TONI SANTAGATA



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Pur essendo pugliese (nato a Sant’Agata in Puglia), simbolo della Puglia e residente a Roma, Toni Santagata (vero nome Antonio Morese) ha un legame fortissimo con il Molise, meta abituale delle sue vacanze. “Il legame nasce da una casa che mio padre ha comprato anni fa a Termoli. E’ stato per questo che ho iniziato a frequentare la città. Poi ho deciso di acquistare una casa nella cittadina adriatica anche per me, sulla spiaggia, dove tuttora mi piace rifugiarmi tra uno spettacolo e l’altro”. A Termoli vive anche la sorella del cantautore. Ma se il Molise rappresenta per l’artista un rifugio per rilassarsi, allo stesso tempo è anche il luogo di cui Santagata conserva un piacevole ricordo per un’esperienza professionale di qualche anno fa, quando ha riempito la piazza principale di Campobasso per un concerto che anche l’assessore al turismo ricorda come uno dei più grandi eventi musicali della città. Dei molisani dice: “E’ un popolo di persone intelligenti e molto sensibili”.
Santagata ha una carriera ricchissima, spesso costellata di successi sconosciuti al grande pubblico. Iniziata sin da piccolo, quando a Napoli prendeva lezioni di musica da un tenore al quale pagava 8 mila lire al mese. Nel 1964, con un primo repertorio di motivi popolari in dialetto, cominciò a frequentare il “Bagaglino” e il “Folkstudio” a Roma. Nel 1966 passò anche per il “Derby” di Milano dove tornò nel 1969 con “Quant’e’ bello lu primm’ammore” e “Sant’Antonio a lu deserto”, canzoni in dialetto che riproposero anche Ombretta Colli e Rosanna Fratello nell’album dedicato alle canzoni del Sud, entrambe nel 1971.
Tanti i successi nel repertorio folk. Oltre al già citato “Quant’è bello lu primm’ammore”, vanno ricordati “Lu maritiello”,”La zita”, “Li strascenete”, “Vieni cara siediti vicino”, “Squadra grande”, “Il pendolare”, “Uva uva”, “Ti mando un fax” per un totale di diciotto milioni di dischi venduti, come autore e come cantante e circa 6 mila spettacoli in tutto il mondo, comprese Parigi, Londra, Praga, Sofia, Rotterdam, New York, Buenos Aires, Mosca fino alla Costa d’Avorio. Da registrare anche una vittoria a Canzonissima e la partecipazione al film di Pupi Avati “Il testimone dello sposo”, nomination all’Oscar ed al recente “La seconda notte di nozze”, sempre di Pupi Avati, nella parte di Ugo Di Dante, poeta e musicista, con Katia Ricciarelli e Antonio Albanese, film candidato al Leone d’oro, alla 62esima Mostra cinematografica di Venezia.
Ma lui ricorda soprattutto l’opera “Padre Pio Santo della speranza”. “Un musical messo in scena nella prestigiosa Aula Paolo VI in Vaticano il 16 giugno 2002 – racconta il cantautore. “Con l’orchestra ed il coro del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, diretti dai maestri Gordini e De Romanis, con la collaborazione dei soprano Cecilia Gasdia, Francesca Patané, Flora Celi, Raffaella Mosca, Roberta Albanesi, altri valenti giovani e della banda della Guardia di finanza”. L’opera è stata riproposta in occasione dei festeggiamenti per San Francesco d’Assisi a Manfredonia, nella sua Puglia, e nella basilica dei Santissimi Apostoli a Roma.
Per scrivergli: [email protected].

(Giampiero Castellotti)

© Forche Caudine – Vietata la riproduzione

Sotto: un’immagine di Toni Santagata (foto Forche Caudine)

 
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