Ariecco Mastella. A destra



Ceppaloni, che lo ha visto sindaco dal 2003 al 2008, non sarà più orfana del suo politico di riferimento. Clemente Mastella è pronto per l’ennesima sfida. E che sfida: l’Europa. Con il centrodestra. Perché il leader dell’Udeur, guardasigilli del governo Prodi che abbandonò il 16 gennaio 2008 dopo la richiesta di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo, ha trovato nel Pdl l’alleato per Strasburgo. Forse il più scontato. E il più naturale. Berlusconi gli offre quell’ospitalità che il politico sannita aveva chiesto solo la scorsa settimana. L’intesa con il centrodestra comprende anche l’uscita dell’Udeur dalle giunte di centrosinistra, ad iniziare da quella della Campania. Insomma, strike.
L’accordo è stato sottoscritto a Roma dai coordinatori regionali della Campania di Forza Italia e An, Nicola Cosentino e Mario Landolfi e dal segretario campano dell’Udeur Antonio Fantini e prevede di proseguire “anche dopo il voto di giugno, lungo un percorso fatto di programmi e scelte condivise”. Stavolta, insomma, non c’è la Lega di traverso, come avvenuto alla vigilia delle ultime politiche.
Mastella senza politica è come un pesce fuor d’acqua. I tempi dell’impiego nell’ufficio stampa della Dc o in Rai sono lontani. Lui, deputato alla Camera ininterrottamente dal 1976, riconfermato per otto legislature consecutive, poi senatore nel 2006, vede Strasburgo come una sorta di resurrezione.
Non mancano, però, i primi attacchi personali. Quelli che Mastella ha già messo in preventivo.
Felice Belisario, per l’Idv, scaglia le prime frecce: “Dini lo candidarono subito – osserva il parlamentare lucano. “Mastella era indagato e non poterono mantenere la promessa alle politiche, ora con la candidatura alle europee l’accordo per le prossime amministrative è chiuso. Berlusconi ha finalmente pagato il debito a chi lo ha aiutato a far cadere il governo Prodi”. Un altro parlamentare, Franco Monaco del Pd, vicino a Prodi, si limita ad una battuta: “Mastella e Berlusconi non potevano che incontrarsi sul mercato della politica nel tempo dei saldi”.
Del resto il leader del Campanile non è nuovo ad apparentamenti con Berlusconi. Nel “lontano” 1994 fu ministro del Lavoro del primo governo del cavaliere, ai tempi del Ccd e della condivisione della leadership nientemeno che con Pier Ferdinando Casini, su cui qualcuno puntava per l’offerta del carro alla corsa di Mastella per Strasburgo. Legami da pedigree democristiano. Clemente, cresciuto sotto l’ala di Ciriaco, politicamente e professionalmente. Ferree intese campane.
E a proposito di Campania, fu proprio Forza Italia ad appoggiare il leader sannita per farlo diventare sindaco di Ceppaloni nel 2003 contro il centrosinistra e Rifondazione.
Però Mastella è celebre anche per le sue contorsioni politiche. Nel febbraio 1998, flirtando con un altro democristiano doc, Francesco Cossiga, dà vita alla scissione del Ccd per costituire il Cdr, Cristiano Democratici per la Repubblica, che si uniscono al Cdu nella formazione di gruppi parlamentari unitari, finendo poi nell’Udr, Unione Democratica per la Repubblica, di cui Mastella diventa segretario nazionale.
Dopo un anno alla sigla vengono aggiunte due lettere e diventa Udeur. Insomma, una saga di acronimi per sbandierare l’appartenenza al centro e al mondo cattolico. Ma non certo per non muoversi con abilità nello scacchiere politico.
La sua candidatura alle primarie del centrosinistra del 16 ottobre 2005. Mastella arriva terzo, con il 4,6% dei consensi. Meglio di lui solo Romano Prodi e Fausto Bertinotti. Ma l’Udeur, non soddisfatto dell’organizzazione dell’evento, minaccia di garantire soltanto l’appoggio esterno alla coalizione di centro-sinistra. Poi, però, alla vigilia delle elezioni la firma al programma e, dopo la vittoria elettorale, l’incarico di ministro di Grazia e giustizia, ricordato soprattutto per l’indulto e per la richiesta al Consiglio Superiore della Magistratura di disporre il trasferimento d’ufficio nei confronti del pubblico ministero di Catanzaro Luigi de Magistris. Chissà cosa farà in Europa.

(Giampiero Castellotti – 14 febbraio 2009)
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