Il Molise “eterno giallo”: ma, al solito, c’hanno dimenticato?

Non è chiaro – come del resto tanti elementi di questa pandemia, specie in Italia (l’ultima è il conto complessivo di tamponi di genere diverso) – perché una regione come il Molise sia costantemente tenuta in fascia gialla.

Fino alla scorsa settimana il Molise aveva il più alto indice Rt, che come sappiamo ha un peso molto rilevante per le conseguenti misure adottate dal governo. Benché vengano adottate con i parametri di molto tempo prima. Ora ha il più basso indice. Ad incidere ovviamente è il numero esiguo di residenti rispetto a quelli di altre regioni. È chiaro che la Lombardia, con dieci milioni di residenti, paga anche la disparità tra i territori: all’inizio sono state colpite principalmente le province di Bergamo, Brescia e Cremona, in autunno quelle di Varese, Monza e Como, ora Mantova e di nuovo Brescia. Il Molise, da questo punto di vista, con appena 300mila residenti non ha tante differenze tra i diversi territori. Però è innegabile che il Covid abbia colpito pesantemente anche da noi, nonostante una situazione ambientale sicuramente meno peggiore di quella di zone densamente popolate e soprattutto molto inquinate.

Nonostante ciò, il Molise ha ancora tantissimi contagi al giorno, ha superato da giorni i 200 morti complessivi (siamo a 226, davvero un’ecatombe) e la percentuale dei contagiati è tra le più alte nel Mezzogiorno rispetto alla popolazione. Certamente siamo messi molto peggio di regioni quali la Calabria o la Sardegna, ma anche la Basilicata e la Sicilia (finita in zona rossa). La provincia di Isernia, che nella prima fase era la meno colpita, oggi registra numeri molto pesanti, tra i peggiori di tutto il Sud.

Insomma, va bene essere gialli, ma ciò non può certo cancellare la gravità di una situazione che ha colpito praticamente tutto il territorio regionale. Insomma, per paradosso, non è che come al solito a Roma si sono dimenticati del Molise o c’è qualcuno convinto che non esista?

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