Il dramma del Molise: lettera a Draghi

Fabio De Risio di Montenero di Bisaccia ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo la morte del 38enne molisano, ucciso dal Covid, che lascia la moglie e tre bambine. Nel giro di pochi giorni, oltre al 38enne, in Molise è morto un ragazzo di 34 anni, è stata intubata una ragazza di 20 anni ed ha avuto bisogno delle cure ospedaliere una bambina di 12 anni. Nel rispetto della privacy delle persone coinvolte nel racconto sono stati usati nomi di circostanza.

“LETTERA AL PRESIDENTE DRAGHI 

Illustrissimo Presidente Draghi, le scrivo dal Molise quella regione che molti pensano confini con la Basilicata. 

Oggi le scrivo per conto di tre bambine Francesca, Ludovica  e Benedetta.

Cinque giorni fa il loro papà prima di salire sull’ambulanza li ha salutati dicendo loro  “torno presto non fate arrabbiare la mamma”.Papà Marco  ha la febbre, non sta bene, positivo al covid. 

Saluta le sue bambine, non può accarezzarle, le rincuora,  papà è forte.  

In ambulanza viene portato all’Ospedale di Termoli, quello Covid di Campobasso non ha più posti. Marco è giovane ce la farà. 

Il ragazzo viene ricoverato, non fa altro che chiedere delle bambine , le chiama, “non potete venire a trovare papà, sto bene torno presto”. 

La febbre è alta, Marco continua a peggiorare, i polmoni vanno in sofferenza. I medici si preoccupano, si cerca una soluzione , ha bisogno di essere aiutato a respirare. 

Un ultimo messaggio alla moglie “ti amo, un bacio alle bambine non sto bene, mi manca l’aria”. 

I medici capiscono che c’è bisogno di un supporto di terapia intensiva, predispongono il trasferimento, non ci sono posti vicini, la situazione precipita, Marco non ce la fa, muore a 38 anni in un ospedale che non poteva aiutarlo e riportarlo dalle sue bambine.

Francesca, Ludovica e Benedetta  non lo sanno ancora, papà non tornerà più. 

Egregio Presidente questo è il Molise. Terra senza lavoro, con una sanità indicibile e da oggi senza speranza. 

In Molise quando ci sono le elezioni si esercita quel vile scambio di interessi. La politica penetra associazioni e  comunità e  nomina dirigenti imponendo la sua legge.  E’ così ed è sempre stato così.  

Qui tutto ha un prezzo, tutto si scambia. Chi vive nelle maglie della piovra rimane, gli altri fanno le valige  e non tornano più. 

I nostri genitori hanno lavorato nelle miniere, in Germania, in Svizzera, ma per amore della loro terra sono tornati. 

Oggi noi molisani siamo stanchi, in tanti ci abbiamo provato invano. I bisogni creano necessità, il potere fa il resto. 

Da soli non ce la facciamo abbiamo bisogno di aiuto. 

Per noi oggi è il giorno della sconfitta, abbiamo perso tutti. 

Per un pò non avremo  il coraggio di guardare negli occhi Francesca, Ludovica e Benedetta perché a loro abbiamo tolto la speranza in  un futuro migliore.

Presidente lei ha detto che combatterà mafie e corruzione, lo faccia, è l’unica nostra speranza. 

Con stima dal Molise, Fabio De Risio

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