Israele, fiato sospeso per gli ostaggi: attesa conferenza stampa Netanyahu

(Adnkronos) – Svolta o vicolo cieco? Saranno ore decisive le prossime per capire se vedrà finalmente la luce un nuovo accordo tra Israele e Hamas sugli ostaggi ed il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Questa sera, alle 19.30 ora israeliana (le 18.30 in Italia), il premier israeliano Benjamin Netanyahu terrà una conferenza stampa a Gerusalemme, riferisce il Times of Israel, che rilancia notizie dei media locali dopo l'incontro tra Netanyahu e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. "C'è ancora molto lavoro da fare" per raggiungere un accordo che veda il rilascio degli ostaggi a Gaza. "Ma siamo molto concentrati nel fare questo lavoro e, si spera, essere in grado di riprendere il rilascio degli ostaggi che è stato interrotto molti mesi fa", ha detto Blinken in una dichiarazione prima del suo incontro con il presidente israeliano Isaac Herzog, sottolineando che Stati Uniti ed Israele stanno studiando "in modo intenso" la proposta di Hamas.  Da parte sua, Herzog ha notato che la nuova visita del segretario di Stato Usa a Tel Aviv "arriva in un momento cruciale del conflitto. Noi desideriamo e preghiamo per il rilascio immediato dei nostri ostaggi – ha aggiunto – vogliamo vederli tornare al più presto possibile".  Le autorità israeliane stanno valutando "attentamente" la nuova proposta di tregua a Gaza presentata dai negoziatori del Qatar, ha detto ai giornalisti il portavoce del governo di Tel Avi, Avi Hyman. "Abbiamo ricevuto un aggiornamento, abbiamo ricevuto una comunicazione dai negoziatori del Qatar. Li stiamo esaminando. Il Mossad sta esaminando attentamente ciò che ci è stato presentato", ha dichiarato il portavoce. Dopo la proposta israeliana e nel giorno della visita a Tel Aviv di Blinken, è trapelata una controproposta di Hamas che, aveva già riportato Channel 13, è stata consegnata dal Qatar al Mossad. Secondo le fonti, nel governo dello Stato ebraico si starebbe discutendo se respingere in blocco le richieste formulate dal gruppo palestinese o avviare un negoziato per tentare di ammorbidirle. Su alcuni punti, in particolare, ci sarebbero forti resistenze. Altri media si spingono oltre e parlano già di un ok del primo ministro, Benjamin Netanyahu, a un cessate il fuoco, anche se interpellato dal Times of Israel il suo ufficio non ha confermato l'indiscrezione. Nel dettaglio, sottolinea al-Jazeera, la controproposta di Hamas prevede un cessate il fuoco in tre fasi, con uno stop dei combattimenti per 135 giorni complessivi, ovvero quattro mesi è mezzo. Nei primi 45 giorni verrebbero rilasciati tutti i minori di 19 anni, gli anziani e i malati che sono prigionieri a Gaza e le donne. Nella seconda fase dell'accordo è previsto il rilascio dei restanti ostaggi maschi che sono ancora nell'enclave, mentre la terza fase prevede la consegna alle autorità israeliane dei corpi delle persone che sono rimaste uccise durante i combattimenti.  In cambio Hamas chiede il rilascio di 1.500 prigionieri, un terzo dei quali scelti tra i detenuti condannati in Israele all'ergastolo, il ritorno degli sfollati nelle loro case, la garanzia della libertà di movimento tra il nord e il sud dell'enclave e l'ingresso di almeno 500 camion al giorno di aiuti e carburante in tutta la Striscia.  Il piano del gruppo palestinese prevede anche la fine degli "assalti" dei coloni alla moschea di Al-Aqsa, l'approvazione di un piano per ricostruire case, strutture economiche e pubbliche entro un periodo massimo di tre anni e, soprattutto, che Qatar, Egitto, Stati Uniti, Turchia e Russia siano garanti dell'eventuale nuova intesa. Intanto le indiscrezioni si rincorrono. Secondo Sky News Arabia, il Qatar avrebbe detto a Hamas che Israele sarebbe disponibile a rilasciare dai 3mila ai 5mila detenuti palestinesi in cambio degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza.  L'emittente riferisce inoltre che il Qatar sta cercando di ammorbidire le richieste contenute nella controproposta di Hamas per un cessate il fuoco e il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza.  Channel 13 invece rilascia l'ipotesi che nell'accordo rientri anche l'esilio dei dirigenti di Hamas. La tv ritiene che la questione sia stata recentemente oggetto di discussione tra israeliani e americani, con i primi che sarebbero favorevoli a quest'opzione in quanto significherebbe "la fine della leadership di Hamas" a Gaza. Attacchi israeliani sulla Siria centrale hanno ucciso almeno 10 persone, tra cui sei civili. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che "tra i civili uccisi nei raid contro un edificio nel quartiere Hamra della città di Homs ci sono una donna e suo figlio". Il capo dell'osservatorio Rami Abdel Rahman ha dichiarato alla Dpa che gli attacchi hanno preso di mira un edificio a due piani e un seminterrato vicino allo stadio municipale. Tra le persone uccise ci sarebbero anche due membri del movimento filo-iraniano Hezbollah. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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