ALBERTO BONUCCI



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Alberto Bonucci nasce il 19 maggio 1918 a Campobasso. Attore dal raffinato umorismo, grande talento dell’ironia, comincia la sua carriera nella compagnia De Sica-Besozzi-Gioi, quindi passa al Piccolo Teatro di Milano dove, nel 1948, porta la sua stravolta comicità ne “Il corvo” di Carlo Gozzi.
Nel 1951 arriva la grande notorietà con il famoso “Teatro dei gobbi”, che fonda in quello stesso anno insieme a Franca Valeri e Vittorio Caprioli. Storica compagnia che, con rara intelligenza, offre sketch pungenti senza ausilio di scene (solamente un paravento) e costumi. E’ un clamoroso successo.
Partecipa allo spettacolo “Intrighi d’amore” nel 1951 e in alcune riviste come il famoso “Carosello napoletano” di Giannini, in “Senza rete” (1954) scritto e realizzato insieme a Paolo Panelli, in “Irma, la dolce” a fianco di Anna Maria Ferrero (1958), e “Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini (1960).
Per la televisione partecipa anche al varietà “Biblioteca di Studio Uno: Odissea” (Rai, 1964), nel ruolo di Ettore della Giovenca.
Offre la sua vena ironica in tantissimi film. Ecco l’elenco dettagliato di quelli in cui ha un ruolo da protagonista: “Luci del varietà” di Federico Fellini e Alberto Lattuada, con Peppino De Filippo, Giulietta Masina, Dante Maggio, Vittorio Caprioli, Franca Valeri, Alberto Lattuada e Giacomo Furia (1950); “Totò a colori” di Steno con Luigi Pavese, Virgilio Riento, Galeazzo Benti, Isa Barzizza, Mario Castellani, Franca Valeri, Vittorio Caprioli. Il suo ruolo è quello del regista russo (1952); “La moglie è uguale per tutti” di Giorgio Simonelli, con Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Nino Taranto, Carlo Dapporto, Yvonne Sanson, Lea Padovani, Tina Pica (1955); “Susanna tutta panna” di Steno, con Ettore Manni, Memmo Carotenuto, Mario Carotenuto, Marisa Allasio, Alberto Rabagliati, Giacomo Furia, Nino Manfredi (1957); “Promesse di marinaio” di Turi Vasile, con Antonio Cifariello e Renato Salvatori (1958); “Il terrore dell’Oklahoma” di Mario Amendola, con Valeria Moriconi, Delia Scala, Mario Carotenuto, Maurizio Arena (1959); “Un mandarino per Teo” di Mario Mattali, con Walter Chiari, Riccardo Billi, Ave Ninchi, Sandra Mondani (1960); “Walter e i suoi cugini” di Marino Girolami, con Walter Chiari, Riccardo Billi, Valeria Fabrizi e Ave Ninchi. Nel ruolo del dottor Sisini (1961); “Pugni, pupe e marinai” di Daniele D”Anza, con Ugo Tognazzi, Paolo Ferrari, Maurizio Arena e Gloria Paul. Nel ruolo del dottor Milanò (1961); “I motorizzati” di Camillo Mastrocinque, con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Franca Valeri (1962); “Siamo tutti pomicioni” di Marino Girolami, con Margaret Lee, Raimondo Vianello, Mario Carotenuto, Sandra Mondani (1963); “Sedotti e bidonati” di Giorgio Bianchi, con Leopoldo Trieste, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia (1964); “Un mostro e mezzo” di Stefano Vanzina, con Margaret Lee, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia. Nel ruolo del professor Carogni (1964); “Cleopazza” di Carlo Moscoviti, con Don Backy e Ave Ninchi (1964); “Le sette vipere” di Renato Polselli, con Aroldo Tieri, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lisa Gastoni, Valeria Fabrizi, Solvi Stubing e Gloria Paul. Nel ruolo dell’avvocato di Lorenzo (1965); “Sette uomini d’oro” di Marco Vicario, con Rossana Podestà, Philippe Leroy, Renzo Palmer e Giampiero Alberini (1965); “Questo pazzo, pazzo mondo della canzone” di Bruno Corrucci e Gianni Grimaldi, con Margaret Lee, Aroldo Tieri, Gianni Morandi, Edoardo Vianello, Valeria Fabrizi, Sandra Mondani (1966); “Sette monaci d’oro” di Bernardo Rossi, con Raimondo Vinello e Aldo Fabrizi (1966). Tra gli altri film in cui ha ruoli minori: “Villa Borghese” (1953); “La piccola guerra” (1955), nel ruolo di Raphaël; “Lo svitato” (1955), nel ruolo di un vigile urbano; “Ladro lui, ladra lei” (1958), nel ruolo del negoziante; “Femmine tre volte” (1959), nel ruolo di Cantucci; “Il mattatore” (1960), nel ruolo di Gloria Patri; “Il sangue e la rosa” (1961), nel ruolo di Carlo Ruggirei; “Il giudizio universale” (1961), nel ruolo dell’ospite di Mattoni; “Scandali al mare” (1961); “Le magnifiche sette” (1961), nel ruolo del professor Valdo; “Gli incensurati” (1961); “Twist, lolite e vitelloni” (1962); “Fra Diavolo” (1963); “Gli imbroglioni” (1963), episodio “La società calcistica”, nel ruolo del presidente di Parigi; “I quattro moschettieri” (1963), nel ruolo di Cyrano de Bergerac; “Le monachine” (1963), nel ruolo del signor Batistucchi; “La donna degli altri è sempre più bella” (1963), episodio “I Promessi Sposi”, nel ruolo del maestro; “Amore in quattro dimensioni” (1963), nel ruolo del produttore Pallotta; “La vedovella” (1964), nel ruolo dell’assessore Caputo; “Oltraggio al pudore” (1964); “Follie d’Europa” (1964); “Mondo pazzo… gente matta!” (1965); “Letti sbagliati” (1965), episodio “Quel porco di Maurizio”; “I figli del leopardo” (1965), nel ruolo di Babalone; “Il ladro della Gioconda” (1966); “La bisbetica domata” (1967), nel ruolo di Nathaniel; “Il grande colpo dei sette uomini d’oro” (1967); “Crónica de nueve meses” (1967) Come regista dirige “L’amore difficile” (1962), episodio “Il serpente”.
Importante anche la sua attività di doppiatore.
Scompare a causa di un tumore ad appena 51 anni, il 5 aprile 1969 a Roma, dove viveva.


(Giampiero Castellotti)

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