Campobasso, ecco l’albero di Natale

Santa Lucia, 13 dicembre. E’ la Santa della luce, della rinascita, della speranza di una nuova stagione di abbondanza. Anche quest’anno la città di Campobasso avrà il suo albero di Natale in piazza Vittorio Emanuele; albero che verrà acceso proprio alle 17 di venerdì 13 dicembre, nel giorno di Santa Lucia.

Si tratta di un albero di 12 metri di altezza, per 15 metri di circonferenza chioma, che sorprenderà tutti per il suo messaggio ecologico ambientalista.

Saranno presenti il sindaco Roberto Gravina, la vicesindaca Paola Felice, gli assessori Luca Praitano e Simone Cretella con il resto della giunta.

Per l’accensione dell’albero, dunque, che sintetizza la sinergia vincente tra il terzo settore e le istituzioni, è stato scelto il giorno in cui ricorre Santa Lucia, martirizzata nel IV secolo, durante la grande persecuzione dell’imperatore Diocleziano. È patrona della città di Siracusa ed è una delle sette vergini menzionate nel Canone romano, venerata come santa sia nella tradizione cattolica che in quella ortodossa, invocata come protettrice della vista per l’etimologia latina del suo nome, Lux, luce. Addirittura in alcune regioni del nord Italia, in Trentino, in Friuli Venezia Giulia, in Lombardia, in Emilia Romagna e in Veneto,  i bambini scrivono una lettera alla Santa, raccontano di essere stati buoni per tutto l’anno e chiedono in regalo dei doni. Si prepara del cibo e delle carote e lo si mette sui davanzali, per attirare la Santa e il suo asinello.

Insomma Santa Lucia è il vero precursore del più recente e commerciale Babbo Natale, ma anche la figura che ha raccolto l’eredità della romana Demetra, dea dell’agricoltura, dei campi, della terra e delle messi, la cui festa si teneva il 13 dicembre, in prossimità del solstizio inverno, il giorno più buio e corto dell’anno. E Lucia Demetra-Cerere ci riporta a Brighid, la dea nordica apportatrice di luce, senza dimenticare il Dies Natalis Solis Invicti, cioè la rinascita del sole, il 25 dicembre, il Natale cristiano.

A Campobasso la ricorrenza di Santa Lucia avrà i mille volti dell’accoglienza, della integrazione, della collaborazione, grazie al contributo dei beneficiari degli Sprar Karibu e Integramondo, senza dimenticare il lavoro di tanti artigiani. L’albero Awa-Uci porta infatti la firma di tanti creativi e tecnici molisani che hanno lavorato per giorni alle temperature proibitive di questo dicembre: Eliana Cappussi da Bojano, Marilina Graziano da Pietracatella, Leo e Renzo Iamartino da Sant’Elia a Pianisi, Luca Cordone da Pietracatella, Giovanni e Nicola Di Renzo da Gambatesa, Gaetano Siviero di Sant’Elia a Pianisi, l’agronomo Giovanni, il vivaio Mignogna di Ripalimosani. Una sinergia di professionalità per restituire valore e dignità al lavoro artigiano, alla creatività e all’ingegno del Molise autentico. Insieme ad un messaggio ambientalista che rifugge la plastica e lo spreco, che ha scelto un albero vero, proveniente da un vivaio locale, che sarà reinterrato dopo aver rallegrato il volto della città capoluogo. L’abete vero, infatti, dal punto di vista della sostenibilità batte quello sintetico. Ad affermarlo è il Pefc, l’ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale, che evidenzia come e quanto le emissioni di produzione e smaltimento degli alberi artificiali pesino addirittura quattro volte di più rispetto a quelli naturali.

Le dichiarazioni dell’ente sono rafforzate dalla Coldiretti, secondo cui i cinque milioni di abeti in plastica acquistati in media ogni anno emettono gli stessi gas di sei milioni di chilometri percorsi in macchina. Importante, però, per chi acquista l’albero naturale è prediligere quelli locali o che provengono da una filiera corta. L’albero di Natale vero, in sostanza, è meglio di quello di plastica recuperato dalla cantina o dalla soffitta. E anche se oltre la metà degli italiani (55%) quest’anno ha scelto l’albero sintetico, in 3,5 milioni di case l’albero di Natale 2019 è naturale. Ed è stata questa la scelta del dottor D’Elia, che ha voluto imprimere una direzione ecologista allo speciale connubio con l’amministrazione comunale di Campobasso per migliorare la vivibilità della città e la fruibilità dei servizi. Alle 17, dunque, la cerimonia di accensione del grande abete, sottolineata dal Coro Unimol, diretto da Gennaro Continillo, che intonerà le canzoni della tradizione natalizia.

Sarà un momento di condivisione per grandi e piccini, un pomeriggio in cui si rifletterà sul vero significato del Natale, uno sforzo necessario per tornare a vivere lo spirito dell’accoglienza. Natale può essere ancora condivisione.

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