Filippo Menardi, il maestro e la montagna

Dirigente presso una scuola di sci, grande appassionato della montagna che praticamente è diventata la sua vita, maestro di sci, Filippo Menardi non ha dubbi: l’alta quota è un mondo fantastico. Nato e cresciuto intorno alle montagne, ne ha ovviamente approfittato…

– Escursioni, trekking, arrampicata su roccia e su ghiaccio, alpinismo classico, sci alpinismo, free ride… c’è qualcosa che riguarda la montagna che non ha ancora provato?

“In montagna ho provato un po’ tutto, ma certe cose mi piacciono più di altre: sono nato sciatore e quella è la mia grande passione, sia in pista sia fuori, sia in salita che in discesa. Ma in estate non c’è neve e allora si va in montagna in un’altra maniera, esplorando altri percorsi e muovendosi con tecniche diverse. Mi manca l’alta quota, sopra i 6000 metri non sono ancora stato; al momento non mi attirano così tanto le alte cime, forse perché per potercisi dedicare appieno bisogna mollare un pochino il resto…”.

– Montagna nella sua vita fa rima con…?

“Lasagna! Da ragazzo era il mio piatto preferito e mia mamma me lo preparava prima di andare a sciare! È sempre stato un grande aiuto…”.

– Quanta dose di rischio e pericolo le piace mettere nelle sue avventure?

“Non credo sia una questione di quantità di rischio, ma di ricerca dell’itinerario e piacere nel percorrerlo. Poi ci si può trovare in situazioni non piacevoli, e allora la formazione e l’esperienza aiutano ad affrontare momenti delicati ed imprevisti”.

– Quando opera come professionista, arrivano clienti che chiedono di essere guidati in esperienze più estreme? Quali consigli da? Fino a dove spinge il limite?

“Accompagnando gente in montagna, quasi ogni volta si raggiunge il limite del ‘cliente’, che chiede un aiuto per poter fare qualcosa di cui altrimenti non si fida e/o non riesce a far da solo, e allora scopre sensazioni, ambienti e tecniche al di fuori della sua zona di confort. Lì sta la bravura di infondere fiducia e sicurezza per permettere di godersi la giornata appieno. Poi non mi piace la parola cliente, alla fine sono compagni di cordata o di sciata”.

– Il mondo delle sue avventure è sempre più caratterizzato dalle nuove tecnologie e dai brand. Che ci può dire al proposito?

“E’ importante monitorare in particolare i ritmi cardiaci. Nei primi anni del nuovo millennio ricordo di aver acquistato il primo Suunto. Era tutto nero con una pinzetta per poterlo ricaricare. Mi sentivo fortissimo. Poi le nostre strade si sono incrociate più volte visto che praticamente da sempre utilizzo il brand Salomon per lo sci. La collaborazione si è consolidata ormai sette anni fa con il lancio della serie Ambit3, orologi a dir poco fantastici. Dal momento che mi è sempre piaciuto muovermi in percorsi non battuti, grazie alla possibilità di pianificare gli itinerari e ricontrollarli poi da casa sul computer, ho potuto scoprire cose nuove anche in posti dove non pensavo si riuscisse a passare. Le nuove tecnologie sono ormai importantissime anche nel mio settore. Ricordo con piacere una volta in Norvegia con gli sci d’alpinismo, era una giornata bruttissima, nebbia e nevischio, non si vedeva niente e non riuscivamo neanche a partire dalla barca. Poi il tempo è migliorato e siamo partiti per una gita, sperando di avere qualche ora per poter raggiungere una cima; dopo un’ora e mezza la nebbia ci ha sorpreso e grazie alla cartina e a Suunto siamo scesi esattamente dove volevamo, senza sbagliare di un metro. Confesso che c’erano parecchi scettici nel gruppo quella volta. Io uso tantissimo l’altimetro, sono sempre in giro ed è super affidabile; la funzione back home per ritornare al punto di partenza dell’escursione è una garanzia”.

– Fa sport quotidianamente?

“Sì, sono in montagna almeno 330 giorni all’anno”.

– Come può racchiudere la sua visione dell’andare a sciare in alta quota?

“La ricerca di un canale o di una linea bella, pulita, fluida ed elegante e interpretarla nella maniera più divertente e stimolante. La ricerca della sciata perfetta. Ovvero trovarti in cima a una montagna, con una linea di neve che la collega alla base, e su quella sciare alla massima velocità senza fermarsi fino alla fine. Ovviamente non sempre è possibile, ma spesso ci arriviamo vicino”.

– Quali sono i prossimi progetti in agenda?

“Sciare! C’è tanta neve quest’inverno e si preannuncia una stagione lunga e divertente… E a fine inverno un giretto nel Nord Europa facile che salti fuori…”.

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