C’è autostrada e autostrada



C’è autostrada e autostrada

Quando si discute di territorio molisano, in genere emergono due scuole di pensiero nettamente contrapposte.
Ce n’è una da “estremismo bucolico” che sogna romanticamente una sorta di Eden molisano dove tutto rimanga così com’è, guai a muovere una sola foglia. E’ una corrente veteroambientalista, degna indubbiamente di rispetto, che trova adepti soprattutto tra i villeggianti dal sangue molisano, i quali sognano una terra d’origine quale amaca che s’intermezzi tra le nevrosi metropolitane.
C’è poi l’altra campana, quella dei più pragmatici, che di paesi isolati e di paesaggi da cartolina non ne possono proprio più, specie quando a tutto ciò corrisponde la morte delle aree montane. Meglio allora un’autostrada che apra come un’ostrica questa regione tradizionalmente chiusa. Ed affiori ciò che vuole emergere.
Un po’ di buon senso da una parte e di prudenza dall’altra potrebbero far incontrare le due istanze.
E’ vero che il Molise ha bisogno d’adeguarsi ad una rete infrastrutturale degna di un nuovo millennio. Per movimentare al meglio merci e persone e per garantirsi un futuro, a cominciare da quello turistico-ricettivo. E’ altrettanto vero, però, che una colata di cemento e asfalto da sola non basta. E talvolta non serve.
La regione non deve guardare soltanto al domani ma anche più in là. Deve cioè definire da subito ciò che vuol fare da grande. Se la sua “anima verde” si conferma il patrimonio più spendibile, è necessario “attrezzarlo” per lo scopo.
La valenza turistica, insomma, non è soltanto un’area archeologica, un bosco o una produzione gastronomica che un’autostrada renderebbero più fruibili. La vocazione ambientale del territorio equivale anche ad impeccabilità nel trattamento delle acque, nella gestione dei rifiuti, nei trasporti, nella tutela del paesaggio. All’efficienza dei servizi attraverso un uso proficuo delle nuove tecnologie. E significa certificazioni europee: sulle produzioni, dove la regione è indietro, e ancora di più sull’ambiente, ad esempio Iso 14001, Emas, ecc, capaci di “ufficializzare” processi di efficienza ambientale, assenza di agenti inquinanti, qualità di servizi.
Oltre alle autostrade materiali, certamente importanti, servirà nel contempo puntare su quelle virtuali. Non quelle delle promesse, ma dell’avvenire tecnologico “made in Molise”. (Erennio Ponzio)

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