I furbetti del vaccino

Le notizie che giungono dal Molise sono sempre più deprimenti e offrono l’immagine di una regione preda di una crisi non solo economica, ma soprattutto morale e di una degenerazione che finisce per svalutare l’intero territorio.

Il Covid, oltre ad aver “scoperchiato la pentola” di una sanità molisana in forte sofferenza, frutto di anni di tagli al pubblico e allargamento di spazi ai privati, sta offrendo anche spettacoli indecorosi a livello gestionale. Ciò a danno non solo dei cittadini molisani, ma anche dell’intero tessuto produttivo locale, che fa una fatica immane a “vendere” un brand molisano già poco conosciuto, spesso deriso e ora sempre più compromesso soprattutto alle persone di origine molisana, con sempre meno legami e stimoli per rientrare anche per pochi giorni nel territorio. Le centinaia di case in vendite in tanti piccoli paesi valgono più di qualsiasi analisi.

L’ennesima polemica che non fa bene al Molise riguarda la vaccinazione di persone che, stando a quando leggiamo sui giornali locali, non rientrerebbero tra le categorie di individui che hanno la priorità nella vaccinazione al Covid.

È noto come in Molise diverse categorie abbiano avanzato richieste in tal senso. Ad esempio i giornalisti locali, ma anche i dipendenti delle Poste. Ora sembra che tra le categorie vaccinate siano rientrati alcuni giornalisti e tecnici di televisioni private.

L’ottimo giornale primonumero.it ha diffuso la notizia, ripresa da altre testate, secondo cui dipendenti e collaboratori di una testata giornalistica sarebbero stati vaccinati. La loro “difesa”: siamo a contatto spesso con pazienti di ospedali.

I responsabili dell’Asrem, l’azienda sanitaria molisana, interpellati a tal proposito, hanno risposto che loro non possono sapere a chi vengono destinati i vaccini “pubblici” acquistati dallo Stato e destinati prioritariamente alle categorie a rischio.

Questo è il Molise.

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