Il vescoco di Isernia contro la centrale turbogas tra Campania e Molise

“Una seria programmazione politica per portare avanti la salvaguardia della salute pubblica”. La chiede il vescovo di Isernia, monsignor Camillo Cibotti, in una lettera aperta indirizzata alle Regioni Molise e Campania sul termovalorizzatore che è in progetto di essere costruito, a Presenzano, tra le due regioni, in seguito all’alta incidenza dei tumori e delle patologie del sistema cardiocircolatorio.

L’iniziativa fa seguito agli appelli del gruppo “Mamme per la salute e l’ambiente onlus” di Venafro e dell’associazione Città Nuova.

“È urgente far sentire la propria opinione, in particolare di fronte alla notizia allarmante che a Presenzano, proprio al confine tra il Molise e la Campania, si vuole installare una centrale turbogas della Edison – aggiunge il vescovo “Alla lotta che i cittadini di Sesto Campano e Pozzilli hanno portato avanti, per le vicende di grave inquinamento prodotte dagli insediamenti industriali già presenti nel loro territorio, ora si aggiunge questo grido d’allarme che spinge le popolazioni di due regioni, Campania e Molise, a non abbassare la guardia e ad esigere che venga scongiurata quest’altra minaccia per l’ambiente e, in special modo, per la salute di tutti gli abitanti di questa parte del Belpaese, che rischia di essere ulteriormente sfregiata e uccisa”.

Dopo aver citato l’enciclica Laudato sì di Papa Francesco, il vescovo esprime la sua vicinanza “morale e spirituale” a “quanti si sono fatti carico con la loro vita e con la loro salute di un problema che non è ancora risolto e che si aggrava ogni giorno di più”.

L’obiettivo è “salvaguardare la qualità della vita insieme alla vita stessa”. L’appello di mons. Cibotti a quanti detengono la responsabilità della Cosa Pubblica affinché “scongiurino questo ulteriore pericolo e danno che si sta perpetuando contro la popolazione locale e verso il nostro territorio”. “Si ponga un termine al perseguirsi ignobile di fini egoistici e meramente speculativi, che vogliono asservire la natura alle esigenze economiche, fino allo sfruttamento irrazionale del territorio con la sola motivazione del profitto, e, chiaramente, a scapito della salute della persona e della sua dignità”.

La nota è riportata dall’agenzia cattolica Sir.

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