Arte a Roma, riparte l’attività della Sala Santa Rita

Sono circa duecento le proposte ricevute e 12 i progetti vincitori del “Bando di selezione Sala Santa Rita 2021” promosso dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale e affidato in gestione all’Azienda Speciale Palaexpo nell’ambito della sua missione di “Polo del contemporaneo”. Il progetto, fortemente voluto dall’Assessora Lorenza Fruci, è nato dall’idea di mettere a disposizione degli operatori della Capitale uno spazio “aperto” nel quale sperimentare la convivenza dei molteplici fattori, diversi per natura o notorietà, che rendono Roma il luogo fertile della cultura contemporanea. È a questo fine, infatti, che l’Azienda Speciale Palaexpo ha voluto considerare e valutare progetti espositivi basati su opere d’arte proposte senza preclusione di alcun mezzo, invitando a partecipare artisti, critici d’arte e curatori, galleristi, comunità creative e associazioni, operatori culturali, sia pubblici che privati.

La Sala Santa Rita viene quindi restituita alla città con un nuovo progetto tutto dedicato alla cultura contemporanea: pittura, scultura, installazione, installazione sonora, video e performance. Nel loro insieme, le opere dei progetti selezionati presentano mezzi e linguaggi diversi ma sono tutti accomunati dall’attenzione rivolta allo spazio della ex-Chiesa di Santa Rita in Piazza Campitelli.

L’inedito programma, a ingresso gratuito, prenderà il via dal 5 luglio per proseguire poi continuativamente, al ritmo di una presentazione ogni due settimane, fino al 31 dicembre 2021.

A inaugurare questo percorso artistico lungo sei mesi sarà il collettivo Numero Cromatico con il progetto Don’t You Forget About Me, a cura di Daniela Cotimbo, che indaga le potenzialità e gli effetti dell’Intelligenza Artificiale.

Seguirà da metà luglio, il progetto Alizarina di Gaia Bellini, frutto di un lungo e approfondito studio sulla storia e la potenza del simbolismo del colore naturale.

Nei primi quindici giorni di agosto, nel Progetto per Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli curato da Sabrina Losenno e Beatrice Marotta, le opere di Luca Arboccò e Francesco Pozzato, si interrogheranno sulla storia del monumento che le ospita, sul suo spostamento e sul suo rapporto con l’esterno. Sul tema dello spostamento della chiesa si baserà anche la video animazione Mutabilia di Edoardo Tedone che verrà allestita dalla seconda metà di agosto.

Da settembre, l’Associazione Villam presenterà Lo spiracolo di Santa Rita, un lavoro di Valeriana Berchicci, a cura di Anita Calà, incentrato sui fondamenti della fotografia.

Letizia Scarpello proporrà, dalla seconda metà di settembre, Spring Cleaning, una performance che unisce l’aspetto pratico a quello spirituale, legata all’usanza ebraica di pulire la casa nel periodo della Pesach.

Da ottobre, il Progetto collettivo di Jacopo Belloni, Beatrice Favaretto, Giorgia Garzilli, Diego Gualandris, Pietro Librizzi suggerirà l’immaginazione di uno spazio fluido e mutante attraverso un’installazione realizzata e una performance articolata come una visita guidata.

Nella seconda metà di ottobre, Marco De Rosa presenterà Arrotino, a cura di Valentina Muzi, nella quale il linguaggio della sound-art si legherà a un elemento “banale” che anima, ancora oggi, le vie dei quartieri della Capitale.

Nei primi quindici giorni di novembre, il lavoro di Aurelio Di Virgilio, dal titolo Sexy Movers, si inserirà all’interno di Sala Santa Rita con una performance site-specific focalizzata sull’incontro con l’altro. 

Nella seconda metà di novembre, Sabrina Mezzaqui, proposta dalla Galleria Continua, esporrà l’opera Bianco naturale nata all’interno di un lavoro collettivo.

A dicembre Marzio Zorio, presenterà Biblioteca, con testi di Ilaria Peretti. Un’installazione sonora e partecipativa intesa come un’investigazione sulla scrittura e sul valore comunitario di cui è portatrice.

