Tutti, tranne l’Idv



Cari amici,
qualche mese fa sono stato interpellato dall’associazione “Forche Caudine” (che non ha nulla a che vedere con il campo aeronautico), di cui faccio parte, a sua volta contattata da un senatore dell’Idv con una specifica richiesta: indicare un candidato per le prossime elezioni europee.
Gli amici dell’associazione hanno pensato a me per le mie referenze circa il radicato impegno nel sociale e nell’handicap.
Io, pur con qualche titubanza, ho accettato di incontrare il senatore Stefano Pedica e di offrire la mia disponibilità con un primario obiettivo: fare una nuova e inconsueta esperienza e, nel contempo, attivare i canali più idonei per affrontare le tematiche che mi stanno più a cuore: i diritti dei disabili (questione che da anni vivo in prima persona a causa di una figlia portatrice di handicap), i problemi del lavoro, le questioni sociali, ecc. Speravo, tra l’altro, di portare avanti ciò in un partito giovane, apparentemente diverso dagli altri.<br>E’ bastata qualche settimana per rendermi conto esattamente del contrario.
Ho convenuto che la mia candidatura è stata “sacrificata”, con modi ormai consumati, per lasciare spazio ai “soliti noti”. O, peggio, ai frutti del rituale “casting” dei personaggi apparsi in televisione o sui giornali anche casualmente. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Anzi !
Per giustificare la mia estromissione, il senatore è arrivato a dire che “avrei avuto problemi sul lavoro”, cosa ovviamente non vera. Poi è tornato sui suoi passi, offrendomi addirittura una candidatura a livello locale. Ancora:
1) ha scritto che la mia candidatura era stata ritirata per “proteggermi” da eventuali rappresaglie da parte dell’azienda, in quanto assunto a tempo indeterminato e che avrei dovuto sostenere una perdita economica a seguito dell’aspettativa (affrontare questi rischi è ovviamente una scelta del sottoscritto, a 44 anni ne sarò padrone !);
2) ha detto che avrebbero privilegiato la presenza nelle liste di persone ex Alitalia cassintegrate, impegnate nel sociale ed esperte di legge 104 (ho risposto, sfidandolo, di mettermi a confronto su tali temi con lui stesso e con i suoi “esperti” candidati, anche sul terreno delle battaglie intraprese e dei risultati ottenuti, ricordando che il sottoscritto ha raggiunto importanti obiettivi a livello di fondi nazionali ed europei andati a beneficio di molte famiglie con membri portatori di handicap);
3) la candidatura di Maruska Piredda è il biglietto da visita dell’Idv: assunta a tempo indeterminato (anche se lei ha dichiarato di essere in cassa integrazione e paladina dei precari), ex sindacalista Cisl, “ex” elettrice di Berlusconi, ex candidata alle selezioni del “Grande Fratello” su reti Mediaset; inoltre, non avendo figli portatori di handicap – come il sottoscritto – si dichiara esperta di legge 104 e di sociale.
Alla vigilia di questa triste esperienza avrei potuto anche votare per il partito di Antonio Di Pietro. Oggi, che ho aperto gli occhi, è l’ultimo partito che sceglierei perché con tali atteggiamenti si cavalca e si uccide la speranza del cambiamento !
Di Pietro mi sembra infatti un uomo che pur di raccogliere voti, occupa aree politiche non proprio sue (che c’entra a sinistra, tra l’altro con una pattuglia di parlamentari ex democristiani, vedi Leoluca Orlando?). Ciò a casa mia si chiama “opportunismo”: far leva sullo smarrimento delle persone per propri interessi rende addirittura peggiori della pur nefanda parte avversa. Per non parlare del fatto che Di Pietro utilizza in modo massiccio e costante i mezzi di comunicazione, esattamente al pari di Berlusconi.
Comprendo che questi miei ragionamenti alimentino l’inquietudine e la difficoltà a trovare un soggetto politico di rappresentanza. Io non mi permetto di suggerirne uno. Però sono certo e determinato nel suggerire chi non votare assolutamente: l’Idv di Antonio Di Pietro e Stefano Pedica !

(Alessandro Neumann – maggio 2009)

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