ENZO CICCHINO



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Enzo Cicchino, regista Rai, nasce nel 1956 ad Isernia da contadini di umili origini. Nel 1975 si iscrive alla facoltà di Ingegneria Nucleare presso l’Università di Pisa, corso di studi che interrompe al secondo anno per la passione per il cinema. Dal 1978 è assistente alla regia di Paolo e Vittorio Taviani. Nel 1981 inizia a firmare la regia di programmi Rai: “Delta” su Raitre, “Il piacere dell’occhio (Raitre), “Print” (Raitre), “Il libro, un amico (Raiuno). Nel 1990 entra nel gruppo lavoro diretto da Giovanni Minoli. “Mixercultura” (Raidue), quindi “Mixer” (Raidue, Raitre), e “Format”, esperienza che dura nove anni. Per “Mixer” realizza come regista molte inchieste e ricostruzioni storiche. Le più importanti sono:
– LE ULTIME ORE DI MUSSOLINI 45′
– IL PROCESSO DI VERONA: UCCIDETE CIANO 50′
– LA BATTAGLIA DI CASSINO 50′
– VIA RASELLA, L’ALTRA FACCIA DELLE FOSSE ARDEATINE 50′
– L’ORO DEI NAZISTI 55′-
– LA STRAGE DI SCHIO 50′
– LA MORTE DI MATTEOTTI 45′
Inoltre cura la realizzazione di tutti gli spot di “Mixer”, nonché dei promo istituzionali.
Nel 1999 programmista regista in “La storia in prima serata” (Raitre), dove collabora con Italo Moscati per la realizzazione dello speciale in 100′ dal titolo “Passioni nere” (L’amore ai tempi di Salò). Nel 2000 è programmista regista in “Energia”, trasmisione di economia (Raitre), che ha per produttore esecutivo Beatrice Serani. Nello stesso anno, per la serie televisiva “Correva l’anno & Grande storia” (Raitre) realizza:
– IL CASO ROSSELLI
– GIULIO CESARE, IL DITTATORE RILUTTANTE
– ROMMEL
Ha scritto la raccolta di racconti “Centocelle di nani” (1992, Lifeditore) e “La fonte di Mazzacane” (1996, L’Archivio editore). E’ presidente dell’Associazione italiana autori scrittori “L’Archivio”, da lui fondata nel 1995. E’ stata, in ordine di tempo, la prima struttura romana, nonché una delle prime in Italia, ad operare in Internet per la promozione delle cultura e dell’arte.
Dal 1997 fa parte della giuria del Festival internazionale del cinema di Salerno.   (Giampiero Castellotti)    

INTERVISTA a Enzo Cicchino
di Gigliola Funaro

Riportiamo, quale documento, l’intervista che Enzo Cicchino ha rilasciato a Gigliola Funaro nel marzo 2000.
Sta destando grande attesa e partecipazione il “Roma Cinema Web Festival” primo Internet Festival Internazionale del Cinema a realizzarsi in Italia ed uno dei primi nel mondo, che sarà trasmesso in Rete dal 2 al 7 maggio sul sito http://www.ragdoll.it/
La manifestazione virtuale, creata con la stessa struttura di un normale festival, è idea di Enzo Cicchino – ex collaboratore di Giovanni Minoli a Mixer e presidente dell’Associazione “L’Archivio” – si avvale della collaborazione di Francesco Verdinelli e della realizzazione produttiva di Paolo e Silvia Lombardo.
In Italia è apprezzata unanimamente: ha ottenuto non solo la simpatia di molte personalità dello spettacolo, come i registi Vittorio Taviani, Francesco Maselli, Gillo Pontecorvo, Maurizio Nichetti ma anche di prestigiose firme d’oltreoceano.
