GABRIELE MUCCINO



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Gabriele Muccino è nato a Roma il 20 maggio 1967 da famiglia originaria di Salcito (Campobasso). Il padre è un dirigente della Rai, la mamma è pittrice.
Si iscrive alla facoltà di lettere dell’Università “La Sapienza”, ma l’abbandona per avvicinarsi al cinema quale assistente volontario di Pupi Avati e Marco Risi.
Nel 1989 lavora come attore nella serie tv “È proibito ballare” diretta da Pupi Avati. Nel 1991 segue i corsi di sceneggiatura tenuti da Leo Benvenuti e frequenta il Centro sperimentale di cinematografia. In Rai realizza tre cortometraggi trasmessi in “Mixer”, brevi filmati per la trasmissione “Ultimo minuto” ed il cortometraggio “Io e Giulia”, interpretato da Stefania Rocca.
Dopo alcune esperienze da documentarista, nel 1996 dirige “Max suona il piano”, uno degli episodi di “Intolerance”.
E’ il regista di alcuni episodi della soap opera di Rai Tre “Un posto al sole”.
Nel 1998 esce il suo primo lungometraggio, “Ecco fatto” (1998), con il quale partecipa al Festival di Torino, ricevendo una buona accoglienza da parte della critica. Vince la targa Anec come miglior regista esordiente dell’anno. I protagonisti della pellicola sono Barbara Bobulova, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Ginevra Colonna, Enrico Silvestrin. Con “Come te nessuno mai” (1999), divertente ritratto di adolescenti, partecipa con successo alla Mostra del cinema di Venezia. Protagonista del film il giovane fratello di Gabriele, Silvio Muccino che partecipa anche alla sceneggiatura. Gli altri protagonisti sono Anna Galiena, Giuseppe Sanfelice di Monteforte, Enrico Silvestrin, Luca De Filippo, Giulia Steigerwalt, Valeria D’Obici, Luis Molteni.
Nel 2001, con “L’ultimo bacio”, sbanca il botteghino con oltre 15 milioni di euro di incasso. Il film conferma l’interesse di Muccino per il tema dell’adolescenza e della paura di crescere. Ha dichiarato Muccino nella conferenza stampa del film: “Scrivere il soggetto del film è stato molto complicato, ci sono state volte che ho persino voluto mollare tutto. Ho impiegato oltre sei mesi per creare più storie che si sviluppassero in maniera coerente, e che poi si incrociassero tra loro per formare un unico. Scrivere i dialoghi è più istintivo: giocare con le parole mi risulta più facile. Il film tratta la fatica di vivere, la ricerca di riappacificazione con se stessi e soprattutto la difficoltà di amare e di crescere, sempre. La ricerca di noi stessi è infinita, ed è proprio questa ricerca ad essere la fonte della infelicità che sentiamo e che immancabilmente buttiamo addosso a chi ci sta vicino. La ricerca della propria felicità appartiene a tutte le età. Quando ho iniziato a lavorare sul soggetto volevo parlare solo di una cinquantenne, avevo voglia di raccontare l’inquietudine, la voglia di vivere che ha adesso ad esempio, la generazione di mia madre, il desiderio che si risente a cinquant’anni di tornare a essere quello che non si è stati: mi affascinava quell’agitazione intima che credo appartenga anche ai trentenni. Alla fine ho pensato che sarebbe stato interessante parlare di quello strano processo che nel corso della vita ti fa vedere le cose in modi sempre diversi: partendo dalla visione del mondo dei diciottenni, incantati e accecati dall’idea dell’amore eterno e del matrimonio, per arrivare a quella dei trentenni che si sono già innamorati e disinnamorati più volte, e poi quella dei cinquantenni che si chiedono se possono ancora sentirsi come una volta, con il desiderio di tornare giovani e pieni di possibilità come i proprio figli”.
Gli attori sono Stefania Sandrelli, Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Giorgio Pasotti, Regina Orioli, Pierfrancesco Favino, Martina Stella, Claudio Santamaria, Silvio Muccino, Sabrina Impacciatore. La coppia (allora anche nella vita) Accorsi-Mezzogiorno diventa il simbolo di una larga parte di trentenni disillusi e cinici. Il film consacra anche la giovanissima attrice Martina Stella. Piace molto alla critica: il film si colloca al secondo posto nella graduatoria dei maggiori incassi per pellicole nostrane e vince cinque David di Donatello (tra i quali quello per la miglior regia). La colonna sonora è firmata da Carmen Consoli. Nel gennaio 2002, al film viene assegnato il premio del pubblico al Sundance Film Festival.
Segue la distribuzione, negli Stati Uniti, nell’estate dello stesso anno, ed è inserito dall’autorevole “Entertainment Weekly” tra i dieci migliori film dell’annata. “Il punto centrale del film è la difficoltà a comunicare, di dirsi le cose e cercare di risolvere insieme tutti i problemi – prosegue il regista. “È sempre difficile riuscire a riconoscere le responsabilità nei confronti del proprio rapporto di coppia quando questo non funziona più: non si riesce a capire chi sia nel giusto e chi no, perché si hanno sempre punti di vista diversi. E questo appartiene ad ogni generazione, le reazioni al problema possono essere diverse, e non penso sia generazionale il fatto che si discuta animosamente o si sbattano porte scappando via”.
Nel 2003 esce “Ricordati di me” (2003), con Fabrizio Bentivoglio, Monica Bellucci, Laura Morante, Silvio Muccino, Nicoletta Romanoff, salutato da un ampio consenso critico. La coppia protagonista formata da Bentivoglio e Morante è la proiezione, a venti anni di distanza, de “L’ultimo bacio”.
Spiega Muccino: “Racconto di una famiglia, marito, moglie e due figli, che improvvisamente si sfalda alla ricerca di una felicità che crede si possa trovare al di fuori del nucleo familiare. Cercano la felicità nel gradimento degli altri e soprattutto si augurano di trovare una conferma di valere come individui mettendosi in mostra e mercificando il proprio privato. Idealmente continuo il racconto sulla ricerca di sé stessi del film precedente, ma se lì c’era un meccanismo di ricerca più adolescenziale , in questo è più profondo, più complesso ed ambizioso”.
Nel 2006 Muccino approda a Hollywood per dirigere “La ricerca della felicità”, con Will Smith. L’attore statunitense, anche produttore della pellicola, sceglie personalmente Muccino dopo aver visto e gradito i suoi film precedenti. Nel 2007 dirige i primi due episodi della serie tv “Viva Laughlin!”, di cui è anche produttore esecutivo insieme a Hugh Jackman. Il telefilm, che racconta le vicende di un uomo il cui sogno è di aprire un resort nella Las Vegas degli striptease, viene interrotto dalla Cbs.
Nel 2007 dirige Monica Bellucci e José Fidalgo nel cortometraggio “Heart Tango”. E’ anche un apprezzato regista pubblicitario. Sua è la regia degli spot interpretati da Claudio Bisio (Pagine Gialle) e Diego Abatantuono (Buitoni) e quello per la campagna sull’Aids del 1999 commissionata dal Ministero della Sanità”.

(Giampiero Castellotti)

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