada - dichiara ad un'agenzia. "Da qui si dovrebbe partire per un'esperienza di liste civiche perch&eacute; un giorno i comuni non decidano pi&ugrave; cose assurde come questa".
Fa anche un ironico resoconto della sua giornata campana, colpito dalla militarizzazione dei siti dei rifiuti. "Ho visto cose impressionanti, bersaglieri che presidiano bottiglie di plastica e cingolati che puntano i gabbiani". 
Dà infine un consiglio ad Antonio Di Pietro, che definisce "unica opposizione". "Gli basterebbe chiamare qualche esperto e parlare di temi ecologici, gli stessi miei, e il suo partito farebbe un balzo in avanti". ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 08:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Addio Cannav&ograve;, lettore "sociale" dello sport  (22 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1168</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Candido Cannav&ograve;, decano dei giornalisti sportivi italiani con oltre sessant'anni di "mestiere" alle spalle, è morto questa mattina alle 8.45 nella clinica Santa Rita di Milano dove era ricoverato da gioved&igrave; scorso per un'emorragia cerebrale. Aveva 78 anni, essendo nato a Catania il 29 novembre 1930.
Aveva iniziato la carriera nel dopoguerra nel quotidiano "La Sicilia". Dal 1952 al 1955 è stato presidente del Cus Catania, impegnato soprattutto nell'atletica, e nel 1955 è diventato corrispondente della "Gazzetta dello Sport", giornale di cui è stato inviato, vicedirettore (nel 1981), condirettore e direttore nel 1983, succedendo a Gino Palumbo. &Egrave; rimasto in carica 19 anni, fino al 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese, rimanendo per&ograve; opinionista della "rosa", il pi&ugrave; venduto giornale sportivo italiano. Ha seguito Giri d'Italia, mondiali di calcio e innumerevoli edizioni dei giochi olimpici.
Il figlio Alessandro, anch'egli giornalista, lavora come redattore capo al Corriere della Sera.
Negli ultimi anni ha scritto anche libri di successo, pubblicati con Rizzoli. Oltre all'autobiografia "Una vita in rosa", del 2002, s'è occupato di temi sociali con "Libertà dietro le sbarre" del 2004, "E li chiamano disabili" dell'anno seguente e "Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede" dell'anno scorso.
La "Gazzetta dello Sport" ha intitolato nel sito internet, avviato proprio dal giornalista siciliano, "Addio direttore, ci manchi già", ricordandolo tra l'altro con due video: uno in cui commenta il caso Pistorius e l'altro con la sua intervista a Pelè.
Negli ultimi anni sulla "Gazzetta" firmava una rubrica fissa con un titolo significativo: "Fatemi capire".
Di lui si ricordano il rigore, l'autorevolezza, l'ancoraggio alla deontologia, le battaglie d'opinione spesso scomode, la missione vissuta con valori ormai rari nel mondo del giornalismo. Teo Teocoli lo chiamava "Stracandido", appellativo che rimarrà forse un'etichetta eterna. ]]></description>
<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 10:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma: confessa omicida dell'amministratore di condominio (21 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1167</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ci sarebbero motivi economici alla base dell'omicidio di un amministratore di condominio a Roma. Una coppia di romeni avrebbe ucciso Giovanni Santini, 63 anni, amministratore dello stabile di via Urbano II nella zona dell'Aurelio, a causa di un debito di qualche centinaio di euro. Il cadavere di Santini, con i segni di colpi dati con un oggetto contundente, forse un martello, è stato trovato proprio nella casa dei due romeni, rinchiuso in un sacco sistemato dentro una valigia. Probabilmente venerd&igrave; scorso ha trovato la morte nell'appartamento dove si era recato per riscuotere il dovuto. Facendo perdere le sue tracce. L'allarme era stato dato dal portiere di uno stabile attiguo che da venerd&igrave; pomeriggio era in attesa di Santini al quale doveva restituire un mazzo di chiavi.
La donna rumena, Georgeta Nikita, madre di tre figlie, cameriera in un ristorante della zona e sospettata assieme al marito muratore di aver ucciso l'amministratore di condominio, ha oggi ammesso le proprie responsabilità davanti al pm Antonella Nespola e agli uomini della squadra mobile. Del resto le forze dell'ordine, entrando nell'appartamento dei due romeni, li avevano sorpresi a lavare il muro.
Il questore Giuseppe Caruso ha voluto sottolineare che "nell'attività d'indagine di questo nuovo episodio di violenza che vede coinvolti cittadini romeni sono loro connazionali a garantire un apporto determinante". ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 08:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Niente politica nel futuro di Englaro (21 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1166</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Nel futuro di Beppino Englaro non ci sarà l'impegno politico. Lo ha assicurato lo stesso padre di Eluana nel corso dell'intervista che ha rilasciato a Fabio Fazio durante la trasmissione "Che tempo che fa".
Englaro ha detto di portare avanti la sua battaglia per l'autodeterminazione e il consenso unicamente come "cittadino qualunque", che "si potrebbe trovare in qualsiasi momento nella situazione di Eluana". Parlando della figlia l'ha giudicata "un esempio di libertà" e, rispondendo ad una domanda di Fazio, s'è detto convinto della scelta di non aver voluto far vedere le immagini finali di Eluana.
Affrontando il tema della legge sul testamento biologico, Englaro ha ribadito la sua contrarietà a norme che "impongano condizioni di vita estranee alle concezioni di un individuo", che "obblighino una persona a curarsi ogni oltre limite", tra l'altro non giudicando alimentazione e idratazione alla stregua di terapie. Englaro vede una legge di questo genere contraria alla Costituzione e alla scienza.
Il padre di Eluana ha inoltre sottolineato la differenza tra l'eutanasia, che è "aiuto a morire", "abbandono terapeutico non compreso dalla Costituzione" e l'autodeterminazione nel non volersi far curare in un certo modo, "nel dire no ad una terapia salvavita". ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 08:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Niente politica nel futuro di Englaro (21 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1165</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Nel futuro di Beppino Englaro non ci sarà l'impegno politico. Lo ha assicurato lo stesso padre di Eluana nel corso dell'intervista che ha rilasciato a Fabio Fazio durante la trasmissione "Che tempo che fa".
Englaro ha detto di portare avanti la sua battaglia per l'autodeterminazione e il consenso unicamente come "cittadino qualunque", che "si potrebbe trovare in qualsiasi momento nella situazione di Eluana". Parlando della figlia l'ha giudicata "un esempio di libertà" e, rispondendo ad una domanda di Fazio, s'è detto convinto della scelta di non aver voluto far vedere le immagini finali di Eluana.
Affrontando il tema della legge sul testamento biologico, Englaro ha ribadito la sua contrarietà a norme che "impongano condizioni di vita estranee alle concezioni di un individuo", che "obblighino una persona a curarsi ogni oltre limite", tra l'altro non giudicando alimentazione e idratazione alla stregua di terapie. Englaro vede una legge di questo genere contraria alla Costituzione e alla scienza.
Il padre di Eluana ha inoltre sottolineato la differenza tra l'eutanasia, che è "aiuto a morire", "abbandono terapeutico non compreso dalla Costituzione" e l'autodeterminazione nel non volersi far curare in un certo modo, "nel dire no ad una terapia salvavita". ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 08:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Aborto, Ru486 verso autorizzazione (21 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1164</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Nonostante non esista il via libera per la commercializzazione in Italia, la pillola abortiva Ru486 viene ormai impiegata abitualmente anche nel nostro Paese, anche se soltanto in certi ospedali. Sono infatti circa quattromila, a partire dal 2005, gli aborti medici effettuati utilizzando proprio tale farmaco , il cui nome scientifico è "mifepristone", parte della famiglia degli steroidi sintetici. Secondo gli esperti tale pillola presenta molti vantaggi per la donna, tra i quali il non richiedere il ricovero nè alcun intervento chirurgico, con ricadute positive anche dal punto di vista economico per il sistema sanitario nazionale.
L'occasione per la divulgazione delle informazioni sulla pillola abortiva è offerta dalla Conferenza nazionale dell'associazione ginecologi consultoriali (Agico), in corso a Roma. I ginecologi si augurano che il nostro Paese approvi al pi&ugrave; presto l'immissione in commercio della Ru486, insieme naturalmente ai rappresentanti dell'azienda Exelgyn, produttrice della pillola abortiva.
A rendere noti i dati sul farmaco è il ginecologo Silvio Viale, responsabile del Day Hospital dell'ospedale Sant'Anna di Torino, promotore della prima sperimentazione sulla Ru486, pillola attualmente in attesa dell'autorizzazione alla vendita da parte dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco. L'agenzia, con un comunicato, precisa in proposito che "continua il processo di valutazione della Ru 486" e che "il farmaco è stato esaminato dal Comitato prezzi e rimborso dell'Aifa secondo quanto previsto dalle procedure valutative necessarie alla registrazione dei farmaci". 
Conferma lo stesso Viale: "Il processo per la commercializzazione in Italia della Ru486 attraverso il procedimento di mutuo riconoscimento europeo, è in dirittura d'arrivo. Anche perch&eacute; se l'Italia dovesse ancora ritardare o bloccare l'arrivo in commercio della Ru486 - continua il professore - si andrebbe in sede europea e, sia pure con ritardo, arriverebbe in ogni caso l'autorizzazione per la commercializzazione".
Nel marzo scorso la commissione tecnico scientifica dell'Aifa si era detta favorevole all'avvio della pratica di registrazione per la procedura europea di mutuo riconoscimento e l'Emea, Agenzia europea del farmaco, ha uniformato le indicazioni per la Ru486 all'interno dell'Unione europea: aborto medico fino a 9 settimane, aborto del secondo trimestre, morte endouterina e preparazione del collo dell'utero per l'aborto chirurgico. 
La registrazione della pillola avviene nella maggior parte dei Paesi europei: in Francia dal 1988, nel Regno Unito e nella Svezia dal 1991, in altri Paesi europei dal 1999 e negli Usa dal 2000. Quindi la Ru486 è già stata registrata nella maggior parte dei Paesi europei e negli Usa. La procedura di registrazione è invece in fase di esame per Italia, Portogallo, Ungheria.
La Ru486 viene comunque già impiegata nel nostro Paese, sia pure attraverso uno speciale procedimento. Nel 2008 la Ru486 è stata infatti utilizzata da 25 centri italiani mediante una procedura di importazione caso per caso. Viale ha monitorato l'esperienza di otto centri che hanno utilizzato la pillola abortiva per un totale di 1.778 interventi di aborto. Pi&ugrave; che soddisfacenti, secondo il ginecologo, gli esiti registrati: solo il 5,5% delle pazienti ha dovuto ricorrere all'intervento chirurgico successivo. Quanto ai sintomi, il 23% ha accusato dolore, il 13% nausea, il 5% diarrea e per lo 0,07% si sono rese necessarie trasfusioni. Le regioni in cui la pillola è stata utilizzata sono Piemonte, Lombardia, Trentino, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Puglia.
Sono 10.154 le pillole Ru486 importate in Italia a partire dal 2005, quando la prima sperimentazione è stata avviata all'ospedale Sant'Anna di Torino. 
Critiche da parte dell'esponente della Lega Nord Massimo Polledri: "Sono dati allarmanti - commenta - che devono far riflettere". 
Ma Viale è deciso: "Il mifepristone è un metodo efficace - spiega il professore - sicuro e praticabile. In futuro si potranno coinvolgere anche i consultori collegati alle strutture sanitarie per una strategia che rende l'interruzione di gravidanza meno traumatica per la donna. Fino ad oggi questo farmaco è stato utilizzato con modalità farraginosa e a singhiozzo. Si tratta - conclude Viale - di una strategia terapeutica in pi&ugrave; in mano al clinico. E non vi sono motivi scientifici, sanitari e legali che possano ritardare ancora la registrazione del mifepristone in Italia da parte del Cda dell'Aifa".
Lo studio clinico sperimentale condotto in day hospital presso l'ospedale Sant'Anna di Torino, proposto appunto dal professor Viale, ha calamitato l'interesse anche della magistratura. Solo lo scorso gennaio il Gip di Torino ha archiviato l'indagine nei confronti dei medici e del direttore generale che avevano approvato lo studio. "Con l'archiviazione dell'indagine relativa alla sperimentazione con Ru486 condotta all'ospedale Sant'Anna, è caduto l'ultimo diaframma, quello legale, che ipotizzava l'incompatibilità dell'utilizzo della pillola abortiva con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza - spiega Viale. Un metodo, insomma, efficace e sicuro. ]]></description>
<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 12:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Quirinale su decreto sicurezza: responsabilità del governo (20 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1157</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sull'approvazione del decreto legge sulle misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale, il Quirinale ha diffuso una nota per precisare "il carattere della consultazione informale intervenuta, secondo una prassi consolidata, tra il governo e la Presidenza della Repubblica in ordine allo schema di decreto legge in materia di sicurezza pubblica, poi approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione odierna", puntualizzando "l'autonoma ed esclusiva responsabilità del governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento". 
Il provvedimento, che anticipa alcune delle disposizioni contenute nel disegno di legge in discussione in Parlamento, contiene una serie di misure per migliorare il dispositivo di prevenzione e di contrasto dopo le violenze sessuali delle ultime settimane.
"Quando si ipotizzi, da parte del governo, il ricorso a un decreto legge, la Presidenza della Repubblica concorre, in uno spirito di leale collaborazione istituzionale, a verificarne i profili di costituzionalità, oltre che la coerenza e correttezza legislativa nel rapporto con l'attività parlamentare - spiega il Quirinale, concludendo che "resta naturalmente l'autonoma ed esclusiva responsabilità del governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d'urgenza da sottoporre per l'emanazione al Presidente della Repubblica".
Il governo ha spiegato di aver fatto ricorso alla decretazione d'urgenza "in seguito al grande clamore suscitato da recenti episodi", come ha sottolineato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri, precisando per&ograve; che "rispetto agli anni 2006 e 2007, nel 2008 c'è stato un calo intorno al 10% degli episodi di violenza, anche nella città di Roma, perch&eacute; c'è stato un pattugliamento pi&ugrave; diffuso delle zone pericolose anche con l'utilizzo dei militari". ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 12:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Israele: incarico a Netanyahu (20 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1156</link>
<description><![CDATA[ TEL AVIV - Il Capo dello Stato israeliano, Shimon Peres, ha dato l'incarico di governo a Benjamin Netanyahu, 60 anni, leader del partito conservatore Likud, che conferma il suo ruolo di ago della bilancia della politica israeliana. "Bibi", come viene chiamato dagli amici, è già stato primo ministro di Israele dal giugno 1996 al 17 maggio 1999 e ministro delle Finanze fino al 9 aprile 2005, quando rassegn&ograve; le dimissioni in segno di protesta contro il piano di ritiro da Gaza messo in atto dal primo ministro Ariel Sharon. Dopo essere stato sconfitto da Ehud Barak nelle elezioni del 1999 si ritir&ograve; temporaneamente dalla politica.
Quella del leader del Likud si tratta di una scelta già annunciata da giorni. Netanyahu potrebbe contare sull'appoggio della destra ultranazionalista, orientamento già espresso dal leader Avi Lieberman (che dispone di ben 15 seggi sui 120 della Knesset). Tra le ipotesi una coalizione di destra tra Likoud, partiti religiosi ultranazionalisti, ultraortodossi dello Shass e Israel Beitanou di Lieberman per un totale di 65 seggi su 120. Per il momento spiazzato Kadima, il partito di centro guidato da Tzipi Livni, che nei giorni scorsi ha escluso un accordo con la destra. L'alternativa è un governo di larghe intese. ]]></description>
<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 12:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Industria: -10,3%, malissimo l'auto Per il settore auto hanno molto inciso le attese per i provvedimenti governativi sui contributi. Il fatturato dell'industria italiana a dicembre è diminuito del 10,3% rispetto a dicembre 2007. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1153</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Continua la crisi dell'industria italiana. Il fatturato a dicembre è diminuito del 10,3% rispetto a dicembre 2007 e del 3,8% rispetto a novembre 2008. La flessione maggiore nel mercato interno rispetto a quello estero. Nell'intero 2008 il fatturato ha registrato una flessione dello 0,3%, mentre gli ordinativi sono diminuiti del 3,2%. Lo rende noto l'Istat.
Il calo è concentrato soprattutto nell'ultima parte dell'anno: nel quarto trimestre 2008 il fatturato è infatti diminuito dell'8,3% e gli ordinativi del 18%.
A dicembre, le diminuzioni pi&ugrave; significative hanno riguardato le raffinerie di petrolio (meno 28,3 per cento), l'estrazione di minerali (meno 26,5 per cento) e la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 18,1 per cento). Variazioni positive invece nei settori delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (pi&ugrave; 11,4 per cento) e dell'industria della carta, stampa ed
editoria (pi&ugrave; 1,2 per cento); 
Malissimo il settore autoveicoli dove il fatturato è crollato a dicembre del 29,6% rispetto a dicembre 2007 e gli ordinativi sono andati a picco del 33,3%. Ha inciso l'attesa per gli incentivi governativi che ha di fatto immobilizzato il mercato. Nel 2008 il fatturato del settore autoveicoli (autovetture e altri mezzi di trasporto su gomma) è comunque diminuito del 7,6%, il calo pi&ugrave; significativo dal 1993. Gli ordinativi, invece, sono diminuiti nel corso dell'anno dell'11,4%, la contrazione pi&ugrave; significativa dal 1992. ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: fondi per eventi I progetti vincitori saranno finanziati con fondi del Comune di Roma e, in quota parte, della Regione Lazio, stanziati ai sensi della Legge Regionale n. 32 del 10/07/1978 e successive modificazioni ed integrazioni. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1152</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il Dipartimento IV intende reperire proposte di spettacolo dal vivo e/o cinematografiche per singoli eventi ovvero per rassegne e/o festival da realizzarsi nei Municipi della città di Roma, nel periodo maggio / dicembre dell'anno 2009. 


I progetti vincitori saranno finanziati con fondi del Comune di Roma e, in quota parte, della Regione Lazio, stanziati ai sensi della Legge Regionale n. 32 del 10/07/1978 e successive modificazioni ed integrazioni. 


I progetti devono essere presentati da Enti e/o Associazioni legalmente costituite non aventi scopo di lucro. Ogni proponente potrà presentare un solo progetto e per un solo Municipio. 


Le domande dovranno essere consegnate - a mano - all'Ufficio Protocollo del Dipartimento IV, piazza di Campitelli 7, entro il 12 marzo. 


L' Avviso Pubblico integrale pu&ograve; essere ritirato presso il Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi e presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Dipartimento IV - Piazza di Campitelli, 7. 
&Egrave; disponibile presso i seguenti indirizzi internet www.comune.roma.it/cultura - www.culturaroma.it 


Per informazioni telefonare ai numeri: 
Servizio Gestione Spettacoli ed Eventi -06/67103168 - 06/67102744 - 06/67102476 - 06/67104583 -06/6795920 - 06/67102904. 
Ufficio Relazioni con il Pubblico - 06/67104817 - 06/67105568 - 06/67105569 ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Sacrofano: "spedizione" contro romeni (19 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1151</link>
<description><![CDATA[ SACROFANO (ROMA) - Ancora problemi di violenza e di ordine pubblico tra italiani e romeni. In una zona isolata del comune di Sacrofano, centro di settemila abitanti alle porte di Roma, tra le vie Cassia e Flaminia, tre romeni tra i 19 e i 21 anni sono stati accerchiati e aggrediti con bastoni, mentre stavano raccogliendo del materiale ferroso. Autori della violenza sarebbero stati sette-otto giovani italiani, con il volto parzialmente coperto, al grido di "Bastardi, tornatevene a casa". &Egrave; successo intorno alle 13. Gli aggressori, all'incirca trentenni, sono poi fuggiti a bordo di due auto. I romeni si sono poi allontanati con il furgone con il quale erano arrivati nella strada sterrata. Arrivati in paese, sono stati soccorsi dal 118. I tre romeni hanno per&ograve; rifiutato le cure mediche e sono stati portati in caserma dai carabinieri. L'aggressione sarebbe stata notata da una testimone che ha avvertito i carabinieri.
Carlo Lucherini, vicepresidente del consiglio regionale e segretario provinciale del Pd, ha diramato una nota: "Quello accaduto è l'ennesimo episodio che testimonia il clima pesante che si sta vivendo - sottolinea l'esponente del centrosinistra. "Il sacrosanto diritto dei cittadini di chiedere sicurezza e certezza della pena non va confuso con tentativi pi&ugrave; o meno estemporanei di farsi giustizia da soli; n&eacute; tantomeno si possono accettare episodi di caccia allo straniero cos&igrave; come sembra essere accaduto a Sacrofano. Sono gravi episodi di intolleranza, tanto inquietanti perch&eacute; si stanno ripetendo, e perch&eacute; sono il frutto di una campagna di odio contro gli stranieri. Va detto che purtroppo in provincia di Roma c'è una preoccupante carenza di forze dell'ordine e questo pu&ograve; generare una sensazione di insicurezza nella popolazione. Occorre aumentare i controlli e ribadire il principio che ad assicurare la legalità e la sicurezza del territorio debbono essere le forze dell'ordine - conclude Lucarini.
Duro anche l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, il comunista Luigi Nieri. "Bisogna evitare che la rabbia per i gravissimi stupri si trasformi in odio razziale e in azioni persecutorie. E' questo il compito di una società civile e democratica. Oggi, invece, molti di coloro che governano stanno alimentando l'intolleranza verso gli immigrati per raccogliere qualche peloso consenso. Lo dimostrerebbe il fatto che i tre aggrediti avrebbero rifiutato le cure dei medici perchè intimoriti dalla norma contenuta nel pacchetto sicurezza, che prevede la denuncia da parte dei medici degli immigrati non regolari. Di fronte a episodi del genere il governo dovrebbe ripensare tutte le politiche sulla sicurezza, per evitare che la situazione degeneri. A tal proposito auspico che il ddl sulla sicurezza venga ritirato. Confermo infine - conclude Nieri - che la Regione Lazio continuera' ad impegnarsi per promuovere la tolleranza e l'inclusione. A partire dal fatto che le strutture sanitarie del Lazio non discrimineranno mai nessuno". ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Di Pietro spara a zero sulla Rai Il leader dell'Idv, in conferenza stampa a Montecitorio, critia l'ennesima spartizione della Rai perpetrata con il nuovo consiglio di amministrazione e parla di "omicidio dell'informazione". ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1146</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ennesima spartizione della Rai e omicidio dell'informazione. Parola di Antonio Di Pietro, in conferenza stampa a Montecitorio dopo il voto di ieri sera che ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione della Rai.
"Contestiamo, deploriamo l'ennesima spartizione lottizzatoria della Rai. Con quest'atto spartitorio l'informazione è stata ammazzata. Abbiamo deciso tempo fa di non prendere pi&ugrave; parte ai lavori della commissione di Vigilanza. Non volevamo essere complici del delitto dell'informazione che si è perpetrato. Al di là delle chiacchiere su maggioranza e opposizione infatti, abbiamo potuto constatare che sulla gestione del 'poltronificio' italiano c'è un partito unico, a maggioranza assoluta - ha detto furente il leader dell'Italia dei Valori affiancato da Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Beppe Giulietti e Pancho Pardi. "Commissione di vigilanza e nomina del Cda sono stati due sequenze di delitti seriali che proseguirà con le nomine dei direttori generali e a cascata con le nomine degli altri dirigenti". Anche sull'eventuale riconferma di Petruccioli a presidente della Rai, Di Pietro è caustico: "Non ne faccio una questione di persone, ma di metodo. Noi dell'Idv riteniamo che queste persone non debbano essere nominate in questo modo, con i partiti che scelgono i vicini di ombrellone. E' il metodo che non funziona, ma per il momento non ho ancora la maggioranza relativa. Quando l'avr&ograve; mi comporter&ograve; di conseguenza".
Critiche anche al Pd: "Un segretario che lascia trova il tempo di scegliere i suoi consiglieri. Per le sue poltrone un Pd ormai inanimato rinuncia al ruolo di opposizione". 
Anche Massimo Donadi, capogruppo alla Camera, non risparmia critiche al Pd: "Veltroni la mattina lascia il partito e la politica e poi il pomeriggio nomina il suo uomo di fiducia in Rai...".
Dura la replica del Pdl alle parole del leader dell'Italia dei Valori, per bocca di Alessio Butti, capogruppo in commissione di Vigilanza: &laquo;Nello sfascio complessivo che coinvolge da mesi il centrosinistra, giunto al parossismo con la soap opera veltroniana, Di Pietro rappresenta in assoluto la parte pi&ugrave; negativa. Non esprime concetti politici e quando ci prova lo fa con proverbi popolari, spesso poco pertinenti. Litiga con tutti e poi si lamenta se resta fuori dal gioco, ricordando al mondo intero la storiella della volpe e dell'uva. Di Pietro ignora totalmente lo spirito della legge Gasparri". E Daniele Capezzone: "L'onorevole Di Pietro si lagna. Fossi in lui, mi dedicherei piuttosto a capire come mai, nonostante questa super-esposizione televisiva, i suoi risultati elettorali restino comunque cos&igrave; modesti". ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Kenya: liberate le suore piemontesi (19 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1145</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sono state liberate Maria Teresa Oliviero, di 61 anni, e Caterina Giraudo, 67 anni, le due suore del Movimento contemplativo "Charles de Foucauld" di Cuneo, rapite a El Wak, in Kenya (ai confini con la Somalia), la notte tra il 9 e il 10 novembre. La notizia arriva irettamente dalla Farnesina.
A prelevarle erano stati una cinquantina di uomini armati appartenenti probabilmente a una cellula vicina ad Al Qaeda. Le due religiose si trovano in Kenya da 35 anni. Per loro, nelle scorse settimane, aveva lanciato un appello Papa Ratzinger mentre la parlamentare Pdl Margherita Boniver, quale inviata del ministro degli Esteri Franco Frattini, all'inizio dell'anno aveva avuto una serie di incontri con le massime autorità politiche keniane a Nairobi. A Roma in piazza del Campidoglio è stata esposta una grande fotografia delle due suore come appello per la loro liberazione.
"Siamo tanto felici di essere qui, davvero tanto felici - hanno detto le religiose ai microfoni del Tg1 da Nairobi, subito dopo la liberazione. "Abbiamo avuto un accoglienza che ci ha scaldato il cuore - ha detto suor Caterina Giraudo.
Ad El Wak ha continuano ad operare il piccolo ospedale, da loro creato, dove vengono assistiti soprattutto disabili, epilettici e tubercolotici.
Proprio ieri a Roma, nella parrocchia di San Bruno alla Pisana, è stata celebrata una messa per le due religiose, presieduta dal parroco don Gianfranco Ferrigno, in occasione dei 100 giorni dal rapimento.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esprime "soddisfazione per la liberazione delle due suore italiane. Ho seguito la vicenda sino ad ora, le due suore stanno bene e sono nella nostra ambasciata a Nairobi. Ringrazio le istituzioni che hanno portato all'esito dell'operazione". ]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Il calcio "etico" di Platini (18 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1144</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La moviola in campo per annullare il gol di Adriano contro il Milan? Sarebbero bastati due arbitri in pi&ugrave; per vederlo. Il calcio, insomma, va cambiato in forma umana e non digitale. Parola di "Le Roi" Michael Platini, presidente dell'Uefa da due anni, pallone d'oro per tre anni consecutivi (dal 1983 al 1985), oggi intervenuto a Bruxelles, al Parlamento Europeo, per parlare di pallone. 
L'ex trequartista della Juve anni Ottanta ha illustrato la sua posizione sul calcio moderno. Fortemente critica. Ha parlato dei rischi di implosione finanziaria nel medio termine. "Per questo stiamo pensando di limitare le spese dei club per staff, stipendi e costi dei trasferimenti, fino a una percentuale non ancora fissata dei ricavi sportivi indiretti". E rivolto ai parlamentari presenti: "Non fermateci mentre tentiamo di creare dei meccanismi che favoriscano l'integrità delle nostre competizioni e pi&ugrave; trasparenza nella gestione dei nostri affari". 
E' poi contro l'utilizzo di tecnologia sul rettangolo verde, contro la moviola in campo. La soluzione alternativa? Aumentare gli arbitri, puntare sulle risorse umane pi&ugrave; che su quelle digitali. Aumentiamo il numero degli arbitri ed eviteremo l'80% degli errori cui assistiamo oggi".
Ha denunciato anche il "traffico di minori" da un continente all'altro, dicendosi contro operazioni di mercato su minori di 18 anni. "Siamo tutti scioccati quando scopriamo che dei bambini sono impiegati nelle fabbriche che producono palloni - ha spiegato il 53enne presidente dell'Uefa. "Pagare un ragazzo per prendere a calci un pallone non è diverso. Comunque si tratta di sfruttamento minorile. Pagare un ragazzo per prendere a calci un pallone non è diverso da pagarlo per farlo lavorare in fabbrica". 
Ha poi chiesto all'Unione europea di non ostacolare la riforma della Champions League: "Credo sia ragionevole pensare che l'Uefa debba decidere in modo indipendente in quali condizioni i club possano partecipare alle competizioni che organizza". ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: anniversario dei Patti Lateranensi (18 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1141</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'11 febbraio del 1929 (anniversario dell'apparizione di Lourdes), nel palazzo attiguo alla Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, oggi sede del museo vaticano in Laterano, venivano sottoscritti i Patti Lateranensi che sostituirono nella disciplina dei rapporti tra Stato e Chiesa la cosiddetta "legge delle Guarentigie" del 1871, mai riconosciuta dai Papi.
Oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato a Palazzo Borromeo, sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede per presenziare al ricevimento celebrativo dell'ottantesimo anniversario della firma del Patti e del venticinquesimo anniversario del Trattato che ha modificato il Concordato, firmato da Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli (che ha introdotto, tra l'altro, l'otto per mille). Con il capo dello Stato, presenti tutte le alte cariche istituzionali: il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick.
I Patti Lateranensi hanno rappresentato un momento storico per Stato e Chiesa. Il trattato riconosceva l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano. Inoltre regolava le questioni economiche sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici attraverso risarcimenti. Il Papa, da parte sua, acconsent&igrave; che il clero giurasse fedeltà allo stato italiano, proibendone la partecipazione alla politica attiva ma anche a compiere il servizio militare. Il governo italiano rese inoltre le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica.
Contro la ratifica dei Patti votarono sei senatori. Tra essi Benedetto Croce. ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Incubo violenza in Grecia (18 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1140</link>
<description><![CDATA[ ATENE - Non s'è ancora spenta l'eco per l'attacco terroristico compiuto ieri a colpi d'arma da fuoco da un gruppo di uomini incappucciati a bordo di moto contro la sede dell'emittente televisiva greca Alter, ad Atene, e la Grecia vive ancora istanti di terrore. Un'auto imbottita di una potente carica di esplosivo davanti ad una sede della Citibank, sempre ad Atene, è stata disinnescata dalla polizia, intervenuta dopo la segnalazione di un guardiano. Se la bomba fosse esplosa avrebbe semidistrutto l'edificio che ospita anche abitazioni. 
Il Paese sta vivendo una fase caratterizzata da violenze. All'uccisione di un quindicenne da parte della polizie nel dicembre scorso, hanno fatto seguito gravi violenze e attentati soprattutto nella capitale e a Salonicco. Lo scorso mese si sono registrate una serie di azioni compiute da due organizzazioni terroristiche, Lotta Rivoluzionaria e Setta dei Rivoluzionari contro la polizia ad Atene, che hanno provocato un ferito grave e disordini. ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Ancora bombe a Gaza (18 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1139</link>
<description><![CDATA[ GAZA - Ancora bombardamenti nella Striscia di Gaza. L'aviazione israeliana ha confermato una nuova ondata di attacchi, provocando danni materiali soprattutto nella zona meridionale di Rafah. Secondo la rete satellitare PressTv, i bombardamenti di stamane, mercoled&igrave;, avrebbero causato nuove distruzioni e seri danni. Non sembra per&ograve; che ci siano nuove vittime. Secondo quanto riferiscono le stesse fonti israeliane, sarebbero state distrutte sette gallerie sotterranee utilizzate per il contrabbando di armi. Gli aerei avrebbero preso di mira i tunnel nei pressi della cittadina meridionale di Rafah, vicino al confine con l'Egitto. Bombardato anche un complesso militare abbandonato a Khan Younis, sempre nel settore sud, che era già stato colpito a gennaio. In questa occasione sarebbe andata distrutta anche una moschea già seriamente danneggiata anteriormente.
Le notizie vengono confermate dalle forze di sicurezza di Hamas. Le incursioni, sostengono gli israeliani, sono state sferrate per rappresaglia contro una salva di mortaio che ieri era partita dalla Striscia in direzione del territorio d'Israele. Secondo fonti ebree, dal 18 gennaio scorso contro il territorio Israele sarebbero stati lanciati 45 tra razzi e granate palestinesi.
L'ennesimo atto di guerra si verifica mentre sono in corso, con la mediazione dell'Egitto, i negoziati tra Hamas e gli israeliani per il raggiungimento di una tregua che comprenda la fine delle azioni ostili, la riapertura dei valichi, la fine dell'assedio contro Gaza e lo scambio di prigionieri. ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Regista gambizzato a Roma (18 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1138</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Stefano Calvagna, regista romano di 39 anni, è stato ferito da un colpo di pistola alla gamba nella tarda serata di ieri, poco prima delle 23, all'uscita da uno spettacolo al teatro romano Anfitrione, in via di San Saba. 
Fonti della questura di Roma sostengono che due uomini a bordo di una moto avrebbero atteso Calvagna all'esterno del teatro per sparargli contro sette colpi di pistola di cui soltanto uno ha raggiunto il regista ad una gamba. Subito dopo l'agguato i due sono fuggiti facendo perdere le loro tracce.
Il regista nel 1992 fu ferito sempre a una gamba da un rapinatore entrato nella gioielleria del padre Benito a Colleverde di Guidonia.
Calvagna è noto nell'ambiente dello spettacolo. Ha studiato recitazione all'Actor's Studio di New York e poi regia a Los Angeles, dove ha lavorato come assistente per la serie televisiva "Beverly Hills 90210".
Ha diretto per la televisione tedesca la fiction "Viaggio a Livorno" e in Italia la soap "Vivere". Nel 1999 ha vinto il Premio De Sica con il suo primo lungometraggio "Senza paura". Del 2000 è il suo secondo film, "Arresti domiciliari".
Del 2005 è "L'uomo spezzato" che lui stesso ha interpretato accanto a Federica Sbrenna e che tratta il tema della pedofilia. Nello stesso anno Calvagna ha realizzato in Thailandia il real movie sulla prostituzione minorile "Viaggio all'inferno", mentre l'anno seguente il film-documentario "A pugni chiusi a cuore aperto" (2006), sul campione europeo di boxe Vincenzo Cantatore.
Ma il suo film pi&ugrave; celebre è "Il lupo" del 2006 sulla vita di Luciano Liboni, conosciuto appunto come "il Lupo", il criminale di origini umbre ucciso a Roma nel luglio del 2004.
L'ultima opera di Calvagna è "Guardando le stelle", del 2008, romantica storia d'amore tra due personaggi affetti da crisi di panico.
Calvagna in passato ha fatto parte di un gruppo di ultrà della Lazio. ]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Docente pugnalato in classe da un alunno (17 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1136</link>
<description><![CDATA[ CHIOGGIA (VENEZIA) - Un alunno di 13 anni con un coltello da cucina portato da casa ha pugnalato nella schiena il suo professore in classe durante la lezione di musica. &Egrave; accaduto ieri pomeriggio, alle 17.50, nel corso della lezione pomeridiana. alla scuola media "Silvio Pellico" di Chioggia, mentre l'insegnante parlava con alcuni studenti. Il docente, Fabio Paggioro, 36 anni, di Adria ma abitante a Riese Pio X, in provincia di Treviso, violinista, è ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita, mentre lo studente è stato denunciato dalla polizia per lesioni aggravate. 
La ricostruzione dell'accaduto è al momento al vaglio della polizia. Sembra che lo studente, residente a Chioggia, si sia avvicinato all'insegnante e lo abbia fatto voltare con una scusa, poi colpendolo con il coltello da cucina. Un solo fendente, inferto con tale violenza che la lama è rimasta conficcata nella schiena del docente. Il professore di musica si è trascinato fino al corridoio, tra lo spavento generale, dove è stato soccorso da un collega, che con sangue freddo ha estratto il coltello e ha chiamato l'ambulanza. Il ragazzino, fuggito, è stato rintracciato nel giro di qualche minuto dalla polizia.
Secondo le prime indagini, sembra che il ragazzino avesse cattivi rapporti con l'insegnante. ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Sardegna: il fallimento dei sondaggisti (17 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1135</link>
<description><![CDATA[ CAGLIARI - Uno degli elementi che emerge dal voto sardo è l'ennesimo fallimento delle previsioni della maggior parte degli istituti di ricerca. Colpiscono non solo i pronostici in maggioranza sbagliati, ma anche la rilevanza degli errori.
Rispetto ad una differenza di quasi venti punti percentuali emersa dalle urne, ieri, addirittura fino alle 18, i principali sondaggisti continuavano a dare sostanzialmente in pareggio la sfida. Numerose rilevazione accreditavano Soru e Cappellacci di una parità assoluta, 48 a 48. Ad esempio "Termometro politico", laboratorio che si occupa di sondaggi, evidenziava la sostanziale parità a scrutinio già in corso, un lungo e serratissimo testa a testa. Con la massima prudenza, veniva evidenziata una forbice 45-50 per entrambi i candidati.
Oggi sappiamo che Cappellacci è oltre cinque punti sopra a quella previsione massima, mentre Soru è oltre cinque punti sotto a quella minima. Punti che diventano addirittura dieci per entrambi se si tiene conto dell'altro elemento.
Non solo. I pi&ugrave; avevano previsto il crollo del numero dei votanti, mentre in realtà, rispetto alle precedenti regionali, il calo è rimasto contenuto a poco pi&ugrave; del 3%.
C'è stato anche chi ha dato Soru per vincente. Un'agenzia ieri dava notizia di un sondaggio per l'emittente dalemiana Red Tv, secondo il quale Soru si sarebbe aggiudicato la vittoria sul suo sfidante Cappellacci con un margine dell'1,5%. La nota, a urne chiuse, veniva attribuita al direttore dell'Istituto Crespi, Luigi Crespi.
Ad attenuare gli errori dei sondaggisti, c'è da dire che i primissimi voti usciti dalle urne davano addirittura Soru in testa. Anche se, con il 5% dei voti scrutinati, Cappellacci aveva già operato il sorpasso. Sul fronte dei partiti, invece, sono emerse subito, ad esempio, le buone affermazioni dei Riformisti e dell'Udc e il crollo del Pd.
Nel corso degli ultimi giorni a via dell'Umiltà, quartier generale dei berlusconiani, c'era cauto ottimismo. I sondaggi davano Cappellacci avanti, seppur di poco. Maggior margine veniva assegnato alle liste del centrodestra su quelle degli avversari. Marted&igrave; scorso il sito "Affari Italiani" attribuiva un vantaggio di due punti al centrodestra, secondo dati in mano al Pdl.
In campagna elettorale Berlusconi aveva parlato di un sondaggio che dava il suo candidato avanti di quattro punti. Soru a Siniscola aveva replicato di essere avanti addirittura di otto punti. Insomma, un po' tutti hanno dato i numeri. ]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma, arrestati due militanti Militia per raid razzisti (16 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1133</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Due militanti del movimento di estrema destra "Militia", noto per aver firmato diverse scritte sui muri della Capitale, sono stati arrestati dalla polizia per i raid compiuti in viale Libia, nel quartiere Africano a Roma, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio scorso. Nell'occasione vennero danneggiati diversi esercizi commerciali, molti dei quali di proprietà di cittadini di origine ebraica. 

I due giovani, V.C., di 22 anni e S.S., di 24 anni, sarebbero stati identificati anche per mezzo dei filmati ripresi dalle telecamere nella zona, in particolare di alcuni esercizi commerciali della stessa viale Libia.


I due, già conosciuti come militanti del movimento di estrema destra, erano già stati denunciati il 5 dicembre 2008 per avere esposto striscioni, a firma "Militia", ritenuti offensivi nei confronti di alte cariche dello Stato italiano e di quello statunitense, mentre il 19 gennaio 2009 sono stati deferiti per manifestazione non preavvisata.


Nella notte del raid contro i negozi appartenenti alla comunità ebraica, nell'adiacente piazza Santa Emerenziana era stato anche rinvenuto affisso su un muro lo striscione con su scritto "Boicotta Israele!", firmato dallo stesso movimento "Militia". ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Caffarella: sospetti su due rumeni (16 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1132</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Potrebbero avere le ore contate i brutali autori dell'aggressione e delle violenze ai danni dei due fidanzatini al Parco della Caffarella a Roma. Dovrebbe trattarsi di due rumeni, che sarebbero già stati identificati e su cui si sarebbero concentrati i sospetti degli investigatori. Si tratterebbe, tra l'altro, di persone con precedenti, già note alle forze dell'ordine.
Il lavoro d'identificazione è stato possibile grazie alle stesse testimonianze delle due vittime, attraverso le quali è stato disegnato un identikit poi comparato con le fotografie segnaletiche. Tra gli altri elementi decisivi anche le tracce biologiche e la testimonianza di diverse persone.
Ufficialmente - si precisa a piazzale Clodio - il fascicolo è ancora contro ignoti, ma gli elementi acquisiti dagli investigatori dovrebbero essere tali da poter chiudere il caso nel giro di poco tempo. Nel giro di poche ore potrebbero finire nel registro degli indagati i nomi dei due ricercati, con la speranza di poterli localizzare in breve tempo e assicurarli alla giustizia.
Il fascicolo processuale è stato aperto dal pm Vincenzo Barba, lo stesso che ha risolto il caso dello stupro di Capodanno avvenuto alla Fiera di Roma. Previsto a breve anche un incontro tra il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi e il pm Barba.
L'aggressione di sabato scorso, giorno di San Valentino, era culminata nella violenza sessuale ai danni della ragazzina di 14 anni. La scorsa notte si sono verificati a Roma diversi atti di razzismo ai danni di rumeni in zone limitrofe al Parco della Caffarella, teatro delle violenze. ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma: noleggiatori contro tassisti E' polemica a tutto campo tra noleggiatori e tassisti sul decreto "Milleproroghe" che non autorizza pi&ugrave; l'esercizio del noleggio nell'intero territorio nazionale, come avveniva dal 1992. Tassisti soddisfatti contro una concorrenza che giudicano "senza regole". Sul piede di guerra, invece, i noleggiatori.




  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1131</link>
<description><![CDATA[ ROMA - I tassisti furono i primi a festeggiare la sua elezione a sindaco. Dopo anni di dissidi con le giunte di centrosinistra sull'ampliamento di numero delle licenze, sono stati i principali sponsors del centrodestra. Ed ora Gianni Alemanno ripaga tanta fiducia intervenendo su una delle piaghe pi&ugrave; volte denunciate dai conduttori di auto pubbliche: l'abusivismo nel trasporto dei passeggeri. 
Due norme per combattere taxi abusivi e Ncc, cioè le auto a noleggio con conducente, fanno parte del decreto "Milleproroghe" del governo (approvato mercoled&igrave; in Senato, e ora all'esame della Camera). Vietano innanzitutto agli Ncc la sosta in un posteggio su suolo pubblico nei Comuni dove si esercita il servizio taxi, e obbligano i noleggiatori ad avere una sede situata nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione. Il decreto, nel dettaglio, proibisce "la sosta in un posteggio di stazionamento su suolo pubblico nei Comuni dove sia esercitato il servizio taxi" e prevede che "per poter conseguire e mantenere l'autorizzazione per il servizio di noleggio con conducente è obbligatoria la disponibilità in base a valido titolo giuridico di una sede, di una rimessa o di un pontile di attracco situati nel territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione".
L'obiettivo è compiere il solito giro di vite sul fenomeno dei conducenti abusivi ma anche evitare, come avviene abitualmente, che noleggiatori di altri Comuni possano operare nelle grandi città, dove c'è pi&ugrave; mercato, ad esempio a Roma. Trasferte, per&ograve;, consentite dalla legge, la 21 del 1992, secondo la quale è consentito il servizio di noleggio con conducente anche in un Comune diverso da quello che ha rilasciato la licenza. Ma in alcune città, specie a Roma, la situazione è diventata insostenibile, specie per i tassisti che sarebbero addirittura meno dei noleggiatori.
Secondo stime riferite dallo stesso primo cittadino di Roma, nella Capitale vi sarebbero ben ottomila conducenti di auto a noleggio rispetto al migliaio di licenze regolari. Esattamente 1.024, di cui oltre 800 rilasciate prima degli anni 1990, le ultime 170 nel 1998, su un bando del 1993. Insomma, otto volte in pi&ugrave;, con un danno enorme soprattutto per i tassisti, che a differenza dei noleggiatori svolgono un servizio pubblico.
Gianni Alemanno, per&ograve;, preannuncia anche che presto verranno rilasciate nuove licenze Ncc a Roma (attualmente sono una migliaio), "necessarie per poter riequilibrare il mercato ed evitare una concorrenza sleale tra noleggiatori e tassisti - come spiega il primo cittadino della capitale.
A Roma, per&ograve;, il decreto sta facendo andare su tutte le furie centinaia di noleggiatori che rischiano comunque di perdere il lavoro. Davide Bordoni, assessore capitolino alle Attività produttive, sta cercando di mediare con la proposta di un emendamento. Per raggiungere l'obiettivo ha inviato una lettera al ministro Scajola e ai capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Obiettivo: stabilire un "tempo transitorio" nel quale censire le licenze e il relativo flusso di domanda e offerta "onde pervenire ad una situazione di equilibrio tra servizio a chiamata numerica (Taxi) e servizio a chiamata individuale (Ncc) con conseguente adeguamento dei Comuni nelle concessioni di licenze - come si legge nella lettera dell'assessore.
Soddisfazione da parte di molti tassisti che lamentano una sorta di liberalizzazione selvaggia negli ultimi anni. Duri invece i noleggiatori che accusano il centrodestra di voler avvantaggiare unicamente il settore taxi, lamentando la soppressione del libero esercizio dell'attività, in contrasto con le norme europee. ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Chavez, "signore" del Venezuela Con un referendum, il presidente del Venezuela cambia la costituzione garantendo l'elegibilità illimitata alle cariche dello Stato. Nel Paese sudamericano vivono circa un milione di persone con origini italiane, 120mila iscritte all'Aire. Molti i molisani. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1130</link>
<description><![CDATA[ CARACAS (VENEZUELA) - Chavez alla fine ce l'ha fatta, seppur non con quel trionfo che si augurava. Il referendum, frutto di sei milioni di firme, dà comunque il via libera all'emendamento costituzionale che permette di rendere rieleggibili le principali cariche pubbliche, sindaci, governatori, deputati regionali e nazionali fino al capo di Stato. Le modifiche saranno apportate agli articoli 160, 162, 174, 192 e 230. L'ha voluto il 54% dei venezuelani, che ha votato come il presidente auspicava. Ora Chavez, allo scadere del secondo mandato, potrà ripresentarsi alle elezioni presidenziali del 2012. Cosa che ha già preannunciato. Equivarrebbe al terzo mandato, fino al 2018.
Il presidente, entusiasta, si è affacciato dal "balcone del Popolo" di Palazzo di Mirafiori poco minuti dopo aver appreso il risultato. E lo ha fatto in modo scenografico, circondato da figli, i nipoti e dai pi&ugrave; stretti collaboratori. "Voi avete scritto il mio destino - ha sentenziato. Ha definito il risultato "una grande vittoria del popolo e della rivoluzione", aggiungendo che il risultato "apre le porte al futuro". Quindi una promessa solenne: "A partire da questo istante mi consacrer&ograve; totalmente al pieno servizio del popolo venezuelano". 
Chavez ha preparato la sfida delle urne nel migliore dei modi. Troppo vicino il ricordo del referendum costituzionale del dicembre 2007, quando fu soprattutto l'astensionismo a far mancare quasi due milioni di voti al presidente, dando un'inaspettata vittoria all'opposizione. Ma stavolta è andata diversamente. Sono stati attivati oltre 130 mila comitati per il "S&igrave;" in un Paese con 17 milioni di elettori. Si è lavorato molto anche a livello internazionale per spiegare le ragioni della consultazione. L'appoggio cubano ha avuto ennesimo impatto mediatico.
Anche i sondaggi, stavolta, davano avanti la compagine del presidente. Luis Vicente Leon, direttore dell'istituto Datan&aacute;lisis, seppur con prudenza non ha mai negato il vantaggio numerico di Chavez, sottolineando l'importanza del coinvolgimento degli elettori indecisi. 
Coesa la squadra del presidente. Ivan Zerpa, segretario dell'assemblea nazionale, era stato chiaro: "Non si tratta, come sostiene l'opposizione, di uno stratagemma architettato da Chavez per restare al potere. Al contrario, la riforma permette di ampliare i diritti democratici del popolo. Per quale ragione i cittadini non possono rieleggere un rappresentante istituzionale che ritengano svolga bene i suoi compiti? Con il referendum revocativo i venezuelani possono già chiedere che una volta arrivato a metà mandato, qualsiasi rappresentante eletto, dal consigliere di circoscrizione al presidente della Repubblica, rimetta in gioco la sua carica e si sottoponga nuovamente al voto. Lo stesso presidente Hugo Chavez ha affrontato una consultazione di questo tipo nell'agosto del 2004".
Delusa l'opposizione che riconosce la sconfitta elettorale. David Smolansky, leader dell'opposizione studentesca, si augura che la storia gli darà ragione. "I leader solitari sono sbagliati. Solo le leadership collettive possono fare la differenza".
In Italia nei giorni scorsi Marco Zacchera, responsabile esteri del PdL, aveva espresso a Montecitorio tutta la sua preoccupazione sulla situazione venezuelana. "Chavez torna alla carica, dopo aver intimidito buona parte dell'opposizione, imbavagliato i media contrari al governo e soprattutto impedito alle amministrazioni comunali elette l'anno scorso di poter svolgere regolarmente il loro mandato se non allineate con il suo volere politico - ha detto l'esponente del centrodestra. 
Il Venezuela è un Paese da sempre molto vicino all'Italia. Scoperta da Colombo e chiamata cos&igrave; da Americo Vespucci, per le assonanze con Venezia, ha emigrazione italiana antica. Nel 1522 il genovese Giacomo Castiglione fonda la prima città del continente sudamericano, Cuman&aacute;, e ne è il primo sindaco. Tra i fondatori di Caracas, anno 1567, ci sono numerosi italiani. Tracce di connazionali perfino al momento dell'indipendenza del 1811. Il piemontese Francesco Isnardi è firmatario dell'Atto di indipendenza. Il generale Carlo Maria Luigi Castelli è sepolto vicino a Simon Bolivar nel Pantheon a Caracas per il contributo dato alle battaglie per l'indipendenza. E' sepolto nel Pantheon anche l'intellettuale romagnolo Giovanni Battista Agostino Codazzi.
Attualmente vi risiedono 120mila connazionali iscritti all'Aire ma almeno un milione di venezuelani ha origini italiane. ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: razzismo con mazze Scritte sui muri contro i romeni, cortei con l'adesione di comuni cittadini, raid razzisti contro i negozi gestiti e frequentati da extracomunitari. In città sale la tensione dopo l'aggressione della Caffarella. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1129</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sale la tensione a Roma dopo lo stupro della ragazzina quattordicenne al parco della Caffarella. Vanno in scena scritte razziste sui muri del quartiere, manifestazioni di protesta e di ostentazione dell'italianità e il desiderio di farsi giustizia da soli.
Nella mattinata di ieri sono apparse in città scritte del tipo: "Rom assassini, vergogna!" e "Occhio per occhio, dente per dente", con tanto di croce celtica, soprattutto nei pressi del parco della Caffarella.
La zona è tradizionalmente un feudo dell'estrema destra. Non molto lontana è la storica sezione di via Acca Larenzia, dove nel gennaio 1978 furono uccisi tre giovani attivisti del Fronte della giovent&ugrave;. La frange ideologizzate cavalcano il malcontento dei residenti.
Il parco, un tempo teatro di abusi, negli ultimi anni è rinato grazie all'impegno di un comitato locale e dei residenti. Circa 130 ettari su 200 sono ormai pubblici grazie a decenni di battaglie. Nel fine settimana sono molte le iniziative promosse dal comitato della Caffarella, soprattutto per i bambini. Un fazzoletto di terra è stato trasformato in un orto coltivato dai pi&ugrave; piccoli. Qualche settimana fa, alla Vaccareccia, ristrutturata di recente, i bambini hanno realizzato il formaggio. Ieri era previsto il laboratorio con le maschere di carnevale. In questo millenario parco regionale dell'Appia Antica, tra via Appia Pignatelli e via Latina, sottratto a stento alla speculazione edilizia, i romani fanno abitualmente footing e passeggiate in bicicletta. Gli abitanti hanno creato un'area attrezzata per lo sport. Ma negli ultimi tempi si registra una regressione: l'aumento di senza fissa dimora che soggiorna nell'area e nelle grotte naturali è associato alla crescita degli episodi di microcriminalità. Bench&eacute;, come sottolinea Alma Rossi, direttore del Parco regionale dell'Appia Antica, "tutte le grotte sono state chiuse con le inferriate, nelle fungaie non ci vive pi&ugrave; nessuno". Fatto sta che la zona, da tempo parte integrante del centro della città, sta scadendo nella periferia pi&ugrave; dimenticata.
Proprio sull'esasperazione dei residenti ha fatto leva ieri sera un'organizzazione di estrema destra, Forza Nuova, che ha organizzato un corteo da piazza Zama, sempre in zona Appia, fino al parco della Caffarella. La manifestazione, con un centinaio di persone molte delle quali costituite da abitanti del quartiere, era aperta dallo striscione con la scritta "Per voi bestie nessuna pietà".
Poco dopo in via Carrocceto, nella zona di Porta Furba, non molto distante dal luogo nel quale sono stati aggrediti i due fidanzatini, qualcuno ha pensato di farsi giustizia in altro modo. Un raid razzista ha distrutto un locale gestito da stranieri e frequentato soprattutto da cittadini dell'Europa dell'Est. Alcuni giovani a volto coperto, armati di mazze di legno, si sono introdotti nel locale chiedendo la nazionalità dei presenti. Quindi hanno ferito quattro romeni, due in modo pi&ugrave; serio. Due dei feriti, tutti tra i 20 e i 30 anni, sono stati medicati dal 118 direttamente sul posto mentre altri due sono stati trasportati all'ospedale San Giovanni per contusioni. Prima di fuggire, gli aggressori hanno distrutto le vetrine.
Una seconda aggressione è avvenuta poco distante, in via Tuscolana 1884, nella zona di Osteria del Curato, poco dopo le 22,30. Ancora un raid. Una ventina di persone con il volto coperto da passamontagna e armati di mazze è stato aggredito e picchiato per strada. L'uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato in codice verde al policlinico Casilino per contusioni alle gambe e ai piedi. 
Umberto Marroni, capogruppo del Pd in Campidoglio, ha diffuso una nota con la quale condanna con forza l'aggressione. "Tali comportamenti sono inaccettabili la giustizia fai da te che spesso sfocia in violenza ingiustificata non deve trovare spazio e terreno fertile nella nostra città - scrive Marroni. "Purtroppo l'aggressione di oggi è l'ennesima dimostrazione che la destra in Campidoglio dopo tanti proclami ai quali non sono seguiti i fatti oltre a non essere riuscita ad elaborare una politica seria sulla sicurezza ha peraltro incentivato la diffusione di un clima negativo in città. Sulla sicurezza Alemanno ha fallito".
Di parere diverso il sindaco, che ha puntato il dito contro le facili scarcerazioni. 









