Il difficile rilancio del Molise

L’Italia sta faticosamente superando il picco dei contagi, i decessi sono in costante calo, siamo ormai entrati nella fase due della lotta al virus; oggi l’uscita dal tunnel sembra davvero più vicina e le prospettive inducono finalmente alla speranza. Tuttavia la scienza afferma che non è possibile abbassare la guardia e, d’altra parte, non ci hanno abbandonato le drammatiche conseguenze di questo periodo di isolamento che, sebbene necessario, ha rappresentato una vera tragedia per le famiglie che hanno vissuto in prima persona il decesso di propri cari ed hanno dovuto fronteggiare infinite difficoltà psicologiche, sanitarie, culturali, educative e naturalmente economiche. Questa epidemia sta avendo effetti devastanti sul tessuto umano e sociale anche nella realtà molisana, provocando danni enormi nei piccoli borghi della regione in cui, ad eccezione del settore della distribuzione dei prodotti per l’alimentazione, le attività produttive e commerciali sono rimaste chiuse per più di due mesi gettando nella disperazione molti imprenditori, commercianti e professionisti che, al momento, sperano di poter sopravvivere solo grazie agli aiuti previsti dal Governo.

Sicuramente un evento così impensabile, inatteso e pervasivo ha creato a tutti i livelli grandi difficoltà di gestione, impensabili responsabilità amministrative e notevoli problematiche decisionali, cui far fronte con un impegno sicuramente straordinario, energico ed immediato. Eppure, è da ritenere che la gestione di questa tragedia da parte degli organi di governo nella realtà territoriale molisana avrebbe dovuto essere molto più decisa, razionale e tempestiva.

In questo contesto, come OO.SS. – riferisce il Coordinatore della CISL in Molise -abbiamo tenuto una Conferenza Stampa davanti alla Giunta Regionale del Molise per chiedere al governatore della Regione Molise, Donato Toma, un incontro urgente per discutere dei tanti temi urgenti legati al Covid-19. Risulta infatti incomprensibile il metodo portato avanti dal Governatore Toma già a partire dall’inizio della pandemia, un comportamento che ha costretto le Organizzazioni a denunciare più volte l’assoluto disinteresse nei confronti delle relazioni sindacali e l’anomala gestione delle diverse fasi dell’emergenza CoronaVirus. Il Governatore non ha voluto coinvolgere le parti sociali nei processi informativi e deliberativi ed ha arrogato a sè deleghe importanti e ruoli decisionali. Dopo due richieste scritte, nessuna risposta, nemmeno di pura cortesia. Eppure vi erano molte questioni sulle quali confrontarsi, in pieno spirito di condivisione e di collaborazione, tante decisioni diventavano incalzanti, quali ad esempio la gestione del periodo di quarantena, la salvaguardia dei lavoratori, la ripresa delle attività economiche e tante altre, non più rinviabili.

Purtroppo però – precisa con rammarico Antonio D’Alessandro -, sembra che le questioni debbano essere appannaggio esclusivo dei soliti potentati locali e che le questioni debbano restare relegate nelle segrete stanze dei palazzi della Regione; pertanto, non è dato sapere quali siano i provvedimenti che ricadranno sulla popolazione, se esista e quale sia la programmazione regionale nel breve e lungo periodo e, in definitiva, quale futuro attenda questa regione.

Da parte nostra, non possiamo che sottolineare il gravissimo ritardo nella Regione Molise in materie che meritano invece un’attenzione particolarmente urgente, come ad esempio l’avanzamento delle procedure di riconoscimento e di pagamento dei trattamenti di cassa integrazione in deroga, carenza che perdura ormai da troppo tempo e che è ritenuta ormai intollerabile per le OO.SS. e insopportabile per i lavoratori che, legittimamente, rivendicano l’assegnazione di tali risorse per il sostentamento delle proprie famiglie. (Vedi tabella allegata aggiornata al 29.05.2020).

È necessario, inoltre, trovare soluzioni urgenti in merito alle determinazioni assunte nei confronti dei soggetti contrattualizzati con lo strumento dei lavori flessibili o stagionali, rimasti anch’essi senza alcun sostegno al reddito.

È essenziale utilizzare l’esperienza acquisita nella difficoltà della pandemia per rilanciare il nostro territorio – specifica il Coordinatore della CISL molisana -, come l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione per rilanciare l’economia dei piccoli borghi come quelli molisani. Tuttavia le difficoltà nel campo delle comunicazioni telematiche sono grandi e diffuse in tutto il territorio, con ripercussioni sul piano economico, familiare ed educativo, limitando di fatto l’utilizzo dello smart working e mille altre opportunità che la rete mette a disposizione. È ormai indifferibile un deciso intervento diretto al potenziamento della rete, purtroppo non più in mani pubbliche, per superare l’anacronistico isolamento dei piccoli paesi e dei borghi molisani.

