Cammina, Molise !



C’è un Molise che non funziona. E che, da queste colonne, non ci sottraiamo dall’individuare, dall’analizzare e dal criticare. In modo sempre “costruttivo”, come si dice in questi casi. In genere è quello “istituzionale”, di persone che hanno messo da parte la loro quotidianità collettiva per rifugiarsi e lasciarsi “avviluppare” dall’illusorio e individualista fascino del potere.
C’è poi, per fortuna, il Molise che vorremmo sempre evidenziare e segnalare. Perché generoso, solidale, plurale, semplice, sorprendente, naturalistico. Animato da forti passioni. Quasi sempre sotterraneo ma capace di grandi “costruzioni” umane. Un arcipelago, insomma, ricco di sfaccettature.
Tra i tanti fiori all’occhiello di questa piccola regione, ci fa piacere allora soffermarci su un evento davvero unico. Che da quattordici anni si rinnova, nel fascino desueto del territorio sannita. E’ la manifestazione “Cammina, Molise!”, sorta di “passeggiata culturale” a tappe, di gruppo, estiva, che si snoda tra tratturi, carrarecce, mulattiere, strade interpoderali. Che impatta in tracce di memoria e di sacralità. Che affronta piazze silenziose, vallate di fiumi, vedute di chiese barocche, di torri e di campanili stagliati nel cielo. Che viene scortata dai cavalieri delle tante associazioni equestri molisane.
Ad organizzare la suggestiva camminata è l’associazione “La Terra”, costituita soprattutto da molisani residenti a Roma (per lo più originari di Duronia), i quali, animati da ottimismo e da speranza, vedono nel territorio molisano la possibilità di “ricostruire una qualità della vita adeguata alle esigenze dell’uomo”. Nobili intenti. Un pizzico di romanticismo. Ma anche fatti concreti.
“Cammina, Molise!”, anno dopo anno, assicura nel modo più naturale – attraverso passeggiate strutturate – la conoscenza del patrimonio molisano ad un numero crescente di persone (principalmente non molisane). Attraverso l’evento hanno modo di apprezzare gli ambienti proprio nell’autenticità e nella semplicità dell’offerta.
Ma gli obiettivi dell’iniziativa vanno oltre l’aspetto promozionale: si mira al recupero della “politica partecipata”, cercando di garantire ai cittadini quegli strumenti necessari per il confronto democratico e per il controllo della trasparenza di chi è delegato a rappresentarli, nonché di attuare una strategia che sviluppi l’impegno politico attivo, collegandolo a concrete iniziative progettuali. Tra le proposte meritorie va ricordata quella di una rete sentieristica regionale, progetto che purtroppo giace nei cassetti regionali da oltre un decennio.
Insomma, il movimento di “Cammina, Molise!” serve anche a smuovere le coscienze. A ricollocare al centro la Politica con la “P” maiuscola. Quella in grado di valorizzare i momenti di socializzazione culturale e sportiva, di difendere seriamente l’ambiente, di recuperare i contesti e di rivalutare le risorse territoriali in un’ottica sostenibile, come la riabilitazione dei centri storici in una dimensione umana. Ed ancora la difesa del suolo e delle acque, il rimboschimento delle aree montane, la creazione di parchi naturali, la valorizzazione dei siti archeologici, religiosi e paesaggistici, il rinnovamento dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’artigianato, la nascita di aziende di trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, potenziando nel contempo i servizi sociali fondamentali.
L’evento diventa quindi “occasione”, “opportunità”. Trasforma la passività del turismo tradizionale in azioni di coinvolgimento diretto. Così, al termine di ogni tappa, si rinnova una festa popolare. Ogni territorio garantisce ai partecipanti la degustazione di prodotti tipici locali. E tra le idee più stimolanti dell’evento, c’è certamente quella della “cattedra itinerante”: con l’aiuto dell’Associazione italiana degli insegnanti di geografia, la marcia accoglie ogni giorno un gruppo di scolari dei territori attraversati e li guida alla scoperta del proprio contesto ambientale.
“Cammina Molise!” rappresenta, quindi, non solo una preziosa testimonianza di attaccamento alle proprie origini ma soprattutto un’azione di vitalità e di capacità propositiva in una realtà territoriale complessa e difficile. Un modo diverso di soddisfare un turismo alla ricerca di tradizioni e valori culturali.
Quest’anno, per la cronaca, la marcia si svolgerà nella provincia di Campobasso, 120 chilometri con partenza da Monacilioni e, dopo aver attraversato dodici paesi, arrivo a San Giacomo degli Schiavoni.
Per ulteriori informazioni, telefonare all’architetto Giovanni Germano (cell. 338-3063300), uno degli instancabili organizzatori dell’iniziativa.
(Erennio Ponzio)

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