Biblioteca Albino, tesoro da non dimenticare

Luciano Fontana, direttore
del Corriere della Sera

Oggi sul Corriere della Sera è stata pubblicata un’interessante lettera di Roberto Severino per richiamare l’attenzione sulla triste storia recente della biblioteca Albino di Campobasso. Ecco il testo:

Scrivo per richiamare l’ attenzione su una situazione che, pur riguardando la mia terra, il Molise, vede in generale la cultura ridotta alla Cenerentola stracciona di tutte le competenze demandate all’azione politica.

In particolare mi riferisco alla Biblioteca Pasquale Albino di Campobasso. Istituita nel 1861, essa rappresenta la più grande biblioteca della regione Molise e anche quella più prestigiosa per raccolta di documenti e libri, punto prezioso di riferimento per la ricerca storica, sociale e culturale di una intera popolazione e della sua terra. Nel 2016 la biblioteca ha chiuso i battenti in seguito all’emanazione della legge Del Rio. Da questa data è iniziata una sarabanda inconcludente di promesse di stanziamenti e imminenti riaperture, proveniente da tutte le parti politiche, senza che nessuna delle istituzioni culturali locali si attivasse in sua difesa.

Il 9 settembre scorso, il ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo ha destinato alla biblioteca l’irrisoria somma di 5.000 euro, su uno stanziamento complessivo di 112.000 euro per l’intera regione. Si è trattato dell’ennesimo schiaffo a quello che doveva essere il tempio della cultura molisana, trasformato in un funebre sarcofago di cemento armato che racchiude in sé i tesori mummificati della cultura di un’intera terra e di un intero popolo.

Spero, invece, che l’identità e la storia di una intera regione possano essere presto sottratte all’oblio.

Roberto Severino

Precedente Disagi sociali, attenzione alle mafie Successivo I castelli più affascinanti d'Europa