Ariccia, l’assessore molisano Righini rende omaggio al professor Arrigoni

L’assessore al bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini, nato a Termoli (Campobasso)

“La sanità del Lazio costa 14,3 miliardi di euro, impegna oltre il 76% delle risorse complessive: è quindi un banco di prova su cui si misura la capacità di un’amministrazione e su cui si verrà giudicati quando torneremo al voto. Sono risorse importanti da spendere bene, per efficientare i servizi”. Così l’assessore della Regione Lazio, Giancarlo Righini, che nella giunta Rocca ha le deleghe al Bilancio, Programmazione economica, Politiche Agricole, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste. Righini, di Fratelli d’Italia, è nato a Termoli (Campobasso) ed è stato il consigliere regionale più votato.

Righini ha partecipato all’incontro “Asl Roma 6, chirurgia oculistica: il Lazio tra le eccellenze mondiali” incentrato sull’operazione effettuata dal professor Franco Arrigoni, dirigente responsabile UOS Chirurgia vitreo retinica Ospedale dei Castelli, che ha permesso alla signora Anna Maria De Luca, 66 anni, residente ad Ariccia, di riacquistare la vista dopo circa cinque anni di buio totale, grazie al recupero di un occhio che era cieco da 21 anni.

Un intervento chirurgico che sta polarizzando l’attenzione dei media in particolare sul reparto di Chirurgia vitreo retinica dell’Ospedale dei Castelli di Ariccia (Roma).

La tecnica utilizzata è la cheratoprotesi, l’installazione di una protesi artificiale biologica, quindi biointegrabile, che risolve i casi non risolvibili con il trapianto di cornea.

Arrigoni Unicamillus
Il professor Franco Arrigoni

Lo stesso professor Arrigoni ha spiegato tecnicamente l’intervento: “L’osteocheratoprotesi è una tecnica di ripristino della visione per mezzo di una cornea artificiale, costituita da un lenticolo ottico ancorato ad un supporto osseo ricoperto dalla mucosa buccale del paziente per garantirne la chiusura a sigillo e permettere così il passaggio della luce attraverso la cornea danneggiata da un leucoma vascolarizzato. L’operazione ha richiesto quattro tempi chirurgici da 15 ore totali, nel corso dei quali è stato utilizzato un bottone osseo prelevato dalla tibia”.

Il luminare ha naturalmente ringraziato tutto l’ospedale, evidenziando di aver trovato “umanità e forza”. Ed ha ricordato l’evoluzione storica di questa tecnica messa a punto nel 1963 dal professor Giovanni Strampelli presso l’ospedale “San Giovanni” di Roma, “utilizzando un dente e la mucosa della bocca e confezionando un cilindro che aprì una breccia sulla cornea opaca”. Erano anni in cui la guerra aveva moltiplicato i casi di pazienti con problemi agli occhi e i trapianti di cornea erano agli albori. La tecnica è stata poi perfezionata dal primario emerito dell’Ospedale “San Camillo” di Roma, il professor Giancarlo Falcinelli, che ha effettuato oltre 150 interventi migliorativi della tecnica.

Sala
La sala gremita

La Asl Roma 6, grazie all’equipe multidisciplinare coordinata dal professor Franco Arrigoni, ha ereditato questa tecnica di chirurgia oculistica, che altrimenti avrebbe rischiato l’estinzione in Italia.

Finora i centri specializzati che attuano l’osteocheratoprotesi si trovano nel Regno Unito, in Germania, India, Usa e Colombia e Usa. Oggi è possibile includervi anche il Lazio, con l’Ospedale dei Castelli di Ariccia (Roma) come punto di riferimento per questo speciale intervento chirurgico.

Si tratta di una tecnica durevole e integrata all’interno dell’occhio perché utilizza tessuti umani.

Grande entusiasmo in una sala gremitissima, con l’orgoglio per un ospedale che a poco più di un decennio dalla nascita, già s’impone a livello nazionale in varie discipline, oculistica in primis.

Parterre Def
Un momento dell’incontro

Ampio anche il parterre istituzionale.

A rappresentare la Regione Lazio sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e l’assessore al Bilancio, alla Programmazione economica, alle Politiche agricole, a Caccia e Pesca, a Parchi e Foreste Giancarlo Righini. A chiudere gli interventi è stato il senatore Marco Silvestroni. Presenti, tra gli altri, Marco Mattei (Capo di Gabinetto del ministero della Salute), Gianluca Staccoli (sindaco di Ariccia), Andrea Volpi (deputato e sindaco di Lanuvio), Giancarlo Amato (procuratore della Repubblica di Velletri), il capitano Andrea Semboloni (comandante della Compagnia dei Carabinieri di Velletri) e il luogotenente Gianni Coltellaro (Comandante della stazione Carabinieri di Ariccia).

Presenti anche rappresentanti della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.

Due Arrigoni Ride
Il professor Arrigoni con il professor Pocobelli

Tra i relatori sono intervenuti Augusto Pocobelli, primario oculista del “San Giovanni Addolorata” di Roma e responsabile della Banca degli occhi, un’eccellenza che ha illustrato alla platea. Il professor Pocobelli, sottolineando che con il professor Arrigoni è legato da lunga amicizia, ha evidenziato in particolare come aver ripristinato questo tipo di chirurgia completi l’offerta di sanità non solo per i Castelli, ma in particolare per il Mezzogiorno, dove “si fatica ancora un po’ a fare i trapianti”.

Il direttore sanitario della Asl Roma 6, Vincenzo Carlo La Regina ha evidenziato il cambiamento di strategia in atto con la sanità che non interviene più unicamente sulla malattia ma sul benessere complessivo della persona.

Il commissario straordinario della Asl Roma 6 Francesco Marchitelli, oltre a compiacersi per lo straordinario intervento chirurgico, ha ricordato la crescita della sanità nei Castelli Romani, oggi capace di attrarre pazienti da fuori del territorio di riferimento.

Il professor Franco Arrigoni con la signora Anna Maria De Luca

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