(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Scossi dalla vicenda della Caffarella    

	
		
			
			
			 
			
			
			 
			
			
			 
			
			
			 
			
			
			 
			
			
			 
			
			
			    (volutamente bianco) 
			
			
			  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1127</link>
<description><![CDATA[ Ci colpisce particolarmente ci&ograve; che è accaduto ai due fidanzatini romani poco pi&ugrave; che adolescenti. All'Appio. Zona - tra l'altro - che conosciamo bene in quanto ne fa parte la sede di questo giornale e della nostra associazione.
Abbiamo visto di persona lo sfrecciare di tante auto della polizia subito dopo il grave fatto. Era poco prima delle 19 di sabato. Avendo la sensazione di tornare indietro nel tempo, all'epoca dell'emergenza terroristica o degli scontri, spesso tragici, tra giovani di destra e di sinistra. Quando le volanti arrivavano in massa.
L'emergenza, oggi, non ha per&ograve; nulla di ideologico. Forse di sociale. Ma è comunque intrisa di istiinti animali. 
Quando abbiamo appreso i drammatici fatti, i particolari agghiaccianti, il ricordo di quelle sirene, di quelle auto delle forze dell'ordine si è sovrapposto. Ha rafforzato la drammaticità di una vicenda, ce l'ha resa ancora pi&ugrave; vicina accendendo la nostra lucida memoria cognitiva.
Due giovani brutalmente aggrediti nella data, a 14 anni non banale, di San Valentino. Di giorno. In una zona semicentrale. Da due persone, probabilmente dell'Est europeo, che hanno trascinato la coppia nel vicino Parco e l&igrave; hanno picchiato il ragazzo di 16 anni e abusato della ragazza di 14.
Ennesima storia da Arancia meccanica in una città dove sembra che una violenza inaudita contro i pi&ugrave; deboli stia diventando la regola. Di deboli contro deboli. Di una società dove siamo sempre pi&ugrave; tutti degli sconfitti. 
Anche nella nostra redazione stanno giungendo, come non mai, tante mail di commento ad un fatto gravissimo, che colpisce proprio per la concomitanza di elementi aggravanti. Ci scrivono romani, molisani, comuni lettori che seguono sempre pi&ugrave; numerosi il nostro quotidiano on-line.
Pur se, di fronte a episodi del genere, è inaccettabile qualsiasi distinguo, è certo che l'età dei protagonisti e l'eco mediatica di Roma abbiamo un ruolo rilevante. E lo avranno anche nei prossimi giorni. 
Tra le tante lettere, non mancano toni accesissimi fino alle richieste di pena di morte, scegliamo e segnaliamo quella di Stefania Piccinnu, responsabile di una onlus che si occupa proprio di immigrati. Ci scrive: "Riceviamo continuamente mail da cittadini, persone comuni con poca voce istituzionale, che ci chiedono di testimoniare il loro dolore, sconcerto e paura per i gravissimi casi di violenza che nel corso delle ultime settimane sembrano essersi amplificate. Uno Stato di diritto dovrebbe garantire sicurezza e giustizia e ci lasciano perplessi e preoccupati del fatto che la gente testimonia a noi, che siamo una semplice associazione, i loro sconcerti e paure, chiedendoci consigli. Ci sembra che la gente sia allo stremo delle forze e quello che emerge con violenza dalle mail che ci pervengono è la richiesta da parte dei comuni cittadini di leggi degne di questo nome e di fatti concreti che tutelino realmente chi ne ha bisogno".
Crediamo che queste poche parole, rifuggendo da strumentalizzazioni o toni sopra le righe, siano sufficienti per dar corpo ad istanze legittime da parte di chi, nonostante tutto, si sente ancora cittadino di questo Paese e di questa città. 



(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Prosegue la Settimana di Legambiente (16 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1126</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Fare il punto sugli obiettivi dell'accordo internazionale firmato a Kyoto nel dicembre 1997. E' uno dei temi in calendario della Settimana Amica del Clima, campagna di Legambiente sugli effetti dei mutamenti climatici e le buone pratiche, che prosegue fino al 20 febbraio con un ricco cartellone di eventi. Tra i pi&ugrave; originali, i trenta attivisti mascherati da "pinguini" che sfileranno oggi lungo la scalinata di piazza di Spagna a Roma per celebrare l'anniversario della firma del protocollo di Kyoto. Obiettivo dell'iniziativa è sensibilizzare governo e regioni sull'emergenza ambientale, ribadendo il no al carbone e al nucleare rispetto alle aperture verso le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. In programma anche serate musicali a basso consumo, aperitivi e cene a lume di candela, pedalate ecologiche, escursioni nei parchi, blitz contro le fonti di energia insostenibile, cartoline a risparmio energetico, mostre sui mutamenti climatici, esposizioni dimostrative delle energie rinnovabili e tante informazioni su come risparmiare energia e fare bene all'ambiente. Tra i temi al tappeto anche la casa ecologica e, a Milano, una rassegna mondiale di nuovi quartieri pensati per un basso tasso di motorizzazione. 
Il 18 febbraio verrà inoltre presentata la nuova edizione del dossier "No al carbone". Per ribadire la necessità di imboccare la strada in direzione del protocollo di Kyoto, affrontando contemporaneamente l'insostenibilità del sistema dei trasporti, di quello produttivo e dell'industria energetica. Il 27 febbraio, poi, presentazione dell'edizione 2009 di "Comuni Rinnovabili", dossier di Legambiente sulle fonti energetiche pulite nel territorio italiano (Auditorium Gse, via Maresciallo Pilsudski 98, Roma). ]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Botta e risposta Pd-Pdl
su classifica atenei del Times (14 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1125</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il prestigioso inserto Higher Education del quotidiano britannico "The Times" boccia l'università italiana. Un gruppo di seimila accademici e duemila imprenditori del settore pubblico e privato, tenendo conto anche dell'opinione degli studenti, assegna il primato Harvard, secondo posto a Yale, terzo a Cambridge, che precede l'altra università britannica di Oxford. Se sono americane tredici tra le prime venti al mondo, è appena al 192mo posto Bologna, primo ateneo a difendere i nostri colori. "La Sapienza" di Roma è al 205esimo posto, il Politecnico di Milano al 291esimo, l'Università di Padova al 296esimo. La "Bocconi" di Milano non figura tra le prime 400. Insomma, una disfatta.
Articolato il commento dl ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: "La classifica pubblicata dal Times dimostra che il sistema universitario italiano vive una fase veramente difficile - afferma in una nota il ministro. "I problemi - continua - sono strutturali e di sistema. Non sono, come qualcuno ha detto pi&ugrave; per motivi di lotta politica che per un'analisi tecnica della realtà, legati alla quantità di risorse che si investono nell'università. Questo è un falso problema. Tutti gli indicatori internazionali stabiliscono che non c'è correlazione tra quanto si spende per l'università e la sua qualità. L'Italia spende come la Germania eppure ha un sistema universitario peggiore". Per il ministro si deve "eliminare gli sprechi, le sedi e i corsi inutili, dobbiamo rivedere completamente la nostra università: è necessario renderla meritocratica".
Non manca un affondo diretto: "L'impietosa classifica si riferisce agli anni in cui governava il centrosinistra quindi molto prima dei famigerati tagli dell'attuale governo. Ci&ograve; significa che l'università italiana non va bene per problemi e gestioni non trasparenti che durano da decenni e non certo a causa del governo Berlusconi. Ora è finita un'epoca, bisogna avere il coraggio di cambiare. Il problema non è quanto ma come si spendono i soldi. La ricetta è eliminare gli sprechi".
Risposta immediata da parte del ministro dell'Università del governo ombra del Pd, Maria Pia Garavaglia. "Davvero non si capisce come si possa prendere a pretesto la classifica annuale del Times per giustificare la sciagurata politica che il governo sta infliggendo al nostro sistema - commenta l'ex vicesindaco di Roma
"Qualunque paragone con le università americane è impossibile, per diversi motivi - aggiunge Garavaglia. Innanzitutto, negli Stati Uniti gli atenei sono tutti, Harvard in testa, fortemente privatizzati. Inoltre l'ordinamento universitario americano è profondamente diverso dal nostro. Ricordiamo, a titolo di esempio, i professori tutti a contratto e molto collegati al mondo dell'impresa. Certo che è necessario migliorare e puntare su merito e valutazione, ma di sicuro non è attraverso i tagli del governo che è possibile immaginare risultati pi&ugrave; lusinghieri. L'unica vera sfida che farà tornare l'Università italiana ai massimi livelli - conclude Garavaglia - è quella per una grande e radicale riforma, per la quale il Pd ribadisce di essere a disposizione. Aspettiamo il governo a un confronto serrato in Parlamento per un'università davvero di qualità. Sarà l&igrave; che il Paese potrà misurare la reale volontà del governo di andare oltre slogan e annunci". ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ G7: nel pomeriggio il comunicato finale (14 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1124</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dopo la cena di gala di ieri, hanno preso il via ufficialmente questa mattina intorno alle 8 i lavori del G7, il summit dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei sette Paesi pi&ugrave; industrializzati. La maggior parte degli incontri si svolgono in due alberghi di via Veneto, zona naturalmente blindata al traffico.
Dalla bozza preparatoria circolata ieri sera sono emersi i principali temi sul tappeto: azioni per ristabilire fiducia nei mercati, per evitare la volatilità dei cambi, per rafforzare il ruolo del Fondo monetario internazionale e soprattutto per favorire la crescita e l'occupazione attraverso il rilancio del commercio internazionale. Ma anche accordo contro i protezionismi e regolamentazione dei fondi speculativi.
In primo piano le strategie anticrisi, con l'obiettivo coordinare gli interventi, di adottare standard comuni e quindi di sottrarsi ai possibili squilibri tra un Paese e l'altro. Tra i temi anche il rischio alimentare che pu&ograve; provocare la crisi e la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. 
Il termine del vertice è previsto per il primo pomeriggio. Alle 15 è in programma la conferenza stampa della presidenza italiana, che illustrerà il comunicato finale del vertice con le raccomandazioni dei Sette Grandi. A seguire le conferenze delle delegazioni nazionali e della Banca centrale europea. Successivamente, nelle diverse sale dell'Hotel Excelsior, la stampa sarà incontrata dai russi e dai rappresentanti del Fondo monetario internazionale. ]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Londra: incidente aereo ma tutti salvi (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1122</link>
<description><![CDATA[ LONDRA - Attimi di terrore al London City Airport, il piccolo scalo aereo inglese nel cuore della zona dei Docks. Un jet della compagnia di bandiera britannica British Airways, proveniente da Amsterdam (volo 8546), ha avuto problemi in fase di atterraggio. Probabilmente non si è aperto il carrello anteriore o ha avuto un impatto troppo forte con la pista e il carrello si è spezzato. A bordo c'erano 67 passeggeri e cinque membri di equipaggio. Il quadrimotore, un Avro RJ 146, è sceso sulla pista strisciando quindi con la parte anteriore. Dopo i naturali momenti di panico, i passeggeri sono stati fatti evacuare senza problemi, per mezzo di carrelli gonfiabili di emergenza. Solo due persone sono state ricoverate in ospedale per accertamenti. L'incidente è avvenuto alle 19,40 locali (le 20,40 in Italia).
Le prime notizie sono state riferite da diverse televisioni locali, tra cui la Bbc e Sky News. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Ancora morti e feriti a Gaza (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1120</link>
<description><![CDATA[ GAZA - Cresce la tensione nella Striscia di Gaza dopo un nuovo raid aereo israeliano avvenuto per rappresaglia qualche ora dopo il lancio di due razzi Qassam palestinesi a Sderot, nel Neghev occidentale. Il bilancio sarebbe di due morti e tre feriti. Vittime sono due palestinesi (militanti di Hamas, secondo gli israeliani) colpiti mentre viaggiavano su una moto ad Abassan, presso Khan Yunes, nel sud 
di Gaza. I due si chiamavano Salman Salem Abu Shritah, 29 anni, e Alya Bari Kadra, di 28. Le schegge dell'attacco hanno ferito tre passanti. Secondo la versione israeliana, i due stavano mettendo a punto un attentato in territorio israeliano.
Un ragazzo palestinese di 14 anni è stato invece ucciso dal fuoco di una pattuglia israeliana a Hebron, in Cisgiordania, durante scontri tra manifestanti usciti dalle moschee e militari israeliani. Secondo fonti mediche locali, il ragazzo, Izzedin al-Jamal, è stato colpito al torace da un proiettile. 
I nuovi episodi potrebbero mettere in pericolo il piano egiziano per una tregua di 18 mesi, accettato proprio ieri sera dal movimento integralista palestinese Hamas e probabilmente annunciato dall'Egitto nel fine settimana. Frutto dell'atteso vertice tra il numero due dell'ufficio politico del movimento integralista, Mussa Abu Marzuk e il mediatore egiziano Omar Suleiman, capo dei servizi segreti.
Il piano dovrebbe consentire la riapertura dei valichi della Striscia di Gaza. In particolare l'apertura di sei punti di passaggio fra Gaza e Israele e la sospensione di qualsiasi attività militare e di aggressione. Tuttavia non comprenderebbe - secondo il portavoce Marzuk - la liberazione del caporale franco-israeliano Gilad Shalit, nelle mani di Hamas dal giugno 2006, perch&eacute; subordinata alla liberazione di prigionieri palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Annozero: è polemica sulla sfuriata di Gasparri (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1119</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ancora polemiche legate alla trasmissione "Annozero", che ieri su Raidue era incentrata sulla vicenda Englaro.
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri affibbia a Michele Santoro e al vignettista Vauro l'etichetta di "volgari sciacalli". A far infuriare il parlamentare romano potrebbe essere stata una vignetta del disegnatore toscano il quale, giocando sulla richiesta di un minuto di silenzio per Eluana, ritrae un Gasparri decisamente stravolto mentre spiega che con il silenzio si sentono meglio le sue "dichiarazioni" (non proprio definite in questo modo). I pesanti giudizi del vignettista toscano sulla "qualità" delle affermazioni del presidente dei senatori del Pdl potrebbero avere quindi scatenato le pesanti reazioni di Gasparri.
"Santoro e il presunto comico Vauro - sottolinea Gasparri in una nota - sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente cos&igrave; offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".
La puntata di ieri sera di "Annozero" era stata aperta da un caustico intervento di Santoro sul tema della televisione e della "guerra tra ricchi dentro Mediaset". Il conduttore aveva solidarizzato con Enrico Mentana, colpevole, a dire di Santoro, di "aver alzato la testa" e di "aver messo in rilievo il fatto che in Italia un vero mercato televisivo non c'è". Il giornalista salernitano aveva poi ricordato come Grillo, Luttazzi e la Guzzanti siano fuori dal piccolo schermo per "averla fatta fuori dal vaso". Aggiungendo che "presto Rai e Mediaset avranno una piattaforma comune".
Nel corso del programma - che ha visto ospiti, tra gli altri, Bersani, Formigoni e la Pivetti, sono state evocate pi&ugrave; volte le dichiarazioni di Maurizio Gasparri sulla vicenda Englaro. In particolare, pur senza citarli direttamente, i commenti sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per non aver firmato il decreto e il riferimento alle conseguenti scuse. 
Le reazioni alla dura presa di posizione del presidente dei senatori del Pdl non fanno attendere. 
Per Giuseppe Giulietti, deputato Idv, "il senatore Gasparri invece di insultare e minacciare Santoro, Vauro, Travaglio e i vertici della Rai, avrebbe forse fatto meglio a chiedere scusa al presidente Napolitano, contro il quale ha scagliato le sue invettive". E aggiunge: "Le parole di Gasparri rappresentano il preambolo alla prossima lista di proscrizione. Sarà il caso - spiega - che tutte le forze d'opposizione si preparino a schierare, nel prossimo Cda, una squadra dotata di tale autorevolezza ed etica professionale, capace di contrastare il tentativo di realizzare una repubblica presidenziale a reti unificate".
Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione vigilanza Rai, scrive in una nota che Gasparri "non pago di provocare settimanalmente conflitti istituzionali fino a prendersi dell'irresponsabile dal presidente della Camera, non soddisfatto di aver sfiorato l'incidente internazionali come avvenne in occasione delle elezioni americane, continua i suoi attacchi sguaiati ad Annozero, anche quando la puntata in questione vede la presenza di ospiti quali Formigoni, la Pivetti e molti sostenitori delle tesi care a Gasparri". 


Giorgio Merlo, vicepresidente Pd della stessa commissione, giudica le parole di Gasparri "una conferma che la voglia di occupazione politica, malgrado tutto resiste".
Giovanna Melandri, ministro delle Comunicazioni del governo ombra, invita la maggioranza a dissociarci dalla accuse del capogruppo Pdl: "Gasparri, dopo aver attaccato il Capo dello Stato - afferma la Melandri - non ha perso occasione per mettere in mostra la propria assenza di buon gusto. Accanto alle solite invettive nei confronti di coloro che non condividono le sue posizioni, Gasparri non riesce a tenere a bada le sue pulsioni epurative minacciando esplicitamente i vertici della Rai. Sarebbe opportuno che qualcuno ricordasse al senatore Gasparri che l'attuale cda della Rai è composto nella sua maggioranza da personalità vicine al centrodestra. Il capogruppo della Pdl dovrebbe, inoltre, ricordare che la Rai appartiene a tutti i cittadini italiani. L'orribile legge che porta il suo nome, e che secondo il Partito democratico dovrebbe essere rapidamente superata per dare alla Rai un assetto diverso - conclude - non gli dà titolo per considerare il servizio pubblico radiotelevisivo come una proprietà personale".
Per il centrodestra interviene il senatore Francesco Casoli, altro componente della commissione di vigilanza Rai, che replica direttamente all'onorevole Giovanna Melandri "Ricordo all'onorevole Melandri che il buon gusto è quello mancato a Vauro e Santoro. E' vero che la Rai non è di Gasparri, ma non è neanche della sinistra che da pi&ugrave; di trent'anni monopolizza reti e programmi. La Rai è di tutti e, come tale, dovrebbe rispettare tutti. La libertà di satira non vuol dire libertà di insulti. Anzi quando si ricorre agli insulti - conclude - vuol dire che si è esaurita la propria vena satirica".
Santoro e Vauro non replicano direttamente alle parole di Gasparri. Ma sul sito del programma, nella rubrica "Vaf" (valutazioni a freddo), compare la vignetta incriminata, proposta in chiusura di puntata. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Calendari: è Padre Pio la star (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1117</link>
<description><![CDATA[ ROMA - I calendari con l'immagine di Padre Pio si confermano i pi&ugrave; venduti nelle edicole italiane. E' quanto emerge dai dati delle unità vendute nel 2008 da una casa editrice specializzata nel settore dei lunari.
Il frate di Pietrelcina, in questa speciale classifica, ha la meglio su Papa Giovanni XXIII e su Madre Teresa di Calcutta, altri protagonisti del mondo cattolico che rappresentano un punto di riferimento per milioni di credenti.
Tra le icone giovanili, per&ograve;, primeggiano - seppur distaccate nelle vendite da quelle religiose - Mussolini e Che Guevara, che pi&ugrave; o meno raccolgono analoghi consensi. Il duce vende soprattutto a Roma e nel Mezzogiorno, mentre il rivoluzionario argentino nel Centro Italia. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Genzano: cane uccide bimbo di un anno (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1116</link>
<description><![CDATA[ GENZANO (ROMA) - Ancora un cane assassino. E' accaduto a Genzano, ai castelli romani, dove un bambino di un anno è morto dopo essere stato aggredito dal suo cane, un mastino napoletano, nel giardino di casa. Il bambino era in compagnia della madre e della nonna quando è stato aggredito improvvisamente dal cane. Il padre, che al momento dell'aggressione si trovava all'interno dell'abitazione, sentendo le urla è uscito di corsa e ha provato a soccorrere il figlio. Ma la corsa all'ospedale è stata vana per salvargli la vita: il piccolo è morto poco dopo il ricovero. La nonna del bimbo è rimasta ferita dal cane nel tentativo di salvare il nipote: è ricoverata nell'ospedale dove è morto il bambino. Sono in corso gli accertamenti del caso da parte delle forze dell'ordine. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Meglio il carcere che moglie e figlia (13 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1112</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Storia da film quella del signor Benito Ingrosso, pensionato di 73 anni, che ieri mattina ha lasciato la sua abitazione in provincia di Asti, dove era agli arresti domiciliari per una faccenda di droga, ed è giunto in treno a Roma. Motivo? Meglio il carcere che la convivenza con moglie e figlia.
Una tesi esposta sia ai carabinieri in servizio alla stazione Termini, ai quali ha chiesto di poter essere rinchiuso a Rebibbia, sia nell'udienza di convalida dell'arresto a piazzale Clodio, quando al giudice che gli ha domandato di indicare il domicilio, Ingrosso ha replicato senza titubanze di voler essere trasferito a Rebibbia. Pur di non tornare da moglie e figlia.
Ingrosso ha alla fine ha raggiunto il suo scopo: il giudice ha convalidato il provvedimento eseguito dai carabinieri, applicando la misura della custodia cautelare in carcere. Decisiva l'argomentazione del pm Giuseppe Saieva secondo cui "l'ostinazione con cui l'imputato ha chiesto di essere portato in cella ha reso tangibile il pericolo di reiterazione della medesima azione criminosa". Cioè dalle "parole espresse in aula dal signor Ingrosso emerge il rischio concreto che, una volta ricondotto a casa, l'uomo possa evadere". Il processo per direttissima si svolgerà per&ograve; ad Asti, dove si è consumato il reato. Al tribunale piemontese sono stati trasmessi gli atti. Probabilmente il pensionato sarà quindi costretto a tornare nel Nord Italia, riavvicinandosi alle due "amate" congiunte. Sui motivi di tanto "amore", per&ograve;, rimane il mistero. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma: in mostra "Exactitudes",
13 anni di foto "umane" Fino al 26 aprile 2009 a Palazzo Incontro (via dei Prefetti 22) l'originale esposizione di due artisti olandesi che per anni hanno fotografato soggetti umani in giro per il mondo. Affiancandoli per analogie, hanno determinato i gruppi sociali. Ingresso libero. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1110</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La Provincia di Roma presenta, per la prima volta in Italia, la mostra Exactitudes, un progetto costituito da una serie di ritratti fotografici multipli realizzati dagli artisti Ari Versluis e Ellie Uyttenbroek. 
Il duo olandese, da sempre interessato ai "dress codes" (codici d'abbigliamento), ha infatti effettuato negli ultimi quattordici anni un'infinita serie di ritratti fotografici, sviluppando delle micro-raccolte tematiche per luogo e tempo. Si tratta dalla cosiddetta "street fashion", tendenza artistica che è collegata alle mode di strada, ad esempio all'abbigliamento casual. 
Un lavoro che dopo le esposizioni di Parigi, Berlino, Londra, Toronto, Buenos Aires, New York ed altre città in tutto il mondo, è possibile ora ammirare anche a Roma.
Gli artisti hanno chiamato la loro serie "Exactitudes" (una contrazione dei termini inglesi exact e attitude), traducibile in "stesso atteggiamento", "stessa posa".
La loro collaborazione, iniziata nell'ottobre 1994, si ispira ad un interesse comune rivolto a questi codici relativi a diversi gruppi sociali, sistematicamente documentati nelle diverse identità. La loro ricerca si ispira ai luoghi eterogenei e multiculturali scoperti nelle strade di Rotterdam, New York, Parigi, Milano e Pechino.
Un progetto in cui a prevalere non è solo l'aspetto documentaristico ma quello artistico, che pone in risalto l'apparente contraddizione tra identità e uniformità. Cioè identificano una serie di persone in giro per il mondo che vestono in uno stile molto simile. Da qui li mettono in pose analoghe tra loro davanti all'obiettivo, e li archiviano come identità facenti parte di una classe sociale ben definita.
La mostra, che è raccolta anche in un libro, presenta tutte le 112 serie di Exactitudes, che Ellie ha chiamato la loro "collezione di farfalle" .
Info: dal 14 febbraio al 26 aprile 2009 a Palazzo Incontro (via dei Prefetti 22), Roma. Orario: La mostra è aperta, con ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 10 alle 19. Chiuso il luned&igrave;.Web: www.exactitudes.com. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Attualità di Aldo Moro negli scritti giornalistici (12 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1109</link>
<description><![CDATA[ PERUGIA - "Siamo tutti impegnati, ognuno a suo modo, a escludere cose mediocri per far spazio a quelle grandi" sosteneva Aldo Moro nei suoi articoli giornalistici che inizi&ograve; a scrivere dal 1937, ancor prima di laurearsi, su Azione Fucina, e che continu&ograve; a proporre con continuità fino al sequestro e alla morte.
Dell'attualità di Aldo Moro negli scritti giornalistici si parlerà a Perugia - mercoled&igrave; 1 aprile alle ore 11.00 all'hotel Brufani - in occasione della terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, che si svolgerà a Perugia dal 1 al 5 aprile.
Interverranno:
Corrado Guerzoni - è stato il pi&ugrave; stretto collaboratore di Aldo Moro. &Egrave; entrato in Rai come giornalista nel 1954. &Egrave; stato direttore del Radiocorriere TV dal 1969 al 1977, direttore di Radio2 dal 1977 al 1990 e successivamente Vice Direttore Generale per la Radiofonia. Ma Corrado Guerzoni è certo ancora nel cuore di molti ascoltatori soprattutto per la sua conduzione quotidiana di Radiodue 3131, la storica trasmissione caratterizzata dal dialogo telefonico con il pubblico, sotto la sua guida si trasform&ograve; in un terreno aperto alla discussione e rappresent&ograve; nel decennio 1980/90 un modello ineguagliato di approfondimento culturale e sociale, di indagine sulla memoria e sull'attualità, sulle radici comuni e sulle diversità. Il 3131 di Guerzoni fece scuola, proponendo l'attenzione e la passione per "il valore della parola" e collaudando tecniche e modalità di indagine giornalistica poi riprese negli anni successivi da molti programmi, anche televisivi, forse non sempre con lo stesso rigore.
Agnese Moro - sociopsicologa. Ha lavorato per dieci anni presso la sede nazionale della CISL. Ha militato in organizzazioni della società civile, impegnandosi in particolare per quanto riguarda la tutela dei diritti dei cittadini. &Egrave; stata ricercatrice di Laboratorio di scienze della cittadinanza e socia di Asdo (Assemblea delle donne per lo sviluppo e per la lotta all'esclusione sociale). &Egrave; socia dell'Accademia Aldo Moro di Roma.
Antonello Di Mario - capo ufficio stampa nazionale dei metalmeccanici della Uil. Ha pubblicato a maggio del 2007 L'attualità di Aldo Moro- scritti giornalistici 1937-1978, edito da Tullio Pironti, che ha vinto il 20 ottobre dello stesso anno il premio speciale per la saggistica Maria Messina giunto alla quarta edizione.
Ferdinando Treggiari - Professore di Storia del diritto medievale e moderno all'Università degli Studi di Perugia.
Modererà il dibattito Vincenzo Quaratino, capo cronache italiane ANSA.

Ufficio Stampa
Festival Internazionale del Giornalismo
Tel. +39 075 5055807
Cell. 335 1444497
www.festivaldelgiornalismo.com
press@festivaldelgiornalismo.com ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Shoah: il Papa vuole chiudere ogni polemica Il Papa ricevendo stamattina in Vaticano i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americane, rinsalda i vincoli tra le due professioni religiose con uno storico discorso. Per dire basta alle polemiche scoppiate con la revoca della scomunica ai lefebvriani, tra cui il negazionista Williamson. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1106</link>
<description><![CDATA[ CITTA' DEL VATICANO - La Shoah è stata "un crimine contro Dio e l'umanità" ed è quindi "inaccettabile e intollerabile" chi , tra gli uomini di Chiesa, la nega o la minimizza.
E' la dura condanna espressa da Benedetto XVI, ricevendo stamattina alle 11,50 nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americane. Il riferimento è alle polemiche scoppiate con la revoca della scomunica ai lefebvriani, tra cui il negazionista Williamson.
Il Papa, riprendendo le parole del suo predecessore, Giovanni Paolo II, pronunciate nel 2000 a Gerusalemme, ha chiesto "perdono" per il comportamento di coloro che, nella storia, hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico come con la Shoah.
"L'odio e il disprezzo per gli uomini, donne e bambini che si è manifestata nella Shoah è stato un crimine contro Dio e contro l'umanità - ha ammonito il Papa. "Questo dovrebbe essere chiaro a tutti: nella tradizione della Sacra Scrittura, ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1,26-27). &Egrave; al di là di ogni dubbio che la negazione o minimizzazione di questo terribile crimine è del tutto intollerabile e inaccettabile".
"Questo terribile capitolo della nostra storia non deve mai essere dimenticato - ha evidenziato il Papa. "E' un monito per il futuro: fare tutto quanto è in nostro potere per impedire il ripetersi di una simile catastrofe all'interno della famiglia umana. Va attuato tramite la costruzione di ponti di amicizia duratura. &Egrave; mia fervente preghiera che la memoria di questo terribile crimine rafforzerà la nostra determinazione a sanare le ferite che per troppo tempo hanno deturpato le relazioni tra cristiani ed ebrei".
Ratzinger ha ricostruito "i duemila anni di storia del rapporto tra ebraismo e la Chiesa" sottolineando che "è passato attraverso diverse fasi, alcune anche dolorose da ricordare". Ma "ora che siamo in grado di soddisfare uno spirito di riconciliazione, non dobbiamo permettere che le difficoltà passate ci impediscano di tenderci a vicenda la mano".
Ha quindi ricordato il Concilio Vaticano II che con la Dichiarazione Nostra Aetate "ha segnato una pietra miliare nel cammino verso la riconciliazione e delineato in modo chiaro i principi che hanno governato la Chiesa in materia di relazioni ebraico-cristiane". Il Pontefice è stato categorico: "La Chiesa è profondamente e irrevocabilmente impegnata a respingere tutti gli anti-semitismo e di continuare a costruire ottime e durature relazioni tra le nostre due comunità".
Benedetto XVI ha voluto ripercorrere le visite effettuate a luoghi significativi per la comunità ebraica. Ha ricordato la visita, "anche se breve", alle comunità ebraiche di Washington e di New York, giudicandole "esperienze di stima fraterna e sincera amicizia". Ha citato anche quella alla sinagoga di Colonia, prima visita nel suo pontificato. "E' stato molto commovente per me - ha sottolineato il Papa - trascorrere questi momenti con la comunità ebraica della città che conosco cos&igrave; bene, la città che fu sede del primo insediamento ebraico in Germania, con origini risalenti al tempo dell'Impero Romano". 
Il Santo Padre s'è soffermato anche sulla visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel maggio 2006. "Camminando in quel luogo di orrore e di indicibili sofferenze - ha detto il Papa - ho meditato sul numero di detenuti, molti dei quali ebrei, che hanno percorso lo stesso cammino in quelle famigerate prigioni. L'intero genere umano avverte profonda vergogna per la selvaggia brutalità di quei momenti - ha continuato Ratzinger. "Permettetemi di ricordare ci&ograve; che ho detto in quella triste occasione: "I potentati del Terzo Reich volevano schiacciare il popolo ebraico nella sua totalità, cancellarlo dal registro di tutti i popoli della terra. Cos&igrave; le parole del Salmo, 'Siamo messi a morte, stimati come pecore da macello', sono state attuate in modo terribile".
Benedetto XVI ha inoltre annunciato pubblicamente che si sta preparando per la sua visita in Israele. "Mi sto preparando a visitare Israele, una terra che è santa per i cristiani e per gli ebrei, dal momento che le radici della nostra fede si trovano l&igrave;. La Chiesa trae sostentamento dalle radici di quel buon ulivo, il popolo di Israele, a cui sono innestati i rami di ulivo selvatico delle genti (cf. Rm 11, 17-24). Fin dai primi tempi del cristianesimo, la nostra identità e ogni aspetto della nostra vita e di culto sono stati intimamente legati con l'antica religione dei nostri padri nella fede - ha detto il Papa. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma: edificio esplode per fuga di gas (12 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1105</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Una palazzina di tre piani è esplosa verso le due e mezza della scorsa notte a Roma, in via Venosa 94, nel quartiere Quarto Miglio, lungo la via Appia Nuova. Lo scoppio sarebbe stato causato, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, da gas fuoriuscito da cinque bombole che alimentavano due stufe catalitiche all'interno di un'abitazione al terzo piano. Nel condominio l'abitazione era l'unica fornita di bombole, scelta compiuta dal proprietario con il passaggio dal centralizzato all'autonomo.
Il proprietario dell'abitazione, un uomo di 63 anni, è rimasto gravemente ustionato, con ferite nel 70% del corpo, ed è ora ricoverato all'ospedale San Giovanni. Gli altri inquilini, una ventina, fortunatamente non sono rimasti feriti in quanto hanno ceduto le mura perimetrali dell'edificio, assicurando una via di fuga al fuoco.
Le indagini non escludono anche un tentativo di suicidio da parte dell'uomo.
Le famiglie residenti nel palazzo hanno trascorso la notte in strada. Stamattina, dopo l'intervento dei vigili che hanno garantito la messa in sicurezza dell'edificio, quasi tutte sono potute rientrare nei loro appartamenti. Gli abitanti della strada hanno pensato per lo pi&ugrave; ad un terremoto. Tra i residenti nell'edificio anche una centenaria. ]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Per Schumacher un incidente in moto (11 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1104</link>
<description><![CDATA[ CARTAGENA (SPAGNA) - Il pilota Michael Schumacher è stato protagonista di una brutta caduta in moto nella pista di Cartagena, dove stava prendendo parte a test con il team Holzhauer, su una Honda 1000 CBR Fireblade, in vista del campionato tedesco di Superbike che inizia a fine aprile. 
L'ex pilota della Ferrari stava provando la moto sul circuito della città spagnola, quando è stato protagonista di una brutta caduta che gli ha fatto sbattere la testa al suolo. Il sette volte campione del mondo ha perso temporaneamente conoscenza ed è stato trasportato nel reparto di osservazione dell'ospedale Virgen de la Arrixaca per un controllo.
Ai medici ha spiegato di lamentare dolori al collo e al polso destro. La radiografia ha per&ograve; escluso problemi seri. Il medico che lo ha visitato, il dottor Francisco Martinez, ha tranquillizzato tutti sulle condizioni del superconsulente della Ferrari. Schumacher, con un vistoso collarino, ha lasciato l'ospedale accompagnato dal medico personale.
Un piccolo giallo sulla notizia riportata dal quotidiano spagnolo Marca secondo cui, citando fonti sanitarie, il campione tedesco avrebbe problemi a due costole. Circostanza di cui i medici non hanno per&ograve; fatto cenno. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Fontana di Trevi, che romanticona... Il monumento romano è al quarto posto in una classifica che ha riunito le maggiori attrazioni romantiche del vecchio continente. All'ottavo posto c'è la veneziana piazza San Marco. ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1100</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Quali sono i luoghi pi&ugrave; romantici della nostra cara e vecchia Europa? TripAdvisor, la community di viaggiatori con oltre 25 milioni di visitatori mensili, ha stilato la sua classifica in base all'indice di popolarità online. In testa, secondo la community, i famosi giardini d'Alhambra, antica fortezza di Granada (Spagna) arricchita dai giochi d'acqua delle sue fontane. 
In seconda posizione la Tour Eiffel, di Parigi, che si conferma città romantica per eccellenza.
Terzo posto per il castello di Edimburgo, arroccato su una roccia a strapiombo sulla città sin dal XII secolo e luogo storico di incoronazione dei Re.
La prima meta italiana conquista il quarto posto. E' la Fontana di Trevi, a Roma, indissolubilmente legata al film "La dolce vita" e alla tradizione di lanciare la monetina per augurare di poter tornare a Roma. Secondo i giudizi dei viaggiatori la Fontana di Trevi "è uno dei luoghi pi&ugrave; romantici in assoluto, soprattutto al tramonto. Per non parlare della tradizione delle tre monete da lanciare nella fontana, gesto da sempre considerato ben augurante per poter fare ritorno nella Città Eterna".
La Germania s'affaccia al quinto posto con il castello di Neuschwanstein, in Baviera.
La sesta piazza è turca: la Torre di Galata, "balaustra" sul centro storico di Instanbul, 
Quindi ancora Parigi con il celebri Giardini del Lussemburgo, a pochi passi dall'Università Sorbona e dal Quartiere Latino. 
Ottavo posto per la veneziana piazza San Marco. Il complesso monumentale della piazza veneziana viene invece giudicato da TripAdvisor come uno "tra i pi&ugrave; belli al mondo per la sua architettura; per non parlare della sua antica torre-orologio, fra le pi&ugrave; popolari in Europa". Commenta un turista di TripAdvisor: "Proprio nelle ore serali San Marco, con il sottofondo musicale che arriva in piazza dai diversi caffè, è la cornice ideale per potervi ritagliare un angolo magico tutto per voi due". 
Nono posto in classifica per il Ponte Carlo, di Praga (Repubblica Ceca), datato XIII secolo.
Decimo posto, l'Hampstead Heath, parco a qualche chilometro a nord-est di Londra: boschi, stagni e natura selvaggia per tre chilometri di estensione.
TripAdvisor suggerisce anche i dieci migliori alberghi per rapporto qualità-prezzo. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma s'innamora di Darwin Una straordinaria mostra al Palazzo delle esposizioni fino al prossimo 3 maggio. Ricostruiti tutti gli ambienti darwiniani, anche in forma spettacolare, per omaggiare uno degli scienziati moderni pi&ugrave; "rivoluzionari". ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1099</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Fino al prossimo 3 maggio Roma rende omaggio, a 200 anni dalla nascita, al celebre naturalista inglese Charles Darwin. Al Palazzo delle esposizioni è in corso una splendida mostra che si basa sull'esposizione organizzata dall'American Museum of Natural History di New York in collaborazione con il Museum of Science di Boston, The Field Museum di Chicago, il Royal Ontario Museum di Toronto e il Natural History Museum di Londra, integrata con due sezioni inedite, dedicate rispettivamente al darwinismo in Italia e all'origine dell'uomo.
Un'importante rassegna scientifica, forse la pi&ugrave; esaustiva realizzata sul naturalista inglese, che con le sue idee rivoluzion&ograve; il mondo. Darwin fu il primo che non si limit&ograve; soltanto a riconoscere il fatto empirico dell'evoluzione, ma a delinearne una spiegazione coerente che ancora oggi rappresenta il cuore degli studi evoluzionistici. La teoria dell'evoluzione di Darwin costituisce il fondamento di tutta la biologia moderna. Ci permette di decifrare i nostri geni e di combattere i virus, di comprendere le testimonianze fossili e la ricchezza della biodiversità sulla Terra.
Prima di lui, le specie erano considerate separate e immutabili sin dalla loro creazione. Si pensava che la Terra fosse "giovane" che avesse forse soltanto seimila anni di vita e che non fosse trascorso abbastanza tempo per permettere alle specie di evolversi. Gli esseri umani erano considerati al di sopra e al di fuori della natura in virt&ugrave; di facoltà ritenute eccezionali e uniche.
Ma è soprattutto la biografia avventurosa dello scienziato ad offrire lo spunto alla mostra per raccontare la nascita di un'idea rivoluzionaria. Classificando il periodo esistenziale dello scienziato, la mostra intreccia i linguaggi della storia, della narrazione, del naturalismo, della filosofia della scienza e delle ricerche sperimentali contemporanee. Ogni passaggio della vita di Darwin diventa una sezione dell'esposizione.
Cos&igrave; si parte dalla nascita di Darwin in un'agiata famiglia borghese di Shrewsbury. Quinto di sei figli - il padre è un medico affermato, il nonno è il naturalista e filosofo Erasmus Darwin - fu allevato dalle sorelle maggiori e dalle domestiche per la prematura morte della madre. Crebbe nel benessere, dedicandosi soprattutto alle battute di caccia nelle campagne inglesi ma anche all'osservazione costante della natura. Si iscrisse alla facoltà di medicina, pensando di seguire le orme del padre, ma affascinato dagli studi sugli animali, la abbandon&ograve; e venne orientato dal padre alla carriera ecclesiastica, che gli avrebbe anche permesso di appagare il suo crescente interesse per la storia naturale. 
Questa prima parte della mostra offre l'immersione iniziale nelle caratteristiche di questo periodo, un'ambientazione fatta di illustrazioni naturalistiche e di installazioni di scheletri di animali, che rappresentano la visione composta e senza tempo della natura in età vittoriana. Grazie a oggetti dell'epoca, a lettere di giovent&ugrave;, a copie delle specie collezionate, ai disegni della giovinezza ripresi in fotografie d'archivio, a immagini dei taccuini, dei manoscritti e degli ambienti di vita, si ripercorre la storia di come Darwin crebbe e di come avvenne la sua trasformazione da studente indifferente a promettente naturalista ossessionato dai coleotteri e incuriosito da alcune nuove teorie sulla "trasformazione" delle specie.
La seconda sezione espositiva, centrale della mostra, è invece incentrata sul celebre viaggio di cinque anni intorno al mondo. E' la pi&ugrave; spettacolare ed emozionante. 
Racconta del viaggio intorno al mondo su un brigantino per rilevazioni scientifiche. Pur afflitto dal mal di mare, Darwin trascorse la maggior parte del tempo studiando le caratteristiche geologiche dei luoghi visitati e analizzando gli animali e le piante che vivevano in queste zone, in particolare in Sud America, sulle isole Galapagos e sulle isole dell'Oceano Pacifico. Raccolse esseri viventi e innumerevoli campioni, dissotterr&ograve; fossili e trascrisse su taccuini da campo le sue annotazioni. Al ritorno riordin&ograve; il suo diario di viaggio, che divenne la base del fortunato "Diario delle Ricerche" del 1839, ora conosciuto come il "Viaggio di un naturalista intorno al mondo". Ma anche "La zoologia del viaggio del Beagle".
Si sofferm&ograve; in particolare sulla quantità delle specie, sulle somiglianze e sulle differenze tra esseri distribuiti in territori differenti, sugli adattamenti all'ambiente. Cominci&ograve; a maturare la teoria di come fosse possibile la nascita di nuove specie partendo da cause naturali osservabili. Approfond&igrave; le ricerche intervistando soprattutto allevatori, approfondendo le tecniche per ottenere varietà diverse di piante e di animali. Lentamente arriv&ograve; alla conclusione che gli esseri viventi fossero infinitamente variabili. Pensava alla storia della vita non come a una serie di progenie indipendenti, in qualche modo costrette a progredire dalle monadi alle scimmie. Al contrario, Darwin concepiva la vita come un unico albero genealogico ramificato. Le somiglianze tra le diverse forme di vita dovevano dunque provenire da un antenato comune. Le sue speculazioni iniziali e i primi abbozzi teorici furono raccolti, dal 1836 al 1844, in una serie di taccuini simili a quelli compilati durante il viaggio a bordo del Beagle: i "Taccuini della trasmutazione".
La mostra offre al visitatore, in questa sezione, molti documenti inediti, tra i quali figurano appunti e lettere che Darwin sped&igrave; ai suoi amici e alla famiglia. In essi scopriamo che il naturalista inglese già durante il viaggio abbandon&ograve; le vecchie convinzioni fissiste e divenne un convinto trasformazionista. Gli animali vivi sono i protagonisti centrali della sezione: iguane verdi, armadilli e tartarughe. Il visitatore pu&ograve; ripercorrere in prima persona il viaggio di Darwin, attraversando gli ecosistemi e i paesaggi meravigliosi che incontr&ograve;, dalla sontuosa foresta pluviale alle distese della Patagonia, dalle asprezze della Terra del Fuoco all'incanto naturalistico delle Galpagos. Pu&ograve; seguirlo alla scoperta di fossili di mammiferi giganti ora estinti, di foreste pietrificate e di specie uniche al mondo che lo affascinarono: i nand&ugrave;; gli orsi giocolieri; gli armadilli (compresa l'eccezionale ricostruzione di un gliptodonte gigante, un animale estinto simile all'armadillo ma grande come un rinoceronte); le tartarughe giganti di terra delle Galpagos, con i loro carapaci dalle svariate forme, che si adattarono alla vita delle differenti isole; i fringuelli; le iguane marine e di terra delle Galpagos; i colibr&igrave;; i pinguini; le sule dai piedi azzurri; gli uccelli mimi e tanti altri esseri viventi che diedero ispirazione alla prima formulazione della teoria dell'evoluzione.
Le altre sezioni raccontano il Darwin pi&ugrave; maturo. Ad esempio il suo incontro con il pensiero di Malthus, teorico della scarsità di risorse conseguenti all'incremento demografico incontrollato. Su questo punto Darwin comprese che la soluzione era da ricercarsi nella differenza tra gli esseri viventi che sopravvivono e si riproducono, e quelli che invece non ce la fanno. Denomin&ograve; questa serie di cause variabili "selezione naturale", perch&eacute; ricordava l'attività degli allevatori che scelgono quali individui far riprodurre, ottenendo cos&igrave; nel tempo variazioni marcate nelle forme e nei comportamenti grazie alla propagazione dei caratteri favorevoli. Insomma l'eredità dei caratteri riveste un ruolo basilare. La progenie assomiglia ai genitori e solo chi sopravvive trasmette alla prole la propria forma e le proprie abilità. Le caratteristiche favorevoli alla sopravvivenza vengono trasmesse alla prole e si moltiplicano, mentre diminuiscono quelle degli individui che non sopravvivono tanto a lungo da riprodursi. 
Il suo merito fu di pensare per la prima volta in termini di popolazioni di individui biologici portatori di differenze, e non pi&ugrave; in termini di tipi ideali come avevano fatto molti studiosi prima di lui. 
Identific&ograve; poi un altro meccanismo per mezzo del quale alcuni individui potevano generare pi&ugrave; discendenti di altri: la selezione sessuale. Questa teoria spiega perch&eacute; in molte specie il maschio presenti colori molto vivaci, o parti del corpo atte esclusivamente ad attrarre le femmine o a competere con gli altri maschi. I maschi che sconfiggono i rivali, o che vengono scelti dalle femmine per la riproduzione, generano pi&ugrave; discendenti e quindi le generazioni successive somiglieranno loro di pi&ugrave;, rispetto a coloro che si riproducono meno sovente. 
La mostra offre notizie biografiche e spunti scientifici. Nel 1839 Charles spos&ograve; sua cugina Emma Wedgwood. Ebbero dieci figli Darwin conquist&ograve; subito una fama notevole come geologo, zoologo e viaggiatore, grazie ai suoi diari e ad alcuni articoli innovativi di geologia. Il suo studio sistematico sui cirripedi, che gli cost&ograve; ben otto anni di lavoro, pubblicato tra il 1851 e il 1854, lo fece diventare una vera e propria autorità nel campo della tassonomia e della distribuzione della flora e della fauna. 
"L'origine delle specie", uno dei libri pi&ugrave; importanti del mondo scientifico, fu pubblicato il 24 novembre 1859. E' il leit-motiv dell'esposizione romana. Tuttavia il riconoscimento ufficiale della validità della selezione naturale dovette attendere gli anni trenta del novecento, quando si assistette alla sintesi tra la teoria darwiniana e la genetica mendeliana, raffinata dai genetisti di popolazione.
Proprio su questo punto, una sezione proietta il visitatore dal 1882, anno della morte di Darwin, direttamente al 2009 e presenta in modo comprensibile e chiaro le conoscenze sull'evoluzione di oggi. Le prove che colpirono l'attenzione di Darwin (le relazioni biogeografiche, i dati paleontologici, gli organi vestigiali, le strette somiglianze nelle prime fasi di sviluppo embrionale, le omologie strutturali fra gli animali, la coevoluzione fra specie) sono illustrate in chiave moderna. Le evidenze dell'evoluzione e dei suoi meccanismi sono infatti talmente numerose oggi da coinvolgere tutte le scienze che si occupano del vivente. Osservando i tempi e i modi dell'evoluzione, il visitatore approfondisce le sue conoscenze sul meccanismo di selezione naturale e sugli altri fattori di cambiamento presenti in natura, scoprendone le vaste applicazioni attuali nei campi della biologia evolutiva, dell'embriologia, della genomica, delle ricostruzioni filogenetiche, dell'antropologia fisica.
La teoria dell'evoluzione di Darwin - si legge in uno dei testi che accompagnano l'esposizione - si fonda su tre elementi o requisiti principali: la variazione, l'ereditarietà e la selezione. Se ogni singola forma di vita è unica, fatto che nessuno pu&ograve; negare, e tali peculiarità possono costituire una differenza nel determinare quali individui vivranno e si riprodurranno e quali no, e se queste differenze possono essere ereditate dalla progenie, allora le generazioni future discenderanno da coloro che sono stati cos&igrave; fortunati da sopravvivere grazie alle loro differenze. Darwin riusc&igrave; in questo modo a spiegare per la prima volta in modo coerente e unitario una quantità di evidenze molto diverse fra loro, come la successione dei fossili nei reperti geologici, la distribuzione geografica delle forme di vita, le somiglianze negli stadi embrionali precoci, le omologie strutturali, gli organi vestigiali, le relazioni tassonomiche osservate nel mondo vivente.
Darwin ha pubblicato opere fondamentali su numerose materie. Sugli espedienti con cui le orchidee sono fecondate dagli insetti (1862), sui movimenti e le abitudini delle piante rampicanti (1865), sulla variazione degli animali e delle piante sotto addomesticamento (1868), sulle piante insettivore (1875), sugli effetti della fecondazione nel regno vegetale (1876), sulle differenti forme dei fiori o delle piante della stessa specie (1877), sul potere del movimento nelle piante (1880). Persino nel suo piccolo e ultimo libro, "La formazione del terriccio vegetale per l'azione dei lombrichi" (1881), Darwin diede un contributo scientifico significativo, rivelando la straordinaria complessità e importanza di un processo naturale di accumulazione graduale di cambiamenti, che nessuno pareva aver intuito prima e che era sempre stato "sotto i piedi di tutti".
Darwin è sepolto nell'Abbazia di Westminster accanto a Isaac Newton.
Da segnalare, infine, la sezione integrativa "Charles Darwin e l'Italia". Niles Eldredge ritiene che il fatto che Darwin abbia casualmente conosciuto le teorie del geologo Giovanbattista Brocchi, tramite la lettura dei "Principles of Geology" di Charles Lyell dove erano citate, sia stato un fattore fondamentale per la nascita delle sue prime idee sull'evoluzione (la connessione fra Darwin e Brocchi viene illustrata nella sezione "In viaggio intorno al mondo"). Il nostro Paese è stato fortemente coinvolto nella rivoluzione darwiniana grazie ad alcune scuole locali molto attive e all'avanguardia. Gli scienziati italiani compaiono quindi spesso nella sterminata corrispondenza epistolare di Darwin e hanno offerto in molti casi spunti di ricerca estremamente fecondi. Sono esposti qui diversi documenti originali, principalmente provenienti dalla Biblioteca dell'Università di Cambridge, soprattutto lettere spedite e ricevute da Darwin nelle sue corrispondenze con Federico Delpino, Paolo Mantegazza, Giovanni Canestrini, Anton Dohrn, e altri studiosi.
L'esposizione è a cura di Niles Eldredge (responsabile della divisione invertebrati dell'American Museum of Natural History di New York, fra i maggiori evoluzionisti contemporanei), Ian Tattersall (tra i massimi esperti al mondo di evoluzione umana e direttore della Hall of Human Evolution presso l'American Museum of Natural History) e Telmo Pievani (associato di Filosofia della scienza presso l'Università di Milano Bicocca, filosofo della biologia ed esperto di teoria dell'evoluzione).
Dopo Roma, la mostra sarà a Milano, alla Rotonda della Besana dal 4 giugno e a Bari, al Castello Svevo, da novembre. 
Darwin ci ha lasciato "13 milioni di parole, tra taccuini, lettere, libri - spiegano i curatori della rassegna. "Per cui è stato facile ricostruire la sua avventura". 
Per informazioni sugli eventi dell'anno darwiniano 2009, consultare il sito www.darwin2009.it.




La curiosità
Darwin vide per la prima volta nel 1862 una splendida orchidea del Madagascar, l'Angraecum sesquipedale. La sua lunga bocca verde contiene il nettare, il liquido dolce che attira gli impollinatori, ma solamente sulla punta estrema. Scrisse Darwin: "Quale insetto riuscirà mai a succhiarne il nettare?". Previde allora che il Madagascar fosse la patria di un insetto con un lungo tubo per l'alimentazione o una qualche proboscide. Gli entomologi erano assai dubbiosi: nessun insetto simile era mai stato trovato in quella regione.
Pi&ugrave; di 40 anni dopo la sua morte, l'intuizione di Darwin fu confermata: in Madagascar un naturalista scopr&igrave; una falena falco gigante, che ronza come il colibr&igrave; mentre la sua lunga spirotromba, simile a una frusta, raggiunge il nettare all'interno della pianta. Il nome scientifico della falena, Xanthopan morganii praedicta, è stato scelto in onore della previsione dello scienziato inglese che non la vide mai, ma che con la sua teoria era stato in grado di prevederne l'esistenza.


Gli eventi
In occasione della mostra "Darwin 1809 - 2009" il Palazzo delle Esposizioni ha invitato ospiti d'eccezione per rispondere alle domande e alle molte curiosità che la scoperta pi&ugrave; incredibile dell'epoca moderna stimola ancora oggi. Un omaggio all'uomo e allo scienziato che ha cambiato per sempre la visione della natura e il posto dell'uomo nel mondo. Ogni settimana un appuntamento straordinario, a ingresso libero, per raccontare al pubblico i misteri dell'evoluzione. 


12 febbraio ore 21.00
Patrizio Roversi, Evoluti per Caso - Sulle tracce di Darwin 
conferenza-spettacolo con Gabriele Gentile, Telmo Pievani, Valerio Sbordoni
La conferenza-spettacolo prende avvio dal racconto televisivo "Evoluti per Caso - Sulle tracce di Darwin", un programma di enorme successo, dove il presentatore Roversi, accompagnato da Syusy Blady, coniuga precisione scientifica delle informazioni e divertimento, riuscendo a portare la scienza in prima serata, grazie anche all'aiuto di professori provenienti dalle pi&ugrave; importanti università italiane. Darwin impieg&ograve; tre anni per circumnavigare l'America del Sud col Beagle. Quella fu la parte pi&ugrave; importante del suo viaggio per la varietà e la ricchezza degli studi e delle osservazioni che riusc&igrave; a compiere. Dopo quell'esperienza di vita e di studio (era poco pi&ugrave; che ventenne), Darwin scrisse il "Viaggio di un naturalista intorno al mondo". La barca di "Evoluti per Caso", Adriatica, ha ripercorso la stessa rotta: in tutto 12 tappe, dalle Gal&aacute;pagos fino al Brasile, con a bordo numerosi scienziati italiani. 



13 febbraio ore 21.00
Il viaggio perduto di Darwin - proiezione in anteprima a cura di National Geographic Channel
Nei luoghi pi&ugrave; selvaggi della terra e su uno sfondo di straordinarie immagini aeree, terrestri e subacquee, il guru dell'EVO-DEVO (acronimo della nuova disciplina che unisce due approcci sperimentali: la biologia evoluzionistica e quella dello sviluppo: evolutionary developmental biology), Armand Leroi ci conduce in un indimenticabile viaggio che ripercorre le avventure e gli stimoli che ispirarono gli studi rivoluzionari di Darwin sfociati ne "L'origine delle specie". &Egrave; la storia che non abbiamo mai sentito. Nonostante avesse girato il mondo a bordo del Beagle per cinque anni, Darwin pass&ograve; solo cinque settimane nelle celebri Galapagos. Cosa avvenne allora? Cosa spinse il grande scienziato a creare una teoria cos&igrave; radicale e che 150 anni dopo è ancora molto dibattuta? 



18 febbraio ore 18.30 
Lella Costa legge Preghiera darwiniana di Michele Luzzatto 
L'interprete pi&ugrave; sensibile della scena italiana legge "Preghiera darwiniana" di Michele Luzzatto, saggio-monologo edito nel 2008 che si inserisce nel dibattito sull'evoluzione, nell'ambito del quale i darwinisti sono a volte accusati di amoralità, se non di empietà. L'autore suggerisce al contrario un parallelo tra il naturalista inglese e le figure di Giacobbe e di Giobbe. In questo contesto, paradossalmente, si rovescia la prospettiva e avviene che chi si scaglia contro Darwin finisce col trovarsi piuttosto distante da Dio. 