In un momento di pausa abbiamo incontrato Enzo Cicchino.   Non è un festival come gli altri – ci ha detto con entusiasmo – Ha caratteristiche di palinsesto e fruizione totalmente nuove rispetto al passato e certo sarà un tuffo nel futuro anche per il modo di pensare e produrre cinema. Perfino i distributori non potranno più ignorare la potenzialità della Rete con i suoi trecento milioni di spettatori. E noi vogliamo rivolgerci proprio a questi! tutto il mondo potrà seguire in diretta attimo per attimo la manifestazione. Internet non verrà più utilizzato solo per scambiarsi e-mail, o consultare siti, ma per seguire un Festival internazionale mentre esso si svolge e non più in modo passivo, con la facoltà addirittura di poter esprimere il proprio giudizio sulle opere e stabilendo con gli autori un rapporto interattivo. Per la prima volta chiunque, sulla terra, potrà esprimere le proprie idee su un film in diretta e indipendentemente da quel che ne pensa qualsiasi Giuria ufficiale. Per tutto questo è sufficiente solo un computer collegato in rete e la propria vivacità di pensiero! Quale altro festival al mondo permette questo?
PIU’ GIURIE DUNQUE. MA SE GIA’ LE OPINIONI DEGLI ESPERTI SONO DISCUTIBILI, NON LE PARE CHE QUELLE DEGLI UTENTI DELLA RETE POSSANO ESSERE ADDIRITTURA DISORIENTANTI?
Invece no, proprio quelle sono importantissime! È quello il giudizio a cui autori e produttori dovrebbero essere sensibilissimi! perché rappresenta il gusto cinematografico dei cittadini del mondo, è un vero test sul proprio film! Tant’è, appunto per favorire questa operazione, abbiamo diviso il programma giornaliero del Festival in tre cicli uguali di otto ore, in modo che lo spettatore che sta in Brasile non sia penalizzato rispetto a quello che sta in Russia, o in Giappone, per colpa del fuso orario. Tutti devono potersi scegliere l’arco di ore più comode per la visione e per poter esprimere le proprie impressioni sui film.
DEMOCRATICO, L’INTENTO.
Si, la Rete è lo strumento più elevato per la libera paritaria concorrenza tra le idee. Tant’è vero che tutte le opere inviate, ma non selezionate per il Festival -purché abbiano requisiti di professionalità tecnico artistica e non siano di contenuto offensivo- saranno comunque trasmesse in una apposita manifestazione Post-Festival. Gli utenti della rete possono perciò esprimersi anche su di esse e nel caso ne scoprissero di valide e sul cui giudizio ci siamo sbagliati, le recupereremo per l’edizione successiva. E poi guardi, per certi aspetti Internet come strumento di comunicazione e di contatto fra gli uomini riprende gli stessi principi antichi, primitivi, del tam-tam o dei segnali di fumo. Un tempo, alle origini, l’informazione era rivolta globalmente alla comunità, tutti gli abitanti di un territorio potevano benissimo ricevere informazioni contemporaneamente, così come fa il banditore in piazza. Non esisteva privacy per i messaggi importanti. Poi è stato inventato il telefono, il telex, il telegramma, e addio segnali di fumo! Internet invece riprende l’universalità, è un meraviglioso banditore che ha la forza di poter essere ascoltato in tutto il mondo. Ecco, tutto ha più senso anche nel linguaggio, definendo tutta la terra un ‘villaggio globale’.
TORNIAMO AL FESTIVAL: COME LE E’ VENUTA L’IDEA?
In modo molto semplice. Per anni ho cercato di convincere gli organizzatori di vari festival cinematografici italiani a creare degli stessi una versione web. Tutti, ogni volta, si sono scompisciati dal ridere, prendendomi per un pazzo visionario. Dicendo che la Rete non era ancora pronta, che la qualità artistica trasmessa era scadente, che il cinema è un’altra cosa, etc. Tanta sicurezza altrui non mi convinceva – era il novembre 99 – quindi ho perso la pazienza ed ho deciso che questo Internet Festival del cinema l’avrei fatto io. Non sapevo neppure che sarei stato il primo o uno dei primi! Ritenevo semplicemente la cosa ovvia, naturale, mi stupivo che in Italia, o nel mondo, non ci avessero già pensato. Dopodiché ho preso contatto con Francesco Verdinelli, inventore e direttore di RagDoll Web Tv, il quale è stato felicissimo di aiutarmi, mettendomi a disposizione le sue apparecchiature e la sua esperienza per trasmettere i film. Risolta la prima difficoltà, determinante è stato poi l’incontro con Paolo e Silvia Lombardo che in pratica si sono caricati sulle loro spalle tutto il peso organizzativo del Festival (nonché la mia follia) e a loro, me lo lasci esprimere, va tutta la mia gratitudine.
