Esplorazioni umbre (“al seguito” dei comunicati-stampa)

Nell’Umbria profondamente autunnale, l’arcobaleno naturale dei colori delle alture si ripresenta puntuale sull’esaurirsi dell’anno. L’argento degli ulivi torna ad ammantare le colline. Il rosseggiare dei vigneti domina sulle vallate. E nei boschi in pieno foliage le foglie di tutte le fogge acquisiscono, dal verde originario, un policromo di colori che include il giallo, l’arancione, il rosso, il marrone. Con ogni sfumatura possibile.

Qui, in questa stupefacente tavolozza di tonalità cangianti, dal 30 ottobre al 28 novembre 2021 si rinnoverà l’evento “Frantoi aperti”, giunto alla ventiquattresima edizione. La celebre manifestazione, figlia della più importante delle cadenze stagionali del ciclo naturale, riprende slancio dopo le tenebre imposte dalla pandemia.

Ad “avvertirci” dell’iniziativa è l’ufficio stampa della dinamica associazione “La Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria” (www.stradaoliodopumbria.it), promotrice dell’evento. In questo autunno di speranze, alimentate dalle percentuali di vaccinati, tornano a popolarsi per cinque weekend gli uliveti e i frantoi per celebrare l’arrivo del nuovo olio extravergine di oliva.

Nel dettaglio, in questo duemilaeventuno, i frantoi umbri si trasformeranno anche in veri e propri laboratori culturali. Quest’anno saranno caratterizzati dalla sinergia con realtà editoriali, biblioteche, collettivi di artisti, musicisti e grafici, in cui sono programmate iniziative di approfondimento imperniate sul linguaggio del fumetto, percorsi di gioco ideati per i bambini, mostre di tavole e vignette.

Il celebre ponte di Spoleto

Insomma, la celebrata tradizione olivicola umbra costituisce annualmente l’occasione per dar sfogo alla creatività nella costruzione di eventi in grado di calamitare interessi a 360 gradi con l’olio valorizzato in tutte le sue declinazioni, dall’aspetto salutistico alla qualità del prodotto e all’abbinamento con altre eccellenze enogastronomiche, fino al rapporto con il design. Le visite nei frantoi, accompagnate da degustazioni dell’olio cosparso su pane fragrante, vengono abitualmente arricchite da passeggiate a piedi nei silenzi presidiati dagli ulivi, tour in bicicletta, racconti teatralizzati, concerti e spettacoli musicali, mostre, mercatini, fuochi accesi nelle piazze, aperture straordinarie di castelli e palazzi, laboratori condotti da artigiani,iniziative per i bambini.

Ogni area del territorio regionale, forte di orizzonti infiniti e di tracce visive e simboliche che accomunano memorie e metafore, mette in risalto i borghi incorniciati dai variegati cultivar dell’ulivo: così il Moraiolo impreziosisce la natura di Assisi o di Campello sul Clitunno, il Frantoio domina a Bevagna o a Città della Pieve, il Dolce Agogia a Castiglione del Lago, il Leccino a Massa Martana, Spello, Spoleto, Todi o Trevi. Per borghi storici, castelli e complessi religiosi è impossibile interrompere il costante dialogo secolare con gli oliveti che in genere ne ricoprono le pendici, guarniti da terrazzamenti, lunette e ciglioni, mentre nella parte pianeggiante sono le querce monumentali a delimitare i seminativi.

Ma “Frantoi aperti” è soltanto una delle molteplici iniziative che il territorio umbro, da sempre vocato alla disseminazione artistica e all’animazione culturale, offre al visitatore. E per approfondire la conoscenza di alcuni di questi eventi, ci prestiamo ad un’originale attività: effettuare la rassegna dei comunicati stampa “made in Umbria” per aprirci ai tanti stimoli che la regione è in grado di suscitare in visitatori particolarmente sensibili al bello.

Archiviato nel cassetto, ben appagati, il comunicato stampa sulle molteplici iniziative legate all’olio, che toccano i numerosi borghi ad alta vocazione olivicola ed i luoghi di produzione capaci di connotare l’identità dell’Umbria sia nel paesaggio sia per le tradizioni culturali legate alla coltura dell’olivo e all’estrazione dell’olio di altissima qualità, inventariamo nuove preziose proposte.

