Governatori in Usa / Andate senza ritorni (economici)

In un gustoso e imperdibile articolo apparso su, Giuseppe Colella paragona la trasferta USA di Toma a un cinepanettone e a una “commedia all’italiana, modello Boldi&De Sica”. Non meno gustoso il lungo resoconto di Luca Passani inviato de “La voce di New York” alla 44esima edizione del gala del NIAF allo Shoreham Hotel di Washington. Ecco uno stralcio del suo reportage.

“Una cena di famiglia italiana di quelle che si facevano una volta, specie al sud, allargata a parenti, parenti lontani, amici, amici degli amici e altri ancora. C’è il cugino che ha fatto carriere in regione. C’è il nonno un po’ rinco, ma molto venerato. C’è la zia assessora in comune. C’è il figlio che gestisce un’attività economica di famiglia avviata. Ci sono i cantanti che allietano la serata. Insomma, cosa volete di più? C’è solo da sedersi, magnare, parlare con gli amici che sono lì e divertirsi a conoscere amici nuovi. E se poi quelli che si alternano a parlare sul palco si sono preparati per benino, anche lo spettacolo è assicurato. Dopo il red carpet e la reception che prepara tutti i partecipanti alla serata alcolizzandoli un po’, si passa nel salone con i tavoli rotondi, un centinaio, ognuno in grado di ospitare otto persone. Sul palco siedono autorità di varia estrazione americani ed italiani, inclusi il nostro ambasciatore, Armando Varricchio e due nostre parlamentari, l’on. Fucsia Nissoli (FI) e la senatrice Francesca Alderisi (FI). I pezzi grossi dall’Italia sono Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, e Donato Toma, governatore del Molise, regione a cui questa edizione del gala è dedicata. Entrambi si esibiranno con i rispettivi discorsi in inglese, inglese un po’ maccheronico a dire il vero, ma almeno ci provano”.

La trasferta americana (costo 133 mila euro) è stata variamente contestata ma ovviamente difesa dall’assessore Cotugno che parla di “straordinarie attestazioni di stima” e di “imprese molisane entusiaste per le potenziali opportunità commerciali”. Si sa che le attestazioni di stima fanno bene all’anima, poi però le opportunità commerciali rimangono “potenziali” e passata la festa si gabba il santo.

Capitò lo stesso a Michele Iorio che nel 2007 fece una singolare gita transoceanica per partecipare all’Annual National Prayer Breakfast una discussa “colazione di preghiera” promossa da lobby conservatrici molto contestata dalla rivista Christianity Today. Anche allora un comunicato stampa di Iorio parlò di “incontri istituzionali con vari (?) esponenti del Governo USA per discutere progetti di cooperazione e interscambio, formazione universitaria, innovazione tecnologica, ricerca scientifica, commercio e produzione”. Alzi la mano chi li ha visti da 12 anni a questa parte. È facile immaginare quello che Toma, seppur maccheronicamente, ha detto al Gala di Washington. Ma sarebbe stato bello se al posto del solito retorico bla bla su vincoli e legami storici del Molise con gli USA, fosse stato lanciato un S.O.S. di aiuti concreti per una regione che rischia l’estinzione e da dove non emigrano più braccia ma cervelli.

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