CERTO, DI RASSEGNE MULTIMEDIALI IN INTERNET CE NE SONO PARECCHIE …
Certo, ed ormai esistono anche altri esempi di festival. Soltanto che tutti soffrono il pregiudizio che la rete debba ritenersi un mezzo con caratteristiche così proprie che il linguaggio cinematografico debba adeguarvisi necessariamente.
Ecco perciò l’Internet festival per soli cortometraggi, in quanto si riterrebbe che il pubblico difficilmente possa conservare l’attenzione per più di dieci minuti dinanzi al monitor. Poi, si immagina Internet come esclusivo servizio per filmaker indipendenti ed ecco gli Internet festival per filmaker indipendenti. Oppure specifico per opere realizzate appositamente per la rete ed ecco gli Internet festival per grafica 3D! Voglio dire che finora, ogni volta che si è pensato ad una manifestazione trasmessa in Internet, la si è obbligata a criteri che sono frutto esclusivamente di pregiudizio.
Noi abbiamo voluto creare invece un Festival che fosse senza paletti, senza vincoli, aperto allo specifico cinematografico completo, come fosse Venezia, Cannes, Berlino… E al tempo stesso senza dimenticare il nuovo che la tecnologia offre.
Certo, in questo nuovo, fondamentale è l’interattività con il pubblico, con quel pubblico che troppe volte è stato solo passivo, che ha avuto come unico mezzo per far sentire la sua opinione il poco andare o non il non andare al cinema. Interattività con quel pubblico silente… che ha parlato sempre e solo per bocca dei critici, con i pregi e le mostruosità di questo tipo di comunicazione.
Lo spettatore ha invece ora finalmente la possibilità di intervenire in diretta e far sentire la propria voce utilizzando appositi form oppure e-mail!
Ma sarebbe limitante ritenere il nuovo della rete connesso solo alla interattività, perché il rivoluzionario è nella gestione multiflessibile dei dati, attraverso la quale è possibile creare una mappa completa delle psicologie e dei bisogni della comunicazione fra le persone… Qui entriamo però in un contesto più complesso e spinoso, quello della privacy e della mappatura merceologica dell’umanità.
Infatti le imprese che potranno accedere ai dati connessi avranno tra le mani un patrimonio di informazioni sensibili attraverso le quali veicolare e creare prodotti ed offerte mirate per ciascun individuo, contravvenendo tra l’altro anche alle più elementari leggi del mercato e della concorren-za. Qui entriamo in un contesto delicato che è l’altra faccia della medaglia, la possibile presenza reale del cosiddetto Grande Fratello e del controllo antropologico del mondo.
SE IN PRINCIPIO L’AVEVANO PRESA PER PAZZO, FORSE NON AVEVANO TUTTI I TORTI. CON CHE QUALITA’ TRASMETTERETE I FILM IN INTERNET?
Per l’edizione del 2000, essendo la prima, ad esser sinceri… ci sono ancora molte difficoltà tecniche. Ci sono i colli di bottiglia della Rete che bloccano i dati e non sempre permettono una perfetta fluidità di visione, tuttavia nei momenti di buon collegamento la fruizione è abbastanza godibile.
SI’, MA QUANTO E’ GRANDE LO SCHERMO?
Noi sicuro adotteremo uno dei vari sistemi usati in Internet e credo che il risultato sia molto buono. Tenga conto io non sono un tecnico, non potrei dirle di più. Quanto alle dimensioni dello schermo… va da alcuni centimetri di altezza con la connessione standard, fino a tutto schermo con le nuove linee a banda larga. Il problema però dipende dalle strozzature della Rete che bloccano i dati e su quelle non possiamo farci niente!
