Frate Michele e San Toro



Lo scambio di lettere tra Santoro e Travaglio sulla conduzione di Annozero e in particolare i litigi ed i battibecchi continui che Santoro ritiene siano funzionali al successo del programma, ha pizzicato un nervo sensibile del giornalismo televisivo in Italia. I programmi di approfondimento dovrebbero, appunto, approfondire i temi che trattano adducendo fatti ed opinioni (possibilmente di gente che abbia qualche conoscenza della materia).
L’abilità e la professionalità del conduttore consistono in primo luogo nel confutare con fatti e dati precisi le menzogne e gli argomenti speciosi. E in secondo luogo nel dosare gli interventi senza che uno prevarichi e soprattutto senza che interrompa gli altri al grido di “Mavalà'”, o con questioni di lana caprina che non hanno rilevanza per il tema, oppure con urla da mercato del pesce salernitano. Ma evidentemente Santoro e quelli come lui scambiano l’informazione con l’intrattenimento. E’ divertente vedere le piazzate da comari, ma non è che si impari niente di utile, o che aiuti a farsi un’opinione. Il giornalismo serio richiede un’enorme mole di lavoro per sviscerare i fatti e scavare i dettagli. Puo’ piacere o meno Travaglio, ma difficilmente gli si può contestare di essere approssimativo o impreciso sui fatti e sulle date. Aspetto su cui Santoro potrebbe riflettere. Come potrebbe guardarsi qualche vecchia puntata di Hard Talk sulla BBC ai tempi di Tim Sebastian per imparare come si scorticano vivi (metaforicamente) i politici ciarlatani e le mezze tacche sussieguose.
E come ricorda Santoro a Travaglio tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, perché per fare ci sono letteralmente centinaia di persone preparate (e senza timori reverenziali verso i Ghedini ed i Belpietro), capaci di fare il conduttore televisivo anche meglio di Santoro, Floris, Vespa e compagnia cantando. Insomma le autobeatificazioni risultano sempre un po’ patetiche e di fronte a Travaglio, il nostro (frate?) Michele rimane Santoro, senza nessun bisogno di credersi San Toro.

(Fabio Scacciavillani – 3 marzo 2010)

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