Berlusconi e il Covid, l’ennesima battaglia

I più informati sostengono che quando Silvio Berlusconi ha saputo di essere positivo al Covid, alla vigilia dei suoi 84 anni che compirà il 29 settembre, avrebbe voluto convocare una solenne conferenza stampa per annunciarlo lui stesso al mondo intero. Emblematica la dichiarazione, nel suo stile, di fronte al coronavirus: “Purtroppo mi è successo anche questo, ma continuo la mia battaglia”. Il Cavaliere non smentisce la sua innata propensione ad una vitalità senza limiti, alla comunicazione più efficace, che insieme a indubbie doti gestionali, lo pongono – comunque la si pensi – tra i protagonisti della politica, della società e del costume degli ultimi decenni in Italia.

Dopo un ventennio in cui la sua imprevedibile discesa in politica ha praticamente spaccato in due l’Italia, generando persino una sorta di movimento ideologico caratterizzato dall’antiberlusconismo viscerale, da qualche tempo persino coloro che sono stati gli avversari più acerrimi del Cavaliere gli riconoscono capacità infrequenti e soprattutto l’appartenenza ad una destra comunque democratica, liberale, europeista, spostando l’immancabile astio contro il sovranismo della Meloni e principalmente di Salvini.

Ciò s’è visto chiaramente alle ultime elezioni europee, quando enormi settori della sinistra, di fronte alla prevedibile affermazione della destra più estrema (com’è avvenuto), hanno riposto le speranze in una crescita di Forza Italia per assicurare una sponda moderata ed europeista nella coalizione di centrodestra.

Ora che il Cavaliere si trova ufficialmente in quarantena a Villa San Martino, presidiato dai medici, la solidarietà verso questo signore ottuagenario sta scattando da ogni dove. Anche i più fervidi antagonisti gli riconoscono – e forse gli invidiano – la forza di un toro o di un leone, a seconda delle preferenze faunistiche. Del resto, anche in questa circostanza, il contagio – con un bel po’ di incoscienza – non è stato casuale: se la figlia Marina se l’era tenuto segregato per cinque mesi in Francia, nella villa di Valbonne, in Provenza, per non fargli correre rischi, è stata sufficiente la sua partenza per le vacanze insieme al marito perché il padre se ne andasse in Sardegna con la sua nuova fiamma, Marta Fascina, incontrandosi l’11 agosto a Porto Rotondo con Flavio Briatore, finito poi al San Raffaele e in isolamento a casa di Daniela Santanché. Secondo “Dagospia”, sarebbero risultati positivi anche Barbara e Luigi Berlusconi, che erano con lui in Sardegna, più fidanzate e nipoti.

La biografia di Berlusconi, insomma, acquisisce l’ennesimo capitolo, che forse sarebbe stato meglio evitare. Ma l’uomo è fatto così, ha attirato simpatie maggioritarie anche per questo.

Quando nei primi anni Novanta, subito dopo Tangentopoli, decise di scendere in politica, ai più sembrò un capriccio o una follia di fronte ad un destino che sembrava già scritto. Eppure in pochi mesi, con un partito creato dal nulla, riunendo le forze anticomuniste, riuscì a ribaltare le sorti di quelle decisive elezioni del marzo 1994, facendo affondare la famosa “macchina da guerra” di Achille Occhetto. Poi è stato confermato nelle successive quattro legislature, spesso, come l’araba fenice, risorgendo dalle sue ceneri, e nel 2013 è stato eletto per la prima volta senatore.

Una carriera caratterizzata da ben quattro incarichi da presidente del Consiglio (1994-1995, 2001-2005, 2005-2006, 2008-2011): con 3.340 giorni complessivi è il politico che è rimasto in carica più a lungo in questo ruolo nell’Italia repubblicana, nonché l’unico leader politico mondiale ad aver presenziato a ben tre vertici del G7/G8 come presidente del Paese ospitante (Napoli nel 1994, Genova nel 2001 e L’Aquila nel 2009). Le letture del bilancio, come sempre, sono contrastanti. I detrattori di centrodestra gli rimproverano di aver perso l’occasione per attuare quella “rivoluzione liberale” a lungo promessa e auspicata, capace di abbattere statalismo e burocrazia che continuano ad attanagliare il Paese e di liberare l’imprenditoria dai tanti lacci e lacciuoli che ne frenato le naturali spinte all’innovazione e all’internazionalizzazione.

Di certo, però, gli avversari al governo non hanno saputo fare di meglio e nella sua storia individuale, Berlusconi ha saputo coronare un’infinita serie di successi imprenditoriali, con società del mondo immobiliare, finanziario, assicurativo, della grande distribuzione, di produzione multimediale, di comunicazione, ecc. Poi il “suo” Milan, ed oggi il Monza.

Secondo la rivista americana Forbes, nel 2009 era al dodicesimo posto nella classifica delle persone più potenti del mondo; nel 2018 il suo patrimonio personale era stimato in circa 6,8 miliardi di euro, quinto uomo più ricco d’Italia e 190º nel mondo.

Un percorso, non va dimenticato, segnato anche da amare vicissitudini. La ventina di procedimenti giudiziari e le condanne. I problemi fisici, dal tumore alla prostata nel 2000 al pacemaker nel 2006, dalla statuetta in testa nel 2010 all’intervento a cuore aperto nel 2016 fino all’operazione per occlusione intestinale.

Come tutti i protagonisti, i veri protagonisti, sarà la storia – nelle sue polivalenti letture – a giudicarlo. Di certo, ci sentiamo in dovere di unirci al coro dei migliori auguri per una pronta guarigione. 

(Domenico Mamone – Unsic)

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