LA VISIONE STANDARD IN INTERNET E’ UNO SCHERMO GRANDE QUANTO UNA SCATOLA DI FIAMMIFERI: FARE UN FESTIVAL PER PROIETTARE I FILM IN UNO SPAZIO COSI’ PICCOLO NON LE PARE UN CONTROSENSO?
Lei critica l’idea da un punto di vista legato alla difficoltà tecnica. Io mi rendo conto di essere un pioniere e di utilizzare un sistema di trasmissione dati ancora fortemente penalizzato dall’attesa di direttive che non sono affatto tecnologiche ma politiche. Vede, l’hardware per trasmettere dati con la potenzialità superiori a tutto schermo ed in alta qualità già esiste. Ma i tempi di attuazione di tale sistema dipendono soprattutto dalle intenzioni politiche dei paesi tecnologicamente avanzati: mettere a disposizione del pubblico uno strumento dal potere così incalcolabile è ritenuto da molti ancora pericoloso.
Abbiamo toccato con mano più volte quanto è vulnerabile il sistema informatico globale dinanzi all’attacco sconsiderato degli hakers, che con le loro criminose azioni mettono a repentaglio transazioni di borsa, commercio elettronico, sistema bancario. Finché non si riesce ad elevare la sicurezza della gestione dati che percorre la Rete dovremo aver pazienza. Tuttavia già per il 2001 speriamo di fare molto meglio.
D’ACCORDO, IL FUTURO E’ DIVERSO, PERO’, QUI SI TRATTA… INVECE DI EDUCARE IL PUBBLICO AL FILM CON L’EMOZIONE DELLA SALA CINEMATOGRAFICA, QUI LO SI RELEGA DI FRONTE AD UN MONITOR? NON LE PARE POCO CONSOLANTE QUEL CHE PROPONE?
Ma accade già da anni! Gli spettatori del grande schermo sono dell’ordine di centinaia di migliaia se ad un film va bene, sono invece milioni a guardarlo in tv e questo non fa più scandalo, anzi fa sì che sia proprio la televisione a far da motore in un mercato produttivo asfittico e poco coraggioso. E’ vero, purtroppo ci sono opere fortemente penalizzate dal piccolo schermo, ma questo è l’oggi! forse un giorno sarà diverso, non v’è nulla di scandaloso in ciò che facciamo. Anzi vogliamo forzare la tecnologia a dare il meglio, sempre! Va promossa l’inventiva dell’uomo. Bisogna lavorare per velocizzare il mercato, per condurlo ad una fruizione senza barriere e qualunque film venga prodotto deve poter raggiungere liberamente il pubblico senza le forche caudine della distribuzione. Soltanto questo coraggio potrà salvare il cinema e dare ossigeno a chi ha voglia di produrre storie, idee che sono contro. Chi realizza progetti validi, anche a basso costo, deve poter avere in diretta il mondo davanti a sé, che potrà giudicarli ed apprezzarli, con la stessa facilità di visione di una pagina Web.
Tra qualche tempo sarà sufficiente digitare in Internet il numero della propria carta di credito per ammirare l’opera unica, più originale, più bizzarra, girata dal più sconosciuto autore della più remota parte del mondo e potersi fregiare di quelle emozioni. Conterà solo la forza delle idee. Ogni autore, o produttore, potrà ricominciare a sognare un rapporto con il pubblico reciprocamente -vivo!- che gli darà l’entusiasmo per i nuovi progetti. Il nostro “Roma Cinema Web Festival” non è solo una rassegna audiovisiva ma è il tentativo folle di reimpostare le fondamenta del cinema.
SI’, MA CON GLI OCCHI INCOLLATI A UN MONITOR…!
Non dobbiamo porre il rapporto cinema ed Internet necessariamente veicolato dallo schermo di un computer, questo è un aspetto del tutto provvisorio, così come le prime automobili erano trainate da sbuffanti pistoni a vapore. Anzi, il monitor così come lo costruiamo oggi è uno strumento assolutamente primitivo e dispendioso sotto tutti i punti di vista. In futuro sarà un grande schermo ultrasottile, oppure qualche strano apparecchio che si applica direttamente agli occhi insieme agli occhiali. Ne esiste già qualche prototipo.
