Guglionesi (Cb), nasce la rete dei distretti di economia civile

Dopo il successo dei “tre giorni dedicati all’economia civile”, contraddistinti dalla “Lectio Magistralis” del prof. Stefano Zamagni, l’Amministrazione di Guglionesi si è fatta promotrice di una iniziativa di forte sollecitazione, al mondo Istituzionale e Politico (nelle diverse competenze), affinché vengano attivati i “Patti per l’imprenditoria civile. La proposta dei “patti” è contenuta nel documento “Per un nuovo welfare”, sostenuto da oltre 100 associazioni ed Enti al fine finalizzare, l’attivazione di organiche forme di collaborazione tra “pubblico-privato-comunità” per creare “nuovo e buon lavoro” con il quale favorire il re-inserimento di coloro che, per vari motivi, si trovano ai margini del sistema produttivo. Uno strumento per valorizzare quella dimensione sociale dello sviluppo che dà “senso” all’agire umano e che soddisfa il suo bisogno di “beni relazionali”.

Il tema del lavoro riveste una grande importanza. Una recente ricerca dell’Ipsos, sulle “economie coesive”, lo colloca in cima alle preoccupazioni e alla scala dei bisogni (riguardo alla “certezza e stabilità lavorativa”) degli italiani. La rivoluzione tecnologica e digitale ha cambiato il modo di produrre, lavorare e consumare, ha creato nuovi profili professionali distruggendone altri con un saldo complessivo spesso negativo. Emblematica, è l’esperienza del sistema bancario che, a seguito della digitalizzazione, ha visto ridurre gli occupati (-60 mila negli ultimi 10 anni) e gli sportelli nel territorio (con tutte le conseguenze che conosciamo), anche e spesso e volentieri il sistema bancario è all’opposto di quanto la dottrina dell’economia civile pone all’attenzione : più umanizzazione, meno speculazione.

Non si tratta, ovviamente, di fermare l’innovazione ma di “governare” questo cambiamento.

Sul tema, le Politiche Attive del Lavoro, indicate nel PNRR, tracciano un percorso di lavoro articolato, sostanzialmente, su due linee di intervento: la prima relativa alla formazione per evidenziare il “mismatch” tra le competenze del lavoratore e quelle richieste dalle aziende/sistema produttivo; la seconda relativa all’informazione per favorire la ricerca del lavoro.

Misure giuste ma che pongono un ulteriore interrogativo dubitativo : – possiamo ritenerle sufficienti in una fase di “jobless growth” (crescita senza creazione di posti di lavoro), che rischia di “marginalizzare” (escludere) gli esuberi derivanti dalle trasformazioni in atto?– Premesso che “fare impresa” è la via maestra per creare “lavoro”, i “Patti per l’imprenditoria civile” possono rappresentare un efficace strumento per valorizzare il ruolo emergente e propulsivo della società civile (o comunità), anche nella sua valenza economica ed occupazionale. Le “comunità intraprendenti” e le “comunità trasformative” ci mostrano “concretamente” come la comunità sappia auto-organizzarsi per affrontare i problemi sociali, economici e ambientali per poi trasformarli in opportunità imprenditoriali e occupazionali. Un ruolo attivo, questo, ben colto dalla Commissione Europea che, attraverso un “Piano di azione” 2021-2030, intende sostenere l’economia sociale. In questa logica, i “Patti per l’imprenditoria civile” potrebbero favorire il recupero/valorizzazione di saperi locali marginalizzati dagli attuali cambiamenti o la fuoriuscita da forme di sussidio che, “nell’attenuare gli effetti della povertà” (Blangiardo presidente Istat), risultano, però, incapaci ad “accompagnare i beneficiari verso il lavoro” (Svimez).

