“Il grembo paterno”, nuovo libro della “molisana” Chiara Gamberale

S’intitola “Il grembo paterno” il nuovo libro della scrittrice Chiara Gamberale, di origini molisane in quanto figlia del manager Vito Alfonso Gamberale cresciuto ad Agnone (Isernia).

Dalla presentazione del libro: “Dov’è che impariamo ad amare? Com’è che ci s’ammala dentro, com’è che si guarisce?

Ci sono persone che, quando le incontriamo, ‘ci bussano al sangue’: e Adele, quando incontra Nicola, è certa di avere trovato la persona con cui sentirsi finalmente intera. Ma Nicola è legato da un patto antico a un’altra donna, con lei ha due figli, mentre Adele cresce sua figlia da sola, dopo una vita di sfide e fughe che pare incastrarla in un’eterna adolescenza.

Quando l’intesa con Nicola comincia a vacillare, proprio quell’adolescenza le chiede, prepotente, ascolto.

Così, in una notte fatale, che segnerà per sempre il destino dell’umanità, Adele torna come in sogno al paese dove è nata, marchiata da un soprannome, Senzaniente, che è pesato sulla sua famiglia perfino dopo che il padre, Rocco, ha sfidato la miseria e conquistato il benessere.
La storia fra Adele e Nicola s’intreccia allora alla storia di Adele e suo padre, in una spola sempre più serrata fra passato e presente, dove quello che ci è stato tolto quand’eravamo bambini rischia di diventare l’unica misura di quello che il mondo ci potrà offrire.

Fra medici che dovrebbero curare e invece mettono in pericolo, una donna che guarda dalla finestra il capodanno degli altri e un’altra che danza con uno straccio, nessuno degli indimenticabili personaggi di questo romanzo riesce a tenere stretto quello che è convinto di desiderare, mentre l’intrinseca violenza delle relazioni si mescola alla loro intrinseca dolcezza. E una televisione sempre accesa si prende gioco dello sforzo di tutti di credere alla propria esistenza.

Chiara Gamberale scende all’origine delle nostre domande sull’amore, in quella terra scoscesa dove abbiamo cominciato a essere la persona che siamo, per regalarci le sue pagine più potenti, commosse e ispirate.

Era la nostalgia, ora lo so, per le cose quando non sono ancora successe”.

I GIUDIZI

“Chiara Gamberale si spoglia di ogni difesa, reinventa la lingua, la tende a uno scopo: affrontare il Problema, perdonarlo. Ci racconta una verità disarmante, che i padri hanno un grembo, e non sono meno irreparabili delle madri.” – Silvia Avallone

“Con una lingua solo sua, Chiara Gamberale scava fino all’origine, fino al momento in cui la nostra illusione di essere “unici” è stata tradita per sempre. E ci fa sentire meno soli.” – Rosella Postorino

“Chiara Gamberale ha finalmente affrontato il suo Grande Fantasma, trovando una lingua nuova; oltre la geografia dei sentimenti, ci consegna un vero e proprio romanzo di formazione.” – Walter Siti

«Come ci educano ad amare le persone che amiamo? Il grembo paterno interroga la strana responsabilità che comporta non solo l’amore dato, ma anche l’amore ricevuto. Con pagine crepitanti, che attingono in modo nuovo a quel lessico che chiamiamo “famigliare”, Chiara Gamberale ha scritto un romanzo ispiratissimo e commovente»  – Paolo Di Paolo

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