Serve necessariamente definire il ruolo della Commissione Tripartita Regionale che ha sempre svolto una funzione terminante in fase concertativa di proposta, verifica e valutazione in merito al sistema formativo e alle politiche del lavoro di competenza regionale. In Molise al momento non si hanno notizie di una convocazione specifica del partenariato e già nei mesi precedenti la pandemia, la CISL e le altre organizzazioni sindacali, avevano evidenziato la scarsa volontà di condivisione da parte della giunta regionale.

Un progetto di sviluppo del territorio manca da anni. È necessario ridefinire – ragguaglia Antonio D’Alessandro – un’organizzazione adeguata della rete sanitaria, culturale, educativa, sociale, nonché dei servizi relativi al trasporto ed ai sistemi di comunicazione, al fine di porre rimedio ai danni di una disoccupazione crescente e galoppante. Nonostante la bellezza del paesaggio e dei luoghi, la purezza dell’aria, l’interesse dei suoi siti archeologici e delle strutture religiose, la genuinità della gastronomia e la cordiale ospitalità degli abitanti, i borghi da noi vivono tre stagioni su quattro in una sorta di deserto soprattutto umano in virtù di una densità di popolazione che si riduce ogni anno di più.

L’Istituto Ambrosetti prevede per il 2020 una riduzione del PIL nazionale del 7,5% sempre che non si debba tornare alla fase 1 di quarantena e ad una situazione ancor più drammatica. Una circostanza analoga a quella attuale è stata vissuta in Italia nel 1867, in cui si combatteva la terza guerra d’indipendenza, e fra il ‘43 e il ’45, nell’immediato dopoguerra; quindi, si può affermare che stiamo rivivendo uno scenario post bellico. Non sappiamo dove potranno essere reperite le necessarie risorse economiche che permetteranno alle attività produttive di tornare a livelli ante Covid ed un’importante fonte di liquidità è rappresentata dall’Europa che, finalmente, sembra abbia intenzione di distribuire risorse a supporto del capitale circolante nelle PMI e per il sostegno del sistema sanitario. I fondi, ricevendo gli anticipi dalla Commissione europea, consentiranno una relativa immediata disponibilità di risorse.

Naturalmente le Regioni svolgeranno un ruolo fondamentale nell’utilizzo di queste possibilità ma, purtroppo, in Molise nessun tavolo di confronto – spiega Antonio D’Alessandro -, nessun vertice economico-sociale e nessun incontro di lavoro e di condivisione si è costituito in merito a possibili manovre del governo regionale ed a strategie comuni nel fronteggiare le negative ripercussioni sul tessuto economico e produttivo causate del diffondersi dell’epidemia, al fine di promuovere il rilancio della realtà regionale, sostenendone la successiva espansione attraverso un piano di sviluppo efficace per consentire a imprenditori, PMI, commercianti, professionisti e partite Iva di far fronte a questa situazione per il tempo necessario al riprendersi dell’economia.

Nonostante le sollecitazioni da parte della CISL, più volte avanzate ormai da anni, lo sconforto per l’assenza di politiche efficienti in tale direzione è grande. Oggi più che mai bisogna essere concreti nelle proposte ed efficienti nella collaborazione, valorizzando tutte le risorse che la CISL ha sempre messo a disposizione della classe politica.

In questi anni – conclude il Coordinatore della CISL Molisana Antonio D’Alessandro – abbiamo condotto ricerche, analisi, studi sulla situazione dei paesi delle aree interne, abbiamo cercato d’individuare prospettive in vista dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali e dato slancio alle capacità imprenditoriali soprattutto nel settore dell’agricoltura biologica di eccellenza, nella zootecnia, nell’economia della conoscenza e, ovviamente, nel turismo. La situazione pandemica che viviamo certamente scoraggerà quest’anno vacanze all’estero o in luoghi molto affollati e, con le giuste iniziative, il Molise potrebbe davvero cogliere al volo l’occasione di indirizzare i turisti in realtà tranquille e salubri, con la prospettiva di tenere le famiglie unite nella serenità e nella ricerca di relazioni sociali sicure anche dal punto di vista sanitario, dando la possibilità di evitare eventuali strascichi nella diffusione del virus.

È un dato di fatto che l’efficacia delle azioni sostenute dai fondi strutturali dipenda da strategie condivise, da una buona governance e dalla collaborazione tra gli attori territoriali e socio-economici più rappresentativi che intervengono attivamente nelle varie fasi della programmazione e della preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione successiva dei programmi operativi. Abbiamo tutti il dovere di dare risposte concrete ai problemi e indicare ipotesi di intervento e soluzioni pratiche e concrete, in linea con le vocazioni del territorio, con l’obiettivo comune di restituire nuova vita e fornire prospettive di sviluppo al nostro Molise.

Antonio D’Alessandro

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