Elio Germano con “Ligabue” conquista la copertina del “Venerdì”

Elio Germano, l’attore romano originario di Duronia (Campobasso) ha conquistato la copertina del settimanale Il Venerdì di Repubblica con l’attesa interpretazione del pittore svizzero-emiliano Antonio Ligabue, già interpretato da un altro attore di origine molisana, Flavio Bucci, torinese con padre di Casacalenda (Campobasso).

A interpretare il pittore è ora Elio Germano in Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti in concorso al Festival di Berlino e nelle sale dal 27 febbraio.

Nell’intervista per il Venerdì in edicola l’attore romano spiega a Paola Zanuttini che Ligabue era naïf fino a un certo punto: «Non era proprio autodidatta. Durante l’internamento nelle scuole svizzere per ragazzi difficili, gli insegnanti gli avevano dato dei rudimenti di tecnica pittorica».

Dopo Il giovane favoloso, dedicato a Giacomo Leopardi, Germano si confronta con un altro protagonista della cultura italiana.

«Ma quello di Martone» dice l’attore «era un film di parole mentre in questo rifaccio i versi degli animali». Quelli ritratti ossessivamente da Ligabue.

La storia di copertina del Venerdì prosegue con un reportage di Valerio Varesi da Gualtieri, il paese in provincia di Reggio Emilia che accolse il pittore dopo la sua espulsione dalla Svizzera, dove era nato. I ragazzini di allora raccontano aneddoti e curiosità del Toni: dagli scherzi, anche pesanti, a quello che veniva considerato il matto del villaggio, a quando, divenuto famoso, Ligabue chiedeva al suo autista di fargli l’inchino.

Tomaso Montanari ricostruisce invece una breve storia degli artisti che, da Paolo Veronese a Vincent van Gogh, da Caravaggio a Pontormo, hanno convissuto tutta la vita con deliri e depressione. Trasformandoli in capolavori.

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