25 febbraio ore 18.30
Giulio Barsanti, Bisogna mettere l'uomo in camicia (florilegio antropologico)
intervengono Barbara Continenza e Carmela Morabito 
L'uomo e altre scimmie nelle riflessioni, gli sberleffi e le allucinazioni di letterati, filosofi e naturalisti. Nel '500 fu concepita l'idea di mettere l'uomo "in camicia", ovvero di farlo scendere dal piedistallo su cui s'era collocato atteggiandosi a signore dell'universo. Attraverso suggestive pagine di Lucrezio, Plinio, Cyrano de Bergerac, Carlo Linneo, Diderot, Casanova, Leopardi, Charles Darwin, Edgar Allan Poe, Flaubert, Mark Twain, Primo Levi, Italo Calvino e molti altri, l'autore ripercorre le tappe dell'antropologia, toccando le delicate questioni del posto dell'uomo nella natura. 



4 marzo ore 18.30
Enrico Alleva, Gli animali urbani
introduce Marco Cattaneo
Uno dei maggiori studiosi di comportamento animale, Presidente della Società di Etologi, cercherà di dimostrare che, sapendoli osservare, in città sono presenti e frequenti animali come volpi, falchi migratori o sedentari, decine di specie di pipistrelli. E che un appartamento ospita insetti e ragni in grande varietà. La città appare ambiente inospitale. Sapendo attrarre farfalle e coloratissimi insetti sui balconi e appassionandosi alle tecniche di foraggiamento per affamati uccelli migratori si scorge attorno a noi una vita animale appassionante e misteriosa. Le specie commensali (cornacchie, gabbiani, ratti, topi) si cibano dei nostri rifiuti: saperli osservare è arte darwiniana alla portata di tutti. 



11 marzo ore 18.30
Giorgio Manzi, L'evoluzione umana, una storia al plurale
Una straordinaria lezione del paleoantropologo Giorgio Manzi sul nostro passato remoto: dalle scimmie antropomorfe al Neanderthal, dalla Rift Valley alla progressiva, inesorabile conquista di tutto il globo. Un percorso evolutivo caratterizzato dal succedersi, dall'affiancarsi e dal sovrapporsi di forme umane differenti. Una storia davvero al plurale. 



18 marzo ore 18.30
Elisabetta Visalberghi, Scimmie: uno (s)comodo specchio
Le scimmie suscitano spesso inquietudine e impressioni contrastanti. Sono animali simili a noi e, al tempo stesso, molto diversi. La teoria darwiniana ha comportato un radicale cambiamento della relazione fra l'uomo e gli altri animali e la filogenesi comune continua a stimolare interrogativi sull'identità dell'uomo. Un tipico modo per distinguere tra noi e gli altri animali è attribuirci capacità uniche che le altre specie non possono avere perch&eacute; meno intelligenti. L'uso di strumenti è un caso paradigmatico di questo atteggiamento e Elisabetta Visalberghi si soffermerà proprio sulla recente scoperta (dell' Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR) di una popolazione selvatica di cebi che abitualmente usa incudini e pietre per rompere noci dal guscio duro. 



25 marzo ore 18.30
Alessandra Attanasio ed Emanuele Coco, I molti modi di essere darwiniani
L'Uomo è naturale per cultura: la natura degli umani è plasmata dalla storia, sia nella sua dotazione biologica che mentale, in un processo, come dice G.M. Edelman, di &laquo;annidamento di valori&raquo;. Ma anche culturale per natura: la cultura è un fenomeno naturale emerso pienamente nell'animale umano e abbozzato negli animali non-umani o, come dice S.J. Gould, un &laquo;glorioso accidente della storia&raquo;. Natura e cultura, due aspetti cruciali della specificità umana, a confronto nella conversazione tra una filosofa e uno spettatore di Shakespeare. 



1 aprile ore 18.30
David Kohn, Il Darwin che non ti aspetti
introduce Giorgio Narducci
David Kohn, storico della scienza tra i pi&ugrave; conosciuti a livello internazionale, ci conduce in un affascinante percorso lungo le tappe della costruzione della teoria dell'evoluzione per selezione naturale, con appassionanti scorci sulle vicende umane del grande scienziato. 



8 aprile ore 18.30
Olga Rickards e Gianfranco Biondi, Il codice Darwin
Due antropologi di punta della comunità scientifica italiana aggiornano il quadro complesso e affascinante delle ricerche e delle controversie sulle nostre origini, in un intervento in cui antropologia fisica e molecolare concorrono a offrire un'esauriente ricostruzione della nostra storia naturale, confermando le intuizioni darwiniane sulla teoria dell'evoluzione. Una visione naturalistica delle origini della specie umana da cui si evince, in un sorprendente finale, che, in base a una lettura attenta dei dati genetici comparati, i nostri parenti pi&ugrave; prossimi, scimpanz&eacute; e gorilla, forse appartengono addirittura al nostro stesso genere Homo. 



15 aprile ore 18.30
Orlando Franceschelli e Mario De Caro, La natura dopo Darwin
Chi ha paura di Darwin? E chi ha paura della natura? Alla discussione di questi dilemmi antichi, che ritornano con urgenza nella filosofia contemporanea, è dedicato questo dialogo tra filosofi, che ripercorre il cammino che dalla scoperta della natura da parte della nascente filosofia greca conduce alla rinascita moderna della prospettiva che il mondo e l'uomo siano frutto di processi soltanto naturali e non di una creazione divina. Darwin rappresenta lo snodo decisivo di questo evento epocale e della naturalizzazione della stessa mente dell'uomo che lo porta a compimento. 



22 aprile ore 18.30
Guido Barbujani, Sono razzista, ma sto cercando di smettere
Interviene Patrizio Roversi
A partire dall'antico appellativo di barbaro, per definire l'altro da s&eacute;, l'uomo si è sempre interessato alla distinzione delle razze. Il concetto è per&ograve; contraddittorio, tanto che i cataloghi razziali proposti negli ultimi tre secoli comprendono un numero variabile di categorie che va da due a duecento. Grazie alla genetica abbiamo capito il perch&eacute;: le differenze biologiche nella nostra specie non permettono di individuare gruppi omogenei (vale a dire gli insiemi che in altre specie animali chiamiamo razze). Per questo motivo il termine razza è praticamente scomparso dalla terminologia scientifica, sia in antropologia biologica che in genetica umana. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Rapitori mascherati da Berlusconi e Dell'Utri (11 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1098</link>
<description><![CDATA[ TORINO - Niente attinenze politiche. E nemmeno esigenze carnascialesche. I due fratelli siciliani Michele e Matteo Manganaro, di 45 e 46 anni, in trasferta da Catania a Torino, hanno pensato di utilizzare le maschere nientemeno di Silvio Berlusconi e del corregionale Marcello Dell'Utri semplicemente per rapinare una banca con il volto coperto. Chissà, forse per la superesposizione mediatica del premier, hanno ritenuto di passare inosservati. Ma è andata loro male. 
Introdottisi nell'istituto di credito dal lato posteriore dopo avere segato alcune sbarre, hanno fatto incetta di euro. Dopo averne accaparrati circa 70 mila, sono stati fermati dai carabinieri del Comando provinciale di Torino coordinati dal colonnello Antonio De Vita all'uscita da una porta posteriore dell'istituto. Con loro sembra ci fosse almeno un complice, non si sa se mascherato o meno, il quale è per&ograve; riuscito a fuggire. 
L'originale vicenda è avvenuta intorno alle 16.30 nella filiale Unicredit in via Pollenzo del capoluogo piemontese.
A tradire i due "figuranti" il fatto che un'impiegata fosse rimasta nel bagno dell'istituto. Da qui, attraverso un telefono cellulare, avrebbe dato l'allarme al 112, facendo quindi intervenire i militari.
Ma l'operazione delle forze dell'ordine non è stata delle pi&ugrave; facili. Uno dei malviventi, quando è giunta la prima pattuglia di militari, forse esaltato dal ruolo conferitogli dalla maschera ha avuto uno scatto d'orgoglio e ha ingaggiato una colluttazione con un carabiniere. La cosa stava finendo male, dal momento che uno dei malviventi ha pensato bene di estrarre una pistola dallo zaino e di puntarla alla testa del militare, urlandogli pesanti minacce. Ma il tutore dell'ordine non s'è perso d'animo e, dopo avergli strappato l'arma, lo ha bloccato. Un secondo militare è riuscito a fermare e ad ammanettare Michele Manganaro, che nel frattempo aveva cercato di fuggire.
A rendere ancora pi&ugrave; stravagante l'episodio, la consegna ai carabinieri di un cd con le immagini dei due movimentati arresti da parte di un abitante della zona. Evidentemente attratto dalle inclinazioni teatrali dei due malviventi-attori. ]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Industria: -12,2% a dicembre E' il calo pi&ugrave; ampio da gennaio 1991. Male mezzi di trasporto (-31,5%), lavorazione di minerali non metalliferi (-25,3%), gomma e materie plastiche (-25,2%) e produzione di metallo (-22,4%). ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1093</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Crolla la produzione industriale a dicembre. Meno 12,2% rispetto allo stesso mese del 2007 (-4,3% la media del 2008) e meno 2,5% su novembre 2008. Lo comunica l'Istat. Ma siccome dicembre 2008 ha avuto un giorno in pi&ugrave; rispetto a dicembre dell'anno prima - 20 giorni rispetto a 19 - l'indice della produzione corretto per giorni lavorativi ha registrato una diminuzione tendenziale del 14,3%, il calo pi&ugrave; ampio da gennaio 1991.
L'indice della produzione industriale corretto per giorni lavorativi ha segnato a dicembre variazioni negative per tutti i raggruppamenti principali di industrie rispetto al dicembre dello scorso anno: meno 20,4% per i beni intermedi, meno 18% per i beni strumentali, meno 9,8% per l'energia e meno 7,1% per i beni di consumo (meno 13,2 % per i beni durevoli, meno 5,5% per i non durevoli).
Anche nel confronto tra la media dell'anno 2008 e quella dell'anno precedente, le variazioni sono risultate negative: meno 5,9% per i beni intermedi, meno 5,2% per i beni strumentali, meno 2,7% per i beni di consumo (meno 5,0% per i beni durevoli, meno 2,1% per i beni non durevoli) e meno 1,9% per l'energia.
A livello di settori, l'indice ha segnato le variazioni pi&ugrave; marcate nei settori dei mezzi di trasporto (-31,5%), della lavorazione di minerali non metalliferi (-25,3%), della gomma e materie plastiche (-25,2%) e della produzione di metallo e prodotti in metallo (-22,4%). Su base mensile, si registrano variazioni negative per tutti i settori ad eccezione delle industrie alimentari e delle bevande (stabili), delle altre industrie manifatturiere (+0,4%) e delle raffinerie di petrolio (+0,9%). I cali congiunturali pi&ugrave; ampi riguardano la produzione di mezzi di trasporto (-6,7%) e la lavorazione di minerali non metalliferi (-6,6).
Nel confronto tra la media dell'intero 2008 e quella del 2007, le diminuzioni pi&ugrave; ampie hanno riguardato i comparti delle pelli e calzature (meno 10,2%), del legno e prodotti in legno (meno 9,8%) e dell'estrazione di minerali (meno 9,3%).






(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Addio "Cachaito" del Buena vista social club (10 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1090</link>
<description><![CDATA[ L'AVANA - E' stato uno dei pi&ugrave; importanti musicisti cubani. Orlando "Cachaito" Lopez, bassista 76enne del gruppo Buena Vista Social Club, è morto a Cuba, nella patria del ritmo, a seguito di un intervento alla prostata. Il musicista era da tempo ricoverato in un ospedale dell'Avana. Ha guadagnato l'attenzione internazionale soprattutto con la sua partecipazione a tutte le registrazioni di "Buena Vista Social Club", film documentario del 1999 diretto da Wim Wenders. Con lui i colleghi, anche loro scomparsi, Ibrahim Ferrer, Ruben Gonzalez e Company Segundo.
Erede di una famiglia di artisti affermati (leggenda vuole che nella sua famiglia ci siano stati trenta musicisti), "Cachaito" era considerato uno dei migliori bassisti cubani, figlio di Oreste e soprattutto nipote del leggendario Israel "Cachao" Lopez (da cui il soprannome), innovatore della musica mambo
Ha iniziato a suonare giovanissimo diversi strumenti, tra cui violino, violoncello e contrabbasso, quest'ultimo su suggerimento del nonno. Ad undici anni già faceva parte di un'orchestra gestita dalla zia. A 13 anni ha composto il primo pezzo, "Danzon Isora Infantil". A soli 17 anni è stato tra i promotori della "descarga" stile musicale che costituisce un incontro tra l'improvvisazione jazz e i ritmi afro-cubano. Dopo molteplici esperienze, incentrate soprattutto sulle contaminazioni (classica, folk cubano, musica africana, bolero, mambo e influenze jazz) nel 1960 è diventato bassista della National Symphony.
Abile sperimentatore, appassionato di jazz, lascia in eredità brani eccelsi che hanno saputo anticipare i tempi. 
Ricchissima la discografia. La raccolta pi&ugrave; celebre è naturalmente quella del "Buena Vista Social Club" (giugno 1997, World Circuit Records). Del 2001 è "Orlando Cachaito Lopez", sempre per World Circuit Records, considerato uno dei suoi capolavori.






















(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il romano del Tibet  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1089</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Di giallorosso ha spesso la veste. E ora anche la cittadinanza onoraria. Yeshe Tenzin Gyatso, 73 anni, il quattordicesimo Dalai Lama e premio Nobel per la pace nel 1989, è a Roma per diventare cittadino onorario della città eterna. La decisione di conferirgli la massima onoreficenza è stata adottata nello scorso settembre dal consiglio comunale con una mozione approvata a stragrande maggioranza, motivata dal "suo impegno internazionale per trovare una soluzione pacifica per il Tibet e per aver diffuso il principio della riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra i popoli". La cerimonia del conferimento della cittadinanza sarà trasmessa in diretta e proiettata su uno schermo gigante installato in piazza del Campidoglio. Il sindaco Alemanno ha voluto fortemente questo incontro, sottolineando come l'atto "riconosce una tradizione culturale millenaria, il diritto di un popolo che oggi non trova riconoscimento e l'apprezzamento per un atteggiamento ispirato alla non violenza e che evita forme conflittuali". Il Dalai Lama, apparso in buona forma dopo il ricovero dei giorni scorsi a New Delhi, incontrerà 120 parlamentari per il Tibet, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, e parteciperà ad una seduta straordinaria del consiglio comunale. I suoi impegni proseguiranno a Venezia e a Baden Baden, in Germania, per ricevere l'ennesimo premio.  Giunto all'aeroporto di Fiumicino con altri 13 monaci a bordo di un aereo messo a disposizione da Laura Gancia, signora dello spumante e sua amica personale, ha baciato una sciarpa bianca, secondo tradizione, quindi è stato accompagnato all'hotel Esedra di Roma, dove è solito alloggiare. Presente anche il suo rappresentante in Europa, Tseten Chhoekyapa. "Questa onorificenza ha un valore estremamente importante per me e perci&ograve; per tutto il popolo tibetano. Diventare cittadino romano, infatti, significa anche diventare cittadino europeo. E questo significherà a sua volta che l'attenzione in Europa sul dramma del Tibet e dei tibetani sarà ancora pi&ugrave; forte e viva - ha detto il capo spirituale. "L&acute;Italia pu&ograve; fare molto per i diritti umani. L&acute;importante è che dentro ognuno si sviluppi consapevolezza e compassione: se tutti si impegnassero per i diritti umani, il mondo sarebbe diverso. Ci sono sempre pi&ugrave; persone sinceramente preoccupate per i diritti umani, la libertà, i problemi ambientali e nello stesso tempo c&acute;è una mancanza di valori umani - ha proseguito Yeshe Tenzin Gyatso. Non risparmia frecciate alla Cina: "Posso solo dire - spiega - che se la popolazione cinese sapesse veramente cosa i burocrati dalle menti ristrette ci hanno fatto e ci stanno facendo, se conoscessero la verità sulla nostra situazione, su questo tentativo di eliminare l&acute;identità e le differenze, sarebbe tutta assolutamente dalla nostra parte". L'esilio ha per&ograve; "un aspetto positivo", permettendogli "di fare molti incontri, di girare il mondo, di portare ovunque il messaggio di pace". Il Dalai Lama è intervenuto anche sul dibattito sul caso di Eluana Englaro, rispondendo ad una prevedibile domanda posta nell'occasione da Sky. Il maestro spirituale si dice contrario all'eutanasia ma non sempre: "Dovremmo evitarla ma in casi particolari si potrebbero fare delle eccezioni",. E sul caso Englaro: "Se veramente non c'è alcuna possibilità di guarigione, mantenere quello status è molto costoso e le famiglie soffrono, allora si potrebbe agire. In generale se pure una persona non cammina pi&ugrave; ma il suo corpo e il suo cervello sono ancora presenti allora è meglio tenere una persona in vita, ma si possono fare eccezioni". Le ultime visite del Dalai Lama a Roma erano avvenute il 14 ottobre 2006, quando aveva ricevuto dall'università Roma Tre la laurea honoris causa in biologia, come riconoscimento per il suo impegno per le scienze neurobiologiche e a dicembre 2007, in occasione dell'apertura dell'VIII summit mondiale dei premi Nobel per la pace. In quell'occasione, causa la concomitanza con la crisi cino-tibetana, i mancati incontri con Papa Benedetto XVI e con il presidente del Consiglio Romano Prodi accese molte critiche, ipotizzando timori per incidenti diplomatici con la Cina. Storia travagliata quella di Tenzin Gyatso. All'età di due anni venne riconosciuto come reincarnazione del tredicesimo Dalai Lama Thubten Gyatso, quindi ribattezzato Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso, ovvero Sacro Signore, Gloria gentile, Compassionevole, Difensore della fede, Oceano di saggezza. Ma dal 1959, nove anni dopo l'invasione cinese in Tibet, è costretto a risiedere a Dharamsala, nello stato di Himachal Pradesh, nell'India settentrionale. Qui i rifugiati tibetani, 120mila su una popolazione globale di circa sei milioni, hanno costituito il governo tibetano in esilio, costruendo templi impegnandosi per salvaguardare la propria cultura.  Ma il Dalai Lama, che parla correttamente l'inglese, è costretto a girare costantemente il pianeta per sensibilizzare le coscienze sul dramma del suo popolo. Alla sua causa hanno aderito milioni di persone, tra cui molti vip, il pi&ugrave; noto è l'attore Richard Gere. Il 14 maggio 1995 il Dalai Lama ha proclamato Gedhun Choekyi Nyima undicesima reincarnazione del Panchen Lama, ma la Cina ha rapito il bambino, tuttora prigioniero, nominandone un altro come reincarnazione, ingerenza che ha scatenato proteste in tutto il mondo. Il 18 aprile 2005 il Time ha inserito il Dalai Lama tra le 100 personalità pi&ugrave; influenti del pianeta.  (G.C.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Marchi&ograve;: l'educational tour a Falluja (7 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1088</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dalla pacifica scrivania presso l'ufficio stampa della Camera di commercio di Como ad un reportage solitario nella città sunnita di Falluja, una delle pi&ugrave; pericolose dell'Iraq, a 50 chilometri a ovest di Baghdad. Dalle tranquille sponde del lago di Como a quelle insanguinate dell'Eufrate dove si è concentrata la resistenza di Al Qaeda e dei baathisti contro i militari governativi e quelli stranieri. 
E' l'incredibile storia di Luca Marchi&ograve;, 33 anni, giornalista free lance a caccia di immagini e di informazioni ma anche turista occidentale attratto da mete inusuali. Tra curiosità e avventura, coraggio e incoscienza.
In giro senza guida n&eacute; interprete, "armato" di sola macchina fotografica, è stato fermato ieri dalle autorità irachene. Ad accorgersi di lui è stato un militare di guardia a un checkpoint che, probabilmente temendo si trattasse di un aspirante jihadista, l'ha portato in caserma. 
Una storia incredibile finita sul New York Times, che gli ha dedicato un articolo intitolato "Uno strano visitatore a Falluja: un turista occidentale". Secondo il quotidiano americano, la polizia ha individuato il giovane comasco tra i passeggeri di un minibus proveniente da Baghdad, seduto accanto a una donna che vendeva latte fresco e yogurt. Gli agenti, scrive ancora il New York Times, "hanno poi concluso che Marchi&ograve; non era un jihadista italiano e che rappresentava un pericolo solo per se stesso".
Il giovane avventuriero ha raccontato per telefono al New York Times la sua versione: "Sono un turista - ha spiegato. "Volevo vedere le città pi&ugrave; importanti del Paese. Ecco perch&eacute; mi trovo qui. Volevo capire come stanno le cose perch&eacute; non ci sono mai stato prima, e penso che ogni Paese del mondo debba essere visitato".
In effetti il giovane non è nuovo a trasferte "impegnative". Tre anni fa è stato capo-delegazione di un viaggio di pace in fuoristrada dall'Italia al Giappone, attraverso quindici nazioni e ventuno città, fino a Tokamachi. E' stato spesso in Oriente, persino in Afganistan e in Corea del Nord, ed ha scritto un libro sulla Birmania. Insomma, un ragazzo di esperienza. Anche se l'esperienza, si sa, spesso fa accrescere l'eccessiva sicurezza nei propri mezzi.
Cos&igrave;, dell'originale trasferimento in Iraq, Luca non ha fatto parola con nessuno. Non ha avvertito nemmeno i genitori, come ha confermato il padre in queste ore alle agenzie di stampa. Tantomeno le autorità italiane, che ignoravano la presenza del giovane connazionale in quei luoghi teatro di violenze quotidiane. Il New York Times scrive di essere stato il primo ad avvertire l'ambasciata, che ha poi ricostruito il tour del "turista".
Marchi&ograve;, come un inviato di inizio novecento, era approdato da solo in Egitto alcuni giorni fa. Passando poi in Turchia e, via terra, nel nord dell'Iraq, con un visto di dieci giorni. L'italiano sarebbe insomma entrato nel Paese attraverso il confine nord-orientale con l'Iran, ricevendo un semplice lasciapassare da rappresentanti della regione autonoma del Kurdistan iracheno, mentre avrebbe dovuto accedere con un visto rilasciato da un'ambasciata o un consolato iracheni all'estero. 
Il viaggio è quindi proseguito nell'affascinante città di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove un castello di ottomila anni è stato di recente dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Da qui ha preso un taxi che l'ha portato fino a Baghdad, dove s'è fermato all'hotel Coral Palace. Qui ha lasciato senza parole il manager della reception, Bashar Yacoub, che si è imbattuto nel primo turista occidentale dal marzo 2003, data di inizio della guerra con l'invasione americana.
Nonostante le raccomandazioni del personale alberghiero, incuriosito dalla presenza di un occidentale in una città piena di pellegrini islamici, l'italiano ha pagato quaranta dollari per un tour turistico in loco, in compagnia di una guida, Ramez Fa'eq. Il giorno dopo, venerd&igrave; mattina, ha continuato l'escursione turistica, partendo in direzione di Fallujah, ignorando anche questa volta gli avvertimenti dello staff dell'hotel. Poche ore dopo, il signor Yacoub ha ricevuto la chiamata della polizia che lo stava trattenendo in caserma.
"La stavo aspettando - ha raccontato al New York Times. "Ovviamente eravamo molto preoccupati per lui. L'Iraq non è ancora pronto per i turisti. Certo, la sicurezza è molto migliorata. Ma in questo Paese ti puoi aspettare qualunque cosa in qualunque momento".
Il sito della Farnesina "Viaggiaresicuri" definisce l'Iraq un Paese "ad altissimo rischio".
Ora il giovane è in attesa di essere espulso dal Paese. E' trattenuto in queste ore dal ministero degli Interni iracheno, a Baghdad, che domani lo imbarcherà sul primo volo disponibile per Amman, in Giordania.
Il portavoce del ministero degli Interni iracheno, generale Abd al-Karim Khalaf, ha infatti dichiarato che il giovane "si è subito dichiarato giornalista" e che "trovato sprovvisto di visto d'ingresso, sarà rimpatriato il prima possibile". 






(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Fidal: Ioffredi ai vertici della Procura (7 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1086</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Fino al 2012 sarà a capo dell'ufficio della Procura federale nazionale della Fidal, la Federazione nazionale di atletica leggera, cioè dell'organo inquirente di giustizia sportiva dell'atletica italiana. Per l'avvocato Vincenzo Ioffredi, 42 anni, originario di Campobasso, patrocinante in Cassazione, il prestigioso incarico rappresenta l'ennesimo "trofeo" di un'importante carriera. 
Ad essere determinante per l'autorevole investitura è stato il curriculum del legale.
E' nota la sua massima competenza nell'ambito del diritto sportivo, uno dei settori di specializzazione del suo studio romano ai Parioli. Esperienza che il legale ha approfondito anche quale responsabile della Commissione disciplinare nazionale della Federazione ciclistica italiana, ruolo che lo ha fatto finire spesso sotto i riflettori mediatici a causa anche delle delicate inchieste sul doping nel ciclismo.
Ad esempio quando, nel giugno 2007, proprio sotto la presidenza dell'avvocato molisano, la Federciclismo condann&ograve; con due anni di squalifica, cioè con il massimo della pena, il corridore Ivan Basso dopo il suo coinvolgimento nell'operazione Puerto, la pi&ugrave; clamorosa inchiesta spagnola sul doping. Il corridore di Gallarate fu ritenuto responsabile della violazione della normativa antidoping 2.2 del codice Wada.
Un mese dopo, sempre con Ioffredi presidente, la Federazione prosciolse invece Alessandro Petacchi dall'accusa di doping per un'inchiesta sulla tappa di Pinerolo al Giro d'Italia, ritenendo "provata l'assunzione del farmaco salbutamolo a fini terapeutici e per via inalatoria, circostanze queste che non concorrono a integrare la violazione delle vigenti normative antidoping", come si legge nell'istanza.
Oltre che nello sport, l'affermato studio romano dell'avvocato Ioffredi è in prima linea in diversi settori, tra cui quello societario, con una clientela internazionale. Il civilista molisano, tra l'altro, ha fatto parte anche del pool di legali che ha rappresentato l'associazione "San Giuliano di Puglia onlus", costituita dal comitato vittime del terremoto del 2002.
L'incarico ai vertici dell'organo di giustizia della Fidal riguarda un mondo, quello dell'atletica leggera, che continua a rivestire un ruolo primario nello sport italiano.
Le attività ginniche nel nostro Paese costituiscono infatti la disciplina che conta pi&ugrave; appassionati. Secondo un recente rapporto del Censis, oltre 4,3 milioni di persone (25.2% del totale) praticano ginnastica, fitness, aerobica e cultura fisica (pi&ugrave; del calcio, a quota 4,1 milioni e degli sport acquatici, a 3,9 milioni), e oltre tre milioni si esercitano in atletica leggera, footing, jogging e altre attività atletiche. 
All'interno del movimento sportivo federale, dove il ruolo preminente è naturalmente rappresentato dal calcio, l'atletica leggera costituisce un significativo 4.1%, affondando le proprie radici nella tradizione e nella cultura sportiva della popolazione.
Del resto la Fidal, di cui è presidente Franco Arese, grande primatista nei 1.500 metri, è tra le pi&ugrave; prestigiose e antiche federazioni sportive. L'atletica leggera è stata inserita nei giochi olimpici sin dall'edizione del 1896 e l'anno dopo nacque in Italia l'Unione Podistica Torinese che, dopo diverse vicissitudini, ha dato vita alla Fidal in un congresso fiorentino del 1926.
Moltissimi i campioni olimpici tesserati che hanno offerto indimenticabili emozioni. Tra questi: Livio Berruti e Pietro Mennea nei duecento, Venanzio Ortis nei cinquemila, Salvatore Antibo, Alberto Cova e Stefano Mei nei diecimila, Francesco Panetta nei tremila siepi, Gelindo Bordin nella maratona, Maurizio Damilano nella marcia, Adolfo Consolini nel disco, Alessandro Andrei nel peso, Sara Simeoni nel salto in alto.
Oggi la federazione, con un budget complessivo di circa 13 milioni e mezzo di euro per il 2009, si prepara ad affrontare i campionati europei indoor di Torino, il prestigioso Golden Gala, i Giochi del Mediterraneo di Pescara dal 30 giugno al 2 luglio ma anche i campionati europei a squadre che quest'anno avranno luogo a Leiria, in Portogallo, nei giorni 20 e 21 giugno.



(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ SuperCesaroni (7 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1085</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ritorno alla grande su Canale 5 per "I Cesaroni", il romanzo delle avventure della famiglia romana che conferma il proprio irrefrenabile successo anche alla terza edizione. Ma non si parli di "Cesaroni 3" perch&eacute;, sul modello della serialità americana, i produttori evitano di aggiungere un numero per riconoscere la stagione. 
Quasi otto milioni di persone avrebbero seguito la prima puntata (esattamente, secondo l'auditel, 7 milioni e 606 mila spettatori, con share del 27,51%) del programma che, quasi in un'ottica di par condicio, nel 2007 ha vinto il Telegatto e l'anno dopo gli Oscar tv della Rai. Lo show concorrente di Raiuno "Ciak si canta" sarebbe dietro di oltre due milioni di spettatori, fermo a 5 milioni e 354 mila, con share del 20,71%. 
Ispirata alla serie iberica "Los Serrano", la fiction della famiglia Cesaroni, la prima che affronta con distensione il tema della famiglia allargata, si conferma ormai fenomeno di costume. Ne costituisce un significativo esempio l'inserimento, negli itinerari turistici romani, del quartiere della Garbatella. Nel rione simbolo dell'edilizia popolare del ventennio abita la simpatica famigliola, che proprio qui gestisce un bar, la Bottiglieria Garbatella, che nella realtà è l'entrata del mitico Roma club Garbatella in piazza Giovanni da Triora 6.
La ricerca delle location è uno dei tour preferiti dall'esercito di appassionati. In effetti molti siti della finzione scenica corrispondono a luoghi del quartiere, come le scuole di piazza Damiano Sauli. Altri, invece, sono sparsi per Roma: la casa dei Cesaroni è al Pigneto, in via di Villa Serventi 2, dove le riprese hanno stravolto le abitudini dei residenti, abituati alla tranquillità della zona. Il campo della Romulana è in via dei Gordiani, al Prenestino: ma l&igrave; il campo pi&ugrave; citato dalle cronache è quello dei nomadi. Gli interni, invece, sono stati ricostruiti nel pi&ugrave; tranquillo studio Teatro 21 di Cinecittà. 
La romanità, del resto, è una delle chiavi di successo dello sceneggiato. Degno rappresentante ne è il bravo Claudio Amendola, che interpreta Giulio Cesaroni, sul solco dei protagonisti dell'intramontabile commedia all'italiana, ma anche dei cult anni settanta con Tomas Milian o del primo Carlo Verdone. La passione calcistica per la Roma, i tatuaggi con il Colosseo e la Lupa capitolina, l'amore per la cucina capitolina, ad iniziare dalla porchetta, o per il buon vino, l'impegno per una squadra di seconda categoria, la Romulana, rafforzano la veracità del protagonista. Ben inseriti anche Antonello Fassari, altro romano doc che interpreta il fratello di Amendola, Max Tortora nei panni di Ezio Masetti, titolare di un'autofficina sempre in Garbatella, e i giovani protagonisti, ad iniziare da Matteo Branciamore, alias Marco Cesaroni, figlio maggiore di Giulio, e la sua compagna di classe Alessandra Mastronardi, nella fiction la studiosa Eva Cudicini. E' proprio sul loro amore che si gioca buona parte della trama e delle attenzioni del pubblico pi&ugrave; giovane. 
Il resto lo fanno le storie acqua e sapone e le passioni, cocktail riuscito di vecchi sentimenti e di modernità, nonch&eacute; la caratterizzazione dei personaggi secondari.
Da registrare anche il successo dell'album "Parole nuove" inciso da Matteo Branciamore, uno dei protagonisti dei "Cesaroni", uscito a fine aprile, tra i protagonisti dell'estate, che ha suggellato la popolarità della produzione, accentuata anche da un copioso merchandising, ad iniziare da diari e quaderni.
Quest'anno la saga è appena cominciata: sono previste quindici serate per un totale di ventotto episodi. Cui si aggiungerà anche la proiezione su grande schermo grazie all'attesissimo film. 




(G.C.) ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ SuperCesaroni  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1084</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ritorno alla grande su Canale 5 per "I Cesaroni", il romanzo delle avventure della famiglia romana che conferma il proprio irrefrenabile successo anche alla terza edizione. Ma non si parli di "Cesaroni 3" perch&eacute;, sul modello della serialità americana, i produttori evitano di aggiungere un numero per riconoscere la stagione.  Quasi otto milioni di persone avrebbero seguito la prima puntata (esattamente, secondo l'auditel, 7 milioni e 606 mila spettatori, con share del 27,51%) del programma che, quasi in un'ottica di par condicio, nel 2007 ha vinto il Telegatto e l'anno dopo gli Oscar tv della Rai. Lo show concorrente di Raiuno "Ciak si canta" sarebbe dietro di oltre due milioni di spettatori, fermo a 5 milioni e 354 mila, con share del 20,71%.  Ispirata alla serie iberica "Los Serrano", la fiction della famiglia Cesaroni, la prima che affronta con distensione il tema della famiglia allargata, si conferma ormai fenomeno di costume. Ne costituisce un significativo esempio l'inserimento, negli itinerari turistici romani, del quartiere della Garbatella. Nel rione simbolo dell'edilizia popolare del ventennio abita la simpatica famigliola, che proprio qui gestisce un bar, la Bottiglieria Garbatella, che nella realtà è l'entrata del mitico Roma club Garbatella in piazza Giovanni da Triora 6. La ricerca delle location è uno dei tour preferiti dall'esercito di appassionati. In effetti molti siti della finzione scenica corrispondono a luoghi del quartiere, come le scuole di piazza Damiano Sauli. Altri, invece, sono sparsi per Roma: la casa dei Cesaroni è al Pigneto, in via di Villa Serventi 2, dove le riprese hanno stravolto le abitudini dei residenti, abituati alla tranquillità della zona. Il campo della Romulana è in via dei Gordiani, al Prenestino: ma l&igrave; il campo pi&ugrave; citato dalle cronache è quello dei nomadi. Gli interni, invece, sono stati ricostruiti nel pi&ugrave; tranquillo studio Teatro 21 di Cinecittà.  La romanità, del resto, è una delle chiavi di successo dello sceneggiato. Degno rappresentante ne è il bravo Claudio Amendola, che interpreta Giulio Cesaroni, sul solco dei protagonisti dell'intramontabile commedia all'italiana, ma anche dei cult anni settanta con Tomas Milian o del primo Carlo Verdone. La passione calcistica per la Roma, i tatuaggi con il Colosseo e la Lupa capitolina, l'amore per la cucina capitolina, ad iniziare dalla porchetta, o per il buon vino, l'impegno per una squadra di seconda categoria, la Romulana, rafforzano la veracità del protagonista. Ben inseriti anche Antonello Fassari, altro romano doc che interpreta il fratello di Amendola, Max Tortora nei panni di Ezio Masetti, titolare di un'autofficina sempre in Garbatella, e i giovani protagonisti, ad iniziare da Matteo Branciamore, alias Marco Cesaroni, figlio maggiore di Giulio, e la sua compagna di classe Alessandra Mastronardi, nella fiction la studiosa Eva Cudicini. E' proprio sul loro amore che si gioca buona parte della trama e delle attenzioni del pubblico pi&ugrave; giovane.  Il resto lo fanno le storie acqua e sapone e le passioni, cocktail riuscito di vecchi sentimenti e di modernità, nonch&eacute; la caratterizzazione dei personaggi secondari. Da registrare anche il successo dell'album "Parole nuove" inciso da Matteo Branciamore, uno dei protagonisti dei "Cesaroni", uscito a fine aprile, tra i protagonisti dell'estate, che ha suggellato la popolarità della produzione, accentuata anche da un copioso merchandising, ad iniziare da diari e quaderni. Quest'anno la saga è appena cominciata: sono previste quindici serate per un totale di ventotto episodi. Cui si aggiungerà anche la proiezione su grande schermo grazie all'attesissimo film.     (G.C.) ]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Forche "persiane"  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1083</link>
<description><![CDATA[ Una telefonata che ci ha decisamente sorpreso. Una giornalista persiana della radiotelevisione iraniana ci ha contattato da Teheran per complimentarsi per un articolo di "Forche Caudine" sulla questione israelo-palestinese. Ha fatto seguito l'intervista al nostro "Pierino Vago", trasmessa dall'Irib, la radio di Stato iraniana. L'intervista è relativa alla fase iniziale dell'offensiva israeliana a Gaza. Pubblichiamo il testo dell'intervista cos&igrave; com'è stato riportato in italiano dalla giornalista persiana, con piccoli aggiustamenti sintattici. - Tel Aviv dice che l'obiettivo dell'offensiva è la distruzione di Hamas. In questo è sostenuta dall'intera classe anche dei cosiddetti arabi moderati. Secondo Lei le politiche egemoniche sioniste finiscono qua? Quando si parla della questione cosiddetta "palestinese", ma forse è pi&ugrave; giusto dire "israeliana", è sempre difficile poter fare previsioni. Il problema si perde, cos&igrave; possiamo dire, nella notte dei tempi. Quelle che sono state le colpe esterne, soprattutto nel mondo occidentale, hanno radici all'inizio secolo del '900. Ovviamente poi si ripercuotono passando nel dopo guerra, quando di fatto per una sorta di lavaggio di coscienze, sono stati tracciati con la matita dei confini non tenendo conto di quelli che erano realtà ormai radicate, insomma millenarie nei territori. Tutto ci&ograve; che vediamo oggi, purtroppo, sono dei film già visti, li abbiamo visti nello stesso '48, li abbiamo visti nel '56, li abbiamo visti con la guerra dei 6 giorni, cioè un popolo, quello palestinese, che purtroppo continua ad essere vittima di politiche internazionali che hanno messo da parte l'aspetto umanitario. Vediamo in che condizione vivano la popolazione a Gaza. Manca soprattutto uno aspetto di pianificazione lunga quindi non risolvere crisi temporanee. Per risolvere in modo definitivo attraverso un intervento soprattutto formativo nei territori, ristabilendo condizioni di umanità, di legalità e di diritto internazionale.  - Perch&eacute; a Suo avviso Israele ha scelto questo dato momento a dare via all'offensiva, avrà forse approfittato della transizione in corso di potere negli Stati Uniti, del resto non vediamo nessuna presa di posizione formale da parte n&eacute; della diplomazia Usa n&eacute; dalla parte dell'amministrazione Usa? Indubbiamente, questo l'ho anche scritto, c'è stato un calcolo abbastanza preciso. Tra l'altro le dichiarazioni del Ministro degli Esteri israeliano parlano appunto di una pianificazione, maturato l'embrione in 6 mesi almeno. Quindi diciamo che tutto è stato programmato molto probabilmente tenendo conto di quello che sono state le elezioni americane. &Egrave; chiaro che a Obama, in questo momento, gli è stato risparmiato un problema diciamo contingente, anche se ovviamente dovrà metterci le mani perch&eacute; l'area mediorientale, o vicinorientale che forse è pi&ugrave; opportuno dire, chiaramente rappresenta un bacino di grandi interessi per l'America, per gli Stati Uniti ma anche per le potenze occidentali in genere. La politica di Bush è stata abbastanza scellerata non solo chiaramente da un punto di vista umanitario ma anche da un punto di vista di interessi economici, perch&eacute; quello che poteva essere stata una strategia per in qualche modo venir incontro alle lobby americane in realtà poi si è dimostrata un disastro da tanti punti di vista, forse da tutti punti di vista. Quindi, come tale, Obama dovrà tener conto anche di queste realtà. Dovrà per&ograve; presto mettere mano in quella zona. Onestamente non ho enorme fiducia dal punto di visto umanitario ma ci sarà sicuramente un miglioramento. Per&ograve; finch&eacute; non si risolvono radicalmente questi problemi di negazione costante di diritti umani sicuramente non se ne verrà fuori.     - Il 29 dicembre c'è stato un corteo d'italiani davanti alla sede Rai di Roma per chiedere lo stop alla disinformazione in corso dalla parte di Rai che fa pi&ugrave; che altro portavoce della stampa e del governo israeliano. S&igrave;, purtroppo questo è un problema da sempre, un problema di comunicazione. Ormai sappiamo purtroppo anche in Italia che la comunicazione è completamente alterata. Per leggere realmente la situazione, per poter avere notizie di prima mano bisogna andare alle fonti dirette, soprattutto internet offre non solo della documentazione specifica su quello che sta succedendo ma direi anche la documentazione fotografica cos&igrave; anche su YouTube noi possiamo attingere a dei filmati che sono significativi su quello che sta succedendo. Qui non è un problema solo di numero di morti che sono veramente in modo esagerato per quello che concerne queste problematiche contingenti del momento. Il vero problema è il problema informativo, che viene soprattutto dai grandi centri d'informazione, dai grandi poteri d'informazione, che tendono a non solo a minimizzare quello che sta succedendo ma soprattutto a vedere le cose in modo unilaterale. Cioè viene tutto visto come il problema di Israele, come Israele andrà alle prossime elezioni, come ci andrà mostrando i muscoli perch&eacute; ovviamente ha anche dei grossi problemi interni, problemi degli arabi israeliani. C'è un problema della destra israeliana che è stata sempre forte, c'è un sionismo che torna. Quindi ci sono questi problemi interni. E ovviamente conviene mostrare i muscoli, specie in società che ormai sono impermeabili a quelle che sono le richieste umanitarie, di diritti della solidarietà. Si spera che in Italia, ma è ben difficile, i grandi organi d'informazione finalmente prendano coscienza di ci&ograve;. Ma è scandaloso quello che sta avvenendo in questi giorni. ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Frecciarossa: alta e bassa velocità (6 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1081</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il treno ad alta velocità Frecciarossa, partito stamane dalla stazione Centrale di Milano alle 11.50, con arrivo previsto a Roma alle 15.29, ha dovuto far rientro dopo oltre due ore ore nel capoluogo lombardo a causa di un guasto al locomotore di testa.
Il treno è infatti rimasto bloccato per un'ora alle porte di Fontanellato, in provincia di Parma, per poi tornare verso Nord: a Milano-Rogoredo, i circa cinquecento passeggeri sono dovuti salire su un altro treno, ripartito 20 minuti dopo con direzione Roma.
La scelta di tornare indietro, spiegano alle Ferrovie, è stata dettata proprio dal guasto al locomotore anteriore, che avrebbe potuto procedere verso Roma solo ad una velocità non superiore ai 20 chilometri orari. Si è allora preferito far andare il treno ad una velocità ordinaria ma dalla parte opposta, per poi procedere al cambio.
Trenitalia minimizza e invita a non usare un episodio, per quanto grave, "per minare la credibilità di un sistema che sta mostrando la sua grande puntualità". Inoltre ha offerto ai viaggiatori un bonus per il risarcimento del biglietto.
Meno accomodanti i passeggeri, che denunciano l'assenza di un piano organizzato per l'emergenza: poche informazioni, comunicazioni contraddittorie, scarsa assistenza. Un giudice ha raccontato ad un quotidiano un episodio paradossale accaduto sulla Frecciarossa "spuntata": l'annuncio che si poteva mangiare gratis al ristorante del treno. Dato per&ograve; quando molti avevano già mangiato. Ovviamente pagando. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ A Malpensa niente "eterno riposo" (6 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1080</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Eterno riposo nemmeno da morti. Succede all'aeroporto milanese di Malpensa, già di frequente al centro delle cronache di queste settimane. Dalla camera mortuaria dell'aeroporto varesino, una salma romana è stata spedita in Marocco mentre le spoglie di una donna marocchina hanno rischiato di finire nella Capitale.
L'originale scambio, avvenuto gioved&igrave; mattina, ha interessato il feretro del medico romano Remo Marino, 75 anni, deceduto per infarto a Malindi, in Kenya lo scorso 30 gennaio e rimandato in Italia per essere spedito a Fiumicino. Deposto nell'hub in attesa del trasferimento su un volo Alitalia, dopo una notte all'obitorio è stato per sbaglio inviato a Casablanca. Quando il carro dell'agenzia di pompe funebri di Roma è arrivato a Malpensa per prelevare la salma, questa era scomparsa. Al suo posto quella di una donna marocchina che doveva essere mandata a Casablanca, avvolta nel regolamentare sacco di juta. 
Accorti dell'errore, è stata allertata la torre di controllo che ha chiesto al pilota della Royal Air Maroc di riportare a terra l'aereo, partito mezz'ora prima, poich&eacute; a bordo c'era la salma sbagliata. Ma il pilota non ha voluto sentire ragioni, ha preferito tirare dritto, direzione Casablanca. Il feretro di Marino, quindi, ha dovuto attendere il volo di ritorno. 
I funerali del medico romano, previste per sabato a Ostia, si terranno regolarmente. E' invece saltata la camera ardente. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Studio canadese sui colori della vita (6 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1079</link>
<description><![CDATA[ ROMA - I colori influenzano non poco la mente. La conferma viene da uno studio canadese effettuato tra il 2007 e il 2008 su un campione di seicento persone da ricercatori della British Columbia, la pi&ugrave; occidentale delle università canadesi. Gli studiosi hanno analizzato dettagliatamente il rapporto tra capacità cognitive e colori dell'ambiente.
Il lavoro, i cui esiti sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista "Science", ha evidenziato la forte influenza di alcune tinte sulle performance cognitive. Una ricerca che vale oro colato soprattutto per pubblicitari ed esperti di marketing.
Per esempio, il blu aiuta la capacità di pensare in modo creativo, mentre il rosso è legato all'attenzione per i dettagli. Esaminando infatti le reazioni dei soggetti a schermi rossi, blu e bianchi, è emerso che il colore del sangue migliora i risultati dei test "di precisione" o basati su ricordi dettagliati del 31% rispetto al blu.
Juliet Zhu, coordinatrice del team di ricercatori, è convinta che "i colori stimolino stimolano a livello inconscio". Ad esempio, spiega la ricercatrice, "gli esseri umani associano il rosso a segnali di pericolo, come i segnali di stop, i lampeggianti delle ambulanze, le penne rosse di maestre e professori, l'alt del semaforo, e quindi li rende pi&ugrave; vigili, pi&ugrave; precisi e pi&ugrave; attenti anche ai piccoli dettagli".
La ricerca, di fatto, conferma buona parte dei fondamenti di alcune scienze orientali, ad esempio della medicina ayurvedica indiana o della cromoterapia praticata sin dall'antico Egitto. Ma anche della pi&ugrave; recente fototerapia. Discipline in genere non accettate dalla scienza e dalla medicina ufficiale ma su cui fa spesso affidamento persino il marketing.
Il blu, per tali dottrine, quale colore del cielo e del mare, è simbolo di quiete ed armonia, pertanto viene associato non solo alla creatività, come si spinge a dire il recente studio universitario, ma tradizionalmente alla solidità. Forse per questo aspetto è tra i pi&ugrave; usati per promozionare prodotti collegati alla finanza: lo studio canadese potrebbe allora rivelarci il passaggio da quella solida e salda di qualche anno addietro a quella "creativa" da furbetti del quartierino, tanto di moda di questi tempi.
Il rosso, secondo tale radicata letteratura, sarebbe il primo colore che i neonati imparano a riconoscere. E' simbolo di vita, di energia, di amore, di desiderio e di passione, collegato al sangue, alla circolazione e all'emissione di adrenalina. Il drappo per il toro nell'arena impersona bene le caratteristiche della tinta. Secondo la cromoterapia esso rappresenta la fiducia nelle proprie capacità ed è il colore ideale per vincere stati di depressione.
La tradizione orientale ha etichette pure per altri colori. Il verde da sempre è sinonimo di speranza, perch&eacute; collegato alla rinascita della terra, alla vegetazione, all'erba. E' associato alla produzione biologica, ai prodotti naturali per bellezza. Mentre il giallo, colore del sole, è sinonimo di forza, di identità, di estroversione ma anche di gelosia, collegata proprio alla forte personalità. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Via libera alle rottamazioni (6 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1077</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il Consiglio dei ministri, dopo poco pi&ugrave; di un'ora di lavori (partiti in forte ritardo), ha dato via libera al pacchetto anti-crisi. Il decreto riguarda in particolare gli incentivi alla rottamazione e dovrebbe contenere misure per circa un miliardo e 200 milioni di euro.
Si prevede un bonus da 1.500 euro per chi rottama auto "Euro 0", "Euro 1" o "Euro 2" immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura "Euro 4" o "Euro 5". Stessa cifra per l'acquisto di auto ecologiche, a metano, Gpl, a idrogeno o elettriche, nonostante si attendessero contributi pi&ugrave; sostanziosi per questa particolare categoria, specie in virt&ugrave; dell'effetto-Obama. Sarà invece di 2.500 euro il bonus per l'acquisto di veicoli commerciali leggeri in cambio della rottamazione di veicoli "Euro 0", "Euro 1" e "Euro 2" immatricolati entro il 1999. Il bollo si continuerà a pagare normalmente (qui in precedenza si era parlato di esenzione dal pagamento per tre anni, proposta che non è passata). Tra le ipotesi anche finanziamenti a tasso zero per chi acquista l'auto a rate.
Per quanto riguarda i motorini, ci sarà un bonus per gli acquisti mentre anche qui salta l'ipotesi di un anno di bollo gratis. Il bonus sarà di cinquecento euro per la rottamazione di motorini e motocicli "Euro 0" e "Euro 1" in cambio di una nuova due ruote "Euro 3" fino a 400 di cilindrata.
Incentivi anche per l'acquisto di lavatrici e lavastoviglie e per l'acquisto di arredamento legato a interventi di ristrutturazione edilizia. Il tetto sui mobili sarebbe fissato a 10mila euro per acquisti da sostenere entro il 30 settembre 2009. Prevista la detrazione Irpef del 20% in 5 anni.
L'iter del decreto legge confluirà nel milleproroghe per accelerare i tempi di attuazione del provvedimento. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Le Iene partono con i signori Totti  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1075</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Per la partenza della nuova edizione de "Le Iene Show" (stasera alle 21.10 su Italia Uno), si punta sulla coppia Francesco Totti e Ilary Blasi (conduttrice del programma) che stasera, per la prima volta, saranno protagonisti della celebre "intervista doppia". "Siamo due antichi, io e Ilary. Le cose strane noi nun le famo" è una delle perle estrapolate dalla chiacchierata di circa quindici minuti, registrata in una stanza di Trigoria, dove una delle pi&ugrave; popolari coppie romane rappresenta la risposta pi&ugrave; genuina agli anglo-milanesizzati Victoria e David Beckham. Per&ograve;, poi, l'icona giallorossa racconta che il massimo del "famolo strano" è stato sul prato, "s&igrave;, ma de casa nostra", precisa Francesco. Dal primo bacio alla giornata tipo, la confessione è a trecentosessanta gradi. Il Pupone, richiestissimo dal mondo della pubblicità, è un talento comico naturale. Quando Ilary racconta che per dormire s'infila il pigiama extralarge e i calzini di lana, lui è caustico: "Non me ce fa' pensà, me passa la voglia... Prima che la spoglio ce metto tre ore...". E continua sul tema: la "tripletta" di cui va pi&ugrave; fiero si è consumata nella camera da letto della sua casa romana, con Ilary, che ammette divertita. Del resto il capitano della Roma confessa che il sesso lo farebbe tutti i giorni, perch&eacute; "di Ilary mi piace tutto". E che la chiama "Ilaria" quando la vuole fare arrabbiare. Ma tra i desideri attuali ne primeggia uno calcistico: la Champions, pronunciata con quell'idioma romano che ne umanizza il sapore in un calcio sempre pi&ugrave; mercenario. A proposito di nomi, dopo Cristian e Chanel, per il terzo figlio lui vorrebbe Euclide, mentre lei punta a Giordano, categoricamente escluso perch&eacute; ricorda l'ex bomber laziale. Francesco prova a ricordare i regali di nozze, Walter Veltroni gli "avrebbe" regalato un candelabro ("Me sembra"), ma non si ricorda i regali di Maurizio Costanzo e di Giulio Andreotti. Parla anche di omosessualità e non proprio come un "liberal": se un figlio si dovesse presentare con un compagno, beh, "Porco dinci, m'ammazzo..." ma pensandoci bene "per&ograve; alla fine ce po' stà". Spiega che l'esperienza omosessuale "non fa parte del suo repertorio". Il bravo ragazzo aggiunge che non si è mai fatto una canna. Ilary illustra la quotidianità: il Pupone russerebbe, non saprebbe stirare, ed è geloso. Lui conferma con un "T'ammazzo". Ancora calcio. La classifica del capitano giallorosso degli allenatori preferiti vede Zeman primo, Mazzone secondo e Spalletti terzo. Incisivo su Cassano che avrebbe avuto seicento donne: "E chi è Batman ! Io? Diciamo venti, forse venticinque". Totti si conferma insomma un calciatore fuori dalle righe. La sua fedeltà alla Roma, del resto, parla per lui.  "Le Iene" offriranno, oltre al duetto dei signori Totti, anche un servizio dal porto di Patrasso, in Grecia, dove gruppi di profughi afgani, per sfuggire dal Paese in guerra, cercano di nascondersi sui container che si imbarcano verso l'Italia per raggiungere il Nord Europa. Elena Di Cioccio, invece, riesce a far parlare Nek e Laura Pausini, che avevano troncato ogni rapporto a causa di un litigio avvenuto alcuni anni fa. Paul Baccaglini intervista Belen Rodriguez, conduttrice di "Scherzi a parte", sulla sua situazione sentimentale. ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Operai inglesi, si torna al lavoro (5 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1073</link>
<description><![CDATA[ LONDRA - I lavoratori della raffineria Lindsey hanno votato a favore dell'accordo raggiunto ieri tra i sindacati e l'azienda e torneranno a lavorare luned&igrave;. L'intesa, negoziata con la Total, proprietaria di Lindsey, nel North Lincolnshire, prevede la creazione di 102 posti per lavoratori inglesi, in aggiunta ai 195 dipendenti della Irem di Siracusa, italiani e portoghesi. I nuovi assunti inglesi verranno assegnati ad un progetto destinato a concludersi a fine maggio ed è stato loro garantito un trattamento economico analogo a quello degli operai stranieri.
Si chiude cos&igrave; una settimana di scioperi e manifestazioni sotto la bandiera del protezionismo e che hanno avuto vasta eco internazionale, soprattutto in Italia. L'inquietudine britannica è accentuata dalla grave crisi economica, che vede una crescita della disoccupazione, attualmente al 6,1%.
Le proteste di questi giorni sono iniziate con uno sciopero spontaneo e non autorizzato degli operai di Lindsey, sentitisi tagliati fuori dall'appalto. Le proteste si sono poi allargate a tutto il Paese, in particolare in raffinerie, centrali elettriche e nucleari.
I rappresentanti sindacali tendono a sottolineare come la protesta non sia mai stata anti-italiana o xenofoba ma finalizzata unicamente a tutelare l'occupazione locale.
"Abbiamo deciso di tornare a lavorare luned&igrave; perch&eacute; abbiamo raggiunto il nostro scopo - spiega Tony Ryan, rappresentante del sindacato Unite la maggiore organizzazione sindacatale britannica. "Non volevamo che i lavoratori britannici fossero esclusi e ora non lo saranno". Il riferimento futuro è al programma di ricostruzione di decine di centrali nucleari che coinciderà con l'assegnazione di grandi commesse. Soddisfazione anche da parte di Paul Kenny, segretario generale del sindacato Gmb. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Pestaggio di Verona, 8 arresti (5 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1072</link>
<description><![CDATA[ VERONA - Primi arresti, a Verona, nell'ambito delle indagini sul grave pestaggio avvenuto nella notte tra il 3 e il 4 gennaio scorsi quando alcuni giovani, davanti a un bar nel centro storico, tra via Alighieri e piazza Viviani, hanno colpito una ragazza al volto con un posacenere, causandole alcune fratture. Nell'occasione vennero colpiti anche due suoi amici, che sono finiti al pronto soccorso. Oggi otto giovani, vicini alle frange dell'estrema destra e degli ultrà dell'Hellas Verona calcio, sono stati tratti in arresto dalla Digos in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Sperandio.
La vicenda ha fatto grande scalpore perch&eacute; ultima di una serie di episodi violenti avvenuti nella città scaligera. Tra questi l'uccisione il primo maggio 2008 di Nicola Tommasoli, picchiato a piazza Erbe fino alla morte da cinque giovani per aver rifiutato di cedere una sigaretta. Il 18 settembre il rogo di una macelleria di via Ponte Pietra, forse riconducibile alla guerra tra gruppi politicizzati.
Durante il pestaggio dello scorso 4 gennaio, Francesca Ambrosi, 30 anni, era stata colpita al volto con un posacenere e aveva riportato la frattura del naso oltre che una serie lesione all'occhio. La ragazza aveva raccontato che stava festeggiando il compleanno di un'amica quando, finita la serata, fuori dal locale ha visto arrivare un gruppo di una quindicina di giovani che cantavano canzoni nostalgiche, come "Faccetta nera", scanditi da saluti romani e gesti di scherno. 
La reazione di un ragazzo ha scatenato la furia. Un amico della ragazza, a terra, è stato preso a calci dal branco. Francesca è stata zittita con un posacenere sbattuto in faccia, che le ha rotto il naso rischiando di farle perdere un occhio. Solo con l'arrivo delle volanti, gli aggressori si sono dati alla fuga.
Gli arresti di oggi sono frutto di indagini durate diversi mesi negli ambienti dell'estrema destra veronese e degli ultrà della curva. ]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: arriva la kermesse futurista  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1070</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Chissà cosa si sarebbe inventato proprio lui, il poeta ed editore Filippo Tommaso Marinetti, uno dei padri del futurismo, per questo celebratissimo anniversario della pi&ugrave; importante corrente artistica italiana del XX secolo. Il prossimo 20 febbraio ricorrerà esattamente un secolo dalla pubblicazione del "Manifesto del futurismo", prima a Bologna e Milano, poi sul quotidiano francese "Le Figaro". Documento che ne ha ufficializzato la presenza e ne ha codificato la filosofia, sancendo un drastico taglio con le vecchie ideologie (il "passatismo") ed esaltando invece la fiducia illimitata nel progresso, celebrando principalmente la velocità, l'industria, il dinamismo, ma anche il "distruttivismo" e perfino la guerra intesa come "igiene del mondo". Il movimento, con appendici internazionali, soprattutto in Russia, ha accompagnato l'ingresso della modernità, esaminando un'epoca di grandi trasformazioni sociali e politiche, caratterizzata anche da importanti scoperte tecnologiche che hanno stravolto in primo luogo i concetti di spazio e di tempo, per la gioia della sociologia. I mezzi di trasporto, ad esempio, le automobili, i treni, gli aerei. Ma anche i nuovi strumenti di comunicazione, la radio su tutti. E le macchine di produzione, le catene di montaggio. L'illuminazione. La trasformazione delle città e l'urbanizzazione.  I futuristi hanno esplorato il proprio mondo attraverso ogni forma artistica, dalla pittura alla scultura, dalla letteratura alla poesia, dal teatro alla musica, dall'architettura alla danza, dalla fotografia al cinema fino alla gastronomia. Un movimento quindi ampio e complesso, ricco anche di sfaccettature e di contraddizioni. Per rintracciarne le componenti essenziali, è sufficiente seguire i numerosi "Manifesti" pubblicati dai promotori. Cos&igrave; "Il Manifesto tecnico della pittura futurista", firmato da artisti del calibro di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini, ha stabilito l'abolizione della prospettiva tradizionale, a favore di una visione da pi&ugrave; punti di vista per esprimere il dinamismo degli oggetti. Il movimento pittorico futurista, espressione tra le pi&ugrave; significative, si è poi sviluppato fino alla vigilia del secondo conflitto mondiale, coinvolgendo altri grandi nomi della pittura internazionale, da Nicolay Diulgheroff a Fillia (Luigi Colombo), da Enrico Prampolini a Ottone Rosai, da Mario Sironi ad Ardengo Soffici. Lo stesso Boccioni ha pubblicato "Il Manifesto tecnico della scultura futurista" nel 1912. Del 1914 è "Il Manifesto dell'architettura futurista", firmato dall'architetto Antonio Sant'Elia, dove si "disegna" la città del futuro con le sue innovazioni, caratterizzata da una costante mobilità in contrapposizione alla staticità classica. Nel 1916 venne pubblicato "Il Manifesto della cinematografia futurista", firmato da Marinetti, Balla, Chiti, Corra, Ginna e Settimelli, che sosteneva come il cinema fosse "per natura" arte futurista, causa la mancanza di un passato e di tradizioni. Il 20 gennaio 1931 lo stesso Marinetti pubblic&ograve; "Il Manifesto della cucina futurista" sulla rivista "Comoedia". Al centro degli intendimenti l'abolizione della pastasciutta (chissà che avrebbe detto Alberto Sordi di "Un americano a Roma") e condimenti tradizionali, ma anche forchette e coltelli, incoraggiando invece l'accostamento ai piatti di musiche, poesie e profumi. Scrive Marinetti: "Vi annuncio il prossimo lanciamento delle cucina futurista per il rinnovamento totale del sistema alimentare italiano, da rendere al pi&ugrave; presto adatto alle necessità dei nuovi sforzi eroici e dinamici imposti dalla razza. La cucina futurista sarà liberata dalla vecchia ossessione del volume e del peso e avrà, per uno dei suoi principi, l'abolizione della pastasciutta. La pastasciutta, per quanto gradita al palato, è una vivanda passatista perch&eacute; appesantisce, abbrutisce, illude sulla sua capacità nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti. E' d'altra parte patriottico favorire in sostituzione il riso". Del 1938, a firma Filippo Tommaso Marinetti e di Tullio d'Albisola, è "Il Manifesto futurista della ceramica e aereoceramica", pubblicato sulla "Gazzetta del Popolo". Nei prossimi giorni, in tutta Italia, si approfondiranno gli aspetti di questo movimento che nel nostro Paese influenz&ograve; non poco il fascismo. Ancora oggi, per esempio, il motto marinettiano "Marciare per non marcire" viene erroneamente attribuito a Mussolini. "Futuroma", la manifestazione che il Comune mette in campo tra febbraio e marzo, prevede ben 46 progetti che si suddividono in sette spettacoli teatrali, sei presentazioni librarie, cinque mostre, cinque convegni multimediali, quattro mise en èspace, due progetti di intelligenza artificiale, due seminari di studio e due happening urbani. Sono previsti anche un collegamento con "Le Figaro" a Parigi, un'opera video-sonora, un progetto di spettacolarizzazione urbana, un'opera di balletto, un concerto, un happening giovanile, una pellicola capolavoro restaurata, un film su Marinetti e una rassegna cinematografica.  Non solo. Il 20 febbraio la serata sarà completamente dedicata al futurismo. Le mostre rimarranno aperte fino all'una di notte. Il Tempio di Adriano, in piazza di Pietra, si trasformerà nel Perfoming Media Point, ambiente interattivo dove poter navigare nel geoblog attraverso le mappature dei luoghi della memoria futurista a Roma. A piazza Colonna è prevista la performance di Pittura estrema che dipingerà una grande tela posta sulla facciata della sede del quotidiano "Il Tempo". Il progetto "Nuove Iridescenze" illuminerà piazza Venezia e piazza del Popolo. Le celebrazioni continueranno anche dopo questa storica data. Quattro notti jazz ispirate alla musica e alla cultura futuriste e ancora musica, arte, cinema, dibattiti e convegni attraverso il coinvolgimento di grandi istituzioni come ad esempio il Teatro dell'Opera dove è in programma, dal 7 al 10 maggio, lo spettacolo "Il futurismo the bad boys of piano". La poesia futurista sarà invece proposta da uno spettacolo di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime: "Il poeta straniero, ovvero Straniero Ugo", al teatro Brancaccio il 18 ed il 19 aprile. Tra le iniziative anche una promossa dalla Regione Molise. Lo spettacolo "Donne, Velocità, Pericolo" inizierà la tourn&eacute;e dalla Capitale il 20 e 21 febbraio alla Galleria Alberto Sordi, per poi toccare Campobasso, Firenze, Napoli, Brescia e Rovereto. L'iniziativa porta la firma del regista Edoardo Sylos Labini, che spiega: "Il futurismo è molto pi&ugrave; di una corrente artistica. E' rivoluzione pura. Gli artisti alla psicologia sostituiscono la velocità della fisico-follia utilizzando il corpo nelle loro espressioni. Tutta la sperimentazione nasce dal futurismo e infatti anche nel mio spettacolo e nel mio modo di fare teatro esiste tutto questo. I futuristi si sono battuti per far ottenere il voto alle donne già all'inizio del &lsquo;900 e anche per me la donna diventa la macchina che dà movimento allo spettacolo". Il movimento, per&ograve;, è ancora molto collegato al fascismo."Il futurismo è ancora purtroppo una corrente fortemente strumentalizzata - continua Sylos Labini. "C'è ancora molta superficialità nell'analisi storica del periodo fascista. Il problema per noi della nuova generazione è proprio di poterci sganciare da questi "paletti" politici. Anche perch&eacute; - continua il regista - nel futurismo c'erano forti componenti anarchiche e se i futuristi si unirono al primo movimento fascista era proprio per il suo spirito rivoluzionario. Tant'è che gli stessi lo abbandoneranno quando si legherà alla chiesa".     (Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma resta sporca? Privatizziamo  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1067</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sicurezza e pulizia in città. Due tra le principali sfide lanciate dal sindaco Alemanno in campagna elettorale. E ora, sul tema del decoro urbano, il primo cittadino lancia un ultimatum all'Ama: se entro un anno, dopo che il Comune avrà garantito risorse adeguate, l'azienda non assicurerà ai romani una città pulita, si andrà verso la privatizzazione, ha spiegato il sindaco nel corso di un'intervista radiofonica a Radiotre Rai.   Con la ricapitalizzazione, che ha garantito all'Ama 250 milioni di euro, l&acute;azienda per Alemanno non ha pi&ugrave; alibi e deve raggiungere entro il 2009 gli standard di pulizia delle altre capitali europee. "Oggi l&acute;Ama è messa seriamente alla prova - sottolinea il sindaco. "Faccio un appello a tutti i dipendenti e alla struttura perch&eacute; ci sia davvero un grande scatto d&acute;orgoglio per cambiare realmente il volto di questa città".    Ieri il sindaco era tornato sul piano rifiuti della città, in relazione alla discarica di Malagrotta. "E' una grande vergogna che tutti i rifiuti finiscano in discarica, bisogna incenerirli e differenziarli - ha sottolineato il sindaco, ricordando i problemi dell'azienda municipalizzata e cioè 700 milioni di deficit "dovuto a tariffe non pagate, a elusioni e non riscossioni". Il sindaco ha anche ricordato che l'obiettivo, per quanto riguarda la raccolta differenziata è "del 35% entro la consiliatura. Ora siamo passati dal 16 al 19%. Pensare di superare il 35% è irrealizzabile".    Il presidente della commissione Ambiente del Comune di Roma, Andrea De Priamo (Pdl) è sulla stessa linea. "Le dichiarazioni del sindaco sono uno stimolo per l'Ama, visto lo scarsissimo gradimento mostrato dai cittadini romani negli anni passati per i servizi gestiti dall'azienda. Non solo: le parole di Alemanno sono il sacrosanto richiamo di chi si è assunto l'impegno di cambiare la nostra città, e che di certo non pu&ograve; ritenere soddisfacenti i risultati raggiunti sotto le passate gestioni del centrosinistra nella pulizia delle strade e nel decoro urbano. Un'ulteriore considerazione - continua De Priamo - è d'obbligo sulla raccolta differenziata: l'opposizione lamenta che gli obiettivi prestabiliti per questo tipo di raccolta sarebbero poco ambiziosi, dimenticando che per anni è rimasta su percentuali risibili e ben al di sotto delle altre capitali europee. Al contrario, la nostra amministrazione si è assunta concretamente l'impegno della raccolta porta a porta, ponendo le basi per estenderla e rafforzarla ulteriormente".        (Antonella Cifelli) ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Sanità, arresti domiciliari per Angelucci (4 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1066</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'imprenditore delle cliniche Giampaolo Angelucci, 38 anni, uno dei protagonisti della sanità laziale e italiana, è agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso ai danni delle Asl. Angelucci è presidente della Tosinvest Sanità, membro del cda di Capitalia e vicepresidente dell'Associazione italiana ospedalità private.
La procura ha anche richiesto l'autorizzazione a procedere per gli arresti domiciliari del padre Antonio Angelucci, 64 anni, ex dipendente dell'ospedale San Camillo e sindacalista Uil, oggi senatore del Pdl, ora al vaglio della competente giunta. 
Il tribunale di Velletri ha emesso misure cautelari anche nei confronti di Luciano Mingiacchi, direttore della Asl Roma H e di altri due funzionari della Asl di Frascati. In tutto una decina di ordinanze di custodia cautelare.
Il nome della famiglia è legato alla Tosinvest spa, attiva nella sanità, nei servizi, nell'immobiliare, nell'editoria e nella finanza, con frequentazioni lussemburghesi e radicati rapporti con Cesare Geronzi. Sul fronte sanitario, che vale circa metà dei ricavi complessivi del gruppo, ha strutture accreditate presso il Servizio sanitario nazionale che garantiscono circa tremila posti letto. La società gestisce il San Raffaele di Roma, il presidio ospedaliero di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, numerose residenze sanitarie assistenziali nel Lazio e un'altra decina in Puglia.
La famiglia è attiva nel mercato dell'editoria grazie alla proprietà dei quotidiani Libero e Il Riformista, sul restyling del quale avrebbero investito diversi milioni di euro. In passato aveva una partecipazione nell'Unità. 
Non è la prima volta che la magistratura si occupa degli Angelucci. In passato, in almeno un paio di vicende, s'è ipotizzato l'abusivismo edilizio. Alla fine del 2007 per Giampaolo Angelucci era stato chiesto il rinvio a giudizio per una vicenda di corruzione riguardante l'ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto. 
In una nota, Giampaolo e Antonio Angelucci e la San Raffaele Spa spiegano che "pur ritenendo abnormi e sproporzionate le misure poste in essere, sottolineano la loro totale estraneità ai fatti addebitati e confidano di poter dimostrare a breve termine l'infondatezza delle accuse loro rivolte. Ribadiscono altres&igrave; di riporre piena fiducia nell'operato della magistratura". ]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ L'Iran nello spazio,
nel segno di Khomeini (3 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1061</link>
<description><![CDATA[ TEHRAN - L'Iran si dimostra potenza tecnologicamente avanzata e invia nello spazio il suo primo satellite, costruito tutto nel Paese persiano e da scienziati locali. Si tratta del satellite Omid ("Speranza"), lanciato con l'uso di razzi del tipo Safir-2, anch'essi prodotti in Iran. L'evento, pubblicizzato come una grande conquista per il Paese asiatico, coincide con le celebrazioni per i trent'anni della rivoluzione khomeinista.
Il presidente Ahmadinejad ha salutato l'avvenimento sottolineando come esso aiuterà la diffusione del monoteismo, della pace e della giustizia.
Secondo Irna, Omid "compie 15 rivoluzioni attorno alla terra in 24 ore e ad ogni rivoluzione è controllato 2 volte da una stazione a terra". Dovrebbe servire a raccogliere informazioni e verificare strumenti e sperimentazioni ma è probabile che il lancio accenda maggiori preoccupazioni nella comunità internazionale e soprattutto a Israele, nel timore che le nuove tecnologie possano essere usate per la costruzione di missili a lunga gittata, magari a testata nucleare. Tehran, per&ograve;, nega di avere mire belliche e replica sostenenedo che i suoi reattori sono a scopo pacifico.
L'Iran è da tempo sotto sanzioni da parte della comunità internazionale perch&eacute; sospettato di costruire una bomba nucleare mentre Tehran sostiene che le sue ambizioni nucleari si limitino alla produzione di energia elettrica.
Il lancio del missile accende nuovi riflettori internazionali sull'Iran, nazione cerniera tra mondo arabo e mondo asiatico, con i suoi 70 milioni di abitanti e un buon tasso di alfabetizzazione, dove le donne sono spesso pi&ugrave; acculturate degli uomini.
Il Paese, il cui ruolo è basilare negli equilibri politici del Vicino Oriente, punto di riferimento per l'Hezbollah libanese e l'Hamas palestinese, è al centro dell'agenda politica della nuova amministrazione americana. Alle promesse aperture di dialogo di Obama, l'attuale presidente Mahmud Ahmadinejad replica ponendo come condizioni, tra le altre, la fine di ogni sostegno Usa ad Israele e il ritiro delle truppe americane da tutto il mondo. 
I solenni festeggiamenti per il trentennale del rientro in patria dell'ayatollah Khomeini, dopo quindici anni di esilio, dando vita alla rivoluzione islamica e cancellando il regime del suo predecessore, rappresentano l'occasione per lanciare messaggi politici. Non solo attraverso i missili nello spazio, che al di là del valore scientifico rappresentano sicuramente motivo di orgoglio nazionale. Ma anche attraverso dichiarazioni alla nuova amministrazione americana per "non ingannare il mondo con cambiamenti di facciata ma strutturali ed essenziali".
"La rivoluzione iraniana non è ristretta ai confini del Paese, ma si rivolge a tutte le nazioni - ha sottolineato Ahmadinejad, riferendosi in particolare ai movimenti anti-israeliani nella regione. 
L'anniversario della rivoluzione, "importante per l'intera umanità", come ha sottolineato Ahmadinejad, rappresenta quindi soprattutto un'occasione politica. L'attuale leader iraniano ha riposto massima attenzione ai festeggiamenti. Ha onorato l'evento con un pellegrinaggio, effettuato con l'intero governo, presso il mausoleo del leader della rivoluzione. Ha fatto seguito una cerimonia pubblica cui è stato dato massimo risalto dai media locali e in cui hanno parlato il nipote di Khomeini, Seyed Hassan Khomeini, e l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani.
La rivoluzione iraniana del 1979, che ha trasformato la millenaria monarchia persiana in una repubblica islamica la cui costituzione si ispira alla legge coranica, la sharia, del resto costituisce ormai la quotidianità per il Paese asiatico.
Khomeini, acuto filosofo e teologo, resta tuttora un'icona per tutto il mondo sciita, visto come l'artefice provvidenziale e la guida politica e spirituale del riscatto islamico. Il suo ammonimento ad un Paese che deve "restare saldo e compatto sul sentiero tracciato da Dio senza confondersi n&eacute; con l'Oriente ateo n&eacute; con l'Occidente tirannico e blasfemo" rimane una sorta di legge scritta. La carismatica presenza dell'Imam, inserita nel superamento del frangente pi&ugrave; buio per un'Umma islamica caratterizzata dall'oppressione impostale dal potere laico, ha rappresentato un'opera di ricostruzione non solo interiore per le coscienze persiane ma anche e soprattutto esteriore, laddove il potere politico trae la sua consacrazione dalla dimensione spirituale. E' un punto essenziale per comprendere un Paese dove la religione è tutto ma non preclude, a differenza di altri Stati fondamentalisti, la crescita tecnologica e una modernità "misurata".
Se i depositari dell'autorità politica sono, per volere divino, i Profeti e gli Imam, dottrina che Khomeyni ha tratto direttamente dal Corano e dalla Sunna, esplicitandola totalmente, nella comunità sciita la persona del sapiente include in s&eacute; i due aspetti della giurisprudenza e della gnosi, potere politico e spirituale, in una connessione gerarchica e conseguenziale: l'incombenza del governo degli uomini deriva dalla prossimità divina. 
Khomeyni, con un'opera di edificazione spirituale, ha quindi interrotto il cammino verso la secolarizzazione e l'occidentalizzazione del suo popolo, ponendo le basi per un regime "alternativo" che oggi ha un ruolo centrale per gli equilibri del Vicino Oriente, rappresentando anche la prima minaccia per lo stato ebraico. 
L'opera dell'Ayatollah Khomeyni è stata paradossalmente facilitata dal regime accentrato e autoritario del suo predecessore, lo scià Reza Pahlavi, sostenuto da connivenze esterne e da palesi appoggi stranieri. Lo scià, esercitando il potere assoluto e controllando sia l'esercito sia la Savak, la polizia segreta che ha contrastato l'opposizione con ogni mezzo (compresi i controlli polizieschi sulle attività degli Ulama), ha di fatto annullato con un regime sanguinario i provvedimenti in campo sociale sui temi della scolarizzazione, del lavoro, del diritto di voto (anche alle donne), del divorzio. Misure spesso viste a loro volta come elementi di repressione. Le riforme economiche, poi, si sono rivelate spesso disastrose (come quella agraria) e sono fallite molte politiche industriali, determinando drammatici movimenti migratori su vasta scala. Di fatto il regime dello scià ha contribuito a peggiorare il tenore di vita di molti iraniani. A ci&ograve; vanno aggiunte le repressioni alle rivendicazioni delle minoranze curde, arabe e beluci. 
La repressione governativa di Pahlavi, soprattutto tra il 1970 e il 1978, avrebbe ucciso migliaia di persone. Fonti parlano di 10mila torturati e 100mila incarcerati. Nel 1975 lo scià dichiar&ograve; illegali tutti i partiti politici, dissolvendo di fatto ogni forma di opposizione e favorendo la nascita di movimenti clandestini di resistenza.
Il 19 agosto 1978, in un cinema di Abadan, 430 persone persero la vita a causa di un incendio di origine dolosa attribuito al Savak. E' stato l'inizio della rivoluzione.
Il rientro di Khomeyni, il primo febbraio 1979, venne visto dalla maggioranza del popolo persiano come il ritorno di una guida spirituale, anche in virt&ugrave; della sua riconosciuta qualifica di marja&lsquo; al-taqlÄ«d (esempio buono e giusto da imitare da parte dei dotti). Gli uomini del vecchio regime vennero giustiziati a centinaia. 
Il 30 marzo la Repubblica islamica dell'Iran nasce con un referendum, suffragata dal 98% dei voti. La nuova costituzione ha sancito l'esistenza parallela di due poteri: quello politico tradizionale rappresentato dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, e quello religioso affidato a una Guida suprema (Faqih) coadiuvata da un Consiglio dei saggi (Velayat-e faqih). E' stato istituito anche un corpo di guardiani della rivoluzione (Pasdaran). Sul piano economico si è puntato sulle nazionalizzazioni.
Tra le prime leggi dell'Imam vi furono l'abolizione del divorzio e la proibizione dell'aborto, il bando di bevande alcoliche, gioco d'azzardo e prostituzione. Inoltre è stato istituita, sulla scorta della sharÄ«&lsquo;a, la pena di morte per adulterio, come pure per la bestemmia.
Insomma, moralismo e nazionalismo rappresentano le ricette politiche per coniugare spiritualità ed esteriorità di uno Stato che è sempre pi&ugrave; nevralgico per il futuro anche dell'Occidente. ]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Paolo Guzzanti dà l'addio a Berlusconi (2 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1055</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'aveva annunciato su Facebook, dove cura con assiduità la propria pagina personale per oltre duemila "amici". Paolo Guzzanti, giornalista e parlamentare del centrodestra, 68 anni, sei figli di cui tre piccolissimi, lascia il Pdl con l'intenzione di rifondare il Pli. "Sono un parlamentare del centro destra - scrive Guzzanti in Rete nella sua presentazione - ma vengo dalla sinistra che seguito a guardare con apprensione. Scrivo su alcuni giornali e sto scrivendo un libro sulla Commissione Mitrokhin e il caso Litvinenk". 

