ANNA MOFFO



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Anna Moffo nasce a Wayne (Philadelphia), negli Stati Uniti, il 27 giugno 1932 da genitori molisani di Riccia (Campobasso) e muore a New York il 9 marzo 2006 a causa di un tumore al seno.
Celebre cantante lirica, soprano, famosa non soltanto per le capacità vocali ma anche per la bellezza, tanto da lavorare come attrice cinematografica, televisiva e da farsi ritrarre in foto artistiche.
Nel 1955, a 23 anni, vince una borsa di studio che le permette di studiare in Italia, presso la prestigiosa Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma. Tra gli insegnanti: Euphemia Giannini Gregori in America e Luigi Ricci in Italia. Nello stesso anno fa il suo debutto nel ruolo di Norina nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti a Spoleto. L’anno seguente canta nel ruolo di Cio-Cio-San in una versione televisiva della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, prodotta per la Rai da Mario Lanfranchi, che diviene suo marito l’8 dicembre 1957. Poco dopo, nello stesso anno, debutta alla Scala, al Festival di Salisburgo, all’Opera di Stato di Vienna nel Falstaff di Giuseppe Verdi diretto da Herbert von Karajan. Continua a esibirsi a Vienna fino agli anni Settanta, interpretando Gilda nel Rigoletto di Verdi, Manon nell’opera omonima di Jules Massenet, Marguerite nel Faust di Charles Gounod, Micaela nella Carmen di Georges Bizet, Mimi in La bohème di Puccini e Violetta in La traviata di Verdi. Molto applaudita la sua interpretazione di Amina ne La sonnambula di Vincenzo Bellini.
Nel 1959 canta per la prima volta al Metropolitan Opera di New York nel ruolo di Violetta (che interpreterà nella carriera per 889 recite, mentre per La Lucia di Lammermoor toccherà quota cinqueento). Replica nella stagione 1960-1961 come Gilda nel Rigoletto, Adina ne L’elisir d’amore di Donizetti, Liù nella Turandot di Puccini, con Birgit Nilsson e Franco Corelli. Estremamente versatile, interpreta anche i lied tedeschi, da Brahms a Hugo Wolf, operette e musica contemporanea (per esempio canta Mathis der Maler di Hindemith). A Roma registra anche una trasmissione televisiva (“Anna Moffo show”, che va in onda per tre anni)dove compone canzoni, danza, recita e canta. Parla sei lingue e nella carriera canta in 34 lingue, fra cui anche giapponese, ungherese, svedese. Herbert von Karajan dice della Moffo: “Il suo canto scioglierebbe i ghiacciai delle Alpi, se le montagne avessero un’anima”.
Tra gli aneddotti, uno con Franco Corelli. “Cantavamo Romeo e Giulietta al Met – racconta la stessa Moffo nel corso di un’intervista alla tv tedesca. “Corelli odiava le prove, non era venuto e non aveva provato il duetto d’amore sul letto. Alla recita Corelli disse – lui parlava sempre durante le recite – io me ne vado, il letto è troppo duro! – e se ne andò. E io cantai il duetto d’amore da sola, la parte di Romeo e di Giulietta. Corelli ricomparve all’atto seguente”. Altro celebre aneddoto: preparata con cura la Russalka di Dvorak, anche sotto il profilo della lingua grazie all’aiuto di Jarmilla Novotna (famosa cantante cecoslovacca), alla prima prova nel teatro dove si doveva svolgere l’opera le fu chiesto che cosa stava cantando. Lei rispose: “La Russalka di Dvorak!” E il direttore: “Sì, ma lei la sta cantando in ceco, mentre qui a Bratislava le opere si eseguono in slovacco!”.
Tra le curiosità, la presidenza di un club femminile di hockey su prato; per un periodo ne è anche allenatrice.
Tra i film ricordiamo “Napoleone ad Austerlitz” (1960) di Abel Gance, con Rossano Brazzi, dove interpreta la parte di Giuseppina Grassini, “La serva padrona” (1962), con la regia del marito Lanfranchi, “Ménage all’italiana” (1965) con Ugo Tognazzi, “Concerto per pistola solista” di Michele Lupo, con Gastone Moschin e Marisa Fabbri, “Il divorzio” (1970).
Nel 1972 divorzia da Lanfranchi e il 14 novembre 1974 sposa l’ex dirigente della Rca Robert Sarnoff, compagno definitivo.

(Giampiero Castellotti)

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