È il caso di fare una dose di realtà ai no vax

Per tutta la scorsa estate la propaganda no vax, veicolata da fascisti del terzo millennio, talk show di Mediaset, medici negazionisti, blogosfera cospirazionista e filosofi da riporto, ci ha massacrato le parti nobili (e meno nobili) con il confronto tra i dati dei contagi nel 2020 e nel 2021.

Secondo cotali cisterne di scienza, il fatto che durante i mesi estivi del 2021 i contagi risultassero superiori a quelli degli analoghi mesi del 2020 era la prova incontestabile che il vaccino fosse una bufala e l’epidemia un complotto dei (non meglio precisati) poteri forti dediti al Grande Reset. Stranamente (si fa per dire), però, questa argomentazione con l’arrivo dell’autunno è stata lestamente riposta nel baule delle bufale rancide. Invece sarebbe il caso di inoculare una robusta dose di realtà a chi rifiuta quella di vaccino, riattivando con una secchiata di acqua gelida la loro memoria atrofizzata.

Il 6 novembre 2020 entrò in vigore, tramite il quarto Dpcm consecutivo, il “lockdown cromatico”: fascia rossa, arancione e gialla a seconda della diffusione del Covid-19 in ciascuna regione. A tale misura si aggiunse il ritorno del coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 22 alle 5 di mattina, oltre all’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto e di mantenere il distanziamento sociale.

Il 13 novembre del 2020 si registrarono 40.902 nuovi contagi giornalieri, il record imbattuto da inizio pandemia. I pazienti ricoverati in terapia intensiva invece furono 3.170, a cui corrispondevano in media 458 morti al giorno.

Un anno più tardi, venerdì 12 novembre, queste sono le cifre ufficiali: 8.516 contagi, 445 ricoverati in terapia intensiva e 48 decessi.

Un abbattimento drastico ancora più straordinario se si considera che la variante Delta, di gran lunga la più diffusa in Italia, è quasi quattro volte più contagiosa del ceppo originario. Infatti, il virus partito da Wuhan (variante Beta) era poco aggressivo rispetto alle varianti successive: ogni contagiato in media infettava altri due o tre individui. Con la variante inglese (Alfa) ogni contagiato in media trasmetteva il virus a quattro o cinque individui. Con la variante Delta la trasmissione media per ogni sintomatico o asintomatico è schizzata fino ad otto.

Quindi la campagna vaccinale ha ridotto le morti di circa il 90% nonostante il virus si diffonda ad una velocità tripla o quadrupla. Ma va aggiunto un altro elemento che nelle menti lucide dovrebbe penetrare come lama arroventata nel burro: la mortalità fra gli oltranzisti delle panzane no vax è 13 volte superiore a quella di chi ha completato il ciclo vaccinale. In poche parole, in assenza di no vax la pandemia sarebbe già praticamente finita: si conterebbero al più 3 o 4 morti al giorno, in massima parte individui molto anziani, afflitti da più patologie pregresse.

Se nella popolazione non allignasse uno zoccoletto duro di menti labili che (dopo miliardi di vaccinazioni effettuate senza riscontrare gravi problemi) ancora rifiutano la scienza adducendo elucubrazioni deliranti (dal chip sottopelle attivato col 5G, al complotto dei banchieri ebrei per sterminare la popolazione mondiale), il successo della campagna vaccinale sarebbe ancora più eclatante. Nelle terapie intensive si tornerebbe a curare i malati che ne hanno davvero bisogno, non chi scarica sul sistema sanitario pubblico e quindi sulla collettività il costo e le conseguenze della propria insipienza.

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