Nel testo della lettera, scritta direttamente a Silvio Berlusconi, spiega nel dettaglio le ragioni della sua scelta.

"Caro Silvio - scrive Guzzanti - Ti scrivo per annunciarti che oggi, 2 febbraio 2009, rassegno le mie dimissioni dal gruppo PDL della Camera per iscrivermi al gruppo misto. Contemporaneamente mi dimetto dal partito e ti annuncio la mia iscrizione al Partito Liberale Italiano in cui intendo candidarmi per responsabilità politiche al prossimo congresso di Roma. 


Poich&eacute; le mie richieste di colloquio sono state da te rigettate come anche i miei messaggi scritti, ricorro alla formula della lettera aperta per spiegare a te e ai colleghi i motivi delle mie scelte, adempiendo cos&igrave; a un dovere di lealtà politica e personale. 


La mia decisione è andata maturando a partire dal mese di agosto quando due fatti e due situazioni hanno provocato in me un insanabile conflitto di coscienza, di cui ho dato immediata comunicazione con i miei interventi in Commissione Esteri e alla Camera, con articoli e dichiarazioni. 


Il primo evento, quello che ha accelerato i tempi di un processo pi&ugrave; ampio, è stato il tuo sostegno entusiasta, personale, amicale al signor Vladimir Putin per la criminale invasione della Georgia, la prima di uno Stato europeo da parte di un altro Stato europeo dal 1 settembre 1939 quando Hitler invase la Polonia, se si tralasciano gli interventi armati russi sotto bandiera sovietica del 1953 a Berlino, del 1956 a Budapest, del 1968 a Praga, tutti felicemente rivendicati dal tuo "grande amico Vladimir", l'ultimo capo del KGB, selezionato dal KGB. Lo stesso tuo amico ha del resto ordinato che venisse reintrodotto sui libri di testo il culto di Stalin e ha dichiarato traditori della patria i perseguitati che fuggirono dall'inferno sovietico scegliendo la libertà durante la guerra fredda. 


Il secondo motivo sta nella condizione pre-agonica della democrazia parlamentare italiana alla quale spesso tu alludi con insofferenza parlando di "lacci e lacciuoli" per sottolineare l'impaccio che provi di fronte alle regole e alle procedure che dovrebbero garantire autonomia e autorità del Parlamento nel suo rapporto con l'esecutivo. Il Parlamento è oggi ridotto al rango di cane da slitta del governo, costretto a correre sotto i colpi di frusta dei voti di fiducia (undici, mentre 44 delle leggi approvate su un totale di 45 portano la firma del governo) con cui approvare decreti legge che meriterebbero invece ampia, autonoma e approfondita discussione e correzione da parte dei rappresentanti del popolo. 


Una larga parte del Paese, di destra, centro e di sinistra, inoltre, non è pi&ugrave; rappresentata e si sente estranea ed estromessa: io stesso ho inizialmente plaudito alla "semplificazione" che avrebbe dovuto condurre ad una democrazia non pi&ugrave; paralizzata dai veti incrociati dei partiti pi&ugrave; piccoli, ma anche pi&ugrave; limpida e incardinata su un sano e bilaterale rapporto fra esecutivo e legislativo, secondo il principio fondamentale della democrazia dei "cheks and balances", dei pesi e contrappesi oggi inesistenti. 


Oggi il Parlamento prende ordini dal governo anzich&eacute; esserne il controllore,essendone semmai il controllato, ci&ograve; che rende la democrazia parlamentare un cadavere o meglio uno zombie. 


In questa situazione il fatto che una larga parte degli italiani non sia rappresentata, suona come uno schiaffo e una inutile esclusione. 


Infine la totale assenza, malgrado operazioni di facciata come i ridicoli gazebo, di una sia pur larvata forma di democrazia interna in Forza Italia: sono io che ho coniato il bonario detto, che tu pi&ugrave; volte hai citato, secondo cui Forza Italia era un partito monarchico ed anarchico, con un monarca al vertice ma temperato dall'anarchia di una comunità di teste bizzarre che avrebbero dovuto garantire pluralismo di opinioni e creatività. Purtroppo non è cos&igrave;: il partito è diventato sempre pi&ugrave; un organismo autoritario e piramidale, incapace persino di celebrare un vero Congresso in cui poter ascoltare e votare voci sia discordi che concordi. Nulla. Ho assistito per anni con imbarazzo, condiviso anche da tantissimi colleghi, a delle kermesse che potevano essere indifferentemente manifestazioni di Forza Italia o celebrazioni per il compleanno di Kim Il Sung. Tu sei l'unico leader di partito che si presenta alla sua gente sul palco di un teatro circondato dai gorilla con la radiolina nell'orecchio, anche quando non è primo ministro. 


Molti amici mi rimproverano dicendomi che avrei dovuto battermi dall'interno, ma sappiamo benissimo - sia io che te - che non esiste alcuna possibilità di democrazia interna nel partito di un monarca assoluto assediato da una corte osannante che tu poi porti in Parlamento o al governo con criteri che provocano in qualche caso imbarazzo e rossore. Certo, anch'io sono, come tutti, un nominato e non un eletto: ma ho la presunzione di far parte dell'universo di coloro che, se ci fossero state delle primarie, sarebbero stati scelti dal popolo e dunque intendo lavorare anche per verificare se ci&ograve; sia vero. Voglio battermi affinch&eacute; la democrazia sia controllata dai cittadini ed è per questo sto per presentare un progetto di legge che renda obbligatorie le primarie insieme alle procedure che devono garantire la democrazia interna e la pluralità delle opinioni. 


Politica estera, collasso istituzionale e assenza di democrazia interna mi inducono a prendere la sofferta decisione di andarmene, non senza averti per&ograve; prima dato atto di aver realizzato progressi storici e positivi verso il bipartitismo, di aver in particolare creato dal nulla con uno sforzo personale e insostituibile una destra democratica che all'Italia mancava e che oggi, grazie al tuo lavoro, esiste anche se soffre di gravi menomazioni. 


L'ultima mia delusione è di vedere che nel corso dei quasi 15 anni del tuo impegno politico, non hai fatto nulla per dare a questo Paese la tanto attesa rivoluzione liberale che le grandi democrazie hanno avuto e che all'Italia è stata negata. Tu quella rivoluzione l'hai promessa e cavalcata, riscuotendo un grande consenso fra gli italiani liberali, ma non hai poi fatto assolutamente nulla per dare concretezza alle parole prese in prestito agli intellettuali insieme alle bandiere cadute dei partiti che hanno governato per mezzo secolo la democrazia repubblicana. 


Questo è il motivo per cui ho scelto di proseguire la mia battaglia nel rinascente Partito Liberale che fu di Einaudi e Malagodi, non per rispolverare vecchie glorie, ma per contribuire a fare di quel partito ci&ograve; che tu non hai voluto o saputo creare con il tuo: un ampio e festoso approdo per tutti coloro che in Italia sono assetati di vera libertà, di vera democrazia e dell'accesso completo ed indipendente all'informazione che è costantemente negata agli italiani, beffati sia dal servizio pubblico che da quello privato delle tue stesse aziende. Se la verità è in coma, anche la libertà è moribonda. Sono infatti convinto che non esista alcuna libertà che non sia prima garantita dall'accesso pubblico alla verità. 


L'augurio dunque che ti faccio lasciando il partito e il gruppo parlamentare, caro Presidente, è questo: che tu possa capire in tempo che la mia scelta non è capricciosamente personale e meno che mai casuale, ma che si muove in sintonia con una massa crescente di italiani in eterna attesa del rilancio della terra promessa della democrazia liberale e che invece si sono ritrovati di fronte alla prospettiva di una democrazia vuota di contenuti e tendenzialmente autoritaria. 


Poich&eacute; tu guidi un governo che ha una solida, anche se non molto visibile, maggioranza parlamentare, facendoti i miei auguri li faccio anche e prima di tutto al mio Paese. Sono infatti contento di essere venuto al tuo fianco nel momento pi&ugrave; basso della tua fortuna politica, e di andarmene quando tu hai vinto tutto e anzi troppo. 


La mia battaglia prosegue nella stessa direzione che ho sempre seguito: quella della democrazia liberale parlamentare, che ancora non è compiuta e che deve essere instaurata con uno sforzo rivoluzionario che spero di saper onorare di fronte a chi ha fiducia nelle mie scelte. 


Ti saluto dunque con cordialità e ti formulo vivi auguri, primo fra tutti quello di comprendere la estrema gravità della crisi di valori, oltre che economica, che attraversa la nostra patria". 


Paolo Guzzanti è stato eletto al Senato nel Collegio di Brescia, ha presieduto dal 2002 al 2006 la commissione parlamentare d'inchiesta sul Dossier Mitrokhin che ha indagato sull'attività del KGB in Italia fino al 1984. Ex socialista, ha scritto per i quotidiani "L'Avanti!", "La Repubblica" e "La Stampa", successivamente è approdato a "Il Giornale". Di recente è stato vicedirettore de "Il Giornale" ed è editorialista di "Panorama". ]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il dramma del padre di Tommaso Onofri (2 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1052</link>
<description><![CDATA[ PARMA - Continua il calvario di Paolo Onofri, il padre del piccolo Tommaso, 17 mesi, rapito e ucciso a Parma il 2 marzo 2006. L'uomo, colpito cinque mesi fa, lo scorso 12 agosto, da infarto durante una vacanza in montagna, vive ormai in stato vegetativo. E' ricoverato da settimane nel centro di riabilitazione "Cardinal Ferrari" a Fontanellato, nel Parmense, non molto lontano dalla cascina di Casalbaroncolo, teatro del rapimento del piccolo Tommy. 

La moglie, Paola Pellinghelli, alla prese con l'ennesima tragedia, si sfoga nel corso di un'intervista rilasciata al settimanale Gente in edicola luned&igrave;, e di cui è stata data un'anticipazione. "Mio marito non avrebbe mai voluto andare avanti solo grazie ai medici, ai respiratori automatici e alle sonde di nutrizione - spiega affranta. "Me lo ha detto lui stesso con estrema chiarezza qualche tempo prima di sentirsi male. E neanche io accetterei l'accanimento terapeutico. E aggiunge: "Continuo a sperare nel miracolo della sua guarigione e non vorrei davvero trovarmi un giorno a decidere se staccare o no la spina della sua sopravvivenza artificiale". 


La speranza è ancora viva: "Continuo ad avere l'impressione che mio marito dimostri una certa pur minima presenza - sottolinea fiduciosa. "Quando gli si dice qualcosa che colpisce la sua sfera emotiva, lui ha minime reazioni. Un respiro pi&ugrave; affannoso, una smorfia. Per me sono segnali positivi". 


Il riferimento del dramma della famiglia Onofri è alla vicenda di Eluana Englaro e al dibattito che da mesi infiamma gli organi d'informazione, contrapponendo famiglia e laici da una parte e mondo cattolico dall'altra. 


Paola Pellinghelli non si sottrae, nel corso dell'intervista, al confronto tra i due casi: "Eluana è in coma da 17 anni. E non si pu&ograve; non comprendere lo strazio dei suoi genitori e la loro decisione di voler interrompere il trattamento per mantenerla in vita. La nostra situazione è diversa. Per me, che posso ancora sperare, ben venga ogni cura che aiuti Paolo in questo suo difficile percorso sanitario. I medici sono convinti che sia ancora troppo presto per una diagnosi che tolga ogni speranza. Solo se subentrasse qualcosa di grave, un peggioramento seguito da un tentativo terapeutico pi&ugrave; drastico per rianimarlo, il mio atteggiamento cambierebbe. In quel caso direi ai medici: &lsquo;Lasciatelo stare, non tormentatelo con altre inutili cure'. Ne ho parlato con i parenti di mio marito, in particolare con sua sorella, che è d'accordo con me: no a ogni accanimento terapeutico. Anche per rispettare la precisa volontà di Paolo". 

L'intervista riaccende un dilemma che coinvolge numerose famiglie italiane, alle prese con un familiare in coma. 



(A.N.)







Riproponiamo il pezzo che il nostro direttore, Giampiero Castellotti, scrisse a proposito del rapimento Onofri nel 2006 






Un segno nel buio 



Della delinquenza organizzata di una volta si dice che avesse un proprio "codice d'onore". Una sorta di "idioma di stratificazione sociale", come l'etichettano gli antropologi. Nelle norme "non scritte" delle carceri vige tuttora la condanna a chi s'è reso autore di violenze su donne e ragazzini. Persino la mafia tradizionale, maschilista e intrisa dei valori del populismo rurale e spirituale, almeno formalmente, rispettava la vita di tutto ci&ograve; che era estraneo all'universo maschile, ad iniziare dalle donne e dai bambini (finanche dai magistrati e dagli uomini delle forze dell'ordine, proprio perch&eacute; giudicati "lontani" dalla società siciliana). Buscetta, nelle sue esternazioni da pentito, s'è soffermato diffusamente sulle differenze tra "vecchia" e "nuova" mafia. 

Del resto i piccoli - in alcuni casi già adolescenti - uccisi in mezzo secolo di attività mafiose non superano le dieci unità: Giuseppe Letizia, annientato nel 1948 con un'iniezione dal medico-capomafia Michele Navarra perch&eacute; aveva visto Luciano Liggio e altri uccidere il sindacalista Placido Rizzotto; la tredicenne Giuseppina Savoca, uccisa nel 1959 in uno scontro tra mafiosi; il tredicenne Paolino Riccobono, eliminato nel 1963 perch&eacute; rampollo di una famiglia mafiosa; Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di Trapani uccisi nel 1985 nell'attentato al giudice Palermo; Claudio Domino nel 1986. Sacrifici "strettamente necessari" per logica mafiosa, a volte persino casuali, causa i regolamenti di conti. 


Viceversa, le cronache pi&ugrave; efferate di questi ultimi anni vedono sempre pi&ugrave; spesso per protagonisti i bambini. Vittime non solo della follia domestica, spesso conseguenza dello sfaldamento della famiglia tradizionale. Ma anche "oggetti" del ricatto o della vendetta, spogliati delle loro peculiarità, della loro imprevedibilità, della straordinaria "carica umana" e relegati a tessere del mosaico di un pianeta sempre pi&ugrave; adultizzato. 


Ogni anno, in Italia, le forze dell'ordine avviano circa tremila ricerche di minori scomparsi. I pi&ugrave; sono sottratti da un genitore separato o in via di separazione conflittuale. Con l'aumento delle separazioni, il fenomeno è in crescita. Ci sono poi le fughe volontarie, in genere temporanee. 


Ma di tanti bambini scomparsi, purtroppo, non si sa pi&ugrave; nulla. Un elenco che cresce a dismisura, parallelamente agli appelli e agli anniversari delle sparizioni delle varie Angela Celentano o Denise Pipitone. 
Se nel 2000 sono scomparsi definitivamente 133 minori italiani, nel 2005 tale cifra è triplicata toccando quota 347. In crescita anche il dato della polizia di Stato riferito agli stranieri: dai 790 del 2000 ai 1.178 del 2005. I numeri che crescono testimoniano l'allargarsi di piaghe quali l'abuso e lo sfruttamento sessuale, la pedofilia ma anche l'accattonaggio. Fenomeni socialmente sempre pi&ugrave; rilevanti. 


Crediamo ci sia un confine etico da recuperare, da riconquistare, da ridisegnare. Quando apprendemmo che un giornale "profan&ograve;" il cimitero di San Giuliano di Puglia per ottenere le immagini dei bimbi vittime del terremoto (e, forse, delle colpe dei pi&ugrave; grandi), parallelamente al disgusto (reso incancellabile dal ricordo), avemmo la sensazione di un confine oltrepassato. E la consapevolezza, come adulti, di aver dissacrato l'età dell'infanzia. Rendendola sempre pi&ugrave; simile alla drogata giostra dei consumi.



 


(Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ E' morto Capria, ex ministro Psi (2 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1051</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' morto ieri a Roma dopo lunga malattia, all'eta' di 76 anni, l'ex ministro socialista Nicola Capria. Nato il 6 novembre 1932 a San Ferdinando di Rosarno in provincia di Reggio Calabria, ma siciliano di adozione, avvocato, ha iniziato a svolgere attività politica in Sicilia, prima come giovane capogruppo socialista al Comune di Messina, poi deputato regionale dal 1968 al 1976, quindi come vicepresidente della Regione Sicilia e assessore all'Industria. 

Nel 1976, con la svolta dell'hotel Midas e l'ascesa di Craxi, Capria approda al Parlamento nazionale, dove rimane deputato fino al 1994. E' stato ministro del Turismo e dello Sport dal 1976 al 1978, del Mezzogiorno nel 1980, del Commercio con l'estero dal 1981 al 1986, della Protezione civile negli anni  novanta. E' stato anche capogruppo socialista alla Camera.


La sua carriera politica s'è interrotta all'epoca di Tangentopoli. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, Capria è stato assolto, ritirandosi per&ograve; a vita privata. 


Era sposato con Gabriella Molè, figlia del senatore Enrico, ordinario di cinese antico all'Università di Roma. I funerali si terranno domani alle 15 alla chiesa di Sant'Agostino a Campo Marzio a Roma.


"E' scomparsa una figura nobile del socialismo italiano e siciliano - commenta Bobo Craxi, sottolineando che Capria "ha attraversato tutte le fasi decisive della storia del Psi, a cui ha contribuito con significativo impegno nell'azione di governo e di partito". 




(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Nettuno: confessano tre giovani
per il rogo del senza fissa dimora (1 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1048</link>
<description><![CDATA[ NETTUNO (ROMA) - Un immigrato indiano, Sinhg Navte, senza fissa dimora, è stato picchiato e bruciato alle 4 di stamani nell'atrio della stazione ferroviaria di Nettuno, nel litorale laziale. L'uomo era solito dormire all'interno della stazione, come molti suoi connazionali. 

L'episodio presenta caratteristiche di azione premeditata. Gli aggressori, infatti, si sarebbero portati dietro una bottiglia di liquido infiammabile. Avrebbero prima picchiato la vittima, poi colpita alla testa con una bottiglia di birra, quindi cosparsa di benzina dandole fuoco. 


I carabinieri, intervenuti sul posto grazie ad una telefonata, hanno trovato il giovane ancora intento a spegnersi le fiamme addosso. Avrebbe detto qualche parola prima di perdere i sensi. 


L'immigrato è stato ricoverato prima all'ospedale di Anzio, poi vista la gravità delle ustioni presenti su tutto il corpo, soprattutto sulla zona delle gambe e del ventre, è stato trasferito presso il Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove è ancora ricoverato in gravissime condizioni. 




Al momento dell'aggressione, l'indiano era l'unica persona trovata dai militare che stava nella sala d'aspetto. 
Nel pomeriggio la svolta nelle indagini. E' arrivata la confessione di tre ragazzi italiani, di "buona famiglia", il pi&ugrave; giovane ha 16 anni, gli altri 19 e 28, incensurati. Dopo una notte passata tra locali, alcool e probabili droghe, ecco il "gesto eclatante" per provare una forte emozione. 


Secondo la ricostruzione operata dai carabinieri, i tre avrebbero prima insultato lo straniero, quindi, dopo essere andati a fare benzina, sarebbero tornati per dargli fuoco. Non riuscendo pi&ugrave; a spegnere le fiamme sarebbero scappati.
L'indiano dormiva in stazione in quanto aveva da poco perso il lavoro.



 




(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Festa delle zone umide: 13 oasi aperte  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1047</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Oggi 1 febbraio e domani, luned&igrave; 2, è la festa delle zone umide. Per l'occasione il Wwf apre gratuitamente ai visitatori 13 oasi per ammirare ambienti suggestivi ma anche animali affascinanti come aironi, anatre, falchi e fenicotteri. Si festeggia l'anniversario della firma della Convenzione Internazionale sulle Zone Umide, avvenuta il 2 febbraio 1971 a Ramsar, in Iran. Ben 158 sono i Paesi nella convenzione, 1.828 i siti riconosciuti al mondo per un totale di 169 milioni di ettari.  Ad Alviano (tel. 0744-903715), in Umbria, oggi l'evento clou: visita con la guida speciale di Fulco Pratesi, presidente onorario dell'associazione. All'interno del Parco del Tevere, con i suoi 900 ettari di estensione, è una delle oasi pi&ugrave; grandi del Wwf. Altre iniziative in Campania, presso il lago di Conza (tel. 0827-39479) e nel Cratere degli Astroni (tel. 081-5883720). In Toscana appuntamenti alle oasi del lago di Burano, nel Grossetano (domani visite guidate per le scuole e costruzione di nidi artificiali), della laguna di Orbetello (tel. 0564-898829) e degli stagni di Focognano (Carlo Scoccianti, cell. 338-3994177). In Abruzzo protagonista il lago di Penne (tel. 085-8279489), con attività di birdwatching con esperti ornitologi e visite guidate. All'oasi delle Cesine (tel. 0831-989885), in Puglia, liberazione di rapaci e proiezione del film "Il popolo migratore". Altri appuntamenti presso il Pantano di Pignola (Basilicata), con un laboratorio di fotografia naturalistica, presso le saline di Trapani (tel. 0923-867700), con visite guidate anche il 2 febbraio, cos&igrave; come al lago Preola (tel. 0923-934055), sempre in Sicilia. Chiude il quadro Valle Averto, in Veneto (cell. 345-4524609). Secondo un rapporto reso noto dal Wwf, le zone umide immagazzinano il 35% del carbonio terrestre globale (nonostante occupino soltanto il 6% della superficie del Pianeta). A questi ambienti è legato circa il 12% delle specie animali totali e, considerando, anche le specie vegetali, si arriva al 40% complessivo. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate a queste zone che, in inverno, ospitano oltre un milione di uccelli acquatici. Nell'ultimo secolo, per&ograve;, circa il 60% del patrimonio mondiale &eacute; andato distrutto, il 90% nella sola Europa. In Italia dei circa 3 milioni di ettari originari, all'inizio del XX secolo ne restavano 1,3 fino a precipitare ai 300mila nel 1991. Oggi ne sopravvivono appena lo 0,2%, tra aree interne e marittime. ]]></description>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Ancora stupri di gruppo:
Vittoria come Guidonia (1 febbraio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1045</link>
<description><![CDATA[ VITTORIA (RAGUSA) - Due giovani sposi rumeni assaliti dal "branco": lui immobilizzato, lei violentata. Si ripete l'agghiacciante copione di Guidonia. Stavolta in Sicilia, a Vittoria, grande centro in provincia di Ragusa. All'una di notte, all'uscita da un pub di contrada Macconi.
Gli assalitori, in tre, tutti nordafricani, hanno aggredito la coppia. Due, armati di pistola, si sono fatti consegnare i soldi e un telefonino. Il terzo ha bloccato il ragazzo, mentre gli altri due, a bordo di un motorino, hanno preso la ragazza di 24 anni, portandola in un casolare. Qui, secondo quanto affermato dalla giovane, l'hanno violentata.
L'allarme alla polizia è stato lanciato dal giovane romeno. Gli agenti del commissariato di Vittoria hanno eseguito alcune perquisizioni ed hanno interrogato diverse persone. All'alba gli agenti di una volante hanno trovato la ragazza, disperata, che chiedeva aiuto su una strada alla periferia di Vittoria. Sono in corso le indagini per identificare e bloccare gli stupratori. 


Sul drammatico episodio indaga la squadra mobile della Questura di Ragusa. 


                                                                                                                                                                    (A.N.) ]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Addio a Mike Francis,
icona degli anni ottanta (30 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1041</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'autore di "Survivor", brano del 1984 che ha segnato un'intera generazione, non c'è pi&ugrave;. Francesco Puccioni, in arte Mike Francis, 47 anni, protagonista della dance italiana degli anni ottanta, è morto all'ospedale San Pietro di Roma per un tumore al polmone. 
Nato a Firenze il 26 aprile 1961 ma cresciuto a Roma, a soli 14 anni era già coinvolto con una band scolastica dell'Istituto di studi americano della Capitale, da cui la naturale predisposizione a scrivere i testi in inglese. Voce calda e atmosfere raffinate e intimistiche sono gli elementi di una produzione originale e di grande successo sin dagli esordi.
Giovanissimo, scrive per Amy Stewart il brano "Friends" che si piazza nelle classifiche di tutto il mondo. A seguire pubblica il suo primo album "Let's not talk about it" che contiene "Survivor". E' l'epoca dei cosiddetti "remix" e i due brani di successo saranno gettonatissimi per anni nelle discoteche. E' quindi la volta del singolo "Let me in" con la collaborazione di Rossana Casale e, a seguire, "Iron it out", di cui resta una versione a cura del noto dj Mario Tagliaferri. Ancora un successo nel 1986 grazie a "Together", in coppia con la Steward. Seguono due album e, nel 1990, in trasferimento nelle Filippine, dove diviene una star locale.
In Italia collabora con parolieri del calibro di Mogol e Pasquale Panella. Con il primo firma l'album "Mike Francis in italiano". Con il secondo firma nel 1994 "Francesco innamorato" (sesto album) con il brano "Bellissimi occhi chiusi". Seguono tournee internazionali, tra Stati Uniti e Oriente, e nuove incisioni.
Proprio alcune settimane fa era uscito "The very best of Mike Francis", che rimane il suo ultimo lavoro.  


Tra le prime dichiarazioni quella di Rossana Casale. "Sono ancora molto scossa. Ci eravamo visti l'estate scorsa, stava già male ma non ha mai perso l'ottimismo e il sorriso. Una bellissima persona. Un vero peccato che ne sia andato. Mike era un musicista vero. Per questo non ha mai rincorso le case discografiche per ottenere la popolarità. Ha preferito cantare all'estero dove i suoi successi di venti anni fa sono ancora ascoltati e apprezzati. Credeva ancora in certi valori, per questo dovrebbe essere da esempio". 


I funerali si svolgeranno in forma privata. L'artista abitava a Roma nella zona di piazza Crati.

                                                                                                                                                (Alex Neumann) ]]></description>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<item>
<title><![CDATA[ Radicali: maltrattamenti ai romeni stupratori (30 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1040</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Marcel Cristinel e Mirel Huma, 21 anni, e i fratelli Lucian Trinca di 22 e 23 anni, i romeni di Guidonia accusati di violenza sessuale e rapina aggravata potrebbero avere subito a loro volta violenze. Se lo domandano i Radicali che hanno effettuato una visita al carcere di Rebibbia per incontrare i giovani stranieri accusati di avere stuprato nelle campagne di Guidonia, Anna, 21 anni, e rinchiuso nel portabagagli il fidanzato Mario, di 24.


"Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva - scrivono Rita Bernardini, deputata Radicale-PD, e Sergio D'Elia segretario dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".


"Su uno di loro che zoppicava vistosamente - prosegue la nota - erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull'anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l'altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a pi&ugrave; riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei carabinieri di Guidonia. Del resto, non ci sentiamo di escludere che i sei romeni abbiano subito ulteriori maltrattamenti, seppure di minore intensità e violenza fisica, anche al momento dell'ingresso a Rebibbia". 


Il gruppo di romeni sono stati fermati luned&igrave; scorso, due al casello autostradale di Tivoli e altri in un appartamento della cittadina dove erano conservati anche la catenina strappata ad Anna e le scarpe tolte al fidanzato.


"Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto pi&ugrave; rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate - concludono Bernardini e D'Elia. "Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un'interrogazione urgente ai ministri della Difesa e della Giustizia".  Chiederanno, tra l'altro, che si accerti, attraverso il "riscontro delle cartelle cliniche d'ingresso", in che condizioni fisiche i sei romeni sono entrati in carcere.


