De Rita: “Stiamo accettando passivamente il declino”

“Ci siamo lasciati internare e ora siamo più paurosi e più cattivi. Tornare indietro non sarà facile”. Parola di Giuseppe De Rita, sociologo e presidente del Censis, saggezza infinita nei suoi 88 anni. In un’intervista a Gianluca Veneziani su Libero afferma senza mezzi termini che con il Covid gli italiani sono diventati peggiori.

Giuseppe De Rita

“Già nel rapporto Censis di dicembre veniva fuori che l’opinione sotterranea di molti italiani è ‘meglio sudditi che morti’ – esordisce il sociologo romano di origine molisana. “In nome della paura stiamo accettando vincoli e modi di comportamento che inibiscono la nostra vitalità e la ricerca di obiettivi comuni. Assistiamo così a un rannicchiarsi degli italiani entro se stessi, nel proprio egoismo, da cui derivano processi, se non di degrado, almeno di regressione psicologica collettiva”.

E ancora: “Quando parliamo di internamento, pensiamo a un carcere, un manicomio, un convento di clausura. In tutti questi casi il meccanismo interno è l’infantilizzazione. Cioè si trattano le persone come bambini, dicendo loro: questa cosa non la puoi fare, questa cosa non la puoi mettere, ti devi lavare bene. Ovviamente non viviamo in senso stretto in internamento, però molte assonanze ci sono: l’obbligo di rispettare regole di minimale comportamento igienico, l’uso della mascherina come divisa da internato, e l’idea che non si possa uscire neanche per andare al bar sono diventati fatti normali. E questo è molto pericoloso. Dal letargo, cioè dallo stato di indolenza, sarà più facile uscire, dall’internamento no”.

Poi il riferimento alle due dimensioni storiche degli italiani, da una parte “la dimensione individualistica della creazione, i grandi solitari alla Leopardi”, ma dall’altra “La creatività di gruppo, dalla scuola di Giotto al Barocco”. Il rischio è che la solitudine finisca per ridurre anche la creatività. E che dal rintanamento in sé “nasca l’egoismo e da lì scatti la cattiveria”. Per il futuro? De Rita è certo: “Accetteremo passivamente il declino”.

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