Molise, dove tutto è spettacolo



Molise, dove tutto è spettacolo

Il nuovo, nell’estate artistica molisana, è rappresentato da qualche partecipante a “Saranno Famosi” del 2001 o ad una delle analoghe inflazionatissime trasmissioni. Ma anche l’apparizione ad una serata ad “Amici” di Maria De Filippi, uno dei programmi, secondo noi, tra i più diseducativi delle ultime stagioni. Nonché dall’ormai non più giovane band che si accontenta di scimmiottare Vasco Rossi o Ligabue. Quindi dalla schiera di esponenti del sottobosco artistico partenopeo, ugole fintamente romantiche, dediche, qualche smandruppata che ancheggia con le cosce al vento (ma anche al chiuso di un albergo con il titolare della baracca).
Per il resto è tutto un deja vù di capelli tinti (quando ci sono ancora) e di abbigliamento da video degli Abba o da Febbre del sabato sera. Il gruppo anni Settanta che sopravvive grazie alle feste patronali della provincia di Isernia. L’orchestrina del liscio con vecchi furgoni targati Forlì. E poi il massimo: il cantante che ha partecipato ad un lontanissimo festival di Sanremo, non lasciando traccia. Il Molise è terreno fertile per tutti loro. E’ sufficiente l’ultimo concorrente della “Corrida” per riempire piazze e piazzette.
Il quadro è completato dalle bande pugliesi, immancabili (ma non sarebbe meglio qualche innovativa orchestra?). Il Santo patrono in processione, poveraccio, si deve sorbire da anni la stessa litania. Evviva l’estate.

(Erennio Ponzio – 24 giugno 2009)

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