Il caso dei romeni di Guidonia è particolarmente seguito anche in madrepatria. Il quotidiano Evenimentul zilei, citando fonti della polizia romena, riporta che nel 2004 i fratelli Trinca sarebbero entrati ubriachi in chiesa, insultando i fedeli e facendo i propri bisogni al cimitero. Lucian era indagato anche per furto di cavalli. Ma diversi giornali temono che la comunità romena possa diventare bersaglio di attacchi violenti, come successo nel caso degli attentati contro due negozi romeni a Villalba. ]]></description>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Maroni: traffici d'organi anche in Italia  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1038</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Annuncio choc del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, alla prima assemblea pubblica dell'Unicef a Roma. L'esponente leghista ha lanciato l'allarme sul traffico d'organi di bambini che avrebbe luogo anche in Italia. Parlando della situazione dei bambini migranti, Maroni ha parlato di "evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati sul territorio".   Un inquietante fenomeno, ha aggiunto il responsabile del Viminale, che il ministero dell'Interno intende contrastare con "i mezzi pi&ugrave; efficaci". Per contrastare la piaga, Maroni ha annunciato l'attuazione dell'accordo internazionale firmato nella cittadina tedesca di Pr&uuml;m il 27 maggio 2005 da Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, che oltre a riguardare la cooperazione transfrontaliera al fine di contrastare terrorismo e migrazione illegale, prevede all'articolo 2 l'istituzione di "schedari nazionali di analisi dna". Le ''evidenze'' del traffico di organi di minori in Italia - ha evidenziato il ministro, si spiegano con l'analisi incrociata dei dati sui ragazzi extracomunitari scomparsi dopo essere arrivati a Lampedusa e le segnalazioni relative al traffico d'organi inviate dai Paesi d'origine alla polizia italiana tramite Interpol.  Elementi rintracciabili ''negli esposti provenienti da diversi Paesi del mondo che nel corso degli anni, e anche nel 2008, sono stati portati all'attenzione della polizia italiana, che ha iniziato un'attività di indagine''.  Il dato pi&ugrave; emblematico riguarda i minori extracomunitari che spariscono ogni anno in Italia. "Su 1.320 minori approdati a Lampedusa l'anno scorso, ovviamente portati da qualcuno, circa 400 sono spariti - riferisce il ministro. "Di loro non abbiamo pi&ugrave; notizie. Incrociando questo dato con alcuni esposti sul traffico di organi, arrivati dai Paesi d'origine di questi minori, possiamo ritenere che il fenomeno tocchi anche il nostro Paese''.    Le gravi denunce del ministro hanno scatenato numerose reazioni. Il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa, afferma che ''La rete trapiantologica italiana è sicura ed estranea al fenomeno del traffico di organi, ma è stata allertata.  Nessun organo con provenienza sconosciuta pu&ograve; entrare nella rete trapiantologica italiana. Tutti gli organi prelevati nelle rianimazioni italiane e utilizzati nei centri trapianto hanno un percorso dal donatore al ricevente chiaramente definito e immediatamente rintracciabile - spiega Costa. La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino (Pd), ha convocato "d'urgenza" il ministro dell'Interno Maroni in merito alle sue affermazioni. "Le parole del ministro dell'Interno - sottolinea Marino in una nota - sono di una gravità inaudita e vanno al pi&ugrave; presto chiarite e approfondite. A questo scopo la commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sul Ssn, da me presieduta, ha deciso di convocare d'urgenza il ministro, che verrà a riferire nel corso della prossima settimana". Il titolare del Viminale è intervenuto anche sulle polemiche riguardanti il centro di prima accoglienza di Lampedusa, e in particolare sui minori immigrati, sottolineando che "nessun minore verrà espulso" e che i bambini sbarcati sull'isola sono stati già tutti trasferiti in comunità di accoglienza. "Per questo - ha sottolineato Maroni - c'è una collaborazione molto efficace con i comuni d'Italia per assegnare i minori alle comunità familiari che li accudiscono al meglio".    Sempre sul fronte minori, il ministro ha annunciato che il suo dicastero nelle prossime settimane avvierà un programma di scolarizzazione dei minori nomadi che"se sarà necessario saranno sottratti a chi impedisce loro di vivere una vita civile nei campi". Ha aggiunto: "Non è accettabile che in Paese civile come il nostro ci siano bambini costretti a vivere in luoghi malsani e a sopravvivere insieme ai topi, bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola e di fare una vita normale". In occasione dell'assemblea Unicef a Roma è stata presentata la nuova edizione dell'Humanitarian action report, il Rapporto sui Paesi in emergenza. Il presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, ha annunciato che sono necessari oltre un miliardo di dollari per aiutare i bambini e le donne in 36 Paesi in enorme difficoltà. L'importo richiesto è di circa il 17% superiore a quello del 2008, in gran parte attribuibile all'aumento del fabbisogno in Africa orientale e meridionale. L'aumento dei prezzi alimentari e i cambiamenti climatici hanno inoltre influenzato negativamente la maggior parte dei Paesi per i quali sono richiesti aiuti di emergenza.    Oltre la metà dei fondi sono destinati al proseguimento dell'azione dell'Unicef a sostegno delle vittime delle cinque pi&ugrave; grandi emergenze umanitarie a livello mondiale: Repubblica democratica del Congo, Somalia, Sudan, Uganda e Zimbabwe, dove l'epidemia di colera non è ancora sotto controllo. Vanno aggiunti, in particolare, il terremoto in Cina e il ciclone in Myanmar, che hanno lasciato senza casa centinaia di migliaia di bambini.    Il rapporto dell'Unicef cita recenti studi che segnalano che il rischio di fame potrebbe aumentare per circa 50 milioni di persone in tutto il mondo entro il 2010 a causa del cambiamento climatico. Alcuni esperti hanno stimato che nel prossimo decennio i bambini e le donne rappresenteranno il 65% di tutte le persone colpite da catastrofi legate al clima. Se queste previsioni dovessero rivelarsi corrette, 175 milioni di vittime del cambiamento climatico saranno bambini.    "Molti Paesi evidenziati nel rapporto sono emergenze silenziose o dimenticate - ha dichiarato il direttore generale dell'Unicef, Ann Veneman. "Donne e bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie, povertà e fame, ma purtroppo la loro morte è quasi inosservata". ]]></description>
<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Norme anti-stalking: la Camera approva il testo  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1036</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dopo il mobbing, che investe la sfera lavorativa, lo stalking, la persecuzione nella vita privata. E dopo le norme che hanno regolato il mobbing, arrivano anche quelle per chi pedina, controlla, assilla la propria vittima. La Camera, infatti, ha approvato con una maggioranza quasi unanime (379 voti a favore, solo due deputati liberaldemocratici contrari) il decreto che istituisce il reato di "atti persecutori" (stalking), termine con il quale il nuovo reato verrà indicato nel codice penale. Il testo prevede pene particolarmente severe: rischia il carcere da sei mesi fino a quattro anni chi minaccia o compie atti persecutori nei confronti di qualcuno. La norma, nel dettaglio, prevede la reclusione per chiunque "molesta o minaccia taluno con atti reiterati ed idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero ad ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita". Se poi a molestare è il coniuge (anche separato o divorziato), il convivente o il fidanzato e se la molestia viene compiuta contro una donna incinta, un minore o un disabile, la detenzione pu&ograve; arrivare fino a sei anni. Aggravante l'uso di armi. Il disegno di legge stabilisce anche che nei confronti del molestatore si possa disporre l'allontanamento fino ad un anno dalla casa o dal luogo di lavoro della vittima o anche, ad esempio, dalla scuola dei figli. Al molestatore, infine, si pu&ograve; vietare di comunicare con qualsiasi mezzo, non solo con la vittima, ma anche con i prossimi congiunti. Il delitto è punito sempre a querela di parte. Ma si pu&ograve; procedere d'ufficio se il reato è commesso nei confronti di un minore o di un disabile e anche quando il molestatore era già stato ammonito dal magistrato. E' consentito disporre intercettazioni telefoniche per la raccolta di prove. Il provvedimento, che introduce il nuovo articolo 612-bis nel codice penale, passa ora all'esame del Senato. Grande soddisfazione è stata espressa dalla relatrice, Giulia Bongiorno del Pdl, la quale ha sottolineato, nell'intervento che ha concluso il dibattito, "la caratteristica essenziale di questo ddl: è stato condiviso".  Ha spiegato: "Ho di fronte a me in sequenza i passaggi in commissione, dove ho visto i contributi del centrodestra e del centrosinistra, senza opposizioni n&eacute; veti". Poi l'avvocato parlamentare ha raccontato un fatto personale: "Quattordici anni fa ho assistito una donna vittima di persecuzioni. La denuncia si è arenata nei tribunali e sapete che fine ha fatto quella donna? &Egrave; morta vittima di stalking. Questa legge - ha proseguito la Bongiorno - ha una portata innovativa straordinaria: non è una legge contro il corteggiamento insistente, ma contro i persecutori insistenti. La donna molestata pu&ograve;, con questa legge, rivolgersi al questore e ricevere aiuto immediato". Reazioni di entusiasmo dalle parlamentari di tutti gli schieramenti. Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna parla di "grande giorno per il paese" e assicura che "c'è un fondo di 20 milioni di euro per le vittime dello stalking a disposizione del ministero delle Pari opportunità" e che "è stato completato un bando da 3 milioni e mezzo di euro per sostenere i centri antiviolenza". Ha concluso: "Sarà mia cura ottenere altri fondi". Il presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia, Alessandra Mussolini, chiede altri soldi per concedere il gratuito patrocinio, oltre che alle vittime di violenza sessuale, anche alle donne molestate: "Per soli due voi contrastati, la Camera ha negato il gratuito patrocinio. Spero in un ripensamento futuro dei parlamentari - sottolinea la Mussolini. Sempre nel centrodestra, la responsabile delle Pari opportunità di An, Barbara Saltamartini, parla di "un cambio di passo culturale". La deputata del Pdl osserva che "non viene soltanto colmato un vuoto normativo ma si compie un fondamentale passo avanti nel percorso verso la libertà, il rispetto e il diritto all'integrità fisica e psicologica di tutte le donne. Anche alla luce dei drammatici episodi avvenuti recentemente, mi sembra un segnale di enorme rilevanza". Barbara Pollastrini (Pd) è felice per il risultato ma sostiene che "non ci si pu&ograve; accontentare". Afferma durante la dichiarazione di voto finale: "E' un passo avanti, altri per&ograve; ne devono essere compiuti. Non rinunciamo a traguardi pi&ugrave; ambiziosi", rilanciando ad esempio l'esigenza di avere al pi&ugrave; presto il piano d'azione integrato, richiesta che ieri i deputati hanno approvato pressoch&eacute; all'unanimità: "Premeremo e vigileremo affinch&eacute; il governo lo presenti quanto prima".  La senatrice Vittoria Franco, ministra delle Pari opportunità nel governo ombra del Pd: "L'approvazione della proposta di legge sullo stalking da parte della Camera è un passo molto importante ed è una vittoria delle donne e per le donne. Alla Camera è stato fatto un buon lavoro col contributo delle donne dell'opposizione. Al Senato - continua - faremo la nostra parte per rafforzare gli aspetti di prevenzione e per arrivare ad una rapida approvazione. E' necessario che si arrivi al pi&ugrave; presto a una legge sullo stalking, per sanzionare un reato odioso che spesso porta all'uccisione delle vittime. Resta aperto il capitolo del contrasto alla violenza sessuale sul quale aspettiamo delle risposte concrete dal governo, anche in termini di risorse finanziarie". Sulla stessa linea anche Lucia Codurelli deputata del Pd in commissione Lavoro della Camera, che ricorda come in Inghilterra analogo provvedimento sia in vigore da molti anni. E aggiunge: "Si tratta di una questione di tale complessità che non pu&ograve; essere risolta solo riconoscendo allo stalking uno status penalmente rilevante, ma ancora occorre lavorare tanto anche sul piano culturale e della prevenzione che, in buona sostanza, significa aumentare i fondi, come richiesto in un nostro ordine del giorno, affinch&eacute; siano a disposizione delle vittime gli aiuti necessari, che hanno bisogno di continuità e sistematicità". ]]></description>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Sanità: inaugurato il "Santa Caterina" al Prenestino  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1035</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dopo quattordici anni di attesa (ma solo nel 2001 l'Asl Roma C ha acquisito l'immobile), gli abitanti del Prenestino possono finalmente usufruire dei servizi del nuovo centro polispecialistico "Santa Caterina della Rosa", sito in via Nicol&ograve; Forteguerri 4, nella zona di largo Preneste. Il nuovo distretto sanitario di base è stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e del presidente del sesto municipio Giammarco Palmieri. La neonata struttura servirà soprattutto ad unificare i servizi offerti nella zona da vari ambulatori (quelli di via Antonio Tempesta 262, ex Inam, via Prenestina 41c, ex Atac, e via Prenestina 220, ex Enpas, che verranno chiusi), potenziati da medicina generale, un ambulatorio infermieristico, un servizio di continuità assistenziale, uno di guardia medica attiva e un blocco operatorio. Pertanto il presidio fornisce assistenza 24 ore su 24, diagnostica, unità di fisiokinesiterapia, ambulatori specialistici e due sale operatorie per la chirurgia ambulatoriale. Il centro è su quattro piani interamente ristrutturati per una superficie totale di circa novemila metri quadri. Sarà operativo a partire dal 10 febbraio 2009 e vedrà l'impiego di oltre 200 persone tra infermieri, medici di base e specialisti.  Per aprirlo la Regione ha investito oltre 14,5 milioni di euro. "Entro quest'anno - sottolinea il governatore Marrazzo - apriremo altri 19 presidi. Mancavano finora strutture come questa, che a regime riuscirà a intercettare 15mila presenze, le quali altrimenti andrebbero all'ospedale di riferimento". Nel dettaglio, i servizi che verranno erogati nel presidio sanitario "Santa Caterina della Rosa" sono: ambulatorio di medicina generale; servizi di diagnostica: tac, ecografia, mammografia, risonanza magnetica artoscan; unità di fisiokinesiterapia. Gli ambulatori specialistici sono: urologia, ginecologia, ortodonzia, odontoiatria, allergologia, anestesiologia, angiologia, cardiologia, chirurgia generale, dermatologia, endocrinologia, medicina interna, neurologia, oculistica, ortopedia, otoiatria, reumatologia. Inoltre è presente l'unità operativa di chirurgia ambulatoriale dotata di 2 sale completamente attrezzate (l'unità è collegata con il Dipartimento di chirurgia dell'Ospedale Sant'Eugenio); quindi un ambulatorio infermieristico che rappresenta un nuovo modello di organizzazione e gestione dell'assistenza infermieristica ed eroga prestazioni come i prelievi ematici, la terapia iniettiva, la rimozione di punti di sutura, i controlli pressori e della glicemia, l'esecuzione di tracciati elettrocardiografici, le medicazioni, anche avanzate. C'è poi il Servizio di continuità assistenziale coperto in prima istanza dai medici di continuità assistenziale che eroga assistenza nei giorni feriali, dalle ore 8 alle 20, al fine di evitare che i cittadini si rivolgano al pronto soccorso, quando non necessario; Dulcis in fundo il Servizio di guardia medica attiva, atto a garantire la continuità assistenziale nelle 24 ore. Negli orari in cui i medici di assistenza primaria ed i pediatri di libera scelta non sono reperibili, (giorni feriali dalle ore 20 alle ore 8 e dalle ore 14 del sabato fino alle ore 8 del luned&igrave;), il medico effettuerà visite urgenti nella sede del presidio con prescrizione di farmaci indicati per terapie d&acute;urgenza. Pu&ograve; rilasciare certificati di malattia in casi di stretta necessità e, al bisogno, pu&ograve; proporre il ricovero. ]]></description>
<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Di Pietro ancora all'attacco:  "Denunce come cerini"  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1034</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Tonino Di Pietro è stato denunciato per vilipendio dall'Unione delle camere penali italiane per offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del codice penale). E' quanto emerge da un'intervista del presidente dell'associazione dei penalisti italiani, Oreste Dominioni, rilasciata al Corriere della Sera. Lo stesso Dominioni, insieme a Renato Borzone, vicepresidente dell'Ucpi, hanno firmato la denuncia depositata presso la Procura della Repubblica di Roma    Il riferimento è a quanto affermato dal parlamentare durante la recente manifestazione a piazza Farnese a Roma. Si legge nella denuncia dell'Ucpi: "Secondo quanto ha riferito la stampa, il parlamentare ha affermato nel corso di una nota e recente manifestazione di piazza "Vogliono farci ancora una volta lo scherzetto di piazza Navona. Ma in una civile piazza c'è il diritto di manifestare, Presidente Napolitano, possiamo permetterci di accogliere in questa piazza chi non è d'accordo con alcuni suoi silenzi? A lei che dovrebbe essere arbitro, possiamo dire che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo?"; e proseguendo, in un crescendo di toni che eccitavano il furore della piazza, ha concluso con la seguente pesantissima frase "Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso". La vistosità della portata offensiva - scrive ancora Dominioni - e delegittimante l'altissima funzione istituzionale esercitata dalla suprema carica dello Stato repubblicano, di tali affermazioni ha determinato unanimi comportamenti di ferma indignazione. Tra questi l'opinione di un ex Presidente della Repubblica che vi ha riscontrato un palese carattere di reato".    Per l'Unione delle camere penali italiane il politico molisano avrebbe "oscurato la limpidezza morale e il credito di cui devono essere necessariamente circondate le attribuzioni del Capo dello Stato, delegittimandolo nella persona e nella istituzione che rappresenta". Inoltre, sempre secondo l'Ucpi, "l'attacco al Capo dello Stato si rivela palesemente strumentale a sostenere la presa di posizione dell'onorevole Di Pietro sui temi della riforma generale della giustizia. Trascinandolo nella mischia del confronto politico - continua il testo - l'aggressione tenta di mettere in discussione l'adeguatezza del ruolo della suprema istituzione dello Stato nella gestione - quale garante della Costituzione - della futura ed eventuale vicenda parlamentare di riforma della giustizia".    Da parte sua, l'onorevole Di Pietro si mostra spavaldo. "Accetto ben volentieri la sfida che il presidente dell'Unione delle camere Penali, Oreste Dominioni, persona che rispetto e stimo sia sul piano personale che sul piano professionale, mi lancia dichiarando di denunciarmi per vilipendio al Capo dello Stato in relazione al mio intervento alla manifestazione promossa dall'Associazione familiari vittime della mafia - dichiara l'ex magistrato. "Sono certo che vincer&ograve; la causa per tre buone ragioni: la prima perch&eacute; non ho mai accusato il Capo dello Stato di essere mafioso nè l'ho mai pensato (la registrazione integrale del mio intervento ne sarà la prova); la seconda perch&eacute; nell'aver rispettosamente sostenuto che, a mio avviso, il Capo dello Stato non sempre si sarebbe dimostrato imparziale, ho esercitato un legittimo diritto di critica che la Carta costituzionale garantisce a tutti i cittadini nei confronti di ogni autorità; la terza perch&eacute;, a prova del predetto diritto di critica (di ben pi&ugrave; ampio spessore), porter&ograve; in tribunale una copiosa rassegna stampa riguardante numerosi casi di critica nei confronti di altri presidenti della Repubblica (Cossiga e Ciampi), senza che nessuno abbia sollevato tale e tanto clamore come quello scatenatosi nei miei confronti solo perch&eacute; non sono allineato al sistema e non mi rassegno ad abbassare la testa. Una cosa, da subito, posso assicurare all'amico Oreste Dominioni - prosegue Di Pietro. "Che non chieder&ograve;, in alcun modo, che mi sia riservata l'insindacabilità delle dichiarazioni rese come parlamentare. Se qualcuno vuole il processo - conclude Di Pietro - è bene che ci sia perch&eacute; i principi costituzionali, come la libertà di pensiero e di espressione, vengano riaffermati".    Il politico molisano torna inoltre sulla manifestazione di piazza Farnese anche nel suo blog. "Di piazza Farnese è stato taciuto tutto, ad eccezione dell'inutile - scrive Di Pietro. "E da oggi è calato il silenzio, la Rete ha zittito le menzogne. Repubblica ha ricevuto migliaia di commenti di cittadini indignati, l'Unità e Corriere idem. Venti minuti dopo la fine di piazza Farnese tutta la manifestazione era su You Tube, mentre le redazioni correvano affannate a costruire la loro notizia. Questo non era stato previsto dai direttori dei media. Nessuno, se non la Rete, ha parlato dell'Associazione Nazionale Vittime di Mafia, nessuno ha riportato le parole di Salvatore Borsellino, di Beppe Lumia, di Sonia Alfano, di Beppe Grillo, nessuno ha riportato i nomi fatti in quella piazza, n&eacute; dei "cattivi" quali Marcello Dell'Utri, Vittorio Mangano, Angelino Alfano, Cesare Previti, n&eacute; dei "buoni", Luigi De Magistris, Luigi Apicella, Clementina Forleo. Nessuno ha parlato di mafia, di camorra,'ndrangheta e di finanziamenti europei. Nessuno ha parlato della luna, solo del dito. Si è parlato solo delle mie presunte offese a Napolitano - insiste Di Pietro - offese che non c'erano, mai esistite. Di critiche invece s&igrave;, ne ho fatte, e le ribadisco. Cos&igrave; come ne hanno fatte l'85% degli italiani non ritenendolo un buon "custode della Costituzione". Il riferimento è al sondaggio promosso dalla rivista MicroMega).    Di Pietro attacca anche il Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto da Francesco Rutelli, colpevole, secondo il leader dell'Idv, di aver convocato De Magistris per le intercettazioni dell'archivio Genchi predisposte dal pm. "Un atto intimidatorio compiuto dall'alto di un'istituzione - scrive Di Pietro. In serata ancora dichiarazioni sulla vicenda della denuncia, affidate sempre al blog. "Una mossa puramente politica. Nessun uomo di giustizia preparato, ascoltando il mio discorso, avrebbe proceduto in perfetto stile kamikaze. Ma a Dominioni non interessa vincere, n&eacute; a lui ,n&eacute; a chi gli ha chiesto di porre in essere la denuncia. Quel che conta è l'articolo a pagina 14 del Corriere della Sera, per la sentenza poi passeranno anni e gli italiani dimenticheranno - scrive Di Pietro. "Le denunce sono come i cerini: una volta accesi devi essere sicuro di non scottarti - avverte Di Pietro, che ribadisce la sua certezza di vincere la causa.    "Sono passati ben tre giorni da piazza Farnese, data in cui fui accusato da media e politici, contrariamente al vero, di aver oltraggiato il Presidente della Repubblica. Quel che dovevo ribattere su questa menzogna l'ho già scritto e detto abbondantemente. Non mi ripeter&ograve;. Invito solo i cittadini a leggere i miei articoli di questi giorni - scrive il leader dell'Italia dei Valori - ma soprattutto a guardare i numerosi video del mio intervento in quella piazza, presenti in Rete".      (G.C.)  ]]></description>
<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ "Semafori diabolici": un arresto, 108 indagati (29 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1031</link>
<description><![CDATA[ MILANO - L'inchiesta sui T-red, i dispositivi fotografici dei cosiddetti "semafori intelligenti" (o "diabolici"), iniziata oltre un anno fa dalla procura di Verona con il sequestro dei semafori di via Fabio Filzi a Cellore di Illasi, in provincia di Verona, segna il primo arresto. Si tratta del progettista degli apparecchi, Stefano Arrighetti, 45 anni, di Seregno (Milano), amministratore unico della Kria di Desio (Milano). E' accusato di frode nelle pubbliche forniture. Secondo quanto si apprende, Arrighetti avrebbe omologato soltanto la telecamera e non avrebbe chiesto e quindi mai ottenuto dal ministero dei Trasporti l'omologazione dell'hardware dell'apparecchiatura che fa funzionare l'intero sistema. 
L'inchiesta era partita con il sequestro, in oltre una decina di paesi veneti (tra cui Badia Polesine, Montagnana, Mogliano, Farra di Soligo, Occhiobello, Santa Lucia di Piave, Spresiano, Susegana, Vazzola, Villorba e Vittorio Veneto), dei dispositivi fotografici contenuti nei semafori. Azione effettuata per accertare la conformità alla normativa vigente del sistema automatico di rilevamento delle infrazioni alla luce semaforica rossa (T-Red). E per stabilire se i semafori fossero truccati per lucrare sulle multe. L'operazione s'è poi allargata anche tra Varese, Lecco e Como. Il sequestro preventivo dei T-red è arrivata ad interessare, la scorsa estate, 64 comuni di 24 province. Oggi sarebbero un'ottantina i comuni del centro-nord Italia al centro dell'indagine nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni.
A gennaio 2008, i carabinieri di Tregnago, Illasi e Colognola ai Colli, incaricati delle indagini, hanno denunciato un amministratore comunale, due comandanti di polizia locale e gli amministratori unici di Citiesse di Rovellasca (Como), Maggioli di Santarcangelo di Romagna, Traffic Tecnology di Marostica e Open Software di Mirano per truffa aggravata e falsità materiale. Le indagini hanno anche evidenziato il duplice ruolo delle amministrazioni comunali: alcune avrebbero profili di responsabilità, mentre altre costituiscono parti offese in quanto le immagini degli automobilisti "indisciplinati" venivano esaminate dal personale della ditta Citiesse e non da un pubblico ufficiale.
Cos&igrave;, tra i 109 indagati figurano 63 comandanti di polizia municipale tra cui quello di Perugia e di Mogliano Veneto (Treviso), 39 amministratori pubblici e sette amministratori di società private. Sono invece 80 i comuni del centro-nord Italia al centro dell'indagine nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni. Il provvedimento restrittivo che ha raggiunto Arrighetti è stato emesso dal gip veronese Sandro Sperandio su richiesta del pm Valerio Ardito. ]]></description>
<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il Sud piange Mino Reitano  (27 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1028</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Mino Reitano, 64 anni, uno dei simboli canori della Calabria e del Mezzogiorno, si è spento nella sua abitazione lombarda di Agrate Brianza, assistito dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena. Reitano era stato colpito due anni fa da un tumore che lo aveva costretto, tra l'altro ad un intervento chirurgico un anno e mezzo fa e ad un secondo nello scorso novembre. Nonostante la malattia non aveva rinunciato a esibizioni televisive, tra cui una nel programma "La vita in diretta". 

Nel corso di una recente intervista ad un periodico cattolico, che rimane una sorta di testamento, aveva dichiarato di affrontare il male "con serenità e ottimismo grazie alla forza della fede e della famiglia" e di chiedere perdono "nel caso io abbia danneggiato qualcuno". Da cattolico credente e praticante, aveva ricordato anche gli incontri con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, riferendo orgoglioso che Papa Ratzinger gli disse "Lei ha gli occhi buoni". 



I funerali del cantante, che lascia anche un'altra figlia, Grazia Benedetta, si svolgeranno gioved&igrave; alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza. 


Una vita da romanzo quella di Beniamino "Mino" Reitano. Nato poverissimo a Fiumara, paesino di mille abitanti nei pressi di Reggio Calabria, presto orfano di madre, studia per otto anni al conservatorio di Reggio suonando il pianoforte, il violino e la tromba. Si trasferisce giovanissimo in Germania intraprendendo la carriera musicale insieme ai fratelli con la band "I fratelli Reitano": qui si esibisce in un club di Amburgo insieme ai Quarrymen, i Beatles ai loro esordi. 


Nel 1966 partecipa al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 al Festival di Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti, "Non prego per me". Il primo grande successo nel 1968 con "Avevo un cuore (che ti amava tanto)", poi "Una chitarra cento illusioni". Grazie al successo di questi brani, acquista un appezzamento di terreno ad Agrate Brianza dove costruisce "Reitanopoli", sorta di ranch in cui porta a vivere l'intero parentado. Nel 1969 è al Festival di Sanremo con "Meglio una sera piangere da solo". Nel 1971 vince Un disco per l'estate con "Era il tempo delle more". Scrive brani per Mina o Ornella Vanoni, partecipa per otto anni a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi posti. 


Nel 1988 si ripresenta a Sanremo classificandosi sesto con "Italia", scritta per lui da Umberto Balsamo, che rimane una delle sue canzoni pi&ugrave; famose. Vi parteciperà nuovamente nel 1990, 1992 e nel 2002 con "La mia canzone", brano scritto da Pasquale Panella. Partecipa anche a numerosi film tra cui "Sono pazzo di Iris Blond" (1996) di Carlo Verdone, dove con autoironia interpreta s&eacute; stesso. 


Conflittuale il rapporto con la critica musicale, oggetto di ironie per le sue origini calabresi e la famiglia numerosa, Reitano ha per&ograve; conquistato soprattutto l'emigrazione italiana all'estero, dove s'è esibito in concerti trionfali. Tra le frasi celebri che gli si attribuiscono: "Io sono nella vita esattamente come appaio in tv: un ignorante che si è fatto da solo". 


L'ultimo premio il 6 gennaio 2009: "I Giganti della Calabria", omaggio da una terra che ha sempre amato. "Per vent'anni ho rifiutato di fare concerti in Calabria perch&eacute; non volevo che la gente della mia terra pagasse per vedermi cantare - raccontava il cantante di Fiumara. ]]></description>
<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Sabelli: costano troppo due aeroporti a Milano  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1027</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Rocco Sabelli, amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, è categorico: "Alimentare due aeroporti a Milano, Malpensa e Linate, costa 140-150 milioni l'anno. Non è possibile per nessuno al mondo avere un hub a Malpensa e un aeroporto internazionale a Linate. Basta vedere la storia di Malpensa di questi dieci anni e si capisce tutto: Linate porta via passeggeri a Malpensa e alimentare due aeroporti costa troppo".    Affermazioni nette, quelle del manager molisano, in audizione davanti alle commissioni riunite di Trasporti e Industria di Camera e Senato a Palazzo Madama.    Sabelli e il presidente di Cai, Roberto Colaninno, hanno ribadito, di fatto, che senza il ridimensionamento di Linate, l'aeroporto di riferimento, che in condizioni normali sarebbe Malpensa, non pu&ograve; che essere Fiumicino.    Sabelli è fiducioso che "questa possa essere la volta buona per Alitalia", sia perch&eacute; la compagnia di bandiera è stata disegnata "non su quello che sarebbe bello fare, ma su quello che è realistico poter fare", eliminando dalla strategia industriale i condizionamenti esterni che in passato ne avevano segnato la gestione, sia perch&eacute; rinasce con "un prodotto disegnato sulla struttura della domanda", caratteristica che ne fa un piano di sviluppo e non di ridimensionamento. In sostanza ha l'obiettivo di evolvere verso il trasporto di un numero maggiore di passeggeri e di far crescere i ricavi. "I giudizi vanno misurati in termini di obiettivi - sentenzia Sabelli.    Tra i punti chiave che segnano una netta discontinuità con il passato, il manager ex Piaggio sottolinea il risultato di un "consolidamento del mercato domestico: senza l'integrazione con Air One non avremmo fatto questo progetto". Integrare in Cai anche la compagnia di Carlo Toto è stato "un prerequisito necessario" perch&eacute; "la dimensione sul mercato domestico sarebbe stata incompatibile con un posizionamento solido sul mercato". Oggi la quota di mercato, informa Sabelli, è del 55-56%., rispetto al 30% della vecchia Alitalia, con quote di mercato, in alcune basi, tali da essere operatore di riferimento con vantaggi per il cliente e la compagnia.    Il manager di Agnone anticipa che la nuova compagnia avrà "una flotta moderna ed omogenea; invece che sette tecnologie, come in passato, ce ne saranno quattro ma con in realtà due sole prevalenti: Boeing e Airbus. Alitalia era nota per essere, dal punto di vista della flotta, una sorta di Arlecchino. La vecchia aveva un'età media di circa 12 anni, ultima in Europa, ora tornerà a una pi&ugrave; sostenibile età media di 8-9 anni e questo è fondamentale per i clienti e per l'economicità di gestione. Partiamo con circa 150 aerei. Boeing per le tratte lunghe intercontinentali mentre per il breve e medio raggio la tecnologia dominante è Airbus".    Sabelli prosegue che a fine piano"radicalmente diverso non sarà tanto il dimensionamento ma la qualità. Settanta aerei usciranno in quattro anni e ne entreranno 77. Circa metà flotta verrà cambiata. Oggi il valore combinato della flotta Alitalia e Air One è oltre tre miliardi e diverrà oltre quattro miliardi a fine periodo".    Dopo aver ricordato che da parte del management "c'è attenzione alle politiche di prezzo", spiega che il rilancio della compagnia"non avviene solo con la modernizzazione della flotta. Nei prossimi 5 anni verranno investiti 500 milioni di euro per modernizzazione la qualità del servizio, i servizi informatici, il customer care, il processo di acquisto. Intendiamo accompagnare il cliente dal momento dell'acquisto biglietto fino all'arrivo a destinazione".    Accenna poi alla nota dolente del personale. "Anche le pietre sapevano che Alitalia ha subito una politica dissennata che ha portato ad organici che non poteva sostenere - ricorda, replicando che ora è in atto "un modello operativo efficiente" anche sul fronte del personale.    Sabelli ricorda anche il forte impatto positivo, in termini di sinergie, atteso dall'alleanza con Air France-Klm. Conferma che "nel cumulato dei 3 anni sinergie varranno 720 milioni di euro, circa 250-270 milioni euro di margine annuo. Questa nuova alleanza ha triplicato in termini di margine, rispetto a quella precedente. Inoltre - prosegue - la precedente intesa riguardava solo i voli da Roma e Milano su Parigi mentre ora il profit sharing riguarderà tutti i fasci di volo tra Italia e Francia. E' stata poi immessa nella joint venture anche l'Olanda ed è stata introdotta la remunerazione per Alitalia nelle intere tratte intercontinentali non solo per il tratto che riguardava l'alimentazione dell'hub". Infine, puntualizza, "senza questa partnership queste 16 destinazioni intercontinentali non sarebbero stati possibile perch&eacute; mancano i flussi sufficienti per avere queste destinazioni".    L'audizione è stata poi sospesa e aggiornata a mercoled&igrave; prossimo.    Arriva subito, per&ograve;, la prima tegola per l'ad di Cai. Il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, replica piccato a Sabelli: "Ora basta porre diktat - dice Penati - non li accetteremo da chi, per proteggere il proprio business, penalizza il territorio, l'economia e l'intera comunità milanese". Penati invita poi il governo a "liberare Malpensa dal cappio di Cai, che la sta strozzando. Lo faccia  liberalizzando le rotte, consentendo l'arrivo di altri vettori che possono fare quello che Cai non è in grado e non vuole fare, cioè collegare Malpensa con il resto del mondo".     (A.N.)  ]]></description>
<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il grande ritorno di Alessandra Mastronardi (26 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1025</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Torna protagonista - e alla grande - Alessandra Mastronardi, 22 anni, padre molisano di Agnone e mamma napoletana, idolo delle nuove generazioni grazie alla serie tv "I Cesaroni". 

Oltre alla nuova serie della fiction, dal prossimo 6 febbraio su Canale 5, e alla fiction "Romanzo criminale" su Sky, la giovane attrice torna in teatro con "The Prozac Family" che, dopo il grande successo dello scorso anno al teatro de' Servi (tutto esaurito), è in scena al teatro Parioli di Roma fino all'8 febbraio 2009. 


"Una famiglia del "Mulino Bianco" sull'orlo di una crisi di mezz'età", cos&igrave; gli autori presentano la commedia che racconta la storia tragicomica dei Temperini, famiglia borghese moderna, composta da Lucrezia (Paola Minaccioni), madre casalinga, Aurelio (Maurizio Di Carmine) padre avvocato fiscalista e Margherita (Alessandra Mastronardi) figlia adolescente alle prese con Mamo (Eros Galbiati), il suo "pericoloso" fidanzatino. Marco Costa, autore e regista della piece, analizza la trasformazione e l'adattamento ai tempi odierni che il nucleo familiare subisce offrendo uno spaccato di vita nel quale, mentre i genitori regrediscono, i figli crescono imparando da s&eacute; a discernere il bene dal male e cercando di evitare di commettere quegli errori che, invece, gli insicuri adulti continuano a compiere. 


Sul fronte dei "Cesaroni", il personaggio della Mastronardi, Eva, avrà una naturale crescita dal punto di vista anagrafica. 


Le anticipazioni parlano di Eva (Alessandra Mastronardi) che parte per New York per frequentare una scuola di giornalismo ma anche di un suo improvviso ritorno alla Garbatella. Del nuovo feeling con Marco (Matteo Branciamore), iscritto a una scuola di musica a Milano, ma anche di un matrimonio e di una cicogna in arrivo. Tantissimi gli "ospiti" della terza serie: ci saranno Eleonora Giorgi, nel ruolo di una stilista che accoglierà Eva nel suo staff. Poi Patrizia De Blanck e sua figlia Giada, il principe Carlo Giovanelli, Marina Ripa di Meana e Ascanio Pacelli con la moglie Katia Pedrotti. 


Ma le dichiarazioni della Mastronardi, onnipresente negli organi d'informazione, parlano anche di una possibile svolta professionale. "Se faranno una quarta serie de I Cesaroni per me sarà l'ultima. Bisogna avere il coraggio di chiudere un personaggio o si rischia di stancare se stessi e il pubblico - dichiara ad un giornale. 


E spiega: "Recitare è il mio ossigeno. Io non ho fatto la Scuola sperimentale, ho iniziato con i "Cesaroni" e ogni giorno è come se facessi un esame". 


Alla vigilia della partita Napoli-Roma, persino "Il Corriere dello Sport" le ha chiesto un parere calcistico, lei divisa tra famiglia materna napoletana e la residenza a Roma. "Lavorando nei Cesaroni, a stretto contatto con Claudio Amendola e Max Tortora sono diventata simpatizzante della Roma - confessa. "Era impossibile che ci&ograve; non avvenisse, perch&eacute; loro sono tifosi sfegatati. Ammetto che ho anche una simpatia per l'Inter perch&eacute; sono stata fidanzata con un ragazzo interista. Mi piace molto andare allo stadio di Napoli, il San Paolo, lo trovo pittoresco. Lo sport che amo per&ograve; è l'atletica: prima dei Cesaroni facevo salto in lungo, adesso avrei paura di rompermi, ma appena posso ricomincio". 


Come tutti i personaggi pubblici che si rispettino, anche Alessandra Mastronardi è ormai "attenzionata" dalla stampa cosiddetta rosa. Il settimanale "Eva" le ha affibbiato un'amicizia con il giovane attore Vinicio Marchioni. Il settimanale riporta che i due si sarebbero innamorati sul set di "Romanzo criminale", vivendo il loro amore da favola senza sotterfugi: abbracciati e felici, facendo shopping e firmando autografi davanti ai flash, scambiandosi sguardi dolcissimi. E' il mondo del gossip. 

(A.N.) ]]></description>
<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il ritorno di Alessandra Mastronardi  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1024</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Torna protagonista - e alla grande - Alessandra Mastronardi, 22 anni, padre molisano di Agnone e mamma napoletana, idolo delle nuove generazioni grazie alla serie tv "I Cesaroni".    Oltre alla nuova serie della fiction, dallo scorso 6 febbraio su Canale 5, e alla fiction "Romanzo criminale" su Sky, la giovane attrice è tornata in teatro con "The Prozac Family" che, dopo il grande successo dello scorso anno al teatro de' Servi (tutto esaurito), è andato in scena al teatro Parioli di Roma fino all'8 febbraio 2009.    "Una famiglia del "Mulino Bianco" sull'orlo di una crisi di mezz'età", cos&igrave; gli autori hanno presentato la commedia che racconta la storia tragicomica dei Temperini, famiglia borghese moderna, composta da Lucrezia (Paola Minaccioni), madre casalinga, Aurelio (Maurizio Di Carmine) padre avvocato fiscalista e Margherita (Alessandra Mastronardi) figlia adolescente alle prese con Mamo (Eros Galbiati), il suo "pericoloso" fidanzatino. Marco Costa, autore e regista della piece, analizza la trasformazione e l'adattamento ai tempi odierni che il nucleo familiare subisce offrendo uno spaccato di vita nel quale, mentre i genitori regrediscono, i figli crescono imparando da s&eacute; a discernere il bene dal male e cercando di evitare di commettere quegli errori che, invece, gli insicuri adulti continuano a compiere.    Sul fronte dei "Cesaroni", il personaggio della Mastronardi, Eva, ha una naturale crescita dal punto di vista anagrafica.    Si discute di Eva (Alessandra Mastronardi) che parte per New York per frequentare una scuola di giornalismo ma anche di un suo improvviso ritorno alla Garbatella. Del nuovo feeling con Marco (Matteo Branciamore), iscritto a una scuola di musica a Milano, ma anche di un matrimonio e di una cicogna in arrivo. Tantissimi gli "ospiti" della terza serie: ci saranno Eleonora Giorgi, nel ruolo di una stilista che accoglierà Eva nel suo staff. Poi Patrizia De Blanck e sua figlia Giada, il principe Carlo Giovanelli, Marina Ripa di Meana e Ascanio Pacelli con la moglie Katia Pedrotti.    Ma le dichiarazioni della Mastronardi, onnipresente negli organi d'informazione, parlano anche di una possibile svolta professionale. "Se faranno una quarta serie de I Cesaroni per me sarà l'ultima. Bisogna avere il coraggio di chiudere un personaggio o si rischia di stancare se stessi e il pubblico - dichiara ad un giornale.    E spiega: "Recitare è il mio ossigeno. Io non ho fatto la Scuola sperimentale, ho iniziato con i "Cesaroni" e ogni giorno è come se facessi un esame".    Alla vigilia della partita Napoli-Roma, persino "Il Corriere dello Sport" le ha chiesto un parere calcistico, lei divisa tra famiglia materna napoletana e la residenza a Roma. "Lavorando nei Cesaroni, a stretto contatto con Claudio Amendola e Max Tortora sono diventata simpatizzante della Roma - confessa. "Era impossibile che ci&ograve; non avvenisse, perch&eacute; loro sono tifosi sfegatati. Ammetto che ho anche una simpatia per l'Inter perch&eacute; sono stata fidanzata con un ragazzo interista. Mi piace molto andare allo stadio di Napoli, il San Paolo, lo trovo pittoresco. Lo sport che amo per&ograve; è l'atletica: prima dei Cesaroni facevo salto in lungo, adesso avrei paura di rompermi, ma appena posso ricomincio".    Come tutti i personaggi pubblici che si rispettino, anche Alessandra Mastronardi è ormai "attenzionata" dalla stampa cosiddetta rosa. Il settimanale "Eva" le ha affibbiato un'amicizia con il giovane attore Vinicio Marchioni. Il settimanale riporta che i due si sarebbero innamorati sul set di "Romanzo criminale", vivendo il loro amore da favola senza sotterfugi: abbracciati e felici, facendo shopping e firmando autografi davanti ai flash, scambiandosi sguardi dolcissimi. E' il mondo del gossip.    (A.N.) ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ La Betancourt di nuovo in Italia (26 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1023</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' di nuovo in Italia &Iacute;ngrid Betancourt, 47 anni, uno dei simboli mondiali della difesa dei diritti umani, protagonista di uno dei sequestri di persona pi&ugrave; lunghi della storia, rapita il 23 febbraio 2002 dalle Farc, forze armate rivoluzionarie della Colombia, e liberata il 2 luglio 2008 grazie ad un blitz dell'esercito colombiano. 

Ieri a Terni l'attivista colombiana ha ricevuto presso l'aula consigliare di Palazzo Spada il prestigioso premio San Valentino, in passato ottenuto, tra gli altri, da Mikhail Gorbaciov e dallo scrittore David Grossman.


A consegnarle il riconoscimento per le sue battaglie a favore dei diritti umani, per il suo impegno a sostegno dei pi&ugrave; poveri e per la pace è stato monsignor Vincenzo Paglia, vescovo della città umbra, insieme al sindaco Paolo Raffaelli, il quale le ha assegnato anche il ''Thyrus d'oro'', simbolo della cittadinanza ad onore.


Il sindaco ternano ha definito la Betancourt ''modello di pace e amore nel mondo, alfiera della tolleranza che impersona tutti coloro che sono privati della libertà a causa della difesa dei diritti umani e della lotta contro il terrorismo, la corruzione ed il narcotraffico''.


La Betancourt è stata ricevuta anche dal presidente della regione, Maria Rita Lorenzetti.


Oggi ad Assisi l'attivista colombiana, ha pregato sulla tomba di San Francesco dove la madre, Yolanda Pulecio, solo qualche mese fa aveva invocato al santo la grazia per la liberazione della figlia.


"Nella giungla la natura mi era ostile, l'uomo mi era ostile - ha detto Ingrid Betancourt in visita privata ai frati del Sacro Convento - è stato solo attraverso il controllo della paura, l'accettazione del dolore, che ho iniziato un percorso di umanizzazione dei miei sequestratori. A loro era severamente vietato rivolgersi a me, ma io non ho mai smesso di parlare loro, perchè la mia vita consisteva nel vedere in loro degli individui e non un'organizzazione di guerriglieri. Non pensavo incessantemente alla mia liberazione perch&eacute; ero arrivata al punto da ritenere la morte un'alternativa, una liberazione spirituale che i miei famigliari avrebbero accettato e compreso". 


Padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento - è scritto in una nota - ha lodato il sentimento di gratitudine per Dio che illumina le parole della Betancourt, avvicinando il suo atteggiamento esistenziale alla ''vera letizia'' del Santo, per questo le ha fatto dono della "Luce di San Francesco", lampada che arde nella tomba della Basilica Inferiore.


Figlia di un ex ministro e di una ex senatrice, la Betancourt ha vissuto all'estero la maggior parte della propria vita, soprattutto in Francia, dove ha studiato presso l'Institut d'&eacute;tudes politiques di Parigi, e poi in giro per il mondo, al seguito dell'ex marito, un diplomatico francese.


Dopo l'omicidio di Luis Carlos Gal&aacute;n, candidato alle elezioni presidenziali colombiane con un programma di lotta al narcotraffico, nel 1989 decise di tornare in Colombia per intraprendere la carriera politica contro la corruzione e a sostegno delle fasce pi&ugrave; deboli. Eletta alla Camera nel 1994, poi senatrice dal 1998, è stata in prima fila con il proprio partito "Verde Oxìgen", nella lotta ai narcotrafficanti, tanto da ricevere minacce di morte e costretta a mandare i figli a vivere in Nuova Zelanda.


Di recente in Spagna le è stato conferito il Premio Principe delle Asturie per la Concordia con la seguente motivazione: "Impersona tutti coloro che nel mondo sono privati della libertà a causa della difesa dei diritti umani e la lotta contro la violenza terrorista, la corruzione e il narcotraffico".



(Pierino Vago) ]]></description>
<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Pagella online, parola di Brunetta-Gelmini (25 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1021</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Sarà l'informatica a cancellare definitivamente la vecchia pagellina colorata, ricca di voti, giudizi e firme? Il ministro Renato Brunetta ne è certo. "Entro un anno - annuncia ai microfoni di Radio Rtl il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione - la stragrande maggioranza delle famiglie italiane riceverà a casa o potrà connettersi via internet per consultare la pagella scolastica dei propri figli e ottenere altre informazioni sul loro andamento scolastico". Nonostante il programma e-government del governo indichi la scadenza del 2012, la pagella elettronica potrebbe giungere prima nei computer degli italiani. 

Ma il ministro getta anche acqua sul fuoco dei facili entusiasmi per l'innovazione tecnologica: "Non si deve fare l'errore di pensare che internet possa sostituire l'umanità dei rapporti interpersonali. Bisognerà continuare ad avere rapporti diretti con la scuola e gli insegnanti - spiega Brunetta, che preannuncia anche la possibilità per le famiglie di ricevere comunicazioni dalle scuole tramite sms, ad esempio quando i figli non vanno a scuola. "E' un'iniziativa che ai figli potrà non piacere - continua il ministro - ma che certamente potrà rassicurare i genitori". 


La collega dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, tiene a sottolineare come l'iniziativa sia condivisa tra i due dicasteri, basata anche su progetti-pilota già in corso. "Si tratta di esperienze fruttuose - sottolinea il ministro - che avvicinano la scuola alla famiglia e che, d'accordo con Brunetta, abbiamo intenzione di estendere a tutte le scuole italiane. Le scuole hanno il dovere di comunicare alle famiglie l'andamento scolastico dei loro figli, oltre che negli incontri scuola famiglia, anche attraverso un contatto quotidiano affidato sempre pi&ugrave; spesso alle nuove tecnologie". 


L'innovazione tecnologica, del resto, è un obiettivo presente da diversi anni nelle scuole del nostro Paese. Una cinquantina di istituti italiani fanno parte dell'European Network of Innovative Schools, rete delle scuole europee innovative (Enis), impegnata da un decennio nell'applicazione delle nuove tecnologie per l'innovazione scolastica. Lo sviluppo dell'innovazione didattica attraverso l'uso delle tecnologie informatiche è inoltre uno dei punti centrali degli atti di indirizzo del ministro della Pubblica istruzione degli ultimi anni, compreso quello per l'anno 2008 firmato dall'ex ministro Fioroni nel giugno 2007. Prevede, tra l'altro, il completamento della reingegnerizzazione del patrimonio applicativo esistente, anche in linea con quanto previsto dal Codice dell'amministrazione digitale e a supporto del processo di modernizzazione della struttura amministrativa. Ma sui tempi effettivi per il "completamento del completamento" non ci sono dati certi. 



(Pierino Vago) ]]></description>
<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Vendola, l'araba fenice (24 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1016</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'aveva preannunciato nel corso di un'intervista al quotidiano La Repubblica: "Siamo finiti in una gabbia di veleni, cambiamo casa per rifondare la sinistra". Per chiarire, ha tirato fuori le parole dal cilindro della sua erudizione, da poeta colto e di successo, da laurea in lettere con tesi su Pasolini, spiegando di essere finito dentro "una prigione di risentimenti", "una spirale ritorsiva", "una storia illividita e sfarinata". 
Chiusa una rifondazione se ne fa un'altra. Per la sinistra. Sentenzia: "L'utopia è come l'araba fenice, rinasce dalle proprie ceneri. E l'utopia dell'eguaglianza non è riducibile alle conseguenze di alcun fallimento, continuerà a camminare lungo le strade della politica".
L'antagonismo trova un altro antagonista. Il carismatico Nichi Vendola, 50 anni lo scorso agosto, governatore della Puglia dall'aprile 2005 quando alle primarie di gennaio sconfisse d'un soffio, a sorpresa, l'economista Francesco Boccia, avendo poi la meglio, contro tutti i pronostici, sul presidente uscente Raffaele Fitto. Storia nota. Immortalata in film, come quello biografico di Gianluca Arcopinto, e documentari, "C'è un posto in Italia", di Corso Salani.
Emblema della sinistra controversa ("la sinistra è un'istanza oggettiva"). Cattolicissimo e omosessuale, Vendola. Tra i fondatori dell'Arcigay. E, nel gennaio del 1991, dell'embrione di Rifondazione comunista, con Armando Cossutta dopo la svolta di Occhetto alla Bolognina. Parlamentare per tredici anni, dal 1992 al 2005, compresa la vicepresidenza della Commissione antimafia.
Il governatore della Puglia, oggi, è uno che ce n'ha per tutti: "Rifondazione e il Pd rischiano di essere la narrazione dello stesso suicidio. Da un lato, la ricerca affannosa di governismo a tutti i costi, dall'altro, la predicazione velleitaria lontana dalla realtà".
L'ultimo "vulnus", come lo chiama lui, è quello inferto al quotidiano di partito "Liberazione". La cacciata del direttore Piero Sansonetti è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un colpo "al diritto di informazione e all'autonomia del giornalismo". Confessa: "Ho sofferto tanto per quanto accaduto, da giornalista e da comunista". Lui, che il comunismo l'ha vissuto dentro il partito. Dalla Fgci al Pci, come giornalista dell'Unità e di Rinascita. Non soltanto la presa d'atto di una divaricazione politica. Ma qualcosa di pi&ugrave; profondo che diventa l'ennesimo strappo.
Chianciano Terme. Appena sei mesi fa aveva visto la sconfitta di Vendola con il 47,3% al settimo congresso di Rifondazione. Oggi l'acqua termale benedice la nascita del suo nuovo soggetto politico, Rifondazione per la sinistra, prodotto dall'assemblea della minoranza, presente l'ex segretario del Prc, Franco Giordano. 
L'attuale segretario, Paolo Ferrero, c'ha provato fino all'ultimo ad evitare l'ennesima frattura. "Invito i compagni e le compagne riuniti a Chianciano a ripensare all'ipotesi di una scissione, perch&eacute; non comprendo che senso abbia fare una scissione in nome dell'unità - ha detto Ferrero a Milano.
Ma Vendola è problematico. Secondo lui le parole di Ferrero sono solo cerimoniale, "esercizi di galateo" e "lasciano il tempo che trovano" perch&eacute; "la scissione c'è già stata, nei fatti". Incalza: "Le nostre linee politiche si sono divaricate in modo radicale, c'è stata una rottura nella concezione dello stare assieme, come è avvenuto nella vicenda della cacciata di Piero Sansonetti dalla guida di Liberazione. Quella era già la scissione". Poi, per&ograve;, aggiusta il tiro: "Non provo acrimonia verso Ferrero e il suo gruppo dirigente. Rifondazione è stata la mia casa, e questo addio non è un partire indolore". Arriva anche invitare i compagni che restano nel Prc a "battersi perch&eacute; nasca una sinistra nuova, una sinistra del lavoro e delle libertà".Ma anche: "Siccome non dobbiamo passare il resto della vita a maledirci, allora meglio ricostruire qualcosa partendo da ci&ograve; che ci divide".
Esprime la sua idea di sinistra, forse un po' scontata anche se, specie negli ultimi tempi, poco attuata. "Antirazzismo, la cura per le persone pi&ugrave; deboli, dell'ambiente: la parola sinistra deve tornare ad avere senso. L'Italia che fu il paese dell'anomalia comunista è oggi diventato il paese in cui l'anomalia è rappresentata dall'assenza di una forte sinistra politica". Elogia il modello sardo di Renato Soru "che ha difeso la bellezza e la ricchezza della natura" dando cos&igrave; "una lezione di dignità e di moralità".
E via con il Vendola-pensiero sull'alternativa, quella che viene dalla sinistra vera: "Ingaggiare un corpo a corpo contro la paura e la solitudine, che ritrova l'ago e il filo con cui cucire nuovi legami sociali, pezzi di comunità, movimenti che fanno politica coinvolgendo e accogliendo".
Quindi illustra la sua nuova creatura. Un soggetto - come precisa Vendola - "alternativo ai poteri forti", ma anche ad un Pd "perso nei propri contorcimenti tattici", al veltronismo che "si presenta ormai come un mix compiuto di radicalismo etico e di moderatismo sociale, che pratica la prospettiva di una alternanza senza alternativa" e ovviamente alla destra che ha avviato una "bonifica giustizialista" contro i poveri, cedendo gradualmente alla xenofobia e le cui politiche per la scuola contribuiscono allo "sradicamento di una cultura della res publica".
Il governatore della Puglia si porta dietro il cosiddetto "vecchio giro", cioè il gruppo legato al subcomandante Fausto Bertinotti, da Franco Giordano a Gennaro Migliore fino allo stesso Piero Sansonetti, forse candidato alle prossime amministrative a Bologna. Tra i soggetti vicini, la Sinistra Democratica di Claudio Fava.
Ma non tutta l'area del partito che in occasione dell'ultimo congresso si era riconosciuta nella mozione Vendola ("Manifesto per Rifondazione") deciderà di seguirlo nella nuova formazione. Tra questi: Milziade Caprili, ex vicepresidente del Senato, l'europarlamentare Giusto Catania, gli ex parlamentari Luigi Comodi, Matilde Provera, Augusto Rocchi, l'ex sottosegretario Rosa Rinaldi, il responsabile enti locali Raffaele Tecce, il responsabile ambiente Tommaso Sodano e Sandro Valentini della direzione Prc. I bertinottiani, ufficialmente, decideranno tra una settimana a Roma.
Intanto, per&ograve;, Rps, sigla del partito Rifondazione per la sinistra, ha già un logo che ricorda tanto quello dell'Arci: sfondo bianco, tre lettere della sigla (prime due in nero e terza rossa) con la presenza di una piccola stella rossa. Ed è già operativo il sito, www.rifondazioneperlasinistra.it/, con la relazione di Vendola, notizie dai territori, blog, commenti e video. Insomma, non proprio uno strumento nato dall'oggi al domani.


(Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: madre e figlia uccise a Cinecittà (23 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1007</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Madre e figlia sono state trovate morte in un appartamento di via Calpurnio Fiamma, a Cinecittà. &Egrave; successo questa mattina, intorno alle 11.40. Ad effettuare il ritrovamento sono stati i vigili del fuoco, in seguito ad una chiamata di soccorso. Un primo esame dei due cadaveri avrebbe rilevato che una delle due donne aveva un trauma cranico e ferite di arma da taglio. 

Un cadavere, avvolto nella coperta, era appena dietro la porta d'ingresso mentre l'altro in fondo al corridoio. Sul posto per svolgere i primi accertamenti ci sono gli investigatori della squadra mobile. ]]></description>
<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma, è emergenza criminalità (23 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1002</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ancora un episodio di agghiacciante violenza nell'area di Roma. Cinque uomini, forse dell'Est Europa, hanno picchiato e chiuso nel bagagliaio un ragazzo di 24 anni e poi hanno violentato a turno la sua fidanzata di 21 anni. E' successo questa notte, intorno all'una, in una strada isolata di Guidonia dove la coppia si era appartata. La giovane è stata medicata all'ospedale Sandro Pertini di Roma. Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri della compagnia di Tivoli. Il grave episodio segue di poche ore allo stupro di una donna di 41 anni in via Andersen a Roma, vicino al capolinea dell'autobus 916. Anche in questo caso si ipotizzano due stranieri quali autori del gesto. 

Nella notte di capodanno una 23enne era stata violentata durante "Amore 09", il mega party patrocinato dal comune alla Nuova Fiera di Roma 

L'episodio di Guidonia, per quanto a livello amministrativo si tratta di un comune autonomo soltanto limitrofo a Roma, fa ulteriormente salire la preoccupazione per il moltiplicarsi delle violenze sessuali nell'area della Capitale. Per il prossimo 29 gennaio, in Campidoglio, è programmato un consiglio comunale straordinario sulla violenza sessuale in città. ]]></description>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma negozi storici del II Municipio  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=1000</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il Municipio Roma II, una realtà importante della capitale che conta 125mila cittadini, si fregia di notevoli risorse ambientali: ville storiche come Villa Borghese, Villa Ada,Villa Chigi. Parco Nemorense, Villa Glori, Villa Albani, Villa Leopardi, Villa Paganini etc. Tra le meraviglie d'arte c'è la Galleria d'Arte Borghese, l'antica chiesa di s.Agnese di Via Nomentana, la chiesa e le catacombe di Santa Priscilla, il gioiello di  architettura liberty del quartiere Copped&eacute;. Ma oltre l'aspetto d'arte, storico e turistico il Municipio è ricco delle caratteristiche di un grande tessuto commerciale ed anche artigianale. Nel mese di marzo prenderà il via una festa di celebrazione gratificante per le attività commerciali ed artigianali che hanno compiuto 50 anni di lavoro, nell'ambito della stessa famiglia. Questa iniziativa vuol rappresentare il meritato riconoscimento a tutti gli operatori che con oltre mezzo secolo di attività hanno contribuito alla valorizzazione del commercio di qualità del Municipio II. I negozi tradizionali svolgono un ruolo determinante contro la massificazione delle produzioni e la loro specializzazione consente la sopravvivenza di molte attività artigianali e micro aziende della città. L'onorificenza sarà denominata :"Botteghe storiche del Municipio II": è il primo Municipio che promuove questa gratificazione. I riconoscimenti saranno costituiti da targhe, attestati, eventuale pubblicazione, un incontro conviviale insieme a quanti hanno contribuito a far crescere la città, autorità e cittadini.    Coloro che hanno requisiti previsti dal bando dei negozi storici, per farne parte, possono presentare domanda presso l'Assessorato al Commercio del Municipio II entro il 28 febbraio 2009.     di MARIO MANCINI assessore alle attività produttive del II Municipio (molisano di Castropignano) ]]></description>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Molise: a 94 anni uccide moglie di 43, arrestato (22 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=998</link>
<description><![CDATA[ TRIVENTO (CAMPOBASSO) - E' stato fatale per M.M., casalinga di 43 anni, il matrimonio con un uomo di 51 anni pi&ugrave; anziano. Anche se avvenuto una ventina d'anni fa. Oggi R.A., 94 anni, nato a Trivento il 13 ottobre 1914, nel corso dell'ennesima lite ha colpito la giovane moglie con il soffietto utilizzato per alimentare il fuoco del camino, uccidendola. L'uomo è stato immediatamente arrestato dai carabinieri per omicidio volontario aggravato. 