La sala cinematografica certo continuerà ad esistere, con la caratteristica però che ognuno potrà vedervi (indifferentemente dalle scelte degli altri spettatori) proprio il film che lui stesso ha deciso. Chissà che un giorno ognuno abbia degli occhiali personali, così come la propria carta di credito, con cui potrà personalizzare tutto quello che fa, anche le scelte al cinema, a casa, o in altro luogo.
Non ritengo neppure che abbia a soffrirne il processo di immedesimazione dello spettatore nei protagonisti o nella storia che viene raccontata. Gli antichi greci vedevano i capolavori del loro teatro all’aperto, alla luce del sole e non per questo non vivevano come fossero loro stessi i drammi di Cleonte, Agamennone, Clitennestra, e non ne subivano la meravigliosa catarsi.
Tutti i nostri timori rispetto ad Internet sono più dovuti al pregiudizio dell’ignoranza che alla determinazione della consapevolezza.
TORNIAMO AL FESTIVAL: CHE CI GUADAGNA PERO’, OGGI, COSI’ COME OGGI, NELL’ANNO 2000, UN AUTORE, O UN PRODUTTORE, A MANDARVI UN FILM COSTATO MILIARDI PER VEDERSELO RIMPICCIOLITO IN UNO SCHERMO COSI’ PICCOLO? CON IL RISCHIO ANCHE DI ROVINARSI IL MERCATO?
Se un produttore non è convinto della bontà dell’operazione, per carità… non partecipi. Ma, se vincerà la propria diffidenza, il vantaggio è concreto. Per esempio potrà quantificare per il suo film i contatti web attimo per attimo, minuto per minuto, una specie di auditel; il produttore ne otterrà un test a carattere mondiale, potrà organizzare le strategie migliori di promozione… su ampia scala.
Quanti pagherebbero chissà quale prezzo per avere una idea delle reazioni del pubblico di tutto il mondo dinanzi al proprio film costato miliardi! Certo lo schermo per ora è piccolo, anche se si perde parte della spettacolarità, la vicenda, il racconto, il plot narrativo riamane lo stesso. Quanti film hanno avuto successo soprattutto per l’emotività e secchezza del racconto! Non sono tutti Ben Hur o Guerre Stellari, spesso solo belle sceneggiature ben realizzate. Ecco, queste opere intelligenza, dalla partecipazione al Festival possono trarne solo vantaggi.
POSSONO PARTECIPARE TUTTI I FILM?
Si, proprio tutti, perché la visibilità su Internet offre potenzialità enormi, ho pensato ad un Festival senza preclusioni. Le sei categorie di cui parla il regolamento – lungometraggi, documentari,
cortometraggi, cartoons, spots, fiction tv – sono una formalità per esprimere i vari generi in concorso, ma all’interno di ciascuna esiste la variabilità ampia quanto si vuole.
SE GIUNGONO NELLA STESSA SEZIONE OPERE MOLTO INTERESSANTI MA DI GENERE DIVERSO COME VI COMPORTATE PER PREMIARLE?
Deciderà la giuria di settore caso per caso. La Giuria è sovrana.
UN’ALTRA PERPLESSITA’: FINCHE’ IL PUBBLICO DI INTERNET VEDE CORTOMETRAGGI E SPOT VA BENE. MA E’ SICURO CHE RIESCA A SEGUIRE UN FILM DI DUE ORE PER INTERO?
Penso di sì. In Italia ci sono stati già esperimenti positivi nell’ambito del teatro trasmessi da Rag Doll web tv. E poi anche molti concerti di cantanti rock hanno preso la strada del web e con successo. Tutto naturalmente dipende dall’interesse dello spettatore.
BISOGNA AGGIUNGERE ANCHE I COSTI DELLA BOLLETTA TELEFONICA…
In Italia, dove l’utenza urbana non è gratuita, in un certo senso è vero. Ma le voglio ricordare, anche da noi esistono società pubblicitarie che in cambio della presenza di un proprio banner sullo schermo durante la navigazione in rete, rimborsano quasi l’intero costo del collegamento: non dimentichi poi che i nostri utenti sono il mondo ed in molti stati le telefonate urbane sono gratuite, o il costo è decisamente inferiore al nostro. In termini globali questo problema è inesistente.
