RAFFAELE BERTONI



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


RAFFAELE BERTONI

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Raffaele Bertoni, magistrato e giurista, è nato a Santa Maria del Molise (Isernia) il 18 luglio 1927 e scomparso a Napoli il 16 marzo 2010, all’età di 82 anni. Risiedeva da anni nel capoluogo partenopeo.
A lungo presidente dell’Associazione nazionale magistrati tra fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta, ospite spesso di trasmissioni televisive, è stato senatore dal 1994 al 2001 sia per il Pds sia per il Ds (nel 1996 fu eletto senatore nel collegio Napoli2 di Bagnoli e Fuorigrotta, zone alle quali era molto legato).
In Senato è stato presidente della Commissione Difesa (1994-1996), membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (1994-2001), del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (1994-2001), membro della Commissione Giustizia (1996-2001) e soprattutto della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi (1994-1996 e 1999-2001).
Uomo di sinistra, politicamente è stato un forte sostenitore del progetto politico dell’Ulivo, finalizzato all’unità tra tutte le forze riformiste impegnate ad attuare la Costituzione e a realizzare livelli più alti di giustizia e di solidarietà.
Sposato con Nietta, ha avuto la figlia Tilli.
“Con Raffaele Bertoni perdiamo un protagonista della storia giuridica e politica del nostro Paese, una figura di tecnico e politico al tempo stesso che, animata da un amore sconfinato per la sua terra e da una cultura riformista, lavorò sempre con passione e saggezza mettendo a disposizione di tutti la sua immensa cultura – è stato il ricordo, subito dopo la scomparsa, da parte di Luigi Cesaro, presidente della provincia di Napoli.

(in allegato un documento con alcuni suoi scritti)

(Giampiero Castellotti)

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