ANTONIO CORNACCHIONE



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Antonio Cornacchione, cabarettista, nasce a Montefalcone nel Sannio (Campobasso) nel 1959.
Piccolissimo si trasferisce a Milano. Per sbarcare il lunario disegna fumetti per “Topolino” e “Tiramolla”.
Come attore comico debutta allo Zelig di Milano nel 1991.
L’anno successivo partecipa a “Su la testa” (Rai Tre) di Paolo Rossi. Nel 1992 riceve il premio “Satira politica” di Forte dei Marmi.
Nel 1993 è al fianco di Claudio Bisio in “Cielito lindo” (Rai Tre) e l’anno dopo debutta al teatro Litta di Milano con un monologo scritto con Riccardo Piferi e Carlo Turati.
Nel 1995 ritrova Paolo Rossi nello spettacolo “Il circo” dove interpreta una copia dissacrante di Rodolfo Valentino. La sua apparente timidezza è l’ arma vincente della sua comicità.
Negli anni successivi partecipa al programma “Retromarce” (Tele Montecarlo) poi su Italia 1 con “Scatafascio” e “Facciamo cabaret”.
Collabora e partecipa con Aldo, Giovanni e Giacomo ad uno spettacolo teatrale prodotto da Zelig e sempre con il trio comico mette in scena la rappresentazione teatrale e televisiva “Tel chi el Telun”, spettacolo di grande successo.
Nel 2001 è in tourné teatrale con Marina Missioni con il testo francese “Andree le magnifique” e nel 2002 è tra i protagonisti dello spettacolo “Cult” prodotto da Zelig. A seguire promuove lo spettacolo “Scusate il ritardo”.
Sempre nel 2002 partecipa al film “Bella da morire” di Alex Poli con Luisa Corna. Storia di un diavolo che, sotto le mentite spoglie di un’avvenente donna, fa innamorare un uomo che vive una vita misera. L’obiettivo è spingerlo al suicidio per rubargli l’anima con la falsa promessa dell’amore eterno. Ma interviene un angelo custode che sconvolge i piani del maligno.
Nel 2003 è tra i protagonisti della fortunata trasmissione televisiva “Zelig” su Italia Uno. In estate porta in giro lo spettacolo “Pianto a di-rotto”. La locandina recita: “Lamentele, fatiche, amori, nella vita di un uomo non particolarmente ricco…..anzi, non particolarmente bello….anzi, non particolarmente integrato in una società che lo sta schiacciando e stressando, unica consolazione chi sta peggio di lui….il povero e vituperato Silvio. Quale Silvio? Lo scoprirete seguendo lo spettacolo…”.
La maggiore visibilità l’ottiene da Fabio Fazio, conduttore del programma “Che tempo che fa” su Raitre nel 2004. Il tormentone del suo personaggio, “Povero Silvio”, diventa anche uno spettacolo teatrale e un libro, il suo primo libro, edito da Kowalski (164 pagine, 11 euro), sulla scia dei libri scritti dai comici. Il divertente escamotage per dire cose terribili sul presidente del Consiglio prendendone al contempo le difese, soffrendo e piangendo per lui quasi fosse un perseguitato, ironizza sull’idea che la vita del più sfortunato di noi non è poi cosi male se paragonata a quella di Berlusconi.
Nel 2005 Adriano Celentano lo vuole nel suo programma “Rockpolitic”, in onda su Rai Uno. E’ una fase di grande popolarità per il comico molisano e nel 2007 è ospite del Festival di Sanremo, quindi della trasmissione “Crozza Italia” su La 7 (di Maurizio Crozza, dove Cornacchione impersona George Washington, detto “il dollaro”, della banconota americana). Nel 2009 riappare a fianco di Fabio Fazio su Raitre in “Che tempo che fa”.
Nel 2010, impegnato con lo spettacolo teatrale “Silvio C’è” con Carlo Fava (noto soprattutto per l’imitazione di Joseph Ratzinger), è ospite della celebre “Raiperunanotte”, serata di Michele Santoro organizzata al Paladozza di Bologna contro l’emarginazione delle trasmissioni televisive che trattano argomenti politici.
Tra le battute più celebri della carriera di Cornacchione: “Io da quando sono single vivo da dio. Faccio quello che voglio: se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo, se ho voglia di fare l’amore faccio la doccia”. Ed ancora: “Sono diventato allevatore di lombrichi. Ho comprato un allevamento di lombrichi. Duemila capi. Pascolavano nella loro bella cassetta di terra. Mi sono morti quando li ho marchiati!”; “Il progetto sullo stretto di Messina l’ha fatto Silvio Berlusconi. C’ha messo due giorni. Lo stretto necessario”. La migliore: “Le ostriche sono afrodisiache? Non tutte. Ieri sera ne ho mangiate una dozzina e solo nove hanno fatto effetto”.

(Giampiero Castellotti)

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