Bovino (Foggia) e i portali in pietra

Arroccata a 647 metri sul livello del mare, proprio lì dove comincia l’immensa pianura del Tavoliere, posto di frontiera tra la Campania e la Puglia, la cittadina di Bovino (Foggia) domina i colli dei Monti dauni, in una posizione di controllo lungo la Valle del Cervaro, via di collegamento secolare fra le coste adriatica e tirrenica.

Città antichissima, importante centro osco-dauno, sperimentò presto la potenza romana.

Durante le guerre sannitiche, verso il 318 a.C., i romani la distrussero, ma considerandone la strategica collocazione geografica, mandarono coloni a riedificarla chiamandola Vibinum. Dopo la guerra sociale divenne colonia romana e venne riconosciuta città municipale. Conobbe così un periodo di grande sviluppo e ricchezza: ottenne il privilegio di governarsi con proprie leggi e di coniare moneta, fu abbellita da splendidi templi, fori, terme e venne costruito il magnifico acquedotto di cui ancora oggi si possono ammirare i resti.

Con il declino dell’impero romano, Bovino, “per la sua posizione e suo malgrado”, divenne crocevia obbligato delle invasioni barbariche, di ogni tempo e di ogni tipo, soffrendone gli assalti e le devastazioni. Nel 568 subì la dominazione longobarda, nel 663 fu distrutta da Costante II imperatore d’Oriente e la sua Chiesa divenne suffraganea di Benevento. Nel 967 fu messa a ferro e fuoco dai saraceni di Sicilia e subito dopo ricostruita dai Bizantini. In questo periodo la città riebbe il suo vescovo e la sua diocesi che, per oltre dieci secoli, vedrà avvicendarsi, sul suo soglio episcopale, più di 70 vescovi.

Nel 1045 fu conquistata da Drogone, Conte di Puglia, il quale, sulle rovine della roccaforte romana, eresse l’imponente Castello, successivamente ampliato da Federico II. In seguito, fu sotto il dominio dei Loretello, di Bertrando dei Reali, dei Cantelmo, dei de Andreis, degli Estendardo, e dei de Spes. Nel 1575 passò ai Guevara, potenti Signori della Navarra. La città diviene ducato e per lungo tempo rimane feudo di questa illustre Casata, legando ad essa gran parte della sua dignità storica e civile.

La cittadina è ricca di testimonianze, storiche e artistiche, segni visibili e inequivocabili del suo antico splendore.

il Borgo antico, che si caratterizza per l’interessante struttura urbanistica, ove si possono ammirare ampi tratti della pavimentazione in pietra di fiume, abitazioni in pietra con la copertura ad embrici, volte a botte in mattoncini, palazzetti nobiliari con le romanelle, i cantonali, gli stemmi un numero altissimo di portali in pietra, molti dei quali realizzati da maestri scalpellini locali, i resti di mura di cinta in opus reticulatum. Le casette bianche, l’irripetibile movimento di stradine, le piazze, le scalinate ripide dei vicoli, i poggi, gli archi, la verde campagna circostante completano il quadro di un ambiente gentile e dignitoso;

• il Castello ducale, uno dei complessi storici più interessanti per la sua mole, la sua posizione dominante e la sua torre normanna, posta “a cavaliere” su uno sperone tronco-piramidale. Al suo interno, la settecentesca Cappella gentilizia che conserva un frammento della Spina Santa, incastonata in una preziosa croce reliquiaria d’argento;

• la Cattedrale, costruita probabilmente verso la fine dell’VIII o inizi del sec. IX, è di forma basilicale paleocristiana a tre navate, con colonne sormontate da capitelli romanici e medievali. La facciata, di stile romanico-pugliese, con elementi gotici sui portali, è del 1231. Incorporato, sul fianco destro del tempio, il Cappellone di San Marco di Eca, del 1197;

• le chiese di San Pietro, la più antica di Bovino, di San Francesco, con l’annesso convento, del Rosario, con struttura architettonica di ampio respiro gotico, di Sant’Antonio, che conserva l’artistico Tabernacolo, in ebano e avorio, datato 1627, del Carmine, con il suo campanile neoclassico a due piani, dell’Annunziata, fondata prima della seconda metà del 1400, di Santa Maria delle Grazie, con i suoi preziosi dipinti del XVIII secolo e il moderno Santuario di Valleverde, benedetto da Papa Giovanni Paolo II nel 1987;

• il Museo civico, che si caratterizza soprattutto come “museo archeologico”, articolato in diverse sezioni (preistorica – preromana – romana – dall’Alto Medioevo all’Ottocento), che comprende una interessante raccolta di reperti e testimonianze significative tra cui alcune stele antropomorfe del III – V secolo a.C.;

• il Museo diocesano, ospitato all’interno del Castello ducale, che conserva il Tesoro della Cattedrale, con quadri, oggetti e paramenti sacri di pregevole fattura;

• il Museo della civiltà contadina che comprende più di 500 elementi, concernenti le varie attività del mondo rurale, raggruppati secondo la caratteristica della loro funzione;

• la Biblioteca Diocesana, in cui sono raccolte opere di indubbio valore storico, a carattere scientifico, letterario, filosofico e teologico, come l’incunabolo del 1481 e le 74 cinquecentine;

• l’Archivio capitolare e l’Archivio diocesano, che annoverano una quantità rilevante di pergamene, dal XII al XIX secolo, alcuni codici manoscritti (secc. XIII-XV), atti, decreti, Bolle e documenti vescovili.

Principali eventi:

19 marzo – San Giuseppe (accensione dei falò nei vari quartieri del paese);

Agosto Bovinese: manifestazioni culturali, mostre e spettacoli;

25 Agosto: Sagra “Suoni e sapori del Borgo”;

29 Agosto: Cavalcata Storica e festeggiamenti in onore della Madonna di Valleverde

Seconda domenica di ottobre: Festeggiamenti in onore di San Celestino Martire e solenne processione con la partecipazione della fanfara dei bersaglieri – Alla vigilia (sabato): Sagra dei “sapori d’autunno”.

Per la salubrità dell’aria e la lussureggiante vegetazione, Bovino offre anche itinerari naturalistici ed escursioni piacevoli nel territorio circostante, ricco di boschi e radure rigogliose. Luogo di ristoro e di riposanti passeggiate è la ridente Villa comunale, un parco così felicemente concepito, da essere ritenuto tra i più belli ed apprezzati della Provincia.

Nel 2013, dal Touring Club Italiano, è stata assegnata la “Bandiera Arancione”, marchio di qualità turistico-ambientale, attribuito ai territori “che soddisfano criteri di analisi connessi allo sviluppo di un turismo di qualità”.

Nel 2016, con decreto datato 10 marzo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su parere favorevole della Prefettura di Foggia e proposta del ministro dell’Interno, ha concesso a Bovino il titolo onorifico di “città”, prestigioso riconoscimento che viene assegnato ai Comuni “insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza”.

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