Mi manda Rai trans



Nella Roma del Secondo Millennio, come insegnava la Divina Commedia, la legge del contrappasso si applicava una volta che le anime dei dannati arrivavano all’Inferno. Nella Roma del terzo millennio c’e’ il rischio che il contrappasso si applichi molto prima.
Marrazzo, ad esempio, aveva fatto la sua fortuna giornalistica con la televisione di denuncia e sull’onda della notorietà aveva sconfitto alle elezioni uno Storace che sembrava inattaccabile (tra l’altro era uno che quando i giornalisti gli chiesero di dire qualcosa di destra prontamente invei’: “Ah Froci!!”).
Questo week end il Marrazzo popolare personaggio lanciato dal video viene silurato da un video. Dopo essere stato mandato da Rai Tre per indagare sulle magagne pubbliche di aziende e grassatori, qualcuno ha filmato le sue magagne private. Carabinieri, si dice, al cui ricatto il Governatore ha dovuto cedere temendo di essere escortato in carcere.
Così nella Repubblica dei Balocchi all’estate delle escort è subentrato l’autunno dei trans, un fatto che non sappiamo se interpretare come un progresso o un regresso, ma che aiuta a metterci di buon umore e a superare gli steccati ideologici di un Paese troppo acremente diviso. Oggi il sesso mercenario non è più appannaggio di una parte politica, ma è italianamente bi-partisan. Le registrazioni con i cellulari uniscono i destini della patria. Gli scoop di Feltri sono ormai roba da oratorio, le riprese segrete di Canale 5 sui calzini turchesi fanno ridere al massimo i Ghedini.
Rimangono i problemi che purtroppo non sono trans-itori come la crisi economica, la disoccupazione, la chiusura delle fabbriche, la scuola che produce asini, il Parlamento che sforna decreti senza che nessuno li legga, il federalismo fiscale che sfascerà quel poco che è rimasto in piedi, e poi la sanità, il territorio, la mafia e via dicendo.
Nel nostro Molise, illudendoci di essere un’isola felice, ci consoleremo con la trans-umanza.

(Fabio Scacciavillani)

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