New town o nuovo modello di città?



New town o nuovo modello di città?

I drammatici crolli verificatisi in Abruzzo hanno messo in evidenza ancora di più la necessità di intervenire sul patrimonio edilizio esistente attraverso opere di consolidamento, riqualificazione e in molti casi con la rottamazione edilizia degli immobili degradati, privi di qualità e realizzati abusivamente o senza il rispetto delle norme anti-sismiche.
E’ finita l’era dell’espansione della città e inizia quella della trasformazione: bisogna conciliare il recupero dei centri storici con la rigenerazione di intere parti di città, migliorando anche la qualità ambientale, l’efficienza energetica e gli aspetti legati alla mobilità.
La demolizione-ricostruzione è la via da intraprendere per una nuova urbanistica, mentre ancora oggi si discute sulla opportunità di realizzare “new towns” che aggraverebbero i costi economici e i problemi sociali producendo isolamento, congestione, necessità di realizzare nuove infrastrutture di trasporto.Non basta neanche sostituire edifici vecchi con edifici nuovi ma serve un intervento pubblico in grado di programmare interventi complessi, ripensare le relazioni tra edifici e spazi pubblici, massimizzando l’accessibilità e favorendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta.
Pensiamo agli esempi di traffic calming delle città olandesi, o alla eco- città di Friburgo, in Germania, dove è piacevole spostarsi grazie a una rete eccellente di trasporto pubblico e piste ciclabili. Più attenzione quindi alla qualità dell’abitare oltre che al fabbisogno quantitativo di case.

Valeria Di Blasio, presidente di Noauto,org, è romana originaria di Casacalenda (Campobasso)
(www.noauto.org – luglio 2009)

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