COME TUTELATE I DIRITTI E LA PATERNITA’ ARTISTICA DI UN’OPERA? IN INTERNET TUTTO VIENE COPIATO…
E’ nostro interesse tutelare gli autori. I film saranno trasmessi criptati. In pratica chi guarda vede normalmente ma se tenta di copiare il segnale non riuscirà a scaricarlo sul computer perché manca dell’algoritmo di codifica. Per esempio molti cd-rom che sono fatti con questo criterio.
CI SARA’ UNA PASSWORD?
Per il momento, fintanto che la qualità video dei film trasmessi è quella che è, non ci sarà alcuna password. Per i prossimi anni invece, non appena la qualità raggiungerà un certo livello, oltre alla password, tramite carta di credito dovremo pagare anche il costo del biglietto. Ma queste sono tematiche del futuro, e potrà anche essere diverso.
IL CINEMA NON SOLO E’ SINERGIA FRA TUTTE LE ARTI, DAL TEATRO ALLA LETTERATURA ALLA MUSICA ALL’ARCHITETTURA ED IL REGISTA NE E’ IL GENIO COOR-DINATORE. MA E’ ANCHE SINERGIA DI OGNI INVENZIONE TECNOLOGICA, CHE -PRESTO O TARDI- VI CONFLUISCE: SIA NEL MODO DI PENSARE CINEMA CHE NEL MODO DI PRODURLO. SECONDO LEI COME ANDRA’ CON INTERNET?
Se il cinema cannibalizzerà pure Internet? Qui l’aspetto è interessante, ricorda la impari lotta fra il cobra e la mangusta, forse questa volta l’incontro darà risultati molto molto ambigui. Io credo che il Grande Cinema, pur ostentando la gloria del suo secolo di vita sarà costretto a negoziare con il selvatico bambino Internet il compromesso più intelligente per non esserne da questo dilaniato.
Non si potrà non tenere conto di questa capillare rivoluzione della tele informazione e non si potrà in alcun modo ignorare gli strumenti che offre. Internet diventerà qualcosa di simile a quel che è diventato il denaro nella storia dell’economia, non solo rappresenterà un valore di scambio, ma rappresenterà esso stesso un ‘valore prodotto’ in sé. …Così come il denaro è diventato esso stesso merce, anche lo spazio virtuale della rete lo diventerà… si potrà comprare e vendere come fosse un prodotto: ne è esempio il discusso acquisto di cinquecentomila domini web da parte di un lungimirante imprenditore italiano… di cui in questi giorni si parla…!
INTERNET SECONDO LEI TOGLIERA’ PUBBLICO AL CINEMA?
Guardi, per chi sente il bisogno di uscire di casa per farsi una bella passeggiata e andare al cinema non c’è sito Internet che tenga.
Le due offerte, cinema ed Internet, per ora sono incommensurabili, anche perché, non lo si dimentichi, la Rete, per sua natura è estremamente flessibile, le informazioni che puoi trovare su un sito in un determinato istante restano lì per un tempo più che sufficiente da poterle visionare a pia-cimento senza che scompaiano. Per esempio, sul sito più volatile -quello delle agenzie giornalistiche- le informazioni persistono almeno 24 ore, tutte le altre durano giorni, mesi. Dunque si può andare benissimo al cinema e consultare Internet senza che l’una cosa arrechi danno all’altra.
Noi stiamo vivendo la grande transizione dalla rigidità dell’offerta alla… sua estrema flessibilità. Per esempio il concetto di multisala, nei cinema nacque proprio al fine di creare maggior spazi di fruizione; l’idea ha avuto successo… ha incontrato un bisogno reale… purtroppo se dovessi fare una previsione sul futuro direi che l’avvento delle nuove tecnologie metteranno in crisi il concetto di multisala così come viene proposto adesso in quanto, attraverso la Rete, se ne creerà un equivalente informatico molto più economico a realizzarsi. Gli imprenditori dovrebbero tenerne conto. E poi dovrebbero riflettere sul fatto che in futuro il pubblico, sicuro comprerà più cinema, non è detto però che lo farà con i tradizionali criteri della sala cinematografica.