E' accaduto questa mattina, intorno alle 8, nella stessa Trivento, in provincia di Campobasso, in un casolare della contrada Codacchi.
L'uomo, R.A., è stato arrestato per omicidio volontario aggravato. Aveva sposato la giovane donna, anch'essa nata a Trivento, dopo la morte della prima moglie. I due avrebbero avuto una violenta lite questa mattina intorno alle 7.30. I vicini allarmati hanno chiamato i carabinieri che, al loro arrivo, hanno trovato la donna già morta. L'anziano è stato rinchiuso nel carcere di Campobasso.  ]]></description>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Molise: gioca a calcio al posto del gemello (22 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=997</link>
<description><![CDATA[ CERRO AL VOLTURNO (ISERNIA) - Hanno sfruttato il fatto di essere uguali come due gocce d'acqua per non certo nobili fini calcistici: quando è stato squalificato un gemello, ha giocato lo stesso al posto del fratello tesserato per la stessa squadra. Ed evidentemente meno forte, secondo i dirigenti della società. 


La vicenda riguarda il girone A del campionato di seconda categoria del Molise. Anche se i due protagonisti militano in una squadra campana, il Rufrae Presenzano, team di un comune del casertano che gioca per&ograve; nel campionato molisano per ragioni di costruzione dei gironi. 


L'idea della sostituzione è nata quando uno dei due gemelli è stato squalificato. La società ha pensato di farlo giocare lo stesso, ma al posto del fratello tesserato anche lui per la stessa squadra. Raffaele Caimano, questo il nome del protagonista, bomber del Rufae Presenzano, è sceso in campo contro il Cerro al Volturno, formazione dell'Alto Molise, spacciandosi per suo fratello gemello Enrico, tesserato per la stessa squadra,. L'arbitro non se n'è accorto. Ma i dirigenti del Cerro non sono caduti nel tranello e hanno fatto partire il reclamo al giudice sportivo. 


La Figc ha interpellato il direttore di gara che, in un primo momento, non è riuscito ad affermare con certezza quale dei due avesse giocato quel giorno. A questo punto la Federazione ha deciso di convocare presso la propria sede sia l'arbitro sia i due gemelli e l'imbroglio è stato scoperto. 


Ora il Rufrae è stato punito con il 3-0 a tavolino e con una sanzione di 200 euro mentre il dirigente accompagnatore è stato squalificato per un mese. Il giocatore, Raffaele Caimano, pagherà invece la furbata con una squalifica fino al 31 maggio. La partita, sul campo di Cerro al Volturno (Isernia), si era svolta lo scorso 23 novembre. 



  ]]></description>
<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ L'Inter si riscatta, Roma fuori con onore (21 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=994</link>
<description><![CDATA[ MILANO - Caratterizzato dall'atmosfera di una finale e da un certo equilibrio in campo, il match di coppa Italia tra Inter e Roma vede i pragmatici nerazzurri, in ripresa dalla deludente prova di Bergamo per&ograve; ancora con qualche problema specie in difesa, avere la meglio per 2 a 1 su una buona Roma, ma con un reparto difensivo che rimane il tallone d'Achille. 

Con il giovanissimo nerazzurro Davide Santon esterno sinistro, sorpresa della serata, è l'Inter a partire meglio. Al secondo minuto il primo corner è per i campioni d'Italia, al quarto ci prova Ibra da lontano senza convinzione. Sull'altro fronte, dopo un colpo di testa di Perrotta, è Vucinic al nono ad infilarsi pericolosamente nell'area avversaria, stretto da Samuel e Burdisso. Cadendo, appoggia in rete il pallone con la mano ed è ammonito. Sull'episodio le proteste dei giallorossi per una presunta spinta ai danni del montenegrino. 


L'Inter concretizza la superiorità iniziale al decimo. Toldo lancia lungo, Ibra fa la sponda di testa, Riise e Juan si ostacolano a vicenda, Cicinho scivola, Mexes è in  ritardo e Adriano, favorito dai rimpalli, batte Artur. La partita sembra prendere una brutta direzione per i giallorossi. 


Dieci minuti dopo è ancora Inter. Stankovic, con straordinaria coordinazione, raccoglie un cross di Maicon e colpisce al volo cogliendo la traversa. Altre due conclusioni del serbo finiscono lontano dai pali. 


Al venticinquesimo altra occasione per i nerazzurri sui piedi di Ibra ma il portiere della Roma risponde d'istinto e smanaccia in angolo. 


La Roma finalmente reagisce e mostra le sue doti migliori: velocità, lanci lunghi, inserimenti. Ma davanti c'è poca concretezza. 


E' Perrotta al ventiseiesimo ad avere un'ottima palla che calcia al volo ma Toldo butta in corner. Quattro minuti dopo De Rossi si conferma uno dei migliori giocatori del nostro campionato con un lancio lungo e millimetrico su Baptista che per&ograve; spreca. Poi una grande occasione per Brighi, bravo a tagliare la difesa e a provare il rasoterra piazzato che per&ograve; Toldo riesce a deviare. Il primo tempo si chiude con gli assalti dei giallorossi ma nessuno riesce ad impensierire seriamente il portiere dell'Inter. 


Il secondo tempo vede nuovamente la Roma determinata, in avanti, a caccia del pareggio. Al settimo Vucinic in area fa tutto bene ma il tiro finale è deviato. L'Inter risponde con un numero di Adriano che va via ad un paio di avversario, crossa per Ibra che con una semirovesciata va vicino al gol. Marcatura che per&ograve; riesce alla Roma: è Taddei a centrare il bersaglio con un tiro potentissimo di destro. Ma il vantaggio dura appena due minuti: al diciottesimo su una punizione di Cambiasso è Samuel a colpire di testa (in presunto fuorigioco), Artur fa il miracolo ma nulla pu&ograve; davanti ad Ibra che insacca.   


Azione tutta scandinava al venticinquesimo: Ibrahimovic reclama il rigore per un atterramento da parte di Riise, che esce subito dopo per Menez. Il finale è tutto giallorosso, con un tiro di Pizarro al ventinovesimo, poi con Aquilani che appena entrato ha due palle gol con la porta alle spalle. 


Finale nervoso dove Mexes (calcio ad Ibra) e Perrotta si mettono in cattiva luce. 


Ora l'Inter affronterà la Sampdoria, vincitrice ai rigori sull'Udinese. Per la Roma un'uscita di scena con onore dal trofeo a lei pi&ugrave; caro per numero di vittorie.


INTER (4-3-1-2): Toldo; Maicon, Burdisso, Samuel, Santon; Zanetti, Cambiasso, Muntari (41' st Mancini); Stankovic, Ibrahimovic, Adriano (32' st Chivu). All.Mourinho


ROMA (4-3-2-1): Artur; Cicinho, Mexes, Juan, Riise (26' st Menez); Taddei (34' st Aquilani), De Rossi, Brighi; Perrotta, Baptista; Vucinic (15' st Pizarro). All.Spalletti


ARBITRO: Orsato di Schio


MARCATORI: 9' Adriano, 16' st Taddei, 18' st Ibrahimovic


NOTE: Ammoniti Juan, Vucinic, Samuel, Perrotta, Mexes


RECUPERI: 2' I tempo, 4' II tempo



  ]]></description>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma, Gianfranco Fini
contestato alla "Sapienza" (21 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=993</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Contestazione di un gruppo di studenti universitari dell'università "La Sapienza" al presidente dalla Camera Gianfranco Fini. Il leader di An era presente all'ateneo romano per una lectio magistralis su "Parlamenti nazionali e istituzioni europee" presso la facoltà di scienze politiche in occasione del Master in Istituzione europee e Storia costituzionale. Nel corso dell'incontro, sollecitato dai presenti, il presidente della Camera si è soffermato anche sull'eccessivo ricorso al voto di fiducia da parte del governo, ritenendone costituzionale e quindi legittimo l'uso ma mettendo in guardia dall'abusarne. 

Le contestazioni davanti al rettorato. Qui i manifestanti hanno esposto cartelli contro l'atteggiamento politico dominante sul massacro di Gaza e contro le baronie nella ricerca universitaria. Ma anche contro le leggi sull'immigrazione e la droga, entrambe promosse dall'onorevole Fini. Tra i cartelli, molti di solidarietà al popolo palestinese tra cui "Stop al massacro di Gaza" e "Complici del massacro di Gaza". Su uno striscione si poteva leggere: "Criminale è chi vieta il dissenso". Non sono mancate grida di "fascista": per questo un giovane è stato bloccato e identificato dagli agenti. 


Gianfranco Fini non si è sentito "per nulla infastidito" dalla contestazione. ''Era una manifestazione ampiamente prevista cos&igrave; come che fosse cos&igrave; scarso il numero dei partecipanti - ha sottolineato il presidente della Camera.
Solidarietà a Fini è stata espressa da diversi esponenti politici. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "L'indecente gazzarra messa in atto da un gruppo di sedicenti studenti dell'ultrasinistra, in occasione della lectio magistralis del presidente Fini all'università La Sapienza, comporta la necessità che la Questura di Roma ponga le basi per un intervento in grado di far rispettare le leggi a chi ritiene di poter impunemente violare ogni norma penale prima ancora che ogni regola di civiltà politica. Chi vuole scimmiottare antichi comportamenti di violenta privazione delle libertà basilari a chi la pensa diversamente - aggiunge La Russa - deve sapere che lo Stato è oggi in grado di dare pronte e risolutive risposte". "Al presidente Fini che ha visto di persona la becera contestazione proprio nel luogo deputato al confronto e al dialogo e già teatro della pi&ugrave; odiosa delle intolleranze verso Sua Santità Benedetto XVI, esprimo la pi&ugrave; sincera e profonda solidarietà - conclude il ministro. 


Solidarietà al presidente della Camera anche dal ministro dell'Istruzione Gelmini:  "Desidero esprimere la mia solidarietà al presidente Gianfranco Fini per le contestazioni di oggi: l'università è sempre il luogo del dialogo e dello scambio di idee". 



  ]]></description>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il Sanremo di Povia, ancora polemiche  (21 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=992</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ancora polemiche per "Luca era gay", il brano che sarà presentato al prossimo festival della canzone italiana da Povia, cantautore reso celebre dalla canzone "I bambini fanno ooh" (quasi 200mila copie vendute) e vincitore del festival di Sanremo 2007 con "Vorrei avere il becco". 


Il settimanale "Tempi", in edicola gioved&igrave; in allegato al quotidiano "Il Giornale", pubblica un'intervista a Luca Di Tolve, ex responsabile turismo dell'Arcigay, per sua ammissione "guarito" da quella che per lui era una malattia, cioè l'essere omosessuale. Equazione omosessualità-malattia tra l'altro abolita nel 1994 dall'Organizzazione mondiale della sanità. 



Di Tolve, già intervistato da "Il Giornale" lo scorso 28 ottobre e da numerose testate, ribadisce la sua storia che alcuni collegano al testo del giovane cantautore milanese (il quale per&ograve; smentisce). 



"I miei genitori si separarono quando ero piccolo e mio padre se ne and&ograve; di casa - racconta Di Tolve. 

"Rimasi solo in un ambiente tutto femminile, giocavo con le bambole. Sbaglia chi crede che gay si nasca. T'innamori di un maschio perch&eacute; è quello che vorresti essere". E continua: "Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale. Ed è comprensibile: come chiunque altro, cercano altro da s&eacute;. Se nell'altro trovano solo qualcosa di simile, il rapporto non pu&ograve; che essere effimero e compulsivo. Non pu&ograve; esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay". 



L'intervista prosegue con il ricordo dei tempi in cui l'Aids faceva le prime vittime: "Vedevo gli amici rifugiarsi nelle droga, alcuni si suicidarono. La malattia mi ha costretto a mollare tutto. Eppure oggi dico che è stata una grazia, perch&eacute; mi ha costretto a riportare a galla domande che avevo sopito, ma mai spento". 


L'ex gay cita poi le terapie che l'avrebbero aiutato ad uscire dall'omosessualità. 



Parla, ad esempio, di Joseph Nicolosi, psicologo clinico statunitense, fondatore e direttore della Thomas Aquinas Psychological Clinic di Encino (California), il quale anni fa ha fondato il Narth, associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell'omosessualità. Questa organizzazione, di matrice cattolica, ha un proprio preciso e articolato decalogo sulla delicata materia. Ritiene, ad esempio, che "alla luce delle scienze sociali la forma di famiglia ideale per favorire un sano sviluppo del bambino è il modello tradizionale di matrimonio eterosessuale". Inoltre individua nelle influenze psicologiche familiari, sociali e del gruppo dei pari il primario fattore di formazione dell'identità sessuale. Il medico dal 2004 ha creato una sorta di "terapia riparativa" dell'omosessualità: il concetto di "guarigione" si fonderebbe sul fatto che i gay hanno una mascolinità danneggiata e che la ricerchino, appunto, nell'omosessualità. L'organizzazione cita, anche nel proprio sito, "numerosi esempi di persone che sono riuscite a cambiare il loro comportamento, identità, stimoli o fantasie sessuali". 



Di Tolve fa riferimento al cattolicesimo, alle preghiere, ai rosari, allo studio della Bibbia. E' nota la sua passione per i testi di Rosario Maria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei. Ma anche l'esaltazione dei corsi del gruppo Chaire (legati sempre alle teorie di Nicolosi) e quelli di Living Waters (dal 2006, incontri e  terapia con un testo di Andy Comiskey, pastore evangelico ex-gay). 



"&Egrave; un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute - confessa l'ex gay. "Per me è stata una grazia". 



L'intervista fa riferimento anche al matrimonio con Teresa, conosciuta durante un pellegrinaggio. 



Dura la replica di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, secondo il quale le anticipazioni dell'intervista di Povia al settimanale "confermano in toto tutto ci&ograve; che avevamo previsto nei giorni passati: Povia è un militante dei gruppi di terapie riparative fondate dall'americano Joseph Nicolosi, è convinto che l'omosessualità debba essere guarita e che il rapporto d'amore tra due uomini sia effimero e compulsivo. Povia utilizza tutto l'armamentario delle organizzazioni cattoliche integraliste - prosegue Mancuso. "Quindi la canzone che presenterà a Sanremo, al di là delle edulcorate parole che saranno state scelte, è il manifesto politico di un movimento religioso, che è stato pi&ugrave; volte smentito dalla scienza, dagli Ordini degli psicologi e degli psichiatri e si prefigura come un'associazione atta a propagandare teorie fondate sull'esaltazione del pregiudizio e dell'ignoranza. Chiediamo a questo punto immediati chiarimenti da parte della direzione di Sanremo e della Rai. Se Povia pu&ograve; preparare il battage pubblicitario della sua canzone, svelando finalmente quale è il senso della sua posizione personale, allo stesso modo a noi deve esser data la possibilità di poter replicare alla pari. Rispetto infine, alla storia che si racconta in questa anticipazione di intervista, ci sembra che qualcosa non torni, e che sia simile ad altre già lette ed ascoltate - conclude il presidente dell'Arcigay. 



Durissimo anche Franco Grillini: &laquo;La disgustosa operazione di Povia a Sanremo è intessuta di bugie e falsità ed è solo uno spot clericale degno di una dittatura islamica". 



Povia, chiamato in causa, getta benzina sul fuoco: "Luca Di Tolve e non è il protagonista della mia canzone: in "Luca era gay", Luca è un nome inventato per ovvi motivi". Il cantautore ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte. 



Su tutto, indubbiamente, un'operazione di grande attesa per il brano sanremese. Canzone che parla di un ragazzo infelice, dell'incontro con un uomo molto pi&ugrave; grande di lui, che gli offre amore, sesso e conforto. Finch&eacute; incontra una donna ad una festa, svolta della sua vita. Il ritornello: "Luca era gay, e adesso sta con lei" non lascia dubbi. 



Per Povia, 36 anni, convivente, una figlia, Emma, ancora una tappa "sociale" della sua carriera, caratterizzata da una canzone sulla bulimia intitolata "Mia sorella", con cui ha vinto il Premio Recanati, dall'impegno per i bambini del Darfur (a loro sono andati i proventi di un anno del singolo "I bambini fanno ooh"), dalla presenza a numerose manifestazioni cattoliche come la XXII Giornata mondiale della giovent&ugrave; in Germania nel 2006 e il Family Day a piazza San Giovanni in Laterano a Roma, nel 2007, dal singolo "&Egrave; meglio vivere una spiritualità" del 2007, fino all'adesione come testimonial alla campagna "Gi&ugrave; le mani dai bambini" contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori. 



Lo scorso anno Povia è stato escluso dal Festival di Sanremo (di Baudo), dove si sarebbe dovuto presentare in coppia con Francesco Baccini. Ora il rientro con Bonolis, conduttore anche nel 2006. 




(Alex Neumann)   ]]></description>
<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Villari, tutto il resto è noia (20 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=991</link>
<description><![CDATA[ ROMA - L'avevamo scritto lo scorso 21 novembre: Villari non mollerà per un bel po' di tempo. E. giorno dopo giorno, questo abile giocatore darà vita ad effetti speciali a iosa. Anche se, ne siamo certi, alla fine i navigati bulldozer della politica italiana potranno avere partita vinta. Insomma, roba da Sky sport da prima serata.

Chiariamoci subito le idee, come già abbiamo sottoscritto due mesi fa. Se dovessimo valutare la "sceneggiata" Villari, l'attualissimo e inamovibile presidente della commissione vigilanza Rai, con quella decenza che si dovrebbe addire ad un quadro istituzionale, dovremmo certamente allinearci alle corali e sdegnate dichiarazioni delle pi&ugrave; alte cariche dello Stato. E dell'ottantacinquenne Sergio Zavoli, principale candidato alla successione (solo in Italia si pu&ograve; essere "futuri candidati" a 85 anni compiuti...), il quale si limita ad un "sono intristito". 

 


Ma nelle vicende kafkiane cui ci ha abituato la politichetta italica, nell'eterno gioco del rimpiattino salottiero, nelle diaboliche mediazioni che portano al nulla, il paradosso di chi si indigna per il frutto delle proprie azioni è davvero un gustoso capolavoro. 


 


Villari, infatti, è uno strano prodotto trasversale: il Pd di madama Binetti e di messer Parisi è riuscito nella non facile operazione di catapultare al Senato questo medico epatologo partenopeo che ha nel curriculum esperienze politiche nientemeno all'ombra di Vincenzo Scotti, Rocco Buttiglione, Ciriaco De Mita e persino dell'immancabile Clemente Mastella; merito anche alla casa del popolo di Tonino Di Pietro che ha - è il caso di dirlo - arato il terreno grazie alla candidatura praticamente eterna di Leoluca Orlando; i talent scout del centrodestra, esperti ormai in effetti speciali, hanno invece messo a segno l'ennesimo colpo di teatro, orientando maggiormente il cartellone della politica nostrana dalla commedia dell'arte all'avanspettacolo. Il copyright per "Villari Clinton" sembra essere dell'aennino Landolfi, non a caso già presidente di commissione di vigilanza Rai. Meno nota l'autrice della pi&ugrave; efficace: "Perch&eacute; non lo brevettano? Dopo Villari, la millechiodi è preistoria". 


 


Cos&igrave;, se il "Villari", fino a qualche settimana fa, richiamava principalmente un noto testo scolastico di storia contemporanea (molto inflazionato e deprezzato nei mercatini dei libri usati), frutto di uno dei pi&ugrave; grandi storici italiani, quel Rosario Villari che è stato anche membro del comitato centrale del Pci, oggi gli eredi diseredati di quel partito hanno partorito il Villari2 (ma anche il 3, il 4...). Cioè il simpaticone Masaniello che resiste contro la Casta riunita nel muovergli "pressioni", l'italianissimo politicante che è anche un fulgido esempio di coerenza da film di Alberto Sordi anni cinquanta: se fino a qualche settimana fa il Villari diceva, in perfetto stile stivaliero, che non avrebbe mai assunto "decisioni in contrasto con il partito", oggi riesce nella non facile impresa, grazie ad alchimie di dietrofront, avanti march e tira e molla, di ricompattare tutti contro di lui. Se fino a ieri assicurava: "Il Pd? &Egrave; casa mia", ora si ritrova persino espulso dal quel partito, il cui segretario, nelle scorse settimane, chiosava: "Mi ha telefonato ora il senatore Villari, per comunicarmi che andrà dai presidenti di Camera e Senato per dimettersi" (poi dirà: "Il comportamento di Villari è pazzesco"). E D'Alema, 14 novembre: "Non ho dubbi che Villari si dimetterà". Pi&ugrave; lungimirante Cossiga: "Ha molti amici ex dc passati a Forza Italia...". 

Oggi l'ulteriore mossa a sorpresa di Villari. Riesce a "sconvocare" la riunione della commissione in programma alle ore 14 di oggi. Motivo? "Concomitante convocazione della seduta di assemblea presso la Camera dei deputati, con votazioni". Ma gli effetti speciali potrebbero rappresentare un colpo di coda prima delle dimissioni. Staremo a vedere. 


 


E allora diciamola tutta: poteva arrivare a tanto giusto la creatività di un democratico cristiano doc, per giunta partenopeo, che ha cos&igrave; legittimato il dna mastelliano e la meritatissima presidenza dell'ambito Napoli Club Parlamento. Nonch&eacute;, circostanza ancora pi&ugrave; gustosa, l'abilità di un gregario che riesce a far resuscitare la sensazionale notizia del vecchio amore con la showgirl concittadina Barbara D'Urso, nel cui curriculum brillano le memorabili conduzioni di programmi quali "La fattoria", "Reality Circus" (interrotto per flop di ascolti) e l'inarrivabile "Uno, due, tre, stalla". 


 


Davvero un'offerta di titoli niente male per le vicende di questi giorni. 



(Giampiero Castellotti)   ]]></description>
<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 05:01:32 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Buon lavoro, mister Obama (20 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=990</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Oggi, a Washington, ci sarà l'insediamento ufficiale di Barack Obama. E già da giorni si è dato via ai festeggiamenti. 


Ma già da domani il presidente in carica - non pi&ugrave; solo "eletto" - degli Stati Uniti d'America dovrà iniziare a lavorare su pi&ugrave; fronti, interni ed esterni. La crisi economica che attanaglia il Paese non sembra voler dar segni di cedimento. Disoccupazione alle stelle, il che significa anche perdita delle sicurezze sociali, pensione e copertura sanitaria in primis. 


Ma anche crisi internazionali a ripetizione. Last but not least, la questione israelo-palestinese, parte integrante di quella mediorientale, ben pi&ugrave; ampia e, se possibile, composita. 


Una delle domande pi&ugrave; gettonate è: cosa farà il nuovo presidente in politica estera? Sicuramente le incognite sono molte. Ma un dato certo esiste, ed ha nome e cognome: Hillary Clinton. 


Dopo essere stata sua acerrima nemica alla primarie, la signora Clinton sarà a capo della diplomazia americana. 


Se da una parte la sua nomina è servita a ricompattare il Partito Democratico, uscito sfinito e letteralmente sfibrato dalle lunghissime primarie, dall'altra una Clinton che si occupi degli affari esteri, magari in accordo con il vice-presidenten Joe Biden, sembra essere anche una garanzia di discontinuità con la precedente amministrazione Bush oltre a permettere ad Obama di occuparsi con relativa tranquillità del terremoto finanziario interno agli Usa. Inoltre non dimentichiamo che uno dei punti pi&ugrave; deboli del neopresidente è proprio la politica estera. 


Avere una persona come Hillary Clinton al fianco pu&ograve; per&ograve; anche essere problematico, dato che come di dice da noi, non vi possono essere sue galli in un pollaio. Ma anche a questo sono serviti i lunghi negoziati di un paio di mesi fa, durante i quali gli avvocati di ambedue le parti hanno messo nero su bianco qualunque punto anche lontanamente critico per una loro futura e lineare collaborazione. Compreso Bill e la sua fondazione, che raccoglie milioni di dollari all'anno. 


Mr. Obama sa bene che, grazie ai Clinton, in ogni angolo del mondo ci sono già contatti aperti e che questo faciliterà non poco l'arduo compito che gli Usa si trovano davanti. La questione irachena, il nodo iraniano, il grosso problema afgano, la posizione ambigua dei paesi arabi cosiddetti moderati tanto per citarne alcune delle problematiche urgenti. 


Quindi, con grande probabilità, la futura amministrazione cercherà di creare un clima pi&ugrave; disteso, anche con gli alleati europei. Non si creda per&ograve; che la politica estera americana subirà un svolta a 360 gradi. Nessuno che abbia un minimo di buonsenso pu&ograve; pensare che gli Stati Uniti abbandoneranno i loro alleati storici. Magari li bacchetteranno un po' ma la coperta è corta e un cattivo alleato è meglio di un ottimo nemico. 


Interessante sarà vedere come verranno gestite le relazioni con la Russia di Putin. In questo anche Hillary Clinton si muove su un terreno non conosciuto. Infatti durante la presidenza del marito Bill il grande Orso si dibatteva per uscire dalle macerie dell'ex-Urss e non rappresentava un problema nello scacchiere internazionale. C'era ancora Boris Eltsin e la stella di Putin si intravvedeva appena all'orizzonte. Ora invece la Federazione Russa è di nuovo una potenza a tutti i livelli. Sia economico - basti vedere le preoccupazioni che suscita ogni inverno il balletto del gas - sia militare. Cecenia e Georgia, tanto per nominare due nazioni che hanno provato la terribile zampata dell'Orso Siberiano. 


E' notizia di poche ore fa dell'assassinio di  Stanislav Markelov, "l'avvocato dei ceceni", in pieno centro di Mosca. 


Buona fortuna ad ambedue. Ne avranno certamente bisogno. 




(Piera D'Alessandro) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Anche con Obama, l'America fa l'America (20 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=986</link>
<description><![CDATA[ Un concertone con il palco eretto nello stesso luogo dove Martin Luther King pronunci&ograve; lo storico discorso "I have a dream". Roba da sballo per gli ormoni di Walter Veltroni. Da noi, al massimo, l'avrebbero potuto mettere a piazza Cavour, dove Gasparri arringa la folla. O al Campidoglio, dove gli slogan dei tassisti hanno salutato l'elezione di Alemanno. O al Circo Massimo, dove i tifosi della Roma hanno festeggiato uno storico scudetto. Il loro è l'Inauguration Day. Noi abbiamo il Family Day a piazza San Giovanni. 



E via, in America, con le note tirate di "The rising" di Bruce Springsteen. E poi Stevie Wonder, U2, Shakira. Da noi la politica si accontenta di Luca Barbarossa o di Alexia. A sinistra sono riusciti a far uscire dai gangheri persino Franco Califano, utilizzando le sue canzoni "a sbafo" per un comizio. E se gli States hanno Pete Seeger, camicia di flanella e cappellino di lana, quale padre del folk (che loro chiamano "country", che fa pi&ugrave; fico), noi possiamo scegliere tra i sempreverdi Gigione o Tony Santagata. Anche loro un repertorio di camicie di flanella. Ma cappelli rigorosamente all'Americano a Roma. O a Foggia, che fa pi&ugrave; trendy. 



A Washington, Jamie Foxx ha fatto un'imitazione memorabile del presidente eletto. Noi abbiamo Crozza, la Guzzanti e un esercito di imitatori di Cristiano Malgioglio. E gi&ugrave; risate. 



Hbo ha comprato per 2,5 milioni di dollari i diritti per l'evento americano. Da noi si spendono analoghe cifre per Siena-Reggina o Chievo-Udinese. 



Obama fa discorsi per esaltare la dignità del lavoro. Berlusconi per raccontare barzellette, Veltroni per attaccare Michele Santoro. E la Finocchiaro non abbiamo capito ancora per dire cosa. Il meglio l'ha sentenziato sulla riforma universitaria: "Un'occasione persa". Ma per fare cosa? Sui sindacalisti meglio lasciar perdere. 



Obama riceve standing ovation ammontendo che "tutte le sfide sono possibili in America". Noi ci spelliamo le mani davanti ai comizi sul nodo Alfano. Della serie: tutte le leggi sono possibili in Italia. E la pi&ugrave; roboante standing ovation la ricevono i novant'anni di Andreotti al Senato. 



"Change" e "hope", le parole pi&ugrave; gettonate in salsa statunitense. Da noi è "crisi". Ma per un po' di speranza reggono sempre "Cuore" e "Amore", come ai tempi di Nilla Pizzi (a proposito, quando senatrice a vita?). O, per fare pi&ugrave; "mericano", di Dean Martin. Remake vincente anche per l'italianissimo "Dio, Patria, famiglia". Al Campidoglio è lo slogan di un nuovo gruppo consiliare. Con un ex dell'Italia dei valori che è passato a destra. O forse è rimasto a destra. Chissà. 



Alla cerimonia americana invitato ospite l'equipaggio dello spettacolare ammaraggio nell'Hudson di pochi giorni fa. Il nostro ricordo va al maggiore Gianmarco Bellini e al capitano Maurizio Cocciolone. E al loro Tornado sui cieli dell'Iraq. 



Il prossimo presidente italiano, che sicuramente già si sta godendo da anni la pensione, per il suo Inauguration day ha solo l'imbarazzo della scelta: Fabrizio Corona e Belem farebbero crescere i diritti televisivi. Con Nina Moric sarebbe apoteosi. Al Lincoln Memorial hanno avuto il figlio di Martin Luther King. In Rai furoreggia il figlio dei Pooh, Francesco Facchinetti, alias dj Francesco. Ma anche la figlia di Cino Tortorella, il mago Zurl&igrave;. La quale, tra l'altro, non è nemmeno male. 





(Pierino Vago) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Di Pietro: addio al Campidoglio e problemi all'estero  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=984</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Ancora una grana - e non da poco - per Antonio Di Pietro. L'unico consigliere comunale di Roma dell'Italia dei valori, Gilberto Casciani, è passato dall'opposizione alla maggioranza, approdando nel centrodestra di Alemanno. Un duro colpo per il partito dell'ex magistrato molisano che a Roma, alle ultime elezioni, non ha brillato, fermandosi poco al di sopra del 3%.   Tra l'altro Casciani, socialista saragattiano, nell'urna ha soffiato il posto ad un altro socialista di spicco nella Capitale, Oscar Tortosa, ex assessore e ora presidente dell'ex Asilo Savoia di via Monza. Candidature che hanno suscitato non poche polemiche nel partito del protagonista di Tangentopoli. Tortosa è rimasto fuori dal consiglio comunale, fermatosi a poco pi&ugrave; di 1.200 voti, causa la vittoria di Alemanno (con Rutelli sindaco l'Idv avrebbe conquistato due seggi), mentre Casciani, primo degli eletti, è approdato in Campidoglio, dove già era consigliere comunale dell'Idv dal 28 maggio 2006.    Ex bancario e sindacalista, diploma superiore, Casciani è, come si dice, uno che ha introduzioni in molti ambienti. Anche perch&eacute; è passato sotto molte porte. Un passato nel Ccd e poi nell'Ulivo prima di approdare al partito di Di Pietro, senza per&ograve; dimenticare la "vecchia amicizia" che lo lega all'attuale sindaco di Roma, conosciuto nel 1993 in occasione della battaglia elettorale tra Gianfranco Fini e Francesco Rutelli per il Campidoglio.    Ne ha fatta di politica, Casciani. Dal 1989 al 1993 è stato consigliere e presidente del XVIII Municipio, zona Boccea. E' stato membro del consiglio di amministrazione di Ama spa, Ama International e Sanama (lanciando il progetto "Condominio ecologico" per il riuso dell'olio vegetale) e per sei anni presidente dell'Istituto pubblico "Sacra Famiglia".    Il suo terreno preferito è per&ograve; il teatro e il mondo dello spettacolo: dal 1998 è stato consigliere del Teatro di Roma, dove è rimasto in carica fino al 2001. Per un quinquennio ha assolto il ruolo di consigliere d'amministrazione della Fondazione Teatro Brancaccio. A lui si ascrive la legge regionale del 2002 "Teatro e cinema senza barriere", che mira a favorire l'accesso nei teatri e nei cinema ad audiolesi e non vedenti. Altro fiore all'occhiello, il corso di teatro di animazione attiva per i degenti dell'ospedale "Grassi" di Ostia, sperimentando i fondamenti della teatroterapia.    Tra le iniziative portate avanti dall'ex consigliere dell'Italia dei valori spicca il progetto "SilverLife", una sorta di trasformazione del centro anziani in un centro di servizi on-line, con terza e quarta età pratica di internet e in grado di accedere in rete per sollecitare le istanze pi&ugrave; varie, dal cambio di medico alla richiesta di certificati, dalle prenotazioni di visite specialistiche al pagamento di bollette, dalla compilazione di lettere raccomandate fino alle attività del tempo libero e della cultura.    Ora Gilberto Casciani, l'unico consigliere capitolino eletto dal partito di Antonio Di Pietro alle ultime amministrative, dice addio all'Idv. Formerà, insieme a Francesco Maria Orsi del Pdl, il gruppo "Amore per Roma". La lista civica, la seconda in Campidoglio dopo quella rappresentata da Antonio Torre, sarà presieduta da Casciani e appoggerà il sindaco Gianni Alemanno. Il nuovo gruppo civico ha messo nero su bianco la propria presentazione: "Siamo uomini - si legge nella nota - che trasmettono un messaggio d'amore" e uno "di audacia, in quanto uomini irriducibili. Questi uomini sono l'unica possibile rivoluzione per il nostro tempo. Il nostro manifesto è una proposta di primato dei tre valori cardine: Dio, Patria e Famiglia".    "Amore per Roma" di fatto cancella l'Italia dei valori in Campidoglio.    "Non è una decisione presa a caso - spiega Casciani - ma per migliorare la qualità della vita di questa città. Lascio l'Idv come indipendente, ho mandato una lettera a Di Pietro, che stimo, ma la mia è una scelta critica nei confronti del partito regionale e romano, che non ha una propria identità e che al di là del Lodo Alfano finora non ha portato avanti nessuna battaglia".    Rispondendo alla domanda di un cronista su un'indiscrezione, secondo la quale il consigliere sarebbe stato delegittimato dall'Idv a causa dei problemi giudiziari di un suo stretto collaboratore, Casciani risponde: "Non sono mai stato allontanato. Vedremo come stanno le cose. Ho partecipato all'ultimo esecutivo regionale dell'Idv l'8 gennaio. Capisco che il segretario regionale Stefano Pedica possa rimanerci male per la mia decisione, ma in merito a queste affermazioni prender&ograve; dei provvedimenti".    A destra si fregano le mani. I benvenuti si sprecano. "Con Casciani la coalizione di centrodestra annovererà tra le sue fila un politico di spessore, al quale voglio esprimere la mia stima, che saprà garantire ulteriore qualità e serietà al lavoro che il centrodestra capitolino sta portando avanti - sottolinea il capogruppo Pdl in consiglio comunale, Dario Rossin. "Scelta politica", tengono a precisare in maggioranza. Che nulla ha a che fare con la promessa di qualche poltrona, dal momento che non è previsto "nessun mercanteggiamento o premio personale". Non si tratta di una aggregazione estemporanea o casuale - spiega Alemanno - ma della realizzazione di un processo" attraverso il quale "vogliamo costruire un'amministrazione che parla a tutti i cittadini romani, al di là di schieramenti precostituiti". Si tratta, ha continuato, "di creare una realtà civica interna alla maggioranza che, al fianco del Pdl, mi sostiene in consiglio comunale. In questo momento di grande rinnovamento della città di Roma è importante che ci sia una realtà di forze civiche e non solo un sistema di partiti".     (Pierino Vago)       




POLEMICHE IDV ANCHE ALL'ESTERO



 ROMA - Il settimanale "Panorama" ospita un articolo dal titolo "Italia dei valori: all'estero monta il malcontento" di Giacomo Amadori che analizza la situazione del partito in Europa, soffermandosi in particolare sul calo degli iscritti nel 2008 e sulla guerra in corso tra Svizzera e Germania per una "elezione contesa", quella dell'on. Antonio Razzi al posto di Pasquale Vittorio, battuto per soli 24 voti.    Di seguito il testo integrale dell'articolo.  			 			  "In questi giorni nel partito di Antonio Di Pietro, l'Italia dei Valori (la foto &eacute; stata scattata nel corso di una campagna elettorale), molti hanno il mal di pancia. Ma la vera fronda arriva a sorpresa dagli emigrati. Un contrappasso per chi come Tonino a 21 anni part&igrave; con la valigia in mano per andare a fare il metalmeccanico in Germania. Anche per questo alle elezioni politiche del 2008 i connazionali in giro per l'Europa avevano premiato l'ex pm con 41.589 voti, regalandogli un parlamentare, l'italosvizzero Antonio Razzi. Adesso nel movimento estero è in atto una rivolta contro il presunto cesarismo della dirigenza romana del partito.  Nel 2007 i soci dell'Idv all'estero erano 273, di cui 155 in Svizzera (56,78%) e 67 in Germania. Nel 2008 la debacle: hanno rinnovato la tessera solo in 60, tra i quali 48 in Svizzera e uno in Germania. La causa dell'improvviso disamore da parte degli emigrati tedeschi? Probabilmente un gesto di protesta contro l'elezione di Razzi, sessantenne abruzzese, operaio tessile, che ha strappato il seggio parlamentare per soli 24 voti a Pasquale Vittorio, pizzaiolo avellinese emigrato a Stoccarda, che nei mesi scorsi ha fatto ricorso alla giunta parlamentare per le elezioni. Nel 2006 era già stato battuto, sempre da Razzi, per un centinaio di voti. Una guerra, quella tra tedeschi e svizzeri, che ha coinvolto la dirigenza italiana. Gabriele Cimadoro, cognato di Di Pietro, subito dopo l'elezione di Razzi gli ha chiesto di lasciare il posto a Vittorio. Di fronte al rifiuto dell'operaio, Cimadoro ha rilanciato: "metà legislatura per uno".  Con "Panorama" Razzi (nella foto) ammette: "è vero mi hanno chiesto di dimettermi, ma io sono stato eletto dal popolo. Non lascer&ograve; mai il mio posto. Possono mettersi il cuore in pace. Forse si vergognano del fatto che sono un operaio". Probabilmente non è quello il problema, infatti il suo antagonista, Vittorio, è un pizzaiolo con licenza elementare. Ma il derby fra aspiranti deputati non è la sola complicazione, come spiega Stevan Terzini, responsabile dl tesseramento all'estero, "abbiamo l'impressione che Di Pietro si sia dimenticato di essere stato un emigrato, ci mette a disagio il suo totale disinteresse per le nostre esigenze". Non rivendicano contributi finanziari, "anche se Di Pietro nelle elezione del 2006 e del 2008 grazie ai nostri voti ha incassato 500 mila euro". L'ammutinamento si estende sul web. In questi giorni sul loro newsgroup i responsabili dei dipietristi stranieri (gli europei, l'africano, l'argentino), attraverso una fitta corrispondenza riservata, stanno mettendo a punto la lettera da inviare al capo, per ottenere un incontro a Roma o Milano, il 7 marzo. Fra le questioni sollevate c'è quella, molto sentita, del sito che "non sarebbe riconosciuto ufficialmente non cadendo sotto la giurisdizione della "Casaleggio &amp; friends", la società che realizza i siti di Di Pietro e Beppe Grillo. Su internet vengono sollevati molti altri problemi. Agli iscritti non arriverebbero neppure le tessere. Oreste Parlatano, dal Mozambico, sintetizza la situazione: "il battimento estero dell'Idv sta assomigliando sempre di pi&ugrave; a una comica". Luca Boscolo, rappresentante dei dipietristi del Regno Unito, e Vittorio nelle loro email lanciano il sospetto sui bilanci esteri dell'Idv. Proprio Vittorio, il 12 gennaio, scrive al tesoriere, Enzo Valentini, domandandogli: "perch&eacute; non pubblichi su internet le entrate e le uscite del conto Idv estero?". Valentini replica stizzito: "ti prego di non alimentare polemiche inutili e non veritiere all'interno del gruppo". ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Il 9 marzo il Papa in Campidoglio (19 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=982</link>
<description><![CDATA[ CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI si recherà in Campidoglio il prossimo 9 marzo per prendere parte ad una seduta straordinaria del consiglio comunale sul valore universale di Roma, città di cui è vescovo. Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede attraverso un comunicato. 

Il Papa, che ha accolto "l'invito a suo tempo formulato dal sindaco e dal consiglio comunale della città di Roma", interverrà ad una seduta straordinaria dedicata al tema del "valore universale di Roma, capitale del Cattolicesimo e dei suoi valori". 


La visita del Papa era prevista da tempo. Lo stesso sindaco Alemanno nei giorni scorsi aveva annunciato la visita di Benedetto XVI per il mese di marzo, senza precisare la data. Ma già all'indomani della sua elezione il primo cittadino di Roma aveva espresso il desiderio, confermato nel corso dell'incontro con una delegazione del Sinodo presso la sala Giulio Cesare, di voler invitare ufficialmente il Papa in Campidoglio. Un incontro, come sottoline&ograve; allora Alemanno, anche "per cancellare l'offesa ricevuta all'apertura dell'anno accademico della Sapienza". 


Prima della scorsa estate, il Consiglio comunale di Roma ha approvato la mozione sulla visita di Benedetto XVI in Campidoglio. Testo che di fatto ha impegnato il sindaco ad invitare il vescovo di Roma in occasione di una seduta straordinaria della civica assise dedicata al tema del valore universale della città di Roma. Mozione approvata a largo maggioranza, ma con il voto contrario dei capigruppo della Sinistra L'Arcobaleno Andrea Alzetta e della Lista civica per Rutelli Gianluca Quadrana. 


"Dopo dodici anni il Pontefice ritornerà il prossimo marzo in Campidoglio - aveva affermato Alemanno in quell'occasione. "Un incontro che ha un valore storico. Un momento di grande comunione per la nostra città". E ancora: "In fondo c'è un legame profondo tra la nostra città, il Vaticano, la religione cattolica. Anche noi siamo impegnati a dare valori morali ai quartieri della capitale. Spinte spirituali e di civiltà".
Questa mattina Il sindaco Alemanno ha ricevuto la comunicazione ufficiale da parte del sostituto della segreteria di Stato, monsignor Fernando Filoni. ''Come primo cittadino - ha detto Alemanno ad un'agenzia - mi sento onorato e commosso. A nome di tutta la città di Roma ringrazio il Santo Padre, Benedetto XVI per avere accolto il nostro invito. La visita si tiene a undici anni da quella di Giovanni Paolo II e vuole ancora una volta rinsaldare il rapporto speciale tra Roma e il suo Vescovo. Per questa occasione vogliamo raccogliere attorno al Papa la Roma impegnata nel bene che non fa notizia: le parrocchie, le associazioni e i movimenti, che rappresentano un prezioso ed indispensabile valore aggiunto della Città eterna nel sostenere chi si trova in difficolta' e per dare voce a chi non ne ha''.





































(Maria Di Saverio) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Al di là di Alitalia e Cai (19 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=981</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare della situazione della nostra ex-compagnia di bandiera, l'Alitalia, e della società che l'ha rilevata, la Cai. Poco si è dibattuto invece sulla situazione degli aeroporti in Italia e sul futuro dell'aviazione italiana.
Mentre gli altri Paesi europei si stanno dotando di strutture aeroportuali all'avanguardia, noi partoriamo al limite un Malpensa, che a detta di tutti, è nato vecchio. Obsoleto nella struttura ma anche in tutta una serie di punti che anche i non addetti ai lavori considerano di vitale importanza per uno scalo con velleità di Hub. 
Tanto per fare un esempio: ancora oggi non esiste una connessione ferroviaria diretta tra Malpensa e Milano Centrale, ma solo per la Stazione Cadorna. Niente treni navetta come dalla Central Station di Londra per Gatwick.
Altro punto dolente il numero di aeroporti in Italia. Si dice che al Nord "sarebbero troppi". Ma in base a quali ragionamenti?
Dati alla mano, vediamo che gli scali con siglia ICAO, quindi riconosciuti internazionalmente, sono 591 in Germania, 494 in Francia, 295 nel Regno Unito, 54 in Svizzera, che ha una superficie pari alla Lombardia, e 103 in Italia.
Certo, si potrebbe obiettare che questi Paesi sono molto diversi fra loro per estensione geografia, morfologia e necessità oggettive. Per esempio: l'Inghilterra è un'isola e quindi si usa molto l'aereo. Ma anche cos&igrave; bisogna arrendersi a dei dati di fatto: da 25 anni in Italia non si costruiscono nuovi aeroporti mentre il traffico aereo è aumentato in maniera esponenziale.
Alcuni dati del 2007 sul volume passeggeri al Nord, dove ci sarebbero "troppi aeroporti": Torino circa 3 milioni, Malpensa 25 milioni, Linate 8 milioni, Bergamo 4 milioni, Verona 2,8 milioni, Venezia 7 milioni. E sono destinati ad aumentare.
Infatti uno studio del MIT di Boston, commissionato qualche anno fa dalla Regione Lombardia, rileva che il nostro Paese è in grave deficit di accoglienza in base alle proiezioni di crescita del traffico aereo mondiale. Molti degli aeroporti di media entità già dal 2011 non potranno pi&ugrave; accogliere nuovi aerei e frequenze per mancanza di infrastrutture, piste e parcheggi. Qual è allora la soluzione?
Il MIT suggeriva di declassare Linate a City Airport, potenziando allo stesso tempo la linea ferroviaria per Malpensa, spostando le attività di cargo a Brescia e collegando quest'ultima e Bergamo con treni veloci e nuove autostrade. Ottima idea, se fossimo negli Usa. Pessima dato che siamo in Italia e i tempi della politica sono decisamente pi&ugrave; lenti delle necessità del traffico aereo.
Se ancora ci fossero dubbi sul fatto che stiamo perdendo il treno, pardon l'aereo, dello sviluppo basta dare una scorsa alle notizie dall'estero.
E' notizia di oggi che il governo inglese ha deliberato la costruzione ed apertura di una terza pista e di un sesto terminal per l'aeroporto di Heathrow, oltre ad una nuova linea ferroviaria ad alta velocità per il centro di Londra. In tal modo i passeggeri dello scalo passeranno dagli attuali 67 milioni a circa 120 antro il 2030, anno previsto per il completamento dei lavori. 




































(Maria Piera D'Alessandro) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Domenica in: Baudo "disistima" Santoro (18 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=977</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Uscita "a sorpresa" di Pippo Baudo nel corso della terza parte di "Domenica in", denominata "7 giorni". Dopo aver rimandato le immagini dell'ormai celebre litigata tra Michele Santoro e Lucia Annunziata durante la trasmissione "Annozero", il presentatore siciliano ha preso decisamente le difese della giornalista ex presidente della Rai.

Partendo dalla constatazione che Michele Santoro ha sempre difeso la libertà d'opinione, Baudo si è sentito in diritto di esprimere la propria, manifestando la personale "disistima" per l'atteggiamento del conduttore di "Annozero" nel corso dell'ultima puntata della trasmissione. Particolarmente forte l'intervento del presentatore di "Domenica in" che alimenterà probabilmente nuove polemiche. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Facebook "alla molisana" (18 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=976</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Dietro o dentro gruppi di Facebook costruiti e cementati sull'appartenenza e sull'orgoglio molisano potrebbe insinuarsi la strumentalizzazione politica? La congettura, avanzata solo qualche giorno fa dal nostro giornale, sta diventando pi&ugrave; di un'innocente ipotesi.  


Un bubbone, infatti, è scoppiato nel gruppo che forse raccoglie pi&ugrave; molisani in rete, oltre duemila, sbandierando la semplice "esistenza" del Molise, in contrapposizione ad altri gruppi che si divertono provocatoriamente e cinicamente a negarla. Certo, è un po' triste dover creare una lista su Facebook e lanciare appelli tra corregionali per dimostrare che il Molise esiste. Ma l'iniziativa promossa da una giovane studentessa universitaria, originaria di Cerro al Volturno, è certamente un sincero e semplice atto d'amore verso la propria terra. 


Tra una frivola discettazione e una leggera giovialità, ecco per&ograve; che gli iscritti al gruppo "Il Molise esiste eccome" ricevono a sorpresa un messaggio che segnala un gruppo su Facebook non proprio ordinario: quello firmato nientemeno che dal governatore molisano Michele Iorio. Della serie: il Molise esiste eccome, governatore compreso. Quindi le iscrizioni allargate sono ben gradite. 


Il presidente della Regione Molise è probabilmente all'oscuro delle strategie marketing operate dai suoi collaboratori. Chissà, infatti, se gradirebbe. Anche perch&eacute; la mail inoltrata ai duemila molisani da uno dei due amministratori del sito si trasforma in un boomerang. Sono in molti a non gradire l'iniziativa e a rispedirla sdegnati al mittente. Motivo principale? Gli amministratori avevano assicurato: qui niente politica. E, tanto per non farci mancare nulla, viene fuori che l'amministratore del gruppo "Il Molise esiste eccome" è il curatore della pagina di Michele Iorio su Facebook. 


Le reazioni all'iniziativa dell'amministratore sono veementi. C'è chi parla, come Ivano, di politica a tradimento. C'è chi scrive direttamente allo stesso amministratore: "Temo tu abbia fatto un piccolo errorino di calcolo sulla nostra ingenuità, ed eccoci qui a replicare, dal Molise, da Roma, da Dallas...". Molti si depennano sdegnati dal gruppo. 


Annamaria è ironica: "Questo gruppo ha senso se si vuole far conoscere le cose belle del Molise non per parteggiare per i nostri meravigliosi politici". Giuseppina ci va gi&ugrave; dura: "Non sono favorevole a questa inutile propaganda politica verso personaggi molto discutibili". Elisa, diretta: "Sarebbe forse onesto ammettere che c'avete provato, no?". Giuliana: "Purtroppo c'è chi impara a portare la propria croce e chi invece viene imparato a portare le borse. Buona notte". E ancora: "Non siamo pecore". E via di questo passo. 


Durissimo Filippo: "E' bastata quella e-mail imbecille per spingermi a cancellarmi da questo gruppo... Io posso camminare a testa alta e schiena dritta, come si compete a un vero Sannita... Invito tutti gli altri contatti in dissenso con questa becera iniziativa a cancellarsi (riferito ovviamente alle persone che non sono costrette a strisciare come vermi per elemosinare uno straccio di lavoro al burattino di turno)". 


L'amministratore, autore della segnalazione, si difende: "Non mi risulta che nel messaggio inviato ieri io abbia indirizzato parole poco cortesi nei confronti di chi non fosse simpatizzante del Presidente". Poi, rivolto ad una molisana particolarmente irritata: "Avrebbe potuto dissentire dall'oggetto della mail di ieri, liberamente, cosi come una decina di persone hanno educatamente fatto". E getta acqua sul fuoco: "Tranquilli. Il gruppo non ha connotazioni politiche. Il messaggio aveva uno scopo prettamente informativo. Ripeto, tranquilli ragazzi". 


Minimizza anche la giovane amministratrice: "Io ho sempre detto che questo gruppo è apolitico e vi ho chiesto scusa se il messaggio inviatovi non è stato gradito... Mi dispiace se vi siate sentiti offesi o presi in giro". E aggiunge: "Ragazzi calma... non c'è bisogno di agitarsi... è solo un modo per propagandare una figura politica, ma ovviamente nessuno è obbligato ad accettare.... Ribadisco che non c'è obbligo di nulla. Poi se volete lasciare anche questo gruppo, non posso certo costringervi a fare il contrario!". 


Serva d'esperienza? 


Altre segnalazioni riguardano un secondo gruppo, con amministratori pi&ugrave; maturi d'età. Anche qui si punta sull'orgoglio patrio per fare facili numeri. Del resto l'adesione immediata e, a volte, superficiale è quasi la regola su Facebook. La superficialità, a volte, si sposa con contenuti molto virtuali e strutture particolarmente precarie.
Anche in quest'altro gruppo, guarda caso, viaggiano in parallelo due realtà: un gruppo con un vago "orgoglio molisano" e un altro, pi&ugrave; velato, ma esplicito nel fare l'occhietto ad una fazione politica. Insomma, prima di un'adesione ad organismi che professano imparzialità, sarebbe bene metterli un po' alla prova. Vedendo anche, al di là dei proclami, che cosa fanno di concreto. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
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<title><![CDATA[ Roma e Assisi "celebrano" la pace  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=974</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un grande corteo a Roma, una marcia della pace ad Assisi. Decine di migliaia di persone hanno voluto manifestare in strada contro l'offensiva militare israeliana.   A Roma i dimostranti hanno sfilato da piazza Vittorio con un lungo corteo caratterizzato soprattutto da tantissime kefiah blu e rosse, i copricapo tradizionali della cultura araba, e bandiere della Palestina. In apertura lo striscione "Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza". Numerosi i cartelli e gli striscioni. Su alcuni si poteva leggere: "27 dicembre 2008 giornata della memoria", "Italiani, aiutate i bambini a vivere", "Genocidio nazista a Gaza". Lo slogan pi&ugrave; ripetuto: "Bush e Barak assassini". Ma anche: "Israeliani assassini, gi&ugrave; le mani dai bambini", "Israele terrorista" e "Palestina libera".    Tanti gli arabi, soprattutto all'inizio e in chiusura del corteo. Numerosi i bambini palestinesi, alcuni con in braccio bambolotti macchiati di rosso. Molti manifestanti hanno esposto fotografie dei massacri, altri cartelli con la bandiera israeliana associata alla svastica.    Nella parte iniziale del corteo alcune delle organizzazioni promotrici della manifestazione, tra cui Forum Palestina e "Donne in nero".    Nel corpo centrale le tante anime della sinistra radicale, le bandiere dei Comunisti italiani e di Rifondazione comunista, quelle dei Cobas e di altri sindacati di base, quelle dell'associazionismo e delle organizzazioni non governative. Poi rappresentanti della Fiom e del quotidiano "Il Manifesto". Singolare anche la delegazione della Trambus, la società dei trasporti romani, con i conducenti in giacca e cravatta.    Un camion caratterizzato da un enorme fucile da cui pendeva una bandiera palestinese è stato il simbolo dei centri sociali. I movimenti hanno richiamato, anche con uno striscione, il progetto "Sport sotto l'assedio", iniziative sportive per offrire un po' di normalità a Gaza. Presenti, tra gli altri, il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, e quello di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. Non sono mancati cartelli inneggianti a Michele Santoro, con riferimento alla trasmissione "Annozero" di gioved&igrave; scorso. "Santoro grazie per la verità e la sincerità", "Santoro santo subito" e "Gi&ugrave; le mani da Santoro" si legge su tre cartelli.    Molti gli slogan in arabo, tra cui il motto religioso "Allahu Akbar", Allah è grande e "viva Hamas". Alcuni scandiscono gli slogan tenendo nella mano una scarpa, inneggiando al gesto del cronista iracheno Montazer Al-Zaidi, che ha lanciato le sue calzature contro Bush durante una conferenza stampa. Con le spalle al Colosseo, in direzione della Mecca, una cinquantina di arabi ha recitato la preghiera del crepuscolo, la quarta del giorno, utilizzando le bandiere palestinesi. A "chiamarla" è stato un improvvisato muezzin disposto sul camioncino della delegazione palestinese. Ad Assisi, invece, s'è svolta la manifestazione organizzata dalla Tavola della Pace che ha raccolto oltre 5mila manifestanti provenienti da tutto il Paese contro la guerra a Gaza. Il corteo ha raggiunto piazza San Francesco da dove è stato lanciato sia da monsignor Sorrentino, vescovo di Assisi, che da padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento, l'appello a fermare immediatamente le ostilità tra israeliani e palestinesi. Padre Coli ha chiesto dialogo. ''Un dialogo come incontro, come riconoscimento dell'altro, della sua identità, della sua storia e della sua ricchezza - ha detto padre Coli. "Ci rivolgiamo ai responsabili dei due popoli, affinch&eacute; servano il progetto di Dio, ricco di pensieri di pace e le aspirazioni pi&ugrave; autentiche dell'uomo - ha concluso Padre Coli.     Gli ha fatto eco il vescovo di Assisi, monsignor Sorrentino: "Giunga da questa piazza del Poverello a tutti gli uomini in gioco e a tutti i responsabili del destino dei popoli l'appello a vincere lentezze, indifferenze e interessi di parte, per fermare il terrore e l'orrore e riportare tutti al tavolo del dialogo per una pace giusta e duratura".    Flavio Lotti coordinatore de La Tavola della Pace che ha organizzato la manifestazione di Assisi, è stato esplicito: "Questa manifestazione è un segno della coscienza dell'Italia che non si arrende alle bombe, al cinismo e all'indifferenza; in una settimana, centinaia di Comuni ed associazioni e di cittadini di questo Paese, hanno sentito il dovere di alzare la voce, per chiedere all'Italia che faccia quello che ancora non ha fatto. Le bombe si devono fermare subito e subito dopo l'Italia e l'Europa si devono mettere insieme all'Onu, per scrivere la parola fine, definitivamente fine, a questa tragedia''.    Dal palco della manifestazione per la pace ad Assisi, Massimo D'Alema ha criticato la posizione "ufficiale" assunta dall'Italia rispetto al conflitto a Gaza. "Mai come in questa circostanza - ha detto l'esponente politico - la voce dell'Italia è stata distante dal sentimento degli italiani, a quel sentimento ha dato voce la Chiesa cattolica, contro il cinismo e la ferocia di una parte dell'Italia ufficiale. Non siamo noi ad essere isolati ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante - ha concluso duro D'Alema. Da registrare una contromanifestazione israeliana a Roma nella zona del Ghetto. Alcune centinaia di persone hanno voluto esprimere il proprio sdegno contro le iniziative a favore della Palestina. Ma anche contro Michele Santoro. ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Roma: in migliaia gridano il no alla guerra (17 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=973</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Un grande corteo a Roma, una marcia della pace ad Assisi. Decine di migliaia di persone hanno voluto manifestare in strada contro l'offensiva militare israeliana. 