Terminerà il percorso del progetto artistico lungo sei mesi, l’opera di Ozge Sahin dal titolo La memoria collettiva, articolata in un’installazione e in una performance che sono il frutto di una nuova percezione del tempo maturata durante il lockdown 2020-2021.

“Ringrazio il Presidente e l’Azienda Speciale Palaexpo per il grande lavoro portato avanti in poco tempo per arrivare a luglio all’apertura della sala Santa Rita. Le numerose proposte arrivate hanno confermato il grande fermento culturale presente in città e la necessità di favorire e promuovere la produzione artistica locale. È compito dell’amministrazione creare opportunità agli operatori culturali e si deve proseguire nella direzione di apertura degli spazi comunali a chi lavora nell’arte. Sono orgogliosa di accogliere ed esporre i progetti selezionali in questo meraviglioso spazio che riprende vita dopo 20 mesi con una programmazione che andrà avanti fino a dicembre 2021” così l’Assessora alla Crescita culturale Lorenza Fruci.

Programma*

5-15 luglio

Numero Cromatico Don’t You Forget About Me

A cura di Daniela Cotimbo.

Il progetto avviato da Numero Cromatico nel 2020, che utilizza le potenzialità, la sofisticazione e la pervasività di un mezzo come l’Intelligenza Artificiale per indagare gli effetti sull’osservatore e per mettere in discussione il modo stesso di fare arte. Nell’opera è stato coinvolto il filosofo bolognese Franco “Bifo” Berardi ed è stata realizzata anche grazie al contributo dell’associazione culturale Re:Humanism.

16-30 luglio

Gaia Bellini, Alizarina

Frutto di un lungo e approfondito studio sulla storia e la potenza del simbolismo del colore naturale nelle diverse civiltà del mondo, il lavoro, indagando sulle interrelazioni tra la specie umana e l’ecosistema, esalta le infinite possibilità cromatiche della rubia tinctorum.

1°-15 agosto

Luca Arboccò e Francesco Pozzato, Progetto per Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli

A cura di Sabrina Losenno e Beatrice Marotta.

Il progetto espositivo si focalizza sulla storia della ex chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli e si concentra sullo spostamento dell’architettura da un luogo della città a un altro avvenuto tra il 1928 e il 1940. Le opere di Francesco Pozzato e Luca Arboccò, originate in un altro contesto, spostate nella Chiesa di Santa Rita attiveranno un processo di rielaborazione e risignificazione e si interrogheranno sul monumento e sul suo rapporto con l’esterno.

16-31 agosto

Edoardo Tedone, Mutabilia

Video animazione multicanale che attraverso lo spostamento dell’ex-chiesa di Santa Rita avvenuto nel 1928, problematicizza il concetto di eternità e riflette sul carattere mutevole di Roma e dell’urbe in senso più ampio. La video animazione sarà accompagnata da un’oscillazione di toni generata dalle coordinate geografiche della chiesa.

1°-15 settembre

Valeriana Berchicci, Lo spiracolo di Santa Rita

A cura di Anita Calà.

Progetto proposto da Associazione VILLAM.

Con l’obiettivo di tornare al fondamento della fotografia, al “nutrimento della luce”, il lavoro, strettamente collegato al sito che lo ospita, si interroga sul senso delle immagini, sulla funzione dello sguardo e sulla genealogia dell’osservatore contemporaneo.

16-30 settembre

Letizia Scarpello, Spring Cleaning

La performance si configura in un rituale che unisce l’aspetto pratico a quello spirituale, prendendo spunto dalle “pulizie di primavera” che tradizionalmente portano a ripulire gli spazi quotidiani con l’avvento della bella stagione e che derivano dall’usanza ebraica di pulire la casa in corrispondenza della Pesach.

