UGO CALISE



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Ugo Calise, compositore, nasce ad Oratino (Campobasso) il 6 maggio 1921, dove il padre, nativo di Lacco Ameno d’Ischia (Napoli), esercita la professione del medico condotto. Ad appena sei anni rimane orfano della mamma Luisa Augier, di Casamicciola (la famiglia è proprietaria della splendida Villa Augier, luogo in cui Ugo trascorre le vacanze nei primi anni di vita).
Grazie alla sensibilità artistica del padre, Ugo si avvicina alla musica. Il primo maestro è il chitarrista classico oratinese Giuseppe Garzia. Vive ad Oratino fino al diploma liceale, che consegue al liceo classico “Mario Pagano” di Campobasso.
All’inizio degli Anni Quaranta si trasferisce a Napoli per iscriversi alla facoltà di chimica farmaceutica che però abbandona a cinque esami dalla laurea per dedicarsi pienamente al canto, alla chitarra e ala composizione.
Inizia a cantare e a suonare (dai classici della canzone napoletana al jazz) andando in giro per i più noti ristoranti di Napoli, soprattutto quelli frequentati dagli americani. Quindi comincia ad esibirsi in complessi musicali sempre più importanti (in uno suona Tony Gròttola, poi sassofonista di Renato Carosone). E’ amico di Romano Mussolini, giunto nel 1945 ad Ischia insieme alla mamma Rachele, alla sorella Annamaria e ad una cospicua raccolta di dischi nella valigia. Con lui si esibisce
in un locale di Forio d’Ischia, “La Conchiglia”.
Nel 1947 si reca per la prima volta negli Stati Uniti, riuscendo ad avvicinare il grande William “Count” Basie, arrangiatore del New Jersey, al mitico “Birdland”, santuario del jazz. Nasce un’amicizia che dura oltre un trentennio.
Frequenta quindi i jazz-club di Chicago mentre a fine anni quaranta è a Roma dove tiene il suo primo recital in un cinema-teatro, esibendosi poi in famosi locali notturni: La Rupe Tarpea, il Kit Kat, l’Open Gate, l’84 ed Il Capriccio. Tra il suo pubblico femminile si ritrova le più grandi attrici dell’epoca: Zsa Zsa Gabor, Ava Gardner, Ester Williams, Anita Ekberg, Martine Caroll. Anche nei locali alla moda di Milano,l’Astoria, Il Capriccio ed Il Piccolo Bar, il successo è enorme.
Nel 1953, con l’amico architetto Sandro Petti, costruisce e gestisce ad Ischia il locale “Il Rangio Fellone”, per quasi un decennio il ritrovo notturno preferito dal jet-set internazionale in vacanza sull’isola (tra gli altri: Angelo Rizzoli, il principe D’Assia, Luchino Visconti, il compositore inglese William Walton, l’ambasciatore italiano a Londra Manlio Brusio). Il locale lancerà Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri.
Nel 1954 suona all’ambasciata italiana a Londra in onore della regina Elisabetta II, davanti a Laurence Olivier, Vivien Leigh (protagonista di “Via col vento”), Anthony Eden (Ministro degli Esteri inglese), Vittorio De Sica, Peter Ustinof. La regina, al termine dell’esibizione, gli chiede il bis. Si esibirà poi in molti locali londinesi alla moda, tra cui l’Embrace club
Sposa una ballerina del corpo delle Blue Bells, Daphne Wallanstone, un’inglese dagli occhi azzurri.
Ugo Calice dà vita ad alcune tra le canzoni più belle canzoni napoletane: “L’ammore mio è frangese!” (1955), “Non lasciarmi!” (1955), “Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna” (1955), “Chitarra mia napulitana” (1956), “Nun è peccato!” (1959), “Comm’aggia fà?” (1964).
Durante gli anni sessanta si esibisce in Francia, Germania, Austria, Grecia, Spagna e Portogallo, dove dedica al pubblico de “La Viela”, locale della sorella di Amalia Rodriguez, ed al grande Alfredo Duarte in persona, “Na voce, na chitarra e ‘o poco ‘e luna”, ormai successo internazionale.
Partecipa anche ad un importante programma televisivo locale, condotto proprio da Duarte e si esibisce a Cascais per l’ex re in esilio Umberto II.
Negli Stati Uniti si reca nuovamente per incidere per la Angel insieme ai più grandi artisti europei del momento (Aznavour, Montand, Piaf). Lo stesso impresario gli organizza una serie di concerti negli States ed in Canada.
Partecipa, inoltre, a diversi programmi televisivi come il celebre “Perry Como Show”
Calise scrive pezzi anche per altri artisti americani – tra cui Lola Falena. In Italia cantano suoi successi Nino Manfredi, Nicola Arigliano, Bruno Martino, Peppino Gagliardi, Roberto Murolo, Fausto Cigliano e Teddy Reno.
A Mosca partecipa ad alcuni spettacoli con Armando Romeo e Tito Schipa, primo artista italiano ad apparire alla televisione russa in una “performance” napoletana.
Si esibisce, in privato, anche per Federica di Grecia, per la Regina d’Olanda e per la First Lady Jacqueline Kennedy.
Diviene amico del trombettista Dizzy Gillespie e, soprattutto, di Chet Baker, presentatogli dall’amico comune Pepito Pignatelli (batterista e proprietario del Music In di Roma).
Scrive le musiche del film “Pane e cioccolata” di Franco Brusati con Nino Manfredi.
Nel 1982 è tra i promotori ed il presentatore del festival “Ischia Jazz” che porta sull’isola artisti del calibro di Barney Kessel, Herb Ellis, Charlie Byrd, Dave Brubeck, Art Blakey, Johnny Griffin, George Adams, Don Pullen, Cedar Walton, oltre che i nostri Romano Mussolini, Cicci Santucci,ed un giovanissimo Eddy Palermo.
Del 1993 il suo ultimo lavoro discografico, “La mia Napoli”.
Una casa a Roma, le vacanze anche a Fregene (lido “Gilda”), l’amore per Ischia e per le origini molisane.
Ugo Calise muore per un infarto il 6 agosto 1994. La sera precedente il decesso riceve una telefonata dei parenti in vacanza ad Oratino che gli confermavano la disponibilità ad ospitarlo per qualche giorno. Alla stazione Termini, però, anziché prendere il treno per Campobasso (regolarmente in partenza dal binario 17 ma inspiegabilmente trasferito su altro binario), ne prende uno sbagliato. Una telefonata del nipote Mauro verso le cinque del pomeriggio chiede a Stefano Russo, amico del maestro, spiegazioni del perché lo zio non fosse sul treno arrivato puntualmente a Campobasso. Le ricerche della polizia ferroviaria lo identificano quindi nell’anziano signore rinvenuto morto, nel pomeriggio, sul treno per Frosinone. La salute cagionevole, il caldo torrido ed una sorte bizzarra avevano deciso che Ugo Calise, musicista eccelso, morisse da solo, sul treno sbagliato, lontano sia dalla sua Oratino sia dall’amata Ischia…

(Giampiero Castellotti)

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