Mollette a volontà



Mollette a volontà

Vigilia di elezioni. Europee. Ma il “comunitario” – che pure da tempo regola le nostre esistenze – da noi non fa tendenza. Come sempre. Preferibili i pruriginosi vizi da Belpaese. Meglio gli italiani e, soprattutto, le italiane. Candidate e non, purché giovani e carine. L’attricetta, la ballerina, l’hostess, lo sappiamo. Ma anche l’avvocatessa o la manager. Tutte dal capello mesciato e dal sorriso smagliante sul manifesto patinato. Pari opportunità de’ noantri. E’ l’epopea degli ammiccamenti. Per qualcuna temi, da un momento all’altro, il numero telefonico a pagamento.
Anche per questo aleggia, endemico, lo smarrimento.
A sinistra, come recitano alcuni manifesti, è ormai rabbia. Allo spettro del non voto si continua a rispondere con divisioni sempre più laceranti e irreversibili decolorazioni.
Ma anche nella destra sempre più “robusta”, l’oligopolio del Berlusca, dal liberalismo molto personale, comincia a provocare i primi rigetti.
La domanda, allora, è sempre la stessa: chi votare?
Ecco qualche esercizietto utile allo scopo.
Prima applicazione, doverosa, è l’automotivazione al dovere civico di votare. Una pillola nemmeno troppo indigesta dal momento che la politica è ormai spettacolo e parteciparvi è anche un po’ divertente. Equivale a sentirsi vivi. Poi, in fondo, l’italiano preannuncia sempre di non andare a votare ma, devoto, s’imbarca nella lunga fila al seggio, casomai recitando un rosario di lamentele ad alta voce su tutto e di più.
Una seconda regola, più seria, indica di premiare, tanto a destra quanto a sinistra, chi in Europa c’è già stato, vantando un’alta partecipazione alle sedute di Commissione e del Parlamento e – fattore non trascurabile – ha fatto bene. Un sito internet utile allo scopo è Parlorama (www.parlorama.eu/it/european-deputies-it/0-0-0/) che raccoglie la classifica di tutti i parlamentari in base all’elaborazione dei dati ufficiali del Parlamento europeo. Emerge un elemento significativo: le più presenti e attive sono donne. Di destra e di sinistra. Roberta Angelilli, Monica Frassoni, Luisa Morgantini, Cristiana Muscardini, Pasqualina Napoletano. Le più con lunghe esperienze tra Strasburgo e Bruxelles. Prendere nota.
Un altro parametro, utile e molto in voga per diramare la matassa dei tanti indecisi, è la logica della “conventio ad exludendum”, cioè lo spedire in quarantena chi non è proprio gradito. Non si procede alla scelta per adesione ma per esclusione. Via Berlusconi, via Franceschini, via Casini, via Di Pietro, ecc. Il rischio reale, naturalmente, è che non rimanga nessuno.
Poi va messa in campo l’esperienza personale. E qui son dolori. Le tante promesse non mantenute, le cocenti delusioni, i cambiamenti di casacca, le scappatelle, gli ex candidati inquisiti. Tanto vecchio che riemerge e altrettanto nuovo che tradisce le aspettative. Eppoi le cronache dei giornali, il bigotto che fa incetta di mogli e amanti, il moralista sorpreso al festino con droga e trans, l’egualitario che colleziona appartamenti, barche e scarpe da cinquecento euro, l’intellettuale che predica bene e razzola male. La lista, ne siamo certi, è bella lunga. Qui, però, entra in campo la coscienza politica. Divenuta, tuttavia, merce rara. Votare turandosi il naso è ormai sport nazionale. Sabato e domenica mollette a volontà.
 
(Pierino Vago)

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