MA VENIAMO A LEI ENZO CICCHINO, COME LE E’ NATO QUESTO GRANDE AMORE PER IL CINEMA?
E’ una storia lunga, un po’ strana… La vuole proprio sapere?
PERCHE’ NO! SENTIAMO.
Quando ero bambino abitavo su di un colle, in campagna vicino Isernia, in Molise.
Mio padre operaio contadino aveva l’ulcera ed era costretto ad una dieta feroce di riso bollito: quasi tutte le sere quando tornava dal cantiere, per vincere il disagio a cui era costretto per la poco appetibile cena, afferrava la bicicletta e se ne andava al cinema, pedalando per qualche chilometro verso Isernia.
In particolare nelle sere d’estate, io e mia madre lo aspettavamo sull’aia fino a notte tardi… il tempo non passava mai. Contavamo i minuti, le ore, i pipistrelli che volteggiavano nell’aria taglienti come la mia speranza. Aspettavamo, aspettavamo! Ero impaziente di vedere al più presto emergere all’orizzonte il lucignolo della sua bicicletta. E quando tardava più del solito mi veniva un magone…!
Indovini perché… !?
Perché quella sua lucina che pulsava come fosse un cuore sotto i colpi dei pedali… per me… rappresentava il cinema! Sul serio! Sì, per me, il cinema aveva la magia di giungere a cavallo d’un lume di bicicletta e spuntava a notte fonda dietro la curva del passaggio a livello.

D’estate, attendevamo sull’aia. Ma d’inverno ci si ammucchiava sotto le coperte dentro il lettone per vincere il freddo. Poi… d’improvviso, mi risvegliavo, era per quell’aria gelida che fiottava dall’uscio verso la stanza… no, non era una strega… ero certo però che sarebbe stato comunque un principio di incantesimo. Un incanto… attraverso le parole.
Dopo una sintetica introduzione infatti, mio padre scendeva subito nei dettagli. Con scene memorabili! Faceva spicco la Regina Zenobia. Poi Attila! Mosè! E con la fantasia che più poteva si lanciava nei risvolti inattesi de ‘La caduta dell’Impero Romano’, de ‘La Tunica’, delle infinite vicende incredibili di morte al cui ascolto la fantasia inorridiva… ma il cuore… eccitato!
Era più misterioso del miglior sceneggiatore, mio padre ne catturava lo spirito, la costruzione, i lampi! faceva fatica solo quando la pellicola era mediocre e per questo tornava a lume spento, pedalando seccato. Ma, se il film gli era piaciuto la sua voce si prodigava in quella di un mago…
Che energia quei tratti veloci di ‘Ben Hur’! Il pathos cristiano di ‘Fabiola’! L’intrigo amoroso di ‘Cleopatra’!
Ero sedotto dalla magica forza di ‘Ercole’, dalla favola assurda di ‘Maciste’, dal surreale minaccioso di ‘La Bibbia’, dal mito di ‘Mosè’, l’umano morire di ‘La grande guerra’.
Novello affabulatore dei sogni, mio padre diveniva, per me, ogni sera un campagnolo Griò illusionista tornato al suo villaggio per compiere di nuovo quel perenne atteso prodigio delle parole… ‘un cunto dilli cunti’ fatto cinema da cui io e mia madre restavamo rapiti!
Di film -poi- nella vita ne ho visti tanti, belli, brutti, mediocri, capolavori; ma nessuno mi ha dato più quelle stesse emozioni che da bambino provai con gli occhi suoi. Di mio padre mi è mancata la sua bicicletta, il suo riso bollito, la gioiosa alchimia. Il rimorso.
Il mio amore per il cinema, nacque lì. Su quel colle di Valgianese, davanti al fiume.
Ed ancora oggi di lassù guardo il mondo, con la stessa innocenza infallibile di un selvatico pazzo.
 

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