Facebook “alla molisana”



Dietro o dentro gruppi di Facebook costruiti e cementati sull’appartenenza e sull’orgoglio molisano potrebbe insinuarsi la strumentalizzazione politica? La congettura, avanzata solo qualche giorno fa dal nostro giornale, sta diventando più di un’innocente ipotesi.
Un bubbone, infatti, è scoppiato nel gruppo che forse raccoglie più molisani in rete, oltre duemila, sbandierando la semplice “esistenza” del Molise, in contrapposizione ad altri gruppi che si divertono provocatoriamente e cinicamente a negarla. Certo, è un po’ triste dover creare una lista su Facebook e lanciare appelli tra corregionali per dimostrare che il Molise esiste. Ma l’iniziativa promossa da una giovane studentessa universitaria, originaria di Cerro al Volturno, è certamente un sincero e semplice atto d’amore verso la propria terra. Tra una frivola discettazione e una leggera giovialità, ecco però che gli iscritti al gruppo “Il Molise esiste eccome” ricevono a sorpresa un messaggio che segnala un gruppo su Facebook non proprio ordinario: quello firmato nientemeno che dal governatore molisano Michele Iorio. Della serie: il Molise esiste eccome, governatore compreso. Quindi le iscrizioni allargate sono ben gradite. Il presidente della Regione Molise è probabilmente all’oscuro delle strategie marketing operate dai suoi collaboratori. Chissà, infatti, se gradirebbe. Anche perché la mail inoltrata ai duemila molisani da uno dei due amministratori del sito si trasforma in un boomerang. Sono in molti a non gradire l’iniziativa e a rispedirla sdegnati al mittente. Motivo principale? Gli amministratori avevano assicurato: qui niente politica. E, tanto per non farci mancare nulla, viene fuori che l’amministratore del gruppo “Il Molise esiste eccome” è il curatore della pagina di Michele Iorio su Facebook. Le reazioni all’iniziativa dell’amministratore sono veementi. C’è chi parla, come Ivano, di politica a tradimento. C’è chi scrive direttamente allo stesso amministratore: “Temo tu abbia fatto un piccolo errorino di calcolo sulla nostra ingenuità, ed eccoci qui a replicare, dal Molise, da Roma, da Dallas…”. Molti si depennano sdegnati dal gruppo. Annamaria è ironica: “Questo gruppo ha senso se si vuole far conoscere le cose belle del Molise non per parteggiare per i nostri meravigliosi politici”. Giuseppina ci va giù dura: “Non sono favorevole a questa inutile propaganda politica verso personaggi molto discutibili”. Elisa, diretta: “Sarebbe forse onesto ammettere che c’avete provato, no?”. Giuliana: “Purtroppo c’è chi impara a portare la propria croce e chi invece viene imparato a portare le borse. Buona notte”. E ancora: “Non siamo pecore”. E via di questo passo. Durissimo Filippo: “E’ bastata quella e-mail imbecille per spingermi a cancellarmi da questo gruppo… Io posso camminare a testa alta e schiena dritta, come si compete a un vero Sannita… Invito tutti gli altri contatti in dissenso con questa becera iniziativa a cancellarsi (riferito ovviamente alle persone che non sono costrette a strisciare come vermi per elemosinare uno straccio di lavoro al burattino di turno)”. L’amministratore, autore della segnalazione, si difende: “Non mi risulta che nel messaggio inviato ieri io abbia indirizzato parole poco cortesi nei confronti di chi non fosse simpatizzante del Presidente”. Poi, rivolto ad una molisana particolarmente irritata: “Avrebbe potuto dissentire dall’oggetto della mail di ieri, liberamente, cosi come una decina di persone hanno educatamente fatto”. E getta acqua sul fuoco: “Tranquilli. Il gruppo non ha connotazioni politiche. Il messaggio aveva uno scopo prettamente informativo. Ripeto, tranquilli ragazzi”. Minimizza anche la giovane amministratrice: “Io ho sempre detto che questo gruppo è apolitico e vi ho chiesto scusa se il messaggio inviatovi non è stato gradito… Mi dispiace se vi siate sentiti offesi o presi in giro”. E aggiunge: “Ragazzi calma… non c’è bisogno di agitarsi… è solo un modo per propagandare una figura politica, ma ovviamente nessuno è obbligato ad accettare…. Ribadisco che non c’è obbligo di nulla. Poi se volete lasciare anche questo gruppo, non posso certo costringervi a fare il contrario!”. Serva d’esperienza? Altre segnalazioni riguardano un secondo gruppo, con amministratori più maturi d’età. Anche qui si punta sull’orgoglio patrio per fare facili numeri. Del resto l’adesione immediata e, a volte, superficiale è quasi la regola su Facebook. La superficialità, a volte, si sposa con contenuti molto virtuali e strutture particolarmente precarie.
Anche in quest’altro gruppo, guarda caso, viaggiano in parallelo due realtà: un gruppo con un vago “orgoglio molisano” e un altro, più velato, ma esplicito nel fare l’occhietto ad una fazione politica. Insomma, prima di un’adesione ad organismi che professano imparzialità, sarebbe bene metterli un po’ alla prova. Vedendo anche, al di là dei proclami, che cosa fanno di concreto.

(Erennio Ponzio)

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