Lumen Fidei



Ci sono cristiani la cui fede non ama particolarmente le disquisizioni teologiche di natura dogmatica ed è vissuta sulla ricerca continua di un rapporto autentico con Dio e con il prossimo.
Il loro credo non è stato mai coreografico e tantomeno fanatico o intransigente; è nato, invece, dall’ascolto della parola di Dio e soprattutto dalla condivisione piena della sua proposta di vita per l’umanità.
Un Dio che prospetta di uscire dalle spinte egoistiche e di fondare la propria esistenza sull’amore è sicuramente degno di attenzione, di ascolto e di un coerente stile di vita.
Non è così semplice e scontato, ma è la sfida di ogni credente.
Certo il rapporto di fede in Dio non è facile, ostacolato dall’individualismo sempre emergente, ma anche spesso dall’incoerenza della stessa Chiesa rispetto all’annuncio evangelico.
Nonostante le tante difficoltà e l’incapacità di noi cristiani di essere fedeli all’alleanza con Dio, rimaniamo assai innamorati di Colui che, nonostante la sordità degli esseri umani, ripropone ininterrottamente il suo progetto di amore nella storia fino ad affidarne le fondamenta alla figura di suo Figlio, Gesù Cristo, che muore per sconfiggere il male e risorge per dare speranza.
Queste persone fedeli all’ascolto della Parola, presenti ovunque nella Chiesa e soprattutto in quella missionaria, si riconosceranno nel percorso della fede come luce che illumina il cammino delineato da Papa Francesco nell’enciclica “Lumen Fidei” appena pubblicata.
La riflessione parte da un brano del Vangelo di Giovanni “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv 12,46).
La fede, dunque, è una luce che non è quella illusoria delle varie idolatrie che spesso illudono l’umanità con l’appagamento momentaneo di sentimenti o desideri, ma dono che nasce dall’incontro con il Dio vivente che ci chiama e ci svela il suo progetto di amore.
Il rapporto tra fede e amore è il percorso riflessivo che attraversa i primi due capitoli del documento nei quali si delinea il cammino di risposta dei credenti alla promessa di Dio con Abramo e con Mosè e che trova il suo fondamento in Cristo che viene a testimoniare l’Amore di Dio capace di illuminare il tempo e la storia.
Questa fede ha bisogno di un intreccio fortissimo tra amore e verità soprattutto nella cultura contemporanea che vive esperienze di relativismo in cui la verità sul tutto sembra non interessare più e ci si accontenta di quelle parziali come ad esempio la tecnologia o l’economia.
Molto interessante il passaggio riflessivo che vede la fede come ascolto della proposta di amore e come desiderio di vedere il volto di Dio nel cammino dei suoi testimoni.
Anche per questo essa non è un fatto individuale del singolo, ma evento ecclesiale.
Se la fede è la verità di un amore, è chiaro che essa non può essere imposta, ma può crescere solo nel dialogo che rispetta l’altro con umiltà.
Una fede come via di ricerca non riguarda solo chi crede, ma ovviamente tutti quelli che non smettono mai di cercare e di aprirsi all’amore.
Il terzo capitolo dell’enciclica si ferma sulla conseguente necessità per chi crede di trasmettere la fede nella testimonianza attraverso l’educazione, i sacramenti, la preghiera e la fedeltà al Decalogo che riceve nuova luce da quanto Gesù insegna nel Discorso della Montagna.
Bellissimo il passaggio nel quale Papa Francesco scrive che “se è difficile concepire un’unità nella stessa verità,…l’esperienza dell’amore ci dice invece che proprio nell’amore è possibile avere una visione comune”.
Splendido il quarto capitolo nel quale Francesco chiede la responsabilità del credente per mettersi al servizio ” concreto della giustizia, del diritto e della pace”.
La luce della fede, scrive ancora il Papa, “non riesce a cancellare le sofferenze del mondo, né a spiegare ogni male”.
“La fede – aggiunge – non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino”.
L’unità di fede, carità e speranza, conclude il testo, dà prospettive certe di bene comune rispetto alle proposte illusorie del mondo da cui non possiamo farci rubare la speranza sul futuro.
Il riferimento alla fede della Madonna con una preghiera commovente e la sottolineatura del ruolo di testimonianza della donna nella storia della salvezza chiude l’enciclica.
Abbiamo provato a schematizzare i punti che hanno colpito di più la nostra attenzione, ma il consiglio che diamo è quello di leggere integralmente la “Lumen Fidei”, perché in essa c’è un concetto della fede fondato su un’umanità delicatissima, tipica di questo Papa che affascina nei gesti e nello stile di vita e che riesce a colpire l’interesse anche di chi non crede perché parla di ciò che può legare tutti gli uomini e le donne giusti: l’amore per l’altro.

(Umberto Berardo – 14 luglio 2013)

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