ANTON GIULIO CASTAGNA (“YUGGY”)



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Anton Giulio Castagna, detto “Juggy”, romano con origini molisane, è l’assistente più presente nella storia del doppiaggio dei “Simpson”, è anche un musicista ed in un celebre episodio della serie (“Il quartetto vocale di Homer”, cod.9F21) ha interpretato tutte le voci dei “Re Acuti” quando questi cantavano a cappella, coadiuvato da Davide Lepore.
A settembre 2007 è in uscita in Italia “I Simpson – Il film” (tit. orig. “The Simpsons Movie”), il primo lungometraggio con i protagonisti della serie.Juggy, il protagonista di uno dei ‘casi’ della recente discografia italiana. 
Alla fine degli anni Novanta “Juggy” ha fatto parlare di sé grazie ad un disco, ”Par condicio”, in cui ha ‘campionato’ le voci dei personaggi più noti della politica italiana. Dichiarazioni, esternazioni e gaffes di alcuni importanti personaggi pubblici sono state registrate da Juggy con il Vcr e poi opportunamente trattate e inserite nelle sue canzoni.
Tra i personaggi piu’ ‘bersagliati’ Silvio Berlusconi, protagonista di due brani del primo album del rapper (”Tengo duro” e ”Sylvio B.”), Emilio Fede (protagonista di ‘Abbiamo Fede’ e di un duetto ‘virtuale’ con Toto’ in ‘Par condicio’). Tra i lavori, anche ”Bokassa Rap”, su testo di Stefano Benni e contributi vocali di Daniele Formica, David Riondino e Paolo Rossi.


RASSEGNA STAMPA

A TUTTO SOUL CON SYLVIO B.
da Repubblica – 08 gennaio 1996 pagina 25 sezione: SPETTACOLI E TV
PRENDETE tutte le voci della Seconda Repubblica. Quelle più conosciute. Selezionate tutti gli slogan. Le frasi più tipiche. Quelle che abbiamo sentito urlare in tv decine, centinaia, migliaia di volte. Triturate, mescolate, reiterate, shakerate. E’ la ricetta che ha usato Juggy (pseudonimo dietro il quale si nasconde Anton Giulio Castagna, trentenne romano di origine molisana) per realizzare Par condicio (ed. Crime Squad/Banda Bonnot). Un disco che non ascolteremo né alla Rai né sulle reti Fininvest. La Berlusconeide di Juggy inizia il 16 dicembre 1992: all’ indomani del primo avviso di garanzia a Bettino Craxi, il musicista aziona il suo registratore e incide le dichiarazioni dell’ allora segretario del Psi. Quelle parole, missate con stralci di telegiornale, vengono montate su una base musicale e diventano le ‘ liriche’ della canzone Craxi: 36 miliardi (pare). Il Cavaliere viene scritturato da Juggy come protagonista del suo ‘ ready-made’ , quando – con la sua agguerritissima corte di fan – mette in scena il suo ingresso nella vita politica del paese. Riprendendo una citazione di Benigni, Il bischero nero, nasce una nuova canzone, prodotta con la collaborazione di Radio Città Futura. Poi il mini-cd Sylvio B., che evidentemente insiste sullo stesso filone, segna l’ inizio della collaborazione di Castagna con Marco De Angelis, ora parte integrante del progetto Juggy. La musica graffia con marcatissimi accenti soul e funky. E tra gli stacchi tiratissimi, Berlusconi arringa, Fede blandisce, Sgarbi apostrofa, Funari insulta, Ferrara aggredisce, Mussolini nega, Bossi attacca, Pivetti sentenzia, Mentana macina, Ambra ripete, Bertinotti dissente. Bokassa rap, la poesia scritta da Stefano Benni e apparsa sulla prima del Manifesto il 29 luglio 1994, diventa qui una gustosa sceneggiata con le voci Daniele Formica, Davide Riondino, Neri Marcorè e Paolo Rossi. Ma sopra tutte, tuona la sua voce. Sono le frasi ‘ storiche’ di Sylvio B. il trait-d’ union di Par condicio: “Io tengo duro, ho forza e vado avanti”; “La democrazia in questo momento in questo paese non c’ è”; “Giuro sulla testa dei miei cinque figli”. L’ effetto è esilarante, al primo ascolto. Preoccupante, al secondo. Devastante, al terzo. Perché questi signori della Seconda Repubblica non sono certo dei fini parlatori. E neppure tanto signori.
di GIUSEPPE VIDETTI
 
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