Orfanotrofio Roma (L’incidente a Totti)



(Articolo scritto nel 2006 all’indomani delll’incidente occorso a Francesco Totti).

Un velo di mestizia ammanta la Capitale. S’avverte sugli autobus, nei mercati, in quei centri d’inesauribile aggregazione che sono i bar di periferia. L’afflizione collettiva non deriva dagli scontri etnico-religiosi, dalle “scenografie” elettorali o dalla noia per la sciolina piemontese. “Robba” troppo lontana. C’è ben altro che ha rovinato la festa metropolitana tanto attesa: otto viti. Quelle per la stabilizzazione del perone del Pupone, con annessa “lesione capsulo-legamentosa complessa”, hanno annebbiato il primato di vittorie consecutive e il quarto posto in classifica dell’associazione sportiva Roma. S’è sbriciolata un’arcata del Colosseo. Lacerando il Gladiatore. Un calciatore pressoché sconosciuto (nonostante abbia 35 anni) come il forlivese Richard Vanigli, in forze all’Empoli in odore di B e autore del fallo (subito ribattezzato “entrata scomposta”), non ha conosciuto tanti spazi sui giornali come nelle ultime preziose tirature. Con un pianto straziante in piena conferenza stampa ed il “rincoramento” del nobile capitano giallorosso via telefono. Spazi immensi anche per i salvatori della patria: tale professor Pierpaolo Mariani, la sua equipe e la casa di cura “Villa Stuart”, che sa tanto di professor Terzilli cinematografico. L’immancabile contorno rosa è offerto dalla procace signora Blasi in Totti, prossima al palcoscenico di Sanremo (dove saranno immancabili gli auguri al marito), dal primogenito Cristian e, a proposito di familiari, dalla signorina Rosella, figlia del presidente Sensi. Della vicenda sentiremo a lungo parlare. Perché è un affare di Stato: come affronteremo i prossimi mondiali senza il Francesco nazionale? Le dichiarazioni di Lippi sui tempi di recupero sono in linea con il clima di austerità: “Ogni illazione è priva di senso”. Persino il lord Paolo Di Canio ha mandato un “cavalleresco” messaggio di auguri. E Gigi Riva, esperto in materia, ha detto la sua. Totti è un grandissimo atleta, degno di ammirazione anche per l’impegno sul piano sociale. Incarna appieno lo spirito dei suoi concittadini, cuore e cinismo. Ma gli “incidenti sul lavoro”, purtroppo, fanno parte del gioco. Analogo interesse (e interrogativi) dovrebbero suscitare ben altri drammi professionali, quelli che avvengono nei cantieri sparsi per la Penisola. O il suicidio di chi perde il lavoro, sottratto dalla psicosi dell’influenza aviaria. Comunque, ovviamente, i migliori auguri a Francesco, emblema di una fetta della Capitale.

(Giampiero Castellotti)

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