CARLO MASSULLO



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Come la maratona si ricollega al giovane soldato Filippide, il quale nel 490 avanti Cristo s’avventura per 42 chilometri e 195 metri per portare ad Atene la notizia della vittoria sui persiani, anche il pentathlon, sport durissimo, ha la sua leggenda. Si fa risalire ad un corriere militare dell’esercito napoleonico, incaricato di consegnare un plico nel più breve tempo possibile. Parte su un cavallo percorrendo alcuni chilometri al galoppo. Caduto in un agguato, si difende dai nemici a colpi di pistola e di spada, attraversa un fiume e nuoto, percorre l’ultimo tratto di strada di corsa.
Nasce sostanzialmente così il pentathlon moderno, disciplina sportiva e militare che si sviluppa in cinque prove: nel tiro alla pistola vengono sparati 20 colpi (ad aria compressa) contro un bersaglio fissato a 10 metri di distanza; nella scherma, ogni atleta si batte con tutti gli altri e ogni assalto si esaurisce in una sola stoccata (con un minuto di tempo massimo: se nessuno dei due va a segno, viene decretata la sconfitta per entrambi); in piscina si corrono i 200 metri stile libero; la prova di equitazione è su 10 ostacoli per complessivi dodici salti: gli atleti montano un cavallo estratto a sorte; l’ultima prova è la corsa campestre, sulla distanza di 3 mila metri, con partenze scadenzate in base al punteggio ottenuto nelle quattro gare precedenti (un secondo per ogni quattro punti). Chi taglia per primo il traguardo vince la competizione.
E’ stato il barone de Coubertin in persona a caldeggiare l’inserimento del pentathlon, disciplina che incarna appieno lo spirito multidisciplinare dello sport, nel programma olimpico, a partire dal 1912.
Pur non avendo raggiunto mai vasta popolarità, tutta il pentathlon e i suoi pentatleti sono circondati dal rispetto che si deve a grandi atleti.
E’ ora più facile inquadrare l’attività del campione Carlo Massullo, nato a Roma il 13 agosto 1957 da famiglia molisana (padre tassista di Bagnoli del Trigno, provincia di Isernia). Il suo curriculum sportivo è ricco di medaglie.
Il primo grande trionfo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, quando portabandiera italiana è Sara Simeoni. Il pentathlon è un trionfo tutto italiano. Daniele Masala conquista l’oro individuale e Carlo Massello il bronzo. Ed è ancora oro di squadra con Pier Paolo Cristofori, Daniele Masala ed ancora il “nostro” Carlo Massullo
Alle Olimpiadi di Seul del 1988, portabandiera Pietro Mennea, il pentathlon si colora d’argento. Massullo è argento individuale, la nazionale italiana conferma l’argento a squadre con Daniele Masala, Carlo Massullo e Gianluca Tiberti.
Alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, portabandiera italiano Giuseppe Abbagnale, la squadra di pentathlon moderno conquista il bronzo con Roberto Bomprezzi, Carlo Massullo e Gianluca Tiberti.
Nel corso degli anni ottanta, Carletto Massullo firma anche importanti piazzamenti ai campionati del mondo. A Zielona Gora, nel 1981, è appena ventunesimo (ma la squadra italiana arriva terza e Daniele Masala ottiene un ottimo secondo posto individuale dietro al polacco Peciak), a Warendorf, nel 1983, è ventiseiesimo. Ma a Melbourne, nel 1985, giunge quarto (Masala è sesto, la squadra italiana conquista il bronzo dietro i sovietici e gli ungheresi), mentre a Montecatini, nel 1986, conquista uno straordinario oro (Masala è secondo), doppiato anche dalla squadra italiana che arriva prima, lasciando dietro Ungheria e Francia. A Moulins, nel 1987, è quarto (vince il francese Bouzou), quarta anche la squadra italiana dietro a Ungheria, Urss e Germania. A Budapest, nel 1989, trionfano i padroni di casa ungheresi (Fabian nell’individuale), ma Massello ottiene un meritorio nono posto, la squadra azzurra giunge ottava con Massullo, Bomprezzi e Tiberti.

(Giampiero Castellotti)

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