A Roma i dimostranti hanno sfilato da piazza Vittorio con un lungo corteo caratterizzato soprattutto da tantissime kefiah blu e rosse, i copricapo tradizionali della cultura araba, e bandiere della Palestina. In apertura lo striscione "Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza". Numerosi i cartelli e gli striscioni. Su alcuni si poteva leggere: "27 dicembre 2008 giornata della memoria", "Italiani, aiutate i bambini a vivere", "Genocidio nazista a Gaza". Lo slogan pi&ugrave; ripetuto: "Bush e Barak assassini". Ma anche: "Israeliani assassini, gi&ugrave; le mani dai bambini", "Israele terrorista" e "Palestina libera". 



Tanti gli arabi, soprattutto all'inizio e in chiusura del corteo. Numerosi i bambini palestinesi, alcuni con in braccio bambolotti macchiati di rosso. Molti manifestanti hanno esposto fotografie dei massacri, altri cartelli con la bandiera israeliana associata alla svastica. 



Nella parte iniziale del corteo alcune delle organizzazioni promotrici della manifestazione, tra cui Forum Palestina e "Donne in nero". 



Nel corpo centrale le tante anime della sinistra radicale, le bandiere dei Comunisti italiani e di Rifondazione comunista, quelle dei Cobas e di altri sindacati di base, quelle dell'associazionismo e delle organizzazioni non governative. Poi rappresentanti della Fiom e del quotidiano "Il Manifesto". Singolare anche la delegazione della Trambus, la società dei trasporti romani, con i conducenti in giacca e cravatta. 



Un camion caratterizzato da un enorme fucile da cui pendeva una bandiera palestinese è stato il simbolo dei centri sociali. I movimenti hanno richiamato, anche con uno striscione, il progetto "Sport sotto l'assedio", iniziative sportive per offrire un po' di normalità a Gaza. 



Presenti, tra gli altri, il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, e quello di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. Non sono mancati cartelli inneggianti a Michele Santoro, con riferimento alla trasmissione "Annozero" di gioved&igrave; scorso. "Santoro grazie per la verità e la sincerità", "Santoro santo subito" e "Gi&ugrave; le mani da Santoro" si legge su tre cartelli. 



Molti gli slogan in arabo, tra cui il motto religioso "Allahu Akbar", Allah è grande e "viva Hamas". Alcuni scandiscono gli slogan tenendo nella mano una scarpa, inneggiando al gesto del cronista iracheno Montazer Al-Zaidi, che ha lanciato le sue calzature contro Bush durante una conferenza stampa. Con le spalle al Colosseo, in direzione della Mecca, una cinquantina di arabi ha recitato la preghiera del crepuscolo, la quarta del giorno, utilizzando le bandiere palestinesi. A "chiamarla" è stato un improvvisato muezzin disposto sul camioncino della delegazione palestinese. 



Ad Assisi, invece, s'è svolta la manifestazione organizzata dalla Tavola della Pace che ha raccolto oltre 5mila manifestanti provenienti da tutto il Paese contro la guerra a Gaza. Il corteo ha raggiunto piazza San Francesco da dove è stato lanciato sia da monsignor Sorrentino, vescovo di Assisi, che da padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento, l'appello a fermare immediatamente le ostilità tra israeliani e palestinesi. 



Padre Coli ha chiesto dialogo. ''Un dialogo come incontro, come riconoscimento dell'altro, della sua identità, della sua storia e della sua ricchezza - ha detto padre Coli. "Ci rivolgiamo ai responsabili dei due popoli, affinch&eacute; servano il progetto di Dio, ricco di pensieri di pace e le aspirazioni pi&ugrave; autentiche dell'uomo - ha concluso Padre Coli. 



Gli ha fatto eco il vescovo di Assisi, monsignor Sorrentino: "Giunga da questa piazza del Poverello a tutti gli uomini in gioco e a tutti i responsabili del destino dei popoli l'appello a vincere lentezze, indifferenze e interessi di parte, per fermare il terrore e l'orrore e riportare tutti al tavolo del dialogo per una pace giusta e duratura". 



Flavio Lotti coordinatore de La Tavola della Pace che ha organizzato la manifestazione di Assisi, è stato esplicito: "Questa manifestazione è un segno della coscienza dell'Italia che non si arrende alle bombe, al cinismo e all'indifferenza; in una settimana, centinaia di Comuni ed associazioni e di cittadini di questo Paese, hanno sentito il dovere di alzare la voce, per chiedere all'Italia che faccia quello che ancora non ha fatto. Le bombe si devono fermare subito e subito dopo l'Italia e l'Europa si devono mettere insieme all'Onu, per scrivere la parola fine, definitivamente fine, a questa tragedia''. 



Dal palco della manifestazione per la pace ad Assisi, Massimo D'Alema ha criticato la posizione "ufficiale" assunta dall'Italia rispetto al conflitto a Gaza. "Mai come in questa circostanza - ha detto l'esponente politico - la voce dell'Italia è stata distante dal sentimento degli italiani, a quel sentimento ha dato voce la Chiesa cattolica, contro il cinismo e la ferocia di una parte dell'Italia ufficiale. Non siamo noi ad essere isolati ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante - ha concluso duro D'Alema. 



Da registrare una contromanifestazione israeliana a Roma nella zona del Ghetto. Alcune centinaia di persone hanno voluto esprimere il proprio sdegno contro le iniziative a favore della Palestina. Ma anche contro Michele Santoro. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Anna Tatangelo presto in tv (17 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=970</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' richiestissima in tv. C'è chi giura che presto conquisterà la prima serata della Rai, grazie alla recente pace fatta con Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, dopo la cancellazione di uno show nei mesi scorsi. Chi annuncia che farà parte del cast di Italia Uno. Fatto sta che Anna Tatangelo continua a confermarsi personaggio del momento. 



Su una possibile presenza fissa in Rai è sicuro Gigi Vesigna, che lo conferma nelle pagine del settimanale "Famiglia Cristiana". Dovrebbe essere proprio Anna Tatangelo, in coppia con Gigi D'Alessio, a partecipare ad uno show del sabato sera. Una sorta di "risarcimento morale" al duo della canzone italiana dopo la cancellazione (per "sovraesposizione televisiva" di D'Alessio, presente anche sulle reti Mediaset) del possibile show che avrebbe dovuto prendere il posto del programma "I migliori anni" condotto da Carlo Conti. 



La concorrenza Mediaset non resta a guardare e Luca Tiraboschi, direttore di Italia Uno, nel presentare il suo palinsesto parla anche di Anna Tatangelo che dovrebbe portare a marzo o ad aprile sulla sua rete come conduttrice di uno show. Insomma, Tatangelomania. 



La cantante ciociara, bellezza mediterranea, sta gestendo con grande attenzione la sua immagine. Uno studio molto accurato, nonostante i 22 anni. L'intervista rilasciata recentemente al settimanale "Vanity Fair", con un servizio fotografico molto cool, è stata ripresa dalla gran parte degli organi d'informazione. Ha fatto emergere un'anima rock, raccontando che quella voleva essere la sua strada. Ma una laringite cambi&ograve; il suo destino a Sanremo. "Quando mi sono sentita meglio ho provato il mio brano rock, ma Pippo Baudo mi ha detto di non farlo pi&ugrave;, che non era roba per me. Ci sono rimasta male, ma ora so che aveva ragione". 



Fatto sta, che grazie al suo "Doppiamente fragili", vincitore, la ragazza di Sora è entrata alla grande nel mondo della musica. E del gossip, grazie soprattutto a D'Alessio. "Questa storia ha fatto scandalo, la mia carriera poteva uscirne stroncata - racconta la Tatangelo nell'intervista. "Sono stata additata come una rovina famiglie, quando non c'era nessuna famiglia rovinata. Tutti in casa D'Alessio sapevano come stavano le cose. Per&ograve; ho preferito stare zitta". 



Tra gli altri "segreti" confessati, il seno nuovo. "Faccio un'ora di palestra a giorni alterni, non m'ingozzo ma pretendo di mangiare - dichiara la cantante. "Il seno è l'unica cosa che mi sono rifatta, per colmare il bikini e l'insicurezza". Altri complessi? "Mostro poco volentieri le gambe, e non fotografatemi scalza perch&eacute; ho i piedi grossi. E poi ho la voce troppo fine negli acuti - comincio adesso a studiare canto - e non so suonare uno strumento". 



La Tatangelo rappresenta ormai una vera e propria icona per molti ammiratori. Sul solito Facebook i siti dedicati a lei sono infiniti. Uno raccoglie oltre 12mila fans. E c'è pure chi gli sta dedicando un fumetto, trasformadola in un'eroina shoujo manga che un giorno incontra il principe dei suoi sogni e se ne innamora. 



Intanto resta principale la sua attività di cantante. "Nel mondo delle donne", il quarto album in studio di Anna Tatangelo uscito meno di due mesi fa e che comprende undici brani, sta andando bene. Il singolo "Profumo di mamma", che racconta un bambino che cresce nel grembo di una donna, gode di molti passaggi in radio. Importanti le collaborazioni: Pino Daniele ha scritto "Sarai", il giovane cantautore Alessandro Mancuso firma "Quando arriva, arriva" e "Lei che ne sa". Il brano "Rose spezzate" tratta il tema della violenza contro le donne. Presenti anche due cover di classici: "Il posto mio" di Domenico Modugno (scritta nel 1968 da Alberto Testa e Tony Renis) e "Anna verrà" (testi e musica di Pino Daniele). Il mastering è stato effettuato allo Sterling Sound di New York. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Commemorazione di Verbano:
Alemanno non ci sarà (16 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=967</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non parteciperà alla commemorazione per l'anniversario della morte di Valerio Verbano, il giovane militante del Collettivo autonomo Valmelaina ucciso il 22 febbraio 1980 a 19 anni da militanti di destra. Lo ha confermato lo stesso primo cittadino della Capitale entrando poco dopo le 13 presso la sede dalla regione Lazio per un incontro con il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e quello della Regione Pietro Marrazzo, sulla vicenda Alitalia. 

Una scelta sofferta per evitare interpretazioni equivoche e maturata congiuntamente con l'anziana madre di Valerio Verbano, la signora Carla, 84 anni, incontrata in Campidoglio. "Abbiamo concordato che non è opportuna la mia visita all'anniversario della morte di Valerio Verbano - ha spiegato il sindaco. "Ho ripetuto alla signora le mie condoglianze e la mia volontà di onorare e rispettare questo martire. Ma i centri sociali e gli amici di Verbano vedrebbero la mia presenza come una provocazione. E tutto voglio tranne che un gesto di questo genere venga inteso come un'ipocrisia politica o un atto strumentale. E' meglio evitare problemi - ha aggiunto Alemanno. "Ho paura che accada qualcosa. E' il giorno della commemorazione di Valerio e voglio che passi tranquillo. C'è una persona morta, un dolore, una passione politica e tutto questo va rispettato. Credo che i tempi non siano maturi - ha concluso il sindaco. 

Alemanno ha anche spiegato di aver dato alla signora Verbano "tutta la disponibilità a prendere qualsiasi iniziativa possa servire a pacificare gli animi, a scoprire la verità per far capire che gli anni '70 sono definitivamente alle nostre spalle e i giovani non si devono pi&ugrave; dividere con quell'odio". E in merito alle dichiarazioni di gioved&igrave; da parte dei centri sociali Alemanno ha sottolineato che "hanno dato con chiarezza una manifestazione di non gradimento verso la mia presenza e ne prendo atto. Non voglio che appaia come un atto provocatorio".

La signora Verbano, pur temendo contestazioni, si era detta favorevole alla presenza del sindaco a patto "di non indossare la croce celtica che Alemanno porta al collo". All'uscita dall'incontro in Campidoglio ha precisato: "Ho ringraziato il sindaco per la sua disponibilità nel volere venire, un gesto carino. Per&ograve; ho pensato che sia pi&ugrave; opportuno che non venga per evitare contestazioni. Ho paura che succeda qualcosa. La commemorazione di Valerio deve essere pulita, buona e tranquilla. Penso di avergli tolto una patata bollente. Anche lui come istituzione ha bisogno di rispetto. Non sarebbe stata una cosa facile, per lui venire l&igrave; - ha spiegato la signora. A chi le ha chiesto le impressioni sul sindaco, la signora Verbano ha detto: "Una persona socievole, anche se rimane di destra e io sono di sinistra: capite che le due cose non combaciano. Comunque sulla persona non ho niente da eccepire".

Valerio Verbano inizi&ograve; la militanza attiva in politica da giovanissimo, nel proprio liceo, l'Archimede, nel quartiere romano del Nuovo Salario. Tra gli interessi, quello per la fotografia, attraverso il quale documenta con una ricerca personale i movimenti di estrema destra della Capitale, consuetudine abbastanza diffusa nella sinistra extraparlamentare. Il fascicolo, denominato "dossier Nar", riportava anche informazioni sull'estremismo di destra romano. 

Nell'aprile 1979 viene arrestato con l'accusa di fabbricazione di materiale incendiario e condannato a dicembre. Subisce perquisizioni e gli avvocati del giovane denunceranno la scomparsa dei documenti sequestrati, tra cui il cosiddetto "dossier Nar". Che probabilmente gli sarà fatale.

Il 22 febbraio 1980, ad ora di pranzo, il dramma: tre giovani coperti da un passamontagna entrano in casa Verbano, al quarto piano di via Montebianco 114 a Monte Sacro, dichiarando di essere suoi amici. Armati di pistole con silenziatore, immobilizzano i genitori nella loro camera ed attendono il rientro da scuola del giovane. Verbano viene quindi assalito dai tre. Durante la colluttazione Valerio, che pratica arti marziali, riesce a disarmare uno dei tre assalitori ma fuggendo dall'appartamento attraverso una finestra è raggiunto da un colpo di pistola alla schiena che gli perfora l'intestino.

La rivendicazione pi&ugrave; accreditata rimane quella dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, gruppo di fuoco dell'estrema destra romana. Negli anni seguenti alcuni pentiti, tra cui Angelo Izzo, indicano tracce per quell'omicidio additando appartenenti ai Nar e a Terza Posizione. Tuttavia il delitto resta impunito. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Indagato Cristiano Di Pietro  ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=966</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - Un atto dovuto. Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale a Campobasso è tra gli indagati nell'inchiesta sull'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone, sull'imprenditore Alfredo Romeo e su ex esponenti dell'amministrazione comunale di Napoli. Secondo gli inquirenti, l'iscrizione nel registro degli indagati di Di Pietro junior per i reati di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio è "un atto dovuto", necessario per poter eseguire ulteriori attività investigative.  Cristiano Di Pietro compare in alcune telefonate intercettate durante le indagini, in cui fa raccomandazioni a persone finite nel mirino degli investigatori. A seguito delle notizie apparse sugli organi d'informazione, Di Pietro junior è uscito dall'Italia dei Valori, dandone l'annuncio con una lettera che il padre ha anche pubblicato sul suo blog.  La conferma sulla posizione del figlio dell'ex pm giunge proprio nel giorno in cui suo padre si presenta in Procura e depone per circa tre ore davanti al procuratore aggiunto Franco Roberti e ai sostituti D'Onofrio, Falcone e Filippelli. Ai giornalisti Di Pietro senior ha detto di aver invitato i colleghi ad indagare "senza alcun riguardo anche su parenti, figli compresi" e su esponenti del suo partito". Ha aggiunto di non sapere se ci sia già un'indagine a carico di suo figlio, augurandosi che in ogni caso i magistrati napoletani indaghino, perch&eacute; si tratterebbe di un'indagine a tutela. La vicenda cavalcata dai giornali del centrodestra contro l'ex pm è soprattutto quella relativa al trasferimento di Mautone da Napoli a Roma, operata proprio da Di Pietro ministro delle Infrastrutture. Mautone è infatti ritenuto dall'accusa uno dei personaggi centrali del "sistema Romeo", e la decisione di Di Pietro di trasferirlo nel luglio 2007, quando dell'inchiesta non si sapeva nulla, spinge soprattutto esponenti del centrodestra ad avanzare l'ipotesi che l'ex pm di Mani Pulite avesse ricevuto informazioni confidenziali sull'indagine in corso. Di Pietro replica di aver potuto dimostrare, "documenti alla mano", che quando era ministro decise il trasferimento dell'ex provveditore alle opere pubbliche non sulla base di una fuga di notizie, ma nell'ambito di "un grappolo di trasferimenti che riguardarono anche altre persone". Prefer&igrave; insomma destinarli ad altri incarichi. Di Pietro ha spiegato che quando si insedi&ograve; al ministero istitu&igrave; una commissione amministrativa che produsse un'istruttoria che si concluse con una serie di cambi di poltrone interne. E, dunque, che Mautone fin&igrave; in quell'elenco sulla base della sua inchiesta. "E ne sono molto orgoglioso - ha sottolineato - perch&eacute; ora ho trovato un riscontro formidabile dalla lettura incrociata dei documenti da me presentati e delle intercettazioni telefoniche". Sulla vicenda Di Pietro si era espresso nei giorni scorsi sul suo blog, rispondendo ad una domanda posta dal direttore del quotidiano Libero, Vittorio Feltri. "Come spiega che Di Pietro seppe in anticipo che Mario Mautone, provveditore alle opere pubbliche in Campania, era sotto inchiesta a Napoli?", domanda Feltri. "Nessuno mi ha mai detto che Mautone era sotto inchiesta a Napoli e men che meno che era sotto intercettazione, almeno fino a quando non furono proprio alcuni giornali e agenzie a darne illecitamente notizia - scrive Di Pietro. "E' semplicemente successo che, quando divenni ministro delle Infrastrutture, il ministero era stato diviso in due (l'altro, quello dei Trasporti, venne affidato al collega Bianchi) e quindi bisognava ridefinire gli organici. Io, allora, utilizzai l'occasione per prendere una nutrita serie di provvedimenti di "rotazione" e "trasferimenti" di dirigenti ministeriali della cui opportunità nel frattempo mi ero reso conto (alcuni perch&eacute; da troppo tempo rivestivano lo stesso incarico, altri - specie nel "delicato Sud" - perch&eacute; erano da troppo tempo nello stesso posto, altri perch&eacute; destinatari di inchieste interne, segnalazioni ed esposti, altri ancora per scadenza del mandato ed altri infine perch&eacute; ritenuti pi&ugrave; adatti a rivestire certi ruoli o certi uffici (non tutti possono fare tutto, giacch&eacute; c'è chi è pi&ugrave; portato a fare una cosa e chi un'altra). Ho preso tali decisioni - prosegue Di Pietro - in assoluta autonomia e nell'ambito delle responsabilità istituzionali che mi competevano proprio in quanto ministro (magari facessero tutti cos&igrave;!). D'altronde in alcuni ministeri (come per gli Interni, la Difesa e l'Economia) le "rotazioni" e i "trasferimenti" sono da sempre una prassi codificata (i questori, i prefetti e gli ufficiali superiori dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ne sanno qualcosa, con tutti i traslochi che devono sopportare)". L'ex pm insiste: "Nell'ambito di questa complessa e complessiva operazione (riguardante decine di casi) ho provveduto a spostare anche l'ingegner Mario Mautone che, da capo del Provveditorato di Napoli (incarico che egli già rivestiva allorchè io divenni ministro), è cos&igrave; passato a capo della Direzione edilizia statale del ministero e quindi con la stessa qualifica e con funzioni dirigenziali analoghe (d'altronde non avrei potuto fare diversamente giacch&eacute; egli è un funzionario pubblico e la legge, i Tar ed il Consglio di Stato impongono che chi ha una certa qualifica debba occupare la relativa funzione). Le ragioni personali riguardanti l'inserimento anche dell'ingegner Mautone nella "rotazione" non avevano nulla di trascendentale e riguardavano all'epoca solo apprezzamenti di opportunità rispetto a notizie e segnalazioni che erano pervenute al ministero (peraltro anche di minore rilevanza rispetto a talune segnalazioni riguardanti altri dipendenti)". Tra lui e Mautone, conclude Di Pietro, "c'è stato solo e sempre un reciproco, doveroso e corretto rapporto istituzionale in relazione ai ruoli ed agli incarichi che ciascuno di noi rivestiva. E' falso quindi che io l'abbia nominato in una commissione di collaudo per favorirlo. Egli era un dirigente del ministero (anche tecnicamente qualificato ed esperto) e dovendo io formare tante commissioni di collaudo - ho dato un incarico anche a lui che ne aveva anche meno degli altri". Su questo punto l'ex pm se la prende anche con il quotidiano "Il Giornale", secondo cui la prova Mautone "uomo di Di Pietro" deriverebbe dal fatto che era presente ad una cerimonia pubblica a Montenero di Bisaccia per presentare i lavori di restauro di un'antica torre saracena diroccata. "E chi altro del ministero doveva esserci - spiega Di Pietro - se non il funzionario competente, e cioè il direttore dell'edilizia statale? E chi altri dovevo portarmi appresso, come ministro, se non il funzionario Mautone che da provveditore aveva programmato le fasi ed il progetto di restauro?". Il leader dell'Italia dei valori, su questo punto, ha detto alla Procura che lui non si è fatto ricattare e che, se solo avesse avuto sentore di questo ricatto, avrebbe fatto arrestare i suoi protagonisti. L'ex pm molisano non ha eluso le domande sul coinvolgimento del figlio nell'inchiesta: "L'indagine a Napoli non riguarda mio figlio. Riguarda una vicenda grossissima: vi prego di non trasformare uno stuzzicadenti in una trave e la trave in una pagliuzza". Vicenda che coinvolgerebbe, oltre al senatore Gennaro Coronella (An), anche esponenti dell'Italia dei valori. Ad esempio Nello Di Nardo (Idv), che quando Di Pietro era ministro faceva parte della sua segreteria politica. E l'allora capogruppo al Senato di IdV, Nello Formisano (Mautone confida: "Il senatore è amico mio"). Tegole sull'Idv campano che colpiscono anche il parlamentare Americo Porfidia, sindaco di Recale (Caserta), indagato per camorra. ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Indagato Cristiano Di Pietro (16 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=965</link>
<description><![CDATA[ NAPOLI - Un atto dovuto. Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale a Campobasso è tra gli indagati nell'inchiesta sull'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone, sull'imprenditore Alfredo Romeo e su ex esponenti dell'amministrazione comunale di Napoli. Secondo gli inquirenti, l'iscrizione nel registro degli indagati di Di Pietro junior per i reati di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio è "un atto dovuto", necessario per poter eseguire ulteriori attività investigative. 

Cristiano Di Pietro compare in alcune telefonate intercettate durante le indagini, in cui fa raccomandazioni a persone finite nel mirino degli investigatori. A seguito delle notizie apparse sugli organi d'informazione, Di Pietro junior è uscito dall'Italia dei Valori, dandone l'annuncio con una lettera che il padre ha anche pubblicato sul suo blog. 

La conferma sulla posizione del figlio dell'ex pm giunge proprio nel giorno in cui suo padre si presenta in Procura e depone per circa tre ore davanti al procuratore aggiunto Franco Roberti e ai sostituti D'Onofrio, Falcone e Filippelli. Ai giornalisti Di Pietro senior ha detto di aver invitato i colleghi ad indagare "senza alcun riguardo anche su parenti, figli compresi" e su esponenti del suo partito". Ha aggiunto di non sapere se ci sia già un'indagine a carico di suo figlio, augurandosi che in ogni caso i magistrati napoletani indaghino, perch&eacute; si tratterebbe di un'indagine a tutela.

La vicenda cavalcata dai giornali del centrodestra contro l'ex pm è soprattutto quella relativa al trasferimento di Mautone da Napoli a Roma, operata proprio da Di Pietro ministro delle Infrastrutture. Mautone è infatti ritenuto dall'accusa uno dei personaggi centrali del "sistema Romeo", e la decisione di Di Pietro di trasferirlo nel luglio 2007, quando dell'inchiesta non si sapeva nulla, spinge soprattutto esponenti del centrodestra ad avanzare l'ipotesi che l'ex pm di Mani Pulite avesse ricevuto informazioni confidenziali sull'indagine in corso.
Di Pietro replica di aver potuto dimostrare, "documenti alla mano", che quando era ministro decise il trasferimento dell'ex provveditore alle opere pubbliche non sulla base di una fuga di notizie, ma nell'ambito di "un grappolo di trasferimenti che riguardarono anche altre persone". Prefer&igrave; insomma destinarli ad altri incarichi. Di Pietro ha spiegato che quando si insedi&ograve; al ministero istitu&igrave; una commissione amministrativa che produsse un'istruttoria che si concluse con una serie di cambi di poltrone interne. E, dunque, che Mautone fin&igrave; in quell'elenco sulla base della sua inchiesta. "E ne sono molto orgoglioso - ha sottolineato - perch&eacute; ora ho trovato un riscontro formidabile dalla lettura incrociata dei documenti da me presentati e delle intercettazioni telefoniche".

Sulla vicenda Di Pietro si era espresso nei giorni scorsi sul suo blog, rispondendo ad una domanda posta dal direttore del quotidiano Libero, Vittorio Feltri. "Come spiega che Di Pietro seppe in anticipo che Mario Mautone, provveditore alle opere pubbliche in Campania, era sotto inchiesta a Napoli?", domanda Feltri. 

"Nessuno mi ha mai detto che Mautone era sotto inchiesta a Napoli e men che meno che era sotto intercettazione, almeno fino a quando non furono proprio alcuni giornali e agenzie a darne illecitamente notizia - scrive Di Pietro. "E' semplicemente successo che, quando divenni ministro delle Infrastrutture, il ministero era stato diviso in due (l'altro, quello dei Trasporti, venne affidato al collega Bianchi) e quindi bisognava ridefinire gli organici. Io, allora, utilizzai l'occasione per prendere una nutrita serie di provvedimenti di "rotazione" e "trasferimenti" di dirigenti ministeriali della cui opportunità nel frattempo mi ero reso conto (alcuni perch&eacute; da troppo tempo rivestivano lo stesso incarico, altri - specie nel "delicato Sud" - perch&eacute; erano da troppo tempo nello stesso posto, altri perch&eacute; destinatari di inchieste interne, segnalazioni ed esposti, altri ancora per scadenza del mandato ed altri infine perch&eacute; ritenuti pi&ugrave; adatti a rivestire certi ruoli o certi uffici (non tutti possono fare tutto, giacch&eacute; c'è chi è pi&ugrave; portato a fare una cosa e chi un'altra). Ho preso tali decisioni - prosegue Di Pietro - in assoluta autonomia e nell'ambito delle responsabilità istituzionali che mi competevano proprio in quanto ministro (magari facessero tutti cos&igrave;!). D'altronde in alcuni ministeri (come per gli Interni, la Difesa e l'Economia) le "rotazioni" e i "trasferimenti" sono da sempre una prassi codificata (i questori, i prefetti e gli ufficiali superiori dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ne sanno qualcosa, con tutti i traslochi che devono sopportare)". 

L'ex pm insiste: "Nell'ambito di questa complessa e complessiva operazione (riguardante decine di casi) ho provveduto a spostare anche l'ingegner Mario Mautone che, da capo del Provveditorato di Napoli (incarico che egli già rivestiva allorchè io divenni ministro), è cos&igrave; passato a capo della Direzione edilizia statale del ministero e quindi con la stessa qualifica e con funzioni dirigenziali analoghe (d'altronde non avrei potuto fare diversamente giacch&eacute; egli è un funzionario pubblico e la legge, i Tar ed il Consglio di Stato impongono che chi ha una certa qualifica debba occupare la relativa funzione). Le ragioni personali riguardanti l'inserimento anche dell'ingegner Mautone nella "rotazione" non avevano nulla di trascendentale e riguardavano all'epoca solo apprezzamenti di opportunità rispetto a notizie e segnalazioni che erano pervenute al ministero (peraltro anche di minore rilevanza rispetto a talune segnalazioni riguardanti altri dipendenti)". 

Tra lui e Mautone, conclude Di Pietro, "c'è stato solo e sempre un reciproco, doveroso e corretto rapporto istituzionale in relazione ai ruoli ed agli incarichi che ciascuno di noi rivestiva. E' falso quindi che io l'abbia nominato in una commissione di collaudo per favorirlo. Egli era un dirigente del ministero (anche tecnicamente qualificato ed esperto) e dovendo io formare tante commissioni di collaudo - ho dato un incarico anche a lui che ne aveva anche meno degli altri".

Su questo punto l'ex pm se la prende anche con il quotidiano "Il Giornale", secondo cui la prova Mautone "uomo di Di Pietro" deriverebbe dal fatto che era presente ad una cerimonia pubblica a Montenero di Bisaccia per presentare i lavori di restauro di un'antica torre saracena diroccata. "E chi altro del ministero doveva esserci - spiega Di Pietro - se non il funzionario competente, e cioè il direttore dell'edilizia statale? E chi altri dovevo portarmi appresso, come ministro, se non il funzionario Mautone che da provveditore aveva programmato le fasi ed il progetto di restauro?".

Il leader dell'Italia dei valori, su questo punto, ha detto alla Procura che lui non si è fatto ricattare e che, se solo avesse avuto sentore di questo ricatto, avrebbe fatto arrestare i suoi protagonisti.

L'ex pm molisano non ha eluso le domande sul coinvolgimento del figlio nell'inchiesta: "L'indagine a Napoli non riguarda mio figlio. Riguarda una vicenda grossissima: vi prego di non trasformare uno stuzzicadenti in una trave e la trave in una pagliuzza". 

Vicenda che coinvolgerebbe, oltre al senatore Gennaro Coronella (An), anche esponenti dell'Italia dei valori. Ad esempio Nello Di Nardo (Idv), che quando Di Pietro era ministro faceva parte della sua segreteria politica. E l'allora capogruppo al Senato di IdV, Nello Formisano (Mautone confida: "Il senatore è amico mio"). Tegole sull'Idv campano che colpiscono anche il parlamentare Americo Porfidia, sindaco di Recale (Caserta), indagato per camorra. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Lite ad "Annozero": le reazioni (15 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=964</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La giornalista Lucia Annunziata ha abbandonato la trasmissione "Annozero" sul massacro di Gaza polemizzando con il conduttore Michele Santoro, accusandolo di aver realizzato una trasmissione "al 99,9 per cento schierata" a favore dei palestinesi. Una decisione drastica seguita ad una serie di interventi polemici dell'ex presidente della Rai sul "modo di condurre la trasmissione" da parte del giornalista salernitano, ex parlamentare europeo.

Alla conduttrice di "In mezz'ora" non sono piaciuti in particolare gli infuocati interventi di una ragazza della comunità palestinese di Milano, intervistata da Corrado Formigli, e di una giovane israeliana in studio a Roma. 

"Non si possono affidare a due ragazzine questioni cos&igrave; importanti - ha osservato l'Annunziata. Santoro ha replicato sottolineando che non era stata invitata per criticare la trasmissione. Ha quindi precisato alla collega di non potere venire come ospite a ripetere "quello che tutti dicono contro di noi". Ha tagliato corto: "Non dire anche tu le fesserie che ci dicono in tanti, basta con questa volgarità. Sei qui per parlare di questo problema, non per contestare la trasmissione". Ha chiuso la discussione con supposizioni ("acquisire meriti nei confronti di qualcuno") legate alle prese di posizione dell'editorialista della Stampa. A questo punto l'ex presidente della Rai si è alzata offesa e in segno di protesta se n'è andata. 

In studio, oltre alla giornalista campana, anche la scrittrice israeliana Manuela Dviri, particolarmente impegnata nella promozione di progetti di dialogo tra i due popoli e Rula Jebreal, la giornalista palestinese naturalizzata italiana, già collaboratrice di Santoro nella prima edizione di "Annozero" nel 2006 e volto noto di La7 e di Rainews24. 

Nel corso della trasmissione, dedicata in particolare al massacro dei bambini di Gaza, sono stata mostrate immagini particolarmente forti sulle conseguenze dell'azione militare in corso. Un reportage dall'ospedale ha mostrato la condizione dei feriti. Il vignettista Vauro ha dedicato le proprie vignette alle piccole vittime del conflitto, disegnando giocattoli insanguinati. Il tema scottante, le immagini della manifestazione palestinese di Milano, i servizi su Gaza, la testimonianza in studio di un cuoco palestinese che ha perso da pochi giorni il fratello a Gaza hanno reso particolarmente teso il clima tra gli ospiti.
 
Tumultuoso anche il finale di trasmissione. Santoro con veemenza, quasi gridando, ha detto di voler dire la sua, ha attaccato la politica nazionale e internazionale, se l'è presa con il Pse che "da anni non fa niente", con i politici europei che "su queste tragedie non fanno un tubo", e infine ha sferrato un attacco personale e ironico a Veltroni: "Andasse a Gaza invece di andare in Africa". Ha infine spiegato: "Non accetto che questi bambini muoiano e i potenti della terra non fanno niente per fermare questo massacro". 

Numerose e prevedibili le reazioni. Gianfranco Fini ha telefonato al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, e ha detto che ad Annozero ieri "si è superato il livello di decenza". Ha quindi chiamato Lucia Annunziata per esprimerle "solidarietà e apprezzamento".

Walter Veltroni, invitato da Santoro nella diretta televisiva "ad andare a Gaza invece che in Africa", replica: "Vorrei dire a Santoro che già dalla settimana scorsa Piero Fassino e io abbiamo manifestato agli ambasciatori di Israele e della Palestina la volontà di andare a Tel Aviv e a Gaza per avere incontri al massimo livello. Non mi è piaciuto il riferimento quasi sarcastico nei confronti dell'Africa dove ogni giorno muore, nella totale indifferenza del mondo occidentale, un numero di bambini anche superiore a quello dei conflitti di questi giorni". 

Numerose le reazioni dai parlamentari del centrodestra. "Se anche Lucia Annunziata ha ritenuto cos&igrave; fazioso Santoro, al punto di dover abbandonare la trasmissione Rai di unilaterale attacco ad Israele, l'azienda pubblica dovrebbe interrogarsi su questo modo di fare informazione. Siamo al fiancheggiamento di ogni estremismo". E' quanto dichiara il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "E la Annunziata, giornalista di sinistra e combattiva, non pu&ograve; essere certo sospettata di pregiudizi politici. La verità è che alcuni usano la tv per scopi politici che molte volte suscitano indignazione. Facendolo in questo modo danneggiano, per eccesso di faziosità, la parte a cui sono asserviti. La Rai per&ograve; ha il dovere di mettere spazi a disposizione per esporre anche altri punti di vista, oltre a quelli dei fans dei terroristi di Hamas - conclude Gasparri. 

Fabrizio Cicchitto, capogruppo dei deputati Pdl: "Quanto avvenuto è gravissimo perchè ai telespettatori è stata data una informazione prodotta al di fuori dei pi&ugrave; elementari principi deontologici del giornalismo. Sorprende constatare che al momento non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Abbiamo parlato della vicenda anche a margine del Consiglio dei ministri".


I Comunisti italiani difendono invece Santoro: "Ieri, da Annozero, finalmente uno squarcio di verità giornalistica, dopo giorni e giorni di bombardamento informativo su Gaza, la Palestina e il suo popolo". E' il commento di Jacopo Venier, responsabile Esteri del partito. "Santoro ha svelato agli occhi degli italiani come stanno realmente le cose - continua Venieri. Le critiche a Santoro di Gasparri e company sono il segno tangibile del clima unilaterale che si respira al governo. Contro Santoro, infatti, si è scatenata la solita canea che mira a criminalizzare chiunque critichi il governo di Israele. Condividiamo con lui questo destino, visto che nel nostro panorama politico, siamo stati gli unici a prendere una posizione univoca su Gaza ed a denunciare la propaganda informativa che sta andando in onda anche sulla Rai dall'inizio del massacro israeliano. Un motivo in pi&ugrave;, questo, per scendere in piazza domani a Roma al grido di 'Siamo tutti palestinesi'", conclude Venier. 

"Vicinanza" con Santoro, a sorpresa, dall'estrema destra. Paolo Caratossidis, di Forza Nuova, spiega che "la sceneggiata di Lucia Annunziata è stata patetica, tipico comportamento di chi sa di essere nel torto ma non vuole riconoscerlo". 



Nel pomeriggio è stato reso noto il duro giudizio espresso dall'ambasciatore israeliano in Italia, Gideon Meir , contenuto in una lunga lettera indirizzata al presidente della Rai Claudio Petruccioli e con la quale il diplomatico esprime la sua "protesta" ed il suo "sconcerto" per la puntata di Annozero: "Uno spettacolo vergognoso" che speriamo "non si ripeta pi&ugrave;".

"Non ho mai visto sui mass media internazionali occidentali una trasmissione cosi' poco accurata dal punto di vista professionale - sottolinea il diplomatico. E aggiunge: "L'uso di doppi standard, la demonizzazione dello Stato d'Israele e la conseguente delegittimazione delle azioni israeliane in difesa dei propri cittadini hanno fatto s&igrave; che la trasmissione in questione non rispettasse nessuno standard professionale".

Meir chiede ai vertici di viale Mazzini di "adottare le necessarie misure per far s&igrave; che un simile spettacolo vergognoso non si ripeta pi&ugrave;" e di "trovare la maniera adeguata per spiegare che si è trattato di una trasmissione che ha esulato da qualsiasi standard di etica giornalistica basilare". 



Il titolo della trasmissione di ieri era 'La guerra dei bambini' ma "sciaguratamente - denuncia l'ambasciatore israeliano - il conduttore non ha ritenuto opportuno parlare, neanche per un attimo, delle centinaia di bambini israeliani trucidati negli attentati terroristici o dai lanci di missili di Hamas sulle città israeliane. Centinaia di bambini israeliani non meritano, a quanto pare, di essere menzionati". 



"Inoltre la trasmissione ha assolutamente ignorato la tattica tanto esecrabile quanto dichiarata e deliberata di fare uso, da parte di Hamas, della popolazione civile come scudi umani, tattica che senza alcuna ombra di dubbio ha provocato perdite umane enormi tra la popolazione civile palestinese - prosegue Meir. 



"Sono rimasto esterrefatto della scelta, compiuta dal conduttore, di ignorare totalmente anche tutti i bambini palestinesi uccisi dal fuoco di Hamas, per esempio, proprio un giorno prima dell'inizio dell'operazione militare, quando un missile lanciato da Hamas contro Israele è invece caduto su territorio palestinese, uccidendo due bimbe palestinesi a Beit Lahiya. Il conduttore è forse pronto a giurare che parte dei bambini uccisi in quest'ultimo conflitto non siano mai stati uccisi dal fuoco di Hamas, come quelle due povere bimbe?"
. 


"Il tentativo di presentare Israele come uno stato assetato di sangue, che intenzionalmente e deliberatamente uccide bambini palestinesi, a quanto pare per 'punire Hamas', senza per&ograve; fornire la minima spiegazione sulle guerre imposte a Israele negli ultimi 60 anni e sulle migliaia di attacchi terroristici palestinesi e sui lanci di 10.000 missili contro Israele, attacchi che in tutti questi anni sono s&igrave; invece stati deliberatamente mirati contro la popolazione civile e che sono costate la vita a migliaia di civili e di bambini testimonia a mio umile parere non soltanto una mancanza di professionalità inappropriata e inadatta alla televisione pubblica italiana, ma anche la divulgazione di pregiudizi e preconcetti del peggior tipo sullo stato ebraico, mediante la deformazione della realtà e la manipolazione dei fatti, cosa inaccettabile, anche sotto le vesti di critica, che sarebbe di per sè legittima, alle azioni israeliane in difesa dei suoi cittadini - insiste il diplomatico. 

E lui, Santoro, risponde attraverso una nota sul sito della trasmissione, in particolare a Fini: ''in un paese normale - sottolinea il conduttore - il livello della decenza lo supera un presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l'opinione pubblica''. 

La parola ora passerà certamente alla commissione disciplinare. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Cala il numero di coloro
che vogliono diventare tedeschi (15 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=963</link>
<description><![CDATA[ di GIOVANNI POLLICE
(sindacalista molisano in Germania)


BONN - Un numero sempre minore di stranieri intende acquisire la cittadinanza tedesca. Secondo i dati dell'Ente Statistico Federale il numero delle naturalizzazioni è sceso nel 2007 di quasi il 10% a 113mila unità, 12mila in meno rispetto all'anno precedente.




Per fare un confronto: con l'introduzione della nuova disciplina sulla cittadinanza nel 2000 le naturalizzazioni avevano raggiunto un picco di quasi 186.700 unità. Un'eccezione è rappresentata dai rumeni.


Come già negli anni precedenti la comunità con il maggior numero di naturalizzazioni nel 2007 è stata quella turca con circa 28.900 richieste. Al secondo e terzo posto seguono le naturalizzazioni di cittadini provenienti dalla Serbia Montenegro (circa 10.500) e dalla Polonia (quasi 5.500). Un aumento importante rispetto all'anno precedente lo hanno fatto registrare, appunto, i rumeni (3.500, un aumento del 154% ed i cittadini dell'Iraq (pi&ugrave; 11,1%).



Per alcuni questi dati sono una sorpresa.



Non per noi. Infatti, i requisiti per accedere alla cittadinanza sono stati via via inaspriti negli ultimi anni. Lo Stato eleva sempre nuovi ostacoli. Questo atteggiamento dimostra che vi è sfiducia e nello stesso tempo spavento. Invece di dare l'impressione che con la naturalizzazione venga fatto un favore agli stranieri che vivono in questo Paese, lo Stato deve dare ai nuovi cittadini il messaggio che essi sono i benvenuti. Invece, il questionario per la naturalizzazione che è entrato in vigore su tutto il territorio federale il primo settembre 2007 sicuramente non farà aumentare il numero delle richieste di cittadinanza. Esso contiene un insieme di 310 domande su politica, storia e società e rende tutta la procedura pi&ugrave; gravosa e difficoltosa.



Già oggi chi vuole diventare tedesco deve dimostrare di risiedere legalmente in Germania da almeno 8 anni. 



A ci&ograve; si aggiunge che pu&ograve; diventare tedesco solo chi pu&ograve; mantenere se stesso e la propria famiglia senza fare ricorso ai sussidi sociali o di disoccupazione (ALG II), a meno che il ricorso ai sussidi sociali non sia dovuto a licenziamento per motivi aziendali. &Egrave; inoltre indispensabile una dichiarazione di riconoscimento dell'ordinamento costituzionale, motivo per il quale gli uffici competenti possono richiedere informazioni sul richiedente ai servizi segreti interni. Lo straniero non pu&ograve; inoltre avere precedenti penali.



Come ultimo requisito il richiedente è inoltre di regola tenuto a rinunciare alla sua cittadinanza d'origine, anche se vi sono delle eccezioni. Diventare tedesco ha un costo economico: di regola è necessario sborsare 255 euro a persona, 51 euro in caso di minori senza reddito. Gli uffici possono tuttavia derogare a tale norma e ridurre o rinunciare a tale cifra.



In considerazione dei requisiti che già oggi devono essere soddisfatti per poter ottenere la cittadinanza tedesca, la IG BCE, sindacato tedesco, è convinta che un inasprimento della legge sulla cittadinanza sia inutile se non dannosa. Tutti i nostri sforzi fatti per far aumentare le richieste di cittadinanza vengono con ci&ograve; vanificati. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Gaza: mattanza senza fine (15 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=959</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Le drammatiche notizie che giungono da Gaza stanno costringendo i tanti organi d'informazione, che finora hanno preferito aprire i telegiornali con le cronache dei saldi negli outlet del Nord Italia rispetto all'analisi obiettiva dello stillicidio quotidiano nel Vicino Oriente, a soffermarsi con maggiori dettagli sulla mattanza in atto in Palestina che finora ha provocato quasi 1.200, di cui almeno 335 bambini. Cinquemila i feriti. 



Al di là delle ragioni politiche o della caccia alle responsabilità, le truppe di Israele in pochi giorni sono riuscite a compiere un massacro con pochi precedenti. Una carneficina soprattutto di gente che già soffre - non per colpe proprie - condizioni di quotidiana disperazione. 



Le spaventose foto della tragedia che circolano su internet, dove corpi orrendamente martoriati e fiumi di sangue innocente riportano la nostra "civiltà" occidentale all'età della pietra, ci ammoniscono su ci&ograve; che si sta pericolosamente seminando: odio etnico e religioso. Con conseguenze che potremmo pagare in un futuro non lontano. 



Le cronache di queste ore, riportate soprattutto dall'esemplare Bbc, ci parlano di ambulanze che non riescono a raggiungere vaste zone per la violenza dei combattimenti in corso. Di moltitudini di civili palestinesi in fuga dalle proprie case: nonostante mostrino bandiere bianche vengono attaccati dalle forze israeliane. 


Secondo un testimone, riferisce la stessa emittente, i soldati israeliani avrebbero sparato in testa a una donna, mentre questa usciva di casa mostrando un panno bianco, in risposta a un invito lanciato via altoparlante dall'esercito. La Marina israeliana avrebbe inoltre bloccato, in acque internazionali, una nave carica di aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza. 



Un portavoce delle Nazioni Uniti ha riferito che sarebbe stato colpito dall'artiglieria israeliana il quartier generale dell'Agenzia Onu per l'assistenza dei rifugiati palestinesi a Gaza City. Stessa sorte per Torre di Al-Shuruq che ospita gli uffici di diversi media internazionali, tra cui dell'agenzia di stampa Reuters. Si parla di giornalisti feriti. Colpite anche moschee ed ospedali. 



"Negando l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza viene meno il basilare rispetto dei diritti e della dignità delle persone e delle comunità. Allo stesso tempo va condannato fermamente l'uso dei civili come scudi umani". &Egrave; questa la denuncia dell'arcivescovo Celestino Migliore, intervenuto ieri al Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul tema della protezione dei civili nei conflitti armati, il cui intervento è stato diffuso oggi dalla Radio Vaticana. 



Il Venezuela ha rotto i rapporti diplomatici con Israele. Il governo greco ha protestato duramente contro Tel Aviv. Nel mondo arabo, solo le complicità internazionali e la forza militare di alcuni governi riescono a soffocare il crescente disprezzo antioccidentale delle popolazioni. Di certo, di fronte a questo scenario di morte, lo Stato ebraico non acquisisce grandi simpatie anche tra le popolazioni europee. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Eolico: il Molise sul "Corriere della Sera" (14 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=956</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' un'intervista sugli intoppi burocratici che accompagnano l'installazione di un impianto eolico quella che l'ingegner Luigi La Pegna, responsabile Pianificazione e coordinamento degli impianti Enel Green Power Italia, ha rilasciato al "Corriere della Sera" il 14 gennaio. Un colloquio in cui punta l'indice contro lo sviluppo "frenato" dell'eolico in Italia: su cento impianti eolici progettati e sottoposti alle verifiche e alle approvazioni previste dalla legge, se ne realizzano appena venti. Come dire che c'è l'80% dei fallimenti. In Germania e in Spagna è esattamente l'opposto: su 100 se ne realizzano 80 e i progetti scartati sono solo venti.

I casi? L'ingegnere parla di Frosolone e di Macchiagodena, in Molise. "A Frosolone, gli impianti eolici, 8 torri in tutto, ci sono da 15 anni - racconta il dirigente Enel. "Ma era giunto il momento di rinnovarli: stesso numero, stessa altezza, nuove tecnologie. Per ottenere il visto sulle sostituzioni ci sono volute undici diverse autorizzazioni e tempi tripli rispetto ai sei mesi previsti dalla legge". E spiega "Quando abbiamo ottenuto tutti i timbri necessari, il foglio dell'autorizzazione era ormai illeggibile". Ma il record italiano dell'attesa prima del "visto, si costruisca" sembra che spetti all'impianto eolico di Macchiagodena, dove un campo eolico formato da 20 pale ha richiesto sette anni di istruttoria e, alla fine, è stato completato solo pochi mesi fa". 

Esistono per&ograve; altri casi. "A Fiastra, nelle Marche, a debita distanza dal parco dei Monti Sibillini, Enel ha iniziato tre anni fa l'iter autorizzativo per l'impianto di 5 torri eoliche - racconta La Pegna. "Per evitare interferenze con il Parco ci teniamo a 7-8 km dai confini. Ma il progetto viene bollato come "grave fattore di minaccia per gli ecosistemi". Si invoca una fascia di rispetto ma non si precisa quanto deve estendersi dai confini del Parco. E poi, prima di dare l'autorizzazione, vengono richiesti studi sulle eventuali interferenze con i chirotteri (pipistrelli) e sulle aree di riproduzione di rettili e anfibi". Cos&igrave;, una realizzazione che poteva essere conclusa in 3-5 mesi, richiederà alcuni anni. 

A Balascia, in Sardegna, l'impianto eolico aveva già ottenuto l'autorizzazione, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 2004, ed erano iniziati i lavori per la costruzione dei basamenti delle torri. Ma nello stesso anno arriva pure una legge "salva coste" che blocca gli impianti eolici, anche quelli in costruzione. "I lavori preparatori del terreno e le prime infrastrutture sono diventate come cattedrali nel deserto e 16 milioni di euro sono rimasti inutilizzati - commenta l'ingegner La Pegna. 

Per ogni impianto, in Italia bisogna ottenere permessi e nulla osta da 25 a 40 soggetti diversi: Ambiente, Lavori pubblici, Comunicazioni, Genio civile, assessorati vari, Esercito, Aeronautica, Marina, Corpo Forestale, Anas. Dal 1999, col il decentramento di molte deleghe, la situazione si è complicata. Nonostante un intervento legislativo nazionale del 2003 preveda per le rinnovabili l'autorizzazione unica della durata massima di sei mesi, ogni regione fa per conto suo. Su cento progetti di impianti a energie rinnovabili avviati e portati a compimento da Enel negli ultimi anni, quasi nessuno ha ottenuto l'autorizzazione entro il limite massimo di sei mesi previsto dalla legge: quando è andata bene sono stati necessari due anni prima del via. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Produzione industriale: crollo a novembre (14 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=955</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Crolla la produzione industriale a novembre. L'Istat ha registrato una diminuzione del 12,3% su base annua (corretto per i giorni lavorativi, venti contro i ventuno del 2007, del 9,7%) e del 3,6% nel confronto sui primi undici mesi (corretto al 3,5% per i 233 giorni rispetto ai 234 del 2007). Il calo su base mensile è del 2,3%. 

Nel dettaglio, con base 2000=100, l'indice è risultato pari a 90,4 con una diminuzione del 12,3% rispetto a novembre 2007, quando risult&ograve; uguale a 103,1. L'indice della produzione industriale "destagionalizzato" è risultato pari a 88,7 con una diminuzione, appunto, del 2,3% rispetto a ottobre 2008. 

Scandagliando i settori, si va dal meno 12,5% dei beni strumentali, al meno 12% dei beni intermedi, meno 10,2% per l'energia e meno 4,2% per i beni di consumo. Unica variazione positiva per il settore delle industrie tessili e abbigliamento (pi&ugrave; 0,5%). Le diminuzioni tendenziali pi&ugrave; marcate hanno riguardato i settori dei mezzi di trasporto (meno 22,3%), della lavorazione di minerali non metalliferi (meno 13,9%), della gomma e materie plastiche (meno 13,8%) e dell'estrazione di minerali (meno 13,4%).

Nel confronto tra i primi undici mesi del 2008 e il corrispondente periodo del 2007, si è registrato un aumento nel settore dell'energia elettrica, gas e acqua (pi&ugrave; 1,5%). Le diminuzioni pi&ugrave; ampie hanno interessato i comparti delle pelli e calzature (meno 9,8%), del legno e prodotti in legno (meno 9,4%), dell'estrazione di minerali (meno 8,9%) e della lavorazione di minerali non metalliferi (meno 6,9%). ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Massimo Romano "in corsa" per Campobasso (14 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=953</link>
<description><![CDATA[ CAMPOBASSO - Potrebbe essere una replica di quanto avvenuto nel vicino Abruzzo. Le imminenti elezioni per il rinnovo del Comune di Campobasso potrebbero registrare il boom dell'Italia dei valori, la cui sorte è affidata al giovanissimo e dinamico consigliere regionale Massimo Romano, 27enne di Bojano, e nel contempo il sensibile calo del Pd, schiacciato nei litigi e nelle contraddizioni interne. 


Il partito di Di Pietro nei giorni scorsi ha ufficializzato la candidatura del suo giovane jolly, nato a Bojano il 27 novembre 1981, una laurea in giurisprudenza con lode ottenuta a 23 anni a Bologna, oggi assistente universitario della cattedra di Diritto amministrativo della facoltà di giurisprudenza di Campobasso. Romano, che fa parte di una nota famiglia di Bojano, conta anche su un nutrito pacchetto di preferenze personali: alle elezioni per la Regione ha ottenuto 1.551 voti, risultato davvero importante in vista di ulteriori traguardi. 



Antonio Di Pietro ha dimostrato pi&ugrave; volte stima per il suo pupillo molisano: nel settembre 2008, ad esempio, gli ha affidato l'incarico di coordinatore della campagna referendaria contro il lodo Alfano per il Molise. Fan di Marco Travaglio, appassionato di nuovi media (il suo gruppo su Facebook conta quasi 700 adesioni, per lo pi&ugrave; di giovani), un'immagina particolarmente curata e molto professionale, il rampollo dell'Idv potrebbe avere certamente un futuro politico di primo piano accanto al Tonino nazionale. Ora, in sostanza, si sta "facendo le ossa" ed il sogno di poter governare Campobasso va in questa direzione. Perch&eacute;, assicurano anche i colleghi, la stoffa c'è: non a caso nella discussione sulla legge finanziaria regionale e di bilancio 2007 è stato designato all'unanimità relatore in aula di minoranza. E nel luglio 2008 è stato eletto coordinatore nazionale dei Giovani dell'Italia dei Valori. Insomma, ne sentiremo ancora parlare. A lungo. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ "Cammina, Molise!": ecco il "tassello" 2009 (14 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=951</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Si riparte. "Cammina Molise!", la manifestazione che da 15 anni rappresenta un fiore all'occhiello dell'offerta molisana, modo originale e proficuo di conoscere il territorio attraverso qualche giorno di "camminata", presenta l'edizione 2009 che toccherà l'Alto Molise e il Basso Abruzzo, zone tra le pi&ugrave; suggestive dell'Italia centrale. 




Il percorso, nel dettaglio, attraverserà dal 6 al 9 agosto le terre comprese tra il complesso montuoso delle Mainarde, l'alta valle del Volturno, l'alta valle del Sangro e l'Alto Molise, a nord, abbracciando una vasta area dell'entroterra centroappenninico al confine tra la provincia d'Isernia e quella de L'Aquila. 




La marcia, che si svolgerà tutta nella provincia di Isernia, partirà da Castel San Vincenzo ed attraversando l'agro di dieci paesi - Cerro al Volturno, Rionero Sannitico, Castel di Sangro, San Pietro Avellana, Vastogirardi, Ateleta, Sant'Angelo del Pesco, Pescopennataro, Castel del Giudice, Capracotta - terminerà ad Agnone. 