1°-15 ottobre

Jacopo Belloni, Beatrice Favaretto, Giorgia Garzilli, Diego Gualandris, Pietro Librizzi, Progetto collettivo

Dalla storia travagliata dell’ex chiesa, è nato il progetto che trasforma lo spazio architettonico in un organismo senziente e mutante. Una installazione realizzata con materiali commestibili e una serie di performance – visite guidate (previo appuntamento) coinvolgeranno i visitatori e le visitatrici in una dimensione plurisensoriale e iperrealistica.

16-31 ottobre

Marco De Rosa, Arrotino

A cura di Valentina Muzi.

L’installazione sonora farà da trait d’union tra i codici linguistici dell’arte contemporanea, la sfera popolare e l’elemento “banale” che anima, ancora oggi, le vie dei quartieri della Capitale, mentre l’architettura dell’ex-Chiesa Santa Rita farà da ‘cassa di risonanza’ avvolgendo il pubblico e conducendolo all’interno di un percorso esperienziale.

1°-15 novembre

Aurelio Di Virgilio, Sexy Movers

Sexy Movers sarà una performance site-specific, il cui focus è l’incontro con l’altro. Il momento in cui due individui entrano in contatto, quell’istante che dà inizio al processo di trasformazione reciproca, verrà dilatato per poter osservare le dinamiche e gli stati d’animo che lo accompagnano.

16-30 novembre

Sabrina Mezzaqui, Bianco Naturale

Progetto proposto da Galleria Continua.

Con Bianco naturale l’artista porta nella Sala Santa Rita il manufatto collettivo nato all’interno del laboratorio “Meditazione delle mani. Ciò che ci rende umani” tenuto a Cesena nel 2016.

1°-15 dicembre

Marzio Zorio, Biblioteca

Con testi di Ilaria Peretti.

L’opera si configura come un sistema attraverso il quale investigare la scrittura. In particolare, indaga il destino del testo – traccia sviluppata nelle dimensioni spaziali del piano, manipolato e trasmesso indipendentemente dal contesto che lo ha prodotto – attraverso la partecipazione diretta dei visitatori e delle visitatrici.   

16-31 dicembre

Ozge Sahin, La memoria collettiva

Il progetto espositivo è nato durante il lockdown 2020-2021 dall’esperienza di una nuova percezione del tempo. Articolato in un’installazione dove l’artista ha “cucito” le proprie emozioni e in una performance, il lavoro esprime la consapevolezza della sovrapposizione della memoria intima e di quella collettiva.

*Le date del programma potrebbero subire dei cambiamenti, si raccomanda pertanto di controllare il sito www.salasantarita.it per eventuali aggiornamenti.

Il programma è promosso da Roma Culture e fa parte del programma Estate Romana 2021.

LA SALA SANTA RITA

La Chiesa di Santa Rita da Cascia, sorta nei pressi della scalinata dell’Aracoeli sul luogo della medievale chiesa di San Biagio de Mercato, è una chiesa barocca a pianta ottagonale sita di fronte al Teatro di Marcello.

Fu realizzata intorno al 1653 su progetto dall’architetto Carlo Fontana, che per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale. La dedicazione a Santa Rita, suora agostiniana di Cascia morta nel 1447, si deve alla diffusione del suo culto a Roma dopo la beatificazione avvenuta nel 1627. Nel 1928, durante i lavori per la costruzione del Vittoriano, la piccola chiesa venne smontata e, superato il progetto di Giovannoni di ricostruirla ai piedi del Campidoglio, solo tra il 1937 e il 1940 fu ricostruita nello spazio attuale, dopo la sistemazione e “liberazione” del Teatro di Marcello (dal 1926 in poi) e la distruzione di Piazza Montanara. L’esterno del complesso religioso venne totalmente restaurato durante l’Anno Santo del 1950.

Nel 1952 l’edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, e infine, nel 1990, tornò nel patrimonio disponibile del Comune di Roma e venne utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro e consolidamento.

Dal 2004 la Sala è un suggestivo spazio polifunzionale dedicato all’arte contemporanea, che ospita mostre site-specific, in cui gli artisti dialogano con la seducente architettura di Carlo Fontana.

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