FEDERICO ORLANDO



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Federico Orlando nasce il 13 ottobre 1928 a San Martino in Pensilis (Campobasso).<br>Laureato in giurisprudenza, si trasferisce a Roma per collaborare al quotidiano “Il Messaggero” dove si occupa soprattutto di scuola.
Assunto al quotidiano “Il Giornale d’Italia”, diventa giornalista professionista nel 1966. Approda quindi al quotidiano “Il Giornale” di Montanelli, il quale lo chiama poi a Milano per promuoverlo condirettore del “Giornale”.
Di estrazione liberale, milita nella destra malagodiana del Pli ma, secondo il collega Paolo Liguori, “è stato anche molto vicino a De Mita”. Dopo la scissione tra Montanelli e Berlusconi, diventa un fervente antiberlusconiano.
E’ parlamentare dell’Ulivo dal 1996, eletto in Molise, componente della I Commissione permanente affari costituzionali dal 28 luglio 1998 e della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio dal 22 marzo 2000.
Attualmente è condirettore di “Europa”, quotidiano della Margherita.
Vive a Santa Marinella, vicino Civitavecchia.
E’ autore di numerosi libri.
Con l’editrice Telesio ha pubblicato negli anni settanta “I martiri di Fornelli”, ricordando un tragico episodio dell’ultima guerra che ha riguardato l’alto Molise.
Con le Edizioni dello Scorpione di Milano nel 1976 ha pubblicato: “La cultura della resa. Raccolta degli interventi dei migliori intellettuali sull’atteggiamento dei comunisti”.
Con la casa editrice “Cinque Lune” ha pubblicato due libri: nel 1988 il volume “18 aprile 1948: cosi ci salvammo”, per celebrare la vittoria della Dc sul Fronte popolare, ed uno sulla cosiddetta “legge truffa”.
Con l’editrice Larus di Bergamo, nel 1995, “Il sabato andavamo ad Arcore. La vera storia, documenti, ragioni del divorzio tra Berlusconi e Montanelli”.
Con gli Editori Riuniti, nel 2001, “Fucilate Montanelli. Dall’assalto al Giornale alle elezioni del 13 maggio” e nel 2002 “Io sono lo Stato”.
E’ tra i fondatori dell’associazione “Articolo 21”, con Sergio Lepri e Beppe Giulietti.
E’ morto a Roma l’8 agosto 2014.

(Giampiero Castellotti)

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