Alfonso Desiata, l’uomo delle Generali

Alfonso Desiata è nato a Bojano nel 1933 in una famiglia di piccoli imprenditori impegnati nel commercio del legname, originari di Agnone (Isernia).
Ha cominciato a lavorare in Generali Assicurazioni subito dopo aver conseguito la laurea in Economia presso la Scuola per le Scienze Applicate “A. Pacinotti” dell’Università di Pisa (poi confluita nella Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna).
Ne è diventato dirigente a soli 34 anni, amministratore delegato a 44, quindi presidente delle Generali Assicurazioni dal 1999 al 2001, dopo aver ricoperto la carica di direttore centrale.
Uomo colto, manager determinato e pragmatico, da buon molisano, è stato anche presidente dell’Ania, la Confindustria delle assicurazioni, carica che ha lasciato nel 2002,
Per ben due volte ha osato dire no a Enrico Cuccia, cioè al suo principale azionista, come ricorda Giacomo Ferrari sul Corriere della Sera. La prima volta nel 1990, quando si è rifiutato di aderire al disegno di Mediobanca di conquistare il Nuovo Banco Ambrosiano (Desiata verrà mandato a guidare l’Alleanza, la compagnia vita del gruppo, che rilancerà moltiplicando utili e giro d’affari); la seconda alla vigilia dell’assemblea dei soci, nell’aprile 2001, quando Mediobanca, su proposta di Vincenzo Maranghi, indica Gutty per la presidenza. Desiata lascia, non senza esprimere pubblicamente «profondo disaccordo». Nuova destinazione, l’Ania. Appassionato di matematica, amico di intellettuali come Claudio Magris, Desiata nei fine settimana coltivava l’orto nella sua casa di Attimis, in Friuli.
E’ morto a Trieste nel 2006.

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