PONZIO PILATO



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Ponzio Pilato, politico vissuto nel primo secolo dopo Cristo, prefetto della provincia romana della Giudea tra gli anni 26 e 36, è celebre per la citazione nel Vangelo di Matteo quando, di fronte al dramma di Gesù, si lava le mani davanti alla folla dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue; vedetevela voi!”.
Isernia rivendica i natali di questo amministratore romano d’origini sannite. Tanto da dedicargli una strada lunga tre chilometri, dalle terme d’acqua sulfurea fino a Coppolicchio, località Canocchia.
Sulle controverse origini sannite sembrano esserci poco dubbi: il nome “Ponzio” era tipicamente sannita. Così si chiamavano, ad esempio, Caio Erennio Ponzio, Caio Ponzio, Ponzio Telesino, tutti condottieri sanniti. E anche Ponzio Aquila, tribuno della plebe che partecipò alla congiura di Cesare. E’ quindi assai probabile che Pilato fosse originario del Sannio. Tuttavia sono numerose le località che rivendicano i natali del personaggio.
A San Pio di Fontecchio (L’Aquila) vi è la Montagna di Pilato dove la tradizione locale colloca la villa in cui Pilato si sarebbe ritirato prima di morire, che altri collocano invece a Tussio (L’Aquila), nelle vicinanze dell’antica Peltuinum. Anche Bisenti (Teramo) avrebbe una “casa di Ponzio Pilato”. L’origine abruzzese di Pilato sarebbe collegata alla famiglia Vestina dei Ponzi.
Al di là delle sue origini, è principalmente il Nuovo Testamento a raccontarci le vicende che vedono protagonista il prefetto romano. Gesù fu arrestato e portato al cospetto di Pilato dalle autorità ebraiche di Gerusalemme. Venne interrogato e, dalle risposte, considerato blasfemo. La domanda più significativa che Pilato fece a Gesù fu se lui considerasse sé stesso come re dei Giudei. Secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù affermò di essere venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità e proseguì dicendo: “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Pilato rispose: “Che cos’è la verità?”.
Pilato tentò di non condannare Gesù e, considerato che in occasione della Pasqua era usanza che fosse liberato un prigioniero, Pilato lasciò al popolo la scelta tra Gesù e un assassino di nome Barabba. Il governatore della Siria, Lucio Vitellio, lo destituì nell’anno 36 o 37 a causa della durezza con la quale represse la rivolta dei samaritani a Garizim e l’imperatore Caligola lo mandò nelle Gallie. Anche un brano dello storico giudeo Giuseppe Flavio, risalente all’anno 93 o 94, ci parla di lui in questi termini: “A quel tempo apparve Gesù, un uomo saggio.
Fu autore di molti fatti sorprendenti, maestro che insegnava alle persone che amano la verità, molti tanto giudei come greci lo seguirono. Alcuni dei nostri uomini più importanti lo accusarono davanti a Pilato, e lui lo condannò alla crocifissione. Molti di quelli che lo avevano amato continuarono a farlo; fino ad oggi il gruppo dei cristiani, che a lui devono il loro nome, non è scomparso”. Ancora, Tacito nel 116 o 117: “Cristo era stato ucciso sotto l’imperatore Tiberio dal procuratore Pilato; questa esecrabile superstizione, momentaneamente repressa, è iniziata di nuovo, non solo in Giudea, origine del male, ma anche nell’ Urbe (Roma), luogo nel quale confluiscono e dove si celebrano ogni tipo di atrocità e vergogne”.  Nel canto III dell’Inferno, nella Divina Commedia, il celebre “colui che per viltade fece il gran rifiuto”, secondo alcuni studiosi potrebbe essere riferito proprio a Pilato anziché, come si interpreta più comunemente, al Papa molisano Celestino V.

(Giampiero Castellotti)

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In basso: un’immagine della statua di Ponzio Pilato a San Giovanni Rotondo (Fg).

 
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