L'obiettivo primario, come spiegano gli organizzatori, è quello della lettura di un territorio, in larga parte poco conosciuto fuori dai rispettivi confini regionali, che comprende paesaggi incantevoli (numerosi, ad esempio, i fiumi e i torrenti), ma anche emergenze naturalistiche e storico-culturali che solo camminando si riescono a valutare. 




I tratturi, gli antichi sentieri, carrarecce,  mulattiere e strade vicinali e interpoderali, saranno le piste preferite che porteranno i marciatori ad attraversare il territorio interessato alla manifestazione. 




L'attraversamento dei paesi sarà accompagnato da feste popolari e visite guidate. Ogni paese attraversato preparerà infatti la propria accoglienza ai marciatori, nello spirito genuino della tradizionale ospitalità della gente molisana (e abruzzese). Durante la manifestazione visite mirate, mostre, incontri ed altre manifestazioni culturali coglieranno gli aspetti pi&ugrave; significanti della conoscenza e delle problematiche del territorio attraversato. 




Sarà possibile imbattersi, dal punto di vista storico-naturalistico, in tratti dei tratturi Celano-Foggia e Ateleta- Biferno, nella sorgente del Volturno, nel lago di Castel San Vincenzo, nella riserva MAB di Montedimezzo in agro di Pescopennataro. Nonch&eacute; nello splendido scenario naturale di Prato Gentile di Capracotta e nella caratteristica località di Rocca Cinquemiglia in agro del comune di Castel di Sangro. 




Le testimonianze storiche offrono l'Abbazia di San Vincenzo a Volturno, il castello Pandone di Cerro al Volturno, il Tempietto italico di Vastogirardi, il palazzo Caldora a Castel del Giudice e il palazzo baronale di Capracotta. L'itinerario dell'arte sacra e barocca comprende la chiesa di S. Bartolomeo Apostolo di Pescopennataro, la chiesa di Santa Madonna del Carmelo di Castel del Giudice, numerose chiese, tra cui quella di San Francesco e il convento dei Frati Filippini in Agnone. 




Numerosi i musei: quello della civiltà e del costume d'epoca di San Pietro Avellana, il museo della civiltà contadina di Ateleta, il museo della pietra di Pescopennataro  Ed ancora le botteghe artigiane: la lavorazione del rame, dell'oro e la confezione dei confetti e la storica Fonderia di campane Marinelli ad Agnone. 




Il percorso complessivo copre all'incirca 120 chilometri. Numero non elevato per permettere di affrontare la marcia con maggiori tempi a disposizione, sfruttabili sia per le visite guidate sia per gli incontri con le varie cittadinanze. E' previsto un maggior numero di partecipanti rispetto alle edizioni precedenti. 




Sarà replicata l'intelligente iniziativa della "Cattedra itinerante"a cura dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia: durante la marcia saranno organizzati incontri, oltre che con i marciatori, con le scolaresche dei paesi attraversati, al fine di fornire notizie storiche, archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche. Un momento di importante riappropriazione della propria identità storico-culturale e di capire quali siano i pi&ugrave; moderni indirizzi di sviluppo economico che gli operatori locali si sforzano di attivare per i nostri territori interni. 




"Siamo convinti che il futuro dei nostri centri montani, duramente falcidiati nei decenni scorsi da una forte emigrazione e ridotti all'isolamento economico e sociale che ancora perdura, si costruisce solo se si riesce a capire il presente, avendo conoscenza del proprio passato - spiegano i promotori dell'evento. "La manifestazione vuole significare, nell'attraversare i centri interessati alla marcia, che il voler percorrere la strada delle proprie origini è anche avere il coraggio della speranza; per questo si favoriscono gli incontri con la cittadinanza il giorno stesso dell'arrivo nella località da attraversare, per dibattere delle tematiche pi&ugrave; importanti, la ricerca verso il nostro passato (storia ed archeologia, cultura contadina, dialetto, usi e costumi, etc.), la denuncia costruttiva del presente e studio del territorio e le proposte per il futuro, quali turismo rurale, artigianato, tutela ambientale".. 




Tra le collaborazioni a "Cammina, Molise!", oltre a quelle degli enti pubblici e delle associazioni già citate, ricordiamo quelle di Italia Nostra, dell'Altritalia Ambiente, del Forum delle Associazioni Ambientaliste molisane, dell'Associazione "Forche Caudine" di Roma, de "Il Bene Comune" e di alcune associazioni equestri. 




L'associazione "La Terra", costituita soprattutto da persone originarie di Duronia che vivono a Roma, da anni persegue un programma che mira principalmente a riappropriarsi della "politica partecipata" e di favorire uno sviluppo eco-sostenibile per il Molise. Cercando, per il primo punto, di dare ai cittadini gli strumenti necessari per il confronto democratico e per il controllo della trasparenza di chi è delegato a rappresentarli. E mettendo in atto una strategia nuova che sviluppi l'impegno politico attivo, collegandolo a concrete iniziative progettuali che mobilitino energie, mettendo insieme impresa, solidarietà e cittadinanza attiva. Sul fronte ambientale l'associazione intende difendere, recuperare e rivalutare le risorse territoriali come la difesa del suolo e delle acque, il rimboschimento delle aree montane, la creazione di parchi naturali, la valorizzazione dei siti archeologici, religiosi e paesaggistici, il rinnovamento dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'artigianato, impegno condiviso anche dalle altre associazioni che collaborano all'affermazione dell'evento. 




La predisposizione di piani di recupero dei centri storici, non solo per fini museali ma con l'esplicito intento di ricreare la vita sociale a dimensione umana, favorendo le attività artigianali legate alla pietra, al ferro ed al legno ed a tutte le mansioni commerciali e di servizio, capaci di garantire un adeguato sviluppo che incentivi la volontà di "abitare il paese" è un altro punto centrale dell'impegno associazionistico. 




"Cammina, Molise!" rientra proprio nell'impegno di valorizzare i momenti di socializzazione culturale e sportiva, promuovendo nel contempo le aree interne in un piano di sviluppo eco-sostenibile, al fine di incentivare le attività legate all'agriturismo ed all'artigianato. 




Un lavoro, come spiegano i promotori, di "incastonatura delle pietre preziose" sparse nel territorio molisano. Definizione quanto mai efficace. 


 




L'esempio di Jelsi




I promotori di "Cammina, Molise!", di questi lunghi anni di esperienza nei vari angoli del territorio regionale, ricordano con particolare attaccamento la realtà del comune di Jelsi.


"In questo paese esiste una amministrazione comunale aperta e dinamica che si è posto come obiettivo primario quello di far leva sui giovani e sulle forti tradizioni culturali locali per rilanciare il proprio paese - spiegano i promotori della manifestazione.


"Operano qui varie associazioni, ma quella che senza dubbio appare pi&ugrave; laboriosa è l'associazione San Amanzio, cui fa riferimento una schiera di giovani, molto legati al paese, preparati e motivati, capaci di offrire una lettura molto attenta del proprio territorio. Cos&igrave;, constatando la fecondità di questa realtà, non ci siamo lasciati perdere l'occasione di proporre la chiusura del "Cammina, Molise !" 2006 proprio a Jelsi. La conclusione del trekking in effetti è stata eccezionale: i camminatori hanno potuto fruire di un'accoglienza molto apprezzata perch&eacute; calorosa ed articolata in varie situazioni di conoscenza.  Le settimane successive negli incontri, programmati per stabilizzare la collaborazione, avuti tra il coordinamento di "Cammina, Molise !", il sindaco di Jelsi ed i rappresentanti dell'associazione San Amanzio, è maturata la decisione di sperimentare una uscita invernale del "Cammina, Molise !" in agro del comune di Jelsi interamente gestita dall'associazione San Amanzio. Altri trekking si erano svolti in precedenza, con le peculiarità del "Cammina, Molise !" ("Cammina, Duronia !", "Fossalto e dintorni", "Festa sul Tratturo", etc.), in collaborazione con i Comuni,  le pro-loco o le associazioni di base, ma mai nessuno nel periodo invernale e per pi&ugrave; di un giorno. 


La novità e la conseguente scommessa dell'esperienza che si stava promuovendo consisteva appunto nella gestione, nel periodo e nella durata. Il primo giorno cinquanta persone hanno camminato per 15 chilometri lungo il percorso nell'agro del comune di Jelsi. I marciatori, provenienti per lo pi&ugrave; da Roma e da Campobasso, ma molti erano i locali, sono stati accompagnati dai giovani amici dell'associazione San Amanzio, che hanno curato tutta la organizzazione: pulitura dei sentieri, cattedra itinerante, accoglienza nei posti di ristoro, esibizione di artisti legati alla tradizione folclorica locale e tutto il resto. Interessante tutto il percorso, che ha permesso ai marciatori di conoscere un ambiente ancora integro, storia e costumi di un paese ancora vivo. In serata la visione dei documentari di Pierluigi Giorgio e poi il convegno. Altrettanto riuscita la camminata del secondo giorno che ha mostrato ai partecipanti le pi&ugrave; importanti emergenze artistiche e architettoniche presenti nel centro abitato e che si è conclusa con la visita all'esposizione dei carri della Festa del Grano.
 

Il confronto è stato vivo - concludono i promotori di "Cammina, Molise !" - ed è stata ribadita la necessità di formulare una proposta che si inserisca nella valorizzazione dei paesi e del territorio dell'entroterra molisano, inteso come fattore prioritario nella prospettiva di uno sviluppo possibile della regione Molise".



(Giampiero Castellotti) 



  ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ DIBATTITO/ Facebook è l'infinitesimo di SERGIO DI STEFANO ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=950</link>
<description><![CDATA[ A proposito dell'articolo di Forche Caudine su Facebook.

Al di là della esistenza su facebook o meno, il Molise ha bisogno di far passare tutte le forze politiche attraverso le forche caudine per ripartire da zero, nel senso che dall'ultimo cittadino ci si deve  rimboccare le maniche per lavorare quotidianamente nella riscoperta dei  lavori dimenticati come il pastore, il contadino e lo scalpellino che con umiltà e fermezza hanno portato nel mondo il buon nome del Molise senza dimenticare il Papa del grande rifiuto.
L'associazione "Forche Caudine" di sicuro pu&ograve; far molto per far atterrare nella regione attività innovative nel solco della gloriosa tradizione contadina, a valorizzare siti come San Vincenzo a Volturno e Saepinium per un turismo ecosostenibile e sociale che di certo ci farà guardare avanti con serenità e fiducia alla faccia di un facebook virtuale e istantaneo che è un infimo infinitesimo rispetto ad un percorso millenario che l'homo aeserniensis sta percorrendo in maniera silenziosa.
Buon lavoro 



Sergio Di Stefano ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ I dischi pi&ugrave; venduti nel 2008: trionfo italiano (13 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=949</link>
<description><![CDATA[ ROMA - La musica italiana ha tenuto testa a quella straniera nel 2008. Sono le indicazioni che provengono dalla classifica dei dischi pi&ugrave; venduti nel 2008 diffusa dalla Fimi-Nielsen.




Al primo posto trionfa Jovanotti con il super celebrato album "Safari" e il singolo "A te", che è anche il pezzo pi&ugrave; scaricato in rete. Secondo un altro big come Vasco Rossi, che s'impone per&ograve; nella classifica dei dvd pi&ugrave; venduti, con "Vasco olimpico.07" (dove, un po' a sorpresa, troviamo Massimo Ranieri al quarto posto, il quale surclassa anche i Genesis, quinti).




Terza Laura Pausini con "Primavera in anticipo", che furoreggia in tutto il mondo, e quarto Ligabue con "Secondo tempo (e quindicesimo con "Primo Tempo"). Quinta Giusy Ferreri con "Non ti scordar mai di me" (e undicesima con il nuovo "Gaetana").




Al settimo posto la prima "straniera", o meglio "oriunda": Madonna, con "Hard Candy". Ottava Gianna Nannini con "Gianna Best". Nono Tiziano Ferro con "Alla mia età". Decimi. i Coldplay con "Viva la vida".




Da segnalare anche Giovanni Allevi, con quattro album di solo pianoforte posizionati tra il ventitreesimo e il cinquantacinquesimo posto. 




Nel seguito della classifica, tra gli italiani posizionati entro il trentesimo posto, troviamo Ramazzotti, Pooh, Zucchero, Negramaro, la sempreverde Ornella Vanoni, Franco Battiato, Antonello Venditti, Giorgia, Andrea Bocelli, Biagio Antonacci, Mario Biondi, Sonohra e Gigi D'Alessio, trentesimo.




Tra gli stranieri, oltre a Madonna e ai Coldplay, c'è Amy Winehouse ("Back to black"), Ac/Dc (diciannovesimi con "Black ice") e Leona Lewis (ventisettesima con "Spirit"). ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Premio ai fratelli D'Inzeo (13 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=948</link>
<description><![CDATA[ ROMA - E' passata quasi sotto silenzio la notizia della premiazione di due illustri atleti di origine molisana la scorsa settimana a Roma. Nella sala della Protomoteca in Campidoglio, l'Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia, sodalizio di chi ha vestito la maglia azzurra, ha premiato - tra gli altri - due vecchie glorie dello sport nazionale, i cavalieri Piero e Raimondo D'Inzeo, entrambi di origine molisana. Uno di 86 e l'altro di 84 anni ben portati. 




Piero D'Inzeo, nato a Roma nel 1923, e il fratello Raimondo, nato a Poggio Mirteto nel 1925, sono stati ufficiali dell'arma di cavalleria e cavalieri italiani. Il primo, con un temperamento da calcolatore, ha vinto sei medaglie ai Giochi olimpici. Il secondo, noto per la sua irruenza, specialista nella disciplina del salto ostacoli, è stato campione olimpico nel 1960 a Roma (mentre il fratello Piero conquistava la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli) e due volte campione del mondo (1956 e 1960). Piero e il fratello minore Raimondo D'Inzeo hanno partecipato ad otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976. Entrambi hanno vinto tutto quello che c'era da vincere. 




Piero, nel 1962, ha conseguito 64 primi premi nei Concorso Ippico Internazionale Ufficiale e tutte le sei Coppe delle Nazioni cui ha partecipato. Ha vinto 7 volte il Gran Premio Roma a Piazza di Siena, 3 volte la King George Cup a Londra, 5 volte il Gran Premio di Aquisgrana. E' stato in gara fin dopo i 65 anni. Ha poi assunto il comando della Scuola militare di Passo Corese/Montelibretti. 




L'Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia, organismo che ha premiato i D'Inzeo, è nata nel 1948 con 18 iscritti tra cui il discobolo Adolfo Consolini (oro olimpico a Londra 1948), il marciatore Giuseppe Dordoni (oro nella 50 chilometri a Helsinky 1952) e il ciclista Fiorenzo Magni (vincitore del Giro d'Italia nel 1948, nel 1951 e nel 1955). Oggi i soci sono quasi novemila. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Le pagelle agli amministratori (12 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=946</link>
<description><![CDATA[ ROMA - I sindaci sono i rappresentanti pi&ugrave; apprezzati dagli italiani, evidentemente gli amministratori che sentono pi&ugrave; vicini. E' ci&ograve; che emerge dalla ricerca "Governance Poll" 2008 di Ipr Marketing, effettuata per Il Sole 24 Ore, che esprime il gradimento della popolazione nei confronti dei politici locali nell'anno appena trascorso. 




Ben 91 sindaci su 105 raggiungono almeno il 50% dei consensi, attestandosi mediamente su un gradimento del 55,1% con punte massime del 75%. I Presidenti di Provincia, invece, ottengono un consenso medio del 54,5% (con punte massime del 72%) ed in 82 casi su 102 sono almeno al 50%; i governatori ricevono mediamente il 53,2% degli apprezzamenti (con un massimo del 67%), ed in 11 casi su 16 hanno almeno il 50%. 




"I sindaci che godono di maggiore popolarità - spiega Antonio Noto, fondatore e direttore di Ipr Marketing, la società partenopea che ha effettuato la ricerca - evidenziano un forte senso di radicamento nel territorio, spesso elevato a ingrediente essenziale della propria offerta politica. Ma anche - prosegue Noto - la capacità di intercettare trasversalmente le attese dei cittadini e, talvolta, di saldare gli interessi di blocchi sociali molto distanti tra loro ad efficaci strategie di policy, secondo un fenomeno che De Rita ha definito di "neocomunitarismo"; il possesso delle doti comunicative e dei codici necessari a sintonizzarsi con il proprio elettorato - e non solo - e comunicare i risultati raggiunti; una concezione pragmatica e decisionista dell'esercizio del proprio ruolo fino a forme di accentuato protagonismo e personalismo (non a caso sempre pi&ugrave; spesso i sindaci superano per consistenza di voti le liste che li sostengono, svincolandosi dalle rigide maglie dall'appartenenza partitica); la disponibilità ad un'azione rivendicativa che, in nome della "fedeltà" al territorio, sia pronta all'estremo sacrificio dell'identità, scissa tra livello "nazionale" e "locale". Per quanto- conclude Noto - talune delle caratteristiche elencate possano ricondurre intuitivamente al dna di precise realtà politiche, analizzando meglio il quadro fornito dalla rilevazione si potrà registrare come esse - seppure declinate secondo modalità specifiche e mediate dall'identità politica di riferimento - rappresentino ingredienti costitutivi del profilo di figure appartenenti a schieramenti anche molto diversi. 




Dai risultati, in linea generale, emerge un dato politico centrale: il centrosinistra, da sempre additato come schieramento pi&ugrave; apprezzato (e a volte "capace") di gestire realtà locali, con i rituali esempi toscani, emiliano-romagnoli e umbri, esce fortemente sconfitto dal test, forse risentendo anche del vento nazionale. 




Tra i presidenti di regione, ad esempio, il neo eletto Raffaele Lombardo (Sicilia) guida la classifica incrementando ulteriormente l'ottimo risultato delle recenti elezioni (+1,6%), raggiungendo il 67%. Alle sue spalle Roberto Formigoni (Lombardia), incrementando di pi&ugrave; di 10 punti il valore del giorno delle elezioni, arriva al 66%. Dietro di lui Giancarlo Galan, presidente del Veneto (58%) che rispetto alla vittoria del 2004 guadagna il 7,4%. Insomma un podio monopolizzato dal centrodestra. 




Quindi due piazze per il centrosinistra: quarta la presidente dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti (56%), quinto Vasco Errani il quale, pur in calo (55%) mantiene l'Emilia-Romagna nelle posizioni di testa. Malissimo Antonio Bassolino (Campania), che chiude la classifica dei presidenti di Regione con il 39%. In flebile ripresa sia Niki Vendola (Puglia) sia Piero Marrazzo (Lazio), i quali pur rimanendo ancora al di sotto del risultato delle elezioni, guadagnano rispetto allo scorso anno avvicinandosi al 50% (49% per entrambi). Ovviamente il dato è figlio di una ricerca: come tale non pu&ograve; tenere conto degli avversari di future elezioni. 




Il governatore molisano Michele Iorio è all'undicesimo posto, recuperando un 1,2%: da 49 a 50,2. 




Passiamo ai sindaci. In testa un tris, composto da Sergio Chiamparino (Torino, leader del 2006), Giuseppe Scopelliti (Reggio Calabria) e Flavio Tosi (Verona), quest'ultimo autore di un vero e proprio exploit, con un incremento del 14,3% rispetto al giorno delle elezioni. Alle loro spalle il leader dello scorso anno, Vincenzo De Luca (Salerno), il quale, seppure in calo (-5%), si mantiene su altissimi livelli, con il 70%. In totale superano il 60% altri 13 sindaci. 




Letizia Moratti (Milano) guadagna cinque punti rispetto alle elezioni, toccando il 57%. A Roma, il consenso al sindaco Gianni Alemanno (56%, +2,3%), cresce rispetto al risultato ottenuto nel giorno della recente vittoria elettorale. Sergio Cofferati (Bologna), invece, perde circa 6 punti dal giorno delle elezioni anche se il consenso si mantiene stabile rispetto alla rilevazione dello scorso anno che faceva registrare il 50%. Rosa Russo Jervolino, a conferma di un momento non certo felice per la città, tiene Napoli all'ultimo posto, con il 39%. 




In Molise Gabriele Melogli (centrodestra), sindaco di Isernia, è al quinto posto confermando l'ottimo 67%. Male Giuseppe Di Fabio (centrosinistra), sindaco di Campobasso, al 95&deg; posto: dal 53% al 48%. 




Chiudiamo con i presidenti di provincia. Anche qui fa il pieno il Pdl. Il primo posto va a Giuseppe Castiglione (Catania) che, pur diminuendo rispetto al giorno della recente vittoria, si mantiene ben oltre il 70% (72%). Alle sue spalle, altri due nomi nuovi siciliani, Nanni Ricevuto (Messina) e Nicola Bono (Siracusa), entrambi al 68%. Subito dietro un altro duo al 66% di consenso, formato da un altro presidente siciliano, Giovanni Avanti (Palermo) e da Mario Gerardo Oliverio (Cosenza). 




Tra le grandi province, a comparire tra le prime trenta c'è Bologna (Beatrice Draghetti) al 26&deg; posto, mentre il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, è al 52,5%, un punto in pi&ugrave; rispetto alla recente tornata elettorale. 




In fondo alla classifica, Giovanni Florido (Taranto, 42%), a pari merito con Tommaso Coletti (Chieti) preceduto dai presidenti delle province di Alessandria (Paolo Filippi) e di Napoli (Dino Di Palma). 




In Molise Raffaele Mauro (Isernia) è a metà classifica: 56&deg; posto con il 54% (aveva il 57,5%). Molto pi&ugrave; gi&ugrave; Campobasso: Nicolino D'Ascanio è 87&deg;, dal 53% al 47,3%. ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ A proposito del "diseducativo" Facebook Giungono mail sdegnate dai nostri lettori: su Facebook ci sono gruppi che dileggiano pesantemente il Molise. C'è chi replica con gli stessi mezzi. Chi, viceversa, cerca di evitare ci&ograve; in maniera meno virtuale... ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=940</link>
<description><![CDATA[ L'associazione "Forche Caudine" non è iscritta ufficialmente a "Facebook". Non per atteggiamenti di alterigia o di rifiuto del mezzo. Per carità. Lo strumento digitale è utile, divertente, multimediale, giovanile. "Prende", insomma. Non a caso molti giovani, iscritti e non iscritti, che condividono il nostro percorso, hanno costituito gruppi virtuali che si richiamano anche al nostro sodalizio. Ben venga. 


Per&ograve;, un conto è Mario Rossi che si sveglia la mattina e si diverte a relazionarsi al computer con altre persone, per quanto in modo virtuale. Mettendoci la faccia, la sua storia e la propria identità. Passi anche l'attività commerciale che utilizza lo strumento per farsi un po' di pubblicità. Ben diverso dovrebbe essere il discorso per organismi associativi virtuali, che si basano non sulla condivisione o sul confronto di idee ma su una mera somma di numeri, di spezzoni biografici e di semplici messaggi. 


E' indubbiamente un atteggiamento demod&eacute;, specie per i tempi in cui viviamo, reclamare qualcosa "oltre" la semplice conversazione o la battuta ad effetto, le richieste "a pioggia" di amicizia o la costruzione di liste a quattro cifre, specie se si intende "istituzionalizzare" un gruppo? Fermarsi insomma all'essere "molisani", o "studenti molisani", o "molisani a Perugia", riducendo persone a carte d'identità, è sufficiente per accomunare teste? Noi pensiamo che le banalizzazioni, se possono anche pagare nel breve periodo, alla lunga siano controproducenti. Soprattutto per un'identità cos&igrave; labile quale quella molisana. 


Proprio per l'assoluto rispetto che nutriamo verso quell'interazione di individui basata su contenuti di spessore, su valori condivisi, su scelte definite, crediamo che sul piano associativo non possano bastare "appartenenze etniche" o slogan per "fare gruppo" o, peggio, per "fare numeri". Si tratta di scorciatoie comode e, in via estemporanea, anche efficaci; in sostanza operazioni di marketing che sfruttano l'entusiasmo per il mezzo, un po' d'ingenuità e i numeri che garantisce. Ma il Molise, nello specifico, è solo un vacuo nome su cui fondare slogan, giochi di parole, immagini associate, persino associazioni virtuali o dovrebbe rappresentare qualcosa in pi&ugrave;? 


La prova di tale "snaturalizzazione", di una totale banalizzazione di un'identità (con i relativi danni) viene dalle continue segnalazioni - anche molto risentite - che riceviamo ormai quotidianamente da iscritti e lettori (tanti, per fortuna, e non per essere stati coinvolti con un semplice "Vuoi diventare amico?") su quanto sta succedendo su Facebook a danno proprio di questa terra che da almeno vent'anni cerchiamo di valorizzare con ben altri mezzi e in ben altri ambienti.
Circa un anno fa, sul nostro notiziario, segnalammo una "moda" dilagante su internet: creare siti e gruppi di discussione per dimostrare che il Molise non esiste. Approfondimmo e contestualizzammo il fenomeno: emerse come analoghi "giochini" vengano condotti in Francia ai danni del Belgio e in Italia ai danni della provincia di Rovigo, evidentemente una sorta di "Molise del nord".
Al di là della sciocchezza o meno di queste iniziative, evidenziammo per&ograve; come la diffusa scelta del Molise quale vittima di tali esercizietti ironici derivi proprio - purtroppo - dalla scarsa conoscenza della regione e del suo patrimonio storico e culturale. Diremmo quasi dalla sua "difficile legittimazione" (a quasi mezzo secolo dalla sua autonomia), soprattutto dalla sua capacità di far emergere il meglio.
Ora il fenomeno, anche con accenti pi&ugrave; deleteri, sta invadendo Facebook. Esistono numerosi gruppi in proposito. Sono ben tre per "Il Molise non esiste" con quasi 1.500 appartenenti complessivi. Addirittura c'è il gruppo "Quelli che vogliono eliminare il Molise" dove è possibile leggere messaggi non proprio eleganti del tipo "Award per la regione pi&ugrave; inutile d'Italia", "Distruggiamolo", "Via &lsquo;sta regione di merda". Tutti regolarmente firmati, tra incoscienza giovanile (dove i confini tra pubblico e privato diventano sempre pi&ugrave; labili, tv docet) e probabilmente un po' di razzismo nordico ma anche mitizzazione (impunita) dello slogan, di cui Facebook è regno ideale.
Un altro capitolo riguarda i "luoghi comuni", conditi anche da un po' di autoironia. La lista "Sei un molisano se", che da tempo gira su internet, è diventata anche gruppo - anzi, gruppi - su Facebook. C'è poi il gruppo "Sei veramente molisano se: u cupp&igrave;n, la mappina e u leccamusse" con un centinaio di iscritti. Esiste "I molisani non parlano tutti come Di Pietro e Biscardi" che, forse, è un po' un boomerang. Sul fronte gastronomico spiccano "Ventricina molisana" con 120 iscritti, "Molisani, la scamorza e Roma" e persino "Burrino storia e tradizione dei molisani a Roma". Insomma la fantasia non ha limiti. C'è poi tutto un fiorire di molisani presenti nelle varie città: a Firenze l'immagine ritrae un'improbabile coppia in Harley-Davidson diretta, recita la didascalia, a Carpinone.
C'è poi un altro fenomeno: trasferire dal piano virtuale a quello reale la costituzione di "gruppi etnici", istituzionalizzando associazioni. Le liste di molisani presenti su Facebook, soprattutto dei pi&ugrave; giovani, servono per costituire gruppi basati quasi unicamente sul fatto di "essere molisani". Dietro tali operazioni, giura qualcuno, ci sarebbero per&ograve; azioni di strumentalizzazione politica. 


Per tutto ci&ograve; c'è chi, tra i molisani, se la prende di brutto: da qui le tante mail che riceviamo. Per risposta molti creano contro-gruppi: "Il Molise esiste eccome!" è a quota 1.827 iscritti, "Fiero di essere molisano" è a quota 1.443. Poi un internazionale "From Molise". Ma, riteniamo noi, replicare con lo stesso mezzo e sullo stesso piano non fa altro che avallare le tendenze allo sfott&ograve;, assicurando anche soddisfazione. 


Il vero problema è rispondere su terreni diversi. Dimostrando che il Molise esiste non attraverso slogan, cattedrali nel deserto e adesioni virtuali ma attraverso iniziative di spessore, al pari di una Toscana o di una Lombardia, territori da cui non abbiamo nulla da imparare. Da qui anche il ruolo di un'associazione, che non pu&ograve; quindi essere solo una somma di numeri - come gli elenchi su Facebook - ma un volano di iniziative concrete per dare forza non solo alle idee ma anche agli ideali. ]]></description>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:25:29 +0100</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Facebook: non chiamatelo "social" (11 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=938</link>
<description><![CDATA[ Ha 150 milioni di iscritti (erano 100 milioni ad agosto), ufficializzati da una nota del suo fondatore. Con gente che si collega persino dall'Antartide. In Italia sono sei milioni. I pi&ugrave; hanno un rapporto di vera e propria dipendenza: almeno il 60% degli utenti si collegherebbe almeno una volta al giorno. E la media generale è di 19 minuti al giorno, incollati al computer. E' ormai presente in 170 Paesi ed è tradotto in 35 lingue. E' valutato oltre 16 miliardi di dollari statunitensi. Secondo fonti non ufficiali, fatturerebbe 1,5 milioni di dollari a settimana grazie alla pubblicità. Anche se è a caccia di soldi perch&eacute; le spese di gestione aumentano con la crescita degli "affiliati". Sta contagiando persone di ogni età e di ogni classe sociale, compresi molti vip. 


 


Il fenomeno Facebook, nato negli Usa nel febbraio 2004 grazie all'intuizione di Mark Zuckerberg, studente diciannovenne presso l'università di Harvard (dopo qualche settimana mezza università ne faceva parte), coadiuvato - per la cronaca - da Adam D'Angelo, Chris Hughes (oggi portavoce), Andrew McCollum, Dustin Moskovitz, Sean Parker e Eduardo Saverin, s'è esteso poi soprattutto tra i pruriti dei college. Dal 2006 è aperto a tutti coloro che hanno "ufficialmente" pi&ugrave; di 13 anni, rappresentando ormai una filosofia di "rete sociale" che collega elettronicamente comunità di individui. 


 


Gli utenti, che fanno parte di gruppi di amici caratterizzati da fotografie personali - in genere individuali, o con accanto i figli (o i cani) -, "taggate" in album, condividono interessi, scambiano messaggi, creano gruppi accomunati da slogan, passioni, petizioni virtuali e altro. La forza del mezzo, oltre alla semplicità di registrazione, all'interattività, alla gratuità e alla condivisione costante di contenuti all'interno di gruppi "istituzionalizzati" di persone costruiti con il passaparola, è nella multimedialità, in particolare nel caricamento di foto e di filmati. Non a caso il nome si riferisce agli annuari con le foto degli studenti dei college statunitensi, resi celebri da molti film lustrinati. Ed è il sito al mondo con pi&ugrave; fotografie, oltre 60 milioni di immagini caricate settimanalmente negli Usa, rispondendo perfettamente alla filosofia delle emozioni visive, sviluppatasi in America ed esportata con successo anche nel vecchio continente. 


 


Straordinaria la crescita anche nel nostro Paese: nell'agosto scorso Facebook ha toccato 1.369.000 visite giornaliere, con un incremento annuo del 961%. 


 


Secondo una ricerca di Student Monitor, negli Usa Facebook sarebbe la seconda cosa pi&ugrave; "in" tra gli studenti universitari. Allo stesso posto della birra e del sesso (sic). Dietro solo all'iPod. Le intuizioni di un vecchio film di Woody Allen, "Il dormiglione", anno 1973, sembrano trovare conferma. In quella pellicola, tra l'altro, l'artista americano ci lascia una straordinaria battuta: "Il cervello? Il mio secondo organo preferito". 


 


 

Non chiamatelo "social"

 


Come tutti i nuovi strumenti elettronici, caratterizzati da una crescita repentina, Facebook è un mezzo indubbiamente intrigante e di rilevanza - e soprattutto "lettura" - sociale, ma la cui "qualità" dell'impatto dipende non tanto dall'uso ma soprattutto dalle regole del mezzo stesso. 


 


Il rapporto tra strumento e individuo è infatti impari. E in questo il giocattolo è perfettamente allineato ai tempi. Non è, cioè, la socialità degli individui a gestire il congegno ma sono le regole tecniche di Facebook a caratterizzare relazioni di fugace tessitura (e di "ritessitura", dopo anni di silenzi) tra individui, per lo pi&ugrave; dominate da quel crescente stato di cosciente precarietà e di "responsabile" futilità che permea ormai buona parte della cultura occidentale. 


 


L'efficacia ludica del "ninnolo" è indiscutibile. Appaga il senso dell'esserci, dell'apparire, del vivere quelle minime emozioni che riempiono i giorni (e tanti vuoti). Compiace il diritto di scegliere. Soddisfa creatività minute, buone dosi di autocompiacimento e di presenzialismo. Il gingillo riesce ad esprimere appieno tutta la propria efficacia in questa dimensione di puro passatempo ricreativo (ma, onestamente, poco creativo, laddove le intuizioni sono minoritarie rispetto all'automatica adesione a iniziative o a gruppi). 


 


Al di là, quindi, dell'effetto distensivo e dell'indubbio valore tecnologico, tutto ci&ograve; porta per&ograve; a ridimensionare Facebook come "fenomeno sociale" nell'accezione tradizionale dei termini. E a circoscriverne la portata innovatrice, che si limita alle applicazioni tecniche. 


 


 


Facebook non è corpo sociale. N&eacute; cittadinanza. N&eacute; organo di comunicazione, dove dovrebbero esistere regole certe, non sempre applicate in verità, di deontologia professionale. E' fondamentalmente strumento. Talvolta "strumentalizzato". Nonch&eacute; specchio dei tempi. 


 


Il senso di "collettività" è infatti distorto. E' offerto dall'interazione visiva e dalla condivisione di argomenti, ma in un'ottica fondamentalmente "privata", di gruppo aperto a nuovi aderenti ma chiuso in una logica di comunità predefinita. Il valore primario, garantito dal recupero relazionale, risponde per&ograve; a forzate logiche di individualismo, accentuato talvolta dal narcisismo di un'immagine o di uno status. Cioè tutto si riduce ad una pura somma di individualità, ad un carosello di storie personali spesso egemoni, ad un ammontare di dati biografici quotidiani che alimentano l'autolegittimazione e l'altrui curiosità. C'è anche un senso di rafforzamento delle identità comuni (tutti gli appartenenti alla stessa classe, allo stesso anno di nascita, alla stessa professione, alla stessa città) in una sorta di corporativismo umano. La sfera e l'impegno sociale, viceversa, sono banalizzati in slogan, istanze spesso stravaganti o in petizioni virtuali. Non esiste, tra l'altro, l'interscambio tra gruppi, elemento che limita la portata sociale del mezzo. 


 


Facebook diventa allora strumento ad uso di capacità gestionali e specchio di umanità individuale e aggregata. L'uso incide sulla qualità del gruppo e delle relazioni. Anche qui la tendenza risponde alla cultura dominante: la quantità troppo spesso sovrasta e influenza la qualità. Il valore dell'amicizia diviene spesso relativo: gli amici abituali (che uno, in teoria, dovrebbe frequentare personalmente e non digitalmente), i vecchi compagni di scuola, ma anche "amici" che in realtà sono degli sconosciuti e finiscono nei vari gruppi quasi per calcoli algoritmici o per pescaggi a rete effettuati per incrementare i numeri, per appeal di un'immagine o per pura curiosità. 


 


Facebook, pertanto, pur non costituendo un corpo unico ha un potere unificante. Consuetudinizza. Scopi, forme, stili, tendenze e risultati tendono alla standardizzazione. L'ambiente chiuso è omogeneizzante. 


 


 

L'emersione dei problemi

 


I crescenti fatti di cronaca che scaturiscono dall'uso poco ortodosso di Facebook - dai numerosi e consistenti gruppi pro-mafia (finiti anche sul Times di Londra) al presunto invito a boicottare negozi e prodotti israeliani, dalle foto dei pazienti dell'ospedale Molinette di Torino ai "furti d'identità" dei nomi celebri, dalle strumentalizzazioni politiche al problema della privacy - aprono l'ennesimo fronte di discussioni, soprattutto legali, relative al mondo della comunicazione elettronica. La controversia investe, appunto, la presunta "socialità" del mezzo. 


 


Una portavoce di Facebook ha dichiarato all'agenzia Adnkronos che la piattaforma rispecchierebbe le conversazioni che accadono offline, quindi di persona, via email e al telefono. Cioè quel tipo di comunicazione che i sociologi chiamano "face to face". E' altrettanto vero, per&ograve;, che i dialoghi, per quanto tra due individui, risultano visibili a tutto il gruppo. E che, specie nei casi pi&ugrave; gravi, l'utente non ci mette la propria faccia, riuscendo a rifugiarsi nell'anonimato. 


 


Alla base delle insidie c'è proprio la futilità di molti legami virtuali e soprattutto la credibilità che ogni singolo individuo ripone in un mezzo che dovrebbe limitarsi ad essere uno straordinario congegno "freddo" di collegamento. 


 


Purtroppo, per&ograve;, l'assemblaggio di un alto numero di profili rappresenta la migliore tentazione per chi intende "fare numeri". Ad esempio nel commercio (gruppi che si richiamano a ristoranti, giornali, venditori di tiramis&ugrave;, tutto messo alla stessa stregua), in politica, nel tempo libero. 


 


Se da una parte, dove operano organismi qualificati o entità conosciute i rischi sono limitati, ben diverso è il caso di strutture virtuali, per lo pi&ugrave; neonate o create proprio per Facebook, che lanciano programmi allettanti, richiamando una fede calcistica o religiosa, esaltando un'appartenenza etnica o geografica. Il pi&ugrave; delle volte senza credenziali, requisiti o background. Lo scopo è "fare cassa" (e non in modo virtuale), organizzando ad esempio eventi cui far aderire (a pagamento) pi&ugrave; gente possibile, al di là delle individualità e dei contenuti. Ma anche costruire "pacchetti" di persone da far contare nei giochi delle candidature politiche, soprattutto a livello locale. Pi&ugrave; che massa è ammasso. 


 


Ovviamente qui torna il discorso dell'uso del mezzo. Ma la frivolezza dei contenuti e la labilità di alcune regole giocano il proprio ruolo. 


 


Esistono poi altri rischi, non legati all'uso ma alla stessa struttura. Due studenti del Mit sono riusciti a scaricare oltre 70mila profili di Facebook utilizzando uno shell script automatico. E solo qualche mese fa, "Click", noto programma della Bbc, ha dimostrato la possibilità di sottrarre i dati personali di un utente e dei suoi amici tramite applicazioni maligne. 


 


Un controllo, per quanto difficoltoso, dei contenuti, andrebbe certamente ad alterare le funzioni del mezzo. Tuttavia la fragilità delle regole, che del resto investe tutta la galassia di internet, vanifica gli immani sforzi delle strutture educative, ad esempio sul fronte della legalità e del rispetto dei diritti altrui. 


 


Le polemiche investono anche la stessa Facebook, che secondo la propria normativa non solo avrebbe il diritto di trasmettere a terzi le informazioni presenti nel profilo di un utente, ma acquisisce la proprietà dei contenuti pubblicati dagli iscritti, ad esempio una foto o un video. Libera, tra l'altro, di rivenderli a terzi. Per la legge italiana, per fortuna, l'esercizio dei diritti di proprietà sui contenuti è secondario rispetto alla tutela del diritto alla privacy, ed è quindi subordinato all'eventuale divieto dell'utente. Il gioco, insomma, potrebbe diventare pericoloso. 


 


(Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Facebook: non chiamatelo "social" (11 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=937</link>
<description><![CDATA[ Ha 150 milioni di iscritti (erano 100 milioni ad agosto), ufficializzati da una nota del suo fondatore. Con gente che si collega persino dall'Antartide. In Italia sono sei milioni. I pi&ugrave; hanno un rapporto di vera e propria dipendenza: almeno il 60% degli utenti si collegherebbe almeno una volta al giorno. E la media generale è di 19 minuti al giorno, incollati al computer. E' ormai presente in 170 Paesi ed è tradotto in 35 lingue. E' valutato oltre 16 miliardi di dollari statunitensi. Secondo fonti non ufficiali, fatturerebbe 1,5 milioni di dollari a settimana grazie alla pubblicità. Anche se è a caccia di soldi perch&eacute; le spese di gestione aumentano con la crescita degli "affiliati". Sta contagiando persone di ogni età e di ogni classe sociale, compresi molti vip. 


 


Il fenomeno Facebook, nato negli Usa nel febbraio 2004 grazie all'intuizione di Mark Zuckerberg, studente diciannovenne presso l'università di Harvard (dopo qualche settimana mezza università ne faceva parte), coadiuvato - per la cronaca - da Adam D'Angelo, Chris Hughes (oggi portavoce), Andrew McCollum, Dustin Moskovitz, Sean Parker e Eduardo Saverin, s'è esteso poi soprattutto tra i pruriti dei college. Dal 2006 è aperto a tutti coloro che hanno "ufficialmente" pi&ugrave; di 13 anni, rappresentando ormai una filosofia di "rete sociale" che collega elettronicamente comunità di individui. 


 


Gli utenti, che fanno parte di gruppi di amici caratterizzati da fotografie personali - in genere individuali, o con accanto i figli (o i cani) -, "taggate" in album, condividono interessi, scambiano messaggi, creano gruppi accomunati da slogan, passioni, petizioni virtuali e altro. La forza del mezzo, oltre alla semplicità di registrazione, all'interattività, alla gratuità e alla condivisione costante di contenuti all'interno di gruppi "istituzionalizzati" di persone costruiti con il passaparola, è nella multimedialità, in particolare nel caricamento di foto e di filmati. Non a caso il nome si riferisce agli annuari con le foto degli studenti dei college statunitensi, resi celebri da molti film lustrinati. Ed è il sito al mondo con pi&ugrave; fotografie, oltre 60 milioni di immagini caricate settimanalmente negli Usa, rispondendo perfettamente alla filosofia delle emozioni visive, sviluppatasi in America ed esportata con successo anche nel vecchio continente. 


 


Straordinaria la crescita anche nel nostro Paese: nell'agosto scorso Facebook ha toccato 1.369.000 visite giornaliere, con un incremento annuo del 961%. 


 


Secondo una ricerca di Student Monitor, negli Usa Facebook sarebbe la seconda cosa pi&ugrave; "in" tra gli studenti universitari. Allo stesso posto della birra e del sesso (sic). Dietro solo all'iPod. Le intuizioni di un vecchio film di Woody Allen, "Il dormiglione", anno 1973, sembrano trovare conferma. In quella pellicola, tra l'altro, l'artista americano ci lascia una straordinaria battuta: "Il cervello? Il mio secondo organo preferito". 


 


 

Non chiamatelo "social"

 


Come tutti i nuovi strumenti elettronici, caratterizzati da una crescita repentina, Facebook è un mezzo indubbiamente intrigante e di rilevanza - e soprattutto "lettura" - sociale, ma la cui "qualità" dell'impatto dipende non tanto dall'uso ma soprattutto dalle regole del mezzo stesso. 


 


Il rapporto tra strumento e individuo è infatti impari. E in questo il giocattolo è perfettamente allineato ai tempi. Non è, cioè, la socialità degli individui a gestire il congegno ma sono le regole tecniche di Facebook a caratterizzare relazioni di fugace tessitura (e di "ritessitura", dopo anni di silenzi) tra individui, per lo pi&ugrave; dominate da quel crescente stato di cosciente precarietà e di "responsabile" futilità che permea ormai buona parte della cultura occidentale. 


 


L'efficacia ludica del "ninnolo" è indiscutibile. Appaga il senso dell'esserci, dell'apparire, del vivere quelle minime emozioni che riempiono i giorni (e tanti vuoti). Compiace il diritto di scegliere. Soddisfa creatività minute, buone dosi di autocompiacimento e di presenzialismo. Il gingillo riesce ad esprimere appieno tutta la propria efficacia in questa dimensione di puro passatempo ricreativo (ma, onestamente, poco creativo, laddove le intuizioni sono minoritarie rispetto all'automatica adesione a iniziative o a gruppi). 


 


Al di là, quindi, dell'effetto distensivo e dell'indubbio valore tecnologico, tutto ci&ograve; porta per&ograve; a ridimensionare Facebook come "fenomeno sociale" nell'accezione tradizionale dei termini. E a circoscriverne la portata innovatrice, che si limita alle applicazioni tecniche. 


 


 


Facebook non è corpo sociale. N&eacute; cittadinanza. N&eacute; organo di comunicazione, dove dovrebbero esistere regole certe, non sempre applicate in verità, di deontologia professionale. E' fondamentalmente strumento. Talvolta "strumentalizzato". Nonch&eacute; specchio dei tempi. 


 


Il senso di "collettività" è infatti distorto. E' offerto dall'interazione visiva e dalla condivisione di argomenti, ma in un'ottica fondamentalmente "privata", di gruppo aperto a nuovi aderenti ma chiuso in una logica di comunità predefinita. Il valore primario, garantito dal recupero relazionale, risponde per&ograve; a forzate logiche di individualismo, accentuato talvolta dal narcisismo di un'immagine o di uno status. Cioè tutto si riduce ad una pura somma di individualità, ad un carosello di storie personali spesso egemoni, ad un ammontare di dati biografici quotidiani che alimentano l'autolegittimazione e l'altrui curiosità. C'è anche un senso di rafforzamento delle identità comuni (tutti gli appartenenti alla stessa classe, allo stesso anno di nascita, alla stessa professione, alla stessa città) in una sorta di corporativismo umano. La sfera e l'impegno sociale, viceversa, sono banalizzati in slogan, istanze spesso stravaganti o in petizioni virtuali. Non esiste, tra l'altro, l'interscambio tra gruppi, elemento che limita la portata sociale del mezzo. 


 


Facebook diventa allora strumento ad uso di capacità gestionali e specchio di umanità individuale e aggregata. L'uso incide sulla qualità del gruppo e delle relazioni. Anche qui la tendenza risponde alla cultura dominante: la quantità troppo spesso sovrasta e influenza la qualità. Il valore dell'amicizia diviene spesso relativo: gli amici abituali (che uno, in teoria, dovrebbe frequentare personalmente e non digitalmente), i vecchi compagni di scuola, ma anche "amici" che in realtà sono degli sconosciuti e finiscono nei vari gruppi quasi per calcoli algoritmici o per pescaggi a rete effettuati per incrementare i numeri, per appeal di un'immagine o per pura curiosità. 


 


Facebook, pertanto, pur non costituendo un corpo unico ha un potere unificante. Consuetudinizza. Scopi, forme, stili, tendenze e risultati tendono alla standardizzazione. L'ambiente chiuso è omogeneizzante. 


 


 

L'emersione dei problemi

 


I crescenti fatti di cronaca che scaturiscono dall'uso poco ortodosso di Facebook - dai numerosi e consistenti gruppi pro-mafia (finiti anche sul Times di Londra) al presunto invito a boicottare negozi e prodotti israeliani, dalle foto dei pazienti dell'ospedale Molinette di Torino ai "furti d'identità" dei nomi celebri, dalle strumentalizzazioni politiche al problema della privacy - aprono l'ennesimo fronte di discussioni, soprattutto legali, relative al mondo della comunicazione elettronica. La controversia investe, appunto, la presunta "socialità" del mezzo. 


 


Una portavoce di Facebook ha dichiarato all'agenzia Adnkronos che la piattaforma rispecchierebbe le conversazioni che accadono offline, quindi di persona, via email e al telefono. Cioè quel tipo di comunicazione che i sociologi chiamano "face to face". E' altrettanto vero, per&ograve;, che i dialoghi, per quanto tra due individui, risultano visibili a tutto il gruppo. E che, specie nei casi pi&ugrave; gravi, l'utente non ci mette la propria faccia, riuscendo a rifugiarsi nell'anonimato. 


 


Alla base delle insidie c'è proprio la futilità di molti legami virtuali e soprattutto la credibilità che ogni singolo individuo ripone in un mezzo che dovrebbe limitarsi ad essere uno straordinario congegno "freddo" di collegamento. 


 


Purtroppo, per&ograve;, l'assemblaggio di un alto numero di profili rappresenta la migliore tentazione per chi intende "fare numeri". Ad esempio nel commercio (gruppi che si richiamano a ristoranti, giornali, venditori di tiramis&ugrave;, tutto messo alla stessa stregua), in politica, nel tempo libero. 


 


Se da una parte, dove operano organismi qualificati o entità conosciute i rischi sono limitati, ben diverso è il caso di strutture virtuali, per lo pi&ugrave; neonate o create proprio per Facebook, che lanciano programmi allettanti, richiamando una fede calcistica o religiosa, esaltando un'appartenenza etnica o geografica. Il pi&ugrave; delle volte senza credenziali, requisiti o background. Lo scopo è "fare cassa" (e non in modo virtuale), organizzando ad esempio eventi cui far aderire (a pagamento) pi&ugrave; gente possibile, al di là delle individualità e dei contenuti. Ma anche costruire "pacchetti" di persone da far contare nei giochi delle candidature politiche, soprattutto a livello locale. Pi&ugrave; che massa è ammasso. 


 


Ovviamente qui torna il discorso dell'uso del mezzo. Ma la frivolezza dei contenuti e la labilità di alcune regole giocano il proprio ruolo. 


 


Esistono poi altri rischi, non legati all'uso ma alla stessa struttura. Due studenti del Mit sono riusciti a scaricare oltre 70mila profili di Facebook utilizzando uno shell script automatico. E solo qualche mese fa, "Click", noto programma della Bbc, ha dimostrato la possibilità di sottrarre i dati personali di un utente e dei suoi amici tramite applicazioni maligne. 


 


Un controllo, per quanto difficoltoso, dei contenuti, andrebbe certamente ad alterare le funzioni del mezzo. Tuttavia la fragilità delle regole, che del resto investe tutta la galassia di internet, vanifica gli immani sforzi delle strutture educative, ad esempio sul fronte della legalità e del rispetto dei diritti altrui. 


 


Le polemiche investono anche la stessa Facebook, che secondo la propria normativa non solo avrebbe il diritto di trasmettere a terzi le informazioni presenti nel profilo di un utente, ma acquisisce la proprietà dei contenuti pubblicati dagli iscritti, ad esempio una foto o un video. Libera, tra l'altro, di rivenderli a terzi. Per la legge italiana, per fortuna, l'esercizio dei diritti di proprietà sui contenuti è secondario rispetto alla tutela del diritto alla privacy, ed è quindi subordinato all'eventuale divieto dell'utente. Il gioco, insomma, potrebbe diventare pericoloso. 


 


(Giampiero Castellotti) ]]></description>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 05:01:32 +0200</pubDate>
<category>Notizione</category>
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<title><![CDATA[ Le Province vogliono vivere:
iniziativa il prossimo 30 gennaio (11 gennaio 2009) ]]></title>
<link>http://www.forchecaudine.com/it/news.php?c=18&amp;s=44&amp;a=936</link>
<description><![CDATA[ ROMA - Le Province unite contro la paura di essere ridimensionate o cancellate. Il prossimo 30 gennaio convocheranno in tutta Italia consigli provinciali straordinari per confrontarsi con enti locali, organizzazioni industriali e sindacali e semplici cittadini sul tema della riorganizzazione pubblica. 


 


La decisione è scaturita nel consiglio direttivo dell'Upi, l'Unione delle province italiane, dove è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno a difesa del ruolo delle province nella fase di varo delle riforme e di riorganizzazione della macchina pubblica. In particolare si stigmatizza l'infondatezza delle argomentazioni usate contro le province. "Pensare di abolire le province - sostiene il consiglio direttivo dell'Upi - sarebbe dannoso e antieconomico. Piuttosto bisogna proseguire con la riorganizzazione dello Stato, la definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, l'eliminazione degli enti strumentali e la semplificazione del sistema". 


 


"Basta con la delegittimazione delle province, con l'attacco al personale politico e con la denigrazione del personale che lavora nelle nostre amministrazioni - sottolinea il presidente dell'Upi, Fabio Melilli. "Siamo stanchi di questa campagna che offende chi ogni giorno lavora in prima linea per affrontare le tante emergenze che ogni giorno si aprono sui territori. Noi siamo chiamati a trovare risposte alle crisi industriali, ai disastri ecologici, alla mancanza di fondi per i servizi ai cittadini; ogni giorno nei nostri uffici si presentano amministratori, sindacalisti, imprenditori, associazioni, e con loro affrontiamo le vere questioni che interessano le comunità. Questo continuo gettare discredito nei nostri confronti non solo manca di rispetto a noi, ma all'intero sistema della rappresentanza democratica che è a fondamento del nostro Paese". 


 


Le Province in Italia sono 110, incluse Monza-Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani, istituite nel 2004. L'Upi in sostanza propone, nella fase di tagli governativi, di non intervenire con un ridimensionamento delle funzioni svolte dalle Province ma di evitare le tante sovrapposizioni in essere, ad esempio con gli oltre mille enti parco e aree protette, le 356 comunità montane, le 290 Unioni di Comuni (che continuano a nascere costantemente), con i 191 consorzi di bonifica, con i 131 Ato Rifiuti e i 91 Ato Acque. 


 


Sotto osservazione anche i 600 enti strumentali regionali (dalle società per lo sviluppo e il lavoro, agli enti teatrali, ai consorzi rifiuti, ai consorzi per il patrimonio, alle tante agenzie per il turismo, per la formazione professionale). Tutti con presidenti, direttori, consigli di amministrazioni, dipendenti. Qui l'Upi punta l'indice in particolare contro alcune regioni, ad esempio l'Abruzzo che conterebbe oltre sessanta enti. 


 


Citando inoltre dati della Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica 2008 del ministero dell'Economia, l'Upi sottolinea come la spesa per le Province ammonti a "soli" 14 miliardi di euro annui contro i 443 dello Stato, i 160 delle Regioni e i 66 dei Comuni. 


 


Fino al 1990 le Province si occupavano principalmente di gestione della viabilità provinciale, di edilizia scolastica per quanto atteneva gli istituiti scolastici superiori di secondo grado ed esercitavano alcune funzioni in materia di assistenza. Con la legge 142 del '90 di riforma delle autonomie locali questo ruolo è cambiato radicalmente e le Province sono diventate enti locali a fini generali, assumendo la connotazione di ente di governo di area vasta. Da qui un percorso di crescita istituzionale che è proseguito negli ultimi 15 anni con il decentramento amministrativo avviato dalle leggi Bassanini e il trasferimento di importanti funzioni dallo Stato e dalla Regioni alle Province a seguito della riforma costituzionale del 2001. 


 


Nel corso della XVI legislatura sono state presentate in Parlamento otto proposte di legge costituzionale per l'abolizione delle Province, soprattutto da parte del centrodestra, ma per nessuna è iniziato l'esame in Commissione. Il quotidiano "Libero" ha compiuto una vera e propria campagna di stampa sul tema. 


 


Oggi a favore dell'abolizione delle Province si sono pubblicamente dichiarati l'Italia dei valori e l'Udc, mentre Lega e Pd sostengono pi&ugrave; o meno il modello delle città metropolitane. Per l'abolizione, a titolo personale, numerosi esponenti del centrodestra. 


 


Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di un'interrogazione a risposta diretta alla Camera su quale fosse la posizione del governo in merito all'abolizione delle Province, ha ufficialmente dichiarato "l'abolizione delle Province non rientra nel programma del governo, che parla di abolizione delle province inutili, quelle delle nove aree metropolitane". 


 


All'estero, insiste l'Upi, le Province hanno un ruolo analogo a quello italiano. In Francia, con 22 Regioni, esistono 96 Province (e oltre 36mila Comuni). In Spagna, con 17 Regioni, 50 Province, con un numero di Comuni analogo al nostro, cioè poco pi&ugrave; di 8mila. In Germania, dove c'è il federalismo, le Province (Kreise) sono addirittura 323, con 16 Stati federali (Land) e quasi 14mila Comuni 


 


Per la cronaca, per&ograve;, le proposte di varo di nuove Province da noi sono dure a morire. Nonostante 