I Misteri di Campobasso approdano sulla rivista “Itinerari e Luoghi”

L’attenzione per una delle manifestazioni folklorico/religiose più imponenti della regione, si manifesta dal curatissimo servizio che la rinomata rivista “Itinerari e Luoghi”, in edicola ininterrottamente da trentadue anni, ha prodotto nel numero 319 in edicola per tutto maggio 2024.

La rivista ha riservato ben dieci pagine all’unica sagra dal sapore dell’Infinito. I Misteri, macchine volanti realizzate dal Di Zinno, scultore molisano dalle opere realizzate con leghe ancora sconosciute, concretamente riportano il popolo campobassano e molisano tutto, a sognare l’Infinito, a volare verso cieli non più tersi e pieni di colori dipinti da figure che magicamente rendono la “Festa”, una pura scelta identitaria che mai come essa, riporta alla mente il passato glorioso che man mano la politica delle parole sta depauperando senza appello. Il lavoro svolto dall’associazione che gestisce mirabilmente il Museo di via Trento, dove sono custoditi gli ingegni e con essi l’intera storia che l’ha accompagnata sino a oggi, ha magicamente saputo conservare ogni sentimento, ogni identitaria emozione, ogni approccio, dal più piccolo al più grande, rendendo unica l’uscita delle macchine volanti che ogni anno si manifesta in quel di Corpus Domini. Il Museo dei Misteri, non a caso è il museo molisano più visitato.

Costumi, rassegne fotografiche di varie epoche trasportano i visitatori verso la sala dove gli ingegni, ben 13 macchine dal segreto strutturale, segnano il tempo e governano il battito dei cuori nel contemplare il sogno e la magia di un contesto unico al mondo. Spesso si manifesta, a cura di tizio o caio, la volontà di candidare le macchine del Di Zinno a Patrimonio dell’Umanità. Solo una fantasticheria che non governa emozioni o partecipazione né, rafforza l’identità che corrisponde al forte legame con la Città di Campobasso e all’intero Molise.

I Misteri e la sua sagra godono già del riconoscimento di “Meraviglia Italiana”, e non un altro fregio che, probabilmente, andrebbe tra l’altro a inficiare l’enorme responsabilità che la famiglia Teberino, insieme a tutti gli associati e simpatizzanti dell’Associazione che si impegna nell’organizzare le uscite, la manutenzione, gli usi e costumi concorrenti alla sagra stessa, dal 1997 si è accollata sulle proprie spalle. Per la cronaca, gli ingegni sono di proprietà del Comune di Campobasso che in passato ebbe a presentare una idea diversa da quella della tenutaria responsabilità dell’Associazione. L’allora assessore al ramo propose una Fondazione che avrebbe sin da subito sortito un cambiamento mal digerito dall’intera Città. Gli ingegni, macchine processionali allestite secondo il gusto barocco e dotate di sofisticata impalcatura dalla lega metallica robusta, leggera e elastica allo stesso tempo, sono stati preservati nei secoli e ancor più negli ultimi decenni, proprio in virtù di una volontà popolare che va al di là di ogni marchio, istituzione o campanile. La sfilata è prossima a venire.

Centinaia di portatori garantiranno il successo dell’oscillazione lungo il percorso cittadino, la folla acclamerà San Rocco, San Leonardo, San Gennaro, scherzerà con il diavolo e la dunzella, applaudirà al saluto degli angioletti e urlerà convintamente: Uno, due, tre scannett allert! La piazza sarà stracolma aspettando l’arrivo sotto il balcone dei potenti di turno e tutto tornerà al silenzio nel riporre le macchine, al ritorno dall’apoteosi, nel museo di via Trento. Si aspetterà con ansia l’anno che “vene” e magari, si spererà di tornare a volare. Una tradizione che fa amare l’Eterno e fa discutere il Terreno. Uno spaccato emozionale della processione anche sulla rivista ufficiale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari “Il Folklore d’Italia”. Non vi è Mistero se non si conoscono le tentazioni. Il diavolo quest’anno sarà sicuramente più accondiscende e la Dunzella, non potrà che dirgli: No!

MV

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