Il passaggio dall’olio al vino è quasi scontato in Umbria. Il prezioso nettare segna numerose direttrici nel territorio, caratterizzate da una ventina di prestigiose certificazioni tra Docg, Doc e Igt. Il Sagrantino è certamente una delle eccellenze regionali e sono numerose le iniziative che nel corso di tutto l’anno ne valorizzano i produttori. Il cuore di questa eccellenza è il comune di Montefalco, dove la preziosa ambrosia già compare nel quattrocentesco ciclo pittorico di Benozzo Gozzoli sulla vita di San Francesco nell’omonima chiesa, che per bellezza concorre con il limitrofo chiostro di Sant’Agostino. Occasione per ammirare, nella vicina Giano (frazione Bastardo), ad una decina di chilometri, i tessuti artigianali Pardi (www.tessiturapardi.com/index.php/store).

Per scoprire i tanti lembi del territorio umbro, camminare è certamente l’attività più benefica e proficua. Ecco, allora, il trekking nella natura quale leit-motiv dell’associazione “I tuoi cammini” (www.ituoicammini.com), che propone passeggiate in grado di conciliare l’attività di turismo attivo all’aria aperta con l’offerta turistico-paesaggistica, culturale ed enogastronomica dell’Umbria. Per domenica 24 ottobre è in programma la scoperta del Parco vulcanologico del Monte Peglia a San Venanzo, presso Orvieto, la cui riserva è patrimonio Unesco: posto alla confluenza del fiume Tevere e del fiume Paglia, include una quindicina di comuni e ha un prezioso ecosistema costituito da una vasta area boschiva con un’importante presenza di fauna, flora e funghi. La settimana seguente appuntamento a Trevi per immergersi nella fascia olivata Assisi-Spoleto, proclamata dalla Fao “patrimonio agricolo di importanza mondiale”. Lunedì 1° novembre, infine, trekking a Montone, in quella zona dell’Umbria settentrionale conosciuta come “Alta Valle del Tevere”.

La statua di Germanico al Museo archeologico di Amelia

L’agognata riapertura dei musei dopo il periodo più drammatico provocato dalla pandemia c’invita, sempre attraverso un comunicato stampa, a scoprire quello archeologico di Amelia, ai confini con il Lazio. Il borgo antico si arrampica su tre livelli e comprende numerosi tesori storici: il circuito civico museale include il Museo archeologico “Edilberto Rosa” nel trecentesco Palazzo Boccarini, con corredi funerari e la splendida statua bronzea di Germanico, scoperta nel 1963, le imponenti Cisterne romane del II secolo avanti Cristo costituite da un sistema di dieci locali deputati alla raccolte delle acque piovane, site sotto piazza Matteotti, e il cinquecentesco Palazzo Petrignani con la sua Sala dello Zodiaco.

Amelia ci offre l’opportunità di assaggiare gli straordinari fichi secchi “Girotti” ripieni di mandorle e noci, prodotti dall’omonima ditta dal 1830. La particolarità e l’eccellenza risiedono anche nel metodo di produzione che è interamente eseguito a mano (www.umbriatourism.it/it-IT/web/umbria/-/fichi-girotti).

Il farro Dop di Monteleone

Con l’avvicinarsi della brutta stagione, Monteleone di Spoleto, borgo ricco di palazzi nobiliari che domina la valle del fiume Corno ed è circondato dai boschi e dal verde della Valnerina, noto anche per il rinvenimento nel suo territorio della “biga etrusca” oggi conservata al Metropolitan Museum di New York, rende omaggio al farro, di cui è una delle più apprezzate capitali. Il farro, uno dei più antichi cereali utilizzati dall’uomo, qui è della specie più pregiata, il “Triticum dicoccum”, ed è certificato Dop, l’unico d’Europa. La sua qualità consiste nella scarsità di grassi e nella ricchezza di sostanze amidacee. La “Mostra mercato del Farro Dop e dei prodotti tipici della montagna”, ad inizio dicembre, ha un rito antichissimo: il farro benedetto dal parroco e distribuito a mezzogiorno, a cominciare dai bambini che sono i destinatari privilegiati del rituale (www.monteleonedispoletoeventi.it).

Riccardo Festa in Umbria

Altri stimoli per visitare l’Umbria possono venire dalle tante “pillole digitali” di cui è disseminato il web. Ad esempio, quelle firmate da Riccardo Festa, apprezzato storyteller, scoperto tramite l’ennesimo comunicato stampa, il quale attraversa l’Umbria seguendo la traccia odorosa degli olii, scoprendone le differenze, imparando a riconoscere il valore culturale del lavoro di olivicoltori e frantoiani, ascoltando e provando a raccontare le loro storie, cercando di legarle alla fisionomia di un territorio ricco di memoria e tesori artistici. Del resto, grazie ad una natura che non si ferma mai, insieme a lei neppure chi lavora, i frutto prelibati di questo territorio si rinnovano come d’incanto di stagione in stagione.

(Maria Di Saverio)

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