All’interno di questo percorso, i “Distretti di Economia civile” (presenti in quasi tutte le regioni italiane) costituiscono un esempio del nuovo protagonismo dei territori e rappresentano un importante strumento per creare “rete” e condivisione di esperienze; per dare voce a quanti (e sono tanti) chiedono una nuova visione di sviluppo capace di: ricostruire una società più giusta; coniugare la crescita economica con il lavoro, la sostenibilità ambientale e sociale; ricreare coesione sociale e senso di comunità che rappresentano il lievito naturale di ogni processo di sviluppo locale. Sono

questi gli obiettivi a cui si ispira il “Distretto di economia civileAntonio Genovesi”, una iniziativa avviata dal Comune di Guglionesi d’intesa con il Parco Letterario e del Paesaggio F. Jovine, l’aps Arci F. Jovine e la sezione Anpi Primo Levi. Questi i presupposti che hanno sposato nuovi soggetti e dettata l’agenda per la costituzione della Rete dei distretti di economia Civile, partendo proprio dal Molise e da Guglionesi, primo comune Molisano a costituire un distretto.

Lunedì 19 dicembre alle ore 16,30, quindi, si terrà a Guglionesi, presso la Sala Consiliare, l’incontro “I Patti per l’imprenditoria civilelavoro, comunità, futuro” nel quale si proverà a scrutare, con occhi diversi, la realtà ed a leggere, in modo diverso, l’intera economia.

Tanti gli argomenti che verranno trattati nei diversi interventi che animeranno l’incontro e che uniranno competenza ed esperienza nel campo.

L’incontro sarà aperto dalla presentazione dell’iniziativa del Comune di Guglionesi tesa a sollecitare, come sopra esposto, iniziative (tra le quali i “Patti per l’imprenditoria civile”) tese a costruire nuova opportunità di “lavoro” e di crescita personale e socio-relazionale per quanti, in particolare, si trovano ai margini del sistema produttivo e che, per tale motivo, vivono una pericolosa forma di esclusione sociale. L’incontro accenderà i riflettori, inoltre, sul lavoro e del “nuovo” ruolo, sul tema, della comunità; dell’importanza dell’economia sociale nei processi di sviluppo dei territori e dei programmi a sostegno, allo scopo attivati, dalla Commissione Europea; del ruolo dei “Distretti di Economia civile”, presenti in quasi tutte le regioni, che costituiscono dei veri e propri laboratori, a cielo aperto, di nuove modalità dell’agire economico e sociale e di condivisione di esperienze; di percorsi tesi a creare sviluppo economico e sociale attraverso l’utilizzo delle risorse del territorio; di centralità della scuola nei percorsi formativi sui temi legati all’economia civile partendo dal presupposto che se è necessario cambiare le risposte dell’economia e altrettanto necessario porre domande diverse all’economia. All’uopo, nella condivisione del progetto, si costituirà la Rete dei Distretti di economia civile che ha già visto aderire il Comune di Guglionesi, altri comuni Italiani, associazioni, il Distretto Turistico Molise Orientale, l’Aast Molise, il consorzio Gargano slow, il consorzio di Rete “ Cibi Molisani”, Istituti scientifici e altri soggetti, tra cui imprenditori e professionisti.

L’incontro vedrà la presenza di Mario Bellotti (Sindaco del Comune di Guglionesi),Stefano Zamagni (presidente dell’Accademia Pontificia delle Politiche Sociali e cittadino onorario di Guglionesi – da remoto), Maurizio Varriano (presidente Parco Letterario e del Paesaggio F. Jovine), Valerio Pedroni (presidente della Commissione speciale istituita dal Consiglio Comunale di Milano sull’economia civile e il Terzo settore- da remoto), Antonella Ciaramella (Comitato scientifico Osservatorio Regione Campania sull’Economia civile), Filiberto Parente (presidente ACLI Campania e portavoce del Forum del Terzo Settore Campania), Giorgia Salvatori (già assessore all’economia civile del Comune di Campi Bisenzio- da remoto), Gianni Pinto ( sociologo della Caritas Termoli-Larino) Salvatore Esposito (Università della Pace), Vincenzo Calò (responsabile nazionale ANPI), Sabrina Del Pozzo (presidente Arci Molise), Anna Onesi (I.I.S. Boccardi-Tiberio Termoli), Giorgio Gagliardi (presidente Arci F. Jovine e sezione Anpi Primo Levi), Costanzo Cascavilla ( responsabile del progetto “ Consorzio Gargano Slow” ), Rita Cannarsa (rappresentante del Distretto Molise Orientale), Laura Sterlacci ( in rappresentanza dell’Aast Molise ) professionisti ed imprenditori. Pe ogni info è disponibile l’indirizzo mail: [email protected]