Don’t cry, Italia



“Argentinizzazione”. E’ un brutto neologismo che sta prendendo piede in Italia. Equivale al rischio che l’economia del nostro Paese possa subire sconquassi analoghi a quelli esplosi di recente in Argentina. La parola viene usata soprattutto come arma elettorale. Ad onor del vero con un certo cinismo: chi la utilizza, infatti, è decisamente al riparo dalle eventuali conseguenze di scossoni di tipo sudamericano, grazie agli invidiabili stipendi offerti dall’apparato pubblico del Belpaese e, probabilmente, al paracadute assicurato da qualche sostanzioso conto nei forzieri esterni ai nostri confini nazionali.
Ma non preoccupa soltanto il lato economico di tale prospettiva sudamericana. C’è una deriva culturale, di tipo scenografico, che è rilevabile quotidianamente, specie in questa campagna elettorale. Dal sapore, guarda caso, leggermente peronista (eh, l’Argentina).
Da una parte agli anziani si promettono, in caso di vittoria elettorale del centrodestra, biglietti gratuiti per il cinema e persino ingressi gratis nei musei statali (ignorando, tra l’altro, che le italiane e gli italiani oltre i 65 anni entrano già gratis nei musei, nelle aree archeologiche e nei complessi monumentali statali). Si omette però un fatto: che in tema di musei, le soprintendenze hanno ricevuto tagli del 57% per le spese di funzionamento, quasi altrettanto per le spese telefoniche, e persino del 37% per il noleggio di auto (quest’ultimo, forse, l’unico taglio ragionevole per l’uso che spesso si fa delle auto cosiddette blu, anche se inciderà sui sopralluoghi e sui controlli sul posto).
Ma la “sindrome Argentina” ha colpito anche il centrosinistra. Romano Prodi ha intenzione di copiare una delle mosse più populiste e deprecabili del centrodestra: il bonus per i bebè, di cui abbiamo già scritto in questa rubrica. S’intendono premiare i concepimenti, con nostalgie da “popolo delle baionette”, anziché intervenire sui prezzi folli dei generi per l’infanzia, con vergognosi raffronti rispetto, ad esempio, al Nord Europa. E’ mai possibile che 800 grammi di latte in polvere costino nelle nostre farmacie oltre trentaquattro euro?
Del resto da questa “Repubblica dei nonni”, ulteriormente garantita dal nuovo sistema elettorale dove tutto si decide nelle stanze degli apparati, non possiamo aspettarci di meglio. Abbiamo i due principali candidati premier che sono gli stessi, ovviamente invecchiati, rispetto a precedenti elezioni. Il fronte laico è rappresentato dal 76enne Marco Pannella, non certo di primo pelo. Mentre c’è una tv, la7, che lancia quotidianamente un appello per rinnovare il mandato al presidente Ciampi fino ai suoi 93 anni. Signora Franca compresa.

(Giampiero Castellotti)

Precedente La banalizzazione della verità Successivo Il Def spiegato da Oronzo Canà